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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Giugno 2012 ore 18,00
Paragrafo n. 14

Discussione congiunta P201202233, M201202904, M201202916, P201203307, M201203368, T201201121, P201202834, M201203143, S201203193, M201201926, M201202193, M201202663, M201202118, M201203218, S201202161
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202233/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per
oggetto:
"Approvazione Regolamento per l'applicazione
dell'Imposta Municipale Propria (IMU)".
della proposta di mozione n. mecc. 201202904/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione
Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'".
della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202916/002, presentata dai
Consiglieri Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione
Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'".
della proposta di mozione n. mecc. 201203307/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 21 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 (IMU Regolamento) -
IMU ed Enti non commerciali".
della proposta di mozione n. mecc. 201203368/002, presentata dai Consiglieri
Tricarico, Lo Russo, Sbriglio, Curto, Porcino e Moretti in data 25 giugno 2012,
avente per oggetto:
"Accompagnamento deliberazione 201202233/013 'Indirizzi per l'applicazione
dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'".
della proposta di deliberazione n. mecc. 201201121/002, presentata dai Consiglieri
Marrone, Magliano, Greco Lucchina, Tronzano, Ambrogio, Furnari e Liardo in data
17 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Riduzione aliquota IMU sulla prima casa allo 0.2% ai sensi del capo II -
Disposizioni in materia di maggiori entrate - articolo 13 del Decreto Legge 201
detto 'Monti' o 'Salva Italia' del 6 dicembre 2011 e successive modifiche".
della proposta di deliberazione n. mecc. 201202834/013, presentata dalla Giunta
Comunale in data 1° giugno 2012, avente per oggetto:
"IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale.
Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012".
della proposta di mozione n. mecc. 201203143/002, presentata dai Consiglieri
Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 14 giugno 2012, avente per
oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione 201202834/013
'IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale.
Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012'".
della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201203193/002, presentata dai
Consiglieri Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 18 giugno 2012, avente
per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202834/013
(IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale.
Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012)".
della proposta di mozione n. mecc. 201201926/002, presentata dai Consiglieri
Altamura, Nomis, Tricarico, Lo Russo, Paolino, Centillo, Cassiani, Ventura, Levi,
Muzzarelli, Genisio, Alunno, Carretta, Tronzano e Liardo in data 17 aprile 2012,
avente per oggetto:
"Indirizzi per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)".
della proposta di mozione n. mecc. 201202193/002, presentata dai Consiglieri
Bertola e Appendino in data 3 maggio 2012, avente per oggetto:
"Imposta Municipale Unica (IMU) Agevolazioni per i proprietari di prima casa
gravata da mutuo ipotecario, per unità immobiliari equiparabili alla prima casa
e per altre situazioni particolari".
della proposta di mozione n. mecc. 201202663/002, presentata dai Consiglieri
Tronzano e Ricca in data 24 maggio 2012, avente per oggetto:
"Il Comune faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro l'IMU".
della proposta di mozione n. mecc. 201202118/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 27 aprile 2012, avente per oggetto:
"IMU abitazione principale".
della proposta di mozione n. mecc. 201203218/002, presentata dai Consiglieri
Coppola, Tronzano, Magliano e D'Amico in data 19 giugno 2012, avente per
oggetto:
"IMU ed Enti non commerciali".
e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202161/002, presentata dai
Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 2 maggio 2012, avente per oggetto:
"IMU mutuo prima casa".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Visto che al nostro Gruppo rimangono diciotto minuti, mi dispiacerebbe privare la
Sala di tutto il contributo al dibattito che il Popolo della Libertà può dare, dopo che
l'hanno fatto anche gli altri Gruppi di minoranza.
A dire la verità avevo un po' perso lo stimolo a intervenire, visto il particolare
momento segnato dalla triste notizia relativa al decesso del Vicepresidente Rattazzi,
comunicata durante il mio primo intervento. Credo sia innegabile riconoscere al
Vicepresidente Rattazzi, tra i tanti meriti, l'onestà intellettuale, che però ritengo sia
stata assaltata in diverse occasioni durante gli interventi successivi a questo brutto
momento.
Io mi ero limitato a citare in modo molto breve e conciso il mio pensiero
sull'emendamento di riduzione delle aliquote sociali, quello presentato a firma del
Sindaco sulle aliquote che riguardano case popolari e ATC, affitti concordati e quelle
tenute dalle Cooperative edilizie.
In particolare, l'intervento di SEL è stato veramente fonte di ispirazione, perché io
capisco che quando si è in difficoltà nel continuare a giustificare il proprio ruolo se
non di pilastro, forse, ancora peggio, di truppe cammellate di questa maggioranza di
centrosinistra, che, seguendo - solo per venirgli incontro e non perché aderisca alla
sua visione delle cose - il vocabolario del Capogruppo Curto, si dimostra certe volte
più di destra (se vogliamo seguirlo in questa sua interpretazione di destra e sinistra)
della destra stessa, e in questo tutte le forze di maggioranza, nessuna esclusa, alla
fine la manina sul "sì" l'hanno alzata in diverse occasioni. Però tirare in ballo gli
aerei da guerra mentre parliamo di IMU, di casa di abitazione e di stangata fiscale,
significa solo bombardare l'onestà intellettuale.
Perché visto che le prese di posizione hanno anche una loro importanza, soprattutto
quando c'è uno stuolo di diffusori mediatici che spesso e volentieri diffondono anche
il ruttino pomeridiano proveniente dai banchi della maggioranza, il problema è che
quando si riempiono le prime pagine dei quotidiani, anche se solo locali,
promettendo delle riduzioni pesanti delle aliquote (il 4‰), qualche cittadino potrebbe
illudersi, anche ragionevolmente, visto che la proposta viene dalla maggioranza, che
quella sia l'aliquota che verrà applicata al suo caso concreto. E quando le istanze che
provengono dalla maggioranza (in questo caso sbaglio a prendermela solo con SEL,
perché in realtà arrivavano anche e soprattutto dal Partito Democratico) vengono
violentate da questa Giunta, e vi spiego perché sono state violentate.
Innanzitutto sono state violentate nel merito, perché sono state delle riduzioni farsa,
rispetto alla previsione originaria, perché dire che l'aliquota passa dal 6‰ al 5,75‰ è
una presa per i fondelli. Perché io vorrei sapere, facendo una media delle case
popolari, cosa sarebbe cambiato nella vita quotidiana degli assegnatari delle case
popolari passare dal 6‰ al 5,75‰. Non è cambiato niente. E sono stati tutti illusi dal
fatto che questa sinistra progressista, che si preoccupa solo del loro avvenire, li
avrebbe salvati. Bugia! Menzogna! Di questo dovete rendere conto.
Il secondo motivo è il Fondo perequativo. Altra presa in giro! Si è parlato in
Commissione e di nuovo sui giornali, paginate di Repubblica, di un milione di Euro;
si è parlato di una quota percentuale dell'intero introito dell'IMU, e facendo il
calcolo dell'1% si parlava addirittura di 4 milioni di Euro.
Adesso, per magia, questo Fondo perequativo rimane una bellissima chimera, ma la
quantità di soldi impegnata dalla Giunta è in via di definizione. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). È definita? Non l'abbiamo sentito nel dibattito. Spero che
arriverà il dato. Deduco che sarà di sicuro superiore a 1 milione di Euro.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto.
L'altro motivo è la modalità con cui è stata proposta, perché al di là del pasticcio
orribile che ha continuato l'iter scandaloso che parte dalla mancata acquisizione dei
pareri e continua con la chiusura anticipata della possibilità di proporre emendamenti
sul Bilancio; solo una mattinata ancora per poterne presentare sull'IMU, quando la I
Commissione, che doveva cercare di creare una convergenza delle forze politiche in
campo sul tema dell'aliquota, finisce (non per colpa del Presidente, ma per colpa
della Conferenza dei Capigruppo, che ha fatto una forzatura nel fissare il termine per
gli emendamenti) addirittura la discussione dopo la chiusura del termine, in modo da
rendere tutti gli emendamenti di Consiglio non accettabili dal punto di vista tecnico e
contabile.
Una maggioranza che ha paura di riaprire i termini per fare proprie le istanze che
vengono dal suo interno, è una maggioranza debole, è una maggioranza che ha paura,
è una maggioranza che non esiste. Con la conseguenza che un'istanza che viene da
una parte del Consiglio, addirittura dalla maggioranza, ce la vediamo riproposta
come minestra riscaldata dentro un emendamento (di cui non so quale fosse il
messaggio che volevate mandare; a me sembra la beffa che si somma al danno)
firmato dal Sindaco, il capo della Giunta. Cioè le istanze che dovrebbero arrivare da
una parte del Consiglio, il cui destinatario dovrebbe essere la Giunta, arrivano dal
capo della Giunta. Mi sembra perfettamente lineare, come per dire che neanche
facciamo finta che sia una vostra proposta. Visto che tanto le vostre proposte non le
hanno recepite, tanto vale che sia la Giunta a proporne delle altre, facendo finta di
averle recepite.
Dopo aver sfatato il mito per cui sia stato salvato il popolo, vorrei entrare un po' di
più nel ragionamento del Capogruppo Curto - che condivido - di salvare le fasce più
deboli e socialmente esposte. Ma manca un passaggio al suo ragionamento, perché
noi, come Amministrazione, ci possiamo permettere di concentrarci sulle istanze
delle fasce più deboli se abbiamo alle spalle un ceto medio forte e stabile, in grado di
essere solido, di resistere davanti all'attacco fiscale a cui viene sottoposto, di avere
un piccolo risparmio solido che gli consenta di tirare la cinghia in questo momento.
Questa non è assolutamente la situazione in cui ci troviamo, perché abbiamo un ceto
medio massacrato, che viene colpito nell'unica cosa che era riuscito a capitalizzare,
la casa di proprietà.
Noi viviamo a Torino, una città con forti radici operaie. Ricordiamoci però una cosa,
che la classe operaia di un tempo, con grandi sacrifici, con abnegazione, con il
sudore della fronte e ogni tanto anche con qualche schiena spezzata, è riuscita negli
anni a comprarsi la casa di proprietà, che è diventata simbolo di riscatto sociale.
Perché noi sappiamo benissimo che la stragrande maggioranza dei proprietari (non
parliamo di grandi capitalisti con le villa in collina) è costituita da operai, che con
grande difficoltà, avendo lavorato per decenni, raggiunta la serenità della pensione,
riescono negli anni ad uscire dall'instabilità dell'affitto e a comprarsi una casa di
proprietà da lasciare ai figli, o quantomeno da avere come punto di riferimento, come
centro di gravità. E noi cosa facciamo? Andiamo a colpire la casa di proprietà.
Ma voi avete visto quei programmi televisivi, come Report, che hanno dimostrato
come tante persone, soprattutto anziani, senza discendenti, stanno vendendo la nuda
proprietà dell'immobile, in cui continuano a vivere come affittuari? È un fenomeno
che mette i brividi. È un passo indietro incredibile. E noi non possiamo essere
testimoni o addirittura complici di un fenomeno di questo tipo.
Bisogna capire che la prima casa è fondamentale, senza nulla togliere alla battaglia
sulle aliquote di certe nicchie particolarmente esposte socialmente. È fondamentale
non solo come cavallo di battaglia del Popolo della Libertà, del centrodestra in
generale, che legittimamente si può pensare che lo difenda a spada tratta perché il
suo blocco elettorale sociale è rappresentato soprattutto dal ceto medio.
Tolto questo, che è un ragionamento legittimo, in realtà vi voglio esortare a fare un
ragionamento più profondo, perché qui rischiamo che la maggioranza del ceto medio
scivoli nella povertà, nella marginalità. Se saranno costretti a rinunciare al bene
principale della casa di abitazione, non ci ritroveremo più una fascia
quantitativamente ridotta di cittadini da assistere a livello sociale, per i quali trovare
fondi di perequazione o aliquote ritoccate. Voi siete riusciti - malamente - a fare
questo, perché si parlava di una minoranza di cittadini, per cui c'è stata una
variazione tutto sommato molto bassa sull'impatto a livello di entrate mancanti
rispetto al flusso IMU.
Se, invece, noi siamo così miopi da non guardare al futuro e condannare un pezzo di
ceto medio, fosse tanto o poco, comunque tanto, alla marginalità e quindi lo
facciamo scivolare nella povertà, in realtà posticipiamo un problema che
nascondiamo sotto il tappeto oggi, perché domani ci ritroveremo con una città e un
Paese impoveriti, con una comunità che non ha più la schiena dura e resistente di un
ceto medio che si fa carico anche di tutti gli altri. Ci troveremo di fronte a una società
disgregata. E di fronte a questo non bastano gli emendamenti bandiera, i titoloni sui
giornali, le uscite mediatiche. Serve programmazione, strategia.
Io non mi tiro indietro di fronte alla missione di ridurre l'aliquota della prima casa al
2‰, avanzata dalla nostra proposta di deliberazione, di cui anticipo l'esposizione,
tanto "repetita iuvant". Non ci sfugge il fatto che cercare di quadrare il Bilancio
applicando un indirizzo di questo tipo sia arduo, se non impossibile. Ce l'ha spiegato
l'Assessore Passoni che 1 punto di aliquota sulla prima casa corrisponde a una cifra
che si avvicina ai 40 milioni. Per cui non ci sfugge la difficoltà di reperire da altre
fonti una cifra così imponente.
Però, proprio perché eravamo consapevoli della difficoltà di far fronte a una sfida
così ardita, per una città con un'esposizione debitoria come quella di Torino, noi
abbiamo anche proposto l'emendamento di merito che (per graziosa concessione
della maggioranza, è stato salvato dall'accorpamento selvaggio) prevede invece di
fissare l'aliquota sulla prima casa al 4,3‰.
Voi, legittimamente, potreste chiedervi perché 4,3? A quel punto arrotonda e fai 4. In
realtà ha un significato simbolico. Perché 4,3 è l'aliquota media sulla prima casa di
tutti i comuni italiani. Consapevoli della differenza ineliminabile tra piccoli Comuni,
che magari hanno una maggiore facilità nel far quadrare il bilancio, e grandi
metropoli, per cui non ci aspettiamo che ci sia un'omogeneità tra la prima categoria e
la seconda, vogliamo comunque rilevare che oggettivamente si poteva scegliere una
via più virtuosa rispetto alla media.
Il Consigliere Viale ha parlato di riduzione del danno. È sbagliato, è intellettualmente
disonesto, perché la riduzione del danno si fa sulle aliquote. È vero che qui ci sono
partiti, per la stragrande maggioranza, che hanno sul groppone la responsabilità
politica (che sconteremo tutti, singolarmente, fino alla fine, di fronte al nostro
elettorato) di aver approvato una legge che istituisce un tributo capestro come IMU.
Io non mi sottraggo a questa responsabilità, ma vorrei anche rilevare che la
medesima legge stabilisce un ampio margine di fissazione dell'aliquota.
Quindi, senza arrivare all'estremo proposto dalla Lega Nord di esercitare
disobbedienza civile (che comunque - sarà per le mie simpatie verso quel partito - era
degna di essere raccolta, perché se in passato si è deciso di sforare il Patto di Stabilità
perché era stupido, allora possiamo tranquillamente violare anche l'IMU - che oltre a
essere stupida, secondo me è anche "str..." - tanto una volta che si viola una legge, si
possono violare tutte) potevamo semplicemente applicare un'aliquota più bassa.
Questo non è stato fatto.
Inoltre, vorrei sottolineare che l'applicazione di un'aliquota così alta sulla prima
casa, alla luce dell'aumento fiscale nazionale applicato dal Governo,
paradossalmente ha comportato minori entrate rispetto alle previsioni. Questo perché
le tasse non sono un frutto che si coltiva e salta fuori per magia, per ciclo naturale.
Tutte le politiche fiscali obbediscono alle leggi economiche, per cui se non c'è un
equilibrio tra produzione, consumi e risparmio personale e globale, non si può
pensare che le entrate arrivino per magia, perché se una persona non ce la fa a pagare
una tassa, non può essere accusata di evasione volontaria.
Il problema è che a livello nazionale sono stati conferiti alla società di riscossione
degli strumenti da mettere i brividi, per cui in certi casi sono addirittura più potenti
dello Stato nelle coercizioni per recuperare il dovuto. Per cui quando prima ho detto
che noi rischiamo di consegnare alle società di riscossione dal 25 al 50% di torinesi,
l'ho detto perché dobbiamo riflettere sulle possibili conseguenze pratiche.
Io non credo che noi saremo così felici a imporre una tassa a un torinese che non ce
la fa a pagarla, per cui gli pignoreremo la casa, privandolo anche del bene su cui
dovrebbe pagare la tassa.
Da tutto ciò chi ci guadagna? La Città non mi pare, perché non solo non incasserà
questi soldi (noi continuiamo a prevedere queste cifre a entrata, che poi diventeranno
una di quelle tante voci di capitale che non si è riusciti a esigere e a trasformare in
liquidità e che trascineremo nei Bilanci dei prossimi anni), ma la Città non avrà
nessun beneficio di fronte a un tessuto sociale duramente ferito. Se sarà
irreversibilmente ferito, questa Amministrazione non potrà far finta di niente.
Non nascondiamocelo: facciamo scorrere l'orologio, interveniamo, cerchiamo di
essere fastidiosi. Tutto lecito, anzi tutto dovuto, mi permetto di dire, di fronte alla
chiusura rispetto alle proposte di merito. Però non sfuggiamo dal fatto che alla fine di
tutto questo grande dibattito ci sarà chi voterà "sì", chi voterà "no", chi dirà "no" ma
voterà "sì". E ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità, perché l'ultima
cosa che voglio vedere di fronte agli effetti catastrofici che ho prefigurato, è trovare
le mozioni "lacrimuccia" che chiedono di mettere dei limiti ai pignoramenti e ai
fermi amministrativi.
Questo, tra l'altro, quando una mozione presentata dal Capogruppo Tronzano e
votata all'unanimità, che proponeva di alzare la soglia relativa ai fermi
amministrativi, se non erro, perché questo era venuto fuori dalla Commissione
Bilancio, è stata allegramente smentita dalla Giunta nel prefigurare le entrate.
Veramente, di fronte alla consapevolezza del provvedimento che stiamo per votare,
perché non stiamo parlando di numeri, stiamo parlando della vita dei cittadini, delle
conseguenze sul loro destino, sulla loro famiglia e sui loro figli, voglio che questa
consapevolezza si trasformi in un'assunzione di responsabilità, perché poi non
possiamo lamentarci, o accusarci a vicenda, se ci saranno delle conseguenze sociali
pesanti sulla vita media dei torinesi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Non vedo il Collega Viale, che mi ha stimolato l'intervento, dicendo cose totalmente
inappropriate nei nostri confronti. Leggere in Aula una deliberazione è una cosa
assolutamente normale, anzi forse per la prima volta chi magari ci sta guardando via
internet ha avuto la possibilità di conoscere una deliberazione del Consiglio
Comunale. La maggior parte delle volte i provvedimenti vengono illustrati
sommariamente o vengono dati per illustrati, per cui chi guarda la diretta internet
probabilmente non riesce a entrare nel meccanismo che noi ovviamente conosciamo.
Gli interventi di merito li abbiamo fatti prima e riteniamo di aver fatto dichiarazioni
giuste nei tempi più ragionevoli. È ovvio che stiamo cercando di fare un servizio a
tutti cittadini, mettendoci nella condizione di ritardare il più possibile l'entrata in
vigore di queste deliberazioni, perché un giorno ritardato, è un giorno guadagnato.
Questo è il motivo per cui, rispondendo al Consigliere Viale, ci permettiamo non di
perdere del tempo, perché leggere una deliberazione non ritengo sia tempo perso,
anzi è un servizio verso chi segue il Consiglio Comunale via telefono o attraverso la
diretta sul sito internet del Comune di Torino.
Quindi la prossima volta, Presidente, la invito a fermare chi non vuole che si leggano
le deliberazioni del Consiglio Comunale, o chi comunque blocca il processo
democratico che quest'Aula sta adempiendo.
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