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Estratto dal verbale della seduta di Martedì 26 Giugno 2012 ore 11,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02639
BILANCIO DI PREVISIONE 2012. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA. BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2012-2014. APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202639/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 1° giugno 2012, avente
per oggetto:
"Bilancio di Previsione 2012. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio
Pluriennale per il triennio 2012-2014. Approvazione".
della proposta di mozione n . mecc. 201203308/002, presentata dai Consiglieri Greco
Lucchina, Marrone, Liardo e Ambrogio in data 21 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento deliberazione mecc. 201202639/024 (Bilancio di Previsione
2012. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio Pluriennale per il triennio
2012-2014. Approvazione) - Tagliapoltrone".
della proposta di mozione n. mecc. 201203369/002, presentata dai Consiglieri
Bertola e Appendino in data 25 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202639/024 -
Bilancio di Previsione 2012. Relazione Previsionale e Programmatica.
Bilancio Pluriennale per il triennio 2012-2014. Approvazione".
della proposta di mozione n. mecc. 201203370/002, presentata dai Consiglieri Lo
Russo, Altamura, Centillo, Genisio, Paolino, Alunno, Muzzarelli, Mangone, Levi,
Carretta, Ventura, Tricarico, Cassiani e Nomis in data 25 giugno 2012, avente per
oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202639/024 avente oggetto:
'Bilancio di Previsione 2012. Relazione Previsionale e Programmatica.
Bilancio Pluriennale per il triennio 2012-2014. Approvazione'".
e della proposta di mozione n. mecc. 201203401/002, presentata dal Consigliere
D'Amico in data 26 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202639/024
'Bilancio di Previsione 2012. Relazione Previsionale e Programmatica.
Bilancio Pluriennale per il triennio 2012-2014. Approvazione'".

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Comunico che in data 22/06/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Come annunciato dal Presidente, apriamo il dibattito sul Bilancio. Con la Conferenza
dei Capigruppo abbiamo definito le tempistiche e le modalità che ci porteranno per le
ore 18.00 a poter aprire la votazione sull'IMU.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, mi sembra sia stata concordata la libertà fino alle ore 18.00-18.30 di poter
intervenire senza alcun problema, dato che comunque sono 4 ore completamente
dedicate alla discussione del Bilancio.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Abbiamo dato una tempistica affinché per le ore 18.00 si potesse votare l'IMU; è
chiaro che rispettiamo il Regolamento, quindi venti e dieci, non saremo troppo
fiscali.
L'unica cosa che diventa fondamentale per l'Aula è dalle ore 18.00 in poi, per poter
votare il provvedimento relativo all'IMU.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Pago lo scotto del primo della lista e ci provo. È arrivata la relazione, anche se non
come speravamo prestissimo, questa mattina, comunque in mattinata è arrivata,
quindi abbiamo analizzato anche la relazione insieme a quelli che poi sono i dati che
abbiamo raccolto.
Ci siamo annotati alcuni punti delle tantissime pagine di cui è composta la relazione
e sulle quali ritroviamo un leitmotiv ridondante, cioè il fatto che tutto il Bilancio o,
comunque, tutto quelle che sono le entrate da tributi e imposte sono, diciamo così,
alte - poi lo andremo a spiegare meglio - perché frutto di quelli che sono stati i tagli
che ci sono stati dal Governo centrale, dalla Regione, insomma, il solito ritornello.
Ho segnato alcune parti, ma proprio solo alcune parole, solo per poter poi ricondurre
sempre allo stesso tema. Ve le leggo, ma - ripeto - sono veramente pochissime, sono
solo per iniziare ad introdurre quello che poi sarà il mio intervento, sul quale, poi,
riusciremo a fare un ragionamento tutti insieme.
A pagina 3, un passaggio dice: "Verranno ulteriormente ridotte le risorse statali. Già
si è dato di fatto per scontato che i Comuni sarebbero stati costretti ad aumentare le
aliquote rispetto a quelle base, non per potenziare o migliorare i servizi, ma
unicamente per compensare le riduzioni di entrate statali". La pagina seguente:
"Sono oltre 158 i milioni di trasferimento statale in meno sul 2011, oltre 200 sul
2010, 19 quelli di meno della Regione". Poi, altri appunti: "Rafforzamento delle voci
di entrata a cominciare dai tributi locali". E poi: "Riduzione della spesa da ottenere
soprattutto con economie gestionali per compensare i tagli ai trasferimenti e non
ridimensionare l'offerta dei servizi comunali". Poi: "Le entrate extratributarie
ammontano a 333 milioni di Euro, in flessione rispetto agli anni precedenti
principalmente per i minori dividendi".
E questo, come ho già detto, qui c'è ancora un altro passaggio. Qui, poi, c'è il
passaggio sull'IRPEF che poi andremo ad approfondire dopo.
E poi: "La novità del 2012 è determinata principalmente dall'istituzione dell'IMU,
con un'entrata di 414 milioni di Euro e conseguentemente dalla riduzione del Fondo
Sperimentale di Riequilibrio per 158 milioni", cioè la stessa cosa che ci raccontava a
pagina 3.
Da quel poco, non poco in quanto poco dettagliato, ci mancherebbe, ma quel poco
che si poteva estrarre dal tomo del Bilancio del Comune di Torino, cosa siamo
riusciti a dedurre? Siamo riusciti a dedurre che quest'anno, per il 2012, si è previsto
294 milioni in più di entrate per la voce tributi e imposte.
Poi, come ci ha fatto notare più volte nella sua relazione l'Assessore, ci sono 158
milioni di trasferimenti in meno dal FSR, dal Fondo Sperimentale di Riequilibrio.
Allora, come piace fare a me, ma come piace fare anche alle persone un po' più di
vecchio stampo, carta e matita, e uno capisce che ci sono 136 milioni in più di entrate
previste rispetto al 2011.
E, allora, dice: "Caspita, però, che grande lavoro!". Siamo riusciti perfino a far
risultare alla fine - non sto parlando di spese, poi, al limite, è un argomento che
affrontiamo in seconda battuta - però siamo riusciti a prevedere l'entrata di 136
milioni in più e questo grazie ai tributi che sono qualcosa come 414 milioni di IMU,
104 milioni di addizionale IRPEF (da 0,50 a 0,80), 6 milioni dell'imposta di
soggiorno e 52 milioni di compartecipazione IVA.
Allora, uno dice: com'è che funziona questa cosa? Perché ci è stato spiegato che
questa montagna di soldi in più che abbiamo dovuto chiedere i nostri concittadini,
con grandi sacrifici, servivano per compensare i mancati trasferimenti sia della
Regione (che, come ho detto, ammontano a 19 milioni), sia per quanto riguarda il
Fondo Sperimentale di Riequilibrio, che sono 158.
Ma se sono 136 milioni, è vero che il Titolo III e il Titolo IV parlano di 55 milioni in
meno, è vero che ci posso mettere i 20 milioni della Regione, è vero che altri 20
milioni sono distribuiti su altre entrate minori, ma allora perché non abbiamo detto:
"Va beh, almeno l'IRPEF, almeno il primo colpo che diamo ai cittadini, che vale 40
milioni, magari quello non tocchiamolo, perché già l'IMU, già tutto è pesante, quei
40 milioni non chiediamoli". Invece no, siamo usciti a continuare ad accusare Stato e
Regione di averci dato meno trasferimenti; riusciamo, con questa manovra, ad
ottenere 294 milioni in più, perché sono in più, sono di segno più. Poi, che non lo
siano fisicamente, questa è una delle bellissime storie che ci sta sempre a raccontare
il nostro Assessore quando parla dei meno. In quel caso, quando sono meno sono
proprio soldi che non arrivano e quando sono dei più sono solo giochi virtuali e non
di maggiori entrate proprio in denaro.
Allora, per quanto riguarda questi 40 milioni, ecco un esempio di come si potevano,
in qualche modo, evitare di far pagare ai nostri concittadini, che sarebbe sempre stato
un minimo margine. Minimo, per carità, non sguazzavamo nell'oro, ma sicuramente
un minimo margine, comunque in positivo, lo avremmo sempre trovato.
Dice: "Mah, però, sai, il Patto di Stabilità". Il Patto di Stabilità negli ultimi anni si
parla di un miliardo e due, quindi non è che sia diverso quest'anno, quindi non è che
è cambiato anche il discorso dello sforamento, che, ricordo, anche quei 36 milioni
bisogna calcolarli nel conto dei 158 milioni in meno, perché, quando parliamo di
FSR e di 158 milioni, dentro ci dobbiamo mettere i 36 che abbiamo dovuto per forza
tirare fuori, uscendo dal Patto di Stabilità, perché, se no, sarebbe stati solo 120 che,
scalati dai 290, sono 170 di differenza.
Allora, la domanda fondamentalmente è questa: perché dobbiamo farci convincere a
tutti i costi che questa addizionale massima, l'aliquota massima addizionale sulla
seconda casa dovevamo farla a tutti i costi? L'1,75% sulla prima casa non c'era
assolutamente possibilità di non farlo? Perché lo 0,30 dell'IRPEF per forza
bisognava farlo, perché, se no, non stavamo a galla? Non è così.
Se avessimo applicato quell'attenzione di cui abbiamo sempre discusso in questi
mesi quando si parlava di Bilancio, forse - ripeto - sembrerà una cosa banale, perché
qualcuno dice: "Sono solo 40 milioni", ma sono 40 milioni che sfiliamo dalle tasche
dei nostri concittadini e sono certo che già anche solo (e ripeto "solo", perché voi
dite sempre "solo" quando prendete) quei 40 milioni si potevano lasciare nelle tasche
dei nostri concittadini.
Questo non siamo stati in grado, o non abbiamo voluto, farlo, per proteggerci, perché
io capisco che un buon amministratore deve anche fare in modo di avere delle
"piccole", tra virgolette, scorte, perché poi può succedere di tutto. Giustamente,
l'Assessore può dirmi: "Poi, arriviamo a dicembre, lo Stato può dirmi: non ci bastano
le entrate IMU, dobbiamo chiedervene ancora di più" ed ecco che i nostri eroi tirano
fuori la testa di "S" di Superman e dicono: "No, noi, per fortuna ci abbiamo pensato,
avevamo ancora questi e non vi tocchiamo niente".
Ripeto quello che ho detto fin dal primo momento, al di là della stima che porto per
gli Uffici e per l'Assessore e sicuramente la grande mole di lavoro che hanno
affrontato per fare questo Bilancio, sono certo che, come sempre, se avessimo chiuso
la porta della stalla un po' prima, forse qualche bue l'avremmo salvato.
Invece, come sempre, riusciamo ad arrivare un momento dopo, a cautelarci per
quello che sarà poi domani, ma sempre a correre dietro e spiegare e cercare di
convincere (e io farò, fino alla fine, l'impossibile, invece, per poter dire il contrario
ai nostri cittadini) che diversamente non si poteva fare. No, probabilmente in questa
situazione sarebbe stato molto difficile fare diversamente, ma sono certo che
qualcosa si poteva fare e si doveva fare.
Avevamo il dovere di provarci e - lo ripeto ancora, anche se l'ho detto mille volte in
Commissione - avevamo il dovere, confrontandoci, di trovare una soluzione insieme,
perché tutti siamo responsabili dell'amministrazione di questa Città.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Chiedo scusa al Consigliere Carbonero se è dovuto intervenire per primo, per
rompere il ghiaccio, ma, effettivamente, tra tutti i dibattiti che stiamo affrontando in
questi giorni, non sempre è semplice raccogliere tutte le idee ed essere puntuali e
precisi nell'esposizione.
Cercherò di esserlo per quanto mi è possibile, rispetto alle valutazioni, anche in
futuro, che vorremmo avvenissero sul Bilancio Preventivo.
Innanzitutto, diciamo con serenità che l'operato dell'Assessore Passoni è di assoluto
livello, di assoluto rilievo, senza nessuna difficoltà, dal punto di vista tecnico, a
riconoscerne i meriti, all'interno di un'enorme mole di difficoltà, Assessore, che tutti
i Comuni stanno affrontando, anche a seguito delle recenti manovre, a mio giudizio,
ineludibili del Governo, perché, se vogliamo ridare fiato a questo nostro Paese,
sicuramente partire da un'armonizzazione della spesa, da una rivisitazione della
spesa, anche con gli Enti Locali, senza però penalizzarli troppo (come è successo in
questo ultimo periodo), è sicuramente un valore da salvaguardare.
Ecco che qui emerge, allora, la capacità della classe dirigente che amministra una
Città di andare incontro alle nuove sfide che l'economia mondiale e anche
l'economia nazionale pone di fronte, attraverso azioni che siano adeguate e
l'Assessore Passoni, a mio giudizio, ha questa lungimiranza.
Certo è, Assessore, che nessuno esenta questa maggioranza dalle responsabilità
oggettive che ha a seguito di vent'anni di governo ininterrotto, dal 1992 ad oggi, che
ha portato al buco di Bilancio che abbiamo e che ha portato a spese improduttive che
abbiamo visto e che ha portato a magnificare sicuramente le opere pubbliche
importanti che avete realizzato spacciandole per debito virtuoso. Secondo noi il
debito è sempre debito, in qualunque modo lo si guardi. Conseguentemente,
probabilmente, qualche errore è stato fatto, perché un debito di queste proporzioni,
nonostante le opere pubbliche, è sicuramente un debito al di fuori di ogni
giustificazione.
Molte di queste responsabilità, secondo me, non le ha lei, Assessore, ma il suo
predecessore, che poi è riuscito ad indebitare anche la Regione Piemonte, nella
Legislatura 2005-2010, però, ormai, sono sei anni che è su quella cattedra e sta
cercando di raccapezzarsi. Noi crediamo che non debba sicuramente dare adito e
seguito alle agenzie di rating; non sono il Vangelo. Personalmente non mi frega
nulla, per dirla in termini molto popolari, di quello che loro dicono.
È stato anche accertato che alcune agenzie di rating hanno anche attentato alla
solidità economica della Nazione italiana ultimamente. Quindi, qualunque esito abbia
dalle agenzie di rating, il Comune, a me interessa poco. A me interessa cercare di
sviluppare un ragionamento per il futuro e su questo mi permetto, anche a seguito di
valutazioni fatte con alcuni nostri esperti, di dare alcuni suggerimenti che potrebbero
essere utili nel prossimo futuro.
Innanzitutto, prepararci a presentare un Bilancio consolidato. So che lei lo sta già
facendo, ma dal 1° gennaio 2014 sicuramente il Bilancio consolidato sarà la road
map di tutte le Amministrazioni locali; quindi, secondo me, bisognerebbe andare in
quella direzione.
Ho visto dei timidi accenni, qualche mese fa, sulla presentazione del Bilancio
consolidato; non ho visto dei seguiti neanche nella sua discussione di ieri e, quindi,
cerco di capire il perché questo non sia avvenuto. Però questo, secondo me, è uno dei
must, uno dei nostri obblighi più importanti.
Inoltre, a seguito delle ultime disposizioni legislative del 2011, è sicuramente
importante un'armonizzazione dei sistemi contabili ed un benchmark con altra realtà.
In particolare, a luglio ci saranno i Decreti sui rifiuti e sui trasporti e, in questo senso,
il paragone con altre realtà locali diventerà ineludibile ed indifferibile e, a mio
giudizio, Assessore, lei dovrebbe iniziare a spendere un po' del suo tempo su questo
tema, che diventerà importantissimo, soprattutto per garantire un'efficacia ed
un'efficienza dei servizi, in quanto - ed è questo l'ulteriore punto che volevo
sottolineare - sicuramente il controllo del servizio erogato da parte della Città di
Torino sulle sue partecipate non ha raggiunto sicuramente l'optimum. Anzi, secondo
noi, siamo molto indietro.
Quindi, occorre - ed anche su questo volevo toccare il tema dell'Agenzia dei Servizi
- una valutazione trimestrale, in modo che le valutazioni del Consiglio Comunale non
avvengano a cose già accadute, ma siano possibili dei cambi di rotta anche durante il
percorso. L'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali - e lo dico in particolare al
Consigliere Mangone, che entra adesso - serve anche a quello. Poi, quando sarà
costruito questo percorso, potremo anche chiuderla, ma, oggi, l'Agenzia di Servizi
Pubblici, espressione del Consiglio Comunale, va proprio nella direzione che indico
in questo breve intervento sulla qualità del servizio erogato.
Infine, sempre sul futuro, per poi arrivare al presente, riconosco che il controllo di
gestione è quello che fa la differenza, Assessore.
Credo che nelle sue capacità l'abbia già immaginato, lo stia già attuando, però vorrei
sentire da lei su questo una parola chiara, perché il controllo della gestione del
Bilancio, e non i numeri tout court del Bilancio stesso, è il futuro ed è quello che
vorremmo vedere.
Sull'oggi, invece, dobbiamo riscontrare una serie di azioni fatte da lei, Assessore,
che vanno in linea, oggettivamente, con quello che prevedeva la Corte dei Conti già
nell'aprile scorso. Quindi, lei, da quello che dice nella sua relazione, ha mitigato la
differenza fra le entrate e le spese correnti aventi carattere non ripetitivo e, quindi,
non destinate a spese per investimenti; quindi, su quello mi pare che lei abbia detto
una parola chiara e penso che sia la verità. Non ho guardato i numeri nel complesso,
ma penso che questo sia uno degli elementi.
Poi, il forte divario fra accertamenti e riscossioni per le entrate, che diceva la Corte
dei Conti essere uno degli elementi di criticità di questo Bilancio, sembra anch'esso
averlo rappezzato, diciamo così, cercando di diminuire i residui attivi, attraverso una
riscossione continua, e pensiamo che su questo debba continuare ad agire in maniera
positiva, in maniera chiara, in maniera forte, senza, per questo, se dovessimo noi,
com'è successo, attraverso un subemendamento, chiedere che si elevi il fermo
amministrativo, senza per questo avere paura di non diventare Ente riscossore o di
accelerare i processi di evasione, perché questo, a nostro giudizio, non è vero.
Lei continui nell'azione che sta facendo attraverso la SORIS, con sobrietà, equità e
moralità, per garantire la dignità delle persone, non facciamo Equitalia nel Comune
di Torino, la SORIS non si sta comportando in quel modo e di questo devo dare il
mio apprezzamento, però sicuramente l'azione di riscossione deve continuare,
naturalmente salvaguardando l'equità e la dignità delle persone.
Un altro aspetto che recentemente metteva in evidenza la Corte dei Conti era il
ricorso ad anticipazioni di Tesoreria. Su questo non abbiamo visto azioni
determinanti e vorrei capire che cosa ne pensi l'Assessore su questa dichiarazione,
perché sulle anticipazioni di Tesoreria non ho avuto riscontri positivi, nel senso che
non ho visto nel Bilancio cose concrete.
Poi, che cosa possiamo denunciare di questo Bilancio? Perché, naturalmente, delle
pecche ci sono. L'opposizione deve essere costruttiva, critica, deve apprezzare anche
il lavoro di chi lo fa, ma, al tempo stesso, non può non mettere in evidenza alcune
difficoltà oggettive di questo Bilancio, che naturalmente partono dalle responsabilità
politiche che questa Giunta e, soprattutto le passate, ha oggettivamente in seno,
perché se no non saremmo arrivati a questo punto, quindi non lamentarsi oggi di
quello che è successo nel passato e di quelle che sono state le manovre economiche
degli ultimi Governi, ma soprattutto fare un'analisi all'interno delle proprie azioni
politiche, un mea culpa, per capire dove si è sbagliato. Dall'altra parte, l'opposizione
sicuramente non è quella che vuole che Sansone muoia con tutti i Filistei.
Personalmente, non sono questo, non voglio che avvenga questo. Io voglio che la
Città di Torino torni ad avere un Bilancio virtuoso e torni a rientrare nel Patto di
Stabilità già da quest'anno.
Quindi, la debolezza strutturale del Bilancio è chiara, c'è un forte aumento delle
tasse, Assessore, questa è oggettivamente una cosa da dire con chiarezza, ed un
crollo degli investimenti. Diciamo che, oggi, gli investimenti - mi pare che, ieri,
avesse detto la cifra di 204 milioni di Euro - sono crollati rispetto agli anni passati,
soprattutto, da quello che abbiamo potuto leggere, nelle funzioni di Polizia Locale,
nella cultura, nell'istruzione, nel turismo e anche nello sport.
Segnalo lo sport, perché lo sport deve avere, nella cognizione di noi Consiglieri
Comunali, una chiara attenzione. Lo dico, perché, se lo sport è fatto bene, sin da
subito ed in tenera età, questo comporta, Assessore, grandi risparmi nel futuro, di
medio e lungo periodo, a seguito della migliore salute e della migliore salubrità delle
persone e, conseguentemente, una riduzione troppo marcata negli investimenti
relativi allo sport, a mio giudizio, è un errore politico. Però, questo lo lascio alla sua
valutazione.
Il Consigliere D'Amico su questo ha fatto degli emendamenti, spostando su alcuni
capitoli di Bilancio, in particolare mi pare welfare, sport e cultura (dove noi abbiamo
visto che c'erano le più gravi manchevolezze), qualche decina di migliaia di Euro per
cercare di dare il nostro imprimatur, il nostro segnale politico.
Quindi: forte aumento delle tasse, crollo degli investimenti, un'uscita dal Patto di
Stabilità che, a mio giudizio, è stata improvvida, lo dico alla presenza del Sindaco,
anche se ritengo che il Patto di Stabilità sia da superare, signor Sindaco. Questo
(glielo ripeto, naturalmente, come ho già detto allora, quando lei uscì dal Patto) non
implica il fatto di violare una Legge dello Stato, perché, se tutti facessimo così, è
chiaro che, oggi, il Bilancio dello Stato sarebbe in una situazione ben peggiore.
Quindi, la violazione del Patto di Stabilità in sé può essere stato un segnale
fondamentale e forte, se, però, fosse riuscito ad ottenere - come lei aveva promesso,
mi pare di ricordare, entro febbraio o marzo - un intervento del Governo Monti a
sostegno alla sua linea. Speriamo che avvenga. In questo momento, purtroppo, non è
ancora previsto dal Governo Monti e, quindi, sostanzialmente questo denota una
sconfitta di una scelta politica avvenuta alla fine dell'anno scorso. Tra l'altro,
Assessore, questo glielo ricordo, senza averla condivisa né con l'opposizione, né
tanto meno con la sua maggioranza e tutti noi abbiamo letto sui giornali la grave
notizia, a mio giudizio (naturalmente politicamente grave, perché le cose gravi sono
altre, in particolare la salute, che è la cosa principale) dell'uscita dal Patto di Stabilità
senza addirittura avvisare né la propria maggioranza, né il Consiglio Comunale nella
sua interezza.
Quindi, auspichiamo assolutamente il rientro nel Patto di Stabilità. Speriamo che le
dismissioni, che voi, come Giunta, avete messo in atto, vadano a buon fine. Noi
crediamo che gli investitori stranieri, o italiani, o comunque all'interno di una
concorrenza sana possano esserci e possano arrivare ad investire in Italia ed in
particolare sulla Città di Torino. Pensiamo che il partner debba essere industriale e
non finanziario, questo lo ricordiamo. Pensiamo che la super holding del Nord, come
da disegno politico del Sindaco Fassino, possa essere una soluzione, ma possa essere
anche un errore. Quindi, su questo vogliamo - Assessore e signor Sindaco - la
massima trasparenza nell'operato e, nel prossimo futuro, nella dismissione di queste
partecipate e nei bandi che si faranno, perché vogliamo capire qual è il progetto.
Abbiamo assistito, in quest'ultimo semestre, a dei repentini cambi di rotta. Ne cito
uno per tutti, dal 49% all'80% di TRM, che non mi vede assolutamente contrario,
contrariamente a qualche mio Collega di Gruppo, ma questo fa parte della dialettica
politica; personalmente, sono contento che si venda il più possibile all'interno delle
nostre partecipate, soprattutto quelle sane che possono portare un buon introito alle
casse comunali e consentire anche un buon servizio ai cittadini attraverso una
valutazione adeguata delle tariffe, che, naturalmente, è uno degli aspetti centrali da
valutare.
Quindi, in bocca al lupo per le dismissioni! Devono esserci. Speriamo che avvengano
in fretta. Qualche dubbio - e su questo vorrei che l'Assessore chiarisse - l'abbiamo
sul rientro nel Patto di Stabilità. I numeri sono risicati e vorremmo avere più
certezze, perché è interesse di tutti (dei dipendenti esternalizzati e di molte attività
del Consiglio Comunale) poter rientrare all'interno del Patto, non ultimo anche il
ripristino di certi trasferimenti tagliati oggi a seguito delle sanzioni e, quindi, sul
tema del rientro nel Patto di Stabilità volevo avere nozioni più chiare e certezza di
numeri, perché li vedo un po' risicati.
Sui fondi e gli accantonamenti abbiamo delle perplessità, perché il forte aumento
degli accantonamenti sul fondo svalutazione dei crediti non ci convince fino in
fondo; volevamo capire la ratio di questo che, oggettivamente, è uno dei tanti
problemi.
Chiudo il mio intervento, che ho cercato di rendere il più semplice ed il meno
complesso possibile e il più ordinato possibile, con il punto riguardante la questione
dei derivati. I derivati sono un cancro che abbiamo in seno da troppo tempo, sempre
a seguito del suo predecessore, che io non smetterò mai di accusare politicamente di
quello che è successo in questi anni nel Comune di Torino; i derivati sono una
responsabilità politica assoluta dal suo predecessore e mi pare che lei stia andando
nella linea di chiudere o di modificare questo tipo di droga di Bilancio, però non
vediamo ancora la fine di questo.
Ci sono altri Comuni all'interno della nostra Nazione che hanno agito in maniera
chiara contro le banche che hanno concesso questi derivati. Quindi, la mia
suggestione politica in questo senso - e poi chiudo - è: Assessore, abbiamo voglia di
andare contro le banche per farci dare quello che ci spetta da questa immondizia, da
questi junk bond, chiamiamoli così (magari, tecnicamente impropriamente), che ci
hanno propinato i nostri cari Istituti di Credito? Grazie.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Mi verrebbe da fare una battuta: ho chiesto l'intervento quasi per fatto personale,
chiamato in causa dal mio Capogruppo, però, ovviamente, non è... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, assolutamente.
Intanto, volevo proprio risponde al mio Capogruppo dicendo che la dismissione delle
società municipalizzate non è che si stanno vendendo, ma ritengo che si stiano
svendendo, perché non ho mai visto un nobile decaduto (perché questa Città è un
nobile decaduto) svendere i propri gioielli e, nel giro di pochi anni, riarricchirsi e
risollevarsi; poi, ho sempre visto i nobili decadere definitivamente. Diciamo che è
una logica e non so se il Comune di Torino potrà controvertire questa logica.
Voglio solo sottolineare degli aspetti. Non voglio entrare nel Bilancio, perché mi
sembra che - l'ha detto il mio Capogruppo - Passoni sia la persona più adatta, magari
ce lo invidiano anche in altre Città; meno male che non c'è la campagna acquisti
degli Assessori nelle altre realtà metropolitane.
Il discorso è che Torino si è trovata in una situazione debitoria così vasta, siamo tra i
primi, è la maglia nera delle grandi realtà metropolitane, senza che i cittadini se ne
siano accorti, nel senso che non hanno avuto benefici.
Il Comune di Torino è super indebitato, però funziona tutto, hanno aggiunto dei
mezzi pubblici, i servizi sono eccezionali, gli uffici dove danno assistenza di natura
sociale danno delle risposte. No, tutto questo non avviene; provate ad andare in un
ufficio di assistenza a Torino e guardate che cosa vi rispondono.
In compenso, questi soldi sono andati a finire da qualche parte. Non dico che
qualcuno se li è presi, ma devo dire che, una volta, ho sentito un Consigliere di
maggioranza dire: "Noi non li abbiamo rubati, li abbiamo spesi male". Anch'io la
penso così, sono stati spesi male, però, in compenso, sono stati spesi, caro Assessore,
in una direzione molto elettorale o propedeutica elettoralmente. Poi, i fatti vi hanno
dato ragione.
Talune società sportive hanno visto uno stravolgimento in positivo delle proprie
realtà, centri d'incontro, associazioni (che sono una miriade). Voi non avete avuto la
sfortuna (il Consigliere Cassiani sì, ma non lo dichiarerà mai) di crescere in una
realtà come quella della Circoscrizione 5 (come io ho avuto l'onore di fare) e di
vedere una miriade di ragnatele - peccato che è uscito l'Assessore alla Cultura,
perché avrei voluto dargli l'imbeccata - di tutte queste realtà "culturali", tra
virgolette... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Hanno prodotto grande
consenso elettorale. Ha perfettamente ragione, Consigliere Cassiani.
Però, ripeto che tutti questi granellini di sabbia pseudoculturali di cui tutte le
Circoscrizioni si sono alimentate… La mia frase ricorrente era: "Si sono presi una
valigetta e si sono inventati un mestiere", perché venivano lì a bussare migliaia e
migliaia di presunti sostenitori della cultura.
Però, nonostante i Bilanci diminuivano e le Circoscrizioni piangevano, tutte le
associazioni di riferimento venivano, in maniera imperterrita, finanziate. Non
parliamo di altre società! Devo anche capire… Assessore, magari lei non lo sa nel
dettaglio, perché lei cerca, in qualche modo, di far quadrare quei Bilanci che,
continuando ad investire in questa maniera scellerata, su opere pubbliche che non
hanno prodotto nulla, il risultato è una Città con una Metropolitana il cui servizio è al
50%. Torino Nord, che è la parte della Città più popolosa, non ne ha gli effetti.
Voglio citare il sottopasso di Via Orvieto, che è uno spettacolo; non voglio offendere
nessuno, ma anche lì è veramente il monumento all'imbecillità umana! Perché per
fare una cosa del genere bisogna essere proprio degli imbecilli. Eppure ci sono stati
dei costi, visto che vi attribuite dei costi anche come Comune nelle grandi opere.
Però, andiamo all'interno di tutte queste associazioni e queste società sportive, che
molte volte, lei, Assessore, magari ha solo posto, nei confronti dei suoi interlocutori
dei finanziamenti, che sono andati per ristrutturare dei bellissimi campi sportivi. Non
so se ha sentito parlare del Lucento Calcio, io parlo delle realtà che conosco bene, ma
moltiplichiamola per dieci. L'Arena Rock le dice qualcosa, Assessore? Un
monumento anche lì… Non voglio ripetermi.
Su tutta questa serie di situazioni la Città non ha avuto le ricadute, perché le ricadute
sono state per i soliti noti; allora, il cittadino dice: "Ma perché devo continuare a dare
sempre il mio contributo e, poi, ritrovarmi i servizi essenziali, quale può essere anche
l'asfaltatura di una strada...". Perché - non so se girate - ci sono delle realtà in Torino
che neanche i Paesi del Terzo Mondo sono ridotti così, anziani che cadono per terra
perché ci sono delle buche; questa è una realtà e se volete vi indico le vie.
Ci troviamo, poi, ad avere un Bilancio in questo stato, dopo che la Città di Torino ha
avuto anche il beneficio delle Olimpiadi, che comunque delle ricadute economiche
potevano esserci. Assolutamente no. Il Bilancio… Il buco si è sempre incrementato.
Perciò, ritornando al discorso di prima, sono preoccupato; non è che non voglio
privatizzare o vendere, mi dispiace svendere. Bisognerebbe rivedere altre società. Mi
sembra che ci sia proprio in movimento una certa situazione su quello che è
l'approccio e le poltrone che taluni amici degli amici vanno a ricoprire.
All'inizio della Legislatura, ho visitato alcune società, di cui non conoscevo neanche
l'esistenza, e ringrazio i Presidenti delle Commissioni; ho visitato 5T - ne cito una a
caso - e, quando ho chiesto quanto costava all'anno, non mi hanno saputo dire la
cifra, mi hanno detto tre chilometri di Metropolitana, mi è stato risposto così. Dico:
"Ma fanno servizio di sorveglianza? Sono collegati alle forze dell'ordine?". No. E
allora cosa fanno? Sto ancora aspettando di capire che cosa fanno.
Se magari c'è un ingorgo ad un incrocio, loro, che sono collegati, avvisano i Vigili;
tutto questo per solamente tre chilometri di Metropolitana, ma non ancora sono
riuscito a capire a quanto corrispondono tre chilometri di Metropolitana.
Perciò, Assessore - e concludo - penso che i nostri cittadini magari non siano più
disposti a fare dei sacrifici, ma dovranno farli lo stesso, però le chiedo maggiore
attenzione, lo dico "papale, papale", tanto avete una percentuale elettorale che vi
lascia tranquilli: smettetela di continuare ad investire indirettamente su quello che
può essere un valore aggiuntivo elettorale.
Cercate di andare incontro di più alle esigenze dei cittadini, ai servizi sociali che non
danno delle risposte, ad una città che è sempre piena di buche e a dei servizi che non
vanno, perché molte volte in Commissione qualche Consigliere dice: "Io vengo qua e
prendo il pullman". Sì, ma un conto è prenderlo alle 9 del mattino, un altro conto è
prenderlo alle 8 del mattino, cari Consiglieri, perché non riuscite neanche a salire,
tanto sono pieni. E c'è veramente quasi un disservizio.
Perciò, concentriamoci di più sugli investimenti che vanno incontro...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Scusi, Consigliere Grimaldi, se rispetta l'intervento…

LIARDO Enzo
Magari…

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Di nuovo, Consigliere Liardo, la prego. Se rispetta l'intervento… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Sì, ma lei non può usare il turpiloquio in Aula, perché al
microfono magari non la sentono tutti, ma io la sento. La ringrazio.

LIARDO Enzo
Caro Consigliere Grimaldi, probabilmente lei ha più padronanza di linguaggio, ma le
stupidaggini non le dico, perché mi confronto, giorno per giorno, con i cittadini, che
non hanno le prebende come voi cercate di fargli avere, attraverso tutti quei nuclei e
quelle associazioni che ho appena citato. Perciò, non si preoccupi. Tanto, poi mi
hanno insegnato una cosa fin da bambino, i nodi stanno venendo al pettine e
continueranno a venire.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Comincerò con una considerazione generale. Qualche giorno fa, insieme peraltro
all'Assessore Lubatti, ci hanno invitato a parlare di un libro appena uscito, molto
interessante, che si chiama \"Chi comanda Torino\" e che racconta le vicende di questa
Città negli ultimi vent'anni dal punto di vista di chi l'ha amministrata.
Una delle cose che mi è venuta da dire è che ero sorpreso della sorpresa con cui tante
persone scoprivano la rete di relazione che c'è in questa Città e che sta alla base
anche delle sue scelte economiche e della sorpresa con cui tante persone, che hanno
votato questa Amministrazione lo scorso anno, in un anno non solo hanno
radicalmente cambiato idea, ma quasi non riescono a credere: \"Ma noi abbiamo
votato un'Amministrazione che prometteva più welfare, più servizi, di mantenere i
beni comuni di proprietà comunale, eccetera, e sta succedendo esattamente l'opposto.
Come è possibile questa cosa?\".
Io, con tutto il rispetto, mi stupisco dello stupore, nel senso che chi, come me, segue
le vicende di questa Città, ma da molto prima di fare politica come cittadino attivo
(quindi, come blogger io, per anni, ho raccontato queste cose sul mio blog, quando
neanche pensavo di poter fare politica), sa che le vicende economiche di questa Città
si sono accumulate negli anni e in particolare si sono accumulati i debiti per tutta una
serie di investimenti e spese, che ognuno giudica come vuole, che però hanno
portato, a questo punto, la Città in una situazione oggettivamente abbastanza
disperata dal punto di vista economico.
Quindi, questo Bilancio di Previsione non è che la conseguenza ovvia del Bilancio
Consuntivo di cui abbiamo discusso un paio di mesi fa e dei suoi numeri comunque
drammatici. Per cui, di fronte a 4 miliardi e mezzo di debito, senza andare neanche
ad aggiungere quello delle partecipate, e ad una cassa che si era ridotta 2.700 Euro a
fine anno e così via, è chiaro che quello che può fare la Città è severamente limitato.
Quindi, anche andando da analizzare, poi, nel dettaglio, per quello che è stato
possibile in queste settimane, le previsioni di spesa, sostanzialmente non si vedono
che dei meno e, quindi, ci aspetta un anno di lacrime e sangue, ma in realtà non ci
aspetta, perché siamo a giugno e stiamo approvando il Bilancio di Previsione per
quest'anno, che è una follia dal punto di vista dell'amministrazione di qualunque
azienda, però evidentemente l'Amministrazione pubblica funziona così e, quindi, ci
troviamo a giugno a discutere di Bilancio di Previsione. Però, comunque, è chiaro
che quest'anno sarà molto difficile.
Quello che volevo dire è che quello che stiamo vivendo oggi è la logica conseguenza
di dieci, anzi vent'anni di Amministrazione, di cui peraltro il Sindaco Fassino ha
sempre rivendicato la continuità in maniera assoluta.
Quindi, spero che non ci saranno giochi a chiamarsi fuori, nel senso che è facile
adesso dire che i tagli arrivano dallo Stato e dalla Regione e parlare della crisi
economica, però la situazione della Città è direttamente la conseguenza di
un'Amministrazione che senza continuità è andata avanti negli scorsi vent'anni.
Quindi, a me spiace un po' vedere un'approvazione del Bilancio che magari ha avuto
anche delle discussioni interessanti su singoli punti e su singoli argomenti, ma
secondo me ha un po' perso di vista la drammatica situazione generale.
Io, se fossi il Sindaco, mi sarei messo nell'ottica di una gestione del dissesto, quindi
di capire come fare, non solo per non arrivare, se non proprio al fallimento,
veramente ad una situazione in cui si fa fatica a pagare gli stipendi, anche se, stando
a quello che si legge sui giornali, perché spesso ne sanno più i giornaletti cittadini
che i Consiglieri Comunali, già per un paio di mesi, sia a maggio che a giugno,
abbiamo fatto fatica a pagare gli stipendi, faremo fatica e quindi siamo dovuti
ricorrere ad artifici di cassa di vario genere per riuscire a farlo.
Però, sarebbe il caso di discutere seriamente su dove può arrivare questa Città, più
che far finta, sostanzialmente, di niente, perché qui io ho assistito poi, alla fine, da un
punto di vista generale, ad una sindrome di rimozione collettiva, per cui, tutto
sommato, va tutto abbastanza bene, sì, abbiamo tagliato qualcosa, però abbiamo fatto
quello che si doveva fare, purtroppo, anzi con grande senso di responsabilità
voteremo questi tagli e andremo avanti come prima.
Quindi forse, secondo me, dovremmo avere una discussione franca e seria su dove
vanno le finanze e in generale la gestione di questa Città, perché, al momento, quella
che si vede è una situazione abbastanza drammatica.
Io vorrei magari commentare alcuni dei settori specifici che sono quelli che io seguo
come Commissioni, perché comunque non è che tutto vada male.
Ad esempio, una cosa che ho apprezzato, parlando della viabilità, è il coraggio di
fare una scelta perlomeno chiara e quindi ho molto apprezzato la scelta di destinare i
pochi soldi che ci sono alla manutenzione delle strade, riuscendo addirittura ad
aumentare di qualche centinaio di migliaia di Euro il budget per la manutenzione
delle strade a costo di rinunciare magari ad altre cose, ad esempio, alla
riqualificazione di alcune parti, a parte quelle magari finanziate con fondi esterni.
Il problema è che, come ha detto lo stesso Assessore, il budget magari viene
aumentato da 6.400.000 a 6.700.000, ma quattro anni fa erano 30 milioni. Quindi o
buttavamo via i soldi quattro anni fa, oppure questi soldi saranno totalmente
insufficienti a garantire la manutenzione delle strade.
Quindi, ho detto che io mi stupisco sempre di quello che costano i lavori pubblici, di
come mai riparare le strade costi così tanto, però almeno, su questo, si spera di
riuscire a resistere alla devastazione che c'è fra le strade torinesi, però non mi aspetto
grandissimi miglioramenti.
Mentre, certo, una delle cose che colpisce anche chi per la prima volta, come me, si
avvicina al Bilancio di Previsione è che poi si taglia anche sulle cose più essenziali,
ma poi sopravvivono delle cose strane, forse non particolarmente vitali, sicuramente
utili ma non fondamentali, come ad esempio l'investimento di 600.000 Euro per la
costruzione di un sottopasso pedonale per collegare il Museo delle Scienze, che, per
carità, è utile, però forse non è la cosa più importante in questo momento, però sono
le classiche cose finanziate con fondi di altri.
Per cui, c'è questa strana sindrome, per cui ciò che è finanziato con i nostri soldi, è
tagliato anche quando sarebbe necessario, però da qualche parte arrivano dei fondi
che servono a fare delle cose secondo me non particolarmente utili.
Parlando proprio di questo argomento, più che i 14 milioni per il prolungamento
della Metropolitana, che peraltro sono solo una piccola parte del costo, mi
interesserebbe, prima o poi, riaffrontare il discorso del tunnel di Corso Grosseto che,
per quanto ne so, sta anche per partire con i lavori, ma che si tratta veramente di 167
milioni di Euro, che magari non sono del Comune, quindi non sono direttamente
visibili qui, ma 167 milioni di Euro che stanno venendo buttati in un progetto
sostanzialmente inutile, che si poteva evitare con una programmazione migliore dei
trasporti cittadini, visto che andiamo sostanzialmente a buttare via il tunnel di Via
Stradella, che è stato costruito solo una ventina d'anni fa.
Idem per quanto riguarda il verde, più o meno stessa situazione che per la
manutenzione delle strade, nel senso che si fa quel che si può, diciamo che la
proposta, ad esempio, della gestione del verde questa volta è leggermente in calo, del
6%, non è drammatica, ma è del 54% in meno rispetto al 2008.
Quindi, questo spiega il fatto che vedremo anche nuove savane apparire per la Città e
questa è una cosa di cui i cittadini si lamentano molto e dispiace che non sia stato
possibile trovare altre risorse per gestire il verde cittadino, perché effettivamente è
una delle cose per cui più si lamentano.
Però, poi, si va a scoprire che - sempre con fondi altrui - magari si spendono
2.260.000 Euro per nuove passerelle del Parco Dora, che sicuramente è un'opera
utile ed interessante, arriva sicuramente con altri fondi, quindi non avremmo potuto
prendere questi soldi e spostarli sulla manutenzione del verde, però anche qui, visto
dall'ottica del contribuente, che vede tutto insieme, si chiede come mai, alla fine,
queste grandi opere, cosiddette, vanno sempre avanti, i soldi per queste ci sono
sempre, mentre invece, poi, per quelle che i cittadini chiedono a gran voce non c'è
sostanzialmente mai nulla.
Idem per il Bilancio del lavoro e formazione professionale; il Bilancio del
Vicesindaco è il trionfo di questo genere di progetti, perché di lavoro c'è molto poco,
ci sono i cantieri di lavoro che, tra l'altro, sono stati tagliati e sforbiciati in ogni
modo, per cui alla fine ci sono state anche persone che fino all'anno scorso
lavoravano nei cantieri di lavoro e che quest'anno sono state lasciate in mezzo ad una
strada, però ci sono dei progetti fantastici, come 19 milioni di Euro. Per carità, il
Comune non mette una Lira, sono tutti fondi che arrivano di qua e di là, di cui 5 dalle
fondazioni bancarie, per l'Energy Center al Politecnico, dietro l'area Politecnico,
area Westinghouse, che sicuramente sarà un'iniziativa meravigliosa che rilancerà la
Città, però 19 milioni di Euro in questo momento per una cosa del genere, qualche
sopracciglio lo fanno sollevare. E così via: 3 milioni per la messa in sicurezza delle
OGR; 5 milioni per ristrutturare il Castello di Santena. Anzi, questi in parte sono
soldi nostri, 900.000 li mette la Città. Per cui, sicuramente il Castello di Santena ha
un grande valore storico, ambientale e turistico, però forse non era la cosa più
urgente da sistemare in questo momento e così via.
Poi, l'ultimo punto, che forse è il più importante tra questi, è quello relativo al
welfare.
La situazione del welfare è drammatica e sono contento di aver visto, anche da parte
della maggioranza, una mozione di accompagnamento, dei segnali, una lettera, un
pochino di attenzione, perché il Bilancio del welfare è stato tagliato del 14,4% ed è
vero che il Comune ci ha messo quasi tutto, ha tagliato solo del 2,5 e il 23% sono
invece un calo dei fondi esterni. Però, passare da 99 milioni a 84 milioni di Euro è
sicuramente una mazzata per tutti i torinesi. Quindi, su questo veramente
bisognerebbe capire se non si poteva fare qualcosa di meglio.
Anche perché, andando, poi, ad aggregare i dati per categoria di persone assistite - e
questo, tra l'altro, grazie alla tabella abbastanza esplicativa che gentilmente
l'Assessore Tisi ci ha fornito - si scopre che poi i tagli più pesanti vanno a finire
forse sulle fasce più deboli, per cui il più grosso è un taglio del 21% ed è sulla parte
per gli anziani e per l'assistenza alle famiglie, ma il grosso sono anziani, che passa da
37.700.000 Euro a 29.500.000, quindi un taglio secco di 8 milioni di Euro.
Idem per i minori, dove passiamo da 22.600.000 a 18.700.000, quindi il 17% in
meno; per i disabili, da 27.200.000 Euro a 25.200.000 Euro, il 7% in meno.
Quindi, è uno scenario di lacrime e sangue. Le uniche due voci che sono più o meno
uguali, gli adulti in difficoltà salgono dello 0,9%, sono quasi 7 milioni di Euro,
l'unico più sono gli stranieri e nomadi, +1,5%, però è anche la voce più piccola,
siamo sui 4.300.000 Euro.
Quindi, sostanzialmente, il grosso delle voci di assistenza è stato selvaggiamente
tagliato. E questo è un grosso problema.
Devo dire che su questo si sarebbe potuto cercare qualcosa di più, perché io capisco
che non si possono prendere i 19 milioni di Euro dell'Energy Center e metterli sugli
anziani, che poi c'è anche una discussione tra investimento, assistenza… Una cosa è
investire, una cosa è la spesa corrente che poi l'anno prossimo dovrai ritrovare e tutto
quello che vuoi, però in questo momento storico effettivamente un po' più di
attenzione al welfare ci sarebbe dovuta essere. Per cui, pur capendo che la situazione
non è facile, questa parte del welfare è veramente straziante.
L'ultima cosa che volevo dire, poi, lascerò la parola al Consigliere Appendino più
avanti, per un'analisi tecnica in generale della situazione economica e finanziaria e
del Bilancio ed anche una risposta un po' puntuale alla relazione dell'Assessore
Passoni, è la questione di metodo, specialmente vista da una persona che è la prima
volta che si approccia al Bilancio Preventivo della Città di Torino.
Come sapete, noi siamo stati sostanzialmente costretti a presentare soltanto proposte
ostruzionistiche perché non c'è stato il tempo di avere le risposte e quindi molti di
questi dati che io ho detto oggi sono arrivati all'ultimo momento, magari dopo la
scadenza, o comunque, ovviamente, per proporre degli emendamenti sarebbe stato
necessario andare molto più nel dettaglio e questo non è stato possibile.
Però, devo dire che effettivamente, nonostante l'impegno, anche messo, almeno da
alcuni Assessori, perché altri sono arrivati alle riunioni senza neanche portare i dati,
senza fornire niente, ma, comunque, nonostante l'impegno degli Assessori, è molto
difficile per un Consigliere Comunale riuscire ad intervenire sul Bilancio, questo
indipendentemente dal livello di competenza, perché comunque molti dati, a partire
dai Bilanci di divisione, non sono disponibili o arrivano all'ultimo momento e
comunque, in generale, è chiaro che ci vuole un livello di approfondimento molto più
elevato.
La cosa che mi ha anche colpito è la difficoltà e la totale impossibilità di coinvolgere
cittadini, nel senso che mi sarei aspettato che in un Bilancio di Previsione che
presenta questo genere di tagli e quindi questo genere di sacrifici chiesti alla
cittadinanza ci fosse un modo di chiedere anche ai torinesi quali erano le priorità, su
cosa si poteva tagliare di più e su cosa si poteva tagliare di meno, cercare di capire.
Chiaramente, non ci si può aspettare che il torinese medio capisca i dettagli del
Bilancio, però perlomeno degli orientamenti generali, o perlomeno una discussione
tra le forze sociali della società civile su quali siano le priorità di spesa del Comune
di Torino in una situazione del genere. Tutto questo, sostanzialmente, non c'è stato.
Devo dire che io, il primo giorno, avrei anche voluto, molto semplicemente,
pubblicare l'intero insieme dei documenti di Bilancio, che sono 700 pagine, ma
comunque qualcuno magari ha voglia di leggersele, però questo non si può fare,
perché il Bilancio ovviamente, come parte della delibera, è riservato finché non viene
approvato, ma a me questa cosa sembrava onestamente una follia.
Io credo che, a maggior ragione, dato che si parla di decidere come spendere i nostri
soldi per quest'anno, per l'anno prossimo, sarebbe opportuno che qualunque
cittadino potesse vedere fino all'ultima riga di proposta di spesa e poter dire, da
qualche parte: \"Io sono d'accordo su questo, non sono d'accordo su quello, proporrei
questo o quest'altro\".
È chiaro che in una situazione di finanza complicata per una dimensione grossa come
la Città di Torino, questo richiederebbe un ripensamento profondo di tutti i processi
di contabilità. Quindi forse pensare alla contabilità sin dal principio per la
trasparenza e quindi non è un lavoro che si possa fare immediatamente.
Però, credo che qualcosa si possa fare. Noi avevamo proposto anche le forme di
Bilancio partecipativo che qualche Circoscrizione forse vorrebbe portare avanti
l'anno prossimo, che secondo noi sono un esperimento generale, ma più in generale
forme anche di trasparenza, fin dal principio, su tutto il procedimento di Bilancio.
Per questo, alla fine, noi, comunque, abbiamo cominciato a presentare una mozione
di accompagnamento, che è l'ultima cosa che vi introduco, che in realtà è molto
meno ambiziosa, ma va in questa direzione e parte sostanzialmente da alcune piccole
richieste.
La prima è di allungare un po' il termine di 21 giorni, che, secondo noi, ha
dimostrato veramente di essere troppo poco, tra il momento in cui i documenti
vengono presentati e il momento in cui vengono mandati in Aula. Quindi, noi
abbiamo chiesto di avere 30 giorni tra quando vengono presentati e quando vengono
liberati per l'Aula. Inoltre, abbiamo chiesto di fornire, prima dell'inizio della
discussione nelle Commissioni, il Bilancio di Previsione delle Divisioni e anche il
quadro riassuntivo, come ci è stato dato dalla maggior parte degli Assessori, delle
spese divise per attività, più che per capitoli di Bilancio.
Infine, sarebbe una cosa, secondo noi, molto interessante pubblicare all'inizio della
discussione, almeno alla cittadinanza sul sito web, il documento dei dati di sintesi,
che è un documento che comunque ha dei dati di alto livello (quindi, sono già
abbastanza interessanti), ma non c'è nessuna violazione di trasparenza particolare, tra
l'altro non è formalmente, se ricordo bene, dentro i documenti della proposta di
deliberazione e, quindi, anche dal punto di vista legale probabilmente non c'è
problema. Questo sarebbe veramente un passo avanti per permettere di far partire
dentro la cittadinanza e dentro le forze sociali una riflessione su quello che la Città si
appresta a fare in termini di programmazione della spesa per l'anno successivo e,
quindi, cercare di coinvolgere un po' di più i cittadini in quella che, in fondo, è la
decisione su come spendere i loro soldi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Grazie. Lei ha usato, giustamente, buona parte dei minuti a disposizione del Gruppo,
quindi il Consigliere Appendino potrà parlare per altri 10 minuti.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Io mi limiterò a fare una valutazione politica su questo documento.
Oggi ci troviamo a discutere e, poi, a votare un documento di programmazione
finanziaria che ha l'aspetto, ovvero la sostanza, di un'ultima piaggia.
Sarà una discussione anomala, che vedrà soltanto interventi da una parte dell'Aula,
in quanto alla maggioranza è stata tappata la bocca e quindi è stato posto il veto di
intervenire. E questo è un peccato, perché sarebbe stato simpatico conoscere cosa ne
pensava, ad esempio, il Consigliere Grimaldi o il Consigliere Mangone su questo
Bilancio.
Non avremo questo privilegio. Sentiremo, magari, soltanto l'intervento finale del
Capogruppo Lo Russo, che ascolteremo con molta attenzione.
Tornando nel merito, ho apprezzato molto il lavoro svolto dall'Assessore nel
districarsi nelle maglie molto strette di questo Bilancio; ho apprezzato la sua
prudenza e la sua meticolosità. Però, Assessore, queste due qualità credo che avrebbe
potuto usarle anche nella passata Consiliatura.
Ma torniamo ad oggi. Gli interventi previsti da questo Bilancio soddisfano in gran
parte quelle che sono le coperture dei servizi resi ai cittadini, ma sono servizi che
saranno a pagamento degli stessi cittadini e quindi non saranno certamente dei
servizi che saranno resi grazie alla virtuosità di questa Amministrazione.
Di riflesso - e qui parlo a titolo personale - mi sono assunto la responsabilità di non
utilizzare lo strumento dell'ostruzionismo per cercare di bloccare questo documento,
bensì ho cercato, con molta responsabilità, di presentare un numero minimale di
emendamenti che, a mio modo, andrebbero a soddisfare dei settori che ritengo
sottostimati in questo Bilancio.
Anche se in maniera molto modesta, ma avendo letto il Bilancio ed avendo avuto
modo di leggerlo in maniera molto attenta ed essendo le maglie molto strette, ho
cercato di trovare qualche possibilità di aggiustamento.
È chiaro che mi aspetto un confronto su questi emendamenti, non certo una chiusura
da parte della maggioranza, anche perché, se è pur vero che questa maggioranza ha
vinto lo scorso turno elettorale, quindi giustamente, in maniera legittima, deve
governare questa Città, è altrettanto vero che l'opposizione rappresenta un'altra parte
della Città e a quest'altra parte della Città noi dobbiamo dare delle risposte e
cerchiamo sempre di farlo in maniera trasparente, cercando il confronto politico.
È chiaro che, però, se poi noi ci troveremo di fronte un atteggiamento caratterizzato
da una sorta di tracotanza politica da fine impero che in alcuni casi ha caratterizzato
questa maggioranza, allora non vi aspettate poi un percorso agevole per il prosieguo
della Consiliatura, perché, a quel punto, un'altra parte dell'opposizione diventerà
molto più verbosa e cercherà di bloccare ogni atto che questa Giunta vorrà portare in
Aula. Anche perché ogni atto che verrà bloccato, sicuramente sarà un vantaggio per
la Città.
Quindi, mi aspetto, così come da una parte dell'opposizione c'è stata un'assunzione
di responsabilità, che altrettanto avvenga da parte della maggioranza.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Nel rivolgermi all'autore di questo Bilancio di Previsione, l'Assessore Passoni,
anche se chiaramente in collegialità con la Giunta, purtroppo - lo dico
simpaticamente, sull'onda delle schermaglie che abbiamo avuto nella dialettica in
Commissione - dovrò essere, giocoforza, un po' più severo del mio Capogruppo.
Non perché io voglia mettere in dubbio le sue doti professionali, anzi, devo dire che
già osservandolo da comune cittadino e da Consigliere di Circoscrizione nello scorso
mandato e anche in quest'anno di Consiglio, devo dire che la bravura nel maneggiare
i conti pubblici di questa Città, nel senso virtuoso e anche quello meno virtuoso del
dover tappare i buchi (che una situazione di così grande esposizione debitoria di
questa Città ha posto), non la si può di sicuro negare all'Assessore Passoni.
Il problema è che queste doti professionali le sta dimostrando nel migliore dei modi,
però come liquidatore. Perché, di fatto, è questo che leggiamo in questo Bilancio di
Previsione. Invece, una Città come Torino, in un momento come questo, avrebbe
bisogno di un Assessore al Bilancio.
Prima di entrare nel merito, voglio precisare che non ne faccio una colpa politica
all'Assessore Passoni; sono convinto che lui si trovi oggettivamente a dover gestire
una situazione a valle rispetto a decisioni politiche strategiche o di assenza completa
di strategia politica di rilancio di questa Città, che sono state prese a monte rispetto al
suo Assessorato. Però la responsabilità politica è comunque quella, non è solo
dell'Assessore Passoni e del Sindaco, ma di tutta la maggioranza che lo sostiene.
Per questo vado ad entrare un po' più nel dettaglio, anche perché vorrei ricordare a
noi tutti, anche di fronte al deserto dei tartari, che in questo momento rappresenta la
Sala Rossa, è un peccato che la videata della ripresa di Consiglio non riesca a
immortalare questa scena patetica, visto che stiamo discutendo il documento base,
principe della vita amministrativa di questa Città.
Questo evidentemente la dice lunga sul perché Torino è conciata così al momento.
In un Bilancio non si può non partire di sicuro dalle entrate. Oggettivamente, il
reperimento delle entrate, da parte di questa Città, fa capire qual è il suo indirizzo di
ripresa: di fatto, da un punto di vista tributario, l'impennata fiscale, che sta
attaccando i cittadini su tutti i fronti, sta dimostrando come si voglia scaricare
proprio sulla cittadinanza tutto il peso delle scelte errate amministrative degli anni
passati.
Questo lo dimostra il fatto che - l'abbiamo già discusso ieri, ma giova ripeterlo - per
quel che riguarda l'IMU, che è la tassa che colpisce tutti i proprietari di casa, la tassa
che colpisce anche i cittadini a reddito medio-basso, il gettito, una tassa che fino
adesso nemmeno c'era, passa direttamente a quasi metà di tutte le entrate, arrivando
ad ammontare ad un complessivo di oltre 400 milioni di Euro e andando a
determinare un aumento fiscale globale che è grossomodo del 16%, perché se
guardiamo il delta del Bilancio Previsionale 2012, dal 2011, passiamo da 746 milioni
a 885 milioni, ben 139 milioni di tasse in più, in un momento come questo, sulle
spalle dei torinesi, di tutti i torinesi, con un aumento del 16%.
Questo, al di là dell'IMU, su tutti i fronti. Abbiamo visto ieri l'aumento IRPEF, fino
al massimo consentito.
Questa Città ha introdotto, in un momento delicato in cui l'unica risorsa sembra
essere nuova, rispetto al tramonto della tradizione industriale, la boccata d'ossigeno
del turismo.
Abbiamo introdotto la tassa di soggiorno, così che andiamo a gravare con 6 milioni
di tasse sulle spalle del circuito turistico degli albergatori e degli esercenti.
È stata aumentata anche la tassa rifiuti, che va di nuovo a colpire tutta la cittadinanza
indiscriminatamente e aggiungiamo altri 6 milioni di Euro.
Vedete, tutto ciò rientra in un'altra strategia che denota la mancanza di respiro: la
dismissione della partecipate. Perché, vedete, un conto è cercare di aumentare la
competitività e razionalizzare l'esercizio dei servizi erogati dalle partecipate, con un
coinvolgimento del privato; altro invece è vendere, vendere, o meglio - come
ricordava giustamente il mio Vicecapogruppo Liardo -, svendere tutto, partendo da
prezzi di base d'asta ridicoli rispetto al valore commerciale comprato da altri privati
in altre transazioni precedenti.
Vuol dire anche - perdonatemi - rinunciare alla missione dell'Ente Locale nel
vigilare sulla qualità dei servizi, perché, vedete, noi siamo qui a discutere il Bilancio,
una delle poche prerogative deliberative che il nostro ordinamento giuridico consente
alla Sala, o meglio, all'Aula dei Consiglieri, al Consiglio Comunale.
Ormai sono veramente poche le competenze e le materie su cui gli eletti dai cittadini,
non la Giunta, ma i Consiglieri eletti con le preferenze possono andare a deliberare.
Il fatto che questa Sala vada addirittura a rinunciare con la cessione, non dei
pacchetti di minoranza, che possono andare a migliorare la qualità, piuttosto che a
spazzare via certe clientele che possono essersi stratificate nel corso dei decenni, ma
a vendere i pacchetti di maggioranza, i pacchetti di controllo, accontentandosi di
piccoli vincoli di Regolamento di Patto parasociale, che tanto i privati stanno già
dimostrando di non rispettare mai, oggettivamente questa non è una strategia a lungo
respiro, innanzitutto perché vuol dire - lo ricordo ancora - rinunciare alla funzione di
un Ente Locale, eletto dai cittadini democraticamente, di garantire quel controllo
democratico che i cittadini stessi, attraverso noi, dovrebbero esercitare sulle modalità
di erogazione di questi servizi.
Ma se anche volessimo seguirvi sulla logica, per rientrare nel Patto di Stabilità, di
creare liquidità e risanare i conti di questa Città, comunque non funzionerebbe,
perché oggettivamente, vendendo i bocconi gustosi, gli unici che abbiamo nelle
Partecipate torinesi, che non si ripetono, perché sono quelli, e una volta che li
abbiamo venduti li abbiamo venduti, vuol dire, invece, di accettare la sfida di
risanare la società, di cercare di migliorarne la governance.
Un altro elemento dipende dal fatto che sono scese in modo vertiginoso anche le
entrate da dividendi.
Ora, oggettivamente vuol dire che le partecipate non vengono gestite in modo
efficiente. La soluzione qual è? Forse buttare il bambino insieme all'acqua sporca? Io
non credo proprio.
Credo che, se questa Amministrazione avrà la miopia di vendere gli unici pacchetti
di valore azionari delle Partecipate di questa Città, in un momento di angoscia come
l'attuale, senza andare ad intervenire - e su questo ci arrivo tra pochissimo - su quello
che invece è il gigante, il colosso di spesa continua e corrente di questa Città, che
chiaramente è un fenomeno che si ripeterà negli anni, anche negli Esercizi futuri, lo
scenario, ahimè catastrofico, che prefiguro - ci tengo a dirlo a verbale non per fare
l'uccellaccio del malaugurio, ma perché è giusto che ci diciamo ognuno come vede
la situazione - è che, se noi al momento vendiamo o svendiamo gli unici elementi di
valore che questa Città possiede, rimane con la zavorra della spesa corrente non
tagliata anche nei futuri Esercizi, noi rientriamo quest'anno nel Patto di Stabilità
svendendo tutto quello che c'è, festeggiamo questa grande vittoria della Giunta
Fassino e poi l'anno successivo ripiombiamo nello sforamento, e a quel punto i
bocconi gustosi non ci sono più e abbiamo solo le ragnatele nella tasca di questa
Città, io poi allora mi vorrò chiedere e mi voglio chiedere oggi per il futuro, per il
2014, visto che si tratta di questo stesso mandato, la Giunta come spera di uscirne!
Il mio timore - e mi assumo la responsabilità di dirlo - è che, con grande
consapevolezza e professionalità, chi siede nei banchi - Consiglieri di maggioranza e
della Giunta - abbia perfettamente a conoscenza questa rappresentazione che sto
portando alla vostra attenzione e che tutti abbiano già capito che andiamo in quella
direzione, e il mio grande timore - e mi assumo la responsabilità di dirlo - è che qui si
intraprenda questa strada lo stesso, coscientemente, nella speranza, ciascuno
individuale, di trovarsi altrove in quel momento. Perché qui ci sono persone che
stanno imboccando una strada che è un vicolo cieco, senza alcuna prospettiva, nella
speranza di non trovarsi qui a subirne le responsabilità, ed è la perfetta continuità con
le Giunte che hanno preceduto questa: la miopia di indebitare fino alla morte questa
Città, perché tanto, quando la cittadinanza pagherà il conto, ci si troverà da altre
parti, chi in Parlamento, chi a capo di fondazioni bancarie, chi riciclato da qualche
parte, a chi andrà male magari a Bruxelles.
Allora, vedete, questo Bilancio è la carta d'identità di un fallimento e noi questo lo
dobbiamo dire.
Io mi permetto - magari usando anche qualche minuto di qualche mio Collega - di
entrare maggiormente nel dettaglio, soprattutto per quel che riguarda le spese.
Vedete, io capisco che si debbano aumentare le entrate, condivido di meno che lo si
debba fare solo sulla pelle dei cittadini con l'aumento delle entrate tributarie, però,
per quel che riguarda la spesa, non si possono chiedere sacrifici, come quelli che
conosciamo, rispetto ad un indebitamento che continua a crescere per coerenza con i
contratti stipulati un tempo, e siamo praticamente a 9 milioni di delta, per quel che
riguarda invece l'anno scorso, tra i mutui e gli interessi, oggettivamente è la stessa
cifra che dovrebbe rappresentare il miglioramento dell'indice di rigidità della spesa.
Questo dimostra la staticità, a livello di spese, di questa Città e che non c'è alcuna
strategia di rientro; dimostra una grande timidezza a livello di tagli del personale,
visto che questo è un baraccone che, nel corso dei decenni del consociativismo di una
certa prima Repubblica, ha pensato più ad assumere persone che non a trovargli
mansioni da esercitare, e questo dobbiamo anche avere il coraggio di dircelo.
In secondo luogo, l'indice di rigidità della spesa ci viene rappresentato con il delta
rispetto al Previsionale del 2011, e quindi uno vede una cifra molto rassicurante, 25
milioni; in realtà, se andiamo a confrontare l'indice di rigidità della spesa del
Previsionale 2012 con quello del Rendiconto del 2011 - quindi la situazione di come
si è chiuso l'Esercizio 2011 -, la differenza è di soli 7 milioni, ovvero la cifra che noi
spendiamo in conto capitale solo per il rimborso di mutui di un anno. Quindi vuol
dire: passi avanti, zero. E questo a livello generale.
Vorrei poi entrare molto brevemente - sapendo che altri Colleghi andranno a
penetrare maggiormente altre tematiche - sulla questione delle Circoscrizioni.
Noi parliamo tanto di decentramento, stiamo anche cercando di rivedere la Città con
un'ottica di città metropolitana, e sarebbe anche il momento, visto che siamo l'unica
metropoli rimasta indietro su questo orizzonte, però intanto cosa facciamo? Le
Circoscrizioni le strangoliamo. Nella scorsa tornata amministrativa non si è avuto il
coraggio di operare una coraggiosa riforma delle Circoscrizioni, e vorrei ricordare
che sono ormai un po' tanti mandati che, di fatto, la maggioranza ce l'ha il
centrosinistra in questa Città, eppure, piuttosto che salvare qualche cadreghino a
qualche Presidente, a costo praticamente di negargli qualunque risorsa per esercitare
le poche competenze che gli spetterebbero, noi andiamo a tagliare 4 milioni in due
anni, in particolare il 20% solo dal 2011 al 2012, di fatto andando a lasciare
completamente scoperti i conferimenti, da parte della Città, ad alcune Circoscrizioni
per delle voci di Bilancio fondamentali, come lo sport, il commercio, l'ambiente o le
politiche di genere.
Ci sono certi quartieri che prenderanno zero Euro per queste tematiche dalla Città. E
i loro cittadini cosa dovrebbero dire? Dovrebbero avere quasi il coraggio - io l'ho già
detto a mezzo stampa e lo faccio anche in questa sede -, i Presidenti, di mostrare gli
attributi, provocatoriamente, e di rimettere tutti insieme il mandato, perché è una
presa in giro mantenere le Circoscrizioni in questo stato. Dovrebbero essere l'anello
di congiunzione tra noi, tra l'Ente Città e i cittadini dei territori! Ed è questa la figura
che vogliamo fare con i nostri cittadini?
Ma preferisco andare oltre e passare, per esempio, ad un'altra tematica a cui tengo
molto: il welfare. Lo faccio, anche qui, a malincuore, dovendo criticare l'operato di
un Assessore, che è l'Assessore Tisi, che rispetto, perché oggettivamente vedo con i
miei occhi che sta tentando di fare miracoli rispetto ai numeri che si trova, però io
non mi posso esimere - perché è veramente una questione di coscienza - dal rilevare
che alcune voci, e guardo per esempio i disabili, sono state tagliate di 2 milioni
dall'anno scorso a quest'anno.
Uno può dire: "Beh, dobbiamo tirare la cinghia tutti, tutti devono patire gli effetti
della crisi", magari chi più e chi meno.
Invece, vedere che il Settore Stranieri e Nomadi - abbiate pietà, non voglio ricadere
sempre sul solito tasto - non solo non viene tagliato, ma aumenta di 70.000 Euro!
Ora, sinceramente, pur nella consapevolezza - perché l'Assessore è stato chiaro in
Commissione - che gran parte di questi fondi arrivano da progetti ministeriali e
quindi di fatto non sono soldi spesi direttamente dalla Città, e si parla di progetti
ministeriali attivati anche in gran parte secondo l'ultimo Governo, quindi a operato
del Ministro Maroni - e non mi sottraggo -, quindi anche del centrodestra che lo
sosteneva, io devo però rilevare che c'è un'altra anomalia di questa voce "Stranieri e
Nomadi" rispetto a tutte le altre del Bilancio welfare, perché tutte le voci del welfare
si distinguono tra "Prestazioni Dirette" e "Trasferimenti ad Associazioni".
Ora, in tutte le voci, quella dei "Trasferimenti ad Associazioni" non supera quasi
mai, grossomodo, il 10%, 15%, massimo 20% della voce complessiva, invece la voce
"Stranieri e Nomadi" va ad assommare al 54% del totale.
Ora, vedete, io ritorno al fatto per cui, se siamo in fase di sacrifici e tutti dobbiamo
tirare la cinghia, lo devono fare veramente tutti, anche quelle associazioni, quelle
realtà - e non mi riferisco a nessuna in particolare, ma a tutte nel loro complesso -
che si sono fatte carico di gestire dei processi veramente sensibili, come i campi
nomadi piuttosto che l'integrazione, in certe periferie, delle comunità straniere, e che
non in tutti i casi, ma nella stragrande maggioranza dei casi, hanno rappresentato una
voragine di fondi pubblici presentando risultati zero, con il fine che addirittura certe
periferie, rosse ideologicamente fino al midollo per tradizione operaia, vanno a fare i
pogrom contro i nomadi.
Questo è il risultato dell'operato di molte, tante, per non dire tutte le associazioni
operanti in questo settore. E voglio vedere chi osa negare questo dato di fatto
rilevabile veramente da qualunque media cittadino e addirittura nazionale.
Per concludere, vado su un altro tema, che, anche solo per mie provenienze di
percorso politico e militante, mi tocca veramente da vicino: le politiche giovanili.
Vedete, quando l'Assessore ai giovani Fassino, le poche volte che si reca in
Commissione da noi per rendere conto del suo mandato, tolto averci ripetuto le linee
programmatiche due o tre volte e dirci che invece era il Piano giovani, quando si è
trattato di esporre il Bilancio mi aveva sorpreso, perché si era dimostrato, devo dire,
fattivamente molto disponibile ad informarci di questa sua strategia di trasversalità
tra diversi Assessorati delle Politiche giovanili.
Erano stati promessi dettagli a tutti i Commissari e Consiglieri di tagli di Bilancio da
un anno all'altro, e questo oggettivamente è arrivato, c'è stato un tracollo - non è
colpa di nessuno - determinato dal fatto che sono finiti i fondi di Torino Capitale
Europea dei Giovani che era del 2010, però non è arrivato il benché minimo dato
rispetto agli stanziamenti che gli altri Assessorati dovrebbero aver operato rispetto
alla delega giovanile. E questo quando il prospetto portato dall'Assessore Fassino
(perché questa è la sua funzione in tale delega) in Commissione rilevava - e uno
stranamente taciturno Consigliere Grimaldi in quella V Commissione l'aveva
effettivamente rilevato, quindi sarei proprio curioso di capire adesso qual è il suo
atteggiamento di fronte alla mancanza di qualunque dato fornito ai Commissari - che
il Progetto Giovani per Torino sarà riallocato al Servizio Pari Opportunità,
diventeranno competenza della Direzione Cultura, Pagella Non Solo Rock, Lingua in
Scena, Emersione Festival, Spazio 211, MurArte, PicTurin, Ars Captiva, e Festival
del Teatro di Strada; invece il Progetto Casa lo diamo alla Divisione ERP. Mentre,
per concludere, all'Assessore Pellerino rifiliamo Torino Città Universitaria, Servizi
Opportunità per l'Adolescenza, le attività Student Europoint, Luogo Comune,
Letture Ricostituenti, Scuola Super Oltre Confine, Rassegna Gianni Reale,
Sottodiciotto Film Festival, ViewFest, View Conference, Treno della Memoria.
Ora, e tutto ciò? I dettagli dove sono? I soldi chi li mette? Gli Assessori non ci hanno
detto nulla su tutto ciò.
Non vorrei che avesse ragione quella cattiva opposizione reazionaria che sosteneva
che, quando il Sindaco Fassino si è tenuto in capo a sé la delega delle Politiche
giovanili, non fosse mai uno smantellamento delle Politiche giovanili stesse.
Accidenti! Speriamo che non abbia ragione quella cattiva opposizione! Perché, se noi
adesso guardiamo questo Bilancio, c'è scritto esattamente questo. E ci sarà da ridere
quando andremo a vedere nel dettaglio questi progetti e si dovrà cercare di capire da
dove tireranno fuori i soldi questi Assessorati, perché o non hanno coinvolto i
Commissari nel dire dove stanno nei loro Bilanci, o se no questi soldi non sono stati
stanziati e questi progetti verranno smantellati e io già mi sto preparando al mantra
lacrimevole della Regione che è cattiva e non paga. Perché prepariamoci già a
questo, è nell'ordine delle cose.
Ora, sinceramente, per concludere questo intervento, che, ahimè, è stato meno
tranquillo e rasserenante del previsto e anche del voluto, a dir la verità, ma poi,
quando qualcuno ci crede, è anche normale metterci la passione, non è che siano
mancate proposte di merito dall'opposizione. Sinceramente, oltre quelle di
emendamento presentate dal Consigliere D'Amico del nostro Gruppo, in realtà ci
sono anche delle proposte politiche di ampio respiro che volevano andare nella
direzione di razionalizzare le spese di questa Città, senza andare a gravare sui
cittadini o dismettere o rinunciare o vendere, o dover in ogni caso rinunciare, perché
questo è il termine giusto. Io ne voglio citare una per tutte, non solo le proposte di
riassetto della governance delle Partecipate, su cui comunque andrà anche qualche
mio Collega a entrare più nel dettaglio in seguito, ma io vorrei ricordare a tutti che
c'è una mozione presentata dal sottoscritto sull'ipotesi di innestare un processo di
due diligence praticamente di audit interno, per cercare di individuare quei rami
secchi da tagliare, che, nonostante la buona volontà del Presidente Altamura in I
Commissione, che ha riunito ben due sedute di quella Commissione per cercare una
sintesi su quel testo e, nonostante un'apertura del Consigliere Tricarico che aveva
proposto degli emendamenti comunque per portarla in modo trasversale, senza
rinunciare al merito, tutto ciò, ahimè, si è arenato e dopo questo Bilancio, per un
anno, diventa carta straccia.
Speriamo che venga recuperato per un'eventuale variazione, ma permettetemi di
dire, di fronte anche l'atteggiamento arrogante e di chiusura rispetto a qualunque
proposta della minoranza, che mantengo tutto il mio scetticismo su questa speranza e
su questa possibilità.
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