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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202909/002, presentata in data 4 giugno 2012, avente per oggetto: "Campo nomadi su terreno privato" MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Nel mese di febbraio 2009, la legale rappresentante della società S.P.A.T., in qualità di proprietaria dell'appezzamento di terreno di circa 42.000 metri quadrati, compreso tra Lungo Stura Lazio e la sponda del fiume Stura di Lanzo, delimitato dal proseguimento ideale di Via Puglia e dell'ex campo di calcio Barcanova, destinato dal Piano Regolatore a parco urbano e fluviale P23, inoltrava richiesta di parere preventivo per la realizzazione di un insediamento sportivo in convenzione con la Città. In questa istanza, inoltre, si richiedeva l'intervento pubblico per l'ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie per la disponibilità e la bonifica dei luoghi di intervento e per il rilascio della garanzia fideiussoria relativa al finanziamento previsto. Questa richiesta era stata inoltrata all'allora Assessorato all'Urbanistica e contestualmente all'Assessorato alle Politiche per la Casa e per il Verde. A seguito di questa richiesta, l'allora Settore della Strumentazione Urbanistica ha redatto un parere urbanistico proprio per verificare la fattività dell'intervento. Dalla disamina di quell'area sono emerse numerose criticità, derivanti, tra l'altro, dalle condizioni idrogeomorfologiche dell'area, che risulta compresa nella sottoclasse III A di pianura, area classificata come \\\\\\\"inedificabile\\\\\\\". Si evidenzia, comunque, che per le opere infrastrutturali pubbliche o di interesse pubblico, riferite a servizi essenziali non altrimenti localizzabili, è applicato l'articolo 38 delle Norme di Attuazione del PAI e l'articolo 31 della Legge Regionale n. 56/77. In particolare, l'articolo 38 - che citavo prima - consente la realizzazione di opere infrastrutturali pubbliche o di interesse pubblico riferite a servizi essenziali che non sono altrimenti localizzabili, a condizione che non modifichino i fenomeni idraulici naturali, che non costituiscano significativo ostacolo al deflusso e non limitino in modo significativo le capacità di invaso e che non concorrano ad incrementare il carico insediativo. Per quanto ai progetti, devono essere corredati da uno studio di compatibilità che documenti l'assenza dei suddetti fenomeni e delle eventuali modifiche alle suddette caratteristiche, da sottoporre all'autorità competente per l'espressione di parere rispetto alla pianificazione di bacino. Quest'immobile, inoltre, è ricompreso all'interno del Piano d'Area. Le relative Norme di Attuazione prevedono che gli interventi ammessi vengano sottoposti a verifica di compatibilità ambientale e al parere dell'Ente di gestione. Per quanto sopra esposto, la proposta progettuale risultava non assentibile per interventi privati. Tuttavia, qualora gli interventi fossero stati riconducibili al regime dei servizi pubblici, ai sensi del comma 5 dell'articolo 12 delle N.U.E.A., risultava applicabile il combinato disposto dell'articolo 31 - che citavo prima - e l'articolo 18 del PAI, relativamente alla questione idrogeologica. Sulla base di tutte queste premesse l'Assessorato all'Urbanistica, di concerto con la S.P.A.T., ha condotto direttamente i successivi passaggi, al fine di rendere attuabile l'intervento, ritenendolo di interesse pubblico, perché avrebbe potuto costituire un presidio attivo dell'area, attualmente in condizioni di sicurezza, per le popolazioni molto precarie. Nel corso dei mesi successivi sono stati ottenuti diversi pareri necessari a verificare questa fattibilità. L'Ente Parco si è espresso demandando a successivi approfondimenti il parere finale. La Regione Piemonte ha subordinato la formulazione del proprio parere al parere dell'Agenzia Interregionale per il Fiume Po (l'AIPO), e l'AIPO ha specificato che rilascerà il proprio nullaosta solo al termine e al buon fine della fase istruttoria condotta sulla base degli elaborati costituenti il progetto definitivo, richiedendo quindi una corposa documentazione integrativa. Per tutto questo, quindi, i tempi di definizione della pratica risultano necessariamente condizionati dalla definizione organica e puntuale di tutti i pareri che ho richiamato sopra, che al momento sono di carattere ancora interlocutorio. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ringrazio l'Assessore per la risposta e chiedo, per favore, di poter avere la nota scritta. Molto bene il fatto che si sta chiedendo di approfondire questa situazione e che quindi l'Amministrazione, a quanto ho capito, ha un parere favorevole per questa opera di interesse pubblico, a questo intervento di interesse pubblico. Ovviamente, però, mi sorge spontanea una domanda. Mettiamo il caso che tutta questa documentazione, che presto riceverà l'Agenzia per il Fiume Po, la Regione Piemonte e quant'altro, non sia sufficiente perché strutturalmente le note tecniche, così come lei sta dicendo, non sono compatibili con il territorio e quant'altro; mi chiedo: dato che quel territorio è di proprietà privata, della società S.P.A.T., quel territorio può ritornare ad essere un territorio che questa società può adibire a qualcos'altro, o dobbiamo far finta di niente, continuiamo a lasciare il campo Rom lì, l'Amministrazione non fa niente e fa finta che questa situazione non esista? Perché adesso questa società si è svegliata e ha deciso che poteva fare una proposta, ma quel terreno è sempre stato suo da secoli, da tanto. Quindi, come si è svegliata adesso, si poteva svegliare 3, 4, 5, 10 anni fa. Però, ha sempre tollerato la situazione, ha detto: "So che la situazione è così, non voglio creare disordine pubblico, però se c'è una proposta concreta, reale, di interesse pubblico, è giusto che quella proposta vada perseguita, se è compatibile con gli aspetti tecnici del luogo". La domanda che sorge spontanea, ripeto, è questa: qualora, per motivi tecnici, non si potesse portare avanti quest'opera, l'Amministrazione cosa intende fare? Intende dare una seconda possibilità a questa società di fare qualcos'altro? Intende prendere, magari, in capo a sé quel territorio, facendolo diventare territorio del Comune? Qual è la posizione del Comune in questa circostanza? Questo è importante da sapere, perché, Assessore, lei sarà a conoscenza anche delle numerose manifestazioni che si sono tenute ultimamente - e non solo ultimamente - in quella zona e delle proteste di molti commercianti che hanno negozi lì davanti e che quotidianamente si vedono i loro negozi deturpati da atti non civili, non degni di appartenere a delle persone della nostra città. Allora, io le chiedo, una volta per tutte, in quest'Aula, se sia possibile dare un segnale e dire che cosa l'Amministrazione intende fare, sia se il progetto viene attuato, ovviamente sappiamo che cosa potrà fare l'Amministrazione, potrà solo aiutare a far sì che questa ipotesi di struttura possa arrivare alla luce il prima possibile, con meno burocrazia, oppure capire che cosa è possibile fare, qual è l'indicazione dell'Amministrazione. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'Assessore non intende replicare, però, come sempre, da questo punto di vista, si può chiedere un approfondimento in Commissione. Quindi penso sia doveroso approfondirlo in Commissione. L'interpellanza è discussa. |