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MARRONE Maurizio (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202482/002, presentata in data 16 maggio 2012, avente per oggetto: "I parlamentari non devono rispettare il Regolamento per le pubbliche affissioni (n. 148)?" MARRONE Maurizio (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'interpellanza, raccontato e stralciato il Regolamento n. 148 delle affissioni e precisato che si allegava all'interpellanza una locandina riferita ad un libro che finalmente spiega perché si deve fare la TAV, sostanzialmente chiedeva se queste affissioni siano passibili o meno di sanzioni amministrative, in quanto legate a scopi economici e se sia opportuno utilizzare questi spazi per questo genere di iniziative. Quindi, opportunità e regolamentazione. Assodato che i parlamentari, ovviamente, devono rispettare il civico Regolamento per le pubbliche affissioni, alla stregua di qualunque altro utente, si segnala come nel caso di specie manifesti rinvenuti affissi alle lamiere politico ideologiche facciano esplicito riferimento ad un libro-documento realizzato in formato digitale, scaricabile gratuitamente in cui vengono argomentate tesi a sostegno dell'asserita necessità della costruzione della Linea di Alta Velocità Torino-Lione. Tale aspetto è sufficiente, ex se, a connotare come di tipo ideologico il messaggio dei manifesti in questione, a nulla rilevando il fatto che lo stesso libro-documento sia contestualmente acquistabile in formato cartaceo, circostanza della quale peraltro non si fa alcuna esplicita menzione nei manifesti che ci sia ab origine la configurabilità di un illecito amministrativo, scrive il Settore. Circa l'opportunità di utilizzare gli spazi rilevanti all'affissione dei manifesti a contenuto politico ideologico per iniziative come quello in esame, è superfluo sottolineare come, laddove il Legislatore ha sancito di riservare determinati spazi, in esenzione dal pagamento del diritto sulle pubbliche affissioni, per propaganda genericamente connotata con intento politico e/o ideologico, non sia potere di questa Amministrazione entrare nel merito del tenore dei messaggi. Ovvero, in sintesi, le politiche ideologiche in questa Città sono completamente libere, nel senso che non sono state regolamentate, se non nella tipologia di messaggio. Ma non è possibile andare a normare, anche perché avrebbe carattere censorio e molto delicato - se non, ovviamente, per normative evidentemente indipendenti dalla pubblica affissione -, quale sia il messaggio politico degno di tutela, cioè che deve essere affisso e può essere affisso, e quello che non lo è. Salvo, naturalmente, che non si ledano, ovviamente, provvedimenti di altro genere rispetto a normative di pubblica sicurezza, rispetto delle persone, diritti umani e quant'altro. Quindi, sulla parte 2, sull'opportunità, possiamo dire che l'opportunità si autoregola, nel senso che è la Città che consente la libera affissione e questi manifesti non hanno una durata temporale garantita, possono essere coperti il giorno stesso, anche un minuto dopo, da un messaggio di tipo anche molto diverso. E questa è la tipologia di comunicazione politico ideologica di questa Città che peraltro, per il momento, ha consentito di ridurre drasticamente l'affissione abusiva e di avere un suo funzionamento, per quanto autoregolamentato. Circa, invece, la parte relativa alla vicenda amministrativa, devo rinviare alla nota che ho appena comunicato. MARRONE Maurizio (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Su questo, invece, non mi trovo assolutamente d'accordo. Le spiego anche perché. Il dubbio è nato perché, girando la città, abbiamo visto, comunque, oggettivamente, la città tappezzata, nella parte appunto dei manifesti gratuiti ideologici, di questi manifesti di cui le ho dato copia allegata all'interpellanza. Io, tra l'altro, non entro nel merito e nemmeno nel contenuto di questo manifesto. Ritengo, però, che il Regolamento, se così, tra l'altro, è stato scritto - e adesso citerò anche l'articolo che ci ha fatto sollevare il dubbio -, non sia scritto in modo corretto e non sia esplicitato il fatto che, comunque, su questi manifesti viene pubblicizzato un prodotto che è un prodotto editoriale. Quindi, andare a definire che questo prodotto non ha rilevanza economica, a mio avviso, è piuttosto difficile. Le spiego anche meglio perché, riportando i due elementi di cui lei, forse, non era a conoscenza. Sul sito dei due autori, quindi sul sito "Sì TAV" a cui rimanda il manifesto, i due autori scrivono testualmente: "La scelta che abbiamo fatto, permettendo il download gratuito del libro, non prevede la stampa e la vendita di copie cartacee. Tuttavia, considerato l'interesse, abbiamo deciso di raccogliere le richieste dei nostri visitatori e di proporle all'editore che valuterà, non avendo noi autori alcun contratto remunerativo con lo stesso, se ristampare delle copie che, ovviamente, verranno offerte al prezzo di copertina a chi ne farà richiesta. Nel frattempo, quindi, abbiamo preparato un modulo di prenotazione che ci permetterà di segnalare all'editore l'interesse verso il volume cartaceo. Chi fosse intenzionato ad acquistare - quindi, comunque, si parla di acquisto - una o più copie stampate, è pregato di segnalarlo compilando questo modulo". Allo stesso modo, forse l'avrà visto, su internet è girata molto e, tra l'altro, non mi risulta ci sia stata una smentita da parte di Confindustria Piemonte, una e-mail in cui si raccoglieva l'adesione di soggetti interessati all'acquisto del testo. Leggo anche qui testualmente il testo della e-mail: "Carissimi, faccio seguito a quanto già anticipato da alcuni di voi per inviarvi in anteprima l'indice del nuovo libro sulle ragioni della TAV a cura dell'architetto Foietta e dell'onorevole Esposito. Questo libro spiega attraverso dati e numeri i motivi per realizzare quest'opera di fondamentale importanza per l'Italia e l'Europa. Gli autori ci hanno chiesto, in virtù del nostro impegno a favore della TAV, di acquistarne alcune copie. Noi ne acquisteremo 20 per una spesa di 300 Euro (il libro costa 15 Euro). Vi chiedo pertanto se siete interessati anche voi a sostenere l'iniziativa". Quindi, io ritengo che, anche nel caso in cui gli autori non ci guadagnassero nulla, cosa che probabilmente è così, però, di fatto, ci sia un rimando a un editore che, a sua volta, potrà comunque applicare un prezzo di copertina e provvederà alla vendita, perché se si parla di acquisto da una parte, dall'altra parte deve esserci per forza la vendita, ritengo davvero difficile che, di nuovo, non si possa parlare di rilevanza economica, come viene, invece, citato nell'articolo a cui abbiamo fatto riferimento nell'interpellanza. Volendo estremizzare - e faccio un esempio, ma estremizzo davvero - è come se si utilizzassero gli spazi gratuiti per pubblicizzare, ad esempio, un detersivo e sul cartellone fosse riportata la dicitura: "Se vi connettete al sito, troverete il prodotto gratuito, o potete provarlo gratuitamente" e poi, sul sito, si rimanda, invece, al supermercato dove viene venduto. Quindi, io davvero penso che, nel caso in cui, comunque, da come mi sembra abbia detto anche l'Assessore, non si possa dare una sanzione - cosa che posso anche comprendere -, il Regolamento andrebbe specificato meglio. Cioè se davvero non si può neanche... come io ritengo che sia anche la ratio di questo spazio ideologico, cioè il fatto che venga utilizzato non per pubblicizzare prodotti (che magari non sono in vendita direttamente, ma sono in vendita indirettamente), dev'essere, in qualche modo, scritto. Quindi, io, al di là di non condividere assolutamente l'interpretazione che è stata data rispetto a queste affissioni, chiedo comunque all'Assessore di farsi carico - se non lo farà lui, lo farò io - di esplicitare, in modo diretto, nel Regolamento che non può essere esposto alcun tipo di prodotto che è in vendita o, comunque, vendibile in un altro luogo. Perché, altrimenti, veramente, diventa difficile controllare, anche perché, di fatto, da come diceva anche l'Assessore, non ci sono dei controlli preventivi. Quindi, ritengo che non sia possibile che un prodotto editoriale - perché io rimango dell'idea che si tratti di un prodotto editoriale - sia pubblicizzabile su questi manifesti ideologici, a titolo gratuito (al di là della possibilità, da parte dell'autore - in questo caso, dell'onorevole Esposito -, di guadagnarci o non guadagnarci, che non mi interessa, come non mi interessa neanche il contenuto del libro), e penso che nel Regolamento debba essere esplicitata questa questione. MARRONE Maurizio (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Premesso, naturalmente, che purtroppo non compete al sottoscritto l'interpretazione del Regolamento, com'è evidente, segnalo che, in realtà, tante volte, in passato, si è verificato il caso di applicazioni regolamentari, che, non prevedendo tutti i casi, ovviamente, hanno poi dato adito ad interpretazioni. Quindi, la segnalazione sul fatto che il Regolamento possa chiarire, sulla parte dell'utilizzo delle politiche ideologiche, l'esplicito divieto al richiamo a sponsorizzazioni e prodotti la sottoporrò agli Uffici eventualmente per proporre una modificazione del Regolamento e, naturalmente, ciò riferito espressamente all'affissione di politica ideologica, ovviamente, che è deputata e garante dell'espressione libera del pensiero, al di là della compresenza, presenza prevalente, o presenza non prevalente di altro tipo di messaggi che eventualmente possano essere giudicati. Poi, non insindacabilmente, ma comunque sicuramente può essere giudicata in conflitto con la norma. MARRONE Maurizio (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Solo per specificare, perché non l'ho detto prima nella risposta, che non si parla di atti di censura rispetto, ovviamente, a contenuti politici. Si tratta di utilizzare uno strumento per fare pubblicità ad un contenuto politico, che è anche un prodotto di mercato. Questo è il tema che avevamo sollevato, che a nostro avviso non può sussistere. Quindi, il Regolamento può essere specificato in tal senso. MARRONE Maurizio (Consigliere f.f. di Presidente) Prima di passare alla prossima interpellanza, io mi limito solo a rilevare che se si tratta della denuncia di un'elusione della disciplina delle affissioni commerciali, rispetto a quelle politiche ideologiche, forse gioverebbe - è un consiglio ai Consiglieri interpellanti - chiedere un parere formale anche al Segretario Generale, che possa fornire anche un'interpretazione autentica rispetto al contenuto del Regolamento e, in particolare, rispetto a questo caso concreto, in attesa, magari, di disciplinarlo meglio e con maggiore precisione con degli interventi sul Regolamento stesso. |