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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Giugno 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 20

Discussione congiunta P201202233, M201202904, M201202916, P201203307, M201203368, T201201121, P201202834, M201203143, S201203193, M201201926, M201202193, M201202663, M201202118, M201203218, S201202161
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202233/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per
oggetto:
"Approvazione Regolamento per l'applicazione
dell'Imposta Municipale Propria (IMU)".
della proposta di mozione n. mecc. 201202904/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione
Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'".
della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202916/002, presentata dai
Consiglieri Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione
Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'".
della proposta di mozione n. mecc. 201203307/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 21 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 (IMU Regolamento) -
IMU ed Enti non commerciali".
della proposta di mozione n. mecc. 201203368/002, presentata dai Consiglieri
Tricarico, Lo Russo, Sbriglio, Curto, Porcino e Moretti in data 25 giugno 2012,
avente per oggetto:
"Accompagnamento deliberazione 201202233/013 'Indirizzi per l'applicazione
dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'".
della proposta di deliberazione n. mecc. 201201121/002, presentata dai Consiglieri
Marrone, Magliano, Greco Lucchina, Tronzano, Ambrogio, Furnari e Liardo in data
17 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Riduzione aliquota IMU sulla prima casa allo 0.2% ai sensi del capo II -
Disposizioni in materia di maggiori entrate - articolo 13 del Decreto Legge 201
detto 'Monti' o 'Salva Italia' del 6 dicembre 2011 e successive modifiche".
della proposta di deliberazione n. mecc. 201202834/013, presentata dalla Giunta
Comunale in data 1° giugno 2012, avente per oggetto:
"IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale.
Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012".
della proposta di mozione n. mecc. 201203143/002, presentata dai Consiglieri
Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 14 giugno 2012, avente per
oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione 201202834/013
'IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale.
Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012'".
della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201203193/002, presentata dai
Consiglieri Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 18 giugno 2012, avente
per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202834/013
(IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale.
Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012)".
della proposta di mozione n. mecc. 201201926/002, presentata dai Consiglieri
Altamura, Nomis, Tricarico, Lo Russo, Paolino, Centillo, Cassiani, Ventura, Levi,
Muzzarelli, Genisio, Alunno, Carretta, Tronzano e Liardo in data 17 aprile 2012,
avente per oggetto:
"Indirizzi per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)".
della proposta di mozione n. mecc. 201202193/002, presentata dai Consiglieri
Bertola e Appendino in data 3 maggio 2012, avente per oggetto:
"Imposta Municipale Unica (IMU) Agevolazioni per i proprietari di prima casa
gravata da mutuo ipotecario, per unità immobiliari equiparabili alla prima casa
e per altre situazioni particolari".
della proposta di mozione n. mecc. 201202663/002, presentata dai Consiglieri
Tronzano e Ricca in data 24 maggio 2012, avente per oggetto:
"Il Comune faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro l'IMU".
della proposta di mozione n. mecc. 201202118/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 27 aprile 2012, avente per oggetto:
"IMU abitazione principale".
della proposta di mozione n. mecc. 201203218/002, presentata dai Consiglieri
Coppola, Tronzano, Magliano e D'Amico in data 19 giugno 2012, avente per
oggetto:
"IMU ed Enti non commerciali".
e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202161/002, presentata dai
Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 2 maggio 2012, avente per oggetto:
"IMU mutuo prima casa".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Io sono anche fiero di rappresentare in quest'Aula un Gruppo politico che ha tolto
l'ICI sulla prima casa, quando era al Governo, e che è assolutamente contrario a
rimettere una tassa sulla prima casa in questo momento ed è l'unico politico che, a
livello parlamentare, questo l'ha fatto davvero. Si è messo contro un Governo che
affama il Paese e che questa tassa l'ha voluta e con più fiducia se l'è portata a casa.
Quando governavamo, quando potevamo gestire questo tipo di situazione, l'ICI
l'abbiamo tolta perché ritenevamo che chi, con il frutto del proprio lavoro, con il
sudore della propria fronte, si comprava una casa, indebitandosi, contraendo un
mutuo in banca, non aveva bisogno di pagare anche una tassa su una cosa che non
era ancora sua, perché ricordiamo - io ci tengo a ricordarlo a tutti, ma poi entreremo
nel merito di queste proposte con le mozioni di accompagnamento che abbiamo
presentato alle delibere - che la casa che una persona compra, finché non paga
l'ultima rata di mutuo, non è sua, ma è assolutamente della banca.
Questo, ovviamente, un Governo fatto di banchieri non lo può concepire.
Come diceva prima l'Assessore durante l'illustrazione, l'IMU nasce come tassa
federalista, ed è vero. L'IMU l'abbiamo introdotta noi, doveva iniziare ad entrare in
vigore nel 2014 esclusivamente sulla seconda casa, con un'aliquota fissa del 7,6. Era
un'aliquota fissa che rimaneva assolutamente e totalmente all'interno delle casse del
Comune, portando gettito, portando denaro contante, ed è una tassa che ovviamente
non avrebbe spostato granché rispetto a quelle che erano già le prerogative dell'ICI
sulla seconda casa.
Ovviamente, spostando, il Governo Monti, questo tipo di tassa su un piano
completamente diverso, ci ha messi nella condizione di essere totalmente contrari,
perché riteniamo che una tassa di questo tipo - lo ripeto - sia anticostituzionale ed
affami il popolo.
Il Gruppo della Lega Nord ha firmato una mozione che impegni il Sindaco a fare
ricorso presso la Corte Costituzionale, perché ripetiamo e ci teniamo a ribadire il
concetto che non può essere assolutamente concepibile, in un Paese civile, che una
persona che lavora per comprarsi una casa, che non è sua, ci debba pure pagare le
tasse sopra.
Ci tengo a dire che da una Città come Torino, amministrata da una Giunta di
centrosinistra, ci aspettavamo molto di più.
Penso a Milano, guidata da un Collega di maggioranza, che porta la prima aliquota al
4%; questo vuol dire che permette di risparmiare davvero tantissimi soldi ai propri
cittadini. Genova la porta al 4 più 1, vuol dire che comunque il Sindaco di Genova si
mette nelle condizioni di poter far risparmiare ai propri cittadini dei soldi, che, in un
momento di questo tipo, soprattutto sapendo quanto la pressione fiscale, in questi
ultimi mesi, sta salendo, fanno un gesto sicuramente importante nei confronti dei loro
concittadini.
Noi ci aspettavamo da questa Giunta un segnale in questo senso, perché da parte
nostra, sapere che sulla seconda casa si porti l'aliquota massima, non è grosso
problema.
Si può parlare di patrimoniale, come diceva prima l'Assessore - questa infatti lo è -,
con un'aliquota del 10,6% riteniamo che sulle seconde case si potesse applicare.
Sulla prima, ripeto, sulla prima non c'è neanche un segnale di riduzione degli
sprechi, e questa è una parte, secondo me, davvero importante che non è stata
affrontata.
Se davvero si vuole fare qualcosa per i cittadini, si possono andare a tagliare gli
sprechi e si può andare ad abbattere quella che è l'aliquota dell'IMU, anche perché
Torino, ad oggi, è la capitale dell'indebitamento pro capite a livello italiano ed è la
capitale degli aumenti, lo andremo a trattare nella proposta di deliberazione
successiva: sono aumentati i costi dei biglietti dei pullman, a fronte di un taglio
chilometrico di un milione e mezzo di chilometri l'anno. Quindi diminuiscono i
servizi e aumentano i costi. La TARSU aumenta del 3% e questa Giunta ha poco da
far fare da AMIAT i tabelloni pubblicitari dicendo: "Quanto è bello pagare la
TARSU", perché Torino non ha neanche la raccolta porta a porta e, se ce l'ha, ce l'ha
davvero per un numero di cittadini che è davvero minimo.
Questo, dal nostro punto di vista, non va a giustificare.
Aumenta la C.O.S.A.P.. Aumenta l'addizionale Comunale: questa è davvero un'altra
rapina, perché dallo 0,5 passa allo 0,8, sapendo che Torino era una delle Città con
l'addizionale comunale più alta in assoluto prima, e adesso veramente la porta quasi
a delle cifre imbarazzanti.
Capisco che l'Assessore debba recuperare circa 36 milioni di Euro, perché non
dimentichiamoci che, uscendo dal Patto di Stabilità - per quanto sia stato in parte
sostenuto anche da parte nostra -, comunque i fornitori vanno pagati, se no la gente
muore di fame, soprattutto in un momento come questo; inoltre, non si è valutato il
fatto che poi ci sono ovviamente delle multe da pagare e queste multe, purtroppo,
oggi le devono pagare i cittadini torinesi con l'aumento dell'addizionale comunale
dallo 0,5% allo 0,8%. Anche questo è assolutamente vergognoso, perché una Città
come questa, governata da più di 20 anni - con questo mandato saranno 25 - da una
Giunta di centrosinistra, dovrebbe fare di tutto per stare vicino ai cittadini, invece
continua costantemente e quotidianamente ad alzare tutto quello che si trova davanti:
se questa Giunta trova una tariffa, in automatico la alza.
Noi ci auguriamo che nei prossimi mesi si possano rivedere soprattutto le aliquote
dell'IMU, perché ho sentito dire da alcuni cittadini torinesi: "Eh, ma è ancora poco
l'IMU che abbiamo pagato", ma non sanno - e questo bisognerà spiegarglielo - che
loro hanno pagato sul 4% e sull'aliquota base, e a fine anno avranno un conguaglio
che pagheranno pesantemente.
Ripeto, tutto questo non può essere accettato. Noi abbiamo fatto delle proposte di
merito, le vedremo domani qui con gli emendamenti.
Abbiamo presentato delle mozioni di accompagnamento, che dopo vi presenteremo,
per cercare di fare il possibile per trasformare questa tassa, assolutamente ingiusta, in
qualcosa di un po' più digeribile, anche perché evidentemente la Sinistra che governa
questa Città non ne è in grado.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
A questo punto prendo la parola io per esporre anche i ragionamenti e le posizioni
del Movimento 5 Stelle riguardo alla vicenda dell'IMU, cominciando dalla visione
generale per quanto riguarda questa tassa. Ormai è chiaro a tutti che questa è una
tassa iniqua, perché colpisce innanzitutto le fasce più deboli. Alla fine, è una tassa
che i nostri concittadini faranno molta fatica a pagare e questo, direi, abbastanza
indifferentemente dal livello di vita e dal livello di censo, perché chi veramente fa
fatica ad arrivare a fine mese, nonostante magari le esenzioni e nonostante,
ovviamente, abbia delle case di valore più basso, si troverà comunque a sborsare 100,
200 o 400 Euro e per queste famiglie è veramente una grossa cifra, una cifra che
faranno molta fatica a mettere insieme, specie se la sommiamo agli effetti dei tagli
che purtroppo, anche con il Bilancio che andiamo ad approvare, faremo al welfare e
all'assistenza anche del Comune.
Anche per la cosiddetta ex classe media diventa una tassa difficile da pagare, perché
magari si tratta di famiglie con una situazione economica migliore e con una casa
anche un po' più grande e di un po' più di valore, per cui l'IMU sulla prima casa,
nonostante le agevolazioni, potrebbe arrivare tranquillamente a 600, 700 o 800 Euro.
Se per caso queste famiglie hanno un secondo appartamento - magari una seconda
casa, o un appartamento per i figli, o un appartamento affittato, che dà anche reddito,
nella sfortuna dei tempi, perché, ormai, è una sfortuna per la famiglia media che
poteva permettersi un secondo appartamento -, su quello andranno a pagare magari
1.000, 1.200 o 1.500 Euro senza grandi problemi.
Le famiglie che hanno già subito la crisi, per cui probabilmente hanno una debolezza
finanziaria (magari perché gli è stato ridotto lo stipendio, o il guadagno se sono
autonomi), fanno fatica a mantenere la condizione economica preesistente e
diventerà veramente difficile riuscire a pagare questa tassa.
Questo fatto è ancora più iniquo, perché va confrontato con le esenzioni che sono
state decise a livello nazionale per qualsiasi potere forte: mi riferisco ai costruttori
edili (comprendo le difficoltà di chi ha tanti alloggi invenduti, ma non mi sembra un
soggetto sociale particolarmente debole), ai Partiti, ai Sindacati e agli immobili della
Chiesa (tranne quelli utilizzati per attività commerciali); ci sono numerose esenzioni
che, però, non riguardano il cittadino medio, o le piccole attività commerciali, o le
aziende, anch'esse colpite duramente sui capannoni.
In più, oltre alla dimensione di iniquità generale, c'è una dimensione specifica
rispetto al Comune, perché il Comune viene reso esattore di una tassa che, in realtà,
va per la gran parte allo Stato, o sottoforma di trasferimenti che vengono tagliati in
funzione del gettito che avremo, ad esempio, dalla prima casa, o in funzione
direttamente di una parte dell'aliquota. Per cui, il cittadino pensa di foraggiare il
Comune e, in realtà, per più di metà del gettito, alla fine foraggia le casse nazionali
dello Stato. Quindi, anche dal punto di vista più specifico di un amministratore
comunale, vi è un elemento di iniquità forte, in quanto siamo condannati a fare
l'esattore per conto di Monti.
Tuttavia, a me non piace - permettetemi la critica - questa gara a smarcarsi dall'IMU,
perché adesso sembra che nessun partito abbia sostenuto l'IMU, eppure il Governo
Monti è sostenuto dai principali partiti del centrodestra e del centrosinistra e tutti
hanno votato questa tassa. Adesso, mi fa anche un po' ridere vedere l'esposizione di
striscioni e le manifestazioni di protesta contro una tassa che è stata messa dagli
stessi Partiti che, ora, protestano. Francamente, ci vorrebbe un minimo di coerenza.
Due mesi fa, abbiamo presentato un ordine del giorno su questi elementi di iniquità
del rapporto tra il Comune e lo Stato centrale. L'ordine del giorno (peraltro,
emendato dalla maggioranza) è stato approvato e, quindi, ci aspettavamo che, poi, il
Sindaco e l'Amministrazione avrebbero cercato di farsi valere un minimo con Roma,
ma questo non è accaduto.
Quindi, questa ci sembra anche la principale critica da fare al Sindaco ed
all'Amministrazione. Non solo le aliquote sono altissime (infatti, sono tra le più alte
d'Italia sia sulla prima casa che sulle altre) perché la situazione finanziaria del
Comune è quella che è, perché siamo pieni di debiti, perché ormai facciamo fatica a
pagare gli stipendi e quindi, alla fine, abbiamo bisogno di tutto il gettito fiscale che
possiamo permetterci, però non c'è stato neanche un tentativo di andare a far
ragionare lo Stato.
Quindi, da un Sindaco mi sarei aspettato che cercasse di mettersi di traverso per
portare a casa, dal livello nazionale, almeno delle agevolazioni sensate per le fasce
più deboli.
In questo caso, invece, quello che sembra è che il Sindaco e la sua maggioranza
vadano tranquillamente a fare gli esattori, in particolare verso le fasce più deboli.
Certo, il senso di responsabilità e la difficoltà li capiamo tutti; si tratta della
responsabilità di chi deve metterci la firma, però, comunque, alla fine chi ci mette la
firma ci mette anche la responsabilità. Quindi, chi voterà queste aliquote e queste
proposte di deliberazione, si prenderà anche la responsabilità politica di quello che
fa.
Tra l'altro, ci spaventa ancora di più la possibilità di aumentare le aliquote se, poi, il
gettito si rivelerà inferiore al previsto, come temo sarà; perché temo che molti non
pagheranno l'IMU o, meglio, che non l'abbiano pagata, visto che la scadenza della
prima rata ormai è passata, semplicemente perché non avevano i soldi. Temo, quindi,
che scopriremo che, in realtà, il gettito sarà più basso del previsto e ci ritroveremo
nuovamente ad andare a spremere quelli che, pur facendo fatica, sono riusciti a
pagarla.
Vorrei esporre brevemente le nostre proposte o, almeno, una parte, perché, poi, il
Consigliere Appendino completerà l'intervento con una serie di altre proposte.
Abbiamo lavorato per mesi su questa tassa, cercando di fare anche delle proposte
migliorative all'interno della situazione possibile. Le abbiamo presentate, in
particolare per quanto riguarda le aliquote, attraverso una mozione che risale
addirittura all'inizio di maggio - quindi quasi due mesi fa -, che chiedeva tutta una
serie di agevolazioni, ponendo poi dei problemi alla riflessione del Consiglio
Comunale. Il primo è quello dei possessori di prima casa che hanno un mutuo
(quindi, di chi, per poter comprare la casa in cui abita, si è indebitato pesantemente,
magari per un valore del 70 o dell'80% dell'immobile) e che fanno già molta fatica a
pagare le rate del mutuo e, adesso, gli chiediamo il pagamento dell'imposta
patrimoniale sull'immobile per una casa che sostanzialmente non è ancora loro e che
rischia, magari fra 10 anni, dopo 10 anni di IMU pagata a fatica, di non diventarlo
mai, nel caso in cui non riuscissero più a pagare queste rate.
A noi sarebbe piaciuto trovare una forma di agevolazione, se non sulle aliquote
(perché capiamo anche la difficoltà di definire esattamente chi ha una casa coperta da
mutuo e per quali importi), attraverso una forma di restituzione, o di finanziamento,
o di agevolazione, o di fondo rotativo, ma che, magari, fosse dedicato alle famiglie o
alle giovani coppie che hanno delle difficoltà per il pagamento del mutuo e per cui
l'IMU diventa un problema aggiuntivo non da poco.
Poi, abbiamo sollevato una serie di questioni di equità, magari non particolarmente
significative in termini di numeri e di impatto finanziario e, quindi, anche secondo
noi si potevano prendere in considerazione senza grandi problemi, però relative ad
una serie di situazioni particolari, cioè di case che sono prima casa e che sono
utilizzate da una persona che ci vive dentro come prima abitazione, ma che non
risultano come prima casa per tutta una serie di problemi burocratici. Esiste un
elenco di questi casi. Alcune questioni sono state accolte a livello nazionale, come
quella delle case degli anziani che sono andati in casa di riposo, o delle case rimaste
all'ex coniuge dopo un divorzio.
Alcune sono state accolte a livello locale, ma parzialmente. In particolare, avevamo
chiesto di mantenere quella che era un'esenzione o, meglio, un'agevolazione, cioè
un'equiparazione alle aliquote della prima casa, che esisteva da quando esisteva
l'ICI, quindi da vent'anni, per le case date in uso gratuito fino ai parenti di secondo
grado e affini. In realtà, è stata accolta, ma limitatamente ai parenti di primo grado.
Abbiamo presentato anche degli emendamenti per ripristinare quello che era prima,
quindi non per agevolare nuove categorie e fare sconti a chicchessia, ma per
mantenere quello che è stato per 20 anni e che, fino all'anno scorso, era un principio
normale, cioè che se, per caso, una persona scambia la casa con un parente, di primo
o di secondo grado che sia, però sono tutti e due nella loro prima casa e possono
pagare tutti e due l'aliquota della prima casa e non pagarla come fosse una seconda
casa sfitta al 10‰.
Tra l'altro, sono emendamenti che sono rimasti ancora sul tavolo, perché, per una
serie di motivi, sono rimasti fuori dall'accorpamento, in quanto presentati in parte
come subemendamenti.
L'ultima cosa che avevamo proposto riguardava la questione delle pertinenze. In
realtà, poi ci è stato detto che è un vincolo di legge nazionale, quindi probabilmente
non si può intervenire. Oltre a pagare l'aliquota di prima casa sulla casa, si paga
giustamente l'aliquota di prima casa sulle pertinenze (quindi, soffitte, box, eccetera)
e se ho una soffitta ed un box pago su entrambi l'aliquota della prima casa, ma ci
sembra ingiusto che se, invece, non ho alcuna soffitta e 2 box, il secondo box lo pago
come se fosse una seconda casa, quindi al 10,6. Questo ci sembra poco sensato,
ovviamente se il secondo box lo uso io e non lo do ai vicini o lo affitto; tutte quelle
che sono le pertinenze, in questo caso se abito nella mia prima casa e le uso
direttamente (se ho due macchine, ho due box), sarebbe equo pagarle tutte e due
come aliquota di prima casa. Sono queste sostanzialmente le cose.
Tra l'altro, abbiamo presentato un paio di emendamenti che correggevano alcuni
piccoli problemi formali; non so se, poi, sono arrivati all'Assessore. Ad esempio, per
quanto riguarda la questione delle case date ai parenti, la proposta di Regolamento
della Giunta dice che l'agevolazione è solo sull'unità abitativa, mentre la tabella
delle aliquote proposta dalla Giunta dice è che sull'unità abitativa e sulle pertinenze.
Quindi, sarebbe il caso che, almeno tra Regolamento e tabella delle aliquote, ci fosse
scritta la stessa cosa, perché, altrimenti, nasce anche un problema interpretativo.
Questo è uno dei subemendamenti che sono sopravvissuti all'accorpamento.
Vorrei chiudere il mio intervento - poi lascerò la parola al Consigliere Appendino -
proponendo la questione degli accorpamenti. Abbiamo lavorato seriamente, tra
l'altro non solo noi come Consiglieri Bertola ed Appendino e con le nostre capacità,
ma anche parlando con esperti e persone che lavorano nel settore immobiliare e al
Catasto; sostanzialmente, abbiamo cercato di presentare delle proposte che fossero
studiate anche con esperti del settore, valide legalmente e nella sostanza, e non
sparate tanto per fare un titolo sul giornale.
Abbiamo scoperto con molta amarezza che la maggioranza ha deciso di accorpare
tutte le nostre proposte e tutti i nostri emendamenti e, quindi, di bocciarli in maniera
accorpata, senza nemmeno permetterci di discuterli, perché avevamo presentato degli
emendamenti di ostruzionismo ad un'altra proposta di deliberazione, quella sul
Bilancio, che, peraltro, non avrebbe dovuto neanche essere discussa
contemporaneamente a questa, visto che, in teoria, le aliquote IMU andavano
approvate almeno una settimana prima del Bilancio; tra l'altro, questo non è stato
possibile non per colpa dell'opposizione, ma perché due partiti della maggioranza
non si sono presentati in Commissione al momento di liberare la deliberazione
sull'IMU e, quindi, non c'era il numero legale per portarla in Aula.
Adesso capisco che, nella foga di limitare tempi, si sia deciso di accorpare gli
emendamenti del Movimento 5 Stelle, anche se erano tutte proposte di sostanza e,
direi, anche abbastanza argomentate, come avete sentito. Naturalmente, questo a noi
non va bene. Nei corridoi ci è stato detto: "Se ci segnalate un paio di cose, magari
quelle due non le accorpiamo e le possiamo discutere in Aula", ma, francamente, non
siamo al mercato delle vacche e, se volete discutere seriamente le nostre proposte,
noi siamo qui, ma, se non c'è la possibilità per un milione di ragioni - anche politiche
-, preferiamo che le accorpiate tutte e sarà per un'altra volta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Non so quanti in questa Sala siano scaramantici, però, superstizione a parte, non
possiamo non rilevare che questa IMU è nata male, sta vivendo peggio e non so
come finirà. Questo perché è stata preparata l'elaborazione della deliberazione di
Regolamento e anche di aliquote da un dibattito anche lungo e piuttosto qualificato in
Commissione Bilancio con l'Assessore Passoni, che non si è limitato a condannare la
ratio di questa nuova imposta e non si è trattenuto dal denunciare il fatto che con
questa Legge, con il Decreto "salva Italia" che fissa questa nuova imposta sulla casa,
pur definendo il tributo municipale, di fatto condanna la Città ad essere esattore per
conto dello Stato.
Devo dire che anche tutte le forze anche di minoranza non si sono trattenute dal
condividere questo suo giudizio, però poi, come temevamo ed immaginavamo, a
seguito di una condanna della tassa di per sé, ovvero dell'arma che lo Stato metteva
nelle mani del Comune, l'Assessore Passoni - chiaramente di concerto con tutta la
Giunta e la maggioranza - non ha esitato molto nel premere il grilletto.
Questo perché - molti interventi prima di me l'hanno già rilevato, ma lo voglio
sottolineare con un termine più forte - l'IMU, soprattutto per le dinamiche poco
virtuose con cui si sono scaglionati i pagamenti e si è consentito alle Municipalità di
decidere le aliquote, di fatto ha una natura che potremmo quasi definire usuraria; se
stessimo parlando non di un tributo o di una tassa, bensì di un prestito tra privati,
cioè di qualcosa che un cittadino deve pagare ad un privato, oggettivamente, quando
una persona si ritrova a dover pagare qualcosa e quando già comincia a versarne una
quota ma non sa ancora quanto gli verrà a costare il tutto, ci troviamo quasi di fronte
all'usura.
Raccolgo anche - mi sembra l'abbia detto il Consigliere Bertola - la preoccupazione
sul fatto che sia stata mantenuta un'apertura della Giunta sulla definizione in un
secondo momento delle aliquote, tenendo però come criterio l'incasso effettivo della
prima rata; non so se questa maggioranza ha voluto ignorare quella ricerca di
Unimpresa da cui emerge che il 40% dei cittadini italiani non pagherà o non avrebbe
pagato la prima rata e che il 25% del totale non è intenzionato a pagarla, a differenza
degli altri che magari si limitano a ritardare il pagamento per la difficoltà di reperire
la somma.
Visto che la Giunta non è più responsabile da quel punto in poi, perché predispone
una proposta di deliberazione, ma essendo la definizione dei tributi di competenza
della Sala Rossa e quindi del Consiglio, è il Consiglio Comunale che se ne assume la
responsabilità politica.
Noi, votando questa IMU con le aliquote così fissate e di fronte ai dati che abbiamo
testé visto, ci stiamo praticamente assumendo la responsabilità di deferire metà o un
quarto dei torinesi nelle mani delle società di riscossione, in un periodo di crisi e di
difficoltà a chiudere la settimana a livello di reddito familiare, con tutte le difficoltà
di riuscire a superare, anche per le imprese e per chi produce, un periodo di crisi
economica che sta diventando crisi sociale.
Vorrei continuare a ripercorrere il cammino negativo di questa IMU torinese, perché,
come ogni Regolamento, è passata dalla richiesta di parere alle Circoscrizioni; si
tratta di un passaggio che non solo è definito ed è normato dallo Statuto della Città,
ma è ribadito nel dettaglio dal Regolamento sul decentramento. Anche lì c'è stato un
inciampo, perché, di fronte all'opposizione prima di merito e poi necessariamente di
ostruzionismo e dietro il rifiuto del centrosinistra di aprire un dialogo ed un
confronto, ben 7 Circoscrizioni su 10 - ci tengo a ricordarlo nuovamente - non hanno
espresso un parere negativo, ma non hanno proprio fornito il parere. Lo Statuto ed il
Regolamento del decentramento chiedono l'acquisizione del parere, non la domanda
del parere.
Perché se decidiamo che per "acquisizione" si intende che si richiede il parere e, se
non arriva, va bene lo stesso, allora diciamolo ai torinesi, così quando dovremo
acquisire quello che ci devono come IMU, anche se non ci arriverà nulla, saremo
comunque contenti, se è questo il senso che vogliamo dare a questo termine.
Tornando alla proposta di deliberazione di Regolamento, che è quella che nel
dettaglio stiamo andando a discutere, stiamo portando al voto un atto che rivela dei
profili fondati di illegittimità formale, perché, quando il Regolamento del
decentramento e lo Statuto dicono che non solo l'acquisizione dei pareri delle
Circoscrizioni è obbligatoria ma che è addirittura parte integrante del provvedimento
- e non è un caso che la Giunta abbia messo i tre pareri arrivati in allegato alla
proposta di deliberazione con un emendamento apposito -, evidentemente stiamo
andando a votare una proposta di deliberazione incompleta, in cui manca una parte
che lo Statuto ed il Regolamento determinano come obbligatoria.
Quindi, la lotta sarà lunga a livello di ostruzionismo e di dibattito anche serrato in
Aula; credo che, giustamente, il fuoco alle polveri verrà dato quando parleremo delle
aliquote, che, poi, è il vero tema, però posso già annunciare che una proposta di
deliberazione come questa non solo rischia di non essere pagata, ma corre dei rischi
molto fondati di essere impugnata e anche di essere annullata.
Mi chiedo anche che responsabilità si assume questa Amministrazione nell'andare
avanti a forzature, quando si corre un rischio simile. Che cosa succederà se la
proposta di deliberazione di Regolamento IMU verrà annullata, visto che la proposta
di deliberazione sulle aliquote si basa - e, infatti, la richiama nel suo testo - sulla
proposta di deliberazione di Regolamento?
Che cosa succederà se tutti gli atti di indirizzo del Consiglio Comunale sui tributi
sulla casa verranno annullati? La legge c'è. Che cosa vuol dire che i torinesi devono
pagare l'aliquota media? Forse, allora, ci dobbiamo veramente augurare che ci sia
questo annullamento.
Vorrei fare, senza entrare nel dettaglio, un ultimo passaggio nel merito
dell'emendamento di Giunta, su cui poi avremo modo di discutere, non solo perché,
giustamente, il Sindaco lo dovrà illustrare e presentare in Aula, visto che è il
firmatario, ma anche perché, avendo la maggioranza scelto di seguire questa
scappatoia (che, legittimamente, il Regolamento del Consiglio Comunale consente),
apre anche la possibilità di subemendare l'emendamento fino alla discussione.
Vorrei rilevare, soprattutto a chi dalla maggioranza accusa l'opposizione di
demagogia ostruzionistica e di populismo, che almeno il Gruppo del Popolo della
Libertà si sta astenendo dal cogliere l'opportunità che avrebbe di scatenare un nuovo
ostruzionismo presentando subemendamenti all'emendamento. L'unico motivo per
cui non lo fa è che si tratta comunque di un emendamento di riduzione di aliquote.
Però cerchiamo anche di guardare nel merito queste riduzioni, perché su tutti i
quotidiani sono state annunciate, nella fase di dibattito interno, delle riduzioni molto
corpose. Per generalizzare, si passava dal 7 e rotti al 4‰. Adesso, invece, la
maggioranza ci propone una riduzione, a livello della prima casa, al 5,75, che, in
certi casi (per esempio, guardando l'ATC), è quasi irrisorio. si tratta di una riduzione
dello 0,025. Quale sarà l'effetto pratico?
Avviso il Presidente che usufruirò anche dei minuti del Consigliere Greco Lucchina,
che mi ha dato questa opportunità.
Non si può pensare di calare un peso di questo tipo sulle spalle dei torinesi,
addirittura eludendone una parte, che sarà invece meno gravosa, quando, in realtà, le
riduzioni sono quasi inesistenti; sull'aliquota della prima casa, che è una battaglia
irrinunciabile per noi del centrodestra, si va a fissare un'aliquota che praticamente è
pari al massimo, cioè 5,75. Ci tengo a ricordare che tutti i Comuni sono in difficoltà,
ma la media nazionale dei Comuni italiani è del 4,3, mentre noi la mettiamo al 5,75.
Mi rivolgo soprattutto alla maggioranza di centrosinistra, che si pensa e si auspica
che segua certi principi: l'odiosità di una tassa così forte e gravosa sulla prima casa
in realtà è un vulnus sociale, perché quando l'allora Presidente del Consiglio
Berlusconi ha tolto l'ICI sulla prima casa (scelta gradevole o opinabile, ognuno può
avere il suo giudizio) ha messo in difficoltà i Comuni e li ha privati di una grande
entrata sulla quale contavano senza controbilanciare con dei trasferimenti più
corposi? Forse. Ha costretto la Città a rinvenire altre fonti di entrata, ampliando le
aliquote sugli altri tributi? Probabile. È stato esagerato introdurre non una grande
riduzione, ma un colpo di spugna? Probabilmente è così. Però ha introdotto un
principio sacrosanto, che forse un tempo avremmo detto essere di sinistra: è ingiusto
che venga tassata la prima casa, cioè la casa di abitazione, in quanto diritto sociale di
cui tutti dovrebbero poter fruire; infatti, le stesse forze che criticano…
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Scusate, vorrei chiedere un po' di silenzio,
altrimenti sospendiamo e, piuttosto, riuniamo la Conferenza dei Capigruppo.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Chiedo scusa, sono stato informato solo
adesso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Termini il suo intervento, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Avendo saputo la notizia, termino il mio intervento, visto che, successivamente, ci
sarà comunque spazio per il dibattito.
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