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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2012-02909
"CAMPO NOMADI SU TERRENO PRIVATO" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 4 GIUGNO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202909/002, presentata in data
4 giugno 2012, avente per oggetto:
"Campo nomadi su terreno privato"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Nel mese di febbraio 2009, la legale rappresentante della società S.P.A.T., in qualità di
proprietaria dell'appezzamento di terreno di circa 42.000 metri quadrati, compreso tra
Lungo Stura Lazio e la sponda del fiume Stura di Lanzo, delimitato dal proseguimento
ideale di Via Puglia e dell'ex campo di calcio Barcanova, destinato dal Piano
Regolatore a parco urbano e fluviale P23, inoltrava richiesta di parere
preventivo per la realizzazione di un insediamento sportivo in convenzione con la Città.
In questa istanza, inoltre, si richiedeva l'intervento pubblico per l'ottenimento di tutte le
autorizzazioni necessarie per la disponibilità e la bonifica dei luoghi di intervento e per
il rilascio della garanzia fideiussoria relativa al finanziamento previsto.
Questa richiesta era stata inoltrata all'allora Assessorato all'Urbanistica e
contestualmente all'Assessorato alle Politiche per la Casa e per il Verde.
A seguito di questa richiesta, l'allora Settore della Strumentazione Urbanistica ha
redatto un parere urbanistico proprio per verificare la fattività dell'intervento.
Dalla disamina di quell'area sono emerse numerose criticità, derivanti, tra l'altro, dalle
condizioni idrogeomorfologiche dell'area, che risulta compresa nella sottoclasse III A di
pianura, area classificata come \\\\\\\"inedificabile\\\\\\\".
Si evidenzia, comunque, che per le opere infrastrutturali pubbliche o di interesse
pubblico, riferite a servizi essenziali non altrimenti localizzabili, è applicato l'articolo
38 delle Norme di Attuazione del PAI e l'articolo 31 della Legge Regionale n. 56/77.
In particolare, l'articolo 38 - che citavo prima - consente la realizzazione di opere
infrastrutturali pubbliche o di interesse pubblico riferite a servizi essenziali che non
sono altrimenti localizzabili, a condizione che non modifichino i fenomeni idraulici
naturali, che non costituiscano significativo ostacolo al deflusso e non limitino in modo
significativo le capacità di invaso e che non concorrano ad incrementare il carico
insediativo.
Per quanto ai progetti, devono essere corredati da uno studio di compatibilità che
documenti l'assenza dei suddetti fenomeni e delle eventuali modifiche alle suddette
caratteristiche, da sottoporre all'autorità competente per l'espressione di parere rispetto
alla pianificazione di bacino.
Quest'immobile, inoltre, è ricompreso all'interno del Piano d'Area. Le relative Norme
di Attuazione prevedono che gli interventi ammessi vengano sottoposti a verifica di
compatibilità ambientale e al parere dell'Ente di gestione.
Per quanto sopra esposto, la proposta progettuale risultava non assentibile per interventi
privati.
Tuttavia, qualora gli interventi fossero stati riconducibili al regime dei servizi pubblici,
ai sensi del comma 5 dell'articolo 12 delle N.U.E.A., risultava applicabile il combinato
disposto dell'articolo 31 - che citavo prima - e l'articolo 18 del PAI, relativamente alla
questione idrogeologica.
Sulla base di tutte queste premesse l'Assessorato all'Urbanistica, di concerto con la
S.P.A.T., ha condotto direttamente i successivi passaggi, al fine di rendere attuabile
l'intervento, ritenendolo di interesse pubblico, perché avrebbe potuto costituire un
presidio attivo dell'area, attualmente in condizioni di sicurezza, per le popolazioni
molto precarie.
Nel corso dei mesi successivi sono stati ottenuti diversi pareri necessari a verificare
questa fattibilità.
L'Ente Parco si è espresso demandando a successivi approfondimenti il parere finale.
La Regione Piemonte ha subordinato la formulazione del proprio parere al parere
dell'Agenzia Interregionale per il Fiume Po (l'AIPO), e l'AIPO ha specificato che
rilascerà il proprio nullaosta solo al termine e al buon fine della fase istruttoria condotta
sulla base degli elaborati costituenti il progetto definitivo, richiedendo quindi una
corposa documentazione integrativa.
Per tutto questo, quindi, i tempi di definizione della pratica risultano necessariamente
condizionati dalla definizione organica e puntuale di tutti i pareri che ho richiamato
sopra, che al momento sono di carattere ancora interlocutorio.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio l'Assessore per la risposta e chiedo, per favore, di poter avere la nota scritta.
Molto bene il fatto che si sta chiedendo di approfondire questa situazione e che quindi
l'Amministrazione, a quanto ho capito, ha un parere favorevole per questa opera di
interesse pubblico, a questo intervento di interesse pubblico.
Ovviamente, però, mi sorge spontanea una domanda. Mettiamo il caso che tutta questa
documentazione, che presto riceverà l'Agenzia per il Fiume Po, la Regione Piemonte e
quant'altro, non sia sufficiente perché strutturalmente le note tecniche, così come lei sta
dicendo, non sono compatibili con il territorio e quant'altro; mi chiedo: dato che quel
territorio è di proprietà privata, della società S.P.A.T., quel territorio può ritornare ad
essere un territorio che questa società può adibire a qualcos'altro, o dobbiamo far finta
di niente, continuiamo a lasciare il campo Rom lì, l'Amministrazione non fa niente e fa
finta che questa situazione non esista? Perché adesso questa società si è svegliata e ha
deciso che poteva fare una proposta, ma quel terreno è sempre stato suo da secoli, da
tanto. Quindi, come si è svegliata adesso, si poteva svegliare 3, 4, 5, 10 anni fa. Però, ha
sempre tollerato la situazione, ha detto: "So che la situazione è così, non voglio creare
disordine pubblico, però se c'è una proposta concreta, reale, di interesse pubblico, è
giusto che quella proposta vada perseguita, se è compatibile con gli aspetti tecnici del
luogo".
La domanda che sorge spontanea, ripeto, è questa: qualora, per motivi tecnici, non si
potesse portare avanti quest'opera, l'Amministrazione cosa intende fare? Intende dare
una seconda possibilità a questa società di fare qualcos'altro? Intende prendere, magari,
in capo a sé quel territorio, facendolo diventare territorio del Comune? Qual è la
posizione del Comune in questa circostanza?
Questo è importante da sapere, perché, Assessore, lei sarà a conoscenza anche delle
numerose manifestazioni che si sono tenute ultimamente - e non solo ultimamente - in
quella zona e delle proteste di molti commercianti che hanno negozi lì davanti e che
quotidianamente si vedono i loro negozi deturpati da atti non civili, non degni di
appartenere a delle persone della nostra città.
Allora, io le chiedo, una volta per tutte, in quest'Aula, se sia possibile dare un segnale e
dire che cosa l'Amministrazione intende fare, sia se il progetto viene attuato,
ovviamente sappiamo che cosa potrà fare l'Amministrazione, potrà solo aiutare a far sì
che questa ipotesi di struttura possa arrivare alla luce il prima possibile, con meno
burocrazia, oppure capire che cosa è possibile fare, qual è l'indicazione
dell'Amministrazione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'Assessore non intende replicare, però, come sempre, da questo punto di vista, si può
chiedere un approfondimento in Commissione. Quindi penso sia doveroso
approfondirlo in Commissione.
L'interpellanza è discussa.
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