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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201202233/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per oggetto: "Approvazione Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)". della proposta di mozione n. mecc. 201202904/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'". della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202916/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 4 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 'Approvazione Regolamento per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'". della proposta di mozione n. mecc. 201203307/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 21 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202233/013 (IMU Regolamento) - IMU ed Enti non commerciali". della proposta di mozione n. mecc. 201203368/002, presentata dai Consiglieri Tricarico, Lo Russo, Sbriglio, Curto, Porcino e Moretti in data 25 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento deliberazione 201202233/013 'Indirizzi per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)'". della proposta di deliberazione n. mecc. 201201121/002, presentata dai Consiglieri Marrone, Magliano, Greco Lucchina, Tronzano, Ambrogio, Furnari e Liardo in data 17 gennaio 2012, avente per oggetto: "Riduzione aliquota IMU sulla prima casa allo 0.2% ai sensi del capo II - Disposizioni in materia di maggiori entrate - articolo 13 del Decreto Legge 201 detto 'Monti' o 'Salva Italia' del 6 dicembre 2011 e successive modifiche". della proposta di deliberazione n. mecc. 201202834/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 1° giugno 2012, avente per oggetto: "IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale. Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012". della proposta di mozione n. mecc. 201203143/002, presentata dai Consiglieri Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 14 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione 201202834/013 'IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale. Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012'". della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201203193/002, presentata dai Consiglieri Tronzano, Magliano, D'Amico e Coppola in data 18 giugno 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202834/013 (IMU - Imposta Municipale Propria sperimentale. Determinazione delle aliquote e della detrazione per l'anno 2012)". della proposta di mozione n. mecc. 201201926/002, presentata dai Consiglieri Altamura, Nomis, Tricarico, Lo Russo, Paolino, Centillo, Cassiani, Ventura, Levi, Muzzarelli, Genisio, Alunno, Carretta, Tronzano e Liardo in data 17 aprile 2012, avente per oggetto: "Indirizzi per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (IMU)". della proposta di mozione n. mecc. 201202193/002, presentata dai Consiglieri Bertola e Appendino in data 3 maggio 2012, avente per oggetto: "Imposta Municipale Unica (IMU) Agevolazioni per i proprietari di prima casa gravata da mutuo ipotecario, per unità immobiliari equiparabili alla prima casa e per altre situazioni particolari". della proposta di mozione n. mecc. 201202663/002, presentata dai Consiglieri Tronzano e Ricca in data 24 maggio 2012, avente per oggetto: "Il Comune faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro l'IMU". della proposta di mozione n. mecc. 201202118/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 27 aprile 2012, avente per oggetto: "IMU abitazione principale". della proposta di mozione n. mecc. 201203218/002, presentata dai Consiglieri Coppola, Tronzano, Magliano e D'Amico in data 19 giugno 2012, avente per oggetto: "IMU ed Enti non commerciali". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202161/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 2 maggio 2012, avente per oggetto: "IMU mutuo prima casa". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201202233/013 e la proposta di deliberazione n. mecc. 201202834/013, comunico che in data 20/06/2012 la competente Commissione ha rimesso i provvedimenti in Aula. Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201201121/002, comunico che in data 16/05/2012 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) I provvedimenti che ci apprestiamo a esaminare riguardano entrambe l'Imposta Municipale Unica. Il primo provvedimento riguarda la regolamentazione; il secondo, aliquote e detrazioni. Il tema dell'IMU è ampiamente dibattuto. Proverò a riepilogarlo succintamente per l'Aula. L'IMU è istituita con una legge del 2011, che interpreta in modo sperimentale il federalismo, istituendo questa imposta per il periodo 2012, 2013 e 2014. È un'imposta diretta sul patrimonio, cioè compresa tra le imposte reali, che colpisce la ricchezza prescindendo dalle condizioni economiche del contribuente. Quindi, in sostanza, non è un'imposta che si riferisce alla cosiddetta capacità contributiva prevista dall'articolo 53 della Costituzione. Per i primi due anni, l'IMU è mitigata da una previsione che prevede la detrazione di 50 Euro per figlio convivente e dimorante nell'abitazione principale, ma in realtà, di fatto, è una vera e propria patrimoniale. È un'imposta proporzionale, quindi non progressiva, ed è suddivisa tra una quota verso l'Erario per l'abitazione diversa dalla principale e una quota per l'abitazione principale a vantaggio del Comune. La normativa in questione ha novato pesantemente la normativa precedente, anche se ha salvaguardato una parte del Decreto n. 504/92, che prevedeva l'istituzione della vecchia ICI dopo un anno di sperimentazione della cosiddetta Imposta Straordinaria degli Immobili del 1991 (ISI), ed è basata sul presupposto del possesso dei fabbricati in base a un diritto reale o di godimento (uso, abitazione, enfiteusi). Alcune norme sono conservate, quindi non le citerò, perché sono le stesse norme che vigevano per la vecchia ICI; alcune hanno richiesto, invece, l'adozione di norme regolamentari specifiche, che il Legislatore ha voluto lasciare ai Comuni, per l'assimilazione a determinate tipologie di imposizione, che in qualche modo hanno condizionato la manovra dell'IMU nazionale. Casi classici di equiparazione, che vedremo nel Regolamento, sono ad esempio il fatto che il Comune può considerare adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti in Italia. Questa è una delle prime grandi assimilazioni che si sono rese necessarie per via regolamentare, con tanto di detrazione e maggiorazione della detrazione per figli a carico. La seconda assimilazione che il Comune ha previsto è quella per cui si può considerare adibita ad abitazione principale anche l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da parte di anziani disabili che abbiano residenza in istituti di ricovero. Anche in questo caso ci sono le detrazioni salvaguardate, quindi l'assimilazione permette di trattare queste abitazioni come abitazioni principali. Non è più possibile, invece, neanche ai fini regolamentari, prevedere assimilazioni per abitazioni principali in uso gratuito, o concesse in linea diretta. Poi vedremo che questa è una previsione non regolamentare, ma al massimo di una previsione di differente aliquota. Quindi, la deliberazione che ci approntiamo nell'ordine ad esaminare ha introdotto alcune modificazioni, che in sintesi sono: le due che ho detto precedentemente, cioè i residenti in istituto di ricovero e i residenti all'estero. La modalità e la precisazione sulla limitazione del potere di accertamento per le aree fabbricabili, che se sono dichiarate almeno pari al valore minimo delle aree indicato dalla deliberazione, come già per l'ICI, fa decadere la potestà accertativa dell'Ente Locale. Il fatto che sostanzialmente esista una limitazione all'esenzione sui fabbricati utilizzati da enti non commerciali. Su questo punto si è molto dibattuto non solo in Commissione, ma anche a livello di dibattito cittadino. È bene tuttavia ricordare che la normativa dell'assimilazione e dell'esenzione ai fabbricati utilizzati da enti non commerciali ha tuttavia chiari fondamenti normativi, tali per cui la Giunta, oltre alla formulazione che ha previsto all'interno della deliberazione (che poi vedremo, in quanto è stata ancora modificata ed estesa in sede emendativi), fa riferimento alla Circolare ministeriale n. 3DF del 3 maggio che stabiliva che \"Gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 73 comma 1 lettera c) del TUIR, che in pratica sono proprio i soggetti enti non commerciali comprensivi delle onlus, sono esenti, ma che l'esenzione operi esclusivamente nel caso in cui le attività siano svolte con modalità non commerciali\", dice la Circolare ministeriale, precisando che \"Qualora l'unità immobiliare abbia un'utilizzazione mista, l'esenzione di cui al comma 1 si applica solo alla frazione di unità nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l'individuazione di immobili, o porzione di immobili adibiti esclusivamente a tale attività\". Questo comporta il fatto che debbano concorrere entrambe le condizioni e che spesso ci si è trovati in condizioni di dubbi interpretativi, peraltro spesso risolti grazie al supporto degli Uffici comunali. Vale la pena ricordare che l'esenzione del Regolamento Comunale prevederà, per emendamento, anche l'estensione al fatto che l'utilizzatore del fabbricato non sia il soggetto detentore o proprietario, ma che il fabbricato sia tuttavia utilizzato per effetto di un contratto di comodato gratuito registrato e che naturalmente l'attività svolta dal soggetto comodatario sia comunque un'attività non lucrativa, ai sensi della normativa. Circa le ultime modalità, ricordo che è stata ripristinata l'applicazione della riduzione del 50% della base imponibile per i fabbricati fatiscenti o inagibili, così come previsto dal Regolamento, e la Città naturalmente ha ripristinato. È stata poi ripristinata anche l'agevolazione che si riferiva ai versamenti dei contitolari, cioè il caso in cui un contitolare abbia versato l'imposta per gli altri contitolari, viene fatto salvo il diritto di versarlo per tutti senza richiesta di versamenti individuali. Il primo atto, quindi, coglie gli aspetti regolamentari. Il secondo atto, invece, coglie la cosiddetta manovra IMU. Su questo ripeterò due concetti che la Commissione ha sentito più volte, ma è bene che vengano confermati in Aula. I concetti sono molto semplici. La previsione da parte della manovra Monti di specifici tagli del finanziamento erariale dovuto al cosiddetto extragettito IMU, cioè al gettito che si presume che, essendo eccedente il normale gettito dell'aliquota base, venga comunque trattenuto dallo Stato oltre la quota di pertinenza dello Stato. Pertanto viene tradotto in un taglio del FSR (Fondo Sperimentale di Riequilibrio), che sostanzialmente si aggiunge, per i conti dello Stato, alla quota che lo Stato riceve dai cittadini. Questo significa che in questa manovra che il Comune ha approntato, nel saldo negativo di 158 milioni di trasferimento erariale, che è stato previsto nei conti della Città quale comunicazione del Ministero, 89 milioni derivino effettivamente dalla riduzione del trasferimento delle FSR per effetto della manovra IMU. Quindi l'IMU ha un effetto diretto sulla riduzione del trasferimento erariale per 89 milioni di Euro. Si aggiunga, inoltre, che lo Stato, per previsione dell'attuale flusso di gettito IMU nelle casse dello Stato e dal versamento delle abitazioni con usi diversi dall'abitazione principale, riceverà dagli abitanti della Città di Torino 148 milioni di Euro. Pertanto, il beneficio per lo Stato della manovra IMU sarà 148 più 90, quindi 238 milioni di Euro. Questo a prescindere dalle manovre che la Città intende applicare. Pertanto, il saldo positivo per lo Stato dall'introduzione dell'IMU alla Città di Torino è più 238 milioni, che è la stessa cifra (ma è una vera combinazione) dell'attuale gettito IMU ad aliquote base, cosiddetto \"convenzionale\", derivante dal fatto che l'IMU convenzionale, cioè il gettito dell'aliquota base non è il gettito effettivamente percepito dagli Enti Locali secondo il versamento del 18 giugno, ma è il gettito comunicato dal sito del Ministero degli Interni, tramite il Ministero delle Finanze, stimato tramite la valutazione dell'Agenzia del Territorio su base nazionale. Questo fa sì, in sintesi, che lo Stato si è voluto tenere il diritto di regolare sia l'effettivo gettito IMU nelle casse dei Comuni, trasformando il gettito effettivo in gettito convenzionale; sia al fatto di poter, tra virgolette, \"sparare\" eventualmente una seconda pallottola, visto che la normativa IMU prevede la modifica, facoltativa, entro il 30 settembre dei Regolamenti IMU, ma lo Stato si riserva fino al 10 dicembre la facoltà di modificare non solo i Regolamenti nazionali, ma anche la dimensione delle aliquote, alzandole o abbassandole. Ciò vuol dire che lo Stato ha trovato un sistema di vasi comunicanti, ovvero da una parte ci permette di fare una manovra IMU per quadrare i Bilanci e per compensare il calo del trasferimento erariale; e fin qua il Comune potrebbe avvalersi - e lo abbiamo fatto - della potestà impositiva. Dall'altra parte, però, annulla la potestà impositiva trattenendosi una quota di gettito dall'FSR, i 90 milioni, e traendo direttamente 148 milioni dal gettito dei cittadini torinesi. Pertanto, lo Stato vanifica sostanzialmente la portata di una manovra che per i cittadini comunque, evidentemente, ha comportato un incremento di versamento, non tanto in questa fase per le aliquote, ma perché sapete bene che la manovra Monti ha previsto l'incremento dei coefficienti moltiplicativi della base imponibile catastale, portandoli nella media oltre il 60% in più, nella fattispecie gli abitativi da 100 a 160. La manovra IMU, quindi, è figlia esattamente del federalismo fiscale, applicata con i criteri compensativi, con lo scopo di fare in modo che per i primi anni di manovra questo gettito venga condiviso con lo Stato, o diventi, in realtà, non una capacità aggiuntiva degli Enti di fare politiche sociali e di investimento, ma una capacità in parte compensativa, ma non è neanche del tutto compensativa, rispetto alle politiche che si facevano con il vecchio gettito. A scopo del tutto statistico ricordo che il gettito della vecchia ICI, nei tempi in cui esisteva l'abitazione principale e si versava l'imposta, che era di circa 255 milioni, era di 20 milioni superiore al gettito che attualmente noi contabilizziamo come gettito base, ovvero gettito convenzionale, che teoricamente si basa su un'aliquota certamente diversa, ma su una base imponibile altamente rivalutata. Pertanto, si può dire che l'IMU alle aliquote base nemmeno compensa i Comuni di quello che era il versamento della vecchia ICI riferita addirittura a sei, sette anni fa, quando si versava l'aliquota per l'abitazione principale. A ciò bisogna sottrarre sostanzialmente il trasferimento compensativo tagliato nell'FSR di 90 milioni. Alla fine il risultato è che il gettito IMU netto, superiore alla vecchia ICI, sarà appena di 60, 62 milioni di Euro, che non compensano comunque gli altri 67 milioni di tagli del FSR, che sono dovuti alle manovre governative dei due Governi che si sono succeduti: il Governo Berlusconi (gennaio 2011, agosto e luglio 2011) e il Governo Monti (ottobre 2011). Quindi l'IMU a malapena ristora - e neanche del tutto - i Comuni dalla possibilità di tenere il livello di spesa che avevano consolidato prima dei tagli dei trasferimenti dello Stato, mettendo a carico del cittadino un'aliquota più alta. Cosa vuol dire questo? Che l'IMU, effettivamente, è una patrimoniale. Non sappiamo se avrà natura di una tantum per lo Stato, sicuramente non avrà natura di una tantum per i Comuni. Soprattutto, l'effetto di questa manovra va sostanzialmente a beneficio dei conti dello Stato e in minima parte, anzi direi quasi in misura relativa, a vantaggio dell'Ente Locale. Il gettito IMU complessivo è di 414 milioni, a lordo di tutte le variazioni che vi ho riferito. Pertanto, l'aliquota della Città di Torino, per compensare questi tagli è stata fissata nella deliberazione al 5,75 per le abitazioni principali (fatte salve la detrazione di 200 Euro sull'abitazione principale e di 50 Euro per figlio fino a quattro figli) e al 10,6 (cioè l'aliquota massima in questo caso) per le altre abitazioni. La Giunta ha ritenuto, concordemente con la maggioranza, di intervenire a riduzione di aliquote specifiche; questo, per via emendativi, conseguirà i seguenti risultati: l'abbassamento dal 10,6, che sarebbe l'aliquota teorica piena aumentata, al 5,75 per gli immobili locati con contratti convenzionati (articolo 2 comma 3 della legge n. 431); l'aliquota al 5,75 con detrazione di 200 Euro per gli immobili di proprietà ATC e Cooperativa proprietà indivisa, concessi in uso a soggetti che hanno abitazione principale, pertanto con la normativa che prima li esentava e che oggi invece ne prevede un parziale pagamento; dal 10,6 al 9,6 per il pagamento dell'IMU legata alle aree fabbricabili, che naturalmente sono già penalizzate dal mercato immobiliare, e naturalmente il mantenimento di un tendenziale strumento di valutazione del gettito, che preveda - qualora si verificasse una diversificazione del gettito su base nazionale, una diversa compartecipazione del gettito tra Ente Locale e Stato - di poter modificare questa aliquota ancora entro il 30 settembre. Ricordo che queste aliquote hanno effetto sulla rata di dicembre ma non hanno avuto effetto sulla rata di giugno e possono essere ancora modificate entro il 30 settembre, sia da parte del Comune, che da parte dello Stato, entro il 10 dicembre. Per via regolamentare, pertanto, i fabbricati inagibili pagheranno su base imponibile ridotta del 50%. Inoltre è stata ripristinata, seppur parzialmente, un'agevolazione che vigeva prima della modifica regolamentare, per cui le unità abitative adibite ad abitazioni principali, concesse dal proprietario in uso gratuito ai parenti fino al primo grado avranno un'aliquota con meno tre punti, cioè 0,76, anziché 1,06, cioè l'aliquota piena che sarebbe ordinariamente dovuta se fissata. Sostanzialmente questa è la summa del provvedimento di cui andiamo a spiegare le ragioni. Siamo consapevoli che la pressione fiscale in incremento può produrre sull'economia reale effetti complessi da valutare, ma devo anche ricordare che non è - ahimè - la sede regolamentare quella in cui dirimere vicende come la natura dell'imposta, la tipologia di una manovra nazionale e il perché si ricorra al prelievo patrimoniale sugli immobili e non su i beni mobili. Sono tutti temi che meriterebbero approfondimenti e anche interessanti discussioni; l'Ente Locale non può però modificare la parte normativa del provvedimento, deve invece far fronte a una situazione di mantenimento dei servizi, che necessariamente prevede l'intervento sulle aliquote e non può ovviamente operare su altre leve, se non quelle del bilancio, che poi ne discuteremo nel prosieguo della giornata e dei prossimi giorni. Una manovra quindi che sicuramente ha teso a non penalizzare eccessivamente le abitazioni principali e gli usi che riteniamo degni di tutela, ma certamente una manovra, in un contesto generale economico del Paese, in cui l'IMU deve ancora esprimere la sua effettiva natura, se rimarrà in vigore e se, naturalmente, il gettito dello Stato rimarrà, nei prossimi esercizi, assegnato allo Stato o se esso dovrà o vorrà essere redistribuito o ricondotto a logiche di trasferimento verso gli Enti Locali. In quel caso, o nel caso in cui le previsioni di gettito siano superiori a quelle preventivate dal Ministero, non da noi, il Comune tornerà sui suoi passi, potrà rivedere una manovra IMU diversa e lo farà, naturalmente, con una discussione aperta che, anche in quel caso, cercherà di salvaguardare le fasce deboli ed evidentemente anche quelle situazioni degne di tutela, come quelle che abbiamo regolamentato in questo caso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ovviamente noi siamo contro l'IMU. Quando eravamo al Governo del Paese abbiamo tolto l'ICI; oggi abbiamo votato il Governo Monti e abbiamo sostenuto l'IMU a malincuore, però al tempo stesso abbiamo cercato di ridurne il peso attraverso la dilazione in tre rate e l'approvazione di un ordine del giorno diretto al Governo, che auspica che questa imposta sia una tantum, cioè solo per il 2012, nella speranza che il Governo Monti, attraverso la rivisitazione della spesa, la cosiddetta "spending review", riesca a recuperare quanto previsto: 275 miliardi di Euro nel medio periodo e 80 miliardi di Euro nel breve periodo. Chiarita la nostra contrarietà all'IMU, dobbiamo però fare i conti con la realtà, cioè con la legge dello Stato. Io personalmente non sono fra quelli che invita a non pagare l'IMU, perché prendersi una responsabilità di questo genere non può essere giusto per un uomo delle Istituzioni. L'IMU deve essere pagata, purtroppo, e chi magari aspetta buone novelle entro la fine dell'anno, rischia poi di dover effettuare un pagamento unico, invece che dilazionato in tre rate. Quindi, lo dico a verbale, consiglio a tutti di pagare l'IMU. Sicuramente bisogna contrastarla con tutti i mezzi che uno ha a disposizione, ma da uomo delle Istituzioni, il mio consiglio è di pagarla. Dopodiché l'IMU continua a essere una fregatura, a mio giudizio, sia per i cittadini, sia per le casse Comunali. Il Governo Monti ci ha tagliato 40 milioni di Euro, dal 1 gennaio 2012, e taglierà altri 50 milioni entro la fine del 2012. Conseguentemente siamo a 90 milioni in meno rispetto ai trasferimenti dello Stato. Questi trasferimenti non saranno compensati da un gettito IMU adeguato, perché si pagherà con l'F24, quindi lo Stato incassa il gettito dell'imposta e poi trasferirà le competenze comunali alla Città di Torino, credo alla fine dell'anno. Conseguentemente non ci sarà un beneficio per le casse comunali e i cittadini subiranno un salasso, che per molti sarà difficile da sostenere. Che cosa abbiamo fatto in questi cinque o sei mesi? Naturalmente abbiamo cercato di opporci e di fare concretamente alcune valutazioni propositive per arrivare a una riduzione delle aliquote. Mi fa piacere che il Consiglio Comunale, in particolare il PD, abbia proposto alla Giunta un taglio delle aliquote. Questo non è avvenuto e nei prossimi giorni cercherò di capire chi sia il cattivo: il Consiglio Comunale, che non è stato in grado di supportare le sue valutazioni, oppure la Giunta, che ha detto no a priori. Per cui è evidente che questa situazione è oggettivamente contraddittoria, ossia nei giorni scorsi abbiamo assistito a un teatrino che non ha portato a nulla. Che cosa chiediamo per prima cosa? Partiamo dal grande per arrivare poi al piccolo. Innanzitutto chiediamo un ricorso alla Corte Costituzionale. Naturalmente non è competenza nostra fare ricorso alla Corte Costituzionale, non siamo un Ente legislativo, non abbiamo competenze in questo senso, però a mio giudizio, dal punto di vista incidentale, il Comune, attraverso l'Avvocatura, potrebbe valutare fino in fondo questa strada, e potrebbe essere una strada adeguata per far capire ai cittadini che la Città di Torino non è insensibile rispetto ad un'imposta che è odiatissima. Questa mozione l'abbiamo presentata come Gruppo, l'abbiamo sostenuta, credo che andrà al voto domani in Consiglio Comunale e penso che, se la maggioranza avesse intenzione ed interesse ad approvare una cosa di questo genere, nulla osterebbe, in quanto questa imposta (l'ha già detto l'Assessore Passoni), naturalmente, secondo l'articolo 53, non è assolutamente progressiva e in più ha disomogeneità di accatastamento e di classamento che oggettivamente fanno pensare ad un'imposta a cui dovremmo ricorrere presso la Corte Costituzionale. Poi, come Gruppo, ci siamo dati delle priorità; le nostre priorità sono sicuramente sulla prima casa. Il Consigliere Marrone, insieme a tutto il Gruppo, ha presentato sin da subito una proposta di deliberazione di Consiglio Comunale in cui chiedeva la riduzione al 2. Questa deliberazione di Consiglio è tuttora agli atti. Abbiamo presentato degli emendamenti, che prevedevano la riduzione di questa imposta sulla prima casa, perché riteniamo che la prima casa sia un bene prezioso, intangibile, ottenuto con risparmi di una vita. Sulla prima casa molte volte abbiamo anche dei mutui che gravano; abbiamo la difficoltà occupazionale, la cassa integrazione, la crisi e quindi oggettivamente sulla prima casa sarebbe stato bello fossimo arrivati almeno al 4,3, che è la media dei Comuni italiani. Naturalmente, poi spiegherà meglio il Consigliere Marrone rispetto a questa identificazione. È chiaro che sappiamo, con responsabilità, che un punto di IMU sulla prima casa vale, secondo quanto dice l'Assessore, 37 milioni di Euro, quindi sicuramente le difficoltà sono elevate. Tuttavia, Assessore, non disperiamo che, una volta conosciuti i saldi, verso il 15 luglio, e una volta valutati gli incassi di questa imposta, non si possa arrivare - come giustamente lei suggeriva -, nel corso dell'anno, ad una revisione di queste aliquote e quindi passare dal 5,75 almeno al 5, che oggettivamente potrebbe essere un pochino meno pesante, anche se lo sarebbe comunque. La seconda priorità è quella determinata sulle case popolari, che hanno un salasso oggettivamente importante: l'imposta è il 6, puntavamo ad avere il 4. La Giunta, la maggioranza ha deciso di portarla al 5,75, che in ogni caso, a mio giudizio, non permetterà all'ATC di portare avanti una politica di manutenzione adeguata durante l'anno, perché il costo di questo 5,75 sarà notevole. La terza priorità è sui concordati, i canoni famosi. Noi volevano che quei 10.000 contratti concordati fossero trattati almeno al 4. Anche qui avremo una parziale soddisfazione al 5,75. I concordati sono però un problema di emergenza abitativa, un problema sociale, che vede i proprietari di casa avere già avuto l'IMU aumentata nella base imponibile, con un aumento del 60%, come d'altronde tutti i cittadini. In più mettere un'imposta di quel genere, anche se mitigata dal fondo che - mi pare di aver capito - l'Assessore ha previsto di 100 Euro per gli affittuari, sicuramente non permetterà di sostenere con tranquillità tutto quanto si era pattuito negli anni scorsi, e "pacta sunt servanda", come sappiamo benissimo. Conseguentemente, dall'1 da cui siamo partiti, abbiamo avuto un più 60% di base imponibile e un'aliquota al 5,75, che oggettivamente crea un problema non indifferente di mantenimento. Anche su questo ci sono criteri di illegittimità costituzionale, a mio giudizio, ma naturalmente sta alla Giunta, sta all'Assessore valutare le conseguenze di quanto sto dicendo. Dopodiché abbiamo pensato anche al settore edile. Bando alle ipocrisie in questo senso, il settore edile occupa circa 40.000 persone a Torino, tra dirette e indotto; 40.000 persone che rischiano la cassa integrazione o rischiano il licenziamento a seguito di imposta, che sui cosiddetti "invenduti" graverà tanto quanto la seconda casa. Per quanto riguarda gli invenduti, mi permetto di sprecare un po' più di tempo su questo ragionamento, perché credo sia importante far osservare all'Assessore alcuni aspetti. Io ho preso tutti i dati possibili e immaginabili da coloro che detengono questi dati; il Collegio Costruttori è la fonte, quindi credo sia una fonte assolutamente autorevole. Io mi sono fatto dare tutti i dati dal 2007 al primo trimestre del 2012. Gli appartamenti di nuova costruzione - attenzione a questo termine, perché è fondamentale, "nuova costruzione" - dal 2007 al primo trimestre del 2012 sono 4.690. Non andiamo così lontano, non sarebbe sostenibile questo tipo di discorso; andiamo a prendere - come giustamente suggeriva anche il mio Gruppo - soltanto gli ultimi due anni, il 2010 e il 2011. Il 2010 vede di nuova costruzione 812 appartamenti costruiti. Il 2011 vede 755 appartamenti costruiti, di nuova costruzione, lo ribadisco. In totale fanno 1.567 appartamenti. Attraverso un semplice calcolo matematico (che spero di avere azzeccato, ma penso di sì, insomma, non credo ci siano difficoltà su questo) ho applicato l'IMU al 10,6 sugli invenduti, cioè una proporzione confermata anche da un articolo apparso su "La Repubblica" recentemente, circa il 20% (io l'ho addirittura preso per eccesso, perché "La Repubblica" citava circa il 17% di invenduti): il 20% su 1.500 sono 300 appartamenti invenduti, sui quali noi potremmo cercare di non far gravare un'imposta di quel genere, del 10,6, ma ridurla, come prevede la Legge, allo 0,38 (ho citato chiaramente il Decreto nella proposta di mozione di accompagnamento). La differenza fra IMU seconda casa a 10,6 e IMU seconda casa permessa, in questo caso, dalla Legge nazionale, a 0,38 (perché il Comune la può abbattere fino a quell'aliquota), è di circa 180.000/200.000 Euro - e lo sottolineo all'Assessore - su quei 300 appartamenti. È una goccia nel mare, non è la salvezza per le imprese edili, però si tratta di una cifra che si può trovare - 200.000 Euro - e sarebbe un segnale di attenzione che l'Amministrazione potrebbe tranquillamente dare. Se poi vuole, Assessore, le do i conti al millesimo rispetto a quanto detto velocemente a verbale. Sugli invenduti abbiamo anche previsto una proposta di ordine del giorno di accompagnamento, che spero possa essere approvato da quest'Aula, perché il Decreto Sviluppo che è stato recentemente approvato dal Governo, combinazione, purtroppo - e non ho capito le motivazioni, ma cercheremo comunque di andare fino in fondo per far recedere da questa decisione - ha visto lo stralcio dell'IMU sugli invenduti delle imprese edili. Anche qui sarà ipocrisia? Anche qui sarà falso moralismo? Io spero di no e spero che il Parlamento provi a far rinsavire il Governo Monti su questa decisione ed è per questo che ho presentato una proposta di ordine del giorno che impegna il Sindaco ad attivarsi presso il Parlamento affinché sugli ultimi tre anni, in questo caso - come prevede la Legge che permette l'applicazione dello 0,38 -, si abbia l'esenzione totale per gli invenduti. Non è una "marchetta" per i costruttori, per essere molto chiari, ma è un atto sociale fondamentale per i lavoratori di questo settore. Ricordiamoci che, se l'edilizia non riparte - e le opere pubbliche sono uno degli elementi fondamentali, insieme alle tasse, per far ripartire lo sviluppo -, sicuramente ci troveremo in grande difficoltà. Allora, a mio giudizio, è assolutamente necessario un segnale in questo senso, Assessore, e spero che lei, dai calcoli che io ho fatto, possa evincere la bontà di questa proposta e possa accettare questo tipo di riduzione dell'aliquota sugli invenduti. Concludo con una domanda all'Assessore, perché mi pare di aver visto in Bilancio 800.000 Euro per i rimborsi sull'IMU. Allora, volevo capire se era vero quello che ho visto e a che cosa saranno destinati questi 800.000 Euro, perché credo che possano effettivamente essere utili nell'ambito dell'anno. Conseguentemente, noi siamo contro l'IMU, lo ridico a chiare lettere. Abbiamo fatto proposte con grande attenzione, abbiamo fatto anche ostruzionismo; speriamo che questo ostruzionismo a questa proposizione siano state apprezzate, anche se chiaramente mal volentieri, e che almeno una parte o una piccola parte di quanto noi abbiamo proposto, all'interno di questa, purtroppo, odiatissima tassa, possa essere accettato dalla Giunta e dare un segnale politico all'impegno dell'opposizione. |