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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202289/002, presentata in data 8 maggio 2012, avente per oggetto: "Precari del Comune. Risorsa essenziale o usa e getta?" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nell'interpellanza si fa riferimento alla situazione di alcuni dipendenti Comunali, talvolta recanti mansioni di alta responsabilità, che lavorano per il Comune da anni, con forme di contratto diverso, rinnovate anche periodicamente. Di fronte ad una serie di considerazioni, preso atto che gli emendamenti del Decreto Fiscale attueranno il blocco del turn over, facendo passare dal 20% al 40% il limite delle assunzioni, si chiede di sapere quale politica si attuerà per la tutela del precariato, quali interventi di stabilizzazione siano in atto e/o in programma, quanto la fuoriuscita dal Patto ha condizionato e condizionerà negli anni a venire le assunzioni, si chiede di conoscere la composizione qualitativa e quantitativa dei contratti e quale politica si intenda attuare nei confronti dei dirigenti a tempo determinato. L'Amministrazione da sempre ha posto attenzione alla situazione del personale assunto con contratti a tempo determinato, nel senso che sono state espletate, nel periodo 2007-2009, varie procedure di stabilizzazione, sia in ambito amministrativo che educativo, per un totale di 233 contratti a tempo determinato, trasformati a tempo indeterminato. Purtroppo, con il mutare del quadro legislativo, non essendo più percorribile la via della stabilizzazione, si è cercato di valorizzare al massimo l'esperienza lavorativa maturata presso la Città, valutandola adeguatamente anche nelle procedure concorsuali pubbliche indette, naturalmente, per titoli ed esami negli anni passati. Per l'anno in corso l'Ente è incorso nel divieto di procedere all'assunzione di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione. Conseguentemente si è notevolmente ridotto il ricorso all'utilizzo di personale a termine e non vi è possibilità di prevedere procedure selettive pubbliche. Quindi i contratti scaduti non sono stati rinnovati per l'ovvia ragione. La composizione del personale dipendente della Città al 31 marzo 2012 testimonia la riduzione dei dipendenti a termine. Sono in servizio, infatti, complessivamente 10.961 dipendenti a tempo indeterminato, un Direttore Generale ex articolo 108, 9 dirigenti a tempo determinato ex articolo 110, 3 alte specializzazioni a tempo determinato ex articolo 110, 27 collaboratori in staff a Sindaco e Assessori, ex articolo 90, e 330 dipendenti assunti con contratto a tempo determinato, impiegati prevalentemente per i servizi educativi, con contratti a scadenza il 30 giugno prossimo venturo. Entro tale data cesseranno dal servizio anche i dipendenti a tempo determinato assunti in ambito amministrativo, prevalentemente impegnati presso la Direzione dei Servizi Tributari per le attività di recupero evasione e Servizio Statistica per l'attività legata al censimento. L'Amministrazione, sia pur nei limitati ambiti consentiti dalle disposizioni legislative, nel rispetto dei limiti di Bilancio, intende comunque nel 2013 tornare ad assumere, dando attuazione agli accordi già raggiunti con le Organizzazioni Sindacali. L'accordo agli educativi prevede - proprio per offrire ai precari della scuola l'opportunità di stabilizzazione, anche se è un termine improprio, in quanto di concorso si tratta - l'indizione di procedure selettive per educatori asili nido e per insegnanti di scuola dell'infanzia, con particolare attenzione all'esperienza maturata a tempo determinato presso l'Amministrazione. Relativamente al personale assunto ai sensi dell'articolo 110, la nuova Amministrazione ne ha notevolmente ridotto l'utilizzo, passando proprio in questi giorni da 17 unità a 9 unità. Pertanto l'ha praticamente dimezzato. Aggiungerei solo che, ai sensi del Decreto spending review, questa risposta, che naturalmente conferma le intenzioni dell'Amministrazione, potrebbe anche essere modificata, perché - come i Consiglieri sanno bene - è stata inserita nel Decreto suddetto la futura emanazione di alcuni D.P.C.M. governativi, che stabiliranno, a prescindere dalle condizioni economiche e finanziarie degli Enti, quali saranno i rapporti popolazione-dirigenti, popolazione-dipendenti, in relazione al quale sarà possibile effettuare politiche assunzionali, o più facilmente, come il Decreto lascia intendere, aprendo la strada a procedure di mobilità pubblica, cosa decisamente delicata e molto importante sul piano della difficoltà di gestione e anche sulla inopportunità politica, naturalmente, di prendere questa strada, che però potrebbe cambiare radicalmente quello che attualmente è il quadro dell'Amministrazione in termini programmatici, di cui vi ho dato precedentemente atto. Naturalmente sarà compito della fase di conversione del Decreto, quella che avverrà entro il 28 luglio, quella di verificare e modificare se alcuni principi di quella Manovra potranno essere modificati, altrimenti il rischio è che si arrivi poi a fine anno con un D.P.C.M., che tra l'altro dovrebbe essere in emanazione a dicembre, che, al di là delle volontà politica dell'Ente, poi chiuda definitivamente, anche per alcuni anni forse, o no - questo non è dato saperlo - le possibilità di fare una politica assunzionale, quindi anche di dare una possibilità agli operatori che hanno prestato servizio in Amministrazione anche con funzioni a tempo determinato. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Questa è un'interpellanza che giaceva, purtroppo, da molto tempo ed era stata presentata prima che scadessero i contratti a tempo determinato; ci troviamo, purtroppo, a discuterla a contratti a tempo determinato già scaduti e questo, devo dire, mi spiace molto. Mi spiace molto perché è chiaro che il quadro nazionale - ha ragione l'Assessore - purtroppo è ben lontano dal diventare quello che personalmente spererei, cioè la scelta dello Stato e la possibilità per le sue Amministrazioni Locali di diventare prestatori di lavoro in ultima istanza, quindi di rilanciare l'economia e lo sviluppo e distribuire la ricchezza attraverso il lavoro e soprattutto attraverso i servizi. Però è anche vero che questa Amministrazione - e lo dico con coscienza di causa - questa Amministrazione purtroppo ha riservato ai suoi lavoratori a tempo determinato un trattamento non certo giusto. Perché dico "non certo giusto"? Perché effettivamente non si è costruito con loro una relazione che potesse ragionare, dopo anni ed anni di lavoro fatto insieme, un atterraggio rispetto alle competenze perdute per l'Ente e, dall'altra parte, le possibilità di lavoro perdute per i lavoratori stessi, perché l'Ente, che è il primo datore di lavoro del territorio, troppo spesso rischia di risultare forte con i deboli e debole con i forti, diciamo chiare le possibilità per gli ex articolo 90 e i 110, decisamente poco chiari i diritti per chi invece lavora per questo Ente da tanti anni, anche spesso con livelli di altissima competenza e di aiuto all'Ente stesso. Tante sono le lettere che abbiamo ricevuto, non solo dai precari, ma anche dalle persone che lavoravano con i precari. Mi preme in particolare un caso, che ci ha colpito moltissimo - non cito il nome - di un ingegnere che ha lavorato per la Città di Torino per 15 anni, l'ha rappresentata in Tribunale, l'ha rappresentata nelle assemblee di condominio e oggi è a casa, dopo 15 anni di lavoro, e una volta la settimana, per tre ore, tre ore e mezza, va a trovare i Colleghi cercando di spiegare loro alcuni pezzi del lavoro, nonostante sia stato lasciato a casa, sostanzialmente dalla sera alla mattina. Cosa si poteva fare? Sicuramente si poteva costruire un percorso diverso, sicuramente si potevano magari cercare alternative, anche perché per qualcuno si è trovata l'alternativa; sicuramente ci interroghiamo rispetto al tema dei 200 e rotti mila Euro di assunzioni interinali, anche quest'anno presenti in Bilancio, 270.000 Euro. E sicuramente - e per questo, Presidente, chiederei l'approfondimento dell'interpellanza in Commissione, come già discusso nell'ambito della III Commissione - ci interessa capire quali sono le strategie dell'Ente, al netto del quadro di riferimento nazionale, rispetto al 2013, per evitare che i diritti sviluppati da queste persone, ma soprattutto le competenze che hanno messo in questi anni a disposizione dell'Ente non vengano messi gli uni contro gli altri. Sono diversi i settori all'interno dei quali i precari hanno in questi anni lavorato: penso al settore dei Vigili Urbani, penso al settore dell'Amministrazione dei Tributi, penso ampiamente al settore degli assistenti educativi e degli educatori dei nidi e delle materne, pensando anche alle competenze che verranno disperse nei prossimi mesi. Quindi, Presidente, chiederei l'approfondimento per il 2013 dell'interpellanza in Commissione, ponendo però all'Assessore una questione urgente, che è questa: sarà in uscita - ci risulta -, nelle prossime ore o forse nelle prossime settimane, il bando a tempo determinato per educatori di nidi e materne. Ci interessa sapere una cosa, Assessore: l'Amministrazione Comunale, nelle cause di lavoro intentate dai precari che hanno lavorato per più di 36 mesi, sostiene che il limite dei 36 mesi non è applicabile ai lavoratori e agli educatori dei nidi e delle materne. Dall'altra parte, dagli incontri avuti fra le Organizzazioni Sindacali ed i dirigenti del settore scuola (quindi non del settore personale, ma, Assessore, a me interessa il suo parere come Assessore al Personale), questo limite dei 36 mesi viene individuato come ostativo. Quindi, mi interesserebbe capire qual è l'atteggiamento dell'Amministrazione, perché non vorrei che l'Amministrazione dicesse delle cose in Tribunale e poi, nei bandi, cioè nella possibilità per i precari di partecipare, ne facesse delle altre. Per quanto riguarda il più ampio panorama, proporrei alla Presidenza di approfondire in Commissione per capire che cosa succederà a partire dal 2013; su questo argomento specifico chiederei, se possibile, all'Assessore una replica immediata. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Sulla possibilità di passaggio in Commissione non vi sono problemi; ha aperto un po' la discussione. La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni, anche se non è prevista nello strumento delle interpellanze. PASSONI Gianguido (Assessore) Vorrei precisare due cose. La prima è che nella discussione sui precari si tende sempre a creare una latente conflittualità tra la volontà politica dell'Esecutivo ed i precari, come se fosse il comportamento dell'Amministrazione ad aver determinato la condizione di precarietà del lavoro. Su questo punto, vorrei essere molto chiaro una volta per tutte: i precari sono precari perché non hanno vinto un concorso pubblico a tempo indeterminato. Se scadono i contratti, non possono essere rinnovati; i contratti devono scadere. Punto. Se è possibile ricorrere al lavoro temporaneo o precario per sopperire ad esigenze temporanee di mancanza di pianta organica a tempo indeterminato, si ricorre al tempo determinato, come peraltro è corretto fare. Vorrei, però, che si aprissero gli occhi su un momento storico un po' particolare, cioè raccontare che, oggi, il problema del lavoro pubblico è la garanzia di lavoro dei precari è un po' guardare il dito indicando la Luna. Il Decreto parla di esuberi nel Pubblico Impiego, parla di liste di mobilità per 2 anni di lavoratori a tempo indeterminato nel Pubblico Impiego. Vorrei capire questo: oggi il problema del rapporto nel Pubblico Impiego è la strada con cui si va ad intraprendere il rapporto di fiducia e di relazione (che, peraltro, non è mai mancato tra Amministrazione Comunale ed i singoli settori e le persone che ivi hanno lavorato), oppure è la fotografia più ampia di una situazione in cui il legislatore sta compiendo un atto, non so se è giusto o ingiusto (sicuramente, a mio modo di vedere, è profondamente ingiusto), per cui il problema della spending review sta toccando il tema della quantità di lavoro pubblico di questo Paese. Francamente - se posso dirla anche un po' male -, non è che io sia preoccupato solo ed esclusivamente per i 150 o 200 precari, sono preoccupato del fatto che tra 2 anni in questo Paese ci saranno liste di mobilità regionali, a cui saremo obbligati ad attingere senza fare neanche un concorso pubblico, e, dopo 2 anni, le persone in mobilità non recuperate andranno a casa, in quanto esuberi del Pubblico Impiego. Questo è un problema politicamente serio, se posso dirlo in modo esplicitamente chiaro. Perché un Ente che si preoccupa di 150 precari e che poi non può fare i concorsi a tempo indeterminato e deve dichiarare esuberi nella pianta organica esistente è un Ente assolutamente incoerente ed anche un po' isterico nel comportamento. Ovviamente, vi è adesione morale e comprensione per la condizione del precario, per il quale, peraltro, la Città ha sempre provveduto, quando possibile, alla stabilizzazione; ogni volta che l'Amministrazione ha potuto usare l'istituto normativo o legislativo per la stabilizzazione, l'ha fatto. Grazie a questo, nella Città di Torino ci sono dipendenti che hanno 25, 30, 35 o 40 anni stabilizzati con norme di agevolazione. Lo dicevo prima, sono stati 233 solo in 2 anni. Praticamente, 233 è il numero delle persone che vanno in pensione in un anno, per cui abbiamo fatto una grande operazione di stabilizzazione, ma se cambia la Legge, non si può più fare. Onestamente, è chiaro che la Città ricorrerà, se supererà i limiti e se non sarà vietato, perché vorrei anche capire che cosa deciderà su questo il legislatore, perché, se dichiarerà magari esuberante il personale nelle Pubbliche Amministrazioni stabilendo un rapporto dipendenti/abitanti inferiore a quello della realtà, come si farà poi a ricorrere al lavoro precario, se siamo già in esubero per rapporto dipendenti/abitanti, e come funzionerà nel resto d'Italia? Non credo che in Piemonte abbiamo - ma questa non è un'affermazione leghista, è una constatazione oggettiva - abusato del lavoro pubblico, anzi, siamo sotto pianta organica: 10.600 dipendenti contro più di 12.000 di pianta organica. Il tema è: come si organizzerà il Pubblico Impiego, anche ricorrendo al lavoro temporaneo, precario, quando naturalmente questo è manifestato da esigenze di temporaneità del fabbisogno? Quello che, oggettivamente, non si può fare è pensare che, per non poter assumere, si ricorra al tempo determinato in surroga di. No, questo non è più possibile, lo dice chiaramente la norma e alla norma noi dobbiamo attenerci, al di là della valenza politica, della responsabilità e della comprensione per la condizione di chi ha un lavoro precario, che però ha sempre avuto ed ha sempre la possibilità di partecipare a procedure di selezione pubblica e, spesso, è stato anche fatto; anzi, in molti hanno partecipato e sono stati assunti, oppure sono in lista d'attesa o in graduatoria per entrare. La seconda cosa che vorrei precisare è che l'Ente non ha assolutamente fondi stanziati per il lavoro interinale. Non so da dove venga questa vulgata, perché non è vero. I fondi per gli interinali sono fondi a sussidio di lavoratori non comunali, ma nelle politiche di impiego del settore del lavoro che servono per finanziare politiche di ricollocamento lavorativo di dipendenti non comunali, cioè di lavoro privato, nel mercato del lavoro. Come faremmo noi, in una situazione di Patto di Stabilità e con il limite del 40% delle assunzioni, a prendere del lavoro interinale e non a tempo determinato? Sarebbe una palese incongruenza. È impossibile. Non c'è un Euro e non abbiamo intenzione di prendere una persona interinale in Comune. È ovvio. Visto che l'ho sentito dire anch'io, vorrei che fosse chiaro a tutti che non è una pratica che la Città potrebbe fare e su cui, peraltro, intenda investire assolutamente nulla. Non ricorrerebbe a forme così temporanee di lavoro per surrogare quello che è il Pubblico Impiego. Circa invece il tema dei requisiti dei settori che ricorrono per il futuro prossimo venturo, non so rispondere, perché non scrivo i bandi. Al momento, non mi risulta che esistano dei bandi a tempo determinato, anche perché siamo in sospensione della possibilità di farne; per quanto riguarda il trattamento dei requisiti di ammissione, è chiaro che l'Amministrazione valuterà attentamente quali siano. Personalmente, non sono a conoscenza e non ho informazioni sul fatto che vi siano state delle differenze fra comportamento in difesa e comportamento in attuazione. Quando e se verranno fatti dei bandi per assunzioni a tempo determinato per il 2013, mi farò carico del problema e lo verificherò, anche se, chiaramente, riguarda provvedimenti di natura dirigenziale, per i quali politicamente vi è il mio interesse non solo per riferire e relazionare al Consiglio Comunale, ma perché ritengo opportuno che venga data la massima trasparenza. Ad oggi, non mi risulta alcun provvedimento che dica questo, tanto meno sono stato investito da questo tipo di problematiche, che, peraltro, mi sembrano importanti, ma non credo siano all'ordine del giorno. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula. Ricordo agli Uffici la richiesta del Consigliere Curto di portare in Commissione lo sviluppo e l'approfondimento della sua interpellanza. |