Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 28 Giugno 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 37
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02639
BILANCIO DI PREVISIONE 2012. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA. BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2012-2014. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201202639/024,
presentata dalla Giunta Comunale in data 1° giugno 2012, avente per oggetto:
"Bilancio di Previsione 2012. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio
pluriennale per il triennio 2012-2014. Approvazione"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
È arrivata a tutti i Capigruppo la copia dell'emendamento di cui vi ho parlato prima.
Lo chiamiamo "emendamento zero", che recepisce l'aggiornamento di relazione di
revisione dei Revisori dei Conti.
L'emendamento zero, presentato dall'Assessore Passoni, recita:

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento zero:
presenti 24, favorevoli 23, astenuti 1.
L'emendamento zero è approvato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Presidente, Assessore e Sindaco, dopo questa intensa discussione, penso che degli
apporti positivi siano stati fatti a questo Bilancio.
Un Bilancio che verte su 1,3 miliardi di Euro, una città che ha 900.000 abitanti, è un
Bilancio dove sicuramente si devono fare degli sforzi, non si può fare chissà che cosa.
Quindi, accogliamo lo sforzo dell'Assessore al Bilancio nel far sì di mantenere i servizi
generali, i servizi minimi per la città.
Accogliamo con immenso piacere lo sforzo che ha fatto l'Assessore nel cercare di
portarci in quest'Aula un Bilancio che, bene o male, ha qualche pecca, sicuramente,
alcune proposte sono arrivate durante il dibattito in Aula, ad esempio dalla mia parte
politica; saranno proposte che verranno affrontate durante tutto il prossimo anno, perché
penso che alcuni sprechi si possano evitare.
Quindi, io non mi sento di dare un parere né favorevole, né negativo; mi sento di votare
con un'astensione questo Bilancio, perché penso che si possa fare di più, penso che si
sia fatto abbastanza, però non è mai abbastanza quel di più che si potrebbe fare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Diciamo che il giudizio del Popolo della Libertà su questo Bilancio, che abbiamo
appena finito di esaminare, è nettamente negativo. Non perché si vogliono negare - lo
ribadiamo ancora - le capacità dell'Assessore Passoni, ma perché è l'indirizzo politico
che muove questo Bilancio ad incontrare il nostro giudizio, la nostra bocciatura.
Questo perché è un Bilancio che non esito a definire con il fiato corto, con il fiatone,
perché è un Bilancio che scarica, per quel che riguarda le entrate, la gran parte di quella
voce sulla schiena dei cittadini, perché le entrate tributarie la fanno da padrona.
Rilevo, perché l'Assessore Passoni aveva avanzato una sua idea di evoluzione di
federalismo fiscale, che in realtà questa logica che sta sotto la stangata, almeno che lui
pone dietro la stangata, è un po' claudicante, questo perché di fronte ad un incremento
dei tributi fiscali Comunali, non può esserci solo una diminuzione delle entrate statali.
Visto dal punto di vista del cittadino, se aumentano i tributi locali, dovrebbero diminuire
tributi statali e nazionali. E questo, ahimè, senza colpa di nessuno presente in questa
Sala non sta avvenendo e al cittadino però questo poco importa.
Per quel che riguarda le strategie di taglio della spesa, di sicuro si poteva dimostrare
molto più coraggio. Abbiamo detto che l'indice di rigidità della spesa rimane molto
forte; i tagli al corpo pachidermico che questa Istituzione sta continuando a trascinarsi
dietro, in un momento di crisi, che non consente più clientelismi, che non consente più
di pensare di vivere ancora nella prima Repubblica, purtroppo esigerebbe un grande
coraggio, esigerebbe di guardarsi dentro come Amministrazione e richiederebbe un
taglio netto dei rami secchi, richiederebbe anche recepire le istanze esterne, o
valutazioni esterne che provengano dal mondo delle libere professioni, in modo da
operare dei tagli netti di ciò che non va e di ciò che è superfluo. E questa scelta
coraggiosa, purtroppo, non è stata fatta.
Infine, rispetto anche alle società attraverso le quali il Comune eroga i servizi, senza
entrare nuovamente nel dibattito sulle politiche di dismissione, o meno, di sicuro, visto
che qualcosa il Comune continuerà a mantenere, auspichiamo, perché fino adesso non
abbiamo visto avanzare una strategia simile da questa Amministrazione, che si vada
nella direzione quantomeno di razionalizzare e riorganizzare la governance, secondo
principi di efficienza, di presenza di controllo di indirizzo da parte di quest'Aula, ma
soprattutto anche un no secco a tutto ciò che può essere tagliato, a tutto ciò che è
superfluo, a tutto ciò che può essere risparmiato. Questo nell'indirizzo di andare a
risanare veramente i conti e operare un rientro nel Patto di Stabilità che sia stabile, che
sia effettivo e che non sia improvvisato, senza allungare lo sguardo agli orizzonti che ci
aspettano oltre il 2013.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Nonostante questa ampia discussione, questi lavori serrati che ci hanno coinvolto per
tutta questa settimana, abbiano messo, anche grazie agli interventi del Sindaco, dei
tacconi, perché di tacconi si può parlare, ad un Bilancio che aveva degli oggettivi
problemi, se uno lo analizza sotto un certo aspetto, sembra il Bilancio di un'azienda che
è sull'orlo del baratro, un'azienda che sta sfiorando il fallimento.
Taglia tutto quello che può tagliare, aumenta il più possibile quelle che sono le entrate
ovviamente che si mette nella condizione di poter avere; abbiamo messo le aliquote
IMU più alte che questo Paese vede; abbiamo alzato l'addizionale Comunale del 3%,
abbiamo alzato la TARSU, abbiamo alzato la COSAP, tutto quello che era possibile
alzare, Torino l'ha portata al massimo consentito dalla legge.
Tutto questo, ovviamente, non può che essere una scelta discutibile, anche perché
vorremmo vedere poi, quando si andrà al consuntivo, quanti soldi sono stati realmente
spesi, perché il dubbio che noi abbiamo e che ovviamente potrà smentire soltanto il
Bilancio che ci porterete a fine anno, di come questi soldi sono stati spesi, è che ci sia
tanto fumo all'interno delle carte che ci avete consegnato e poi poca sostanza, ovvero
tanti numeri millantati e poi pochi che si potranno realmente spendere.
Vorremmo vedere come manterremo tutte quelle iniziative che gli altri anni hanno fatto
di Torino una città che si è distinta sul piano nazionale. Perché ovviamente, poi, senza
soldi, soldi che finora hanno messo i privati, non si può andare da nessuna parte.
Abbiamo tagliato tanti servizi sociali, che, in un momento così difficile, sono sempre
più fondamentali.
Il nostro voto non potrà essere che negativo, perché siamo sicuri che si poteva fare
molto di più, ma ovviamente l'arroganza di questa maggioranza di non condividere
quelle che sono le scelte fondamentali di questa Città non ha mai limite.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Come dice una canzone, si poteva fare di più, si poteva dare di più. Noi ci siamo trovati
in una situazione di dover deliberare questa IMU con tempi serratissimi, dove, sì, c'è
stato un minimo di collaborazione da parte sia del Sindaco, sia dall'Assessore, anche
grazie ad una quantità di emendamenti e di posizioni da parte della minoranza.
Torno a dire, io spero che si possa ancora correggere qualcosa nel tempo, perché in
effetti traspare, abbastanza evidentemente, che essendo le nostre aliquote più alte di
tutta Italia, il Comune di Torino ha cercato e cercherà di recuperare quelle che sono le
magagne di questo Comune.
Forse bisognava pensarci prima, forse non dovevamo arrivare a queste situazioni, dove
comunque si è guardato poco in faccia alla situazione reale della Città, dove ci sono
delle situazioni veramente marginali e precarie.
Quindi anche i piccoli sconti sono irrilevanti e irrisori, anzi sono quasi una beffa per chi
già dall'inizio dell'anno, dalla fine dell'anno non ha più il lavoro e quindi sulla casa può
dare poco, aveva già la prospettiva di perdere tutto all'inizio dell'anno, arrivano i
balzelli e quindi diventa una beffa nella beffa.
Quindi il mio voto sarà di astensione, non tanto perché non condivido questa formula e
non condivido anche la misura in cui è stata fatta, proprio di costringerci a dei tour de
force pazzeschi in questa settimana, ma forse bisognava prenderci più tempo e valutare
di più questo e sviscerare di tutto e di più.
Sicuramente questa maggioranza, al di là degli emendamenti che sono stati presentati,
più o meno ostruzionistici, comunque aveva già un intento preciso e sapeva già cosa
avrebbe fatto e sapeva già che saremmo arrivati a oggi comunque, se non ieri, salvo
incidenti di percorso, a deliberare per l'Aula questo progetto.
Quindi sicuramente l'impegno, anche da parte della maggioranza, della Giunta e
dell'Assessore sono stati un po' più attenti grazie al nostro intervento. Però, bisogna non
solo pensare ai fatti in casa e a coprire gli errori fatti in passato, le spese dei cittadini,
ma per il futuro pensare un po' di più, se siamo i rappresentanti della Città, essere un
po' più altruisti e un po' meno arroganti.
Quindi il mio voto sarà di astensione, non contrario, ma dobbiamo auspicarci qualcosa
di più serio per il futuro.
D'altronde, il mio intervento non è che si è così eclatante, ma il fatto che la stragrande
parte dei Consiglieri della maggioranza si stiano facendo gli affari propri, non
ascoltando e non avendo nessun rispetto per nessun tipo di Consigliere della minoranza,
denota quanta leggerezza c'è in tutto questo.
Ringrazio la maggioranza per l'attenzione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sarò breve, anche perché noi abbiamo già esposto in quasi mezz'ora, l'altro giorno, tutte
le nostre riflessioni su questo Bilancio.
Riassumendo, intanto partiamo dal punto che la situazione è veramente difficile e mi
sembra che il Bilancio la fotografi bene. Già, oltre tutto, arrivando a fare il Bilancio di
Previsione a metà dell'anno, ci si rende conto che questo sarà un mezzo anno ancora più
di lacrime e sangue del mezzo anno provvisorio che già abbiamo vissuto.
Per cui, la politica che è stata fatta, però, è stata semplicemente basata sull'aumento di
tutte le entrate, di tutte le tasse che si potevano aumentare e sostanzialmente fino al
massimo possibile e di tagli dei settori più critici, a cominciare dal welfare, che è stato
forse, secondo me, il settore più penalizzato da questo Bilancio, però la cultura, però
tante altre cose, l'unica cosa che non è ancora stata fatta sono quei tagli, sicuramente
non enorme nell'ammontare complessivo e non in grado di riequilibrare il Bilancio, ma
tagli di serietà e di sobrietà, che vengono continuamente richiesti a partire dal famoso
stipendio del portavoce del Sindaco, ma da tutte queste spese che onestamente rendono
difficile ai cittadini accettare poi i tagli ben più consistenti, quindi anche difficili forse
da compensare in questo modo, sul welfare e su tutti gli altri capitoli di spesa.
Però, notiamo che anche accettando la politica che è stata scelta per la formulazione del
Bilancio, restano però delle preoccupazioni non da poco. Nel senso che comunque
l'equilibrio di Bilancio si regge su delle entrate straordinarie molto significative, quindi
sia la speranza di rientrare nel Patto di Stabilità, sia anche proprio la spesa corrente per
certe parti, si regge su entrate straordinarie, in particolare da una parte la svendita, direi,
delle partecipate e dall'altra le aste immobiliari, su cui siamo piuttosto preoccupati, dato
che siamo a giugno, ancora non sono partite e dovrebbero portare 25 milioni di Euro entro
fine anno per ribilanciare la spesa corrente.
Tra l'altro, devo dire che anche sulla politica di spesa, per quel poco che come
Consiglio Comunale eravamo usciti a fare, magari anche in qualche caso insieme alla
maggioranza, per cui il caso che noi citiamo è quello della tassa di soggiorno, che
avevamo anche votato, con un ammontare previsto di entrata di 6 milioni di Euro e
mezzo, che doveva andare a finanziare la cultura ed il turismo, di questi soldi
sostanzialmente si è persa traccia, sono andati nel calderone generale e quindi non ci
pentiamo di quello che abbiamo fatto, però a fronte di questo desiderio, anche
costruttivamente, realizzando che i soldi non crescono sugli alberi, di dire: sosteniamo
una nuova tassa, perché ci sembra finalizzata e credibile. Poi, in realtà, questa è finita
nel calderone generale e l'effetto che si voleva ottenere non è stato tenuto.
Chiuderei risollevando la questione di metodo molto velocemente. Ormai abbiamo
battuto in tutti i modi sul fatto che è stato molto difficile, anzi impossibile, per le
opposizioni presentare proposte di merito sensate, che non fossero soltanto uno spot
buttato lì, dicendo: diamo 10.000 Euro in più alla cultura per poter dire che abbiamo
dato dei soldi in più alla cultura.
Per cui, un lavoro serio non è stato possibile. Speriamo si possa fare l'anno prossimo e
anche la nostra mozione di accompagnamento è relativa soltanto a questi aspetti di
metodo e quindi speriamo che possa poi anche essere accolta, se non nel voto, almeno
nello spirito, per avere, l'anno prossimo, un pochino più di calma e ragionare come
Consiglio Comunale tutti insieme per fare un Bilancio più condiviso.
Però, l'ultima cosa che vorrei dire è relativa non soltanto alla condivisione con i
Consiglieri, ma anche la condivisione con la cittadinanza. A me la cosa che ha colpito è
che c'è stata pochissima condivisione con la cittadinanza delle scelte difficili anche di
questo Bilancio e che forse sarebbero un po' meno difficili se si fosse creata nella Città
la condivisione sociale per sostenerle, magari anche chiedendo alla Città quali erano le
cose prioritarie e le cose meno prioritarie, che invece sono state decise da un numero
molto limitato di persone, dalla Giunta e un po' con l'interazione dei Consiglieri di
maggioranza, ma devo dire poco, perché l'impressione da fuori è che anche i
Consiglieri di maggioranza non abbiano avuto grandissime possibilità di influire su
questo Bilancio.
Per cui, da questo punto di vista forse bisognerebbe veramente ripensare alla filosofia
con cui si fanno i bilanci degli Enti Pubblici, perché dovrebbero essere i cittadini ad
avere perlomeno il potere di indirizzo ultimo, magari ancora più elevato, ancora più a
grandi linee di quello del Consiglio Comunale, però il potere di dire che secondo la
cittadinanza magari il welfare è un pochino più importante di una serie di altre cose su
cui, invece, i fondi sono stati mantenuti.
Quindi, scusate, il voto ovviamente sarà contrario.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Moretti.

MORETTI Gabriele
Molto brevemente. Noi vogliamo ringraziare il Sindaco Fassino che sta dimostrando
grande impegno nel governare una situazione che per tutti noi è chiaro essere molto
difficile e nel saper mettere a nostra disposizione la sua esperienza e il suo equilibrio nel
mantenere, nonostante una evidente scarsezza di risorse, degli equilibri sostanziali nel
progetto del 2012 per questa Città.
In particolare, poi, lo ringrazio per il modo anche un po' nuovo di interloquire con i
Gruppi di maggioranza e in particolare per aver accettato una serie di suggerimenti
nell'ambito della delibera e dei maxiemendamenti.
Ci tengo a fare una riflessione, che forse è banale, ma che non è scontata, sul fatto che
stiamo votando un Bilancio Preventivo. Cioè noi adesso stiamo lavorando, giorno e
notte, da due o tre giorni, senza contare tutte le ore consumate in Commissione nei mesi
precedenti, per deliberare uno schema fatto di numeri, che rappresenta una strategia, e
nel merito ringrazio Passoni, l'Assessore, che è riuscito a sintetizzare con dei numeri
delle scelte molto complicate, una strategia fatta di tante azioni utili a raggiungere poi
un risultato.
Questo è un budget, lo ha detto bene il Consigliere Bertola, anche se mi sarei aspettato
da un rappresentante dei cittadini un atteggiamento un po' diverso, nel senso che questo
budget, una volta votato, è il budget della Città, quindi dei torinesi.
Allora, io credo che sia giusto, forse in modo un po' più anglosassone, collaborare poi
tutti affinché questo budget accada, perché se questo budget non accade, probabilmente
la Città subirà dei danni.
Quindi invito veramente tutti a considerare che il mondo è cambiato. In questi giorni
sicuramente anche voi avete detto alla vostra famiglia, ai vostri amici che state fino alle
tre in Consiglio Comunale ad ascoltare degli interventi che hanno poca attinenza con la
realtà che c'è là fuori e tutti vi diranno: \"Ma è una follia!\". E forse voi stessi, noi stessi
sappiamo che molto spesso tutto quello che si fa qui dentro ha poca attinenza con la
realtà.
Bene, in questo mondo che cambia, dove i ricavi di un Comune, o la sostanza del
budget deriva da fatti che non dipendono al 100% da noi - l'ha detto poco fa qualcuno
nel suo intervento -, tipo la dismissione delle partecipate, o la dismissione di immobili e
via dicendo, credo che sia davvero importante cambiare un po' anche noi.
È un'esortazione che può apparire generica, ma penso che possa essere anche
concretizzabile in qualche iniziativa.
Io penso che uno degli aspetti importanti di questo Consiglio sia che i Capigruppo
hanno un'età media inferiore ai quarant'anni, con un Sindaco più maturo, con più
esperienza. Allora io dico, perché non proviamo, in questo mondo che cambia, in cui i
ricavi del budget del Comune sono incerti, tutti insieme fare in modo che si realizzino?
Mi sembra una cosa naturale.
E con questo non voglio neanche dire che l'opposizione ha fatto male a fare
ostruzionismo, semplicemente l'opposizione ha usato i suoi strumenti, gli strumenti
noti, le regole del gioco per farsi sentire.
Ma io credo che un po' il nostro dovere... io mi metto fra i \"quasi giovani\", sia quello
forse di provare a cambiare le regole. Siamo qui, possiamo deciderlo. Proviamo a
ragionarci in quest'anno, se si riesce davvero, tutti insieme, a pensare ad un modo
nuovo per far partecipare anche l'opposizione all'attività democratica, senza ricorrere a
questi metodi che veramente conosciamo tutti da vent'anni e facendo un primo passo
innovativo.
Giustamente Ricca prima dice: \"Io ho fatto tanti emendamenti, voi alla Camera avete
fatto tanti emendamenti\". Innovare vuol dire fare il primo passo, potremmo essere noi
quelli lì.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Porcino.

PORCINO Giovanni
Cercherò di essere rapido per non sottrarre spazio ai Colleghi nel commentare questo
Bilancio di Previsione, che rappresenta sostanzialmente il principale elemento di
programmazione politica e amministrativa per il nostro Comune.
È stato ribadito anche nel corso degli interventi che mi hanno preceduto, nel corso del
dibattito, credo ampio ed approfondito, che si è svolto in questi giorni, come ci troviamo
di fronte ad una crisi che ormai è strutturale, non più solo congiunturale, nella quale si
inseriscono anche le politiche legislative nazionali da parte dello Stato centrale, che non
sempre aiutano gli Enti Locali, i Comuni in particolare, fornendo degli strumenti idonei
per fronteggiare la crisi stessa.
Dico questo nella misura in cui - l'abbiamo visto in particolar modo rispetto all'IMU -
di fronte alla necessità che incombe sugli Enti locali di tagliare la spesa, di far fronte
alla necessità che incombe sui Comuni di tagliare la spesa, di far fronte al risanamento,
lo Stato centrale riserva per sé la maggior parte delle nuove entrate, facendo sì in questo
modo che il Comune si trovi in difficoltà a fronteggiare la crisi, nel caso dell'IMU
l'abbiamo visto in particolar modo, un caso in cui al Comune è riservato di fatto il ruolo
di esattore per conto dello Stato, riservandosi solamente la leva incrementale, che di
fatto sull'aliquota fa sì in qualche modo che si sopportino anche gli effetti negativi sui
cittadini di un'opera di riscossione, che sicuramente rispetto alle categorie più disagiate
ed esposte alla crisi, risulta antipatica per i Comuni.
All'interno di questo contesto credo che non dobbiamo dimenticarci, come il Comune di
Torino abbia una difficoltà ulteriore, nel caso particolare, dovuta al suo ingente debito
che - come ha illustrato brillantemente l'Assessore Passoni nel corso del suo intervento
poi ripreso dal Sindaco due giorni fa - è un debito dovuto ad investimenti decisi ad
opera delle Amministrazioni precedenti nel corso delle passate consiliature, che ha fatto
sì che oggi potessimo avere la Città che conosciamo con la realizzazione di grandi
opere, che l'Assessore stesso ha definito avere una valenza secolare e che però oggi ci
pongono in condizione di dover far fronte ad un debito ingente.
Credo che, alla luce di questo contesto, sia ancora più apprezzabile l'azione svolta da
questa maggioranza che da un lato - e in questo caso mi corre l'obbligo fare una piccola
polemica nei confronti del Consigliere Ricca - è stata in grado di garantire il rispetto di
tutti quei principi contabili, che presiedono alla corretta predisposizione del Bilancio,
questo a dispetto di quanto è stato ribadito circa un bilancio da galera, addirittura mi
sembra di ricordare sia stato definito, garantendo qualche modo, in conformità, in
ottemperanza a quanto richiesto dalla Corte dei Conti, nell'esercizio della sua azione
ordinaria di controllo, un equilibrio di parte corrente con il finanziamento - l'ha rilevato
bene il Sindaco nel corso del suo intervento - delle spese ripetitive con entrate ripetibili,
eccezion fatta solo per il caso di quest'anno per la sanzione derivante dal Patto di
Stabilità.
Credo pertanto, Presidente, che l'azione di questa Amministrazione, di questa Giunta in
particolare, sia risultata positiva, abbiamo affrontato sicuramente delle difficoltà, penso
per esempio al caso dei servizi educativi, casi però nei quali la maggioranza ha
dimostrato di avere le capacità per razionalizzare il servizio, sempre in un contesto di
controllo pubblico e sempre garantendo un alto standard di qualità dei servizi erogati.
Credo che anche dalla visione dell'approfondimento dei documenti allegati al Bilancio,
in particolar modo della relazione di accompagnamento, sia evidente anche come questa
maggioranza e questa Amministrazione abbiano una organizzazione e una visione dello
sviluppo futuro di questa Città, anche rispetto a temi poco trattati nel corso del dibattito.
Penso alla "Torino Internazionale", che in qualche modo permette di volgere lo sguardo
per alcuni temi più di dimensione internazionale verso l'Europa, o ancora la Città
metropolitana, per esempio, in modo da trattare dei temi che interessano tutti i Comuni
dell'area in maniera unitaria e quindi più efficiente.
Mi avvio a concludere, Presidente, ritenendo che pertanto l'azione di questa Giunta sia
stata apprezzabile e, da parte mia, credo sia impossibile non rilevare come abbia svolto
anche a volte un ruolo delicato, coraggioso nell'adottare i provvedimenti impopolari,
che però credo siano connaturati nell'esercizio stesso della funzione di un
amministratore in momenti difficili come questo, producendo delle azioni che magari
dispieghino poi gli effetti positivi nell'arco di un periodo temporale più lungo.
Detto questo, annuncio, Presidente, non prima - mi stavo dimenticando colpevolmente -
di aver ringraziato per il lavoro svolto la Giunta, in particolare il Sindaco e l'Assessore
Passoni, tutti i Colleghi di maggioranza, e come mi segnala il Presidente Mangone, non
con tono canzonatorio, ma in maniera sentita, il Presidente della Commissione
competente, Altamura, che svolge credo un lavoro spesso oscuro e poco riconosciuto,
ma preziosissimo e annuncio il mio voto favorevole convintamente a questo
provvedimento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Noi siamo stati impegnati tre giorni con - devo dire - alterne fatiche nell'approvare
questo Bilancio e - come ci dicevamo, quando abbiamo cominciato, poi c'è stato un
confronto muscolare fra maggioranza e opposizione, ma poi anche con la capacità di
trovare alcuni punti di confronto - quando abbiamo cominciato tre giorni fa, lo abbiamo
fatto discutendo anche molto della situazione, in cui ci troviamo. E io credo che è da qui
che dobbiamo partire.
Non credo sia banale trovarsi a discutere il Bilancio di una Città, grande o piccola, nella
situazione internazionale come quella che è data, o meglio, non è data, perché cambia di
giorno in giorno e per certi versi si drammatizza di giorno in giorno, con un quadro del
Paese che è sempre più difficile.
È dichiarazione di oggi, la Confindustria che parla addirittura dell'equivalente del peso
economico di una guerra, di un conflitto rispetto alla situazione economica del Paese,
soprattutto la situazione occupazionale, e per un quadro del nostro territorio che è
particolarmente delicato, sia rispetto alla situazione sociale, ma soprattutto a quella
economica e lavorativa.
Per questa ragione, io credo che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo fatto un buon
lavoro, come Consiglio Comunale, e facciamo una buona scelta - e quindi anticipo il
nostro voto favorevole al Bilancio - a dare il via a quello che è un Bilancio che - come
dicevamo nelle premesse - non è soltanto un atto economico, ma è lo strumento
attraverso il quale proviamo a tener ferma la discussione, in un momento in cui tutti gli
elementi si muovono.
Noi ci troviamo a giugno in parte con le risorse già impegnate, ci troviamo a giugno con
la Regione Piemonte, quindi il legislatore del territorio, che ha approvato il suo Bilancio
da pochissimo tempo e quindi ci troviamo di fatto a metà dell'anno in una situazione in
cui il Comune e la Regione si trovano in una situazione di trattativa su diversi
argomenti. Io penso, per esempio, al tema del welfare che è uno dei temi più delicati.
Ci troviamo in una situazione, in cui non sapremo quali saranno i tassi di interesse con
cui dovremo confrontarci nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Cioè in altri
termini, noi ci troviamo a governare quella che è una vera e propria macchina impazzita.
Credo per questo che sia importante non tanto la dimensione economica, finanziaria di
questo Bilancio, ma soprattutto la dimensione politica e di fiducia.
Stiamo guadagnando tempo, stiamo guadagnando spazio per permettere alla politica di
questa Città, per permettere alla politica di questo territorio di affrontare la crisi.
Ma questo spazio, e soprattutto questa scelta di fiducia - ce lo siamo detti l'altro giorno,
lo ripetiamo - non è a scadenza illimitata, perché è chiaro che nei prossimi mesi, nelle
prossime settimane valuteremo, ci troveremo a vedere se le scelte che facciamo, si
avvereranno o meno, se l'azione che mettiamo in campo è efficace o meno, se le idee
che macineremo, se le idee che costruiremo hanno efficacia o meno.
Io credo - e qui li voglio ringraziare - che la Giunta e l'Assessore Passoni abbiano fatto
un buon lavoro. L'altro giorno ha impressionato vedere come l'Assessore provava a
connettere gli elementi e la situazione internazionale con il quadro torinese. Anche il
livello, se volete, del dibattito è stato un livello molto elevato.
Devo ringraziare - lo hanno fatto già tanti, però permettete di farlo anche a me - il
Presidente Altamura per essere riuscito, per quanto possibile, a domare la volontà del
Consiglio di discutere e averla trasformata questa volontà, in particolare della
maggioranza, questa vivacità della maggioranza in alcuni emendamenti che poi sono
diventati quelli, che hanno dato un po' la cifra a questo Bilancio. Perché se è vero che la
dimensione più importante delle entrate di questo Bilancio, è la tassazione legata
all'IMU, è anche vero che gli interventi più importanti che questa maggioranza ha
apportato a questo Bilancio, sono sicuramente quelli relativi all'intervento sull'IMU
stessa.
Vedremo se questi interventi saranno sufficienti per raggiungere quella che è la sfida
principale, che ci troviamo di fronte, la tenuta della coesione sociale della Città.
Io credo che questo sia tutt'altro che scontato. Credo che sarà fondamentale verificare
nei fatti, se l'enunciato di principio importante che il Sindaco ha dato nel tracciare
l'orizzonte, cioè quello di dire: affrontiamo la crisi in una Città che non è piegata dalla
stessa e in cui il nostro Ente, il Comune non vuole dismettere il patrimonio di servizi e
di forze e di interventi, che abbiamo sempre messo in campo. Magari ridisegnandoli, ma
senza dismetterli.
Io lo dico - e lo dico in conclusione di questa mia dichiarazione di voto - questo non è
scontato. Ieri mi trovavo con la Collega Centillo a casa di una di quelle persone, che è
oggetto della discussione della delibera sul welfare.
Mi trovavo in quella casa davanti ad una persona, in particolare penso due persone che
hanno una figlia di trentasei anni, che è una ragazza che ha una gravissima
malformazione fin dalla nascita, cioè una donna di 62 anni che da 36, cioè da quando ne
aveva 26, vive in casa con la figlia e rappresenta forse la forza più forte di welfare di
questa Città. Una famiglia che ha un reddito di 2000 Euro, 1400 Euro lui, 450 Euro lei,
400 Euro di accompagnamento, 2300 Euro e che paga 492 Euro di affitto. Oltre a spese
varie, per oltre 300 Euro, per assistere questa persona.
Quella è una delle persone che noi tocchiamo, che abbiamo toccato con una delle
delibere delle ultime settimane. È uno di quei casi di cui discuteremo a partire dalle
risorse, che abbiamo assegnato a questo Bilancio.
È uno dei punti dove si situa la linea della nostra discussione. Di là c'è una richiesta che
noi facciamo a quella famiglia di 250 Euro e quindi c'è quella che è sostanzialmente
una soglia di povertà, di qua invece c'è il mantenimento di quel sistema di servizi.
Io credo che questa è una sfida - e sono d'accordo con te, Sindaco - questa è una sfida
che possiamo vincere e possiamo farlo insieme. Possiamo riuscire a trasformare ancora
una volta la nostra Città, senza lasciare qualcuno indietro, a patto che gli accordi, la
capacità di discutere fra di noi continui ad essere vivace, ma efficace, gli accordi siano
esigibili e a patto anche che non ci sia...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

CURTO Michele
Un tentativo di chiusura da parte delle elite di questa Città, rappresentate o non
rappresentate in questo Consiglio Comunale, perché se è vero che diamo atto ad un
processo dismissivo e di privatizzazione - ho finito - è anche vero dall'altra parte che
questo processo potrebbe rappresentare per qualcuno un'opportunità di arricchimento.
Noi invece crediamo che questo debba rappresentare, per la nostra Città, la possibilità di
passare la crisi senza mettere in discussione la coesione sociale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Per sdrammatizzare, viste le tante ore che abbiamo trascorso sul Bilancio, io non
inizierò ovviamente ringraziando il Presidente Altamura, ma ringrazierò per le 76 ore e
per i 36 incontri in Commissione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie
Silvio, hai anche tu un po' nel DNA qualcosa che lo ricorda...
Ringrazio invece i Consiglieri per il lavoro che è stato fatto. E, guardate, non era
scontato, perché, al di là del fatto che è un Bilancio di emergenza, non era scontato
intanto riuscire a pareggiare questo Bilancio, intanto non era scontato che lo sforzo da
parte di tutti, ad iniziare dal Sindaco e dalla sua Giunta, dall'Assessore Passoni e dai
suoi Uffici, dal Collegio dei Revisori che voglio ancora ringraziare, e da tanti, tanti
cittadini che a questo Bilancio hanno partecipato, a volte mi permetto di sottolineare,
anche in condizioni critiche, perché aggrediti da comunicazioni mediatiche, frutto anche
spesso di dialettica politica in alcuni casi sterile, potesse raggiungere l'obiettivo sperato.
Ecco, se vogliamo imparare dai nostri errori - lo dico a tutti, maggioranza e minoranza -
forse per il prossimo anno un elemento che deve essere usato per recuperare anche una
fiducia è la riflessione che, in questo momento, tante situazioni, non ultimo una crisi
economica e sociale gravissima, stanno mettendo a rischio sia nel rapporto con
l'Amministrazione, in generale con la classe politica, e più in generale anche con tutte le
Istituzioni, la destrutturazione dei corpi sociali intermedi che è solo uno degli esempi
più significativi di ciò che stiamo vivendo e degli orizzonti cupi che ci aspettano.
Io ringrazio ovviamente il lavoro che è stato fatto dalla Giunta, dal Sindaco, ma
soprattutto ringrazio le minoranze che, al di là dei ventimila emendamenti, hanno dato
in Commissione, tutti i Gruppi nessuno escluso, i loro Capigruppo in modo particolare,
un contributo alla discussione importante. E la cifra di quel contributo non sono
sicuramente le ore dedicate alle Commissioni e i numeri di sedute.
Ringrazio il Gruppo del Partito Democratico e la maggioranza, perché tutti i Consiglieri
- nessuno escluso - si è fatto carico anche, in un momento di grave difficoltà, di forte
dialettica anche con la Giunta in alcuni casi, di trovare gli strumenti, perché il Sindaco
in modo particolare, raccogliesse e portasse a conclusione una mediazione che ci
permette di intervenire in calcio d'angolo - perché questo è il termine corretto che
dobbiamo usare - per portare comunque a compimento un percorso, che era un'iniziale
fase emendativa e che, per le note vicende, non ha potuto concludersi in un certo modo,
ma ha trovato comunque una conclusione, che io mi auguro per il prossimo anno possa
essere ulteriormente anticipata e rendere così ulteriormente risposte proprio a quei
mondi, a quei luoghi, ideali e morali, che stiamo cercando di difendere, dal welfare, allo
Stato sociale, ai più deboli, agli ultimi che ha citato il Capogruppo Curto e altri
Colleghi, come Moretti e Porcino.
Ma più in generale una Città che su alcuni temi non ha avuto risposte. Io concordo,
almeno parzialmente, con quanto è stato detto dal Capogruppo Tronzano.
Io credo che, da questo punto di vista, sono tantissimi i fatti positivi che emergono da
questa Relazione che ha fatto l'Assessore Passoni a conclusione ovviamente del
percorso di presentazione del Bilancio Preventivo 2012, soprattutto per quanto riguarda
l'analisi delle competenze e anche per aver dato particolarmente spinta ad un cambio di
marcia, ad un'accelerazione, anche se io credo che ulteriormente si potrà implementare
questo cambio di marcia, questa accelerazione anche rispetto al lavoro che la Corte dei
Conti ha fatto. E non solo, ma anche rispetto ad un percorso che doveva probabilmente
iniziare non oggi, non ieri, ma qualche anno fa, vedasi gestione residui attivi e passivi e
uso di entrate straordinarie e non ripetitive.
Io l'ho detto recentemente proprio in Aula, quando si è parlato di un programma di
mandato amministrativo di un altro Sindaco, che ha preceduto l'onorevole Fassino, il
nostro Sindaco attuale, e quando si parlava di holding delle nostre partecipazioni
mobiliari ed immobiliari, quel tema ha sicuramente avuto alcune problematiche anche
politiche, che hanno minato ovviamente il percorso.
Quindi non stiamo inventando nulla, al di là del fatto che stiamo anche applicando delle
leggi nazionali e nessuno mi toglierà dalla testa che non stiamo svendendo, bensì stiamo
ragionando in un'epoca nuova.
È passata un'era geologica rispetto a pochi anni fa, l'ha detto anche l'Assessore,
solamente nell'ultimo anno - se non ricordo male - dallo Stato avremo 158 milioni in
meno di trasferimenti, avremo 130 milioni di trasferimenti dallo Stato con un Patto di
Stabilità che in questi ultimi anni si è ulteriormente irrigidito, con una stretta sulla
finanza pubblica.
L'ha citato il Sindaco, anzi nell'intervento il Sindaco ha anche ricordato come
l'epicentro della crisi economica mondiale - ha fatto un paragone con il 1929 - con
l'epicentro ovviamente allora negli Stati Uniti, anche se la chiave di lettura, secondo
me, più corretta che poi portò ovviamente anche alla crisi europea, ma soprattutto alla
seconda guerra mondiale, fu che il default nacque dalla Prima Guerra Mondiale e
ovviamente dalla copertura che fece la banca americana e tutti gli istituti di credito
americani rispetto al grandissimo debito francese e tedesco.
Il tema vero è che la crisi economica che ci sta colpendo, ha radici più antiche. Dal 2008
la crisi Lehman Brothers nasce in America negli Stati Uniti, è finanziaria ed economica
sicuramente, non strutturale ma diventa strutturale.
Noi avremo davanti sicuramente ancora molti anni, in cui pagheremo un prezzo
altissimo sia sotto l'aspetto della recessione, quindi della non crescita rispetto al
prodotto interno lordo, e soprattutto rispetto alla disoccupazione in aumento
esponenziale.
Tema che tutte le forze anche della minoranza, dei Capigruppo, ma anche il
Capogruppo Ricca, hanno citato, il tema della disoccupazione, il tema della mancanza
di lavoro è un tema drammatico, a cui questa Città dovrà dare delle risposte e quindi
un'accelerazione da questo punto di vista sarà necessario per rispondere a domande
sempre più drammatiche.
Per esempio, nella Relazione all'Assessore Passoni, che io ho apprezzato, anche se non
basta citare Luigi Einaudi, nella parte conclusiva, rispetto al Piano Triennale delle opere
pubbliche, ci sono alcuni elementi che ci permettono di valutare quali saranno gli
interventi futuri, ma io credo che questo aspetto debba essere legato anche ad un quadro
più generale, che forse non emerge in modo così chiaro e forte, che deve riguardare le
attività produttive, le imprese e le industrie.
Alcuni punti che mi permetto di sottolineare ovviamente - e vado alla conclusione -
riguardano sicuramente la riduzione della spesa. È stato fatto un grande lavoro,
Assessore, gliene do atto.
Così come anche il fatto che la riduzione della spesa per il personale nel triennio che,
unitamente ad altri interventi di contenimento dei costi, riduce la rigidità della spesa
corrente.
Questo è un elemento importante, così come è un'inversione di tendenza rispetto agli 80
milioni di Euro in meno sull'indebitamento. Questo elemento sicuramente rende
credibile questo che è il primo atto di un lungo percorso di risanamento.
È il primo atto questo Bilancio, la vera sfida che ci aspetta è il rientro nel Patto di
Stabilità. Dentro i 157 milioni in meno, che questa Città non riceverà dallo Stato, ci
sono i 30 milioni di sanzione per il Patto di Stabilità.
Quindi nel ringraziare ovviamente l'Assessore per il lavoro fatto, tutti gli Uffici, la
maggioranza e il Consiglio, ed è un ringraziamento sincero, guardate, non di rito, perché
in quest'ultimo mese credo che in Commissione il lavoro che si è fatto, è stato enorme,
forse nell'aspetto emendativo, al di là della contrapposizione ideologica e strumentale
necessaria comunque, anche alcuni emendamenti per il futuro potranno essere condivisi,
come è già stato fatto in passato per altre importanti deliberazioni.
Pensate soltanto alle nostre dismissioni di quote a titolo oneroso delle Partecipate, molto
lavoro è stato fatto non solo sulle mozioni di accompagnamento, ma proprio sugli
emendamenti condivisi fra maggioranza e minoranza.
Quindi il nostro voto sarà convinto, sentitamente convinto e convinto non con una
delega in bianco, ma proprio perché abbiamo davanti mesi estremamente importanti e
delicati, dove ulteriormente dovremo implementare il lavoro, che è stato fatto e
un'inversione di tendenza - è evidente - non può che avere oggi un primo passo e
proseguire in questa direzione con trasparenza e decisione.
Nella difesa del welfare, che ovviamente ha fatto parte di uno dei temi che il Partito
Democratico ha affrontato e risolto, credo anche bene, rispetto alla mediazione del
Sindaco, che ringrazio ancora, perché è proprio attraverso quella mediazione che
abbiamo portato a compimento un percorso che sarebbe stato molto più accidentato
altrimenti.
Quindi, nel ringraziare tutti i Consiglieri, io mi auguro che proprio questa delega, che
non è in bianco, ci permetta di proseguire questo cammino, anche nella comunicazione
migliore alla città.
È un tema che abbiamo affrontato in Commissione: nella comunicazione alla città io
credo che un salto di qualità debba essere fatto e, da questo punto di vista, il Partito
Democratico darà tutto il suo sostegno alla Giunta e al suo Sindaco.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Avendo già, in un intervento precedente, richiamato gli elementi sostanziali e il quadro
generale entro cui si colloca il Bilancio che stiamo per approvare, vorrei richiamare a
conclusione di questo dibattito soltanto alcune considerazioni di ordine generale, che
rendano ancora una volta chiaro qual è la strategia che noi intendiamo perseguire e che
questo Bilancio imposta e avvia.
Naturalmente anch'io, prima di entrare nel merito, desidero ancora una volta ringraziare
l'Assessore Passoni, il Presidente Altamura, tutti i Consiglieri, quale che sia il Gruppo a
cui appartengono, sia i Consiglieri di maggioranza, che hanno sostenuto con
convinzione questo bilancio, sia i Consiglieri dell'opposizione, che hanno concorso, in
ogni caso, con i loro interventi e le loro proposte ad un dibattito, che io credo sia stato
utile e capace di rendere ciascuno di noi più consapevole delle sfide che abbiamo
davanti.
Io penso che quello che stiamo facendo non sia (in questo non condivido il giudizio che
è stato espresso da un Consigliere di opposizione) un Bilancio con il fiato corto, perché
questo non è un Bilancio che esaurisce la sua portata entro l'orizzonte temporale del
2012. Questo è un Bilancio che ovviamente regola la gestione della finanza Comunale
per il 2012, ma imposta una strategia che va oltre questo termine temporale; delinea una
strategia di medio periodo, con la quale realizzare un triplice obiettivo: il risanamento
dei conti pubblici, il mantenimento di un'alta qualità dei servizi sociali come condizione
per realizzare obiettivi di equità e di ridistribuzione e la creazione di condizioni per il
rilancio dello sviluppo e della crescita della città.
Sono tre obiettivi che per noi sono inscindibili, e il Bilancio che tra poco sarà votato, si
sforza di corrispondere a questi tre obiettivi.
Si avvia cioè una strategia, che investirà anche i Bilanci dei prossimi anni; si mettono
delle basi solide non solo per l'oggi, ma anche per il domani; si creano le condizioni per
rientrare nel Patto di Stabilità e dare un quadro di maggiori certezze e serenità alla
nostra attività.
Quali sono gli elementi che caratterizzano questa strategia? Primo, risanamento. Il
risanamento è conseguito con più azioni. Intanto si spezza la spirale dell'indebitamento.
Io vorrei ricordare che la Città di Torino, per una scelta segnata per molti anni da
politiche di investimento che ho più volte detto essere stati utili alla Città, in ogni caso
ha visto crescere il proprio indebitamento dal 1998 fino al 2011 costantemente.
Noi con questo Bilancio, anticipato già da alcune scelte fatte con il Bilancio 2011,
invertiamo questa tendenza. Spezziamo la spirale di una crescita costante
dell'indebitamento e ci proponiamo un obiettivo che è cominciato nel 2011, si consolida
nel 2012, ma proseguirà anche negli altri e futuri esercizi, ecco perché dico che si va
oltre, come impostazione, all'orizzonte temporale del 2012, volto a ridurre
l'indebitamento.
Una riduzione dell'indebitamento che conseguiamo con una riduzione di 85 milioni,
come esito delle modalità con cui il pareggio del Bilancio viene conseguito, a cui si
aggiungeranno le risorse, che ricaveremo dalla politica di cessione di quote di
partecipazione, che ci consentiranno, in modo ancor più significativo, di ridurre
l'indebitamento della Città.
Secondo punto. La politica di risanamento si sta conseguendo dando al Bilancio
carattere strutturale. E la strutturalità del Bilancio è data dal fatto - come abbiamo più
volte è ritornato nel nostro dibattito - che questo bilancio presenta una sola voce di
entrata una tantum straordinaria, a fronte di una voce di spesa che noi consideriamo una
tantum, ma avendo l'obiettivo di rientrare nel Patto di Stabilità, che è la penalizzazione
del Patto.
Tutte le altre voci di Bilancio sono di carattere strutturale e soprattutto le voci di entrata
sono ripetibili.
Questa non è una cosa di poco conto, perché costruire Bilanci il cui equilibrio sia
affidato a manovre straordinarie di una tantum, significa ogni anno essere in una
condizione di precarietà e ricominciare ogni anno a ricercare condizioni di stabilità e di
solidità.
Avviarsi sulla strada di dare al Bilancio una strutturalità è la garanzia che noi saremo in
grado di onorare gli impegni che assumiamo, non soltanto oggi ma anche domani. E
questo è un fatto politicamente e concretamente significativo.
Terzo. L'equilibrio di bilancio è stato realizzato intervenendo, per un terzo, con
riduzioni di spesa su spese correnti, perché l'intervento sul costo del personale,
l'intervento su forniture e appalti, l'intervento su beni e servizi, l'intervento
sull'organizzazione della Macchina Comunale e una serie di altri interventi di riduzione
di spesa sono sulla spesa corrente.
Abbiamo fatto una riduzione di spesa corrente, nonostante 157 milioni in meno di
trasferimenti statali, e senza intaccare la qualità dei servizi.
Io sento parlare di tagli, ma vorrei sapere dove sono i tagli, perché non c'è un solo
servizio in campo educativo che noi abbiamo messo in discussione. Gli asili nido, le
scuole materne, i servizi educativi sono tutti esattamente quelli che ci sono e ci saranno
con la ripresa dell'anno scolastico. I servizi sociali di welfare sono tutti garantiti da
nuove erogazioni. Abbiamo rimodulato le tariffe, modalità di erogazione, ma non ci
sono servizi che vengono meno.
Dopodiché si accusa l'alta fiscalità. È vero che abbiamo adottato un'alta fiscalità, ma
un'alta fiscalità è esattamente per non fare i tagli. Perché se non avessimo fatto ricorso
ad un'alta fiscalità, sì saremmo stati costretti a ridurre le prestazioni.
Prestazioni di nessun tipo si riducono. Non si riducono prestazioni in campo educativo,
non ci sono riduzioni di prestazioni nel campo del welfare, non ci sono riduzioni di
prestazione nel campo dei trasporti pubblici locali, non ci sono riduzioni nell'offerta
culturale.
C'è una rimodulazione in alcuni casi di tariffe, cioè di costo, non di erogazione; e in
altri casi, in particolare per i nove asili nido che abbiamo dato in concessione, di
modalità di erogazione. Ma tagli sull'offerta di servizi ai cittadini non ce ne sono.
Io credo che questa sia stata una scelta. Potevamo farne un'altra, potevamo decidere che
una serie di servizi si chiudevano e forse magari fare 0,10 in meno di IMU. Abbiamo
fatto una scelta e io la difendo, perché preferisco espormi al rischio di un'aliquota
leggermente più alta di altre Città, ma garantire che tutto ciò di cui i cittadini
beneficiano possano continuare a beneficiare, che non pregiudicare, compromettere o
addirittura tagliare i servizi.
Noi stiamo accompagnando questa manovra di Bilancio ad un'azione particolarmente
impegnativa nel campo della gestione delle nostre società partecipate. L'apertura delle
nostre società a capitali privati, con la cessione di quote detenute dalla Città, che
peraltro corrisponde in alcuni casi a dei vincoli di legge, non soltanto a delle esigenze
nostre, ma che naturalmente sono motivate in primo luogo da esigenze nostre, anche
questa è una strategia che non si esaurisce soltanto con quello che faremo nel 2012, ma
delinea una strategia di medio periodo, che rimodula e riorganizza il sistema delle
partecipate, il rapporto tra pubblico e privato nel campo dei servizi.
Per queste ragioni, io penso che il Bilancio che noi stiamo per approvare, sia un
Bilancio credibile, solido, affidabile. Mi auguro, come ci auguriamo tutti, che il
principale tributo che sostiene questo Bilancio, che è IMU, possa determinare un gettito
più alto di quello su cui sono state costruite le previsioni, e dunque è stato costruito il
Bilancio, perché in questo caso potremmo disporre con maggiore elasticità di risorse
aggiuntive, facendo gli interventi correttivi che saranno necessari, ispirati anch'essi dal
criterio dell'equità.
Io penso che questo sia un Bilancio a cui, onestamente, si debba riconoscere di essere
ispirato da grande serietà nell'impianto, da grande trasparenza nelle modalità con cui lo
si è costruito e lo si vuole gestire, e da una chiarezza di proponimenti e di obiettivi
(risanamento, equità e sviluppo) che delineano non una manovra di breve periodo
tattica, o contingente, ma un modo di guardare alla nostra azione amministrativa di
carattere strategico e di medio periodo.
E corrisponde questo Bilancio a quello che più volte ho detto e ribadisco qui a
conclusione di questo nostro dibattito. Torino vive, come vive qualsiasi altro territorio
italiano, e non soltanto italiano, una crisi forte e acuta. Questa crisi forte e acuta ci mette
di fronte a uno scenario diverso da quello nel quale siamo vissuti fin qui; il che significa
che d'ora in avanti cose che ieri si facevano come scontate, non lo sono, e
probabilmente non tutto quello che si è fatto fino ad oggi, potrà essere o fatto nello
stesso modo o addirittura riproposto. Di questo c'è piena consapevolezza.
Lo dico qui, perché di fronte al fatto che io mi sforzo di sollecitare in ogni modo la città,
in primo luogo la nostra Amministrazione, ad imprimere alla propria attività
dinamismo, capacità di investimento, una serie di sfide, viene spesso interpretato come
se io sottostimassi la crisi. Io ho consapevolezza fino in fondo della gravità della crisi.
Ho ben consapevolezza che questa è una città nella quale le imprese vivono l'affanno di
una competitività che stenta a reggere sui mercati. Ho ben presente che le nostre
imprese subiscono tutti i contraccolpi di una crisi economica e finanziaria, che espone il
nostro Paese ad una condizione di maggiore fragilità. Ho ben presente che questo si
traduce in una crisi sociale, che mette in discussione certezze e sicurezza di molte
famiglie. Dalla certezza di quel lavoro che fino a ieri in questa città sembrava scontato,
e oggi non lo è per molti, alla certezza di un reddito che fino a poco tempo fa vedeva la
generalità delle famiglie di questa città vedere due redditi entrare in famiglia e oggi
spesso questa certezza è a rischio, in una città nella quale le famiglie si interrogano con
maggiore preoccupazione e ansietà sul futuro dei propri figli. Tutto questo è chiaro a
me, come credo a ciascuno di noi.
Ma è esattamente perché abbiamo consapevolezza della gravità della crisi, che io credo
che noi dobbiamo assumere l'impegno a non rassegnarci a questa crisi. Vedere la crisi,
coglierne tutta la profondità, non significa accettare di subirla passivamente. Significa
mettere in campo ancora di più tutto ciò che è necessario per arginarla, per contrastarla
e, arginandola e contrastandola, per accelerarne il suo superamento. E d'altra parte
questa è la responsabilità di un'Istituzione, questa è la responsabilità di chi, io come
Sindaco, ma tutti noi che siamo stati eletti come Consiglieri Comunali, abbiamo nei
confronti della nostra comunità.
Abbiamo una responsabilità di guida che ci impone come dovere quello di creare le
condizioni, perché questa città possa riprendere slancio, crescita e sviluppo e fare in
modo che ogni cittadino sappia che in questa città non è lasciato solo e si creino le
condizioni, perché ciascuno abbia più opportunità e più occasioni.
Farlo nella congiuntura di oggi, è certamente molto più difficile di quanto non lo fosse
ieri e probabilmente la traversata del deserto non sarà breve, sarà lunga e sconterà la
necessità di molte innovazioni nel nostro modo di pensare, nei nostri comportamenti e
nelle nostre scelte.
Il punto è non avere paura di tutto questo, il punto è avere la determinazione e la
convinzione necessaria, che spetta a chi ha una responsabilità pubblica guidare la
propria comunità e farlo con la forza delle convinzioni, della convinzione, con la forza
della certezza, che questa città ha risorse straordinarie e che, se vengono mobilitate, sarà
capace di superare anche queste sfide, così come in tutta la sua storia Torino è stata
capace di ripartire molte volte, e molte volte di vincere le sfide che aveva di fronte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 37, astenuti 2, favorevoli 23, contrari 12.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Volevo fare i complimenti alla maggioranza per aver votato il Bilancio entro le 20.45,
così potrà andare a vedere la partita tranquilla.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 35, astenuti 1, favorevoli 24, contrari 10.
L'immediata eseguibilità è concessa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)