| Interventi |
MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202235/002, presentata in data 7 maggio 2012, avente per oggetto: "IMU - La casa che non c'è" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nell'interpellanza si dice che la nuova tassa, l'IMU, sostituisce l'ICI e riguarda immobili residenziali, commerciali e rurali; considerato che ogni immobile deve essere censito in Catasto, si chiede se si sono applicate le verifiche catastali sugli immobili, quindi per evitare abusivismo, quanti sono stati negli anni 2009/2010/2011 gli immobili abusivi accertati, quanti regolarizzati e quanto è l'evaso accertato. Dal 2006 l'Agenzia del Territorio, sulla base delle informazioni fornite da altri Enti (AGEA, ANCI, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza), con verifiche amministrative di telerilevamento su tutto il territorio nazionale, ha individuato i fabbricati che non risultano dichiarati in Catasto, i cosiddetti fabbricati "nascosti" o "fantasma", non denunciati spontaneamente. In tutto il Comune di Torino sono emerse n. 7 costruzioni con destinazione industriale e commerciale, le quali sono state classate d'Ufficio, cioè è stata attribuita loro una rendita catastale con la relativa rendita dall'Agenzia del Territorio. Ma già dal 2005 la Legge n. 311/2004 aveva dato facoltà di aggiornare comunque tali situazioni, non più coerenti con i classamenti per intervenute variazioni edilizie o per destinazione d'uso. Per quanto riguarda l'attività del Comune di Torino legata al recupero delle entrate dall'evasione, ormai da anni la Divisione Servizi Tributari Catasto e Suolo Pubblico mette in campo tecniche di indagine finalizzate all'aggiornamento catastale degli immobili non coerenti su tutto il territorio comunale. Nella specifico, si individuano i classamenti ritenuti non congrui, i quali vengono comunicati all'Agenzia del Territorio, ai sensi della Legge n. 662/96, e nel caso di cambio di destinazione d'uso si attiva il comma 336, articolo 1, della Legge n. 311/2004, con emissione di notifiche in capo ai titolari dei diritti reali sugli immobili, avvalendosi sia dell'incrocio delle banche dati (Conservatoria, denunce TARSU, Archivio Edilizio, Camera di Commercio, locazioni, fornitura gas, energia), che da verifiche specifiche sul campo. Per i casi di presumibili violazioni urbanistiche edilizie, si procede con segnalazioni al Settore Vigilanza Edilizia del Comune per l'applicazione di procedimenti sanzionatori. Il lavoro si svolge in collaborazione, in quanto è una funzione a loro delegata, dalle Agenzie del Territorio e delle Entrate, in virtù di specifiche convenzioni nonostante il mancato decentramento delle funzioni dello Stato in materia catastale, come previsto nella Finanziaria 2007. In pratica, la convenzione stabilisce le forme di collaborazione tra il Comune e le Agenzie dello Stato, ma di fatto sono funzioni che rimangono in capo agli Enti dello Stato. Con tale genere di attività l'Amministrazione ha avviato un imponente lavoro di verifica, anche fiscale e tributaria, per quegli immobili aventi classamento catastale non congruo. Pertanto sono considerati abusivi, dal punto di vista fiscale e tributario, anche quegli immobili aventi un classamento catastale non congruo, anche se però non fantasma, perché la distinzione tra immobile fantasma - cioè non censito e classato - e un immobile non congruo, è che il primo è presente in banca dati, il secondo invece... anzi, il fantasma non è presente in banca dati, il secondo invece è presente, ma non è classato in modo corretto. Il Settore, previa comunicazione notificata nel 2009-2011, ha richiesto all'Agenzia del Territorio i seguenti riclassamenti: nel 2009, 895 riclassamenti all'Agenzia del Territorio; nel 2010, 808; nel 2011, 801. A fronte di questi provvedimenti, sono stati, alla fine, adeguati in Catasto: nel 2009, 747 immobili; nel 2010, 614 immobili; nel 2011, 670 immobili. L'attività di recupero dell'evasione ICI, conseguente all'attuazione di questo provvedimento, ha portato fino ad oggi un importo di 4.066.000 Euro, così distribuiti: nel 2009, un milione e mezzo; nel 2010, 1.160.000; nel 2011, 1.263.000 Euro. Infine, si tenga conto che l'aggiornamento catastale non è sempre immediato e spesso avviene, per esempio, che il proprietario di un immobile ottemperi nell'anno solare successivo a quello di emissione della notifica, oppure, nel caso di inottemperanza (in quanto comunque la notifica richiede l'ottemperanza da parte del cittadino, il cittadino potrebbe non ottemperare), potrebbe succedere che - come dice la norma - subentri l'Agenzia del Territorio in surroga. Naturalmente l'Agenzia, dopo questo provvedimento, richiederà il rimborso degli oneri a carico del proprietario inadempiente. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ringrazio l'Assessore per la risposta. È chiaro che l'interpellanza, che è datata 7 maggio, era stata fatta in piena discussione Bilancio, IMU, quindi aveva anche un suo senso e una sua logica, in qualche modo provocatoria o comunque di richiesta di collaborazione e apertura a tutte le possibilità o a tutte le strade percorribili per evitare eventuali tassazioni. Il fatto che lei mi dica che ci sono 7 immobili non censiti sul territorio di Torino, dà, per l'ennesima volta alla Lega Nord, il piacere di poter dire che i soldi vengono sempre presi solo qui al Nord, dove non abbiamo nessuna possibilità di scappare a questa mannaia fiscale o comunque di tributi dovuti, perché mi piacerebbe sentir dire che anche a Reggio Calabria, a Cosenza, a Napoli ci sono 7 immobili, in tutto il comune, non censiti. Quindi è chiaro, è proprio la dimostrazione lampante di quanto noi sosteniamo ormai da tempo, cioè che sono più che certo che, se gli immobili fossero tutti censiti e fossero tutti accatastati, forse a questo giro l'IMU non avrebbe dovuto pagarla nessuno e forse avremmo risolto il problema di una Finanziaria. Comunque la ringrazio per il modo dettagliato in cui mi ha risposto. Mi ritengo soddisfatto. Magari verso fine anno andremo ad analizzare se ci sono altre soluzioni per evitare quel famoso 1,75‰ in più rispetto a quello che è il versamento dell'IMU. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |