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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Febbraio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 24
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2006-09377
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE (MECC. 2005 12295/015) DEL 30 DICEMBRE 2005 - ESECUZIONE - CESSIONE A CONI SERVIZI S.P.A. DI IMMOBILI DI PROPRIETA' DELLA CITTA'.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200609377/101, presentata dalla Giunta Comunale in data 28 novembre 2006, avente per oggetto:
"Deliberazione della Giunta Comunale (mecc. 200512295/15) del 30 dicembre 2005 - Esecuzione - Cessione a CONI Servizi S.p.A. di immobili di proprietà della Città"
Proposta del Sindaco Chiamparino,
e degli Assessori Tessore e Viano.
Come noto, in data 19 giugno 1999 a Seul, l'Assemblea del CIO ha assegnato alla Città di Torino l'organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006. In quell'occasione Valentino Castellani, quale Sindaco della Città e il Presidente del CONI, Gianni Petrucci, sottoscrissero l'Host City Contract (HCC): il contratto che impegna la città ospite e il Comitato Olimpico Nazionale a rispettare le regole previste dal CIO per l'organizzazione e lo svolgimento dei giochi.
Successivamente, con deliberazione del 23 dicembre 1999 (n. mecc. 9910885/01), esecutiva dal 4 gennaio 2000, assunta a seguito della scelta compiuta a Seul il 19 giugno 1999 dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO), il Consiglio Comunale ha autorizzato la partecipazione della Città alla costituzione del "Comitato per l'organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali - Torino 2006" (TOROC), approvandone il relativo Statuto.
Il TOROC è stato costituito il 27 dicembre 1999 con lo scopo di curare l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi Olimpici e, in conformità alla sua natura giuridica e allo specifico testo normativo che la convalida (articolo 1 bis Legge 285/2000 e s.m.i.), ha svolto i suoi compiti agendo in regime di diritto privato.
Agli inizi dell'anno 2005, lo Stato ha trasferito ad una società controllata da Sviluppo Italia S.p.A. (poi costituita e denominata Italiaevolution S.p.A.) il compito di assumere e coordinare talune attività e iniziative per un migliore inserimento sul territorio delle attività svolte dal TOROC. Peraltro, le risorse messe a disposizione di Italiaevolution S.p.A. sono state ridotte dalla Legge Finanziaria per il 2006 e anche quelle disponibili sono state ritenute non pienamente utilizzabili: infatti, prima Sviluppo Italia S.p.A. e poi Italiaevolution S.p.A. hanno deciso di considerare applicabile all'attività svolta un regime fiscale che, di fatto, ha ridotto le somme stanziate in misura pari all'incidenza del medesimo. La conseguenza è stata che i costi relativi alle attività che Italiaevolution S.p.A. non ha potuto svolgere per le cause prima specificate sono ricaduti sul TOROC.
Per tali motivi, considerato il complesso sistema di investimenti sia pubblici che privati concentrato sui Giochi Olimpici, valutabile in oltre 3,4 miliardi di Euro, l'enorme impatto di immagine promozionale e turistico generato sul territorio dall'evento, nonché la futura ricaduta economica e occupazionale che ne sarebbe derivata, la Civica Amministrazione con provvedimento della Giunta Comunale in data 30 dicembre 2005 (n. mecc. 200512295/15), esecutivo dal 16 gennaio 2006, si impegnava a ripianare l'eventuale effettivo disavanzo di gestione che avrebbe potuto emergere dal bilancio consuntivo del TOROC fino alla concorrenza massima di 41 milioni di Euro provvedendovi direttamente oppure tramite altro soggetto idoneo allo scopo.
Con nota in data 27 novembre 2006 prot. 06/003315, che si allega al presente provvedimento per farne parte integrante e sostanziale (all. 1 - n. ) il TOROC comunicava:
- che il disavanzo di gestione a oggi stimabile ammonta a 31,3 milioni di Euro;
- che parte di questo disavanzo è costituito dal debito VIK di TOROC verso CONI Servizi S.p.A.;
- che i medesimi stanno concludendo un accordo transattivo per regolare in via totale e definitiva i rapporti economici derivanti dal joint marketing agreement del 5 luglio 2001 per un ammontare pari a 5,5 milioni di Euro;
- che CONI Servizi S.p.A. si è dichiarato disponibile ad accettare, a ripiano del debito di cui al punto precedente, il trasferimento in proprietà di tre immobili facenti parte del complesso del Villaggio Olimpico, meglio identificati nella planimetria allegata, che forma parte integrante del presente provvedimento (all. 2 - n. ) (Palazzine 1 e 4 con le rispettive pertinenze e edificio C).
Considerato che il valore relativo al trasferimento che ha trovato conferma nelle risultanze peritali disposte da CONI Servizi S.p.A., è stimato in complessivi 5.680.175,50 Euro e che tale valutazione è stata convalidata dall'Ufficio Tecnico comunale con nota allegata al presente provvedimento per farne parte integrante e sostanziale (all. 3 - n. ), tenuto inoltre conto che è interesse della Città accogliere in un'unica sede tutte le strutture regionali delle Federazioni Sportive e la sede regionale del CONI stesso e, altresì, valorizzare i propri immobili nel Villaggio Olimpico (ex MOI) destinati a conferimento alla "Fondazione 20 marzo 2006", viene valutata positivamente la proposta di CONI Servizi S.p.A. in quanto consente di conseguire gli obiettivi urbanistici e di valorizzazione immobiliare dell'area indicata e, nel contempo, di risparmiare l'erogazione di cassa a ripiano del disavanzo di cui trattasi.
Tutto ciò premesso, si rende ora necessario provvedere all'approvazione della proposta transattiva finalizzata al ripiano del debito di TOROC nei confronti di CONI Servizi S.p.A., rimandando all'adozione degli ulteriori eventuali provvedimenti il perfezionamento del trasferimento di proprietà oggetto del presente atto.
Tutto ciò premesso,
LA GIUNTA COMUNALE
Visto il Testo Unico delle Leggi sull'Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D. lgs. 18 agosto 2000 n. 267, nel quale, fra l'altro, all'art. 42 sono indicati gli atti rientranti nella competenza dei Consigli Comunali;
Dato atto che i pareri di cui all'art. 49 del suddetto Testo Unico sono:
favorevole sulla regolarità tecnica;
favorevole sulla regolarità contabile;
Con voti unanimi, espressi in forma palese;
PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE
1) di prendere atto, per le motivazioni espresse in narrativa che si intendono integralmente richiamate, che parte del disavanzo di gestione di TOROC è costituito dal debito VIK di Toroc verso CONI Servizi S.p.A. per l'importo di 5,5 milioni di Euro;
2) di approvare, per le motivazioni espresse in narrativa che si intendono integralmente richiamate, la proposta transattiva di CONI Servizi S.p.A. per regolare in via totale e definitiva i rapporti economici tra il medesimo e il TOROC derivanti dal joint marketing agreement del 5 luglio 2001 per l'ammontare di 5,5 milioni di Euro;
3) di approvare, al fine di porre in essere quanto espresso al punto precedente, il trasferimento in proprietà a CONI Servizi S.p.A. di tre immobili facenti parte del complesso del Villaggio Olimpico, meglio identificati nella planimetria allegata, che forma parte integrante del presente provvedimento (allegato 2) (Palazzine 1 e 4 con le rispettive pertinenze e edificio C);
4) di prendere atto che il valore relativo dei tre immobili facenti parte del complesso del Villaggio Olimpico è stimato in complessivi 5.680.175,50 Euro, così come risulta dalla perizia effettuata dal professionista incaricato della valutazione dalla CONI Servizi S.p.A. e successivamente convalidata dall'Ufficio Tecnico comunale con nota allegata al presente provvedimento (allegato 3);
5) di prendere atto che la proposta di CONI Servizi S.p.A. consente di conseguire gli obiettivi urbanistici e di valorizzazione immobiliare dell'area indicata e, nel contempo, di risparmiare l'erogazione di cassa a ripiano del disavanzo di cui trattasi;
6) di demandare all'eventuale adozione di successivi provvedimenti il perfezionamento del trasferimento di proprietà approvato con il presente atto;
7) di dichiarare, attesa l'urgenza, in conformità del distinto voto palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell'articolo 134, 4° comma del Testo Unico approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 20/12/2006 la competente Commissione e la Conferenza dei Capigruppo hanno rimesso il provvedimento in Aula.
Sono stati presentati sei subemendamenti all'emendamento di Commissione.
Apriamo il dibattito sulla deliberazione.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tessore.

TESSORE Elda (Assessore)
Questa è una deliberazione particolare, relativa a tutte le procedure che la Città di Torino (nel caso di sue competenze) sta sviluppando, insieme al TOROC, per addivenire, nel più breve tempo possibile, allo scioglimento del TOROC stesso e, quindi, alla conclusione definitiva di quella che è stata l'organizzazione dell'evento olimpico.
Credo che tutta l'Aula sappia bene come, pur fra molte difficoltà, soprattutto economiche, la conduzione complessiva del TOROC, quale organismo di governo e di realizzazione delle Olimpiadi, abbia consentito e consenta di pervenire ad una chiusura che, in base all'ultimo pre-consuntivo, riteniamo possa essere intorno ai 31 milioni di Euro (forse anche un po' meno). Ricordo che, nel dicembre del 2005, a fronte di eventi che non credo sia il caso di ricordare oggi in questa sede - anche perché l'intero Consiglio (e anche coloro che ancora non ne facevano parte), ha potuto seguire direttamente o attraverso i giornali -, pareva esserci una necessità finanziaria estremamente più importante.
Con una deliberazione di Giunta del dicembre 2005, la Città si impegnò a coprire eventualmente, fino ad un massimo di 41 milioni di Euro, le risultanze negative finanziarie del consuntivo complessivo dei Giochi.
Altre Istituzioni, come la Provincia e la Regione, intervennero a supporto del Bilancio con modalità e formalità diverse, permettendo di raggiungere, tutte insieme, la cifra che noi ritenevamo necessaria in quel momento, salvo oggi poter dire che molto probabilmente la cifra sarà inferiore di 10, 12 o 13 milioni di Euro rispetto a quella allora paventata.
Una parte del debito del TOROC risultava e risulta essere nei confronti del Comitato Nazionale Olimpico. Come in tutte le occasioni in cui, in una Nazione, si svolgono le Olimpiadi, il contratto a tre che viene stipulato tra il CIO (Comitato Internazionale), la città ospitante (in questo caso Torino) e il Comitato Nazionale (in questo caso il CONI), prevede una percentuale al Comitato Nazionale Olimpico su tutte le sponsorizzazioni che vengono ottenute dal Comitato organizzatore, comprese quelle che in inglese si chiamano "venue in-kind", ovvero quelle materiali, in beni o servizi, e non in denaro.
In una prima valutazione, il CONI aveva valutato in 22 milioni di Euro (dovuti dal TOROC stesso) la percentuale, a sé medesimo spettante, su queste sponsorizzazioni. Voi vi rendete conto che si tratta di una valutazione piuttosto difficile, perché se si fosse trattato di una percentuale sulla liquidità, non ci sarebbero stati problemi, invece non è così indiscutibile la percentuale da applicare al valore dei beni o dei servizi (quello di partenza, oppure quello che avrebbero nel momento in cui devono essere liquidate e quant'altro).
Si era aperta una forte trattativa, sostenuta naturalmente dal TOROC, ma anche, ormai molti molti mesi fa, in un incontro nazionale a cui avevano partecipato i tre vertici, il Sindaco di Torino, il Presidente della Provincia e il Presidente della Regione, e si era giunti ad un accordo di massima (ridefinito poi meglio nei valori che troviamo oggi in deliberazione) che non superasse gli 8 milioni di Euro. Questo era l'accordo di valore.
Questi 8 milioni di Euro, naturalmente, sono iscritti nella parte "Debiti" nell'ultimo assestamento di bilancio fatto dal TOROC.
Nella trattativa, successivamente, si è verificata la possibilità di far sì che il TOROC potesse coprire questa parte di debito non con denaro da far arrivare nelle casse del CONI, ma attraverso la cessione di una parte di strutture olimpiche costruite con i fondi della Legge 285, in particolare di due palazzine del cosiddetto "Villaggio MOI" (mi piace chiamarlo ancora così), e le due aste retrostanti, quelle che, per capirci meglio, si affacciano oggi sulla ferrovia e non quelle che si affacciano, invece, su Piazza Galimberti.
La valutazione di questi beni immobili è stata fatta, naturalmente, con tutte le modalità oggettive, sempre sviluppate dalla Città di Torino attraverso gli Uffici Tecnici della Città stessa, e porta una valutazione - vado a memoria, non ricordo bene, ma voi l'avete nella deliberazione - di circa 5.900.000 Euro.
Quindi, ancora con un abbassamento di valore rispetto alla trattativa effettuata.
Voglio ricordare che la Città ha partecipato alla costruzione di quegli edifici, così come ha partecipato alla ristrutturazione delle arcate storiche ex MOI, con un valore del 33%. Per essere chiari, tramite la Legge 285, lo Stato ha finanziato il 66% delle opere e la Città ha aggiunto un 33% per la realizzazione delle opere stesse.
Quando, naturalmente, avremo il consuntivo definitivo del TOROC, la scelta di diminuire il debito di liquido del TOROC preserverà il più possibile le casse del nostro Comune, sia in spesa corrente che anche in fondo investimenti per altre iniziative che, come ben sanno i Consiglieri, vedranno già forti difficoltà nell'anno finanziario 2007 derivanti da vari fattori; a fronte dell'impegno che ci si era assunti, vi è già un interesse pubblico per rifondere questi debiti attraverso una diretta cessione delle palazzine da parte della Città al CONI.
Si tratta di un'operazione che, personalmente, come Assessore responsabile delle Olimpiadi e post-Olimpiadi, condivido e ritengo estremamente utile dal punto di vista della Città.
Aggiungerei, poi, un altro elemento di interesse pubblico, che credo molto importante. Voi sapete che si sta valutando la possibilità e l'opportunità, oltre che di dare sede alla Fondazione post-olimpica in quella stessa area delle palazzine ex MOI, di fare il Museo delle Olimpiadi ed, eventualmente (decisione che, poi, dovrà prendere il Consiglio Comunale), il Museo dello Sport della Città di Torino. Infatti (prima si parlava di stadi), la nostra città ha dei primati nazionali molto importanti non soltanto nel calcio, ma in molti sport nazionali. Molti sport nazionali sono nati a Torino e si pensava di collocare certamente il Museo delle Olimpiadi, ma...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Assessore, le chiedo un attimo di sospensione.

TESSORE Elda (Assessore)
Certo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Lo faccio per l'ultima volta. Credo che questa sia mancanza di rispetto nei confronti dell'Assessore, innanzitutto, e soprattutto dell'Aula.
L'articolo 105, "Comportamento dei partecipanti alle adunanze", al comma 2: recita: "I componenti il Consiglio e gli Assessori partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati". Al comma 9 recita: "I componenti il Consiglio e gli Assessori non possono intervenire nella discussione, se non dopo aver richiesto la parola al Presidente, ed averla ottenuta. Essi non possono interrompere, o disturbare, gli interventi di altri Consiglieri ed Assessori che abbiano in quel momento la parola".
Non lo ripeterò più.
Prego, Assessore.

TESSORE Elda (Assessore)
Dicevo di collocare certamente il Museo delle Olimpiadi, ma, qualora si addivenisse a questa decisione, anche il Museo dello Sport.
Il CONI in quelle sedi raccoglierà tutte le federazioni provinciali presenti oggi in modo disperso sulla città e alcune altre strutture direttamente legate allo sport. Quindi, in questo modo, andremo ad individuare, in uno dei luoghi più forti delle Olimpiadi, una cittadella, non tanto delle attività sportive, ma della gestione dello sport amatoriale e dello sport agonistico della nostra città e della nostra provincia.
Si tratta di una deliberazione molto complessa, sicuramente particolare, perché è particolare il fatto che una città faccia le Olimpiadi: solo una città al mondo ogni due anni accoglie le Olimpiadi. Sicuramente nella nostra vita non vedremo più il Consiglio Comunale di Torino occuparsi di deliberazioni per le Olimpiadi o per il post-Olimpiadi. Questa situazione ci ha molto impegnato anche dal punto di vista giuridico-amministrativo, tant'è che, come ricorderete, è stato chiesto dall'Assessore un parere al Segretario Generale per essere certi della legittimità dell'atto e per tranquillizzare, intanto i firmatari, poi il Consiglio Comunale che dovrà votare, soprattutto sulla legittimità, perché è naturale che il merito possa essere condiviso o no e sia più un tema di discussione politica, ma prima di tutto i nostri atti devono essere legittimi.
È naturale che il parere del Segretario Generale non solo ci tranquillizzi, ma ci garantisca da tutti i punti di vista.
Credo che mi sia abbastanza riconosciuta la pignoleria e la serietà con cui seguo gli atti: l'ho letto e l'ho riletto con molta attenzione, ho letto e riletto anche, ancora oggi, il parere che fui sempre io a chiedere allo Studio Brosio sugli obblighi della Città di Torino in caso di deficit del TOROC; deficit altissimo, perché nel momento in cui richiesi quel parere, si pensava potesse aggirarsi intorno ai 240 milioni di Euro, cifra che certo avrebbe messo in ginocchio, e forse di più, la Città, qualora fosse stata obbligata a saldarlo.
Il parere dello Studio Brosio ci rassicurò: la Città non ha obblighi di legge, se non nei confronti del CIO e di eventuali sue richieste finanziarie per pagare eventuali debiti del TOROC. Il parere, se poi confrontato con quello del Segretario Generale, non dice che la Città "non può"; la Città "non deve": questa è una cosa piuttosto diversa, cioè la Città non è obbligata. Se la Città scegliesse oggi di non pagare il debito (cosa che riterrei una follia, poi, magari, direi anche perché), che sarà alla fine di 27-28-30 (quanti saranno) milioni di Euro dei Giochi Olimpici, non sarebbe obbligata a farlo. Naturalmente, la Città ha la scelta politica del tutto legittima, essendo socio fondatore del TOROC, di saldare i debiti rimasti, così come avrebbe potuto, allora, dotare il TOROC di un fondo patrimoniale che potesse essere garante di un eventuale deficit (cosa che non so, perché non ero Assessore allora).
La Città si dotò soltanto di un piccolo fondo che rimaneva dal Comitato della candidatura, ma avrebbe potuto dotarsi di un fondo di 5-10-20-100 milioni di Euro, già a garanzia della soluzione di eventuali problemi finanziari successivi. Si fece allora quella scelta, probabilmente giusta e dettata dall'aspettativa che si potesse arrivare al pareggio del costo dei Giochi, al quale non siamo arrivati per molte ragioni (che credo non sia il caso adesso di ricordare) che hanno tante responsabilità, non ne hanno una sola; non ne hanno neanche solo nel TOROC: ne hanno nel TOROC, ne hanno nel Governo, ne hanno in tantissime situazioni e oggi, quindi, la Città propone al Consiglio Comunale la scelta di farsi carico del debito residuo del TOROC.
La Città propone di farsi carico di parte del debito, con il passaggio di proprietà di una parte di patrimonio al CONI, a copertura delle sue istanze di richiesta di percentuali che, per contratto, deve avere dal TOROC stesso. Quanto oggi è patrimonio della Città (su questo non ho nulla da dire) - ricordo - ci è pervenuto anche grazie al forte finanziamento, previsto dallo Stato (è necessario ricordare la grande attenzione prestata sia dal Governo precedente, sia dal Governo Berlusconi), destinato alle opere olimpiche (che si sono potute realizzare in due tranche diverse).
In questo senso, porto all'approvazione questa deliberazione, convinta, dopo aver molto ragionato e meditato, che sia legittima e assolutamente nell'interesse pubblico della Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Coppola.

COPPOLA Michele
Vorrei fare qualche piccola premessa.
L'Assessore Tessore ha iniziato il proprio intervento dicendo che si tratta di una deliberazione particolare. Credo che nessun altro intervento sarebbe potuto iniziare in questo modo: è a tutti gli effetti una deliberazione particolare.
E non credo che il brusio dell'Aula, prima, fosse legato alla non volontà di essere attenti: il brusio dell'Aula era legato alla volontà di essere distratti, alla volontà di non ascoltare l'illustrazione della deliberazione, perché, dovendola votare alla fine, era meglio non sentire quelle che sono state scelte come giustificazioni per votare una deliberazione che - ahimè, lo sappiamo tutti quanti bene - non era opportuno arrivasse questa sera in Aula.
Sul monitor leggo: "Intervento del Vicepresidente del Consiglio Comunale", in realtà parlo come Consigliere Comunale di Forza Italia: mi dispiace che l'indicazione del monitor sia diversa.
Cercherò di fare una brevissima cronistoria.
Le stranezze legate a questa deliberazione iniziano quando, in un'audizione preventiva dei Revisori dei Conti del Consiglio Comunale, grazie ad alcune perplessità sorte presso alcuni Consiglieri (che fossero di maggioranza o di minoranza fu irrilevante), decidemmo di approfondire l'identificazione della natura giuridica del TOROC. I Revisori dei Conti, con una lucidità e con una franchezza che tutti noi ricordiamo, ci dissero che, se il TOROC fosse riconosciuto come ente di diritto privato, questa deliberazione avrebbe avuto difficoltà ad essere votata.
A quel punto - mi spiace doverla correggere, Assessore Tessore, ma ne sono obbligato -, l'Ufficio di Presidenza - non l'Assessore - chiese un parere di legittimità al Segretario Generale.
Non è mia intenzione, ora, entrare nel merito della correttezza del parere che il Segretario Generale Repice: a questo proposito, mi auguro che il Sindaco, il prossimo Natale, gli faccia un regalo infinito, perché noi, ogni 3-4 giorni, gli chiediamo un parere e, alla fine, il Segretario Generale è costretto a trovare tutte le giustificazioni, nel rispetto della norma o, comunque, nella sua più intelligente interpretazione, che possano giustificare alcuni atti. Quindi, signor Sindaco, sono amico del Segretario Generale, ma, mi creda, quel posto è davvero guadagnato!
Noi chiedemmo un approfondimento, perché, andando a guardare la storia, ci rendemmo conto che fu il Presidente Castellani a formulare alla Giunta Ghigo, nel febbraio del 2000, una richiesta di riconoscimento della personalità giuridica di natura privata al TOROC. In realtà, eravamo tutti convinti che, poi, nel corso del tempo, questo riconoscimento sarebbe stato cancellato dai fatti, perché tutti abbiamo ben presente (lo riconosciamo de facto, ma non vogliamo farlo de iure) che il TOROC sia un Ente di diritto pubblico, perché la stragrande maggioranza dei soci è pubblica, perché i contributi che avrebbero dovuto arrivare dalle sponsorizzazioni, di fatto, non arrivarono.
Riteniamo, quindi, che la natura, nel corso del tempo, sia cambiata a tutti gli effetti.
La cosa che ci colpì è che, nel luglio 2006, la Giunta Regionale, presieduta - purtroppo, dico io - da un altro Presidente, andò ad ampliare le finalità del TOROC medesimo e, nell'ampliare le finalità del TOROC medesimo, non decise assolutamente di intervenire nella natura giuridica che deve essere riconosciuta dall'organo di sorveglianza, cioè la Regione.
A questo punto, chiedemmo al Segretario Generale di avere lumi in relazione alle ricadute della natura giuridica del TOROC a fronte di una deliberazione di questo tipo. Il Segretario Generale diede una risposta che per alcuni probabilmente è corretta, mentre per altri - il Gruppo di Forza Italia non parteciperà alla votazione - incrementa le perplessità e i dubbi. Come dico sempre io: è facile essere Consigliere Comunale di opposizione, perché, sul più bello, si decide di non partecipare e i problemi non ci sono. Il Segretario disse, in maniera inequivocabile: "Il TOROC è sicuramente e pacificamente, da un punto di vista formale, una Fondazione di diritto privato". Quindi, delle due l'una: o le preoccupazioni dei Revisori dei Conti erano infondate o, a tutti gli effetti, il Segretario Generale dice una cosa che, probabilmente, non dovremmo dire in modo così esplicito.
Fermo restando questo aspetto, ce ne sono altri che mi lasciano perplesso.
Nel suo parere, il Segretario Generale dice: "A tutti gli effetti, esiste un interesse pubblico, un interesse generale, affinché questa deliberazione venga votata e approvata dal Consiglio Comunale".
Andando a riguardare frettolosamente le carte, ho letto la sentenza del TAR del 2004 che, intervenendo sulla natura giuridica del TOROC, sosteneva in maniera inequivocabile che non si può parlare di interesse pubblico per le Olimpiadi: "Le Olimpiadi - secondo il TAR - sono un evento sportivo importantissimo, con una ricaduta significativa per il territorio che le organizza, ma sono una competizione sportiva paragonabile ai mondiali di calcio - paragonabile a quello che si è tenuto questa notte negli States, il Superbowl, laddove degli sponsor privati, attraverso la propria partecipazione per attività di carattere commerciale, ne finanziano l'organizzazione e ne garantiscono il funzionamento -, tant'è vero che lo stesso Legislatore, nel momento in cui individua il TOROC e individua l'Agenzia presieduta dall'ingegner Arcidiacono, per la seconda va a decretare una natura di diritto pubblico". A tutti gli effetti, l'Agenzia ha lavorato nel corso degli anni alla realizzazione delle infrastrutture - queste sì di interesse pubblico - attraverso gare ad evidenza pubblica.
Il TOROC, lo sappiamo tutti, ha sempre scartato questa procedura di lavoro, tant'è vero che i ricorsi in sede di TAR avvenivano appositamente per verificare quali fossero le motivazioni per le quali fu scelta un'azienda, anziché un'altra, per la cerimonia di apertura o di chiusura (non ricordo, ma è irrilevante ai fini nostri), quindi escludendo, come dice il TAR, l'interesse pubblico nell'organizzazione dei Giochi Olimpici.
L'aspetto che più mi ha colpito nel parere del Segretario Generale è la valutazione di carattere politico che, alla fine, lui sottende, quando sostiene che la Città non interviene come Città di Torino, ma come socio fondatore del TOROC, insieme a CONI.
Dunque noi andiamo a coprire una parte importante di un debito in qualità di socio fondatore.
Delle due l'una, di nuovo: se questo è vero, dovremmo essere posti di fronte all'elenco definitivo, consuntivo, del debito che il TOROC ha contratto. Sono convinto che, se qui ragionassimo sul debito del TOROC, l'Assessore Tessore siederebbe nei banchi dell'opposizione, viste tutte le cose che, durante le Olimpiadi, i giornali hanno scritto, tutte le perplessità che la classe politica ha avuto sulla creazione di quel debito e sulla gestione di quel momento sportivo e non.
Ma, se interveniamo come socio fondatore, probabilmente dovremmo, a tutti gli effetti, avere l'elenco completo delle spese e chiamare l'altro socio fondatore - guarda caso, il CONI medesimo - a condividere quel debito, sulla base della percentuale di proprietà della Società TOROC; invece, ciò non viene fatto.
Quindi, dal punto di vista meramente politico, forse, sarebbe stato più corretto dire che vi era un interesse generale nel convincere il CONI a venire a Torino e prendere possesso delle palazzine dell'ex MOI; ciò sarebbe assolutamente ineccepibile, perché riteniamo importante che tutti gli uffici di carattere sportivo si ritrovino in una zona della città nuova, restituita alla città medesima, assolutamente riqualificata, che rappresenta un vanto, grazie ad un simbolo nuovo, cioè quell'arco di cui abbiamo tanto parlato.
Però, la fretta induce a commettere altri errori, perché l'aspetto più curioso (l'abbiamo sollevato stasera, in sede di Conferenza dei Capigruppo, e voglio riportarlo alla riflessione dell'Aula) è che, a mio giudizio, la deliberazione stessa ha per oggetto una violazione (magari di carattere soltanto formale, comunque, affatto irrilevante) del Testo Unico degli Enti Locali, precisamente dell'articolo 42, riguardante le competenze del Consiglio Comunale; infatti, questo provvedimento parla dell'esecuzione, da parte del Consiglio, di una deliberazione della Giunta.
Ero convinto che fosse la Giunta a dare corso alle indicazioni del Consiglio, come pure che gli indirizzi del Consiglio trovassero esecuzione negli atti di Giunta; invece, siamo chiamati a votare, a tutti gli effetti, un indirizzo della Giunta, con un impegno assunto nel dicembre 2005. Peraltro, in quella circostanza, qualunque altro Sindaco, quindi non solo Chiamparino, avrebbe assunto quell'impegno, perché - c'è poco da fare - le Olimpiadi andavano fatte, per Torino, e, in quella circostanza, la scelta più responsabile era quella di dire: "Troveremo noi la soluzione al problema del 'buco' delle Olimpiadi".
Tuttavia, fra assumersi un impegno e trovare una soluzione al problema, credo che vi sia una certa differenza, perciò, il Gruppo di Forza Italia non parteciperà alla votazione; però, questo non è assolutamente un appello, com'è stato detto da alcuni, a non partecipare al voto, poiché ritengo che ogni singolo Consigliere debba votare nel rispetto della propria coscienza e delle indicazioni che prendono corpo all'interno di un Gruppo.
Non vorremmo essere tacciati d'invitare i Consiglieri ad uscire dall'Aula; semplicemente, ci teniamo a dire che, a nostro giudizio, questa deliberazione, forse, non è illegittima, ma, se fosse legittima, probabilmente lo sarebbe per un esercizio veramente attento, molto sopraffino e capace, reso concreto anche dall'intervento del Segretario Generale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Non vorrei obbligare il Presidente a leggere, per la quarta volta, il disposto regolamentare!
Vorrei riallacciarmi a quest'ultima parte dell'intervento del Consigliere Coppola, per sottolineare un aspetto, che credo valga la pena far emergere, riferito all'intervento dell'Assessore Tessore.
Abbiamo discusso lungamente sulla natura anfibia del TOROC e su questo clima di ambiguità - molto comodo ai manager che hanno gestito il TOROC, a partire dal Presidente Castellani - che, volutamente, finora, non si è inteso sciogliere.
Potrei aggiungere testimonianze e ricordi personali: diverse volte, in Commissione, abbiamo visto Castellani battere i pugni, quando gli chiedevamo i conti, notizie sui fornitori, sugli appalti o sulle gare. Ebbene, quante volte lui batteva i pugni e diceva: "Sono tornato da Bruxelles, mi hanno confermato che siamo Ente di diritto privato"?
Quante volte siamo arrivati ad un passo dalla definizione del TOROC quale Ente di diritto pubblico - ma non si fece mai -, quando, regolarmente, i Governi intervenivano per colmare il debito?
Sono ricordi personali che chiunque abbia un minimo d'esperienza in quest'Aula potrebbe condividere, ma devo dire che, anche dal punto di vista documentale, il Consigliere Coppola ha ricostruito bene.
Invece, un aspetto che non è stato rilevato e che credo occorra sottolineare, almeno dal nostro punto di vista, è il tono generale dell'intervento dell'Assessore Tessore, perché, stasera, tutti (eccetto, forse, il Segretario Generale) hanno scelto la strada d'allargare e condividere le responsabilità di quest'atto, a partire dalla Giunta, la quale ci propone questo curioso rovesciamento procedurale, per cui essa decide e, poi, sostanzialmente, ci chiede di sottoscrivere ed associarci ad una decisione assunta.
È difficile non cogliere una vena di sarcasmo nelle parole dell'Assessore Tessore, quando ha detto che "lei non c'era" e che, peraltro, inizialmente, si pensava che le Olimpiadi andassero in pari, perciò, l'allora Sindaco-Presidente (una figura bicefala, più che bifronte) decise di non fare la scelta - che sarebbe stata veramente opportuna, perché avrebbe tutelato il Comune - di dare al TOROC solo un fondo patrimoniale della Città di Torino. Invece, si aprì una stagione di cambiali in bianco che, in effetti, sono state onorate un po' dalla Città (malgrado il parere dello Studio Brosio, che importa poco), poiché, oggi, discutiamo esattamente del fatto che la Città, in qualche maniera, contribuisca al ripianamento dei debiti TOROC, seppure in-kind, verso CONI.
L'Assessore Tessore ha detto che lei non c'era e che non sa per quale motivo si fece quella scelta, però è molto tranquilla per il parere del Segretario Generale, il quale è un po' il custode della regolarità e della legittimità degli atti; insomma, è difficile non cogliere un po' il senso di un tentativo di allargare le responsabilità, cioè di non rivendicare in proprio, in esclusiva, le responsabilità di quest'atto.
Condivido il fatto che la sorte sia stata ingenerosa con il dottor Repice e credo che una simile capacità d'intervenire, anche in maniera così dirimente, su materie tanto delicate, sarebbe stata meritevole di ben altre stagioni, altre epoche ed altri dibattiti, certamente, non di ripianare un debito a piè di lista, ma tant'è!
Allora, perché chiedete anche al Consiglio Comunale di partecipare (sostanzialmente, in coda) ad un aspetto, una manifestazione, un'articolazione di un processo, le cui origini non scaturiscono da questo Consiglio Comunale?
Infatti, le sue origini stanno altrove, ovvero, in una scelta fatta allora dal TOROC e non da questo Consiglio Comunale, perché si presumeva che le Olimpiadi sarebbero andate in pari, mentre sappiamo che nessuno crede alla favola secondo cui le Olimpiadi possano andare in pari, perché quasi non esistono storie di Olimpiadi andate in pari, fatta eccezione per quelle di Salt Lake City, che finirono in attivo.
Pertanto, quanti abbiano vissuto il dibattito sullo Statuto del TOROC ricorderanno benissimo che il tema della "cambiale in bianco" fu sollevato e, da quel punto di vista, fummo facili profeti.
Quindi, francamente, che si chieda a noi di onorare una cambiale con il denaro del contribuente, per una cosa che non abbiamo deciso e sembra non aver deciso, se non in corsa, con il processo già iniziato, neanche l'Assessore in carica, neanche questa Amministrazione, mi pare sia un po' troppo.
Non dimentichiamo, poi, che il tema stesso del debito, del deficit, non è stato risolto, perché qui ci si dà un'indicazione (indicazione che, peraltro, giunge dopo una serie di sollecitazioni imperative da parte della Conferenza dei Capigruppo).
L'accordo, credo sia evidente a tutti (sarà stato anche adeguatamente motivato dal signor Segretario Generale), prevede che non si possa partecipare alla liquidazione di un debito, se non conosciamo neanche il suo ammontare.
Torno, allora, al passaggio del Consigliere Coppola, quando dice: "Benissimo. Siamo soci se interveniamo in quanto tali. Con ciò abbiamo una situazione completa e una partecipazione pro quota di beneficio e debito". Non mi risulta, però, che ci sia stato questo tipo di approccio; in particolare, nelle fasi iniziali, quando il TOROC ha continuato a rivendicare e a praticare una gelosa e orgogliosa difesa di procedura in proprio, nella quale non voleva nessuno.
Non voleva interferenze da parte degli Enti Pubblici, non voleva portare i Bilanci; forse, qualcuno non ricorda che il TOROC fu, in qualche maniera, caldamente invitato dalla Commissione Parlamentare a portare i Bilanci perché, a questo Consiglio Comunale, il TOROC, i Bilanci non li ha portati. E allora! Non porta i Bilanci, è un Ente a diritto privato, fa le gare come meglio ritiene e nessuno ha mai stabilito (a parte l'autorevole parere del signor Segretario Generale) che sia, in maniera inequivocabile, un Ente di diritto pubblico (se non per nostra interpretazione, ma manca l'atto e non credo sia sufficiente quanto abbiamo letto dal Segretario Generale). Abbiamo, addirittura, una documentazione che sostiene il contrario (l'ha citata il Consigliere Coppola, prima) e, in coda, si chiede al Consiglio Comunale di alienare parte del patrimonio di questa città per sanare parte di un debito verso terzi che non sappiamo, alla fine, di quanto sia, se non a titolo indicativo?
Mi pare alquanto imprudente. Non si stupirà, allora, l'Assessore Tessore, se noi, ancora meno di lei, coinvolti nell'origine di questo processo virtuoso della gestione delle Olimpiadi, a cura del TOROC, non ci sentiamo di condividere neanche questa parte.
Non abbiamo fatto né "patti degli aperitivi", né siamo stati associati in funzioni, non dico gestionali (ci mancherebbe altro!), ma, addirittura, di controllo, se non quando la situazione era tale per cui, piuttosto, non si sarebbero fatte le Olimpiadi!
Sino a quel momento, nessun potere pubblico è stato associato, se non quando c'era da guadagnarci del denaro per salvare l'emergenza, alla gestione del TOROC. Chiederci di associarci, per questo particolare atto, in questo clima di ambiguità, appesi ad un parere, per quanto autorevole, del signor Segretario Generale, è, francamente, chiederci un po' troppo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Sarò breve, anche perché i Colleghi che mi hanno preceduto hanno spiegato molto bene tutti i dubbi e le perplessità che ha vissuto, ritengo in maniera bipartisan, tutto il Consiglio Comunale, nelle riunioni di Commissione e nelle e durante le Conferenze dei Capigruppo.
Voglio solo dire una cosa (anche se con un po' di amarezza): questa proposta di deliberazione che, in un primo momento, era stata nominata deliberazione "Tric 'a branca", "Va là, ca và", perché non si conosce bene il debito (se non in maniera approssimativa), è giunta, alla fine, in Consiglio Comunale.
Lo dico con amarezza, perché ritengo che non era così che doveva concludersi la questione Olimpiadi.
Mi hanno preceduto ed hanno già spiegato bene i dubbi. Io devo dire, da persona molto concreta che, in questi mesi, nessuno mi ha saputo spiegare bene, anzi, nessuno mi ha detto chiaramente, se il TOROC sia un ente di diritto pubblico o un ente di diritto privato. Nessuno. Nessuno, tranne il Consigliere Gallo Domenico, in questo preciso momento.
Ma nessuno e sfido chiunque a dirlo, perché non lo ha detto il Segretario Generale, non lo ha detto nessuno. Dopodiché, vi dico anche che, essendo nessuno stato capace a spiegare chiaramente se questo sia un ente di diritto pubblico, o di diritto privato, io faccio riferimento, invece, a quanto detto dall'Assessore, in sede di Commissione.
Ha detto che il TOROC, secondo lei, doveva essere un ente di diritto pubblico. Doveva essere. Ha detto che hanno dovuto fare grandi sforzi di equilibrismo per portare a buon fine la vicenda (buon fine, lo virgoletterei). Ha affermato che la Magistratura sulla questione pubblico e privato indaga da anni e non ha ancora raggiunto un risultato. Alla fine, ha detto anche, condivisa da tutti quanti, che, forse, era il caso di chiedere al Segretario Generale un parere sulla legittimità della proposta di deliberazione. Più o meno, penso di aver riportato tutto quanto, ma questo deve far riflettere, effettivamente, perché coincide con quanto dicevo prima, perché nessuno ha saputo spiegare perfettamente la questione TOROC.
Io termino dicendo solamente questo (non voglio assolutamente fare terrorismo o quant'altro): spero che i vostri Capigruppo, soprattutto l'esimio collega di Consiglio e professor Giorgis (che spiega molto bene le cose) vi abbiano spiegato che cosa capiterebbe se questa deliberazione che voi andrete ad approvare, forse, questa sera, venisse dichiarata illegittima dalla Magistratura. Spero ve lo abbia spiegato.
Personalmente, avendo tre figli e due alloggi, non partecipo al voto, questa sera, perché io, ai miei figli, vorrei lasciare questi due alloggi il più lontano possibile, nel tempo.
Invito, se non ve lo hanno spiegato, a farvi illustrare che cosa capiterà nel momento in cui, malauguratamente, questa proposta di deliberazione venisse dichiarata illegittima. Anche se sorride, collega Olmeo, le consiglio di riflettere su questo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Gli alloggi, magari, li toglierà qualcuno che giudicherà la legittimità, o meno, di questa deliberazione. Non sorriderei troppo, perché, se la Magistratura dovesse andare veramente a fondo della questione, non so se poi, fra alcuni anni, qualcuno sorriderà ancora.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Assessore Tessore e signor Sindaco, questa è una proposta di deliberazione veramente molto particolare ed è talmente "particolare" (ma non in senso - almeno, a nostro avviso - positivo), che il nostro Gruppo, questa sera, non parteciperà al voto.
E' una proposta di deliberazione presentata a novembre dell'anno scorso, che viene portata all'approvazione dopo quasi tre mesi, dopo varie vicissitudini, perché sono stati chiesti e richiesti pareri un po' dappertutto.
Mi pare si sia iniziato con alcuni dubbi sollevati all'interno della Commissione, da alcuni Consiglieri, non soltanto di minoranza. C'è stata un'audizione dei Revisori dei Conti ed è stato richiesto un parere (che, peraltro, ha dato in senso positivo, nei confronti della deliberazione), al Segretario Generale. È stato richiesto, ancora, un parere alla Corte dei Conti che ha fatto un passo indietro e ha dichiarato di non essere competente per esprimere un giudizio nel merito di quest'ultima. E' stato più volte audito, durante la Conferenza dei Capigruppo e della Commissione, il Direttore Generale, il dottor Vaciago il quale, mi pare di ricordare, ha espresso sulla questione sollevata anche dai Colleghi, alcune riserve.
Ora, una proposta di deliberazione che giunge in Aula dopo tre mesi, con 16 emendamenti...

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

ANGELERI Antonello
Sì, sono 16 emendamenti, perché, signor Sindaco, ne sono stati presentati, mi pare, 6 più 1 che li raccoglie, firmati dal collega Cuntrò e poi ve ne sono altri 9.
Sono 6 subemendamenti all'emendamento unico (che ne raggruppa 9), che è stato proposto dal Presidente Cuntrò a seguito della Commissione tenutasi in dicembre. Non voglio ripetere le considerazioni proposte dai Colleghi, ma l'emendamento unico e i subemendamenti cambiano sostanzialmente la prima deliberazione che è stata presentata.
Basta leggere con attenzione alcuni di questi emendamenti per comprendere che, probabilmente, l'azione fatta da questa minoranza per tutelare il Consiglio Comunale forse è valsa a qualcosa. Il subemendamento n. 3 propone di sostituire la parola "operazione" con "anticipazione finanziaria"; il subemendamento n. 4 propone di sostituire la parola "ripianare" con "saldare"; il subemendamento n. 5 propone di sostituire le parole "a ripianare il debito contratto dal TOROC" con "al ripiano in nome e per conto di TOROC del debito contratto dallo stesso". Senza considerare alcuni emendamenti racchiusi nell'emendamento unico, presentato dal Presidente Cuntrò, che lasciano tutte le perplessità del caso: l'emendamento n. 2, a pagina 2 della deliberazione in oggetto, alla riga 17, dopo la parola "pari a" aggiungere la parola "circa"; l'emendamento n. 4, a pagina 2 della deliberazione in oggetto, dopo rigo 30, sostituire le parole "la proposta di CONI Servizi S.p.A." con le seguenti: "...l'ipotesi di procedere al suddetto trasferimento di immobili, finalizzata al perfezionamento di un eventuale accordo transattivo tra TOROC e CONI Servizi S.p.A. ...", anche qui "forse"; l'emendamento n. 6, a pagina 2 della deliberazione in oggetto, sostituire il capoverso che inizia con "Tutto ciò premesso, si rende ora ..." e termina con "... oggetto del presente atto" con il seguente: "Si rende pertanto necessario autorizzare i competenti organi comunali a predisporre gli atti di trasferimento degli immobili di cui trattasi, successivamente alla presa d'atto da parte della Giunta Comunale dell'accordo transattivo tra TOROC e CONI Servizi S.p.A., nonché dell'effettivo ammontare del debito individuato in tale accordo.".
Mi chiedo: ma che cosa stiamo votando? Perché ci chiedete di votare una deliberazione che non ci dice, di fatto, nulla di preciso? Capisco che non sappiamo ancora di che morte dobbiamo morire, ma forse sarebbe opportuno aspettare e riproporre questo provvedimento quando si saprà qualcosa di più. Questa deliberazione "urgente", datata novembre 2006, è approdata in Aula 3 mesi dopo, con tutte le perplessità che, peraltro, sono state sottolineate all'unanimità dai Revisori dei Conti del Comune di Torino (che non sono nominati dall'opposizione) e fra questi, in primis, dal Presidente del Collegio dei Revisori.
Rispetto a questa situazione, rimango perplesso sulla legittimità di questa proposta di deliberazione, ma non ribadirò quanto espresso negli interventi precedenti dei Colleghi; vorrei soltanto sottolineare che il nostro Gruppo, come cautela innanzitutto nei confronti dei suoi appartenenti, non parteciperà alla votazione di questa deliberazione, pur facendo gli auguri di buona fortuna a coloro che, invece, parteciperanno.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Devo ammettere che sono preoccupato per gli interventi che ho ascoltato, perché si rischia di prendere una brutta china a ragionare come ho sentito fare il Vicepresidente Coppola, il Consigliere Carossa e, adesso, da ultimo, il Consigliere Angeleri. Il filo conduttore di tutti gli interventi, in sostanza, è stato (esattamente come ha chiosato adesso il Consigliere Angeleri): "Vi auguro di non incontrare problemi economici"; il Consigliere Carossa ha persino ironizzato sulle proprietà immobiliari, mentre il Consigliere Coppola ha fatto una dotta disquisizione sulla legittimità di questo provvedimento.
La mia preoccupazione nasce dal fatto che - magari sarà banale dirlo - i Consiglieri Comunali, per fortuna, non sono tenuti ad aver frequentato un master di diritto amministrativo, né a vagliare la legittimità dei provvedimenti. Infatti, per fortuna, c'è una legge che distingue tra valutazione di legittimità e valutazione politica. La valutazione di legittimità non spetta al Consigliere e neanche a quest'Aula, ma compete, innanzitutto, al dirigente che sigla la proposta - che siamo chiamati a votare - la valutazione in ordine alla conformità alla legge.
Ho anche sentito balenare un'ipotesi ancora più inquietante, anche se non è stata detta espressamente, voglio essere chiaro, quindi sono io che, probabilmente, ho capito male quando ho avuto la sensazione che si fosse adombrato il sospetto di un atteggiamento, da parte degli Uffici e, poi, successivamente, da parte del Segretario, non eccessivamente attento al ruolo e alla deontologia che il ruolo impone, per compiacere una maggioranza che, in qualche modo, avrebbe chiesto un parere. Voglio ribadire, anche per il verbale, che questo non è stato detto, può darsi che io... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Può darsi che abbia inteso male o che ricordi, invece, altri passaggi in sedi meno auliche, ma questo (nonostante sia del tutto legittimo, sia chiaro) rischia di provare troppo e di aprire a considerazioni assai gravi e pericolose.
Forse esiste un motivo, per cui, questa sera, non è stata avanzata alcuna obiezione di merito, anzi, mi sembra che l'unico passaggio di merito sia stato fatto da parte del Vicepresidente Coppola, il quale si è premurato di dire che, se fosse stato il Sindaco, avrebbe fatto esattamente lo stesso. E poi, si è detto in Conferenza dei Capigruppo che, da un punto di vista economico, la Città ci guadagna da questa... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Delle due, l'una: se, da un punto di vista politico, questa proposta di deliberazione che ci accingiamo ad approvare è ragionevole, conforme all'interesse pubblico, non come definito da un punto di vista giuridico (che a me, sinceramente, non interessa e non sono in grado di discettare in questa sede), ma dal punto di vista della conformità alla nostra visione politica dell'interesse pubblico, ho difficoltà a capire perché, dopo aver fatto questa ammissione, i Consiglieri dell'opposizione affermino non di votare contro, ma di non partecipare al voto. Lo sanno anche loro, perché ne abbiamo discusso in Conferenza dei Capigruppo: i Consiglieri, nel momento in cui una proposta di deliberazione ha il visto di regolarità da parte degli Uffici, sono esonerati da qualsiasi responsabilità contabile.
In ogni caso, questi Consiglieri, per non saper né leggere né scrivere, essendoci una norma che prevede per la responsabilità contabile il dolo o la colpa grave, hanno chiesto un parere al Segretario Generale, hanno audito i Revisori dei Conti e, poi, hanno proposto degli emendamenti. Quindi, se la preoccupazione, che mi è sembrata fino a qui condivisa, è stata fugata da tutta questa serie di atti, ma perché mai, cari Consiglieri dell'opposizione, non votate a favore di questa deliberazione? Se, al contrario, questa preoccupazione non è stata fugata, nonostante tutti questi pareri che mi sembrerebbe ragionevole immaginare escludano qualsiasi colpa in capo ai Consiglieri (che, ripeto, per fortuna, non sono tenuti ad avere alcuna conoscenza in materia di diritto e di procedura amministrativa), perché insistete nel far balenare questo argomento della legittimità dell'atto?
La legittimità dell'atto è un argomento che può essere ripetuto in ogni occasione e che umilia un'Assemblea come questa. Perché, anche in questo caso, delle due, l'una: o irretisce il dibattito politico su disquisizioni di carattere giuridico, rendendolo un po' stucchevole, oppure, peggio - molto peggio -, irretisce il livello giuridico nella disquisizione politica, facendo venire meno quell'indispensabile separazione tra scelta discrezionale e condizione di legittimità e rievocando tempi non proprio desiderabili, nei quali i Consigli Comunali e la politica erano arbitri di qualsiasi questione di legittimità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Ci sono momenti in cui un Consigliere Comunale, un Amministratore, deve assumersi delle responsabilità e questo è uno di quei momenti in cui un Consigliere, un Amministratore si assume tali responsabilità votando una deliberazione di questo tipo su una vicenda che riguarda un evento straordinario quale quello delle Olimpiadi del quale hanno goduto tutti (anche l'opposizione) e dal quale anche la città ha ottenuto vantaggi enormi sul piano dell'immagine e della crescita sociale, suscitando un interesse pubblico indiscutibile.
Credo che questo dovrebbe interessare anche chi è all'opposizione e che, in casi come questi, si dovrebbe assumere le sue responsabilità.
La non partecipazione al voto sicuramente è un atteggiamento legittimo, però, mai una deliberazione come questa è stata discussa con tanta intensità e serietà. Tutti abbiamo cercato di capire e di ragionare sulle questioni della legittimità o meno dell'atto. Ringrazio il Segretario Generale per aver detto che non c'è soltanto la responsabilità nel momento del voto. Il Segretario Generale ha espresso un parere sviluppando ragionamenti tecnico-giuridici, e lo ringrazio, al termine del quale emerge indiscutibilmente soltanto l'interesse generale.
Sulla vicenda del TOROC, Consigliere Ventriglia, se possiede elementi di percorsi contra legem, c'è la possibilità di fare denunce, ci saranno altri organismi che dovranno entrare nel merito, valutando quanto è accaduto.
Se ci sia stata una gestione "ballerina" o meno, non penso competa al Consiglio Comunale discuterne; potranno farlo altri organismi quali la Magistratura (se ne sarà interessata), le forze dell'opposizione o qualunque cittadino possieda elementi per poter mettere in evidenza fatti illeciti.
Credo che, in questo caso, invece, prevalga l'interesse generale. Che cosa succederebbe se non votassimo questa deliberazione, magari per paura, che l'opposizione ha cercato di trasmettere ai Consiglieri, credo, e chiedo scusa, scioccamente? Il nostro compito è di assumere responsabilità politiche e quindi di votare questa deliberazione a favore o contro. La non partecipazione al voto è fare i Ponzio Pilato della situazione. Credo che la cultura del governo ci debba essere anche nell'opposizione, Vicepresidente Coppola.
Ringrazio l'opposizione che, nelle scorse settimane, ha introdotto elementi positivi al ragionamento sulla legittimità e gli emendamenti sono anche frutto del ragionamento che si è sviluppato in Commissione; oggi, però, la stessa opposizione fa la parte di Ponzio Pilato, non ragionando su che cosa abbia significato, per questa città, quell'evento straordinario. Ripeto che non compete a noi, oggi, analizzare le vicende del TOROC e la sua gestione eventualmente "ballerina" tra virgolette, perché stiamo votando una deliberazione che va a colmare un debito, cedendo tre edifici al CONI (che è un ente pubblico, anche se qui si parla del CONI Servizi, che è una società per azioni) e che insieme a Torino ha prodotto il TOROC.
Come diceva giustamente il Segretario Generale nel suo parere, non stiamo erogando denaro pubblico al TOROC o al CONI, per chissà quale motivo, ma per saldare un debito, causato da un evento straordinario che ha interessato tutti i cittadini del nostro Paese.
Vi invito, veramente, a riflettere su questa azione. Credo che il voto contrario sarebbe giusto, perché vorrebbe dire che non condividete l'operazione, ma la non partecipazione significherebbe "lavarsene le mani" e questo non vi fa onore.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Innanzitutto, non credo che il Segretario Generale (che, naturalmente, ringrazio per la sua collaborazione, non soltanto in questo caso) abbia bisogno di regali, in quanto, data la sua alta deontologia, penso che il regalo più grande sia quello di mettere quest'Aula in condizioni di deliberare serenamente dal punto di vista della legittimità. Così come credo non abbia bisogno di regali (nessuno mi ha invitato a farne) l'Assessore Tessore, che ringrazio per aver seguito questa deliberazione in tutte le sue complesse fasi istruttorie, necessarie affinché potesse essere portata al grado di maturazione attuale. Proprio questo lavoro istruttorio mi dà la massima serenità, da tutti i punti di vista, nel proporre al Consiglio (comprese quelle parti che hanno annunciato la non partecipazione), di adottare questa deliberazione nell'interesse generale della Città.
Non voglio essere polemico, ma mi vedo obbligato. Questa vicenda non inizia, Consigliere Coppola, nel 2006, ma con la Finanziaria 2005, quando il Ministro Tremonti dirotta 60 milioni di Euro (previsti per le Olimpiadi) in parte sui Campionati di Ciclismo di Varese del 2008 e in parte non so dove, ma penso sul Bilancio dello Stato, mettendo così il cosiddetto Games budget (ovvero il bilancio dei Giochi che stava per arrivare alla conclusione in pareggio, dopo tutte le operazioni di ristrutturazione fatte in precedenza, grazie anche all'impegno del Direttore Generale Cesare Vaciago), in condizioni di colmare quello che appariva come un vuoto finanziario, sorto improvvisamente. Questo va ricordato, perché tutto nasce di qua, non ha un'altra origine. Dopo approfondimenti e ulteriori tentativi di razionalizzare la spesa, siamo arrivati alla conclusione che l'unica strada possibile fosse quella di un impegno degli enti pubblici per mettere il TOROC in condizione di realizzare i Giochi, con l'approvazione di un Bilancio in pareggio. Questa è stata l'unica scelta, compiuta dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione.
La vicenda nasce di qui e questa decisione è stata abbondantemente discussa, allora, Consigliere Ventriglia, come si ricorda, anche su sua sollecitazione, proprio in quest'Aula, perché oggetto di comunicazioni, di controcomunicazioni e di ultracomunicazioni. È stato un tema che, giustamente, l'Aula ha discusso e che l'opinione pubblica ha riconosciuto. Non si è trattato di una questione passata clandestinamente, ma affrontata, polemizzata e poi riconosciuta persino dal Governo di cui lei era sostenitore.
L'altra sera, alla presentazione della Bravo, mi ha fatto molto piacere che l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, dopo avermi incontrato e salutato, abbia riconosciuto il mio ruolo nell'aver portato a buon esito la vicenda olimpica.
Dico questo, perché c'è stato un riconoscimento, che non ha avuto un atto deliberativo formale, se non quello della Giunta (che, peraltro, abbiamo dovuto predisporre per mettere in condizioni il Consiglio di Amministrazione di TOROC, che avveniva il giorno dopo, di poter deliberare di conseguenza), ma ha avuto riconoscimenti pubblici che, per certi aspetti, hanno un valore ancora maggiore, come indicato in uno dei passaggi del parere del Segretario Generale, ossia un interesse generale a fare le Olimpiadi (che non va confuso con quello per il Superbowl, che è una partita!).
Non stiamo parlando di un intervento della Città per far giocare un Derby, che è una questione molto meno importante, ma stiamo parlando di realizzare le Olimpiadi il cui mancato svolgimento avrebbe causato alla Città una perdita non solo in immagine, ma anche in denaro e in risorse.
D'altra parte, poi, sempre il Segretario Generale ci richiama a questo anche in veste di soci fondatori, e io non mi addentro in certe questioni, perché qui vale, diciamo, la giusta e puntuale impostazione data dal Consigliere Giorgis, secondo la quale qui noi siamo chiamati a deliberare sulle scelte politiche. Non siamo tenuti a prendere decisioni di legittimità, perché, altrimenti torneremmo a quando la discrezionalità politica arrivava al punto da mettere in discussione i fondamenti delle Istituzioni, epoca alla quale è bene non tornare. Noi qui siamo chiamati a operare anche in quanto soci fondatori, ma a differenza del CONI (che ha come interesse quello dello sport nazionale), avevamo come interesse molto preciso il fatto che le Olimpiadi si svolgessero in questa città, che è una cosa un po' diversa, anche dal punto di vista del carattere generale dell'interesse che viene manifestato.
D'altra parte, il Consigliere Coppola, che è persona politicamente intelligente, non è riuscito a trattenere quello che avrebbe, forse, voluto trattenere, perché alla fine ha detto: "Beh, qualunque Sindaco avrebbe fatto così".
Ma allora, quale riconoscimento migliore, più significativo, più ampio del fatto che questa è una deliberazione che deve essere approvata perché corrisponde all'interesse generale della città? D'altra parte, nello specifico, questa è anche una deliberazione che ha dei caratteri migliorativi importanti. È già stato detto che questo fa risparmiare alla Città, e io non aggiungo altro a quello che ha detto l'Assessore Tessore, ma aggiungiamo anche - e forse l'Assessore non conosce questo aspetto, perché ci è stato ufficialmente comunicato nel Consiglio di Amministrazione di TOROC dello scorso venerdì - che il CONI ha assunto questa decisione, ma ha accettato anche il vincolo sulla destinazione d'uso degli immobili della propria sede e delle Federazioni sportive. È un altro dato che ci tranquillizza, perché introduce un ulteriore elemento di interesse pubblico, che è quello di offrire a un settore (che è quello dello sport) e a un Ente (che è un Ente Pubblico, come il CONI) la possibilità di razionalizzare le proprie strutture, le proprie sedi; certo, risparmiando sui fitti passivi che pagano, e probabilmente anche realizzando alcuni degli immobili, ma al contempo consentendo complessivamente al settore pubblico di effettuare un risparmio. Non solo, ma il fatto che vi si stabiliscano delle attività direzionali sportive è un elemento anche di diversificazione sociale, di creazione di attività in quell'angolo della città, che (come è già stato riconosciuto, peraltro, anche da voi) non fa che essere migliorativo della vita concreta e quotidiana di quell'area.
Ecco perché, secondo me, questa è una deliberazione importante, che va approvata sulla base del valore politico che questa ha, perché corrisponde all'interesse generale della città ed è sostenuta da fondamenti giuridici di legalità molto solidi, come quelli che sono stati rappresentati nei diversi pareri e, in particolare, in quello del Segretario Generale.
Io uso le parole del Consigliere Gallo Domenico. Io non voglio insegnare niente a nessuno, e me ne guardo bene, però, Colleghi e amici dell'opposizione, avete provato a porvi una domanda? E se, malauguratamente - lo aggiungo io -, avesse vinto Buttiglione? Vi siete posti questa domanda, prima di annunciare la non partecipazione? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Magari non ve la siete posta perché non ci speravate, però forse conviene porsela; lo dico chiaramente in modo retorico e senza volontà polemiche, perché ci sono delle questioni che attengono all'interesse generale di una comunità, rispetto a cui tutti i partiti hanno il dovere della responsabilità, e credo che le Olimpiadi siano state un evento che, per la Città di Torino, richiedeva e richiederebbe un esercizio di responsabilità da parte di tutti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla trattazione dei subemendamenti presentati dall'Assessore Tessore e dell'emendamento presentato dal Presidente della I Commissione Cuntrò.
L'Assessore non intende illustrare i subemendamenti.
Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Tessore, recita:
Seconda riga del capoverso: "Vista la necessità ... medesimo con CONI Servizi S.p.A.. ", dopo la parola: "direttamente"
aggiungere il seguente testo:
"per conto di Toroc".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale subemendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Ravello e Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il subemendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il subemendamento n. 2 all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Tessore, recita:
Terza riga del capoverso: "Vista la necessità ... medesimo con CONI Servizi S.p.A.. ", dopo la parola: "contratto",
sopprimere il testo:
"dal Toroc medesimo"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione il subemendamento n. 2 all'emendamento n. 1:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale subemendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Ravello e Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il subemendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il subemendamento n. 3 all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Tessore, recita:
Quarta riga del capoverso: "Per Gestire in modo concreto ... promuovere ulteriormente.",
sostituire la parola:
"operazione",
con il seguente testo:
"anticipazione finanziaria".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione il subemendamento n. 3 all'emendamento n. 1:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale subemendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Ravello e Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il subemendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il subemendamento n. 4 all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Tessore, recita:
Quinta riga del capoverso: "Per Gestire in modo concreto ... promuovere ulteriormente.",
sostituire la parola:
"ripianare"
con la seguente:
"saldare".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione il subemendamento n. 4 all'emendamento n. 1:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale subemendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Ravello e Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il subemendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il subemendamento n. 5 all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Tessore, recita:
Seconda riga del capoverso "A pagina 3, i punti 1), 2) e 3) ...",
sostituire il testo:
"a ripianare il debito contratto dal Toroc"
con il testo:
"al ripiano in nome e per conto di Toroc del debito contratto dallo stesso".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione il subemendamento n. 5 all'emendamento n. 1:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale subemendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Ravello e Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il subemendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il subemendamento n. 6 all'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Tessore, recita:
Al termine del capoverso "A pagina 3, prima riga del punto 5) del dispositivo ...", dopo le parole: "potrà consentire"",
aggiungere il seguente testo:
";"
A pagina 3, seconda riga del punto 5) del dispositivo,
sopprimere il testo:
"e, nel contempo, di risparmiare l'erogazione di cassa a ripiano del disavanzo di cui trattasi"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione il subemendamento n. 6 all'emendamento n. 1:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale subemendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiarano di non partecipare al voto i Consiglieri Ravello e Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il subemendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 1, presentato dal Consigliere Cuntrò, recita:
A pagina 2, ottava e nona riga,
sostituire il testo:
"provvedendovi direttamente oppure tramite altro soggetto idoneo allo scopo."
con il testo:
"conferendo i mezzi necessari al soggetto deputato alla gestione post-olimpica ovvero provvedendovi direttamente, e ponendo in essere gli atti necessari e integrativi a tal fine.".
A pagina 2, quarta riga del terzo alinea, dopo le parole: "... pari a",
inserire la seguente parola:
"circa".
A pagina 2, al termine del quarto alinea, dopo il testo: "edificio C).",
aggiungere il seguente testo:
"Vista la necessità che si concluda rapidamente la fase della liquidazione del disavanzo di gestione del Toroc, si ritiene opportuno che la Città provveda direttamente al ripiano del debito contratto dal Toroc medesimo con CONI Servizi S.p.A..".
A pagina 2, ottava riga del terzo capoverso,
sostituire il testo:
"la proposta di CONI Servizi S.p.A."
con il testo:
"l'ipotesi di procedere al suddetto trasferimento di immobili, finalizzata al perfezionamento di un eventuale accordo transattivo tra Toroc e CONI Servizi S.p.A.".
A pagina 2, al termine del terzo capoverso: "Considerato che ... del disavanzo di cui trattasi.", aggiungere il seguente testo:
"E' infatti fondamentale non vanificare e disperdere i grandi risultati sinora conseguiti affinché la Città possa proseguire nella sua trasformazione che la porterà ad essere non solo metropoli post-industriale ma anche polo di attrazione culturale, sportiva e turistica, con i benefici che ciò comporta per il tessuto connettivo delle attività produttive insediate sul territorio.
Per gestire in modo concreto l'eredità olimpica occorre formare una solida rete di alleanze tra gli attori presenti sul territorio che operino in sinergia tra loro. In questo contesto si colloca l'attuazione della transazione tra TOROC e CONI Servizi S.p.A. oggetto del presente provvedimento che non deve essere esclusivamente considerata come una mera operazione per permettere alla Città di ripianare il debito VIK di TOROC verso CONI Servizi S.p.A. senza ricorrere al pagamento per cassa, bensì occorre inquadrarla in un'ottica più ampia valutando i ritorni positivi che si potranno realizzare nel medio/lungo periodo. Infatti, come si è potuto constatare durante lo svolgimento dell'evento olimpico, lo sport è un valido strumento per concretizzare una forte attrazione turistica che è opportuno promuovere ulteriormente.
L'insediamento negli immobili del Villaggio Olimpico (ex MOI) della sede regionale del CONI e delle strutture regionali delle Federazioni Sportive può concorrere alla realizzazione dei processi di rinnovamento in atto, favorendo il consolidamento dei risultati sinora raggiunti sia in termini di immagine della Città sia in funzione della creazione di un polo di attrazione di grandi eventi sportivi a rilevanza nazionale ed internazionale, consentendo in tale modo alla Città di rafforzare la sua vocazione turistica, congressuale e sportiva.".
A pagina 2,
sostituire il quarto capoverso:
"Tutto ciò premesso, si rende ora ... oggetto del presente atto.",
con il seguente:
"Si rende pertanto necessario autorizzare i competenti organi comunali a predisporre gli atti di trasferimento degli immobili di cui trattasi, successivamente alla presta d'atto da parte della Giunta Comunale dell'accordo transattivo tra TOROC e CONI Servizi S.p.A., nonché dell'effettivo ammontare del debito individuato in tale accordo.".
A pagina 3,
sostituire i punti 1), 2) e 3) del dispositivo
con il seguente testo:
"1) di provvedere direttamente a ripianare il debito contratto dal TOROC con CONI Servizi S.p.A., autorizzando i competenti organi comunali a predisporre gli atti di trasferimento dei tre immobili facenti parte del Complesso Villaggio Olimpico, meglio identificati nella planimetria allegata, che forma parte integrante del presente provvedimento (allegato 2), successivamente alla presa d'atto da parte della Giunta Comunale dell'accordo transattivo tra TOROC e CONI Servizi S.p.A., nonché dell'effettivo ammontare del debito individuato in tale accordo;".
A pagina 3, prima riga del punto 5) del dispositivo,
sostituire il testo:
"la proposta di CONI Servizi S.p.A. consente",
con il testo:
"tale trasferimento di immobili potrà consentire".
A pagina 3,
sopprimere il punto 6) del dispositivo;
rinumerare i punti 4), 5) e 7) come 2), 3) e 4).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'emendamento n. 1 così subemendato:
IL CONSIGLIO COMUNALE
rilevato che in ordine a tale emendamento sono stati acquisiti il parere favorevole di regolarità tecnica e di regolarità contabile;
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Dichiara di non partecipare al voto il Consigliere Troiano.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Ravello, Salti, Scanderebech, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato l'emendamento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione il provvedimento comprensivo dell'emendamento testè approvato:
IL CONSIGLIO COMUNALE
procede alla votazione nei modi di Regolamento.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Ravello, Salti, Scanderebech, Troiano, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvato il provvedimento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
IL CONSIGLIO COMUNALE
procede alla votazione nei modi di Legge.
Risultano assenti dall'Aula, al momento della votazione, i Consiglieri Angeleri, Bussola, Cantore, Carossa, Coppola, Ferraris, Galasso, Ghiglia, Lonero, Mina, Ravello, Salti, Scanderebech, Troiano, Tronzano e Ventriglia.
Il Presidente dichiara approvata l'immediata eseguibilità del provvedimento con il seguente risultato:
PRESENTI E VOTANTI 32
VOTI FAVOREVOLI 32
VOTI CONTRARI /
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