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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201202233/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per oggetto: "Approvazione Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)". della proposta di mozione n. mecc. 201202904/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'". della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202916/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'". della proposta di mozione n. mecc. 201203307/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 21 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 (IMU Regolamento) - IMU ed enti non commerciali". della proposta di mozione n. mecc. 201203368/002, presentata dai Consiglieri Tricarico, Lo Russo, Sbriglio, Curto, Porcino e Moretti in data 25 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento deliberazione 201202233/013 'Indirizzi per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'". della proposta di deliberazione n. mecc. 201201121/002, presentata dai Consiglieri Marrone, Magliano, Greco Lucchina, Tronzano, Ambrogio, Furnari e Liardo in data 17 gennaio 2012, avente per oggetto: "Riduzione aliquota IMU sulla prima casa allo 0.2% ai sensi del capo II - Disposizioni in materia di maggiori entrate - articolo 13 del Decreto Legge 201 detto 'Monti' o 'Salva Italia' del 6 dicembre 2011 e successive modifiche". della proposta di deliberazione n. mecc. 201202834/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 1° giugno 2012, avente per oggetto: "IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale. Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012". della proposta di mozione n. mecc. 201203143/002, presentata dai Consiglieri Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 14 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione 201202834/013 'IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale. Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012'". della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201203193/002, presentata dai Consiglieri Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 18 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202834/013 (IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale. Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012)". della proposta di mozione n. mecc. 201201926/002, presentata dai Consiglieri Altamura, Nomis, Tricarico, Lo Russo, Paolino, Centillo, Cassiani, Ventura, Levi, Muzzarelli, Genisio, Alunno, Carretta, Tronzano e Liardo in data 17 aprile 2012, avente per oggetto: "Indirizzi per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)". della proposta di mozione n. mecc. 201202193/002, presentata dai Consiglieri Bertola e Appendino in data 3 maggio 2012, avente per oggetto: "Imposta Municipale Unica (IMU) Agevolazioni per i proprietari di prima casa gravata da mutuo ipotecario, per unità immobiliari equiparabili alla prima casa e per altre situazioni particolari". della proposta di mozione n. mecc. 201202663/002, presentata dai Consiglieri Tronzano e Ricca in data 24 maggio 2012, avente per oggetto: "Il Comune faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro l'IMU". della proposta di mozione n. mecc. 201202118/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 27 aprile 2012, avente per oggetto: "IMU abitazione principale". della proposta di mozione n. mecc. 201203218/002, presentata dai Consiglieri Coppola, Tronzano, Magliano e D'Amico in data 19 giugno 2012, avente per oggetto: "IMU ed enti non commerciali". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202161/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 2 maggio 2012, avente per oggetto: "IMU mutuo prima casa". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201202233/013 e la proposta di deliberazione n. mecc. 201202834/013, comunico che in data 20/06/2012 la competente Commissione ha rimesso i provvedimenti in Aula. Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201201121/002, comunico che in data 16/05/2012 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Proseguiamo con il dibattito. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Relativamente all'IMU, per tutto il resto non voglio neanche proferire verbo. Ho pensato ad un sentimento sull'IMU che potesse esprimere questa situazione e mi è venuta in mente una serie televisiva dove un attore ogni tanto amava dire: "Che amarezza!". Io leggo così questo passaggio che sarà dell'IMU in questa Consiliatura, perché, fin dal primo momento, ci siamo trovati davanti ad un muro di gomma; abbiamo cercato più volte di discutere con la maggioranza e con la Giunta su quelle che potevano essere le varie possibilità per evitare di appesantire i nostri concittadini di una tassa, proprio una tassa sulla proprietà, o sul sacrificio, chiamatela come volete, ma di una tassa vera e propria si tratta. Abbiamo cercato, a questo punto, una strada alternativa, che era quella di cercare di "punire" - tra virgolette chiaramente - i fautori, invece, di tutto questo sfacelo economico, che erano proprio le banche, cercando, sia con proposte di ordine del giorno, che poi discuteremo nei prossimi giorni, sia con proposte di mozioni, di fare in modo che sulla prima casa e, soprattutto, sulla prima casa gravata dal mutuo, si potesse trovare il modo per coinvolgere, in qualche modo, le banche, che hanno continuato a spillare e continueranno a spillarci quattrini, dove possono prendere, dove vogliamo che si prenda, perché poi, alla fine, i grandi poteri, i poteri forti non vengono mai toccati. Abbiamo cercato, attraverso la proposta di ordine del giorno, di chiedere al Sindaco di intervenire. Abbiamo fatto delle proposte in Commissione anche abbastanza serie - tra l'altro, mi collego anche a quanto detto prima dal Consigliere Bertola -, perché, poi, alla fine, abbiamo capito che, forse, se poteva esserci uno spiraglio di possibilità e di discussione, poteva essere proprio sulle banche. Da qui allora una serie di proposte, che non considero così sconclusionate o così assurde: quella ad esempio di intervenire, per chi ha il mutuo in corso, con un appoggio da parte delle banche; quella ad esempio della seconda rata, quella più pesante, magari di anticiparla come banca e poi ridistribuirla sulle rate del mutuo, perché, comunque, a fine anno, chi già deve pagare il mutuo e, magari, ha le rate semestrali, si troverà ancora un sovraccarico di denaro da tirare fuori. Allora, un'idea poteva essere questa, cioè la banca anticipa la rata e poi la distribuisce durante le rate del mutuo successive. C'era una serie di proposte, fino ad arrivare all'intervento della banca in proporzione a quanto mutuo residuo possa ancora avere, o meno, la persona proprietaria. Perché è vero che il proprietario risulta chi ha contratto il mutuo, ma, nella realtà, la contropartita - io lo chiamo il ricatto -, in caso di mancato pagamento, è talmente alta che in un attimo ci si vede portar via la casa. Ricordiamoci anche del fatto che, negli ultimi 8-10 mesi, la Banca Centrale ha fatto avere dei fondi alle banche per aiutare chi potesse averne bisogno e le banche hanno pensato bene di trattenersi tutto e di gestirli per investimenti loro personali, che hanno moltiplicato in modo vertiginoso i loro interessi. Noi ci abbiamo provato, ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci, tanto è vero che quello che discuteremo più avanti riporta proprio queste nostre proposte. Io spero che si possa aprire uno spiraglio e che ci sia ancora lo spazio per discutere sulla seconda o sulla terza rata, comunque il saldo. Proprio un filo di luce l'Assessore l'ha aperto, dicendo che comunque c'era ancora da discutere qualcosa e tutto poteva essere ancora ridiscusso. Io spero che in questo filo di luce si possano tenere in considerazione queste nostre proposte, che servono solo ed esclusivamente ad aiutare veramente chi ha fatto sacrifici per una vita per mettersi via qualcosa o per dare qualcosa ai figli. Non dimentichiamocelo mai, chi ha denari, chi ne ha tanti, non gliene può fregare di meno, intanto perché è capacissimo di trovare gli escamotage vari per riuscire a non pagarli. Sappiamo benissimo quanti grandissimi professionisti riescono a malapena, poverini, a mettere insieme il pranzo con la cena ed arrivare a 15.000 Euro l'anno di reddito. Quindi, loro sanno benissimo quali escamotage trovare per riuscire ad eludere il fisco. Invece, la povera gente viene continuamente bersagliata e non ha possibilità di scampo. Tra le varie proposte di mozione che abbiamo fatto, ne abbiamo fatta una che riguarda in modo assolutamente diretto le banche, perché le banche hanno anche la faccia tosta di risultare come enti o fondazioni, quindi paragonabili all'onlus, e quindi non pagano l'IMU. Questa è un'altra cosa veramente assurda. Infatti, chiediamo che le banche vengano esentate da questo paragrafo dell'IMU, dove li esenta esattamente come qualunque onlus o fondazione a scopo benefico, perché - ne converrete con me - fanno tutto tranne che del bene, fanno del bene a loro stesse, come hanno fatto fino adesso. Quindi, io mi auguro - ripeto, lo dico ancora e mi appello ancora alla Giunta - che si possa aprire uno spiraglio, una piccola possibilità per dare una mano in quella che potrà essere o l'addizionale o, addirittura, la richiesta al Governo centrale per alleggerire il più possibile quello che sarà l'orpello del mutuo, in prima battuta sulla prima casa e, dove è possibile, sulla seconda casa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tricarico. TRICARICO Roberto Io, in apertura del mio intervento, voglio prima di tutto ringraziare l'Assessore per l'illustrazione e per il lavoro svolto, che si è incrociato con il lavoro, devo dire assai intenso, presieduto dal Consigliere Altamura, che ha impegnato tutti noi Consiglieri in un'attività di Commissione molto proficua ed assolutamente utile. Un'attività, la nostra, che ha dovuto fare i conti con un quadro definito in maniera assai precisa e che ha confermato le tendenze dei vari Governi che si sono succeduti in questo periodo, che hanno concentrato l'impegno di risanare il Bilancio pubblico del nostro Paese fondando sostanzialmente il proprio intervento sul sistema locale. Quindi, il decreto "salva Italia", introducendo l'IMU, non ha fatto altro che continuare in questa politica che ha messo assai in difficoltà tutto il sistema degli Enti locali e quindi anche il Comune di Torino. Il Comune di Torino, però, nel presentare questa manovra - e di questo dobbiamo dare atto all'Assessore, ai suoi Uffici e a tutta la Giunta - è riuscito a costruirla in maniera tale da poter contribuire a presentare un Bilancio, che è stato depositato e non abbiamo ancora discusso, che sostanzialmente si allinea alle previsioni dell'anno precedente e quindi tentando un'operazione di rigenerazione del sistema economico torinese, attraverso anche quello che noi riteniamo essenziale, cioè la garanzia dei servizi che sinora sono stati erogati da questo Comune. L'altro merito che noi registriamo e del quale, in qualche modo, ci riteniamo protagonisti è stato quello di intervenire evitando alcune storture che il decreto "salva Italia" ha previsto. La prima stortura che noi, in qualche modo, abbiamo voluto denunciare e alla quale abbiamo rimediato è il fatto di mettere sullo stesso piano le abitazioni affittate da privati fuori da quella principale rispetto alle abitazioni di edilizia sociale in senso lato, cioè possedute dall'ATC e dalle Cooperative indivise. Il fatto di considerare seconda casa, in sostanza, una casa assegnata dall'ATC nei confronti di soggetti che risultano aventi i requisiti, così come previsti dalla legge, ci è sembrata da subito una stortura che abbiamo immediatamente denunciato, una stortura che ci aveva portato a presentare una mozione e che invece oggi trova rimedio nell'illustrazione che ha fatto l'Assessore Passoni, perché l'Assessore Passoni ha introdotto un criterio che noi accettiamo e che noi riconosciamo, cioè quello di stabilire l'aliquota per tutte quelle che possono essere considerate abitazioni principali. Quindi, è abitazione principale l'abitazione dove vive in proprietà la famiglia, ma è abitazione principale anche l'appartamento assegnato ad un inquilino ATC, è abitazione principale anche l'appartamento assegnato da una cooperativa edilizia. E quindi il fatto di avere individuato un'aliquota del 5,75 per le abitazioni principali ha immediatamente avuto come conseguenza il fatto di prevedere la stessa aliquota anche per gli appartamenti dell'ATC e gli appartamenti delle cooperative. Poi, la Giunta si è dimostrata sensibile ad una richiesta che, per la verità, non può essere ascrivibile esclusivamente al Gruppo Consiliare del PD, ma è una richiesta che è pervenuta da tutta la Commissione, cioè di prevedere, con questa manovra, anche degli interventi capaci di favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta nel mercato privato della locazione, a condizione che l'offerta sia un'offerta a canone concordato. Non importa se un canone concordato originato da contratti patrocinati dal Comune di Torino o originato da contratti che liberamente i privati sottoscrivono. Il fatto di aver individuato come aliquota il 5,75, uguale quindi a quella dell'abitazione principale, è - a mio parere - una scelta politica che noi dobbiamo sostenere e che noi dobbiamo rivendicare, perché - l'abbiamo discusso più volte in quest'Aula - c'è un'esigenza, cioè quella di allargare il parco degli alloggi, soprattutto quelli vuoti oggi a disposizione della nostra Città, per metterli a disposizione di chi cerca casa. Il fatto che questa aliquota si confronti con un'aliquota assai più alta, cioè quella della seconda casa, che è stata individuata appunto nel suo livello massimo, dovrebbe spingere i proprietari ad individuare il contratto concordato come il contratto principale da mettere sul mercato. Tutto questo ci porta a condividere la manovra che ha presentato l'Assessore, ma soprattutto ci impone, però, di continuare a cercare le risorse necessarie per fare questa operazione, perché questa operazione, per il momento, ha un limite, cioè quello di continuare a mantenere un'aliquota che noi consideriamo troppo alta per l'alloggio sociale e, infatti, noi avevamo previsto, in un emendamento che ritireremo, la riduzione dell'aliquota originaria del 6 al 4, perché ritenevamo che quelle risorse dovessero essere mantenute nel sistema pubblico, come peraltro inizialmente anche il decreto "salva Italia aveva previsto, perché l'idea di applicare l'IMU anche sull'edilizia sociale è un'idea che non nasce immediatamente con l'introduzione dell'IMU, ma che, invece, evidentemente, sulla base delle esigenze di Bilancio del nostro Paese, è stata pensata in un momento successivo. Infatti, noi pensavamo ad un'esenzione totale dell'IMU per l'edilizia sociale e continuiamo a credere che un'eventuale esenzione da parte dello Stato avrebbe permesso, come lo stesso Ministro delle Infrastrutture aveva scritto al Presidente del Consiglio, di generare un investimento per la manutenzione e per il risanamento delle case pubbliche, che poi sarebbero state messe a disposizione degli inquilini in attesa di casa popolare. Ebbene, noi pensiamo che, nel caso in cui si dovesse verificare un extragettito rispetto alla previsione iniziale, prioritariamente questo ulteriore gettito debba essere impiegato per ridurre ulteriormente l'aliquota per le ATC e per le Cooperative indivise. A sostegno di questo, noi abbiamo depositato un subemendamento che, appunto, sostituisce la proposta di mozione precedente ed è un subemendamento con una forte rilevanza politica, perché è un subemendamento firmato da tutti i Capigruppo della maggioranza che, riprendendo le premesse che ci avevano portato a richiedere da subito l'applicazione dell'aliquota minima per l'edilizia sociale, rinvia ad un momento successivo, cioè con l'assestamento di Bilancio del mese di settembre, la verifica dell'esistenza di queste risorse che devono, a nostro giudizio, essere impiegate prioritariamente per ristabilire un equilibrio nella politica abitativa che, con questa manovra, abbiamo definito. Perché, se è vero che un punto percentuale di riduzione dei contratti concordati vale 1.200.000 Euro e se, come abbiamo stabilito, ridurremo di 2 punti l'aliquota per i canoni concordati, noi facciamo una manovra per i canoni concordati di 2.400.000 Euro, che coincide esattamente con quanto non restituiamo all'ATC, non riducendo da 0,6 a 0,4 l'aliquota, e quindi sostanzialmente con l'IMU che paga l'ATC noi finanziamo il canone concordato nel sistema privato. Un'operazione che, a mio giudizio, ha un suo senso, ha un criterio, è accettabile, l'approviamo, però dobbiamo anche, nella misura in cui potremo farlo, restituire all'ATC queste risorse che attualmente prendiamo in prestito, perché, altrimenti, c'è il rischio che quest'operazione sia un'operazione che mantiene intatta la bontà politica e che, quindi, come tale, ripeto, noi vogliamo sostenere e sosteniamo, però deve ritrovare un equilibrio che, nel caso in cui non si potesse realizzare, rischierebbe di essere una manovra che ci soddisfa non completamente. Alla luce di tutto questo, quindi, io, a nome del Gruppo del Partito Democratico, posso dire che apprezziamo il lavoro che è stato fatto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Io, ovviamente, rispetto alla posizione dell'IMU condivido quanto detto dal Consigliere Bertola. Aggiungo, in tono un po' polemico, che mi fa anche me sorridere vedere tutti qui che, in qualche modo, la definiscono un'imposta inaccettabile, però poi, di fatto, che qualcuno intervenga anche a livello nazionale per evitarla, a quel punto spariscono tutti. Entrando nel merito, vorrei prima fare un appunto sul metodo e, in tal senso, mi rivolgo soprattutto al Capogruppo del PD, Consigliere Lo Russo, che in questo momento non mi sta ascoltando e attendo che mi ascolti... Grazie. Solo perché ho qualche appunto da fare sul metodo e qualche polemica, soprattutto perché, tra l'altro, la mozione di accorpamento è stata firmata da tutta la maggioranza, quindi mi sembra corretto che soprattutto il Capogruppo del PD ascolti. Io ritengo inaccettabile, assolutamente inaccettabile e anche mancanza di rispetto nei confronti dei Consiglieri che hanno lavorato nel merito, avere innanzitutto contingentato i tempi di intervento, cioè noi oggi stiamo discutendo, in venti minuti a Gruppo, circa venti punti all'ordine del giorno, che è una cosa inaccettabile e soprattutto visto il tema che stiamo trattando, che non sono solo le due deliberazioni proposte dall'Assessore Passoni, ma ci sono altri quindici documenti presentati. Questa è una cosa, a mio avviso, inaccettabile, una mancanza di rispetto per chi, in qualche modo, è sempre - in questo caso - sull'IMU intervenuto nel merito. Ancora più mancanza di rispetto è l'aver accorpato gli emendamenti, perché, come voi ben sapete e il Presidente di Commissione, che svolge sempre bene il suo ruolo, quindi nulla da ridire, sa benissimo che la proposta di deliberazione che stiamo discutendo oggi, che riguarda l'IMU, non è stata liberata non per non volontà dell'opposizione - quindi andava votata probabilmente settimane fa -, bensì perché non erano presenti dei Consiglieri di maggioranza. Quindi che oggi mi venga detto che devono essere accorpati degli emendamenti di merito, tutti di merito, perché sull'IMU - io parlo del mio Gruppo - noi siamo intervenuti solo nel merito, e non ci sia data la possibilità di discuterli, ma vengano accorpati, è una mancanza di rispetto totale. E le rispondo, perché so già cosa mi dirà lei, Consigliere Lo Russo, che se noi abbiamo fatto ostruzionismo su un'altra proposta di deliberazione, questo non dà, a mio avviso - ovviamente è una posizione personale - alcun diritto ad accorpare emendamenti di merito su tutt'altra deliberazione, che non c'entra nulla, perché il Bilancio è una cosa, l'IMU è un'altra cosa. E sono state discusse anche a parte, soprattutto la deliberazione che riguarda il Regolamento, non le tariffe e le detrazioni. Quindi, io lo ritengo veramente inaccettabile. Poi, la ciliegina sulla torta, che veramente mi ha fatto arrabbiare, imbestialire - e mi rivolgo sempre al Collega Lo Russo - è stato addirittura che ci è stato chiesto di dire: "Ma sì, magari trovate due emendamenti fra i venti che avete fatto e quelli li possiamo discutere". Guardi che quegli emendamenti non sono delle bandierine, sono emendamenti di merito e se mi viene chiesto di sceglierne due, io non so quali scegliere, perché sono tutti importanti uguali. Quindi, forse lei non ha letto gli emendamenti, perché probabilmente quella proposta non ce l'avrebbe fatta. Tolto ciò, entro nel merito dei documenti che abbiamo presentato, che sono di accompagnamento. Il primo documento che abbiamo presentato è una proposta di mozione che prende atto del fatto che al Catasto moltissime zone sono ancora censite in modo errato, cioè addirittura all'interno di uno stesso immobile ci sono alcune unità, alcune particelle, che hanno definito una zona censuaria, altre invece che non ce l'hanno e questo fa sì che addirittura all'interno dello stesso immobile ci siano appartamenti dove viene pagata un'aliquota IMU in base ad una zona censuaria e altri appartamenti, sempre nello stesso immobile, a cui è applicata un'altra zona censuaria. Il che vuol dire che, di fatto, due appartamenti che sono all'interno dello stesso immobile, pagano l'IMU diversa. Il che vuol dire che alcuni soggetti pagano troppo e altri pagano troppo poco. Quindi noi, con questa proposta di mozione, prendiamo atto di questa situazione, abbiamo fatto riferimento ad un caso specifico, che è Via Vigliani, ma in realtà di casi simili ce ne sono altri. Quindi, prendendo atto di questa situazione, che fa sì che ci siano soggetti che pagano un'aliquota scorretta, poiché c'è un errore presente al Catasto, chiediamo al Sindaco ed invitiamo quindi il Sindaco e la Giunta ad attivarsi presso l'Agenzia del Territorio, che è il soggetto competente, affinché vengano attuate le azioni necessarie, innanzitutto per identificare e correggere queste problematiche che sono presenti e, in secondo luogo, in caso di corretta segnalazione che avviene, perché oggi praticamente un cittadino può rilevare che c'è un errore, ma poi questo errore viene corretto solo per quella singola particella e non viene modificato tutto l'immobile, si chiede anche di prendere atto di questo e cercare di inserire delle procedure, affinché tutto l'immobile venga corretto in seguito alla segnalazione che riguarda un'unica unità. E poi, soprattutto, che venga data corretta informazione ai cittadini di questa situazione, che genera, di fatto, delle scorrettezze nel calcolo dell'IMU e quindi che vengano anche pubblicati i fogli che riguardano le zone censuarie, in modo tale che i cittadini vengano informati e possano anch'essi segnalare eventuali disinformazioni, o comunque eventuali problemi e che si possa in tal senso intervenire. Il secondo documento, invece, è una proposta di ordine del giorno che, in qualche modo, evidenzia, anzi in modo decisamente netto, l'iniquità che c'è oggi per quanto riguarda i 50 Euro di detrazione previsti per ciascun figlio di età non superiore ai 26 anni. Infatti, in questi casi, la detrazione è solo concessa - questo ovviamente a livello nazionale, non è a discrezione del Comune, in tal senso abbiamo scritto la proposta di ordine del giorno - nel caso in cui i figli dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Il che vuol dire, per renderla più semplice e fare un esempio, che nel caso di genitori separati, mantenendo l'attuale diretto collegamento della definizione di nucleo familiare con la residenza anagrafica, si consolidano i privilegi a vantaggio del genitore co-residente e la corrispondente penalizzazione dell'altro genitore. Faccio un esempio ancora più semplice: se si considera una famiglia separata in cui madre e padre hanno gli stessi redditi ed ospitano i figli per tempo uguale, praticamente solo il genitore presso il quale risiede il figlio ha diritto alla detrazione. Il che, a nostro avviso, in qualche modo, è iniquo e quindi si chiede, con questa proposta di ordine del giorno, di intervenire - e questo ovviamente dovrà essere fatto a livello nazionale - con le iniziative che si ritengono più opportune, affinché questa iniquità venga risolta. Visto che ho ancora la bellezza di 4 minuti credo, visto che sono stati contingentati i miei tempi e visto che i miei emendamenti sono stati tutti accorpati, procedo a presentare anche gli emendamenti, visto che domani avrò la bellezza di 2 minuti per presentare 15 emendamenti. Gli emendamenti riguardano il Regolamento e sono in parte emendamenti che vogliono, in qualche modo, specificare delle cose, che, tra l'altro, giustamente, ho visto dai pareri, sono state anche definite presenti già a livello nazionale, quindi di fatto la legge già lo impone, mi sembrava però opportuno, comunque, inserirle nel Regolamento, anche perché il lavoro che noi abbiamo fatto è soprattutto nato dall'analisi di altri Regolamenti di altri Comuni, quindi abbiamo verificato cosa hanno fatto gli altri Comuni e da lì abbiamo preso spunto e abbiamo cercato, in qualche modo, di fare delle proposte migliorative per il Regolamento che riguarda la Città di Torino anche per renderlo più comprensibile ai cittadini. Uno degli emendamenti che abbiamo proposto riguarda l'articolo 5. In realtà, in questo caso, si voleva dare un'arma in più al Comune. Ho visto, tra l'altro, che abbiamo avuto, anche qui, il parere tecnico e contabile favorevole. Cioè, si voleva andare a dire: invece di com'era esplicitato l'articolo 5 ai commi 1 e 2, noi li abbiamo riscritti, in modo tale da dare la possibilità - da quanto mi risulta invece non è così, visto che il Regolamento passerà così, proprio perché gli emendamenti sono stati accorpati e mi piace ripeterlo più volte - al Comune di intervenire con degli accertamenti ed applicare l'imposta, praticamente, sul valore derivante da un atto. Cioè, se c'è stata una vendita, di fatto, quindi da questa vendita deriva un valore, che è diverso rispetto a quello presente, si dà la possibilità al Comune di accertare, in base al nuovo valore che è emerso e applicare l'imposta sull'eventuale differenza. Questa è una cosa che, in realtà, è già presente in alcuni Regolamenti di altri Comuni, quindi ci sembrava opportuno provare a inserirlo. Ovviamente, questo non accadrà. Un altro emendamento che abbiamo proposto riguarda, invece, i rimborsi ed è figlio del lavoro che era stato condiviso ed era stato anche accolto dall'Assessore e dagli Uffici e cioè si fa riferimento alla soglia dei 30 Euro rispetto ai rimborsi a fronte di un cittadino che ha pagato di più rispetto a quello che è dovuto. In questo caso, con l'introduzione di un articolo nuovo che avevamo formulato, riprendendo e coerentemente con il Regolamento precedente per come era stato modificato... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. APPENDINO Chiara Ho ancora trenta secondi. Grazie. Rispetto all'articolo che abbiamo inserito, davamo la possibilità, coerentemente con quanto detto prima, anche eventualmente a compensare. E quindi anche questo, siccome non era esplicitato, ci sembrava opportuno scriverlo. Concludo con il terzo emendamento su 10, che riguardava, invece, l'introduzione dell'articolo 5 bis, che riguarda le aree fabbricabili coltivate da imprenditori agricoli e coltivatori diretti. In questo caso, mi sembra di aver capito, comunque, dalla lettura del parere che è una cosa già prevista per legge, quindi di fatto è implicita. Mi spiace che non sia scritto in modo esplicito nel Regolamento, perché chi non conosce i decreti e non conosce la legge nazionale, probabilmente, non lo legge e non lo sa. Comunque, di fatto, volevamo esplicitare il fatto che se c'è un'area fabbricabile coltivata e quindi è un'area che viene utilizzata comunque ad uso agricolo, ma è diventata fabbricabile, ad esempio, per una variante, comunque l'area venga assimilata a terreno agricolo e quindi l'IMU venga calcolata di conseguenza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Avevo previsto un intervento diverso, ma mi limiterò semplicemente a dire qual è la posizione di Futuro e Libertà di Torino. Intanto, c'è da dire che a nessuno fa piacere pagare delle tasse nuove, a nessuno fa piacere trovarsi, in questi momenti di crisi economica profonda, a dover fare dei sacrifici aggiuntivi. Però, penso che bisogna essere responsabili e penso che, quindi, se il nostro Governo nazionale ci ha imposto di dover applicare un'imposta così importante per poter risanare non solo i fondi nazionali, ma anche poter ritornare con qualche soldo aggiuntivo nel nostro Comune, per colmare il nostro debito così ampio e cercare anche di avere un po' di sollievo, devo dire che fare inutile ostruzionismo, oppure cercare di imporsi assolutamente contro, non essendo responsabili, non penso che sia la soluzione migliore. Il mio sicuramente non sarà un voto favorevole, anche se devo dire che dobbiamo constatare il fenomeno redigendo atti anche sulla nostra Città. Io, così come è stata redatta la proposta di deliberazione, non sono favorevole per diversi motivi. Ad esempio, vorrei citarne uno: non ci sono differenze tra i vari quartieri, le varie zone di Torino, quelle più qualificate e quelle meno qualificate, che si ritroveranno a pagare la stessa imposta solo in base ai metri quadrati dell'abitazione. Allora, secondo me, la proposta di deliberazione andava redatta diversamente. Per questo non può ricevere un voto favorevole. Detto ciò, sinceramente mi sono stupita anche di un passaggio dell'intervento precedente, quando la Collega dice: perché i Partiti che sono al Parlamento non si oppongono a ciò? C'è un Parlamento con dei tecnici, qualora ci fossero poi delle posizioni politiche diverse, forse sarebbe diverso. Mi stupisco che una Collega che è in Consiglio Comunale non si renda conto di ciò e chieda che si intervenga a livello nazionale. Se a livello nazionale ci chiedono sacrifici, secondo me, dobbiamo essere responsabili, non possiamo dire di essere felici e contenti di dover pagare una tassa aggiuntiva, però, se questo è anche dovuto ad un malgoverno che c'è stato precedentemente, non possiamo che prenderne atto e assumere tutte le conseguenze necessarie per un ripristino dei bilanci statali e comunali. Quindi, concludo dicendo - e dando anche in questo momento la mia dichiarazione di voto - che il mio non potrà essere un voto favorevole, ma penso che si debba votare con responsabilità e fare in modo che questa imposta possa essere una tantum. Purtroppo, avrei preferito che questa proposta di deliberazione fosse però scritta in maniera diversa per molti aspetti. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Solo un intervento che non entra nel merito, ma di solidarietà nei confronti del Consigliere Appendino, che comunque ha riscontrato delle distorsioni, che io ho riscontrato già ad inizio Consiliatura. Il Capogruppo Lo Russo si era impegnato, dietro richiesta del Sindaco, che allora disse che, effettivamente, almeno gli emendamenti di merito dovevano essere discussi, che bisognava mettersi attorno ad un tavolo, soprattutto i Capigruppo, la cosa non è mai stata effettuata. Io, comunque, invito nuovamente il Capogruppo Lo Russo e tutti i Capigruppo di maggioranza di meditare. Lo so che fa comodo non discutere e diminuire il tasso di democrazia in quest'Aula. La dimostrazione è che stiamo andando avanti ancora oggi; veramente, io rimango qui, ma vorrei non esserci, visto che forse è successo qualcosa, no? Però, a quanto pare, tutte le emergenze di questa Giunta e di questa Amministrazione non hanno né limiti, né confini. Comunque, volevo solo invitare, proprio per lo spunto che mi ha dato il Consigliere Appendino, a rivedere determinate cose. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Oggi ci troviamo qui a discutere dell'IMU e, certo, molti Colleghi prima di me hanno detto cosa si può dire di questa, che più che una tassa, è chiaramente un'ingiustizia, cioè il tentativo di far credere ai cittadini che si applica un prelievo locale, quando, in realtà, le parole dell'Assessore prima ci hanno chiarito qual è il gettito per il Comune, qual è anche il deficit nel gettito per il Comune e, invece, qual è il fortissimo gettito che ne ricava lo Stato centrale, rispetto a questa imposta. Stiamo parlando - lo hanno detto molti Colleghi prima -, di fatto, di una tassa che ha la straordinaria capacità di distruggere l'idea di qualunque tipo di federalismo municipale, perché per anni si era discusso della possibilità di legare un'imposizione territoriale alle tasse di scopo, ad altre idee, invece credo che con l'IMU, per certi versi, non si faccia uno, ma ben due passi indietro, perché si usa in modo improprio uno strumento che propriamente invece si voleva sviluppare in un'altra direzione. Molti altri Colleghi, anche con una certa verve correttamente polemica, hanno ricordato che in quest'Aula molti stanno criticando questa imposta, pur sostenendola da un punto di vista parlamentare. Per quanto ci riguarda, come Sinistra Ecologia e Libertà, abbiamo, da questo punto di vista, una sola e unica posizione: a noi questa tassa non piace. Crediamo che tante scelte avrebbe potuto fare questo Governo e, da questo punto di vista, questa sicuramente è una delle peggiori possibili. Lo hanno detto altri, perché non è una tassa progressiva, perché non è una tassa che divide fra piccoli e grandi patrimoni, tassandoli allo stesso modo, ma più in generale perché è una tassa ingiusta, perché non fa giustizia sociale e non fa giustizia sociale in un Paese che, invece, di provvedimenti in quella direzione ne avrebbe tanto bisogno. Noi viviamo in un Paese, l'Italia, dove il 10% più ricco della popolazione ha il 40% della ricchezza e il 50% più povero ha il 10% della ricchezza. L'IMU a tutto questo non guarda. Scatta una fotografia e, indipendentemente dai patrimoni, decide di tassarli. Anzi, diciamocelo con chiarezza, la maggior parte di quei patrimoni, che in realtà sono fuori campo fiscale, spesso sono anche fuori dall'occhio della legge, non vengono minimamente intaccati. Poi, si arriva ai paradossi, come per esempio la scelta del Legislatore di mettere fuori dalla tassazione gli immobili storici, o comunque di porli in una forma diversa. Quindi, di fatto, spesso e volentieri garantendo i grandi patrimoni e le proprietà immobiliari di pregio e di grande valore, o addirittura completamente di porre fuori dal campo di tassazione gli immobili e le proprietà delle fondazioni bancarie. Si potevano fare veramente scelte diverse. Questo l'abbiamo detto tante volte in questi mesi. Ed è chiaro che la discussione dell'IMU, a livello locale, rappresenta completamente la sconfitta, una delle sconfitte di un Governo che, a nostro parere, è un governo di destra, inteso come un Governo che non decide nella direzione, in un momento di difficoltà, della ridistribuzione della ricchezza, ma invece decide di prendere da chi solitamente già dà. Spesso si dice che il Governo Monti è un Governo migliore del Governo Berlusconi. Sì, probabilmente questo è vero. Stiamo parlando di un Governo più potabile nei toni, più gentile, un Governo dallo stile più pacato. Pensiamo che non sia sufficiente un miglioramento nello stile, laddove con l'IMU, con le ultime manovre finanziarie, con la riforma del lavoro, con la riforma delle pensioni, questo Governo abbia fatto delle scelte inaccettabili. Noi lo diciamo con chiarezza: questo è un Governo che a nostro parere - e lo diciamo anche agli amici del Partito Democratico, che qui a Torino sono nostri alleati nella maggioranza Consiliare - questo è un Governo che il più rapidamente possibile andrebbe mandato a casa. Guardate, il dato di partenza è molto semplice. Nel 1980 il valore della finanziarizzazione, il valore della moneta liquida, della moneta volatile della finanza e il PIL del mondo era uno a uno. Ad oggi, invece, per ogni 7 Euro finanziari, per ogni 7 Euro liquidi, ne abbiamo 1 di Euro reale, di economia reale. E quando questi 7 Euro finanziari decidono di scaricarsi in un punto, com'è stato in questi mesi con la Grecia, con la Spagna e soprattutto laddove i sistemi di garanzia dello spazio europeo non sono in grado di proteggere i Paesi, i Governi, ma soprattutto le popolazioni, il risultato è sotto gli occhi di tutti. È un risultato ed è un dramma che sta colpendo anche il nostro Paese. Spesso nell'impotenza della politica o spesso, troppo spesso, nella connivenza della politica. Quindi, noi oggi avremmo voluto discutere di scelte diverse, per esempio avremmo voluto - e lo diciamo anche agli amici della Lega - discutere della cancellazione di quello che fu un progetto aberrante del passato Governo di centrodestra, il progetto sugli F35; 50 aerei militari al valore di 10 miliardi di Euro. 50 aerei militari che non verranno costruiti neanche sul nostro territorio, colpendo duramente anche la dimensione occupazionale. E non solo, avremmo voluto discutere di un attacco vero ai patrimoni finanziari, quelli finti, di chi ha potuto portare prima i soldi fuori dal Paese e li ha potuti riportare nel nostro Paese senza neanche dover dichiarare la loro provenienza e senza neanche dover dare un nome e un cognome a quei valori che erano stati sottratti al pubblico, alla nostra società ed al nostro Paese. E lo ha potuto fare con tassazioni infinitamente più basse di quelle che stiamo andando ad applicare sui patrimoni dell'IMU, cioè sui patrimoni di persone che hanno spesso costruito con i loro sacrifici una loro prima casa. Per non dire di quella tassazione che tutti i mesi, da anni, colpisce duramente i redditi da lavoro dipendente. Invece di fare queste scelte, noi oggi ci troviamo a doverne fare delle altre; ci troviamo davanti a questa imposta, che, lo vogliamo ricordare, a nostro parere, è un'imposta iniqua e ci troviamo a dover utilizzare questa imposta come leva per affrontare un Bilancio sicuramente difficile, qualcuno lo ha definito il Bilancio più difficile del Comune di Torino negli ultimi vent'anni. Nel farlo, dobbiamo provare - e questo lo diciamo da settimane, in parte, credo, con successo -, anche in questa situazione difficile, a garantire gli stessi livelli di servizi e gli stessi livelli del welfare, sapendo che questo è molto difficile e sapendo che mai come oggi c'è un pezzo della nostra città che rischia di andare sotto la linea di galleggiamento. In queste settimane, abbiamo assistito ad un'incessante descrizione di dati inquietanti. Si è detto, lo ha detto la Camera di Commercio di Torino, che oggi Torino ha una disoccupazione paragonabile a quella di Napoli, che la contrazione del fatturato industriale è del 25% che ci riporta alla fine degli anni Novanta, che - notizia di oggi - Torino è record rispetto agli sfratti per morosità, uno ogni 360, il doppio di Roma e il quadruplo di Milano. È una situazione sicuramente difficile. Quindi, ci troviamo nella condizione complicata di provare ad applicare, in modo quanto più giusto possibile, un'imposta che è fortemente ingiusta. Come lo facciamo? Su questo credo che dobbiamo spendere alcune parole da aggiungere a quelle dei Colleghi della maggioranza. Lo facciamo, secondo me, con un obiettivo preciso, che speriamo di raggiungere e che credo debba essere un obiettivo condiviso di questo Consiglio Comunale, l'obiettivo fondamentale è provare in questo quadro molto difficile a mantenere salda, a difendere la coesione sociale, perché questo, credo, Colleghi e Colleghe, è veramente la posta in gioco di cui discutiamo oggi. Quando noi ci troviamo in una città con questi dati socioeconomici, nel momento in cui noi ci troviamo in una situazione in una città che ha una dinamica degli affitti, tutto sommato, migliore ad altre grandi città, perché a Torino il costo degli affitti è, tutto sommato, un costo più contenuto che nelle altre grandi città del Nord Italia, nel momento in cui negli ultimi anni sono state - e questo, ancora una volta, va addebitato principalmente all'ultimo Governo Berlusconi - smantellate, una dopo l'altra, le politiche pubbliche per la casa, io credo che dobbiamo provare, attraverso i pochi strumenti che abbiamo a disposizione, a fare politiche pubbliche per la casa a difesa della coesione sociale. Che cosa intendo? Mi riferisco, per esempio, alla scelta della cedolare secca, che è una scelta che ha spostato tutto su chi affittava e non su chi locava, la leva della scelta, della defiscalizzazione e, dall'altra parte, la scelta praticamente dell'azzeramento del fondo nazionale sulla casa e dell'aiuto alle locazioni degli affitti. Quindi, c'era un solo strumento che è ancora a disposizione, che io credo sia uno strumento importante in questo momento; lo abbiamo detto alla nostra maggioranza e siamo molto contenti che nella discussione questo strumento è stato recepito come la leva migliore per provare ad applicare, in modo quanto più equo possibile, un'imposta iniqua come l'IMU. Lo strumento è quello degli affitti concordati. Il tentativo, normato dalla legge, di fare incontrare l'offerta di qualità, l'offerta responsabile con la necessità impellente. Il tentativo cioè di fare incontrare chi è disponibile in questo momento, quel ceto medio che è disponibile a mettere in gioco le proprie proprietà a mercato, ma in condizioni concordate, quindi in condizioni protette a favore di chi, invece, dall'altra parte ha la necessità dell'affitto, cioè spesso, molto spesso, le categorie più fragili della città, le coppie giovani, o altrimenti gli anziani soli. Mettere insieme queste due necessità ed accompagnarle con la riduzione dell'aliquota al 5,75, cioè l'equiparazione dell'aliquota alta, va riconosciuto prima casa, con l'aliquota per gli affitti concordati, rappresenta probabilmente la più importante delle scelte politiche che abbiamo fatto rispetto all'IMU, cioè far incontrare il buon affitto con la necessità dello stesso. Affiancare questa misura alla misura premiale dell'utilizzare la leva scelta invece dalla Città di Torino dell'Agenzia Lo.C.A.Re, quindi all'interno dell'affitto concordato, chi, oltre a scegliere di affittare la propria casa a condizioni particolari, sceglie anche degli inquilini particolarmente fragili, con l'intenzione di premiare ulteriormente, con un contributo di 100 Euro a contratto, il che potrebbe portare sostanzialmente quasi ad azzerare il differenziale tra il 4% imposto dal Governo nazionale e la fiscalità aggiuntiva della Città di Torino. L'altro strumento, invece, è uno strumento che si dedica in particolare alla prima casa, è lo strumento individuato con la costituzione di un fondo perequativo, che era stato richiesto anche dalle Organizzazioni Sindacali e che, come Gruppi di maggioranza, in collaborazione con l'Assessore, che ringrazio per questo, abbiamo provato a strutturare, a dargli una cubatura che potesse essere adeguata ad una sfida sicuramente non banale e che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi, quella di provare ad affrontare le difficoltà di una città socialmente sempre più fragile e con i nervi sempre più a pezzi. Questo fondo perequativo avrà una cubatura di 1 milione di Euro; lo vedremo negli emendamenti presentati dal Sindaco, a nome di tutta la maggioranza e con il supporto di tutti i Capigruppo, e sarà un fondo perequativo che andremo a discutere e a normare in seguito, sempre in questo Consiglio Comunale, ma che ha una vocazione precisa, quella di intervenire sulle fasce più deboli; fasce deboli che però hanno, negli anni, conquistato non il diritto, perché il diritto andrebbe riconosciuto e questo è un Paese in cui troppo poco si parla del diritto alla casa, ma si sono conquistati con i loro sacrifici la possibilità della prima casa di proprietà e che oggi rischiano di essere schiacciati da una dinamica che rischia di lasciarli soli. Stiamo parlando in particolare di cassintegrati, stiamo parlando in particolare di disoccupati e stiamo parlando anche di anziani soli che - voglio ricordarlo - solo poche settimane fa, attraverso la ridiscussione dei criteri dell'assistenza ai non autosufficienti, rischiano di essere colpiti due volte. Questo doppio strumento, quindi l'equiparazione fra prima casa e affitto concordato a 0,575 e dall'altra parte il fondo perequativo, credo rappresentino i due strumenti principali con cui la maggioranza di centrosinistra del Comune di Torino prova ad interpretare la sfida dell'IMU guardando alla più grande e più ampia sfida del Bilancio. Certo, ha ragione il Collega Tricarico, si tratta di una scelta ponderata, ma una scelta che in un momento in cui la coperta è corta, noi dobbiamo avere coscienza che lascia scoperto un pezzo del corpo. E quindi io lo dico in particolare al nostro Assessore al Bilancio, con cui discuteremo nelle prossime sedute quello che appunto è un Bilancio particolarmente delicato; io credo, Assessore, che noi, nei prossimi mesi, rappresentato quello che sarà il gettito, sperando che non si avveri quella che è una preoccupazione di molti, cioè che una tassa ingiusta come l'IMU consegni un'ampia fetta della città, delle locazioni della città, o meglio, la riconsegni al nero, perché abbiamo invece assistito in questi anni ad una emersione dal mercato nero al mercato concordato di una buona fetta degli affitti e quindi speriamo che non ci sia un avvitamento, una torsione che porti una parte del gettito fuori dal campo fiscale e questa è una cosa che il nostro Governo dovrebbe avere chiaramente in testa e che non appartiene proprio ai principi della mia cultura politica, ma ad un più generale principio della cultura liberale. Sperando che non ci sia questo avvitamento che porti fuori dal campo fiscale una parte della città e quindi una riduzione del gettito, io credo e spero che si abbia la possibilità, con altre e ulteriori leve, nella fase dell'assestamento di Bilancio, di poter intervenire sulle altre questioni che sono rimaste scoperte che sono, a mio parere, sicuramente la questione che fa riferimento all'edilizia popolare e l'altra grande sfida, che è la questione delle case in cooperativa, che rappresentano una risposta mutuale e partecipativa dell'ultimo trentennio, tipicamente italiana e che spesso altri Paesi d'Europa ci hanno invidiato e copiato. Detto questo, staremo alla discussione; discussione che si apre oggi e che proseguirà nei prossimi giorni con il Bilancio, ma credo che queste due misure che abbiamo messo in campo rappresentino, comunque, due ottimi strumenti, ancora una volta, per mitigare quella che sicuramente è un'imposta ingiusta. |