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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2012-02419
"CONDIZIONATORI SPENTI PER TUTTA L'ESTATE? ... ASPETTANDO I PROVVEDIMENTI PER L'INVERNO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 14 MAGGIO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201202419/002,
presentata in data 14 maggio 2012, avente per oggetto:
"Condizionatori spenti per tutta l'estate? ...Aspettando i provvedimenti per
l'inverno"
e dell'interpellanza n. mecc. 201202400/002, presentata in data 11 maggio 2012,
avente per oggetto:
"Il risparmio energetico vale per tutti?"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
È un tema caldo, nel senso che, per quanto refrigerato sia, è stato un tema dibattuto
nei corridoi di Palazzo per alcune settimane.
In sostanza, le due interpellanze chiedono, sulla falsariga della circolare diffusa dal
Direttore Generale, quali siano gli elementi di programmazione
dell'Amministrazione per autorizzare e distribuire i condizionatori, quali siano i dati
alla base di questa decisione e la quantificazione del risparmio (questa è quella del
Movimento 5 Stelle); mentre quella del Gruppo Torino Libera, invece, chiede la
potenza impegnata (quindi, è similare), qual è il risparmio economico (e anche qui è
similare), se sarà possibile utilizzare sistemi alternativi (questa è una novità), se
questa circolare valga per tutti o solo per i dipendenti, se si è preso in considerazione
che, tenendo disattivo l'impianto della Sala Rossa durante le sedute del Consiglio
Comunale, vista la durata delle sedute e la presenza di un arredamento particolare,
non si creino disagi (ma devo dire che questa mattina fa abbastanza freschetto) e se,
in considerazione di tale circolare, non sia necessario modificare temporaneamente
l'articolo n. 105 del Regolamento del Consiglio Comunale che obbliga ad indossare
la giacca e la cravatta (si può metterle anche di cotone, non è obbligatorio metterle di
ciniglia).
Con riferimento alle interpellanze, il Settore e la Direzione Generale precisano, con
una nota a me indirizzata, che, in parte, è venuta meno la motivazione ("in parte" si
riferisce al blocco dell'accensione dei condizionatori), ma piuttosto
l'Amministrazione si è orientata verso una generale attenzione, concordata peraltro
con l'Assessorato all'Ambiente del Collega Lavolta, per valutare e contenere i
consumi energetici ed elettrici, naturalmente non esagerando nei disagi legati alle
alte temperature per l'effettuazione di funzioni lavorative negli Uffici, ma non solo
lavorative (quindi, ne approfitto per rispondere che non era riferito solo ai
dipendenti, ma a tutto l'Ente nel suo complesso).
La regolazione degli impianti prevede l'attivazione in caso di raggiungimento di
temperature interne superiori a 28 gradi, limitata alla presenza in ufficio dalle 8.00
alle 16.30 e programmando lo spegnimento entro un'ora dal normale termine del
servizio.
Naturalmente, la tipologia degli impianti è molto diversificata, per cui ci sono
impianti, come quelli di più recente costruzione (come in Sala Rossa), che hanno
funzionamenti complessivi in un sistema di condizionamento legato al sistema di
ricircolo dell'aria e pertanto non sono scindibili dal meccanismo; invece il tema su
cui la circolare voleva essere più mordente era quello dei cosiddetti Pinguini, ovvero
degli split, cioè di quelli che hanno un'erogazione monoblocco, perché sono quelli
che hanno un rendimento ovviamente minore, un consumo più elevato e che, se
dimenticati in funzionamento o accesi in condizioni non ottimali, non hanno una resa
energetica conveniente e peraltro potrebbero anche essere inutili, se in presenza di
correnti d'aria o di finestre aperte.
È stata pertanto ripristinata la giusta dipendenza dal Dirigente responsabile per le
misure e le attuazioni di questo intendimento che citavo prima, ovviamente
regolarizzato anche per gli impianti centralmente controllati, che, però, hanno questo
problema di essere legati ad un funzionamento complessivo.
Queste discipline dipendono dal comportamento individuale e, alla fine,
naturalmente sono anche frutto di pressione morale verso il dipendente, verso gli
Uffici e verso gli organismi politici e sono legate al fatto che, se le buone pratiche di
comportamento vengono attuate, i risparmi energetici sono conseguibili anche senza
provvedimenti d'imperio, che, peraltro, sarebbero di difficile controllo, specialmente
nell'attivazione di una struttura articolata come quella della macchina comunale.
La potenza stimata per l'impiego degli strumenti di refrigerazione è di 20 megawatt,
secondo la stima fornita da IREN. Il risparmio economico, qualora si addivenisse ad
un controllo rigoroso dell'accensione, è stimato fino a 300.000 Euro in termini di
consumo energetico.
Si precisa, peraltro, che per salvaguardare il patrimonio della Città, tutti gli impianti
sono regolarmente manutenuti, non sono previsti acquisti di macchine frigorigene, né
particolari utilizzi, se non in caso di valutazione puntuale, cioè strumentazioni
necessarie per il funzionamento di altri macchinari (come, ad esempio, refrigeratori
di alimentatori, o quant'altro). Questo nell'esercizio in corso.
La stima del risparmio del consumo, nel caso di riduzione dell'erogazione del
raffrescamento come da circolare è di - non chiedetemi perché - 106.000 tonnellate
di CO2 evitate su una stagione estiva, secondo il calcolo del Settore Tutela, Ambiente
e Risparmio Energetico. Sostanzialmente, dovrebbero esserci tutte le risposte. Forse
ne manca qualcuna per quanto riguarda l'interpellanza del Consigliere Berthier.
Relativamente al terzo punto, in realtà dipende da che cosa si intende per sistemi
alternativi, nel senso che è ovviamente consigliato l'utilizzo di vestiti in tessuti
naturali, l'apertura delle finestre ed il ricorso a strumenti ordinari per dissipare il
calore; non sono in funzione strumenti alternativi, ovvero sistemi di ventilazione
forzata o altro, che comporti comunque la costruzione di impiantistica.
Mi permetto una considerazione finale sui generis: il caldo c'è sempre stato ed il
Comune ha sempre funzionato. Scusate se faccio una battuta un po' cruda, ma vorrei
essere molto chiaro: la società del benessere prevede che siamo abituati a stare tutti
molto meglio e tutti molto più al fresco (e molto più al caldo quando fa freddo); una
circolare che dice di contenere l'uso delle risorse di raffrescamento, che sono risorse
preziose e anche - aggiungerei - di lusso, perché non sono tutte legate alla funzione
dell'Ente Pubblico per cui è necessario lavorare con un'ambientazione acclimatata
differente rispetto all'esterno - quindi, voglio essere molto chiaro su questo -, credo
che non debba fare scandalo, cioè l'utilizzo di risorse economiche scarse come quelle
che viviamo in quest'epoca deve essere considerato un valore aggiunto.
Probabilmente, poi è stata esagerata l'applicazione di una norma che prevedeva la
disattivazione, ma la Giunta e la Direzione Generale hanno ovviamente valutato bene
l'effetto di questa manovra ed hanno verificato che, alla fine, era più efficace
un'azione di contenimento dell'utilizzo e dell'impiego.
Vorrei, però, ribadire che più che le circolari, più che le norme, più che le indicazioni
provenienti dalle autorità o dai vertici amministrativi, deve prevalere il buonsenso;
inviterei tutti coloro che fanno uso di strumenti di raffrescamento a comportarsi
come se fossero a casa loro.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Chiaramente, sono un po' datate queste due interpellanze; infatti, ho avuto a mezzo
stampa una prima risposta direttamente da Vaciago. Non capisco come mai si ragioni
dopo, invece di evitare di creare allarmismi prima e soluzioni così affrettate.
Il paradosso è che, per esempio, fino all'anno scorso lo spreco era notevole, per cui
poi si cerca di rimediare allo spreco passato con delle misure che sono incongrue. Ad
esempio, ho letto che, fino all'anno scorso, gli impianti di refrigerazione ed i
condizionatori d'aria (specialmente quelli fissi) erano accesi 24 ore su 24. Pura
follia! Se vuole, le do l'articolo di Vaciago. Quindi, si passa da un estremo all'altro.
Anche la temperatura fino a 28 gradi mi è sembrata eccessiva, anche perché la
temperatura esterna è diversa da quella interna e l'inglobazione del caldo in una
stanza è sicuramente diversa da quella che può essere la temperatura esterna.
Tra le altre cose, ci sono ancora tantissimi uffici e segreterie dove manca qualsiasi
tipo di impianto; per esempio, nella mia segreteria non c'è alcun tipo di impianto (né
mobile, né fisso). Per carità, la mia segreteria è staccata dal mio ufficio e la segreteria
dà all'interno del cortile, anziché su Via Garibaldi.
Torno però a dire che questo tipo di soluzioni, al limite, vanno considerate molto
tempo prima, non quando ci si trova in piena estate. Per fortuna è prevalso il
buonsenso, anche perché le temperature sono veramente torride. Personalmente, sono
molto attento a quando accendo o spengo; ogni volta che esco dalla stanza spengo,
però ci sono ancora - li abbiamo visti - stanze, corridoi e quant'altro che si devono
avvalere della corrente, che certamente non è il massimo della salubrità, per
alleggerire questa situazione.
Un'altra cosa su cui vorrei risponderle riguarda i sistemi alternativi; non ho capito se
uno può utilizzare un ventilatore se lo porta da casa, ma, se anche questo è un
consumo di energia, va benissimo così. Nessuno ha chiesto di installare nuovi
impianti o di fare dei lavori particolari; assolutamente non era richiesto.
Ribadisco che, in effetti, per quanto detto prima, ci sono misure diverse a seconda dei
ruoli che si ricoprono in questa sede. Tra le altre cose, la mia interpellanza non era
riferita solo al Municipio di Torino, ma anche a tutte quelle altre dislocazioni (scuole,
asili, uffici) dove, in effetti, la sensibilità al caldo può creare - negli uffici pubblici,
ad esempio - dei disagi nettamente maggiori e, quindi, non si può inglobare tutto su
un unico percorso.
Il riferimento all'articolo 105 era una forzatura; sono il primo che non ha mai avuto
problemi ad indossare giacca e cravatta, le utilizzo in qualsiasi momento della
giornata (un po' per deformazione di lavoro e quant'altro). Anzi, forse è uscito un
articolo su un giornale (infatti, sono stato attaccato discretamente) nel quale chiedevo
che vi fosse equità tra uomini e donne e che, quindi, se dovevamo soffrire noi...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel vestiario, sì. È uscito su un quotidiano
e, in senso buono, sono stato anche attaccato, però chiedevo che vi fosse equità fra
uomini e donne; non capivo perché le donne potessero venire vestite da spiaggia,
quando noi invece... Se non ha letto l'articolo, glielo farò vedere. Comunque, mi
dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore della risposta. Stranamente, devo dire che forse, per una volta,
condivido pienamente le sue conclusioni, nel senso che mi trovo in assoluto accordo.
Però, vorrei fare una premessa. Vi è la lettera del Direttore Generale dell'8 maggio -
poi, non so che cosa sia avvenuto nel frattempo - e, poi, è stata seguita da una
seconda lettera datata 30 maggio in cui si dice: "Disposizioni in materia di risparmio
energetico. Precisazioni"; possiamo dire chiaramente che è una smentita, più che una
precisazione, rispetto alla lettera precedente, dove, di fatto, si diceva che non si
potevano assolutamente utilizzare gli impianti, mentre, poi, arriva la lettera di
precisazione in cui si dice che si possono utilizzare in certe condizioni. Più che una
precisazione, la chiamerei una smentita.
Per il resto, non ho molto da aggiungere, perché condivido pienamente quanto detto
in fase conclusiva dall'Assessore.
Mi permetto di sollevare il tema, come ha fatto anche lei, della moral suasion, se
vogliamo chiamarla così. A me capita spesso di uscire tardi la sera e sui piani le luci
sono sempre accese. Ogni tanto le spengo, però direi che è soprattutto lì che si deve
lavorare, cioè convincere in modo costruttivo, perché, poi, sono certa... Infatti, anche
l'ultima domanda della nostra interpellanza si riferiva proprio a quello, cioè al
coinvolgimento in modo costruttivo di tutti i soggetti interessati che fanno parte della
macchina in un qualcosa con dei benefici, di cui poi - anche se indirettamente -
possano giovare. È lo strumento necessario per poter portare avanti questa politica,
che, a mio avviso (come dicevo anche facendo riferimento alle luci), non deve essere
fatta solo per i condizionatori, bensì tutto l'anno, facendo riferimento a tutti quelli
che sono i risparmi che si possono fare sulle utenze. Ovviamente, bisogna mantenere
sempre delle condizioni che non devono essere di lusso, sono d'accordo con lei, ma
comunque standard e di un certo livello, che permettano, quanto meno, di poter
svolgere il proprio ruolo nel miglior modo possibile.
Ci tengo anche a precisare che, invece, dall'altra parte, mi fa sorridere che oggi qui,
forse dovrei misurare la temperatura, però siamo ben al di sotto, secondo me, a quella
che è la temperatura a cui dovremmo stare; se si va in un altro Ufficio, qui fuori,
invece, ci sono probabilmente 26, 27 gradi, quindi forse dovremmo intervenire anche
su altri luoghi per uniformare la cosa, perché se no diventa abbastanza ridicolo che
chi lavora magari nei piani alti muore di caldo e noi, invece, qui comunque
dobbiamo praticamente coprirci, perché altrimenti ci viene mal di gola.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Le interpellanze sono discusse.
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