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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2012-02235
"IMU - LA CASA CHE NON C'E'" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 7 MAGGIO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202235/002, presentata in
data 7 maggio 2012, avente per oggetto:
"IMU - La casa che non c'è"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Nell'interpellanza si dice che la nuova tassa, l'IMU, sostituisce l'ICI e riguarda
immobili residenziali, commerciali e rurali; considerato che ogni immobile deve
essere censito in Catasto, si chiede se si sono applicate le verifiche catastali sugli
immobili, quindi per evitare abusivismo, quanti sono stati negli anni 2009/2010/2011
gli immobili abusivi accertati, quanti regolarizzati e quanto è l'evaso accertato.
Dal 2006 l'Agenzia del Territorio, sulla base delle informazioni fornite da altri Enti
(AGEA, ANCI, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza), con verifiche
amministrative di telerilevamento su tutto il territorio nazionale, ha individuato i
fabbricati che non risultano dichiarati in Catasto, i cosiddetti fabbricati "nascosti" o
"fantasma", non denunciati spontaneamente.
In tutto il Comune di Torino sono emerse n. 7 costruzioni con destinazione
industriale e commerciale, le quali sono state classate d'Ufficio, cioè è stata attribuita
loro una rendita catastale con la relativa rendita dall'Agenzia del Territorio.
Ma già dal 2005 la Legge n. 311/2004 aveva dato facoltà di aggiornare comunque
tali situazioni, non più coerenti con i classamenti per intervenute variazioni edilizie o
per destinazione d'uso.
Per quanto riguarda l'attività del Comune di Torino legata al recupero delle entrate
dall'evasione, ormai da anni la Divisione Servizi Tributari Catasto e Suolo Pubblico
mette in campo tecniche di indagine finalizzate all'aggiornamento catastale degli
immobili non coerenti su tutto il territorio comunale.
Nella specifico, si individuano i classamenti ritenuti non congrui, i quali vengono
comunicati all'Agenzia del Territorio, ai sensi della Legge n. 662/96, e nel caso di
cambio di destinazione d'uso si attiva il comma 336, articolo 1, della Legge
n. 311/2004, con emissione di notifiche in capo ai titolari dei diritti reali sugli
immobili, avvalendosi sia dell'incrocio delle banche dati (Conservatoria, denunce
TARSU, Archivio Edilizio, Camera di Commercio, locazioni, fornitura gas, energia),
che da verifiche specifiche sul campo.
Per i casi di presumibili violazioni urbanistiche edilizie, si procede con segnalazioni
al Settore Vigilanza Edilizia del Comune per l'applicazione di procedimenti
sanzionatori.
Il lavoro si svolge in collaborazione, in quanto è una funzione a loro delegata, dalle
Agenzie del Territorio e delle Entrate, in virtù di specifiche convenzioni nonostante il
mancato decentramento delle funzioni dello Stato in materia catastale, come previsto
nella Finanziaria 2007. In pratica, la convenzione stabilisce le forme di
collaborazione tra il Comune e le Agenzie dello Stato, ma di fatto sono funzioni che
rimangono in capo agli Enti dello Stato.
Con tale genere di attività l'Amministrazione ha avviato un imponente lavoro di
verifica, anche fiscale e tributaria, per quegli immobili aventi classamento catastale
non congruo.
Pertanto sono considerati abusivi, dal punto di vista fiscale e tributario, anche quegli
immobili aventi un classamento catastale non congruo, anche se però non fantasma,
perché la distinzione tra immobile fantasma - cioè non censito e classato - e un
immobile non congruo, è che il primo è presente in banca dati, il secondo invece...
anzi, il fantasma non è presente in banca dati, il secondo invece è presente, ma non è
classato in modo corretto.
Il Settore, previa comunicazione notificata nel 2009-2011, ha richiesto all'Agenzia
del Territorio i seguenti riclassamenti: nel 2009, 895 riclassamenti all'Agenzia del
Territorio; nel 2010, 808; nel 2011, 801.
A fronte di questi provvedimenti, sono stati, alla fine, adeguati in Catasto: nel 2009,
747 immobili; nel 2010, 614 immobili; nel 2011, 670 immobili.
L'attività di recupero dell'evasione ICI, conseguente all'attuazione di questo
provvedimento, ha portato fino ad oggi un importo di 4.066.000 Euro, così
distribuiti: nel 2009, un milione e mezzo; nel 2010, 1.160.000; nel 2011, 1.263.000
Euro.
Infine, si tenga conto che l'aggiornamento catastale non è sempre immediato e
spesso avviene, per esempio, che il proprietario di un immobile ottemperi nell'anno
solare successivo a quello di emissione della notifica, oppure, nel caso di
inottemperanza (in quanto comunque la notifica richiede l'ottemperanza da parte del
cittadino, il cittadino potrebbe non ottemperare), potrebbe succedere che - come dice
la norma - subentri l'Agenzia del Territorio in surroga. Naturalmente l'Agenzia,
dopo questo provvedimento, richiederà il rimborso degli oneri a carico del
proprietario inadempiente.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio l'Assessore per la risposta. È chiaro che l'interpellanza, che è datata 7
maggio, era stata fatta in piena discussione Bilancio, IMU, quindi aveva anche un
suo senso e una sua logica, in qualche modo provocatoria o comunque di richiesta di
collaborazione e apertura a tutte le possibilità o a tutte le strade percorribili per
evitare eventuali tassazioni.
Il fatto che lei mi dica che ci sono 7 immobili non censiti sul territorio di Torino, dà,
per l'ennesima volta alla Lega Nord, il piacere di poter dire che i soldi vengono
sempre presi solo qui al Nord, dove non abbiamo nessuna possibilità di scappare a
questa mannaia fiscale o comunque di tributi dovuti, perché mi piacerebbe sentir dire
che anche a Reggio Calabria, a Cosenza, a Napoli ci sono 7 immobili, in tutto il
comune, non censiti.
Quindi è chiaro, è proprio la dimostrazione lampante di quanto noi sosteniamo ormai
da tempo, cioè che sono più che certo che, se gli immobili fossero tutti censiti e
fossero tutti accatastati, forse a questo giro l'IMU non avrebbe dovuto pagarla
nessuno e forse avremmo risolto il problema di una Finanziaria.
Comunque la ringrazio per il modo dettagliato in cui mi ha risposto. Mi ritengo
soddisfatto. Magari verso fine anno andremo ad analizzare se ci sono altre soluzioni
per evitare quel famoso 1,75‰ in più rispetto a quello che è il versamento dell'IMU.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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