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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201202419/002, presentata in data 14 maggio 2012, avente per oggetto: "Condizionatori spenti per tutta l'estate? ...Aspettando i provvedimenti per l'inverno" e dell'interpellanza n. mecc. 201202400/002, presentata in data 11 maggio 2012, avente per oggetto: "Il risparmio energetico vale per tutti?" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) È un tema caldo, nel senso che, per quanto refrigerato sia, è stato un tema dibattuto nei corridoi di Palazzo per alcune settimane. In sostanza, le due interpellanze chiedono, sulla falsariga della circolare diffusa dal Direttore Generale, quali siano gli elementi di programmazione dell'Amministrazione per autorizzare e distribuire i condizionatori, quali siano i dati alla base di questa decisione e la quantificazione del risparmio (questa è quella del Movimento 5 Stelle); mentre quella del Gruppo Torino Libera, invece, chiede la potenza impegnata (quindi, è similare), qual è il risparmio economico (e anche qui è similare), se sarà possibile utilizzare sistemi alternativi (questa è una novità), se questa circolare valga per tutti o solo per i dipendenti, se si è preso in considerazione che, tenendo disattivo l'impianto della Sala Rossa durante le sedute del Consiglio Comunale, vista la durata delle sedute e la presenza di un arredamento particolare, non si creino disagi (ma devo dire che questa mattina fa abbastanza freschetto) e se, in considerazione di tale circolare, non sia necessario modificare temporaneamente l'articolo n. 105 del Regolamento del Consiglio Comunale che obbliga ad indossare la giacca e la cravatta (si può metterle anche di cotone, non è obbligatorio metterle di ciniglia). Con riferimento alle interpellanze, il Settore e la Direzione Generale precisano, con una nota a me indirizzata, che, in parte, è venuta meno la motivazione ("in parte" si riferisce al blocco dell'accensione dei condizionatori), ma piuttosto l'Amministrazione si è orientata verso una generale attenzione, concordata peraltro con l'Assessorato all'Ambiente del Collega Lavolta, per valutare e contenere i consumi energetici ed elettrici, naturalmente non esagerando nei disagi legati alle alte temperature per l'effettuazione di funzioni lavorative negli Uffici, ma non solo lavorative (quindi, ne approfitto per rispondere che non era riferito solo ai dipendenti, ma a tutto l'Ente nel suo complesso). La regolazione degli impianti prevede l'attivazione in caso di raggiungimento di temperature interne superiori a 28 gradi, limitata alla presenza in ufficio dalle 8.00 alle 16.30 e programmando lo spegnimento entro un'ora dal normale termine del servizio. Naturalmente, la tipologia degli impianti è molto diversificata, per cui ci sono impianti, come quelli di più recente costruzione (come in Sala Rossa), che hanno funzionamenti complessivi in un sistema di condizionamento legato al sistema di ricircolo dell'aria e pertanto non sono scindibili dal meccanismo; invece il tema su cui la circolare voleva essere più mordente era quello dei cosiddetti Pinguini, ovvero degli split, cioè di quelli che hanno un'erogazione monoblocco, perché sono quelli che hanno un rendimento ovviamente minore, un consumo più elevato e che, se dimenticati in funzionamento o accesi in condizioni non ottimali, non hanno una resa energetica conveniente e peraltro potrebbero anche essere inutili, se in presenza di correnti d'aria o di finestre aperte. È stata pertanto ripristinata la giusta dipendenza dal Dirigente responsabile per le misure e le attuazioni di questo intendimento che citavo prima, ovviamente regolarizzato anche per gli impianti centralmente controllati, che, però, hanno questo problema di essere legati ad un funzionamento complessivo. Queste discipline dipendono dal comportamento individuale e, alla fine, naturalmente sono anche frutto di pressione morale verso il dipendente, verso gli Uffici e verso gli organismi politici e sono legate al fatto che, se le buone pratiche di comportamento vengono attuate, i risparmi energetici sono conseguibili anche senza provvedimenti d'imperio, che, peraltro, sarebbero di difficile controllo, specialmente nell'attivazione di una struttura articolata come quella della macchina comunale. La potenza stimata per l'impiego degli strumenti di refrigerazione è di 20 megawatt, secondo la stima fornita da IREN. Il risparmio economico, qualora si addivenisse ad un controllo rigoroso dell'accensione, è stimato fino a 300.000 Euro in termini di consumo energetico. Si precisa, peraltro, che per salvaguardare il patrimonio della Città, tutti gli impianti sono regolarmente manutenuti, non sono previsti acquisti di macchine frigorigene, né particolari utilizzi, se non in caso di valutazione puntuale, cioè strumentazioni necessarie per il funzionamento di altri macchinari (come, ad esempio, refrigeratori di alimentatori, o quant'altro). Questo nell'esercizio in corso. La stima del risparmio del consumo, nel caso di riduzione dell'erogazione del raffrescamento come da circolare è di - non chiedetemi perché - 106.000 tonnellate di CO2 evitate su una stagione estiva, secondo il calcolo del Settore Tutela, Ambiente e Risparmio Energetico. Sostanzialmente, dovrebbero esserci tutte le risposte. Forse ne manca qualcuna per quanto riguarda l'interpellanza del Consigliere Berthier. Relativamente al terzo punto, in realtà dipende da che cosa si intende per sistemi alternativi, nel senso che è ovviamente consigliato l'utilizzo di vestiti in tessuti naturali, l'apertura delle finestre ed il ricorso a strumenti ordinari per dissipare il calore; non sono in funzione strumenti alternativi, ovvero sistemi di ventilazione forzata o altro, che comporti comunque la costruzione di impiantistica. Mi permetto una considerazione finale sui generis: il caldo c'è sempre stato ed il Comune ha sempre funzionato. Scusate se faccio una battuta un po' cruda, ma vorrei essere molto chiaro: la società del benessere prevede che siamo abituati a stare tutti molto meglio e tutti molto più al fresco (e molto più al caldo quando fa freddo); una circolare che dice di contenere l'uso delle risorse di raffrescamento, che sono risorse preziose e anche - aggiungerei - di lusso, perché non sono tutte legate alla funzione dell'Ente Pubblico per cui è necessario lavorare con un'ambientazione acclimatata differente rispetto all'esterno - quindi, voglio essere molto chiaro su questo -, credo che non debba fare scandalo, cioè l'utilizzo di risorse economiche scarse come quelle che viviamo in quest'epoca deve essere considerato un valore aggiunto. Probabilmente, poi è stata esagerata l'applicazione di una norma che prevedeva la disattivazione, ma la Giunta e la Direzione Generale hanno ovviamente valutato bene l'effetto di questa manovra ed hanno verificato che, alla fine, era più efficace un'azione di contenimento dell'utilizzo e dell'impiego. Vorrei, però, ribadire che più che le circolari, più che le norme, più che le indicazioni provenienti dalle autorità o dai vertici amministrativi, deve prevalere il buonsenso; inviterei tutti coloro che fanno uso di strumenti di raffrescamento a comportarsi come se fossero a casa loro. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Chiaramente, sono un po' datate queste due interpellanze; infatti, ho avuto a mezzo stampa una prima risposta direttamente da Vaciago. Non capisco come mai si ragioni dopo, invece di evitare di creare allarmismi prima e soluzioni così affrettate. Il paradosso è che, per esempio, fino all'anno scorso lo spreco era notevole, per cui poi si cerca di rimediare allo spreco passato con delle misure che sono incongrue. Ad esempio, ho letto che, fino all'anno scorso, gli impianti di refrigerazione ed i condizionatori d'aria (specialmente quelli fissi) erano accesi 24 ore su 24. Pura follia! Se vuole, le do l'articolo di Vaciago. Quindi, si passa da un estremo all'altro. Anche la temperatura fino a 28 gradi mi è sembrata eccessiva, anche perché la temperatura esterna è diversa da quella interna e l'inglobazione del caldo in una stanza è sicuramente diversa da quella che può essere la temperatura esterna. Tra le altre cose, ci sono ancora tantissimi uffici e segreterie dove manca qualsiasi tipo di impianto; per esempio, nella mia segreteria non c'è alcun tipo di impianto (né mobile, né fisso). Per carità, la mia segreteria è staccata dal mio ufficio e la segreteria dà all'interno del cortile, anziché su Via Garibaldi. Torno però a dire che questo tipo di soluzioni, al limite, vanno considerate molto tempo prima, non quando ci si trova in piena estate. Per fortuna è prevalso il buonsenso, anche perché le temperature sono veramente torride. Personalmente, sono molto attento a quando accendo o spengo; ogni volta che esco dalla stanza spengo, però ci sono ancora - li abbiamo visti - stanze, corridoi e quant'altro che si devono avvalere della corrente, che certamente non è il massimo della salubrità, per alleggerire questa situazione. Un'altra cosa su cui vorrei risponderle riguarda i sistemi alternativi; non ho capito se uno può utilizzare un ventilatore se lo porta da casa, ma, se anche questo è un consumo di energia, va benissimo così. Nessuno ha chiesto di installare nuovi impianti o di fare dei lavori particolari; assolutamente non era richiesto. Ribadisco che, in effetti, per quanto detto prima, ci sono misure diverse a seconda dei ruoli che si ricoprono in questa sede. Tra le altre cose, la mia interpellanza non era riferita solo al Municipio di Torino, ma anche a tutte quelle altre dislocazioni (scuole, asili, uffici) dove, in effetti, la sensibilità al caldo può creare - negli uffici pubblici, ad esempio - dei disagi nettamente maggiori e, quindi, non si può inglobare tutto su un unico percorso. Il riferimento all'articolo 105 era una forzatura; sono il primo che non ha mai avuto problemi ad indossare giacca e cravatta, le utilizzo in qualsiasi momento della giornata (un po' per deformazione di lavoro e quant'altro). Anzi, forse è uscito un articolo su un giornale (infatti, sono stato attaccato discretamente) nel quale chiedevo che vi fosse equità tra uomini e donne e che, quindi, se dovevamo soffrire noi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel vestiario, sì. È uscito su un quotidiano e, in senso buono, sono stato anche attaccato, però chiedevo che vi fosse equità fra uomini e donne; non capivo perché le donne potessero venire vestite da spiaggia, quando noi invece... Se non ha letto l'articolo, glielo farò vedere. Comunque, mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore della risposta. Stranamente, devo dire che forse, per una volta, condivido pienamente le sue conclusioni, nel senso che mi trovo in assoluto accordo. Però, vorrei fare una premessa. Vi è la lettera del Direttore Generale dell'8 maggio - poi, non so che cosa sia avvenuto nel frattempo - e, poi, è stata seguita da una seconda lettera datata 30 maggio in cui si dice: "Disposizioni in materia di risparmio energetico. Precisazioni"; possiamo dire chiaramente che è una smentita, più che una precisazione, rispetto alla lettera precedente, dove, di fatto, si diceva che non si potevano assolutamente utilizzare gli impianti, mentre, poi, arriva la lettera di precisazione in cui si dice che si possono utilizzare in certe condizioni. Più che una precisazione, la chiamerei una smentita. Per il resto, non ho molto da aggiungere, perché condivido pienamente quanto detto in fase conclusiva dall'Assessore. Mi permetto di sollevare il tema, come ha fatto anche lei, della moral suasion, se vogliamo chiamarla così. A me capita spesso di uscire tardi la sera e sui piani le luci sono sempre accese. Ogni tanto le spengo, però direi che è soprattutto lì che si deve lavorare, cioè convincere in modo costruttivo, perché, poi, sono certa... Infatti, anche l'ultima domanda della nostra interpellanza si riferiva proprio a quello, cioè al coinvolgimento in modo costruttivo di tutti i soggetti interessati che fanno parte della macchina in un qualcosa con dei benefici, di cui poi - anche se indirettamente - possano giovare. È lo strumento necessario per poter portare avanti questa politica, che, a mio avviso (come dicevo anche facendo riferimento alle luci), non deve essere fatta solo per i condizionatori, bensì tutto l'anno, facendo riferimento a tutti quelli che sono i risparmi che si possono fare sulle utenze. Ovviamente, bisogna mantenere sempre delle condizioni che non devono essere di lusso, sono d'accordo con lei, ma comunque standard e di un certo livello, che permettano, quanto meno, di poter svolgere il proprio ruolo nel miglior modo possibile. Ci tengo anche a precisare che, invece, dall'altra parte, mi fa sorridere che oggi qui, forse dovrei misurare la temperatura, però siamo ben al di sotto, secondo me, a quella che è la temperatura a cui dovremmo stare; se si va in un altro Ufficio, qui fuori, invece, ci sono probabilmente 26, 27 gradi, quindi forse dovremmo intervenire anche su altri luoghi per uniformare la cosa, perché se no diventa abbastanza ridicolo che chi lavora magari nei piani alti muore di caldo e noi, invece, qui comunque dobbiamo praticamente coprirci, perché altrimenti ci viene mal di gola. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Le interpellanze sono discusse. |