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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2012-03437
"CHIUSO PER DISINTERESSE, LA FINE DELLA COMUNIT? SHAHRAZAD E DELLE POLITICHE SUL DISAGIO GIOVANILE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 28 GIUGNO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201203437/002, presentata in
data 28 giugno 2012, avente per oggetto:
"Chiuso per disinteresse, la fine della comunità Shahrazad e delle politiche sul
disagio giovanile"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Entro volentieri nel merito in realtà non della chiusura, ma della riconversione della
comunità Shahrazad, in quanto, fin dal 1979, la Città ha gestito in Corso Sebastopoli
questa comunità alloggio per adolescenti femmine; è sicuramente una struttura che
ha rappresentato un motivo di orgoglio e anche di buoni risultati in 30 anni di
attività.
Appare evidente come, negli ultimi anni, siano mutate le esigenze, ma soprattutto è
mutata la tipologia delle ragazze ospiti della stessa comunità alloggio, in quanto l'età
è aumentata fino ad arrivare alla situazione odierna nella quale le ragazze sono ormai
prossime alla maggiore età o, nella maggior parte dei casi, maggiorenni.
Quindi, connotarla come struttura con standard per minori risultava non soltanto
inadeguato, ma anche poco corrispondente ai mutati bisogni, per cui si è ritenuto di
procedere ad una riprogrammazione, fondamentalmente con due finalità: da una
parte, rendere più pertinenti anche i percorsi progettuali di queste ragazze, per le
quali, in qualche caso, era anche più opportuno avviare percorsi di altro tipo,
alternativi alla comunità (come sapete, in ogni caso, il percorso successivo della
maggiore età deve essere ricalibrato ed avere altre caratteristiche); dall'altra parte, vi
è sicuramente anche la necessità di ottimizzare le risorse umane, anche a seguito di
una serie di trasferimenti di educatori effettuati presso il sistema educativo,
riconvertendo - come dicevo - la struttura e prevedendo comunque all'interno ancora
il mantenimento di alcuni operatori che dessero continuità, in particolare di 2
educatori e un OSS, ai quali è stato anche assegnato il compito di rielaborare il
nuovo progetto organizzativo.
Occorre anche ricordare che, in 30 anni, tutti gli interventi sui minori sono
profondamente cambiati e che, oltre all'evoluzione di questa struttura, in Città si è
strutturata una rete di comunità e anche di varie forme di accoglienza e di
inserimento di minori (compreso il forte potenziamento degli affidi familiari) proprio
atti a garantire il massimo di appropriatezza e flessibilità nelle risposte. Quindi,
questa riorganizzazione e questa riconversione sono da leggersi in questa chiave.
Invece, nel merito dell'altro punto credo sia importante evidenziare che le politiche
giovanili afferiscono oggi all'Assessore alle Politiche Sociali per quanto attiene in
particolare tutto quanto ha valenza di promozione della salute, di stili di vita sani e di
attività di prevenzione, che è proprio uno tra i punti di forza del Piano giovani della
Città.
È, quindi, in questa accezione che deve essere vista la ricollocazione e la
collocazione del centro ARIA tra le competenze dell'Assessorato da me guidato. In
particolare, ritengo che sia importante che tutte le azioni di prevenzione per
l'adolescenza nell'ambito della rete siano collocate all'interno della rete diffusa
dell'associazionismo del territorio cittadino, proprio perché, da molti anni, molte
associazioni di territorio lavorano a favore dei giovani nell'ottica - come dicevo
prima - di intervenire in ambito di promozione della salute e degli stili di vita.
Quindi, è in questo contesto che la Città assume funzioni di programmazione e di
governance dei processi attraverso co-progettazione e co-gestione delle attività.
Quindi, il progressivo inserimento di ARIA nell'ambito di una rete più ampia di
opportunità ed interventi pone l'attenzione sull'offerta di percorsi di ascolto e
sostegno anche a livello psicologico, ma, evidentemente, non solo. In prospettiva
sarà dunque garantita la continuità del lavoro del centro ARIA, non soltanto
attraverso la ricezione telefonica, ma anche attraverso l'accoglienza diretta, con
colloqui di counseling e di orientamento, sia educativo che psicologico. Verrà,
inoltre, assicurato l'accompagnamento - ove necessario - presso le risorse territoriali,
ma anche quelle istituzionali (quali scuole, formazione professionale ed aziende
sanitarie).
Preciso anche che l'11 luglio sono scaduti i termini dell'istruttoria pubblica per la co-
progettazione e, nelle prossime settimane, la Commissione procederà alla valutazione
delle proposte progettuali pervenute ed all'individuazione dei partner.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per la risposta.
Siamo partiti da questa vicenda della comunità Shahrazad perché ci è stata segnalata
e devo dire che comunque ha suscitato anche un certo movimento: c'è stata una
petizione, una raccolta firme, proprio perché l'operato di questa comunità, che
andava avanti da più di 30 anni, era comunque molto apprezzato nel suo genere.
Quindi, sono contento di apprendere che non si tratta di una chiusura tout court, ma
di una riorganizzazione, magari anche legata ad un nuovo modo di gestire questi
servizi; lo apprendo con piacere. Magari, poi ci sarà modo di approfondire e di
seguire questa vicenda in futuro.
Di fatto, quello che è stato percepito da chi stava attorno a questa comunità, oltre che
dalle ospiti, era una progressiva chiusura senza un percorso molto chiaro per il
futuro. Di conseguenza, questo ci ha spinto a preoccuparci ed a chiedere un
chiarimento, ma anche a preoccuparci più in generale, perché questa interpellanza
segue quella che avevamo già fatto sul centro d'ascolto ARIA, che poi abbiamo
tirato nuovamente fuori per avere un aggiornamento su che cosa stava succedendo
dopo quello che ci era stato detto in risposta all'interpellanza precedente. Inoltre,
volevamo condividere una sensazione generale di difficoltà delle politiche giovanili
e, tutto sommato, anche un po' di abbandono, perché la sensazione che si ha è questa,
dato che sappiamo che la delega alle Politiche Giovanili è rimasta in capo al Sindaco
e che, almeno per quanto riguarda i lavori consiliari, tra la difficoltà di avere il
Sindaco in Aula per rispondere alle interpellanze, il fatto che quando si è approvato il
Bilancio Preventivo è stato l'unico Assessore che non è venuto (ma sono venuti i
tecnici a spiegare il Bilancio Preventivo) ed una serie di altre cose, la sensazione è
stata un po' che ci fosse una difficoltà.
Quindi, a fronte di questo, ben venga il fatto che ci sia stata questa riorganizzazione,
per cui una parte delle politiche giovanili (quelle che riguardano direttamente la
salute e l'assistenza) passano in capo al suo Assessorato, che è senz'altro presente su
queste materie e, quindi, può seguire con più attenzione la materia.
Certamente, rimane un po' questa preoccupazione di capire dove vanno le politiche
giovanili torinesi, dato che, onestamente, in quest'anno non si è visto
sostanzialmente nulla.

CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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