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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Febbraio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 16

Comunicazioni del Sindaco su "Ipotesi nuovo protocollo con la Juventus sullo Stadio delle Alpi"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Per sintesi, seguirò un testo scritto, che cerca di focalizzare i punti su cui, in particolare, si è accentrata la discussione pubblica e attraverso gli organi di stampa in questi ultimi giorni.
Il protocollo d'intesa è finalizzato a consentire alla Juventus di impegnarsi con la UEFA a realizzare un impianto, con i requisiti richiesti dalla UEFA, capace di ospitare i 40.000 spettatori previsti per gli incontri di quarti di finale dei Campionati Europei di Calcio nel 2012. Come è noto, la Juventus detiene lo Stadio delle Alpi in diritto di superficie con un vincolo di conservazione; la realizzazione del nuovo progetto, con i requisiti richiesti, non risulta compatibile con tale vincolo di conservazione e per poter essere realizzato ha bisogno, quindi, dell'assenso esplicito della Città.
L'intesa è, quindi, la condizione per confermare la candidatura di Torino ad ospitare i Campionati Europei di Calcio, su cui la UEFA deciderà entro il prossimo aprile.
Ove la candidatura non avesse successo, il protocollo non esplicherà alcun effetto. Infatti, il protocollo è finalizzato a consentire la candidatura, ove la candidatura non abbia esito, il protocollo non conseguirà effetto di impegno di sorta.
L'intervento proposto dalla Juventus, valutato in 120.000.000 di Euro, si configura come una radicale ristrutturazione dello stadio, con rimozione della tensostruttura e ricostruzione dell'anello delle gradinate coperte in aderenza al campo da gioco per una capienza di 40.000 spettatori. In nulla, invece, questo progetto proposto dalla Juventus modifica le restanti pattuizioni per quanto concerne le superfici a servizio e commerciali e i parcheggi. Quindi, questo progetto non modifica le pattuizioni già intervenute in null'altro che per quanto concerne il catino di gioco.
L'investimento è a totale carico della società e l'intesa non prevede alcun onere economico a carico dell'Amministrazione, ma unicamente l'impegno a sostenere la Juventus nell'accesso al Credito Sportivo o, comunque, al credito per realizzare l'investimento (comunque, in prima battuta, certamente al Credito Sportivo).
Come accennavo nella riunione dei Capigruppo, la nuova proposta di progetto (a cui mi sono riferito in questa comunicazione) non è ancora stata formalmente assunta dalla Juventus; da notizie ufficiose so che avrebbe dovuto farlo questa mattina, ma non mi è ancora giunta una trasmissione ufficiale (che, comunque, dovrebbe intervenire in giornata); vorrei precisare che, tramite il Presidente del Consiglio, ne invierò copia a tutti i Gruppi Consiliari e, naturalmente, alle Commissioni, in modo tale che - visto che la discussione di merito sul progetto (non parlo dell'iniziativa generale), come, giustamente, è stato richiamato dal Presidente, in prima battuta dovrà essere condotta in quella sede - dispongano di questa proposta progettuale in tempo utile, almeno 24 ore prima del momento in cui si avvierà il confronto.
Questo è il contenuto della proposta che abbiamo avanzato. I suoi contenuti specifici sono illustrati dal protocollo che avete già avuto in bozza e dal progetto che, come vi dicevo, ci impegniamo, entro domani, a farvi avere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Premettendo, e mi pare opportuno, che tutti vogliamo che gli Europei del 2012 arrivino in Italia e a Torino, devo dire a lei e all'Assessore che questa nostra richiesta di comunicazioni, oggi, deriva dal fatto che l'Assessore si sia recato alla Conferenza dei Capigruppo (il Consigliere Giorgis ha detto "per cortesia", io direi, "per attenzione" che mi pare il termine più adatto) soltanto adesso e non un mese fa. Peraltro, siamo stati disattenti, perché qualche organo di informazione, un mese fa, aveva accennato a un'ipotesi di questo genere.
Devo anche dirle, Presidente del Consiglio che non ci sarebbero state queste comunicazioni se lei avesse permesso la discussione quel pomeriggio in Conferenza dei Capigruppo, perché avevamo iniziato a discutere, con la disponibilità dell'Assessore competente (si sarebbe dovuto audire il dottor Magnabosco, ma si sarebbe trattato di una persona "di casa", in quanto Amministratore Delegato di AMIAT e Presidente di Sagat). L'audizione, invece, fu rinviata, perché l'opposizione andò via, mentre sarebbe potuta avvenire in modo gentile e il dottor Magnabosco avrebbe anche potuto ritornare il giorno dopo, essendo "di casa".
Elenco, brevemente, le nostre preoccupazioni, sulle quali, in parte, l'Assessore ha fornito delle interpretazioni. Innanzitutto, al terzo capoverso del Protocollo c'è una frase ambigua: "La Città di Torino si impegna a fornire tutti gli appoggi e i supporti necessari ad assumere ogni iniziativa utile per ottenere il suddetto finanziamento e le relative garanzie". L'Assessore Viano ci aveva detto che questa frase sarebbe stata modificata, ammettendo che era ambigua, potendo far prevedere un impegno economico o, comunque, a garanzia dell'intervento della Juventus, da parte della Città.
In secondo luogo, vi è il problema del cambio del progetto di ristrutturazione e mi permetto di dire che l'Assessore ha detto, in modo soft, quello che, di fatto, avverrà, ossia che lo Stadio delle Alpi sarà raso al suolo, o quasi.
Un approccio laico penso debba permettere a questo Consiglio di porsi una domanda: si abbatte un manufatto costruito nel 1990. Non voglio dire se sia giusto o sbagliato, però penso che una riflessione debba essere fatta, anche perché, precedentemente vi era un progetto che ne prevedeva la ristrutturazione.
Come ho detto prima, questi sono due argomenti importanti. Oggi, l'Assessore ha detto che, da parte della Città, non ci sono interventi economici né di garanzia; questo rientra in un discorso più generale, perché penso che questa città, per garantire equilibrio, debba essere attenta a tutte e due le sue squadre di calcio.
Se non dovessimo vincere l'organizzazione degli Europei del 2012, lei ha detto che rimarrà tutto come prima. Abbiamo chiesto, suscitando quasi un po' di ilarità, l'audizione della Juventus. Non penso si sia trattato di una questione di lesa maestà. La Juventus nel 2004, ha avuto la concessione per l'affidamento dello Stadio, ma siamo nel 2007 e non ha ancora fatto nulla. Qualcuno potrebbe sostenere che la Juventus potrebbe dire di non aver avuto i soldi per ristrutturare, ma, se mi permette, signor Sindaco, vorremmo sentirlo in viva voce!
Mi rendo conto che, dopo le esperienze dell'audizione di Intesa-Sanpaolo, dove si è sentita dire una cosa e poi se n'è fatta un'altra, ci sia una scarsa considerazione delle audizioni, ma penso che il fatto di chiedere alla Juventus i motivi per cui, in questi anni, non abbia potuto procedere alla ristrutturazione, non voglia dire ledere la maestà sua o di chi vi sta dietro. Mi pare anche di aver letto che la Juventus, se non dovessero essere assegnati gli Europei, penserebbe ad una ristrutturazione da 20/30 milioni di Euro. Penso sia importante capire che cosa voglia dire questa ristrutturazione.
Questa comunicazione nei confronti dei Capigruppo poteva avvenire prima e ci pare, voglio dirlo con estrema franchezza, che ci sia sempre una specie di sudditanza (che c'è sempre stata nella classe politica torinese) nei confronti di tutto quello che si chiamava o si chiama FIAT o Juventus. Ricordo che un Sindaco autorevole della Città diceva che i politici torinesi stavano sempre "con il cappello in mano sotto Corso Marconi"; io ho aggiunto che c'erano i politici con il cappello in mano e i politici contro, in modo pregiudiziale, qualsiasi iniziativa di FIAT o del mondo FIAT o Juventus.
Penso ci sia, e in questo mi rivolgo al Sindaco, una terza via (che, secondo noi, è lo scopo principale), che è quella dell'autorevolezza della Città nei confronti dell'interlocutore importante e autorevole che con essa dovrà trattare.
Per questo riteniamo utile avere informazioni che ci permettano di capire come si svolge questa vicenda.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Abbiamo presentato questa richiesta di comunicazioni al Sindaco, perché abbiamo appreso, con un po' di stupore, venerdì, dall'Assessore Viano (che, secondo il Consigliere Giorgis, "per cortesia" è intervenuto alla Conferenza dei Capigruppo), il contenuto del protocollo d'intesa, che già in quella sede abbiamo letto con attenzione e verso il quale sono emerse alcune preoccupazioni.
Da parte nostra, ma penso di tutta la minoranza, non c'è la minima intenzione di andare contro un evento sicuramente favorevole per la nostra città, ovviamente per la risonanza internazionale che questo avrà (e lo dico in anticipo, per evitare speculazioni).
Un documento del genere, che arriva ad una decina di giorni dal limite dell'approvazione, e del quale si è già discusso negli ultimi mesi, qualche punto interrogativo, almeno per quel che ci riguarda, ce l'ha posto, così come non riusciamo a comprendere il motivo per cui non sia arrivato preventivamente un ragionamento sulla costruzione o la ricostruzione di uno stadio in questa città.
Non stiamo parlando della realizzazione più banale o più stupida che possa essere fatta in una città, ma stiamo parlando di rifare completamente uno stadio costruito nel 1990, in occasione dei Campionati del Mondo.
Ringrazio l'Assessore per le spiegazioni che ci ha fornito, riguardo al fatto che, se non si otterranno gli Europei, la deliberazione non avrà alcun effetto; tuttavia, vedendo quelli che potrebbero essere i risultati in caso di esito negativo, possiamo dire di essere altrettanto preoccupati.
Mi pare di capire che l'investimento sia a totale carico della società, però, immediatamente dopo, lei dice che c'è solo un impegno nel dare una mano all'accesso al Credito Sportivo.
Al paragrafo 3, c'è scritto: "Preso atto della circostanza essenziale che la condizione inderogabile perché sia realizzato il nuovo impianto è rappresentata dalla possibilità di fruire di un finanziamento garantito, nella misura minima di Euro 120 milioni e della durata di almeno 20 anni, a tasso zero;...". Vuol dire che, se arrivano 119 milioni di Euro, non si fa niente? Ci chiediamo: perché alla Juventus? Perché non fare un ragionamento alla città o alle due squadre? Qual è il vincolo che abbiamo nel non coinvolgere, in questa città, quello che è il mondo sportivo della città stessa? Solo perché la Juventus è proprietario dello stadio dove ha presentato un progetto che qui viene richiamato? A me pare che questo sia un dato che deve, in qualche modo, preoccupare questo Consiglio Comunale e la sudditanza di cui parlava il Consigliere Cantore penso che sia chiaramente leggibile, in particolare, proprio nel terzo paragrafo del Protocollo d'Intesa.
Forse sarebbe utile che si potesse ragionare su questo, per costruire un Campionato Europeo che effettivamente possa portare attenzione a tutta la città e non sia sempre e solo legato ad una parte importante di questa città, che sicuramente ha dato molto (parlo della FIAT, parlo di una famiglia in particolare di questa città), che, come al solito, si trova al centro delle attenzioni. Penso che questo Consiglio Comunale debba dedicare un'attenzione maggiore e non così superficiale, come è dimostrato nel leggere questo Protocollo d'Intesa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Intanto, mi dissocio da tutte le dietrologie rispetto a presunte sudditanze nei confronti della Juventus, perché io sono juventino storico, sono uno dei pochi che ha difeso la società in momenti difficili. Il Sindaco e la Giunta tentano di recuperare in corner, ma penso che siano poco credibili.
Detto questo - sperando di non essere, poi, bacchettato dal Sindaco, che ormai apre anche le nebbie, perché di solito, in sede di replica, lo fa -, l'Assessore Viano è venuto a portarci un documento scritto, ma non ci ha detto l'unica cosa che ci interessava. Noi, modesti lettori dell'italiano corrente e non delle sottigliezze giuridiche, al paragrafo 3 del Protocollo d'Intesa leggiamo che "...considerati, infine, i prevalenti interessi pubblici sottesi - e prendiamola come una clausola di stile -, la Città di Torino si impegna a fornire tutti gli appoggi e i supporti necessari e ad assumere ogni iniziativa utile, per ottenere il suddetto finanziamento e le relative garanzie...".
Desidero sapere che cosa esattamente deve fare la Città e quali garanzie eventualmente deve presentare per assicurare il credito del Credito Sportivo.
A noi non basta sapere che non c'è nessun onere a carico della Città. Vogliamo sapere qual è il modo tecnico, materiale e sostanziale in cui la Città intraprende ogni iniziativa utile per ottenere il finanziamento e le relative garanzie. Signor Sindaco, le voglio dire, sempre con grande nettezza (non vorrei offendere nessuno), che questa Città prestò le garanzie per 26 milioni di Euro a un signore che si chiamava Cimminelli, la cui società fallì pochi mesi dopo e, così noi, per uno stadio che doveva essere di proprietà del Torino Calcio, ci troviamo ad avere la proprietà di uno stadio che non è del Torino Calcio. Lo voglio dire perché già denunciammo allora il fatto che la Città avesse addirittura sottoscritto delle garanzie rispetto ad una società che non era solvibile. È chiaro che oggi la questione si pone in modo completamente diverso, però, fateci capire esattamente come!
Già altri Consiglieri Comunali si sono chiesti perché dobbiamo farlo. C'è una struttura del 1990 che è costata parecchi soldi pubblici, circa il doppio di quello che doveva costare. Il cittadino medio, "il signor Pautasso", si sta chiedendo oggi il motivo per cui dobbiamo radere al suolo 220 miliardi dell'epoca e perché, rispetto ad uno stadio che aveva 70/75 mila posti, noi dobbiamo abbattere la tensostruttura, costruire, togliere la pista e dei posti, quando c'era un progetto di pochi mesi fa che diceva un'altra cosa: non è possibile recuperare la struttura esistente, magari, con un po' meno soldi e renderla...

VIANO Mario (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

GHIGLIA Agostino
Lei dice no, Assessore Viano. Non ha neanche ancora il progetto ufficiale; poi, deve dire anche perché tecnicamente non sia possibile. Lo dirà in Commissione, altrimenti il cittadino penserà che sono i soliti 220 miliardi che la politica ha buttato nel dimenticatoio, nella fogna!
Dobbiamo essere lineari. Io non ho dietrologie rispetto alla vostra azione, però bisogna essere, anche tecnicamente, più sostanziosi, Assessore Viano. Da un tecnico come lei mi aspettavo qualcosa di più. Stasera non ci ha detto nulla! Assolutamente non una riga di più di quel niente che ci ha detto in Conferenza dei Capogruppo e di quel poco che ha dichiarato ai giornali!
Inoltre (posto che sono juventino, ero juventino, sarò juventino e che per me la Juventus ha sempre ragione), perché - questa è una richiesta tecnica -, come già diceva anche il Consigliere Angeleri, questo prestito, a cui dovremmo dare quelle garanzie - che ci spiegherete quali saranno, perché non ce l'avete ancora detto -, non può essere in capo alla Città? Perché, visto che la Juventus ha solo il diritto di superficie - la società, se ho capito bene, è la Città che è ancora proprietaria del tutto - non è la Città a chiedere il finanziamento al Credito Sportivo, a modificare lo stadio e a metterlo a disposizione della Juventus? Agli Europei gioca la Nazionale, non la Juventus! (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Se prestiamo garanzie pubbliche, perché deve essere la Juventus a presentare il progetto e non la Città?
Infine, che gli Europei ci sarebbero stati nel 2012 lo sappiamo, visto che sono ogni quattro anni, dalla loro prima edizione, 100 anni fa, 60 anni fa, 80 anni fa, non lo so. Visto che saranno almeno 80 anni che sappiamo che ci saranno gli Europei nel 2012, perché mettiamo fretta al Consiglio Comunale che deve votare il Protocollo d'Intesa entro dieci giorni? Anche questo modo di agire non fa un buon servizio alla trasparenza dell'azione politica, né tanto meno a quella della trasparenza dell'azione amministrativa.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Pensavo che queste comunicazioni fossero del tutto inutili, invece, dopo l'intervento del Consigliere Cantore, mi devo, in parte, ricredere.
Se ho ascoltato bene, infatti, mi sembra che, oggi, il Gruppo che lui rappresenta non sia più così preoccupato che Torino si veda assegnare gli Europei e che a Torino si svolgano delle semifinali, quindi questa mi sembra una buona notizia.
Anche le preoccupazioni del Consigliere Angeleri oggi mi sembrano più legate al come fare in modo che a Torino si svolgano gli Europei. E anche questo mi sembra un notevole cambio di indirizzo rispetto alla polemica un po' incomprensibile alla quale ho assistito venerdì pomeriggio. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mai sul merito.
No, però, rispetto a quella polemica, oggi c'è un cambio, infatti è stato detto: "Speriamo che Torino abbia gli Europei" e questa, a mio parere, è una buona notizia, perché possiamo mettere da parte la preoccupazione di rivedere un film che abbiamo già visto durante l'evento olimpico, in cui le preoccupazioni erano talmente tante che, se le avessimo ascoltate tutte, queste Olimpiadi non si sarebbero mai svolte, quindi possiamo stare al merito, che oggi abbiamo ascoltato essere lo stesso di venerdì.
Assessore, mi sembra che oggi lei abbia ripetuto tre punti. Primo punto: c'è un protocollo d'intesa attraverso il quale si consente di derogare al progetto oggi esistente, che prevede un investimento della Juventus significativamente diverso da quello ipotizzato. Infatti, è prevista la conservazione della tensostruttura, sulla quale vorrei che tutti ricordassero quanto abbiamo dibattuto, quali siano i suoi costi di manutenzione e le ragioni per le quali si è arrivati anche a pattuire un canone contenuto con la società Juventus, perché sappiamo benissimo che i costi di gestione della tensostruttura erano elevatissimi.
Oggi ci vediamo arrivare una proposta di ristrutturazione molto più consistente, a totale carico della Juventus, naturalmente con la condizione che la stessa acceda al credito sportivo, senza che la Città (e questo è il secondo punto, Assessore, che ha chiaramente espresso venerdì: mi spiace che non sia stato ascoltato da qualcuno) si accolli né spese né garanzie fideiussorie.
La frase richiamata dal Consigliere Ghiglia: "Ogni iniziativa utile" è stata spiegata per ben due volte nella Conferenza di venerdì che significava, per esempio, innanzitutto, accedere a questo protocollo e rendere, quindi, possibile quella modifica della pattuizione precedentemente assunta, e dunque rendere possibile per la Juventus arrivare a prospettare al credito sportivo un progetto, quale quello che vedremo nei prossimi giorni.
Poi, va da sé, ogni iniziativa utile vuol dire anche auspicare che la Città sia pronta ad accogliere un evento sportivo, qual è quello degli Europei, e sono convinto che si debba fare tutto il possibile. Da questo punto di vista, sono convinto, e anche il dibattito di questa sera lo conferma, che davvero questa volta non ci fosse tema per alimentare polemiche tra maggioranza e opposizione, Consiglio e Giunta, perché quando ci viene fatta una proposta che vede la Città di Torino sgravata da qualsiasi tipo di onere economico, ma nel contempo beneficiaria di una ristrutturazione consistente e di un possibile evento sportivo, ci si aspetta che, anziché una polemica di questo tipo, ci sia da parte di tutto il Consiglio Comunale un interesse a fare in modo che il credito sportivo acceda alla richiesta della Juventus e, quindi, a far sì che a Torino si svolgano gli Europei. Questa mi sembra che sarebbe dovuta essere fin dall'inizio la preoccupazione principale.
Ora, vorrei anche chiudere con una piccola considerazione procedurale: stasera non andiamo ad approvare nulla e tutto origina perché la Giunta, per una attenzione nei confronti del Consiglio, come ha detto il Consigliere Cantore, ha illustrato in via preventiva un atto che non era ancora stato neanche depositato. Vedremo il progetto in Commissione, apporteremo degli emendamenti eventualmente al protocollo, onde esplicitare ulteriormente quanto dichiarato e quanto ribadito questa sera e, poi, cercheremo di farci venire in mente tutte le possibili iniziative amministrative affinché il progetto di ristrutturazione e lo svolgimento degli Europei vadano davvero a buon fine.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Troiano.

TROIANO Dario
Negli ultimi anni in questa Aula Consiliare, ogni qualvolta si è trattato di argomenti attinenti alle società calcistiche, si è sempre avuto un po' il clima da Curva Scirea contro Curva Maratona, perché siamo tutti di Torino, ci viviamo, quasi tutti siamo schierati dal punto di vista calcistico, e questo è un rischio che però andrebbe evitato questa volta.
C'è un punto fondamentale sul quale vorrei far ricadere l'attenzione dei colleghi e della Giunta ed è una data: il 15 febbraio 2007, cioè entro questa data la FIGC e i soggetti interessati devono presentate alla UEFA la candidatura ufficiale, sottoscrivendo apposito documento impegnativo.
Ora, nel reiterare i ringraziamenti all'Assessore Viano che in gran fretta venerdì ha portato questa bozza di protocollo d'intesa alla Conferenza dei Capigruppo, vorrei capire cosa succederà il 15 febbraio. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Beh, su delega del Sindaco, ovviamente.
Oggi è il 5 febbraio, questa Aula Consiliare, attraverso le Commissioni competenti, dovrà valutare dei documenti, dovrà riportare in Aula il dibattito e il timing della politica del Consiglio Comunale dice che il 12 febbraio, il prossimo lunedì, bisognerà affrontare questo argomento, perché è necessario dare qualche ora, per non dire qualche giorno, agli attori per poter essere sicuri di quanto stanno facendo, per avere tutte le approvazioni. Direi che è quantomeno improvvido essere arrivati soltanto adesso, poi credo ciecamente nell'Assessore Viano che prima di venerdì non ha avuto elementi, però, in qualche modo, ritengo si debba far valere questa rimostranza nei confronti di chi, invece, avrebbe dovuto tutelarsi, proprio per la delicatezza di questa materia e comunicare al signor Sindaco, alla Giunta, al Consiglio Comunale quanto aveva interesse a fare.
Quindi, si tratta di un problema di tempi, che secondo me toglierà il dibattito a quest'Aula, perché poi, di fronte alla ragion di stato, si andrà in gran velocità a votare quanto dovrà essere deliberato con un'azione tipica di una maggioranza contro una minoranza. Una maggioranza che tra mugugni e borbottii, però, dovrà votare per forza e una minoranza che, magari, spaccata dal punto di vista della tifoseria, come il Consigliere Agostino Ghiglia, comunque prenderà delle posizioni contrarie a questo tipo di attività, come già espresse.
Signor Sindaco e Assessore Viano, l'impressione che ne traggo personalmente è che la Juventus, a mio modestissimo parere, non ha i soldi per poter dare seguito agli impegni presi per la ristrutturazione dello Stadio delle Alpi, non li ha. Allora, in disperazione, si gioca la carta dell'"ubi major": nel momento in cui non ho i soldi oggi per farlo, ma ho questa possibilità di far pagare ad altri quanto non riesco a fare io, con un importo molto superiore rispetto alle ristrutturazioni previste, eccetera, mi gioco quella carta. Il che, tra l'altro, dal punto di vista aziendale, è assolutamente plausibile.
Allora, siccome so che il tempo è tiranno e il Presidente me lo toglierà di sicuro, vorrei soltanto ricordare, signor Sindaco, un passaggio che forse ai più è sfuggito, che ho anche ricordato venerdì scorso alla Conferenza dei Capigruppo. Quando si parlava delle partite degli stadi di Torino, avemmo in audizione il dottor Giraudo, l'allora Amministratore Delegato della Juventus, che, di fronte a una mia precisa domanda sul futuro della struttura dello Stadio delle Alpi rispose in questo modo. La mia domanda era: "Dottor Giraudo, lei esclude che allo Stadio delle Alpi venga inserito un pacchetto commerciale con piattaforma alimentare?", perché quella conta nella gestione di un pacchetto commerciale.
La risposta di Giraudo fu: "E' assolutamente escluso, perché faremo la piattaforma alimentare a Vinovo". Questo disse, è agli atti. Io, contento della risposta, dissi: "Va bene, perché l'area dello Stadio Delle Alpi è un'area che ha problemi dal punto di vista della grande distribuzione". Tra l'altro, oggi la situazione è addirittura peggiorata.
Il risultato fu che, qualche mese dopo, alla chetichella, lo Stadio delle Alpi subì una variante al Piano Regolatore, che modificò l'impostazione commerciale di quell'area: caso strano, avvenne il miracolo e la piattaforma alimentare fu bell'e che servita nelle mani della Juventus.
Qualche Consigliere ha parlato di arroganza: non so se questa Amministrazione sia stata, sia o sarà succube dei desideri della Juventus (della FIAT, molto spesso sì), non mi sembra così importante, però penso che siamo di nuovo di fronte ad un episodio di arroganza rispetto alle decisioni che il Consiglio Comunale deve assumere.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
L'unica arroganza che rilevo è da parte della Giunta, non certo della Juventus.
Il fatto di chiedere, non soltanto a noi della minoranza, ma a tutto il Consiglio, di votare su una questione tanto importante, dopo una falsa discussione o, comunque, dopo una mezza discussione di nemmeno dieci giorni, mi sembra veramente arrogante!
Detto questo, come tutti i colleghi della minoranza, faccio assolutamente il tifo (lo voglio chiarire una volta per tutte) per l'assegnazione degli Europei 2012 all'Italia e, di conseguenza, a Torino, per un motivo molto semplice: perché, come l'amico Ghiglia, da sempre sono tifoso della Juventus e, pur essendo stato abbonato per quattro anni allo Stadio delle Alpi, quest'anno non ho più rinnovato l'abbonamento, perché mi sono stufato di non vedere mai bene la partita. In quello Stadio la visione è pessima: chiunque abbia l'abbonamento, può confermare questa mia affermazione.
E' importante, quindi, che la Città di Torino, la Juventus e, di conseguenza, i tifosi e i cittadini di Torino abbiano un nuovo stadio di calcio, che sia effettivamente tale.
Mi permetto di dire, però, che ritengo assolutamente sbagliato il fatto di dover decidere di corsa: ricordatevi che abbiamo speso circa 300 miliardi per avere, alla fine, due stadi, dei quali nemmeno uno funzionale. Anche se il Sindaco, da un certo punto di vista con ragione, sostiene che l'Olimpico è uno stadio a norma, sa benissimo - alcuni incidenti l'hanno dimostrato - - che uno Stadio come quello, in mezzo alle abitazioni, non è il massimo. Soprattutto, è uno stadio troppo piccolo, come ha ben rilevato, in sede di audizione, il Presidente del Torino Calcio Urbano Cairo.
Ben venga, quindi, se la Juventus riuscirà a fare questo nuovo stadio!
Ciò che, però, bisogna spiegare è che la Città di Torino ha il dovere di guidare la Società Juventus a realizzare uno stadio che sia davvero il migliore degli stadi. La Città di Torino ha l'occasione - e non deve perderla, signor Sindaco - di essere, come al solito, la capofila in Italia, ha l'occasione di costruire uno stadio che, per la prima volta, è di proprietà della Città (anche se con diritto novantanovennale di superficie e quant'altro), uno stadio in cui davvero si possa far tornare le famiglie.
In questo periodo si parla tanto del caso inglese, dove finalmente le famiglie possono assistere alle partite dei campionati, con tranquillità. E' questo che dobbiamo riuscire a fare anche noi, è su questo che dobbiamo riuscire ad incidere.
Personalmente non riesco a ringraziare, come hanno fatto i miei colleghi, l'Assessore Viano (ma non è che ce l'abbia con lui), soltanto perché, venerdì pomeriggio, è venuto a spiegarci il protocollo d'intesa. Perché, quando avremmo dovuto saperlo? Tre giorni prima della discussione, un giorno prima che andasse in Commissione, durante la Commissione stessa? Mi sembra riduttivo per un progetto di così grande importanza per la Città di Torino e non solo, perché - ribadisco - rappresenta la grande opportunità che la Juventus e Torino hanno in questo momento.
Soltanto su una cosa posso essere d'accordo: queste comunicazioni non dovevano esserci. Ma non che non dovessero esserci, caro collega Giorgis, perché l'opposizione, come al solito, fa delle richieste perché questo è il suo compito, ma perché non bisognava arrivare a questa situazione. Sicuramente l'Assessore Viano sarebbe potuto arrivare prima: in autunno abbiamo avuto un'audizione dei Presidenti e dei responsabili delle due squadre cittadine, dopodiché è continuata la discussione fra Amministrazione e Società Juventus. L'Assessore sarebbe dovuto arrivare prima, non soltanto a favore della minoranza (anche se "favore" è un termine sbagliato), ma a favore di tutto il Consiglio e di tutta la Città di Torino.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Credo che, con la vostra azione, colleghi dell'opposizione, abbiate causato alla Città un danno di immagine, in una fase delicata in cui la Città, attraverso la Juventus, è candidata ad ospitare i Campionati Europei di calcio. Avete causato un danno di immagine con un atteggiamento che, alla fine, si è tradotto in una classica bolla di sapone: in pratica, venerdì scorso, avete abbandonato i lavori della Conferenza dei Capigruppo sulla base dell'unica ragione che condivido, cioè il fatto che questo progetto
dovesse arrivare prima in sede di Conferenza dei Capigruppo o all'attenzione dei Gruppi Consiliari. Comprendo, però, anche la delicatezza della fase e di un passaggio come questo, visto che il 15 febbraio la Juventus dovrà ufficializzare la candidatura.
Si è trattato, quindi, di un deficit di informazione, che comprendo; ringrazio, comunque, l'Assessore Viano perché, in anteprima, ci ha illustrato il progetto, prima che fosse presentato alla Commissione competente. Questo è un dato di fatto. Non ricordo che questo passaggio sia avvenuto, in altre occasioni di grande importanza.
Come altri colleghi, anche di opposizione, credo che ci sia una parte delicata del protocollo su cui debba essere fatta chiarezza e su cui la Città debba, in qualche modo, precisare meglio la sua posizione.
Alla famosa frase citata da diversi Consiglieri, secondo cui "la Città si impegna a fornire tutti gli appoggi e i supporti necessari e ad assumere ogni iniziativa utile per ottenere il suddetto finanziamento" (i famosi 120 milioni di Euro), credo si debba aggiungere un'altra frase altrettanto forte e precisa, dove si sostiene che la Città è comunque libera da qualsiasi vincolo ed impegno, qualora il finanziamento da parte del credito sportivo non sia erogato nella misura richiesta. Perché questo può avvenire. Il minimo che chiede la Juventus sono 120 milioni: ma se il credito sportivo fosse di un importo inferiore, chi garantirebbe su quella parte? Pongo questa domanda, anche come riflessione, alla Giunta e, in particolar modo, all'Assessore Viano.
Chiedo, quindi, che su questa parte del protocollo si precisi che la Città, in qualche modo, è libera da ogni vincolo, qualora si verifichi l'evenienza prima citata.
Bisogna precisare anche che la Città non si assume oneri economici nei confronti della Juventus e che il suo compito, praticamente, è quello di svolgere tutte le incombenze burocratiche a cui dovrà far fronte quale città ospitante i Campionati Europei di Calcio.
Credo che questi aspetti vadano precisati e che, comunque, l'opposizione (la quale, spesso, ci accusa di perdere eventi o di farci portar via qualcosa) debba apprezzare il fatto che la città potrà ospitare i Campionati Europei di Calcio.
Si tratta di un'occasione importante e penso che, in questo caso, dobbiamo dimostrare un'immagine fortemente unitaria di una Città, la quale si pone in maniera condivisa rispetto ad un evento che sarà importante sul piano sportivo, sociale ed economico.
Peraltro, può accadere che alla città non venga assegnato quest'evento, perché ritengo che i tragici fatti di Catania influenzeranno negativamente la valutazione della UEFA per un'eventuale assegnazione dei Campionati Europei a Torino.
È un elemento su cui bisognerà riflettere, ma non possiamo che aspettare le decisioni; comunque, su questa vicenda, credo che il Consiglio Comunale debba dimostrare la massima unitarietà possibile.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Vorrei riprendere un passaggio dell'intervento del Consigliere Gallo e fare una considerazione generale.
Dopo i tragici fatti delle ultime 48 ore e lo stop ai Campionati deciso dalla Federcalcio, una discussione come quella odierna pare viziata dall'opportunità che una nazione come l'Italia possa ospitare un Campionato Europeo. Probabilmente, sarebbe un atto di buonsenso ed umiltà rinunciare alla candidatura del nostro Paese, in attesa che il calcio possa tornare ad essere pulito e presentabile, in Europa e nel mondo.
Invece, entrando nel merito del protocollo d'intesa e delle modalità con le quali esso ci viene sottoposto alla votazione, vorrei porre alcune domande agli Assessori competenti, in particolare, all'Assessore Viano.
Da quanti mesi è nota la necessità di dover intervenire sullo Stadio delle Alpi, nell'ipotesi che l'Italia ospiti i Campionati Europei del 2012?
Credo, Assessori e Consiglieri, che risalga almeno al novembre 2006, cioè da quando, in FIGC, si tennero gli incontri fra il Governo, il Comitato promotore e le città candidate.
Inoltre, nella documentazione che si può reperire dalla Federcalcio, ma anche dalla UEFA, stando ai Regolamenti ed ai calendari previsti, le società avrebbero dovuto presentare i progetti per i nuovi stadi entro il 15 gennaio (cioè, circa due settimane fa), in sede FIGC.
Se è vero che i contenuti del protocollo sono stati definiti in data 31 gennaio, così come descritto dalla data apposta in calce allo stesso, è altrettanto evidente che la cronologia degli eventi sembrerebbe alimentare il sospetto, espresso da diversi Consiglieri in quest'Aula, che la vicenda fosse nota alla Città, ma che la scelta sia stata quella di arrivare il più a ridosso possibile delle scadenze.
Naturalmente, speriamo di sbagliarci, anche perché questo lederebbe il diritto dei Consiglieri Comunali di poter approfondire la vicenda con la dovuta attenzione.
Poi, in questo weekend (non avendo niente di meglio da fare), ho letto il rapporto della UEFA sulla candidatura italiana e, rispetto ai contenuti del protocollo d'intesa, vi sono alcune asimmetrie che vorrei fossero chiarite.
Innanzitutto, vorrei sapere (magari, quest'elemento potrebbe essere chiarito dall'Assessore Viano) quante partite siano previste a Torino per i Campionati Europei, perché lo schema redatto dalla UEFA cita tre gare e non accenna minimamente ai quarti di finale, bensì, testualmente, alle quattro città candidate (Roma, Milano, Firenze e Napoli) quali sedi ospitanti.
Nel planning, oltretutto, il rapporto UEFA recita: "...e dà per garantiti i finanziamenti per tutti gli stadi che ospiteranno - quindi, per le città che ospiteranno - gli eventi, ad eccezione dello stadio di Bologna, che viene inserito in una classificazione diversa". Conseguentemente, si ripropone la domanda sull'utilità dell'atto: se sono già - perlomeno, in questa prima bozza, la UEFA li dà per garantiti - stabiliti i finanziamenti delle strutture da realizzare per i Campionati Europei del 2012, in che modo l'atto può aiutare la Juventus ad accedere o meno al Credito Sportivo?
Abbiamo apprezzato l'immediata disponibilità dell'Assessore, il quale, venerdì, ha cercato di chiarire meglio le tre righe citate, che recitavano testualmente: "La Città di Torino s'impegna a fornire tutti gli appoggi e supporti necessari...".
Però, mi piacerebbe rivolgere una domanda all'Assessore: quali erano le richieste iniziali della Juventus?
Infatti, sono state citate in merito a quanto scritto, invece, nel protocollo d'intesa, ed è fondamentale per comprendere anche lo spirito della stessa proposta di protocollo d'intesa e per prevenire spiacevoli sorprese che già altri Consiglieri hanno citato nei loro interventi in Aula, non ultima, quella dello Stadio Comunale.
Evidentemente, poi, gli impegni assunti a parole non ci bastano più. Uno stadio come lo Stadio delle Alpi, adeguato semplicemente alla normativa del Decreto Pisanu, costerebbe sicuramente molto meno e sarebbe già, in sé, sufficiente ad ospitare le partite dei Campionati Europei.
Evidentemente, l'interesse preminente non è quello pubblico e collettivo, ma, probabilmente, riguarda la parte commerciale, a cui la Juventus tiene, ed il Comune, con l'atto che s'appresta a votare, agevola la Società, sia nella possibilità di ospitare i Campionati Europei, sia nella ripresa di un percorso economico-commerciale.
È opportuno aiutare la Juventus in questo modo, oppure il calcio, a livello locale e nazionale, dovrebbe cominciare ad autofinanziarsi?
La stessa Juventus avrebbe dovuto, in questi anni, occuparsi delle manutenzioni e degli adeguamenti normativi al Decreto Pisanu, ma non credo che, ad oggi, l'abbia fatto.
Un'ultima considerazione riguarda la posizione del Governo, perché molti Consiglieri hanno citato il Credito Sportivo.
La posizione del Governo - cito testualmente -, espressa non più tardi di dieci giorni fa dal Ministro Melandri, sembra piuttosto chiara: "Non prevediamo trasferimenti di risorse pubbliche ed investimenti per la realizzazione o la trasformazione di stadi necessari per gli Europei. Il Governo non può erogare risorse a questo scopo".
Allora, mi sorge spontaneo domandarmi chi lo farà: sicuramente, il Credito Sportivo non è un pozzo senza fondo, la Finanziaria del 2007 prevede un trasferimento di 60 milioni di Euro al Credito Sportivo e tutte le città sedi ospitanti chiederanno di potervi accedere; quindi, come sarà possibile, per il Governo e per lo stesso Credito Sportivo, riuscire ad accontentare tutti?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Ritengo che quanto ci ha comunicato l'Assessore Viano, oggi, in Aula, rispecchi un modo di operare della Città che va assolutamente sottolineato per la capacità e la volontà di acquisire eventi - immagino - in quel filone di città che si sta ponendo all'attenzione dell'Europa e del mondo intero, uscendo fuori dal provincialismo che ci ha caratterizzato per molti anni.
Ritengo estremamente importante il fatto di riuscire ad avere un evento come questo, in Italia e a Torino, quindi, per quanto mi riguarda, considero prioritario cercare di ottenere che gli Europei possano essere giocati in Italia e in questa città.
Sotto questo punto di vista, con la dovuta prudenza che deve caratterizzare gli amministratori della cosa pubblica e, quindi, con l'attenzione che bisogna riservare, seguendo anche gli appunti di molti Consiglieri, reputo ottima cosa cercare d'impegnarsi perché questo avvenga.
Purtroppo, non sappiamo se avremo o meno gli Europei, nel 2012, ma ritengo che, se si svolgessero nel nostro Paese, soprattutto dopo i fatti di Catania, comporterebbe un ulteriore stimolo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa al Consigliere Bonino, ma devo rivolgermi ai Consiglieri Cassiani, Grimaldi, Cutuli, Cuntrò e Galasso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, in Aula bisogna stare seduti, in silenzio, altrimenti dobbiamo sempre riprendere la questione; quindi, Consigliere, se vuole stare in piedi, deve uscire dall'Aula, altrimenti sta seduto, come da Regolamento.
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Invece, vedrei l'avvenimento sotto questo profilo: anziché rinunciare ed ammesso che gli Europei del 2012 vengano assegnati all'Italia, ritengo che sarebbe uno stimolo in più non soltanto per fare un percorso di pulizia del nostro calcio e, soprattutto, di maturazione degli spettatori, ma anche per creare opere idonee ad accogliere, sotto gli occhi del mondo, quei milioni e quelle centinaia di milioni di persone che seguiranno l'evento, dimostrando che il calcio italiano è maturato e ha raggiunto - perlomeno, ci auguriamo che, per allora, ciò avvenga - una sicurezza ed un'educazione che, attualmente, possono mancare.
Pertanto, stando alle parole dell'Assessore, ritengo opportuno dare tutto l'appoggio possibile, evidentemente, con l'attenzione che credo l'Amministrazione debba avere per la cosa pubblica; quindi, ben venga l'appoggio, soprattutto considerato - al riguardo, mi pare di non aver controprove - che la Città non dovrebbe sborsare alcun capitale per investire in tal senso.
Ricordiamo, peraltro, che lo Stadio delle Alpi è stato realizzato nel 1990, ma su di esso abbiamo discusso per molti anni (ricordo che era ancora Sindaco Castellani, quando iniziò la discussione sugli stadi della nostra città); comunque, si tratta di uno stadio che la Juventus ha acquisito per 99 anni, con l'impegno di ristrutturarlo (quindi, realizzando uno stadio diverso da quello esistente), perciò, sotto questo profilo, con le nuove normative di sicurezza, stiamo andando a realizzare un'opera di questo tipo.
Ugualmente era avvenuto per lo Stadio Comunale (ora Olimpico) a favore della squadra di calcio del Torino; peraltro, tutti noi abbiamo sotto gli occhi le note vicende che l'hanno portato allo stato attuale.
La volontà della Città per lo sport cittadino, comunque, era stata di riguardo tanto verso una squadra quanto verso l'altra; poi, evidentemente, gli impegni che potevano essere assunti, da una parte, sono stati realizzati, dall'altra, non sono stati ancora realizzati.
Mi auguro, quindi, che la Giunta e il Consiglio seguano, con grande attenzione, la possibilità di far realizzare nella nostra città, l'ammodernamento di uno stadio (necessario per la sicurezza dei cittadini) e si impegnino affinché i Giochi del 2012 vengano affidati all'Italia, ma, soprattutto, a questa città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prima di dare la parola al Sindaco, o all'Assessore Viano, per le repliche, vorrei soltanto puntualizzare un aspetto, che è stato ricordato dal Consigliere Cantore, nel corso del suo intervento, quasi addossando al sottoscritto la responsabilità per avere interrotto il dibattito, venerdì, durante la riunione della Conferenza dei Capigruppo.
Premesso che ciascuno, ovviamente, è libero di chiedere quando e come (nella maniera che ritiene più opportuna), le comunicazioni della Giunta (che poi vengono vagliate dal sottoscritto, dall'Ufficio di presidenza e dalla Conferenza dei Capigruppo), vorrei soltanto ricordare a tutti (anche a coloro che non erano presenti in Conferenza dei Capigruppo, venerdì) che l'interruzione della discussione su questo argomento è stata fatta ad un'ora e mezza dal suo inizio; in seguito, quindi, all'illustrazione dell'Assessore, agli interventi di tutti i Capigruppo e alla replica dell'Assessore Viano rispetto alle puntualizzazioni e ai quesiti sollevati dai vari intervenuti.
È a questo punto che ho interrotto la discussione. Credevo (e credo, ancora oggi) che così doveva essere fatto, non soltanto per educazione nei confronti dell'ospite che attendeva fuori, ma anche perché la discussione in Conferenza dei Capigruppo, non poteva proseguire oltre (a meno che non si pensi che la discussione in oggetto potesse esaurirsi in quella sede).
Ciò l'ho detto per onore di cronaca, per chiarire anche il mio pensiero su questa vicenda.
La parola, per la replica, al Sindaco.

SINDACO
In primo luogo, ci tengo a sottolineare che si tratta, come noto, di comunicazioni e non della discussione della proposta di deliberazione; quindi, è evidente che tutta una serie di richieste e di approfondimenti avranno il proprio spazio durante la Commissione (a questo livello, direi poi solo una cosa, per evitare che rimbalzino equivoci attraverso i media).
In secondo luogo, può anche darsi che noi si sia stati subalterni alla FIAT. Ma, se la subalternità porta ai risultati ottenuti dalla FIAT, evviva la subalternità!
Tutto sommato, non molti anni fa, alcuni, tra coloro che rivendicavano l'autonomia politica nei confronti della FIAT, contemporaneamente, elaboravano piani, cosiddetti, neo-colbertisti per la statalizzazione della FIAT (ogni riferimento all'allora Ministro Tremonti è voluto), mentre, invece, chi ha creduto sulle possibilità del mercato, ha aiutato la ripresa della FIAT (e i risultati li stiamo vedendo).
Non è solo per amore di polemica (alla quale, garbatamente, non potevo sfuggire), ma è perché siamo di fronte ad un atto che ha un solo ed unico scopo: quello di accompagnare la Juventus ad una candidatura per gli ottavi e per i quarti di finale nei Campionati Europei di calcio, ove questi fossero assegnati all'Italia.
Condivido i toni che il Consigliere Cassano ha usato parlando dei fatti di Catania (d'altra parte anche io ho avuto modo di farlo) e ritengo che sarebbe importante che venissero assegnati alla nostra Nazione, anche perché potrebbero rappresentare una forma di riscatto dalla barbarie in cui è caduto il calcio italiano.
Ci siamo candidati adesso, per una ragione molto semplice: la Juventus si è fatta avanti solo ora. Perché solo ora? Per il motivo che ha indirettamente ricordato, se non sbaglio, anche il Consigliere Troiano, ovvero, per il lungo periodo di dialogo che la squadra ha tenuto sia con la UEFA sia con il Governo. Questo dialogo ha permesso di chiarire alcune modalità del progetto, necessarie ad ottenere l'assegnazione dei quarti di finale e, al tempo stesso, a chiarire al Governo che il credito sportivo ha il potenziale per finanziare questi interventi.
Al di là del fatto che questo, comunque, è un quesito che andrebbe posto al Governo di cui anche lei è sostenitore, bisogna dire che il tempo intercorso, che ha fatto slittare, come ricordava il Consigliere Troiano, di circa un mese, il tempo limite per la presentazione delle domande, è un termine dovuto a questi approfondimenti, che mi auguro siano arrivati al punto tale da non prestare più dubbi né progettuali, né finanziari. Noi siamo intervenuti, allora, non appena la Juventus è stata in grado di formulare, sulla base di questi approfondimenti, un progetto con elevate garanzie di avere l'assegnazione degli Europei, nel caso in cui siano assegnati all'Italia.
Voglio rispondere anche al Consigliere Cassano che si preoccupa degli spazi commerciali, solamente per dirgli che, anche da questo punto di vista, questo Protocollo d'Intesa non cambia assolutamente niente, rispetto a prima.
Capisco la sua battuta, ma il Consigliere Cassano (lui no, ma insomma...) aveva una collocazione politica diversa nella scorsa tornata amministrativa, però, rispetto all'intesa, tradotta in Variante Urbanistica, nulla cambia con questo Protocollo, dal punto di vista degli spazi commerciali. Tornerò alla fine su questo argomento, perché questo, secondo me, è un pregio della politica, condotta dall'Amministrazione, nei confronti degli stadi.
Rispondo al Consigliere Ghiglia: noi, per primi, abbiamo notato che quel punto 3 (non ricordo se si tratti di un comma, o di un capoverso) si prestava a qualche ambiguità.
A questo proposito, voglio anticipare quello che sarà, credo, l'orientamento che si potrà assumere in Commissione, e poi, in Consiglio. Abbiamo già anticipato alla Juventus che intenderemmo porre, proprio al termine di quella frase, una classica proposizione di quelle che si usano nelle Commissioni di Bilancio alla Camera, che recitano: "senza alcun onere economico e finanziario per la Città". Questo, per chiarire che la Città accompagna la Juventus a cercare garanzie nel mondo bancario, finanziario, assicurativo, escludendo, però, qualsiasi possibilità di ricaduta economica sull'Amministrazione.
Questo lo anticipo, perché ritengo (poi si valuterà quale possa essere la sua formulazione precisa) che elimini qualsivoglia preoccupazione su una possibile ambivalenza contenuta in quella frase. Quindi, non esiste alcuna garanzia pubblica, quanto meno da parte della Città. Poi, può darsi che sia offerta una garanzia, da parte di qualche altro ente pubblico nazionale. È possibile che vi siano organismi pubblici nazionali che prestino fideiussione, o garanzie, ma non si tratta, comunque, di questa Amministrazione.
Relativamente alla qualità del progetto, oltre a quello che ho già detto prima, che è strettamente connesso ai criteri e ai parametri, come mi diceva l'Assessore Montatone, posti dalla UEFA (tra l'altro, l'Assessore Montatone, mi pregava di ricordare che, in realtà, non è così vero che tutto arrivi improvvisamente in Consiglio). Mi ricorda anche (io non ero presente) che, qualche mese fa, ci fu un'audizione in Sala Carpanini, durante la quale la Juventus anticipò questo percorso di dialogo con la UEFA, al fine di definire un progetto che avesse le caratteristiche per essere candidabile ai quarti di finale. Quindi, non giunge del tutto improvviso, come un fulmine a ciel sereno!
La cosa rilevante è che il progetto riguarda la Juventus e che, da un lato è ispirato dai criteri di candidabilità per la UEFA e, dall'altro, è un progetto che tende ad andare nella direzione di cui, in questi giorni, alcuni a proposito, altri meno, parlano: del cosiddetto modello inglese; ovvero, di uno stadio che, non soltanto a proposito della struttura calcistica, ma anche per quanto riguarda il suo dintorno, possa essere un luogo riservato alle famiglie e non soltanto ai tifosi.
Per quanto riguarda l'ultimo punto, molto sommessamente, vorrei ricordare che, a partire dalla scorsa tornata amministrativa, abbiamo impostato una politica basata sul criterio, avendo due stadi e due squadre, di assegnare ad ogni squadra uno stadio, possibilmente in proprietà privata o, quanto meno, in proprietà del diritto di superficie.
Questo è uno dei punti chiave su cui il Governo (e non solo) si sta orientando per creare le condizioni per poter affrontare il problema della sicurezza; anche se da solo non è sufficiente, però contribuisce a creare una delle condizioni. Per quanto ci riguarda, vogliamo continuare su questa strada.
Il discorso della Juventus riguarda un soggetto privato e mi augurerei fosse possibile, quanto prima, riprendere un discorso di questo genere anche nei confronti del Torino; infatti, siamo determinati a ritenere che gli stadi devono essere gestiti dalle società, facendo in modo che vi siano le condizioni per rendere profittevole la gestione dello stadio, oltre naturalmente agli aspetti calcistici. Questa è la condizione.
Mi permetto solo di aggiungere (non posso evitarlo, vista la drammaticità di ciò che è avvenuto a Catania) un'ultima precisazione sul modello inglese. Recentemente, ho avuto un colloquio (che, purtroppo, è stato quasi profetico) con l'arbitro Rosetti (che, tra l'altro, molto gentilmente, mi ha anche regalato i cartellini giallo e rosso che ha usato durante il Campionato del Mondo), il quale mi ha detto che il modello inglese si basa su un fatto molto semplice: quando il calciatore del Southampton va a prendere il pallone dalle mani di un tifoso del Chelsea, quel tifoso non ha reazioni violente, perché sa che il nome ed il cognome di chi occupa quel posto sono noti ai responsabili della sicurezza dello stadio.
È il principio della nominatività, opportunamente introdotto dal Decreto Pisanu. Bisogna, però, far rispettare questo Decreto; non esiste uno stadio italiano, compreso quello di Torino, in cui i tifosi nelle curve non seguano la partita in piedi, spostandosi dove vogliono. Non mi riferisco a quando esultano per il gol - ammesso che arrivi -, ma proprio durante lo svolgimento della partita. È chiaro che è opportuno, anche se lo stadio è di proprietà pubblica, il trasferimento sulle società (come, peraltro, avviene già a Torino) dei costi della sicurezza interna allo stadio; infatti, a Torino, sono a carico delle società i costi relativi agli steward che sono all'interno dello stadio, anche se lo stadio è pubblico.
Inoltre, si dovrebbe introdurre il principio per cui, se gli spettatori non seguono la partita seduti (in modo da essere identificabili a seconda del posto che occupano), la partita viene immediatamente sospesa e replicata a porte chiuse. E se non basta una volta, si applica questo provvedimento una seconda e anche una terza volta, fino a quando capiranno.
Il modello inglese, quindi, si nutre di tanti aspetti e su alcuni di questi la città di Torino è già abbastanza avanti, ma, purtroppo, in Italia l'aspetto più importante stenta ancora ad affermarsi, nonostante sia di una semplicità estrema: il rispetto delle leggi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni del Sindaco.
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