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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Luglio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 32
MOZIONE 2012-00426
(MOZIONE N. 66/2012) "L'ACQUA E' UN BENE COMUNE. SMAT NON VERRA' PRIVATIZZATA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GRIMALDI, CURTO, PORCINO, LEVI, CASSIANI E CARRETTA IN DATA 26 GENNAIO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di mozione n. mecc. 201200426/002,
presentata dai Consiglieri Grimaldi, Curto, Porcino, Levi, Cassiani e Carretta in data 26
gennaio 2012, avente per oggetto:
"L'acqua è un bene comune. SMAT non verrà privatizzata".
e della proposta di mozione n. mecc. 201200628/002, presentata dai Consiglieri Bertola
ed Appendino in data 8 febbraio 2012, avente per oggetto:
"Attuazione dei referendum del 2011 in materia di gestione pubblica dell'acqua".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Alla proposta di mozione n. mecc. 201200426/002 sono stati presentati 2 emendamenti
dai Consiglieri Grimaldi, Porcino, Levi, Carretta, Cassiani e Curto, che assumerei
direttamente nella proposta di mozione.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Vorrei che, poi, uno dei firmatari mi desse delle indicazioni su quello che sto per dire.
Dal mio punto di vista, sono perfettamente d'accordo che l'acqua sia un bene comune e
che non sia da privatizzare. Su questo sono assolutamente d'accordo e ritengo che non
ci sarebbe neanche da doverne discutere.
Quello che, invece, ritengo sia discutibile è il privatizzare le società che gestiscono
l'acqua. Esattamente per lo stesso motivo per cui, se un giorno uno si immaginasse
un'aria irrespirabile e servisse che qualcuno la purificasse... (INTERVENTI FUORI
MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Continui il suo intervento, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Aprirei volentieri una discussione sulla pulizia dell'aria, esattamente come sulla
gestione dell'acqua, perché troppo spesso in questo Paese assistiamo a scene dove chi
gestisce l'acqua, la gestisce male, spreca e, probabilmente, non amministra come
dovrebbe.
Quello che chiedo - e, poi, il mio voto dipenderà anche dall'indicazione, se arriverà una
risposta alla mia domanda - è se sia l'acqua da non privatizzare, oppure se sia il servizio
erogato. Ad oggi, per quanto il Comune abbia delle quote di assoluta maggioranza
all'interno dell'azienda SMAT, voglio capire se ci mettiamo nella condizione di pensare
che sia l'acqua a non dover essere privatizzata o l'azienda amministratrice. Se un giorno
l'azienda dovesse avere dei grandi problemi o dovesse dimostrare di non funzionare, dal
mio punto di vista si potrebbe anche ipotizzare di poter vendere il servizio.
Vorrei che qualcuno mi spiegasse se il tema è l'acqua o la società che la amministra.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
A titolo personale, dichiaro che voterò contro questa proposta di mozione, in quanto...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa sua sull'acqua. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, ad entrambe, credo abbiano lo stesso oggetto.
Credo che il referendum sia stata una sonora presa in giro per i cittadini. Non è in
discussione che l'acqua rimanga pubblica, quindi rimarrà pubblica, e la Legge che ha
dato origine al referendum lo diceva a chiare lettere; sostanzialmente, quello che si
potrebbe cercare di dare in gestione è il servizio, come già sta succedendo in molti
luoghi.
Pertanto, ribadisco che l'acqua rimarrà pubblica e la gestione del servizio potrebbe
anche essere data ai privati. Quindi, il mio voto sarà contrario, perché è strumentale
chiedere diversamente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Siamo alle dichiarazioni di voto, per cui vorrei spiegare il motivo della nostra posizione.
Queste due proposte di mozione in apparenza sono simili, ma, in realtà, hanno alcune
differenze abbastanza cruciali; in particolare, la nostra è stata preparata anche in
consultazione con il Comitato referendario dell'acqua (cioè dei referendum che si sono
tenuti lo scorso anno) e, quindi, riteniamo che rappresenti più precisamente quello che è
stato lo spirito e la lettera del referendum.
Per questo motivo, ci asterremo al momento della votazione della proposta di mozione
della maggioranza, che comunque va nella direzione di attuare i referendum, ma non li
attua interamente (adesso spiegherò meglio), mentre ovviamente voteremo a favore
della nostra proposta di mozione, perché ci sembra l'unica che rispetti veramente il
dettato e la volontà degli italiani al referendum.
In particolare, i temi sono due. Il primo riguarda la concentrazione delle quote di SMAT
in capo alla Città e su questo speriamo che (dato che, tra l'altro, è già stata votata una
mozione in passato) si possa vedere veramente qualche risultato e non soltanto
l'approvazione di ulteriori mozioni in merito.
Il punto fondamentale è che cosa fare di quella quota, che è inserita in bolletta come
remunerazione del 7% sul capitale investito (che, poi, sulla bolletta pesa anche per una
percentuale un po' superiore) e che, secondo quanto è stato deciso dagli italiani con il
referendum dello scorso anno, sostanzialmente non esiste più, quindi è già stata abolita
dal referendum e sin dalla data del referendum non andava applicata sulle bollette.
Sostanzialmente, tranne chi ha aderito alla campagna di obbedienza civile (così definita
dal Comitato referendario), chi ha pagato le bollette come gli sono arrivate, per un anno
ha continuato a pagare questa quota che non era dovuta e che era stata abolita dal
referendum. La nostra proposta di mozione chiede di abolirla non soltanto
immediatamente dalle bollette, ma di restituire anche quanto indebitamente percepito in
questo anno da SMAT e dalle società dell'acqua.
Invece la maggioranza, anche se ha un po' modificato la formulazione originaria della
sua proposta di mozione, parla di eliminare la voce corrispondente alla remunerazione
(e ci mancherebbe ancora, visto che è stata abolita da un referendum), però non parla di
eliminare anche l'importo corrispondente e di restituire quanto percepito indebitamente.
Se l'intenzione è semplicemente quella di cambiare nome e, quindi, mantenere la
bolletta com'è, togliendo quella scritta e mettendone un'altra, francamente ci sembra
che non sia proprio un modo di rispettare la volontà degli italiani come stabilita nel
referendum. Per cui, va tutto bene, però crediamo che il referendum vada rispettato fino
in fondo.
Si può discutere se sia giusto o sbagliato, ma questa è la volontà degli italiani e quello
che dovrebbe fare una Pubblica Amministrazione, specialmente se gestita da parti
politiche che sono scese in piazza a festeggiare il risultato del referendum, è applicarlo
esattamente e non rigirare un po' la frittata, evitando sostanzialmente di applicarlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Prima di tutto devo ringraziare i Consiglieri, visto che abbiamo iniziato a ragionare a
gennaio su questa proposta di mozione, che è anche datata; nel senso che, soprattutto sul
primo punto, la discussione è nata quando il Governo Monti aveva messo nella prima
parte del Decreto Liberalizzazioni - come ricorderà il Presidente Altamura - tutto il tema
del servizio idrico e grazie ad una battaglia di fatto dell'ANCI, condotta anche dalla
Città di Torino, per fortuna l'esito del referendum non è stato negato.
Però, come diciamo con i Consiglieri Porcino, Cassiani, Curto, Levi e Carretta nel
primo punto della proposta di mozione, chiediamo al Sindaco della Città di continuare
ad attivarsi presso l'ANCI e presso il Governo affinché nei prossimi Decreti sulle
liberalizzazioni non vi sia, com'è stato annunciato da Monti, anche il servizio idrico.
Abbiamo fatto tutta una discussione sull'obbedienza civile; la proposta di mozione del
Movimento 5 Stelle è molto secca, nel senso che, di fatto, chiede di arrivare ad un
organismo chiaro di natura giuridica pubblica. Noi, avendo già ipotizzato la discussione
verso il Consorzio pubblico, in realtà abbiamo iniziato a discutere di quelle che erano
delle linee di indirizzo di FCT, tanto è vero che iniziamo a dire che in capo alla Città si
deve ricostituire il pacchetto azionario - quello che sta avvenendo - e che SMAT non
deve stare nel processo di liberalizzazione e di privatizzazione che abbiamo portato
avanti con la Holding e, dall'altra parte, chiediamo di iniziare a discutere presso
l'Autorità d'ambito di quel modello societario che permette di applicare, in qualche
modo, in termini esaustivi quello che è un emendamento costruito nella scorsa
consiliatura dalla maggioranza di centrosinistra che diceva che senza scopo di lucro
continueremo a gestire direttamente il servizio idrico integrato.
Il terzo punto è assai più semplice, ma è stata una discussione che coinvolge l'Autorità
d'ambito ancora adesso, nel senso che - come sapete - il centrosinistra non si è schierato
a favore dell'autoriduzione della bolletta in quanto tale; crediamo che il tema della
remunerazione del capitale investito mettesse in campo due veri oggetti. Il primo è
quello che per i privati c'era una convenienza a gestire e, anche se ci fossero state delle
perdite, questa remunerazione avrebbe ampiamente ripagato i loro investimenti.
Dall'altra parte, sostenevamo che non doveva essere uno svantaggio per il pubblico, nel
senso che non è stata una battaglia per dire che le bollette sono troppo alte, quel 7%…
No, semplicemente la battaglia serviva per non mettere negli utili… cioè per far sì che
quella remunerazione non andasse direttamente, come ormai succede, negli utili della
società.
Proprio per questo abbiamo trovato una mediazione; la discussione è stata franca ed
onesta, il Partito Democratico ha raccolto la sfida, tanto è vero che, in qualche modo, è
figlia anche di questa mediazione. Il senso era anche di non deteriorare gli investimenti
in qualche modo già previsti dalla società, ma trovare, in accordo con l'Autorità
d'Ambito e con gli altri Comuni che fanno parte di SMAT, il modo per applicare il
referendum che è passato lo scorso anno, senza ridurre la bolletta di SMAT nei prossimi
anni.
Credo che il tentativo sia stato generoso; per questo ringrazio tutta la maggioranza, ma
anche le minoranze che hanno discusso per mesi. Abbiamo fatto un grande lavoro anche
con i soggetti che sono venuti.
Non abbiamo voluto presentare una proposta di mozione fotocopia, come ci avevano
chiesto i Comitati, e, anzi, c'è stata una discussione molto ampia; credo che sia un
valore che il centrosinistra abbia trovato una mediazione alta, tenendo conto delle cose
che abbiamo fatto negli scorsi anni (come la modifica dello Statuto), tenendo conto
della posizione dell'Assessore Lavolta presso l'Autorità d'Ambito (richiedendo
l'applicazione dei referendum) e tenendo conto anche di quello che succederà nei
prossimi mesi, ribadendo quindi al Governo che siamo ovviamente disponibili a
discutere di come si applicherà l'esito referendario, ma siamo anche disponibili a
discutere con le altre Città interessate su come raccogliere al meglio quelle indicazioni
date da tantissimi milioni di cittadini italiani che hanno creduto a questa sfida e che non
vogliono che l'acqua sia nel campo delle liberalizzazioni dei Servizi Pubblici Locali.
Per questo motivo credo che il nostro voto favorevole sia un piccolo passo verso una
discussione che, finalmente, ha coinvolto tanti cittadini in questo Paese.
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