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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 20
INTERPELLANZA 2012-03693
"PALAZZO DEL LAVORO, IL TAR BOCCIA L'ASSESSORATO ALL'URBANISTICA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED ALTRI IN DATA 9 LUGLIO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201203693/002,
presentata in data 9 luglio 2012, avente per oggetto:
"Palazzo del lavoro, il TAR boccia l'Assessorato all'Urbanistica"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Faccio presente che nella trattazione, ai sensi del Regolamento, articolo 63 comma 7,
possono intervenire per ogni Gruppo firmatario un Consigliere per Gruppo per non
più di tre minuti di intervento, il Sindaco e gli Assessori delegati interverranno -
come definito in Conferenza dei Capigruppo - per non più di cinque minuti
sull'argomento. Ogni Consigliere successivamente ha la facoltà di intervenire per
massimo cinque minuti e concluderà l'Assessore delegato o il Sindaco per altri
cinque minuti.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Essendo l'autore materiale del testo, vorrei illustrare l'interpellanza, che è stata
sottoscritta peraltro da tutte le opposizioni, per poi sentire la risposta dell'Assessore
ed eventualmente intervenire nuovamente durante il dibattito.
L'interpellanza nasce a seguito della sentenza del TAR Piemonte che ha
sostanzialmente cancellato le nostre deliberazioni, anzi, in realtà della precedente
tornata amministrativa, in buona parte, relative alla Variante al Piano Regolatore
Generale n. 190 del Palazzo del lavoro, quelle che permettevano la trasformazione
del Palazzo del lavoro in un centro commerciale.
Il TAR, su ricorso della società "8 Gallery Immobiliare" che gestisce il centro
commerciale vicino della "8 Gallery", ha ritenuto illegittime queste deliberazioni.
L'Assessore mi correggerà se sbaglio, ma sostanzialmente i punti contestati erano il
fatto che il nuovo centro commerciale si potesse definire come un centro
commerciale naturale, il che faceva scattare una serie di regimi autorizzativi che
permettevano di mandare avanti la Variante e il fatto che questa Variante sia stata
approvata non come Variante strutturale al Piano Regolatore, ma con la più semplice
procedura della Variante parziale.
Quindi, su questi due punti, credo fossero i principali punti su cui il TAR ha trovato
illegittimo l'operato del Comune e ha cancellato le deliberazioni del Consiglio
Comunale, riportandoci sostanzialmente a ripartire da zero, fatto salvo il ricorso
Consiglio di Stato da parte della Città.
A questo punto, si aprono numerosi problemi, quindi abbiamo ritenuto opportuno che
ci fosse un dibattito in Aula durante il Consiglio Comunale, alla presenza di tutti i
Consiglieri, sia per quanto riguarda il progetto specifico, che per quanto riguarda in
generale la politica urbanistica Comunale.
Per quanto riguarda il progetto specifico, vorremmo capire intanto cosa succede,
quindi quali sono le intenzioni della Città. Sui giornali abbiamo letto che la Città
intende riproporlo questa volta con le procedure più lente della Variante strutturale,
con tutte le procedure richieste dal TAR. Però vorremmo capire i tempi e soprattutto
qual è l'impatto, se c'è, sul Bilancio della Città, visto che a questo progetto erano
legati alcuni milioni di Euro di oneri di urbanizzazione, non sappiamo se già
incassati, ancora da incassare, se adesso dovranno essere restituiti, se si crea un buco
su questo Bilancio, sugli anni prossimi. Insomma, vorremmo capire anche le
conseguenze economiche di questa sentenza del TAR.
Poi c'è ovviamente una richiesta di chiarimenti più generale, su come sia possibile
che la Città adotti delle procedure così illegittime, che, impugnate al TAR, portano a
una sentenza contraria alla Città. Immagino sia stata fatta un'analisi, un esame di
coscienza all'interno dell'Assessorato per capire cosa è stato sbagliato.
Diciamo che il TAR sembra mostrare delle forzature nella scelta delle procedure
semplificate, quando in realtà si dovrebbero utilizzare delle procedure più complesse,
e non possiamo non notare come questo venga regolarmente segnalato anche per
tante altre Varianti. Quindi molto spesso sulle Varianti che noi votiamo in quest'Aula
ci sono delle osservazioni delle associazioni ambientaliste o che si occupano del
territorio, che fanno notare come, a seconda della loro interpretazione della Legge,
sarebbe necessario l'utilizzo della Variante strutturale, ma secondo le interpretazioni
degli Uffici Comunali è sufficiente la Variante parziale.
Su questo tema, i Comitati dei cittadini o le associazioni spesso non hanno le risorse
per andare al TAR, a differenza della società "8 Gallery"; però, a questo punto, vista
la sentenza, viene il dubbio che questa Città utilizzi lo strumento della Variante
parziale con troppa leggerezza, quando invece dovrebbe utilizzare quello della
Variante strutturale.
Quindi vorremmo anche capire che riflessioni sono state fatte, in particolare se sono
state comunque individuate delle responsabilità all'interno dell'Amministrazione
circa il fatto che la Città per tre anni ha portato avanti un progetto in maniera
illegittima, subendone comunque un danno, perché il progetto si ferma.
Personalmente sono contento che sia fermo, ma la maggior parte dell'Aula invece
sostiene questo progetto, lo ritiene vantaggioso per la Città, quindi la Città è
danneggiata dal fatto di non poterlo portare avanti. A questo punto forse sarebbe il
caso anche di interrogarci se ci sono delle responsabilità e capire chi è il responsabile
di questo fallimento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Sarebbe più utile sentire prima la risposta dell'Assessore, esattamente come funziona
nelle interpellanze normali, anche per poter dare un senso al dibattito, dandoci poi la
possibilità di intervenire.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La possibilità c'è, però io ho interpretato, così come in Conferenza dei Capigruppo,
che prima intervenisse un presentatore, poi l'Assessore per illustrare gli intendimenti
dell'Amministrazione, seguito dal dibattito. Intanto abbiamo cinque minuti per
Consigliere. Non facciamo censure su un argomento di tale importanza.
Siamo d'accordo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto.
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Vorrei fare una premessa, anche per spiegare la sinteticità della mia risposta, perché
ritengo che sia piuttosto irrituale da parte mia commentare una sentenza a procedura
amministrativa e giudiziaria aperta. Perché è vero che c'è stata una sentenza del
TAR, ma la Città sta predisponendo un ricorso di appello al Consiglio di Stato, che
verrà deliberato domani mattina in Giunta. Quindi al momento le valutazioni
rientrano nella competenza dell'Avvocatura della Città, nel pieno rispetto della
Magistratura e delle istanze che sono in questo momento coinvolte.
Quindi mi permetto di non commentare al momento il contenuto della sentenza,
perché ritengo che non sia corretto, alla luce del fatto che la Città sta predisponendo
l'appello al Consiglio di Stato, sulla base della cui sentenza poi ci saranno tutti i
commenti del caso, che naturalmente noi ci auguriamo sia diversa da quella del TAR.
In ogni caso, nelle more della definizione del ricorso in appello davanti al Consiglio
di Stato, la Città - come è già stato dichiarato - intende proseguire il percorso di
riqualificazione attuato per il Palazzo del Lavoro, anche attraverso l'eventuale
adozione di nuovi atti concordati con la Regione e con la Provincia.
Quindi valuteremo, nelle more della definizione del ricorso in appello, quali possibili
nuovi atti, o atti integrativi, possano essere predisposti, sempre nel rispetto del fatto
che in questo momento stiamo attendendo il ricorso in appello e quindi la sentenza
del Consiglio di Stato.
La Giunta Comunale ha approvato il permesso di costruire convenzionato il 15
novembre 2011, nel quale si è anche definita la stima degli oneri di urbanizzazione,
che è di 5.285.560 Euro, a cui va sommato il valore del costo di costruzione, che è
circa di un 1.500.000 Euro. Valori che dovranno essere aggiornati al momento del
rilascio del titolo abilitativo edilizio che non è ancora stato rilasciato.
Il citato permesso di costruire convenzionato prevede la realizzazione, a cura e spese
del privato, di tutte le opere di urbanizzazione, per un valore pari a circa 33.500.000
Euro, che naturalmente verranno realizzate nel momento in cui partirà il permesso di
costruire convenzionato. A tutto ciò va sommato il valore dell'area di pertinenza
dell'edificio, che è di circa 3.800.000 Euro.
Queste cifre sono condizionate alla realizzazione, quindi ai successivi atti
autorizzativi.
Naturalmente la Città, facendo ricorso al Consiglio di Stato, conferma la piena
legittimità dell'attività svolta dall'Amministrazione, tant'è che facciamo ricorso al
Consiglio di Stato. Vorrei anche dire, però, che le sentenze del TAR, nel nostro
ordinamento giuridico, non fanno giurisprudenza e per una sentenza del TAR che
dice che dovevamo fare Variante strutturale, invece che parziale, ce ne sono altre che
dicono esattamente cose diverse, per le quali coloro che ricorrono al Consiglio di
Stato sono quelli che hanno perso il ricorso al TAR.
Quindi, i TAR si pronunciano correttamente caso per caso, analizzando tutta la
documentazione caso per caso, quindi, rispetto alle affermazioni del Consigliere
Bertola, che da lì si evince che tutte le altre procedure dovrebbero essere riviste, non
è così. Ci sono le fattispecie, il Piano Regolatore è la guida che definisce quando una
Variante è parziale e strutturale.
In ogni caso, in questo caso prendiamo atto della sentenza del TAR. Riteniamo che la
procedura adottata sia stata pienamente legittima e pienamente corretta e
naturalmente attendiamo la sentenza del Consiglio di Stato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Bene, vi sono interventi?
Consigliere Tronzano. Prego, Consigliere.

TRONZANO Andrea
Velocemente, per stare nel tempo di tre minuti. Ricordo che personalmente avevo
votato contro questa adozione (era il 2010), per due ragioni. La prima legata alla
viabilità e la seconda legata allo sviluppo commerciale della zona, che vedeva già la
presenza di Piazza Bengasi e di altri centri commerciali.
Sono certo che questa bocciatura da parte del TAR sia giusta, perché pur essendo io
favorevole al piano di dismissioni complessive del patrimonio immobiliare, ritengo
che questa deliberazione abbia sostanzialmente concesso a Fintecna la possibilità di
introdurre delle modifiche sul Palazzo del Lavoro (ricordiamo che Fintecna tra l'altro
è completamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, quindi è
sostanzialmente un'operazione interna ai conti dello Stato). A nostro giudizio - nel
2010 così come oggi - questa concessione avrebbe danneggiato sicuramente i
cittadini e il commercio della zona.
Le aggiungo, Assessore, una cosa in più rispetto a qualche cosa che dovrà avvenire
prossimamente; ovverosia, sulla zona dell'ex Bowling a Mirafiori si sta verificando
la stessa situazione. Glielo dico... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è
uguale, ma più o meno; sicuramente lo sviluppo della zona ex Bowling è importante,
sicuramente l'aspetto della sicurezza è importante, perché lì ci dovrebbe andare una...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, è un'altra dimensione, però il concetto
è lo stesso. Ossia, se noi facciamo nascere un centro commerciale o comunque
qualcosa che riguarda uno sviluppo commerciale non controllato, che ripropone dei
centri che già sono presenti (ricordo, ad esempio, che lì esiste già ECON, esistono
già altri supermercati, dei grandi magazzini), secondo noi, Assessore, sarebbe un
danno.
Quindi, valuti con attenzione questa deliberazione che arriverà, lo dico anche al Presidente
Carretta, perché non vorremmo che sull'area ex Bowling si riproponesse la stessa
questione. Ricordo, infatti, che ogni posto di lavoro creato da un centro commerciale,
secondo le statistiche nazionali, sono sei posti persi nei piccoli negozi. Quindi, a mio
sommesso giudizio, dovrebbe essere valutato con grande attenzione.
Chiudo questo breve intervento, dicendo che sono contento di questa sentenza,
rammaricato perché le posizioni dell'opposizione non furono valutate allora, non da
lei, Assessore, ma dal suo predecessore, l'Assessore Viano, che in quel momento
giustamente faceva il bancomat dell'Amministrazione, perché in questo caso era
anche giusto introitare dei fondi per le casse dello Stato. Però se allora avessero
ascoltato le parole dell'opposizione, forse qualcosa di più sarebbe potuto succedere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Che dire? Vi sta bene! Vi sta bene, perché sono anni che diciamo che questa
operazione è sbagliata ed è fatta nel modo sbagliato e adesso ne abbiamo le prove
giuridiche di una sentenza, che dice che è illegittima, lo dice il Tribunale
Amministrativo Regionale del Piemonte, non lo dicono dei Gruppi politici o dei
Gruppi Consiliari. Evidentemente, a questo punto, giustizia è stata fatta.
Ovviamente io non sono un giurista, ma qui di giuristi siamo pieni e quei giuristi, che
sicuramente ne capiscono un pochino più di me, probabilmente la prossima volta
faranno bene a studiarsi bene quella che è la deliberazione, perché leggendo la
sentenza, a quanto pare, l'errore di chi poi diede il consenso per andare avanti è
palese.
A questo punto rimane anche da iniziare una valutazione. A Torino ci sono troppi
centri commerciali, noi lo diciamo da anni e sono anni che alla Città di Torino questo
non interessa, perché fa comodo avere i soldi degli oneri di urbanizzazione dei centri
commerciali. Ripeto, noi lo diciamo da anni e questa è la cosa che a me spaventa di
più, che finora nessuno ha preso provvedimenti. Fortunatamente è arrivato il TAR,
ha fermato la sentenza, se la riproporrete, noi ci opporremo di nuovo in maniera
ancora più forte, perché riteniamo che quella non sia la location più adatta per fare un
centro commerciale, in qualsiasi forma.
Quindi siamo contenti che tutte quelle cose che ci avete raccontato, tutte quelle cose
adesso possiamo prenderle per aria fritta.
Siamo contenti perché si potrà aprire di nuovo una discussione su quello che è
l'inquinamento del terreno, perché noi, con una Variante, abbiamo spostato i criteri
di inquinamento del terreno, che il terreno rimane altamente inquinato, perché...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come non è vero, Assessore? Il terreno
sotto Palazzo Nervi è fortemente inquinato, tanto che abbiamo dovuto fare... sempre
con la Variante, sono cambiati parametri, ma non è cambiato il livello di
inquinamento.
Questa sentenza del TAR, dal mio punto di vista, è uno schiaffo alla politica di
costruzione di centri commerciali adottata da questa Città negli ultimi anni. Ce ne
sono troppi. A quanto pare ce ne saranno ancora, ce ne saranno ancora di più, perché
le Varianti che abbiamo approvato in questo anno vanno in questa direzione.
Ci spiace per la miopia e anche, probabilmente, la non volontà e l'essere sordi da
parte di questa Amministrazione, perché quando le opposizioni troppo spesso
dicevano che questa era una cosa da non fare, non sono state ascoltate.
Io, ripeto, vi sta bene e, se ci riproverete, noi ci opporremo ancora più fortemente di
prima.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Avendo, l'interpellanza in oggetto, una sentenza dell'organo amministrativo ed
essendo questa una sede politica, non mi presto al giochino relativo ai commenti di
chi mi ha preceduto, cioè di entrare nel merito politicizzando una sentenza.
Le sentenze, cari Colleghi, si rispettano e con le sentenze ci si confronta nelle sedi
proprie, che nella fattispecie immagino - come detto dall'Assessore - saranno le sedi
del Consiglio di Stato, non appena la Città avrà impugnato la sentenza del TAR.
È singolare che a commentare le sentenze e a fare un uso politico delle sentenze
siano poi forze politiche che dovrebbero guardare le sentenze che riguardano loro e
soprattutto loro recenti vittorie elettorali, che in svariati gradi di giudizio... però
anche qui ho detto che non mi presto alla politicizzazione e così non faccio.
Invece la considerazione - questa sì politica - che credo debba essere fatta è in ordine
ad una riflessione più generale, che credo debba essere avanzata, rispetto a quanto
questa Città vuole essere attrattiva di investimenti stranieri.
La questione del Palazzo del Lavoro non sfugge certamente al Gruppo del Partito
Democratico, che peraltro in alcuni suoi componenti era già presente, a partire dal
Consigliere Genisio e il sottoscritto stesso, che abbiamo seguito con grande
attenzione quella Variante e sappiamo benissimo quali sono le preoccupazioni dei
cittadini, tant'è che, in sede di analisi in Commissione e poi in votazione in Aula,
proponemmo delle modifiche in ordine al contenimento dei disagi relativi all'intorno
considerato.
Però qui ci dobbiamo mettere d'accordo, perché o noi siamo un'Amministrazione
che si fa garante per investitori stranieri, cioè di gente che arriva da fuori, che Torino
è, può essere e deve continuare ad essere una sede utile di attrazione di investimenti,
o altrimenti se noi, utilizzando questioni di forma, andiamo a minare la sostanza, io
credo che il futuro di questa Città sarà molto fosco.
Credo che sia nostro dovere - dovere di questa maggioranza - garantire queste cose.
Noi, per quanto ci compete, continueremo a dare il sostegno a queste operazioni,
anche di trasformazioni urbanistiche, con un metodo che - devo essere sincero -
l'Assessore Curti, dall'inizio del mandato, da quando ha assunto queste deleghe, sta
praticando con grande attenzione, che è quello di concertare queste scelte
urbanistiche con i cittadini, con i territori, forse introducendo anche uno stile nuovo e
certamente più consono ai tempi che stiamo vivendo, che richiedono una
partecipazione pubblica sicuramente superiore alle attese e soprattutto un processo
decisionale chiaro e trasparente, che vada a confrontarsi proprio con le istanze dei
cittadini.
Per cui, Assessore, lei da parte del Partito Democratico ha il massimo sostegno, ha il
sostegno alla linea di indirizzo che l'Amministrazione ha intenzione di adottare.
Dopodiché, nel contempo, va ribadito che noi, come rispettiamo la sentenza del TAR
Piemonte, oggetto dell'interpellanza di oggi, saremo ovviamente nelle condizioni di
rispettare anche l'eventuale pronuncia del Consiglio di Stato, quando questa arriverà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Una brevissima replica, intanto per ribadire che non ritengo sia corretto entrare nel
merito della sentenza del TAR, proprio perché ci sono altri luoghi nei quali questo
verrà fatto; però vorrei semplicemente provare a rispondere a un paio di affermazioni
che sono state fatte dai Consiglieri di opposizione.
Vede, Consigliere Ricca, ci sono delle volte che magari si dicono delle cose senza
avere chiaro quali sono le procedure previste dalla legge: le autorizzazioni ai centri
commerciali dipendono dalla Regione Piemonte. È una competenza della Regione
Piemonte e la Regione Piemonte, anche in questo ultimo anno e mezzo, ha in qualche
modo allentato lo stretto controllo che c'era nel consentire di autorizzare l'apertura di
centri commerciali. In questa Città, dentro le cinte della Città (in quella prevista dal
Piano Regolatore), in realtà in questi anni abbiamo visto la realizzazione - è vero - di
centri commerciali, però all'interno di una metratura decisamente inferiore a quella
che si trova appena fuori dalle cinte daziarie della città e anche in territori non
amministrati da noi.
Quindi dire che la Città di Torino ha aperto centri commerciali non è propriamente
corretto. Sono stati aperti centri commerciali di medie dimensioni, non certo outlet o
ipermercati superiori ai 5.000 metri quadrati di SLP. In ogni caso, le autorizzazioni
vengono concesse dalla Regione.
Noi abbiamo un sistema che, in qualche modo, evita l'arbitrio della singola
Amministrazione, di pesi e contrappesi tra competenze istituzionali diverse, che in
qualche modo concorrono alla presa di decisioni.
Per cui, se si sono aperti troppi centri commerciali, sicuramente responsabilità sarà di
questa Amministrazione, ma sicuramente quella anche di altre, compresa
l'Amministrazione regionale.
Vorrei aggiungere un'altra cosa, poi vedremo ovviamente che cosa dirà il Consiglio
di Stato, però vorrei dire che, rispetto alle preoccupazioni dei cittadini - che io,
capisco, è sempre molto interessante ascoltare e magari anche agitare - è stata
costituita una cabina di regia. Lo diceva prima il Consigliere Capogruppo Lo Russo
rispetto al modo di strutturare una concertazione con il territorio, per Palazzo del
Lavoro, così come per altri interventi di trasformazione rilevanti, che vedono
interessati parti del territorio della Città di Torino. Abbiamo istituito formalmente
una cabina di regia, che vede il coinvolgimento della Circoscrizione, del Comune di
Moncalieri e dei Comitati, che nel frattempo sono nati, che rappresentano abitanti e
residenti dell'area.
Questo ha consentito, in questi 6 mesi (ovviamente adesso abbiamo un necessario
stop dovuto alla sentenza del TAR), di affrontare, tema per tema, in modo strutturato,
le scelte, soprattutto le scelte relative alle urbanizzazioni, quindi all'impatto sulla
viabilità, sul verde pubblico, sulla trasformazione fisica di quel territorio, l'abbiamo
fatto, appunto, in modo strutturato e coinvolgendo parte della cittadinanza.
Quindi io mi rendo conto che ci sono sempre progetti che hanno un certo grado di
complessità, però vorrei sottolineare che l'attenzione per un territorio e per i suoi
abitanti è molto alta, anche considerando che noi stiamo parlando, in particolare di
Palazzo del Lavoro, di un vuoto urbano, vuoto da 35 anni, che in realtà è una
meraviglia dell'architettura del Novecento totalmente inutilizzata e che si sta
degradando molto velocemente.
Ricordo che è stata la prima cartolarizzazione del Governo Berlusconi, era proprietà
del Demanio ed è stata cartolarizzata dal Ministro Tremonti nel 2005, quindi è stata
acquistata da una società mista pubblico-privata ed è proprietà privata.
Detto questo, ancorché sia proprietà privata, è responsabilità e interesse di questa
Amministrazione tutelare e valorizzare un gioiello dell'architettura del Novecento,
com'è Palazzo Nervi, che è nell'incuria da moltissimi decenni e tutto sommato, nel
momento in cui era vuoto e degradato, non ha mai sollevato tutta questa attenzione,
così come adesso, che invece forse ha qualche prospettiva di rinascita.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ritengo concluso il dibattito dell'interpellanza generale. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, è conclusa. Ha concluso l'Assessore. C'era la possibilità di
farlo, ma... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bene.
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