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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Giugno 2012 ore 11,00
Paragrafo n. 29
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02555
SOCIET? GTT S.P.A. INDIRIZZI DI GARA PER LA CESSIONE DEL 49% DELLA PARTECIPAZIONE DETENUTA DALLA SOCIET? FCT HOLDING S.R.L. A SOCIO UNICO COMUNE DI TORINO.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202555/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 18 maggio 2012, avente
per oggetto:
"Società GTT S.p.A. indirizzi di gara per la cessione del 49% della partecipazione
detenuta dalla Società FCT Holding S.r.l. a socio unico Comune di Torino".
della proposta di mozione n. mecc. 201203180/002, presentata dai Consiglieri
Ambrogio, Liardo, Coppola, Tronzano, Greco Lucchina, Magliano e Marrone in data
15 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202555/064 Società GTT S.p.A.
indirizzi di gara per la cessione del 49% della partecipazione detenuta dalla Società
FCT Holding S.r.l. a socio unico Comune di Torino".
della proposta di mozione n. mecc. 201203210/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 18 giugno 2012, avente per oggetto:
"Mozione accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202555/064".
e della proposta di mozione n. mecc. 201203213/002, presentata dai Consiglieri
Grimaldi e Curto in data 18 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202555/064 'Società GTT S.p.A.
indirizzi di gara per la cessione del 49% della partecipazione detenuta dalla Società
FCT Holding S.r.l. a socio unico Comune di Torino' - Contratto di servizio GTT
S.p.A./Comune di Torino".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 0806/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Riprendiamo l'esame di questa proposta di deliberazione, che avevo sospeso in attesa
delle fotocopie della proposta di mozione di accompagnamento, che sono state
distribuite poco fa.
Sono stati presentati alcuni emendamenti e subemendamenti; per la precisione, si
tratta di 24 emendamenti (5 della Giunta, 1 di PD-SEL, 2 del PD, 4 della Lega Nord-
Bossi, 7 del Movimento 5 Stelle, 5 di SEL) e di 3 subemendamenti del Movimento 5
Stelle.
Ai Capigruppo è stato consegnato il prospetto allegato, quindi potranno riferirsi a
quello.
Apriamo il dibattito sulla proposta di deliberazione e sulle proposte di mozione.
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Abbiamo avuto modo di discuterne più volte in Commissione e credo che abbiamo
chiarito i diversi aspetti.
Ricordo che, ovviamente, siamo dentro l'alveo della deliberazione del 23 novembre,
che prevedeva, oltre al trasferimento di GTT a FCT, anche la possibilità di cedere il
49%.
Successivamente, siamo passati al Regolamento della Holding, come previsto e
concordato in sede di I Commissione, e, adesso, questa proposta di deliberazione
concerne gli indirizzi di gara per la cessione del 49%.
Vorrei precisare, perché poi ha un effetto anche su alcuni emendamenti presentati dal
Consiglio, il fatto che GTT ha già partecipato ad una gara per assumere l'insieme dei
servizi che GTT fa nel suo perimetro generale. Pertanto, la proposta di deliberazione
deve concernere esattamente l'oggetto della cessione del 49%, cioè non può inserire
argomenti che non stiano all'interno di questo concetto.
Invece, contemporaneamente a questo, abbiamo affrontato una serie di argomenti
molto delicati dal punto di vista delle clausole sociali, anch'esse già contenute nel
contratto di servizio per come si potevano riportare, e, poi, abbiamo delineato
assieme 3 condizioni essenziali. La prima condizione è che il bando di gara è
sull'offerta economicamente più vantaggiosa; è un passaggio determinante e cruciale
per dire che la maggioranza del punteggio, così come poi abbiamo articolato anche
nell'emendamento presentato durante l'ultima Commissione, dà il 55% rispetto al
Piano industriale presentato, a che cosa uno vuole fare dal punto di vista
dell'efficienza e a quali apporti può dare, anche dal punto di vista di investimenti
nuovi.
Ovviamente, in questo caso il prezzo non può invece essere considerato prioritario,
anche se rimane una condizione importante, perché ha il 45%.
Il secondo dato che abbiamo assunto dal punto di vista della discussione è quello di
trovare il modo per salvaguardare l'integrità dell'Azienda e, contemporaneamente,
mettere chi arriva nella condizione di poterla gestire.
Sostanzialmente, abbiamo trovato la maniera per dire queste questioni nel seguente
modo all'interno della proposta di deliberazione. In primo luogo, le modifiche di
carattere societario non possono essere decise da chi gestisce l'Azienda, cioè
dall'Amministratore Delegato, ma devono necessariamente essere composte e decise
dall'assemblea dei soci, che, a sua volta - come abbiamo inserito all'interno del
Regolamento -, deve essere autorizzata dal Consiglio Comunale. In secondo luogo,
l'insieme del perimetro sostanziale dell'Azienda è quello che abbiamo definito. È
possibile modificarlo? Certo, nel senso che non inchiodiamo la società per l'insieme
del periodo di cui stiamo discutendo, ma anche per fare questo è necessario che vi sia
la condivisione del socio pubblico.
Inoltre, a fronte di questa situazione e del fatto che riusciamo a gestire, anche in un
certo modo molto complesso - anche se è ancora da firmare e speriamo di farlo nei
prossimi giorni -, la riduzione determinata o che avrebbe voluto determinare la
Regione, che adesso abbiamo portato, almeno dal punto di vista della discussione del
Bilancio regionale, al 15% rispetto al 22%, pensiamo che questa riduzione, che ha un
effetto significativo (sono 35 milioni di Euro in meno rispetto al trasferimento che
copre il cosiddetto 65%, che è a carico del Fondo Trasporti), in realtà sia gestibile
senza sostanzialmente mettere in discussione il perimetro e l'organico complessivo.
Quindi, è ripreso il fatto che, salvo che per motivi di giusta causa ed i motivi che
stanno attorno a questo argomento, in realtà non è possibile andare oltre, per cui
sostanzialmente va mantenuto l'organico esistente.
Ovviamente, per fare questo bisogna affrontare queste questioni da parte di GTT
entro la fine dell'anno e, contemporaneamente, consentire a GTT di utilizzare le
persone che potrebbero essere giacenti su una serie di attività e spostarle sulle attività
che, ovviamente, sono in aumento, come abbiamo previsto, o, ma non c'entra niente
con la proposta di deliberazione in oggetto, la possibilità di aumentare
significativamente le aree a striscia blu. Questo per dire che non abbiamo inventato o
messo appositamente delle garanzie che non facciano i conti con una situazione
complessiva a cui fare riferimento.
Vorrei aggiungere che, anche per quanto riguarda il servizio, il socio gestore deve
necessariamente avere l'approvazione del socio pubblico e in questo modo credo di
aver garantito - e, a quel punto, si può solo migliorare - non solo il servizio che GTT
fa per oggi, perché con questa deliberazione si delinea una cessione che dà una
prospettiva seria sul piano industriale, ma anche di servizio per i cittadini, che poi è il
ruolo che GTT deve svolgere.
Per questo motivo, ringrazio davvero la Commissione ed il Presidente, perché, al di
là dei ruoli che necessariamente avvengono in questi frangenti in Commissione,
credo che tutti abbiamo contribuito a fare una proposta di deliberazione che, andando
nella direzione della cessione, fa tutto quello che è possibile per salvaguardare sia il
servizio che il lavoro di GTT e, contemporaneamente a questo, come ho detto più
volte, senza mettere in discussione il fatto di inserire una serie di condizioni tali per
fare in modo che sia accessibile la partecipazione da parte dei soggetti - che speriamo
siano numerosi - che vogliono investire in questa Città.
Ho chiesto prima al Presidente di fare una modifica tramite un emendamento, che è
stato recepito, come sapete, in via straordinaria. Ad un certo punto, nello Statuto,
viene detto che gli accordi sindacali devono essere approvati dal Consiglio
d'Amministrazione, ma ovviamente è un refuso. Messa così non dà il senso, perché,
necessariamente, un accordo sindacale si può fare, dopo aver informato il Consiglio,
tramite una delegazione trattante con il capo del personale oppure con
l'Amministratore Delegato.
Prima di tutto, normalmente l'accordo sindacale deve essere sottoposto ad un organo
sindacale o, persino, all'assemblea dei lavoratori, per cui non può essere approvato
dal Consiglio d'Amministrazione, se non per i fini economici dello stesso. Abbiamo
aggiunto: "al Consiglio d'Amministrazione ai fini economici", nel senso che, se
cambia qualche dato economico, deve essere aggiornato il budget. Credo che per
tutta l'Aula... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è questo. C'entra, ma
non totalmente con gli emendamenti di cui parla il Consigliere Mangone; è per dare
una precisazione che rischia, poi, di diventare un problema in sede di gara.
Per questa ragione, mi pareva opportuno chiarirlo e specificarne il significato ed il
senso, in quanto si aggiunge unicamente "ai soli fini economici" e non che,
necessariamente, a mezzanotte o a qualsiasi ora avvenga un accordo sindacale, si
debba convocare nella sede trattante il Consiglio di Amministrazione stesso. È
qualcosa che tutti noi sappiamo, si tratta solo di buonsenso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ritengo che questa proposta di deliberazione sia importante, perché su questo Torino
si gioca parte del suo futuro con la riorganizzazione delle partecipate; questa è la
prima su cui entriamo fortemente nel merito.
Vorrei premettere che, forse, in questi anni GTT è sempre stata troppo sotto
l'attenzione dell'occhio della politica e, probabilmente, qualche interesse di troppo
ha condizionato quelli che sono stati i suoi percorsi, i suoi processi evolutivi, il suo
diventare azienda così come noi la conosciamo oggi, anche con quelli che sono i suoi
debiti, le sue criticità, le sue magagne ed i suoi problemi. Probabilmente, se, in tanti
anni, il pubblico non è riuscito a mettersi nella condizione di creare un'azienda di un
certo tipo, potrebbe essere arrivata l'ora di provare a far cambiare rotta ad un'azienda
che comunque deve garantire un servizio su Torino che definirei importante, perché
il trasporto pubblico locale su Torino è discreto, ma dovrebbe diventare
un'eccellenza.
Dal nostro punto di vista, ciò non può essere migliorato che con dei partner privati,
che possano portare sicuramente del beneficio e che possano trarre dell'utile reale e
puro da quello che è il loro lavoro, evitando quindi di essere dei pozzi senza fondo,
che vanno a mangiare costantemente dall'Amministrazione Comunale.
In questo momento, non sono in grado di dire quale sarà la posizione della Lega
Nord alla fine del dibattito, perché gli emendamenti sono numerosi; i nostri
emendamenti sono fondamentali per quello che, poi, sarà il nostro voto finale.
Quindi, decideremo come comportarci per quanto riguarda questa proposta di
deliberazione sulla base del corso della discussione.
Vorrei, però, sottolineare che è importante che, in un momento come questo, si tenti
di cambiare rotta per quanto riguarda le aziende che non vanno, perché, in questo
momento, GTT ha dimostrato - è sufficiente guardare i Bilanci - che è un'azienda
che non funziona e che - lo ripeto e non lo nascondo - ha sempre subito troppo
l'influenza della politica; la politica vi ha messo troppe volte le mani dentro per
condizionare quelli che sono stati i suoi modi di operare.
Ritengo che questo dibattito sia importante ed affronteremo gli emendamenti
presentati da tutti i Gruppi con estrema attenzione, perché penso che migliorare
questa proposta di deliberazione possa essere un ottimo servizio per la Città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Non vorrei addebitare al Consigliere Tricarico le cose che dirò, quindi è meglio che...
(INTERRUZIONE REGISTRAZIONE)… Capogruppo Lo Russo, quindi io faccio
parte solo di me stesso.
Normalmente, sono una persona molto allegra, ma, oggi, è una giornata un po' triste,
perché più ci avviamo in questo percorso e maggiori ed importanti diventano
l'angoscia e la consapevolezza del fallimento del mondo della politica.
Perché parlo del fallimento della politica? Perché - è un po' il ragionamento che
faceva prima il Consigliere Ricca - se, oggi, la politica in generale sta facendo certe
scelte a livello nazionale e a livello locale, evidentemente è perché si è resa conto di
non essere in grado di gestire le aziende che, negli anni, ha creato.
Voglio fare una domanda un po' provocatoria, che potrebbe apparire ovvia, ma credo
che ovvia non sia sul piano politico: perché vendiamo? La prima risposta potrebbe
essere: "Perché i Bilanci non ci consentono di fare altrimenti. Quindi, vendiamo in
uno stato di necessità". È evidente che, sul piano politico, questa risposta ha la sua
importanza, perché ci sono cose che faccio con convinzione e ci sono cose che,
invece, devo fare perché vanno fatte.
Vorrei sentire l'opinione del Sindaco: cioè, se vendiamo per uno stato di necessità o
per convinzione; perché, ormai, è da anni che si parla di liberalizzazioni e di
privatizzazioni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, signor Sindaco;
infatti, stavo dicendo che non ho compreso fino in fondo questa differenza tra
liberalizzazione e privatizzazione, ma credo di essere in buona compagnia.
Sicuramente, non si tratta di una liberalizzazione, come dicevo l'altra volta in
occasione della discussione sulla deliberazione SAGAT, perché, evidentemente, la
liberalizzazione presuppone una qualche forma di concorrenza in quel tipo di attività;
di conseguenza, non è sicuramente una liberalizzazione, ma una privatizzazione.
Noi vendiamo delle quote a dei soggetti che, giustamente, andranno a gestire in
maniera privatistica le aziende che la Città di Torino - e il mondo della politica - ha
gestito per anni e, oggi, si trova a dover far fronte a tutta una serie di cose e si rende
conto di non essere stata in grado di gestire le aziende partecipate. Perché si tratta
solo di questo.
Ora, però, il Governo ha capito. Ora, questo nostro Governo di geni ha capito che,
probabilmente, da qui a pochi mesi ci saranno troppe aziende partecipate sul mercato
e, quindi, che cosa si sono inventati i nostri professori? Facciamo sì che qualcuno
compri queste aziende. Facciamo sì che queste aziende non le privatizziamo più sul
piano sostanziale, perché, se poi il privato è la Cassa Depositi e Prestiti, non ho
capito quale sia l'operazione che stiamo inventando in questa nostra fantasiosa Italia.
I Comuni vendono, la Cassa Depositi e Prestiti (cioè, con i soldi dei contribuenti
italiani, con i risparmi degli italiani) acquista le partecipate, perché, evidentemente,
c'è la consapevolezza che oggi l'operazione di vendita non è assolutamente
vantaggiosa per i cittadini italiani e per i cittadini torinesi nella fattispecie.
Quasi sicuramente voterò a favore di questa proposta di deliberazione, però voglio
precisare che voterò per far fronte a quello che mi si dice essere uno stato di
necessità e non perché sono convinto delle politiche di liberalizzazione e di
privatizzazione che sta portando avanti questo nostro Governo e la Città di Torino.
Voterò solo perché mi si dice che siamo in stato di necessità, in quanto, altrimenti,
dovremmo riuscire anche a spiegare a questa nostra Città tutta una serie di questioni
che comunque vanno spiegate.
Signor Sindaco, stiamo cercando di far quadrare i nostri conti ed approveremo l'IMU
al 10,60%. Oggi, però (è questa è la contraddizione della politica, perché in un mio
precedente intervento ho già fatto la distinzione, che ormai per me è la stella che mi
guida nelle scelte per le votazioni, tra le cose utili e le cose indispensabili), dopo
questo provvedimento, credo che voteremo una proposta di deliberazione sulla
famosa Agenzia dei Servizi Pubblici Locali. Non ho capito quanto investiremo in 4
anni, poi discuteremo sul punto specifico, Consigliere Tronzano (perché,
ovviamente, non mi lascerò sfuggire l'occasione), ma ci rendiamo conto che sarà,
non so se in 4 anni, forse un milione di Euro? La Città e questa Giunta si possono
permettere di chiedere di vendere tutto e di spendere un milione di Euro (o 600.000
Euro o 500.000 Euro, non so quanti saranno) per l'Agenzia dei Servizi Pubblici
Locali?
Questa Giunta si può permettere di destinare 600.000 Euro a ITER? Sono tutte cose
utilissime, ad iniziare dall'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali, ma mi chiedo e vi
chiedo se siano cose indispensabili.
Signor Sindaco, come le ho già detto in altri momenti ed in altre situazioni, è
indispensabile approfittare di questo primo Bilancio per una ristrutturazione -
scusatemi la ripetizione - strutturale di questo nostro Bilancio; bisogna seguire una
linea di condotta univoca che la Città possa capire, perché siamo alla prima rata di
IMU e a dicembre, quando le persone faranno i conti di quello dovranno pagare,
avremo qualche difficoltà a spiegare che spendiamo 600.000 Euro o 500.000 Euro
(non so quanti saranno) per l'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali.
Siccome stiamo in mezzo alla gente e parliamo con le persone, soprattutto con quelle
che più di altre hanno bisogno, diventa difficile per un partito di centrosinistra e per
uno come me, che sente di appartenere a quell'area culturale, spiegare certe cose.
Tornando a GTT, che è l'oggetto della discussione, ritengo che sia importante
inquadrare alcuni passaggi.
Vicesindaco, in Commissione avevo chiesto alcune delucidazioni, che però non sono
arrivate; probabilmente, non le ho capite io e, ancora oggi, non ho compreso qual è
l'esposizione debitoria della Città di Torino nei confronti di GTT.
Come le dicevo in Commissione, sarebbe curioso vendere GTT probabilmente a 120
milioni di Euro, visto che, probabilmente, il debito di questa Città verso GTT è di
120 milioni di Euro (lei, l'altra volta, diceva 60 più 70 e non ho capito, ma è colpa
mia che ho qualche difficoltà). Sarebbe curioso ed il Consigliere Appendino ha
immediatamente colto, durante la discussione in Commissione, che l'Amministratore
Delegato il giorno dopo che si siederà su quella poltrona potrà chiedere il rientro di
quei soldi, perché noi non reggeremmo ugualmente una cosa del genere,
Vicesindaco.
Dobbiamo capire come uscire da questa situazione. Stiamo facendo tutti questi sforzi
per stare nel Patto di Stabilità, perché, se no, qualcuno dice: "Andiamo tutti a casa",
che non è una disgrazia, perché c'è di peggio nella vita. Però, cerchiamo di capire
questi passaggi ed io avevo chiesto che l'Assessore Passoni ci spiegasse alcuni
passaggi legati al Bilancio, ma ciò non è stato possibile.
Abbiamo chiesto ripetutamente - l'ha fatto il Consigliere Grimaldi ed io ero
d'accordo - che GTT venisse a spiegarci alcune voci, perché il Vicesindaco mi ha
dato - e, poi, l'abbiamo diffuso - il bilancio di GTT, ma non è mica semplice
comprenderlo, perché l'esposizione debitoria ed i crediti di GTT verso la Città di
Torino non li ho trovati. Ho trovato, però, alcuni aspetti che definirei curiosi, che
però non capisco e per questo mi incuriosiscono.
Per quanto riguarda il margine operativo lordo, qualche esperto mi ha suggerito
essere quella voce di bilancio che guarda chi acquista perché, moltiplicato per un
certo indice, determina un po' il valore dell'azienda"; se questa cosa è vera - lo è
sicuramente -, sapete di quanto è diminuito questo valore tra il 2010 ed il 2011?
Questo valore è diminuito del 45%. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No,
ma chi compra e vende queste cose è sicuramente più intelligente di me ed è in grado
di leggere questi dati, perché è più preparato di me in materia.
Avrei voluto capire il perché di una svalutazione come questa e vedere dal bilancio
dove sono questi soldi a cui si riferisce il Vicesindaco; qui leggo testualmente:
"Debiti commerciali 172" (e sono i soldi che GTT deve a qualcun altro) e, poi, vedo:
"Crediti 118 milioni" e la situazione non mi quadra.
È evidente che avremmo dovuto capire questi passaggi per votare in maniera
convinta questa proposta di deliberazione, nel mio caso sarebbe stato un po' difficile.
In ogni caso, per le ragioni che ho detto e senza voler ulteriormente rubare tempo al
Presidente che è stato così gentile, voterò a favore di questa proposta di
deliberazione, perché siamo in stato di necessità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Prima di venire ai dettagli della proposta di deliberazione, vorrei fare una premessa,
perché mi sembra che rischiamo anche di perdere un po' il vero significato e valore
di quanto stiamo facendo nei dettagli dell'Amministrazione odierna.
Vorrei ricordare che la storia dei trasporti pubblici a Torino ormai ha quasi 200 anni;
infatti, i primi trasporti nascono nel 1835. Nel 1907, la società Torinese e la società
Belga diventano comunali e nasce l'ATM, per cui sono 105 anni che i trasporti di
Torino sono gestiti da una società completamente municipale e sono stati creati,
portati avanti, migliorati ed ingranditi con la fatica di 105 anni di torinesi.
Quindi, non prenderei così alla leggera l'idea di cominciare a vendere o, forse,
svendere questo patrimonio al privato, perché non è soltanto un cambiamento di rotta
nelle modalità di gestione di un servizio pubblico, in quanto rischia veramente di
essere un cambiamento epocale in una città che comunque è abituata, da sempre (per
chiunque sia cresciuto in questa città), ad avere i suoi tram, i suoi autobus ed a
vederli circolare.
Quindi, a maggior ragione, credo che sia necessario porre molta attenzione su quello
che succederà dopo, su cui non sono molto ottimista. Infatti, abbiamo già visto quello
che è successo quando sono state fatte altre operazioni di questo genere, a partire
dall'aeroporto, che è il nostro banco di prova, che da 10 anni viene gestito in questo
modo, con un 51% pubblico... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Adesso,
ormai è privatizzato quasi completamente. Comunque, i risultati sono stati pessimi,
come hanno riconosciuto unanimemente anche esponenti della maggioranza.
Il rischio è che si verifichi di nuovo una situazione di questo tipo, cioè di un privato
che poi, in qualche modo, deve avere dei ritorni economici; ammesso che sia un
privato, perché qui tra le ipotesi abbiamo Trenord, che vuol dire Trenitalia, al 100%
pubblica, e Regione Lombardia. Quindi, l'alternativa alla privatizzazione è
l'ennesima "milanizzazione", cioè invece di fare la fusione con ATM, come si diceva
anni fa, le vendiamo direttamente GTT e cominciamo a dipendere da Milano per il
trasporto pubblico.
Comunque, che sia un privato o che sia Trenord, alla fine il rischio è che questo
voglia un ritorno economico e come ottiene questo ritorno economico? Ovviamente,
o aumentando le tariffe o tagliando il servizio. Perché, in teoria, dovrebbe ottenerlo
con delle efficienze di scala, però la realtà delle cose è sempre stata questa.
Tra l'altro, abbiamo presentato alcuni emendamenti su questo tema, proprio perché
in un'operazione di questo genere vorremmo cercare di garantirci, per quanto
possibile, da questo scenario.
L'altra cosa preoccupante è che la sensazione è che non ci sia una vera scelta
strategica o un ragionamento che sia diverso da quello di: "Dobbiamo vendere questa
cosa per incassare dei soldi". Per di più, non si tratta di incassare dei soldi per
risolvere definitivamente la situazione delle finanze comunali ed abbattere il debito
in maniera significativa, ma semplicemente per sopravvivere un anno in più.
Onestamente, anche se usassimo questi 120 milioni di Euro per abbattere il debito,
non cambierebbero il debito in maniera significativa e non cambierebbero lo scenario
economico dell'anno prossimo.
Quindi, la sensazione è che quest'anno si stia cercando di vendere il patrimonio
costruito dai torinesi in 105 anni di lavoro per sopravvivere un anno in più, per
evitare di sforare per il secondo anno consecutivo il Patto di Stabilità e rischiare il
commissariamento (che, di solito, arriva quando si sfora per due anni di fila il Patto
di Stabilità) e, quindi, mantenere la poltrona del Sindaco ancora per qualche anno.
Onestamente, questo è uno scenario che mi lascia basito, nel senso che, pur capendo
lo stato di necessità e che finché non cambiano le politiche a livello nazionale e
regionale le risorse sono queste, però il Comune di Torino non può accettare di
svendere tutto quello che ha, senza poi, per questo, evitare la prospettiva del dissesto,
o - peggio ancora - di un eventuale fallimento, o comunque una situazione
economica molto difficile.
Perché vendere? A questo punto, avrei preferito affrontare a monte il problema del
dissesto ed ammettere che non si riesce più ad andare avanti, piuttosto che
affrontarlo, magari fra un anno, quando saremo nella stessa situazione, ma avremo
già venduto tutto quello che, in qualche modo, potevamo utilizzare, anche come base
di un'eventuale ricostruzione, dopo aver magari rinegoziato un debito o trovato altre
vie d'uscita.
L'ultima cosa che mi sento di chiedere (e che, forse, può essere l'unico effetto
positivo di questa manovra) è che almeno GTT venga un po' "spoliticizzata".
Sappiamo tutti, senza tanti peli sulla lingua, che GTT - tra l'altro, ce l'ha detto anche
un sindacato durante un'audizione - ha una quantità spropositata di funzionari e che
comunque è stata terreno di scorribande della politica per molti anni, specialmente a
livello dirigenziale. Si arriva fino alla cosa un po' ridicola (che se la si fa notare a
qualcuno che viene da fuori non ci crede) che, nei giorni delle elezioni, ci sono i
cartelli alle fermate che indicano che il servizio è ridotto, perché tutti gli autisti GTT
vengono precettati nel loro legittimo diritto di fare i rappresentanti di seggio per
determinati partiti. È una coincidenza statistica che tutti gli autisti GTT sentano il
dovere di fare i rappresentanti di seggio per determinati partiti, che non si verifica in
nessun'altra città.
Speriamo che, almeno con questa vendita ai privati, si riesca ad evitare questo tipo di
scenari e, per quanto riguarda questo aspetto, si riesca a recuperare l'efficienza, non
tagliando il servizio, o la frequenza dei mezzi, o aumentando le tariffe, ma magari
tagliando alcune assunzioni che effettivamente non sono molto utili e alcuni modi di
operare che non sono non molti efficienti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Mi dispiace che non sia presente il Consigliere Mangone, che, comunque, ha fatto
tutta una serie di ragionamenti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Presidente, c'è qualcun altro che ha chiesto di intervenire? Io preferivo...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
No, ha chiesto lei di intervenire...

LIARDO Enzo
Lo so, ma preferivo fare l'intervento alla presenza del Consigliere Mangone, se non
le dispiace.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le ho dato la parola. Adesso lo chiamiamo. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). È arrivato il Consigliere Mangone. Prego, Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Vorrei fare alcune osservazioni sull'intervento del Consigliere Mangone, che
comunque, in parte condivido, ma vorrei effettuare alcune specifiche, perché lui
parlava in maniera molto generalizzata di una situazione che si è venuta a creare
negli anni per quanto concerne le municipalizzate.
Soprattutto per quanto riguarda il passaggio in cui asseriva che la politica, sotto
questo aspetto, è stata un fallimento, mi sembra un discorso estremamente generico,
perché comunque in altri Comuni talune municipalizzate non sono state gestite male
dalla politica, magari questa politica subalpina, quella che è stata fatta in questi 25
anni, ha consentito di determinare una tale situazione debitoria, come oggi possiamo
vedere ed è sotto gli occhi di tutti.
Volevo fare solo questa specifica, perché mi risulta che all'origine delle
municipalizzate - e, a questo punto, parliamo di storia - certe problematiche, che
viviamo oggi, non c'erano; è sufficiente andare a vedere i bilanci. I servizi si davano
lo stesso e le esigenze dei cittadini c'erano anche allora, anzi i cittadini erano ben
fidelizzati nella protesta e nel richiedere determinati servizi, mentre oggi non lo sono
più.
Di conseguenza, in parte - lo ripeto e lo sottolineo - mi sono riconosciuto
nell'intervento del Consigliere Mangone, ma non mi sono riconosciuto nella parte
che riguardava il discorso generico della politica, perché ci sono alcuni Comuni, che
non si chiamano Torino, che in materia di municipalizzate si sono comportate in
maniera diversa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Credo che sia sbagliato far sì che quest'analisi, anche sull'indebitamento, non parta
dai dati reali di questo indebitamento, che è strettamente collegato anche con la
proposta di oggi di cedere il 49% di GTT.
Lo dico perché, spesso, questo indebitamento ha delle cifre irreali e anche un po'
evasive, nel senso che la Linea 1 della Metropolitana ha effettivamente rappresentato
un innalzamento della qualità del servizio di GTT, ma anche della percezione di quel
servizio, solo che non la ricolleghiamo a questa proposta di deliberazione, in quanto,
per esempio, Infra.To non è un pezzo di queste dismissioni.
Anche per quanto riguarda l'investimento reale della Città per più di 500 milioni di
Euro, quindi di quell'indebitamento di cui parliamo di quasi 3 miliardi di Euro, di
fatto Infra.To ne detiene una parte rilevante e GTT ne gestisce un'altra parte
rilevante, che è quella del Vettore 1, cioè della Linea 1 di Metropolitana.
È rilevante anche l'indebitamento per il Passante Ferroviario. Oggi, durante la
discussione su una proposta di deliberazione di concessione a privati del 49%, per la
prima volta parliamo del sistema, quello che viene definito RER a Parigi, cioè, in
qualche modo, il servizio integrato su ferro e gomma che vediamo in altre grandi
capitali europee, come Berlino e Londra. Anche quell'indebitamento ha fatto parte di
questa storia e spero che anche con questo pezzo di deliberazione e con questo pezzo,
in qualche modo, di storia, racconteremo una visione industriale che in questi anni
non siamo riusciti a mettere in campo.
Lo dico perché le colpe sono tante. È colpa della Regione, che non è riuscita a fare le
gare, ma da tanto tempo, non solo negli ultimi anni; è colpa del Consiglio Comunale
- e me ne assumo la mia responsabilità - che non ha pensato di fare delle strategie
con la Città di Milano e con la Città di Genova negli anni passati. È colpa del
pubblico? Sì, può darsi; credo che la Cassa Depositi e Prestiti avrebbe dovuto
pensare ad una strategia più interessante per il trasporto pubblico, come potrebbe fare
nei prossimi anni. È colpa nostra? Certo, ci assumiamo una parte della responsabilità.
Credo che la politica abbia invaso troppo quell'Azienda e, spesso, gli ha fatto fare
una figura diversa dal servizio. Lo dico perché è da quando avevo 5 anni che prendo i
mezzi pubblici tutti i giorni, ogni giorno vengo in questo Consiglio Comunale
utilizzando un tram. Credo che, oggettivamente, un dato sia vero, cioè non solo il
mezzo pubblico è un mezzo benvoluto dai cittadini torinesi, ma è l'unico servizio
pubblico in netta espansione rispetto agli altri.
Ho sentito parte della discussione di dicembre, quando abbiamo messo per la prima
volta in collegamento le strisce blu e l'aumento dei prezzi, anzi la diminuzione dei
rincari sugli abbonamenti; guardate che gli effetti ci sono stati: il 20% in più degli
utenti ha scelto di prendere questo servizio.
Per questo motivo, eravamo preoccupati di condividere anche con GTT una parte di
questa discussione e una parte della discussione sul know-how, perché possiamo già
dire che abbiamo vinto quando abbiamo deciso di far sì che l'offerta economica fosse
inferiore all'offerta tecnica (lo ricordo, il 45 rispetto al 55).
Nell'ultima settimana, c'è stata una condivisione con la Giunta ed ho ritirato il mio
emendamento sui vettori, perché credo che, oltre all'offerta economica, sia
importante che rientri nelle possibilità del privato che entra aumentare la flotta (e,
quindi, il parco mezzi di GTT) senza che quel patrimonio venga scalato dall'offerta
economica e senza che quei vettori, in qualche modo, influenzino lo stato
patrimoniale, evitando quindi che la Città debba ridare indietro dei soldi per quelle
flotte.
Vorrei - e lo dico condizionatamente alla Giunta - che il Vicesindaco si impegnasse
non solo a portare avanti quell'emendamento che abbiamo condiviso, ma che sempre
di più quella strategia vada per quel servizio integrato che chiediamo con forza anche
in questa gara. Noi vogliamo quel know-how, perché pensiamo che quelle aziende (e,
tra l'altro, qui si parla tanto di privato e di pubblico, ma per la gran parte sono
pubbliche, sono gestite da banche pubbliche o sono gestite anche da vettori pubblici),
in qualche modo, si debbano impegnare ad investire sul ferro e lo possano fare
pensando ad una strategia diversa anche delle nostre linee di Metropolitana. Lo
facciano anche portando dei nuovi vettori.
La nostra discussione è andata avanti. Da tempo, ho chiesto al Presidente Carretta di
vedere i vertici di GTT, perché pensavamo che il contratto di servizio dovesse essere
firmato prima della gara; per questo motivo, abbiamo presentato due emendamenti
ed una mozione di indirizzo che chiede la sottoscrizione di quel contratto di servizio
e che venga messo in data room prima dell'approvazione del bando, proprio affinché
quel contratto di servizio non possa essere rimesso in discussione dal privato.
Lo dico perché c'è stata la discussione con il Movimento 5 Stelle e con il Consigliere
Mangone e credo che il contratto di servizio debba essere uno degli elementi su cui
non si può tornare indietro.
È per questo motivo che in quella proposta di mozione scriviamo anche altre cose:
chiediamo che, nei confronti dei propri dipendenti, si obblighino ad osservare le
norme ed i contratti nazionali di lavoro vigenti, nonché gli accordi decentrati
aziendali che disciplinano lo stato giuridico, il trattamento economico, l'orario di
lavoro ed il trattamento previdenziale delle categorie di lavoratori addetti alle diverse
funzioni necessarie per l'erogazione dei servizi.
Inoltre, chiediamo anche che tutto il personale dipendente non dirigente, diretto e
indiretto, conservi, fino alla naturale scadenza dei contratti individuali di lavoro
(salvo il caso di dimissioni volontarie e, ovviamente, di licenziamento per giusta
causa), l'inquadramento contrattuale, le condizioni normative ed il trattamento
economico in essere.
Lo diciamo perché, dall'altra, abbiamo ottenuto - e, secondo me, è un altro passo di
innovazione in questa proposta di deliberazione - che gli asset non possano essere
scomposti e che non possa esserci lo spezzatino; questa è un'altra risposta al
centrodestra, che, più volte, ci ha detto: "Lo farete per dividere". No, nella proposta
di deliberazione è inserito che quegli asset non possono essere divisi e che la parte
patrimoniale ed urbanistica, qualora venga valorizzata, non può andare in favore del
privato. Per intenderci, qualsiasi operazione fatta sul nostro patrimonio rimarrà nel
nostro patrimonio.
Credo che abbiamo aggiunto molti paletti a questa discussione; uno fra questi
riguarda anche le possibili dimissioni da parte del Consiglio di Amministrazione e
dell'Amministratore Delegato (ma ne riparleremo al momento della discussione
dell'emendamento). Se il punto è che bisogna estenderlo anche ai Presidenti e,
quindi, alla politica pubblica, noi ci stiamo e, forse, avremmo dovuto farlo anche in
questi anni, perché i Consigli di Amministrazione avrebbero dovuto avere più poteri
su questo tema.
Credo che siano queste le discussioni che avremo in futuro, sapendo che per noi non
è irrilevante se verranno i commissari, o se sarà la Città di Torino ad uscire con
questo Consiglio da questa crisi.
La cosa più importante è che GTT rimanga un'azienda con un controllo pubblico,
che possa saper fare gli investimenti, che possa continuare ad espandersi come i
cittadini ci chiedono e che possa, anche attraverso un piano industriale diverso,
pensarsi in un modo diverso. Tutti i giorni, i nostri concittadini pretendono un
servizio migliore e io credo che dobbiamo rispondere a questo servizio migliore con
dei vettori nuovi, con il rispetto del contratto di servizio e anche chiedendo alle altre
Istituzioni di non fare le furbe.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, molto dipende anche da che cosa faranno i
Governi nazionali e regionali; è inutile lamentarsi che vengono ridotte le tratte e che
viene ridotto il trasporto pubblico locale, se, alla fine, si fanno altre scelte a livello
nazionale e regionale. In questo modo muore il trasporto pubblico. Se anche
dovessero essere accolti i nostri emendamenti (che chiedono il contratto di servizio
così com'è e così come GTT l'ha vinto), basterebbe - e lo dico soprattutto alle
opposizioni che, in altri luoghi, sono maggioranza, sia in Regione che anche, in
parte, al Governo, in quanto ne fa parte il PdL, ma non la Lega Nord ed il
Movimento 5 Stelle - un altro taglio, com'era previsto pochi mesi fa, al trasporto
pubblico locale per far saltare quei contratti di servizio.
Con queste premesse e con la speranza che i nostri emendamenti e la mozione di
accompagnamento vengano votati favorevolmente, attendiamo la fine del
dibattimento per fare le nostre dichiarazioni di voto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Partirò dalle ultime parole del Consigliere Grimaldi, nel senso che anche noi, come
PdL, crediamo e vogliamo che il trasporto pubblico continui a rimanere in mani
pubbliche. Infatti, affrontiamo la proposta di deliberazione in cui si parla della gara
che andrà, poi, a regolare la cessione del 49%.
I presupposti, però, sono differenti; noi, a differenza di quanto detto prima dal
Consigliere Mangone, crediamo che ci debba essere un piano strategico da parte
dell'Amministrazione Comunale e che ci debba essere un indirizzo ben preciso da
parte di questo Comune ed è per questo che abbiamo presentato una proposta di
mozione, proprio perché non crediamo che, in generale, questa operazione debba
essere fatta esclusivamente (per dare la risposta al Consigliere Mangone, ma, poi, la
darà sicuramente il Vicesindaco) per andare a ripianare un debito.
Per questo motivo abbiamo presentato una proposta di mozione che chiede che gli
introiti ed i proventi derivanti dalla cessione di questo 49% vengano investiti e,
quindi, si vada ad intervenire sul trasporto pubblico locale, come peraltro avviene
anche in altre Regioni italiane; non avviene in Piemonte, però in altre Regioni (anche
del Nord Italia) altri Enti Locali intervengono sul trasporto pubblico.
Questo potrebbe andare ad incidere su un miglioramento della domanda che c'è,
adesso, di trasporto pubblico e, quindi, a rendere anche più veloce la
concretizzazione, per esempio, di quelle famose corsie preferenziali, che, come
continua a ricordare lo stesso Capogruppo Lo Russo, una mozione approvata anni fa
dal Consiglio Comunale invitava l'Amministrazione a realizzare.
Crediamo che anche attraverso la cessione, su cui il nostro voto non sarà contrario, ci
possa essere un intervento per migliorare lo sviluppo di un servizio che vogliamo
rimanga in mano pubblica.
Abbiamo chiesto al Vicesindaco di avere maggiori rassicurazioni rispetto alla firma
del contratto di servizio e rispetto al futuro del personale di GTT. Sul contratto di
servizio ci sono state date ampie rassicurazioni che, entro la fine di questo mese
(anzi, credo proprio tra due giorni, perché, se non sbaglio, il Vicesindaco ha parlato
del 20 o del 21 giugno), si arriverà alla firma; ovviamente, noi attendiamo.
Oggi apprendiamo, anche dalle parole pronunciate prima, che il personale
eventualmente in eccedenza potrà andare a ricoprire una serie di incarichi che sono
legati anche all'ampliamento delle strisce blu; è un fatto che ci lascia abbastanza
sbigottiti, perché, al momento, non è stato ancora deliberato l'ampliamento delle
strisce blu nella Città. È un argomento su cui si dibatte e mi sembra che ci siano
anche posizioni contrarie; credo che, prima di arrivare a dire che il personale
eventualmente in esubero potrà essere ricollocato tra i vari operatori che circolano
sul nostro territorio a multare ed a sanzionare per le strisce blu, forse potevamo
aspettare, visto che la proposta di deliberazione non è ancora stata approvata dal
Consiglio Comunale.
Rispetto al contratto di servizio, vogliamo fidarci e, quindi, credere a quanto dice il
Vicesindaco, cioè che verrà approvato tra pochi giorni. Avremmo preferito audire i
vertici di GTT prima dell'approvazione di questa proposta di deliberazione, invece,
se non sbaglio, l'audizione è prevista per questa settimana, quindi tra qualche giorno.
Sarebbe stato meglio effettuarla prima, perché abbiamo incontrato le Organizzazioni
Sindacali, ma i vertici di GTT avrebbero potuto dare delle risposte a diversi nostri
dubbi.
Rimane anche il quesito del debito del Comune verso GTT; magari le cifre sono
discordanti, ma comunque - credo che possiamo essere tutti d'accordo - è superiore
ai 100 milioni di Euro. Non sono sicuramente bruscolini, ma, che siano 120 milioni
di Euro o 130 milioni o 140 milioni, l'ordine dei milioni di Euro è quello.
Anche rispetto a questo, forse sarebbe utile sapere che cosa succederà, perché non
abbiamo ancora le valutazioni dell'advisor, però una stima c'è stata ed è stata
pubblicata anche sui giornali nei mesi scorsi; si parlava di una valutazione di poco
oltre i 200 milioni di Euro. Quindi, andando a cedere il 49%, non arriveremmo
neanche a coprire il debito.
Insomma, ci sono una serie di risposte che ci hanno lasciato perplessi, nel senso che
non le abbiamo avute nei termini in cui volevamo.
Noi invitiamo, comunque, con la nostra proposta di mozione, ad un impegno ben
preciso l'Amministrazione, un impegno che è quello di andare comunque a rendere
più competitivo e, in qualche modo, anche adeguata quella domanda di trasporto
pubblico con interventi precisi e quindi andando ad investire, proprio con quel 49%
che andremo a vendere, sul Trasporto Pubblico Locale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
In realtà, il Consigliere Bertola ha già detto molto. Io volevo solo fare due
precisazioni e mettere anche, secondo me, in chiaro quelli che sono i presupposti con
i quali arriviamo a votare questa proposta di deliberazione.
Innanzitutto, partirei da quello che diceva il Consigliere Ricca, che è stato il primo a
sollevare il tema e ha sollecitato un po' il mio intervento.
Rendiamoci conto -– e ognuno si deve anche assumere le proprie responsabilità - che
se oggi arriviamo a dire e a mettere in dubbio che il modello del pubblico non sia in
grado di gestire un'azienda, non è perché il modello di per sé non funziona, ma
perché è chi l'ha gestito che non funziona.
Allora, io penso che questo andrebbe detto, ognuno dovrebbe assumersi le proprie
responsabilità ed essere il primo presupposto.
GTT non è stata gestita bene oggettivamente e qualcuno le responsabilità le ha. E,
nel momento in cui andiamo a vendere, queste responsabilità, in qualche modo,
devono essere assunte da chi le ha.
Secondo elemento che, secondo me, andrebbe in qualche modo messo in chiaro.
Probabilmente - io la penso così, non ho avuto ancora risposta, anche perché
l'Assessore Passoni venerdì non ha potuto rispondere per motivi di tempo -, il fatto
che nel calcolo del Patto di Stabilità per il 2012 ci siano 370 milioni in entrata e in
conto capitale, che svolgono un ruolo fondamentale per il rientro del Patto, è
chiaramente la seconda, forse la prima causa per cui noi oggi arriviamo a vendere
GTT.
Allora, anche questo bisogna dirlo chiaramente. Bisogna dire che, probabilmente, se
non fossimo in questa situazione, se non fossimo usciti dal Patto, non ci fossero
risorse economiche e finanziarie così malmesse da parte del Comune, magari GTT
non l'avremmo venduta.
Tolto ciò, vorrei dire ancora due cose sulla proposta di deliberazione. Innanzitutto,
vorrei fare un ringraziamento al Vicesindaco ed agli Uffici per il lavoro che è stato
fatto sullo Statuto. Credo che sia stato un atto di trasparenza e, come critico,
ovviamente, anche quando ci sono delle cose positive, lo dico. Rispetto ad altri casi,
ritengo che lo Statuto sia stato scritto bene. Non lo condivido, però devo dire che è
stato trasparente; i poteri sono stati definiti in modo lineare, a differenza di altre
vicende vecchie, dove oggettivamente sul gioco dei Patti parasociali sono successe
delle cose un po' particolari, qui devo dire che i poteri sono definiti. Sono definiti e,
a questo punto, mi viene anche da dire, però, che dobbiamo dirci chiaramente che la
governance non è più pubblica, perché la storia che vendiamo il 49%, ma il controllo
rimane in mano alla Città, non è così. Abbiamo fatto il possibile, probabilmente il
Vicesindaco ha fatto il possibile, ma è anche una regola chiara. Se non diamo il
potere al privato di entrare, ovviamente non entra, perché altrimenti avrebbe dei
paletti del pubblico che non vorrebbe rispettare. Però, diciamolo chiaramente.
Smettiamo di dire che vendiamo il 49% e poi il Comune continua a gestire, ad avere
il controllo ed essere garante. Io credo che non potrà più essere garante.
Per quanto riguarda la discussione che è stata fatta in Commissione, ammetto anch'io
che ho ancora dei dubbi, come diceva anche il Consigliere Mangone, rispetto al
debito; in tal senso, abbiamo fatto anche un emendamento. Poi, vedremo come andrà
a finire. Non vorrei anch'io che queste risorse, in qualche modo, venissero
compensate, anche se non si può direttamente compensare, però venisse chiesto al
socio pubblico di rientrare immediatamente del debito.
Sugli emendamenti, però, vorrei dire una cosa, magari dopo il Vicesindaco entrerà
meglio nel merito.
Rispetto agli emendamenti sono stata molto colpita da un emendamento che non mi
risulta fosse stato anticipato in Aula; è l'emendamento che prevede in modo esplicito
che, nel caso in cui bando vada vuoto, si possa andare a trattativa privata.
Questa cosa mi ha stupito. Probabilmente, ne parleremo dopo. Io credo sia un
elemento fondamentale, che andrebbe discusso e bisogna capirne bene le
motivazioni, anche perché non mi risulta che negli altri bandi sia mai stato fatto. Mi
risulta, tra l'altro - magari mi sbaglio -, che per legge si possa anche fare in
automatico. Non capisco perché andarlo a scrivere in un bando in modo così
esplicito. Non vorrei che ci fossero... Mi sembra veramente strano, anche perché in
passato non è mai stato fatto.
Per questo - magari aveva già intenzione - chiederei comunque di entrare nel merito
e poter dibattere su quell'emendamento, perché lo ritengo cruciale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Io intervengo sostanzialmente per illustrare in questa sede, poi non lo farò in
dichiarazione di voto, l'emendamento che ho presentato, che ha ricevuto anche le
firme di altri Colleghi, che ringrazio, nel quale sostanzialmente entro nel merito della
vicenda del turnover, facendo un ragionamento che riguarda questa Azienda, anche
alla luce del suo rapporto che esiste tra capi, impiegati e funzionari rispetto a quelli
che sono autisti ed operai, diciamo manutentori ed autisti.
Un rapporto che risulta essere di 1 ogni 3,5; un rapporto che in qualche misura,
secondo me, non è un rapporto fisiologico. Pertanto, nell'emendamento, laddove
dico che la Città, in qualche modo, il socio pubblico promuoverà politiche aziendali
atte a garantire il livello di fisiologico turnover per il personale di esercizio addetto
alla manutenzione e non per il personale con livelli impiegatizi e funzionariali, vuol
dire che si prende un impegno, come Amministrazione Comunale, ovvero: laddove,
ovviamente nel turnover, andrà in pensione personale che dev'essere sostituito per
l'esercizio, si dovrà, in qualche modo, ricorrere ovviamente all'assunzione di nuovo
personale di manutenzione ed operativo - quindi, esercizio -, gente che guida
l'autobus e fa servizio attivo; diversamente per i funzionari ed altre persone che non
hanno un rapporto diretto con l'esercizio, che, ovviamente, svolgono
un'importantissima funzione, ma che possono essere, in qualche modo, una volta
andati in pensione, anche non sostituiti.
Questo perché, secondo me, si può ripristinare un rapporto fisiologico che esiste in
tutte le aziende normali di trasporto, ma anche di metalmeccanico in generale.
La seconda parte dell'emendamento riguarda invece il fatto che l'Amministrazione
Comunale si impegni a promuovere il rispetto degli accordi sindacali aziendali
attualmente vigenti. Questo credo sia un impegno importante che, come socio,
ricordo a tutti che la Città mantiene la proprietà pubblica in maggioranza di questa
Azienda, per cui credo che un impegno a mantenere quelli che sono gli attuali
accordi, che ovviamente possono essere sempre ridiscussi, come tutto, ma l'impegno
deve essere quello che, senza un accordo che proviene da tutti i sindacati presenti in
Azienda, non si possa andare a stravolgere quella che è stata una dinamica sindacale.
Questo perché vuole tutelare sostanzialmente quelli che sono i livelli retributivi più
bassi che, in qualche modo, rischiano di dover subire un maggiore impatto da quella
che è una vendita di una parte dell'Azienda.
Ci sarebbero altre cose da dire. Ovviamente, mi riserverò, poi, nell'audizione, come
ha richiamato il Consigliere Ambrogio, di approfondire in particolar modo una
vicenda che ho molto a cuore, quella dei premi di risultato, che non sono ovviamente
titolo e specifico argomento di questa proposta di deliberazione, però risulta
abbastanza curioso il fatto che, a fronte di un aumento del 20% dei passeggeri
trasportati, si annuncia di voler erogare soltanto il 58% dei premi ai lavoratori,
mentre invece ai dirigenti il premio dev'essere completo.
Questo voglio che rimanga a verbale, proprio perché è una cosa che chiederò poi in
audizione; è una cosa che rimane un pochettino incomprensibile ai più. Il mio
emendamento è legato a questo fatto, cioè andare a tutelare i livelli più bassi dal
punto di vista del livello e del salario, rispetto a quella che, in qualche modo - e sono
d'accordo anche con qualche Collega dell'opposizione e della maggioranza che l'ha
ricordato -, è stata una grande proliferazione di funzionari e dipendenti con alte
qualifiche.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Io, in realtà, non volevo intervenire perché, poi, l'intervento politico, nella sostanza,
l'ha fatto il Consigliere Ricca e quindi è chiaro che esprime quello che è il pensiero
della Lega Nord.
Come ha detto lui, la Lega è fondamentalmente favorevole alle privatizzazioni, se
queste poi traggono dei ricavi e, comunque, esaltano delle eccellenze.
Nella storia di questa vendita di GTT c'è qualcosa che stride, perché è la prima volta
che vedo una potenziale eccellenza in qualche modo svenduta. Ma ci sta, perché,
come diceva inizialmente il Consigliere Mangone e come hanno ripetuto un po' tutti
gli altri Consiglieri, abbiamo anche un momento di necessità, per cui, come si dice,
bisogna fare spesso di necessità virtù.
Però, oggi, è successo un fatto strano e questo mi ha dato un po' da pensare.
Abbiamo discusso un'interpellanza, con l'Assessore Lubatti, dove chiedevamo
spiegazioni sull'ennesima esternalizzazione di un servizio che una delle partecipate
fa verso un'azienda esterna e si tratta del servizio di consegna e ritiro effetti di
viaggio presso i rivenditori, eccetera, che è stato dato dalla fine di aprile ad una
nuova azienda. Defendini è fallita, quindi, in funzione di questo, è stato
esternalizzato questo servizio ad un'altra azienda. Scopro che questo servizio ci
costa, detto molto chiaramente e in modo molto trasparente dall'Assessore, 410.000
Euro all'anno e ha l'opzione per i prossimi due anni, allo scadere di questo. Quindi,
un anno più due di opzione.
A questo punto, mi è sembrato quasi automatico dovergli chiedere: "Avete fatto due
conti? Effettivamente, c'è un ritorno, c'è un vantaggio nell'esternalizzare questo
servizio e spendere 410.000 Euro?". La risposta è stata piuttosto vaga: "Sì, no, però,
dobbiamo vedere. Fra un anno le do la risposta".
Allora, ecco da dove è partito il mio ragionamento. Il fatto che si debba aspettare un
anno per sapere se sia vantaggiosa l'esternalizzazione per 410.000 Euro di un
servizio che GTT dà ad una nuova azienda, per un servizio, tra l'altro, molto banale
(che credo che l'azienda che l'ha assunto farà un'efficienza incredibile, per cui, se
non sarà tutto guadagno, sarà molto vicino, perché conosco molto bene anche
l'azienda che ha ricevuto in affidamento questo appalto), mi fa sorgere un dubbio. Il
dubbio è che, forse, se si fosse ragionato un po' meglio, si sarebbe potuto veramente
vendere solo il 40% e non il 49% di GTT, quindi avere più potere pubblico e magari
ricavare lo stesso denaro. E lo stesso ragionamento possiamo farlo su Sagat, su TRM,
eccetera.
La domanda è: fino a che punto c'è la reale volontà di ricerca di ottenere veramente
il meglio dal tentativo - perché stiamo parlando di tentativo di vendita di una
partecipata - e quanto c'è, invece, io non dico insufficienza, ma, sicuramente, a
monte, un programma completamente diverso, che va a coinvolgere poi figure,
personaggi, situazioni.
Io vi chiedo per l'ennesima volta, perché comunque l'ho già fatto in diverse
Commissioni, di pensare bene, perlomeno di arrivare, tra virgolette, "preparati", cioè
essere certi che quello che si fa era veramente l'ultima soluzione possibile e non la
prima, perché tanto è inutile perdere tempo su certe cose.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Con la proposta di deliberazione che ci apprestiamo a votare, oggi si compie un
ulteriore passo verso il mantenimento degli impegni che abbiamo assunto
collegialmente, come maggioranza, relativamente a quest'Aula, alla Città intera, che
era quella di riportare il prima possibile i conti in ordine per quanto riguarda la
fuoriuscita dal Patto di Stabilità e consentire quindi a questa Città di traguardare al
2013 con un rilancio significativo e sostanziale degli investimenti e dello sviluppo.
Lo facciamo con uno spirito che non è necessariamente quello del rammarico a tutti i
costi, perché crediamo che questa situazione sia una situazione che non
necessariamente porterà uno sfacelo relativamente alla gestione del Trasporto
Pubblico Locale di questa città.
Siamo convinti che l'impostazione della proposta di deliberazione, così come è
uscita dalla Giunta e così come emendata - tra l'altro, ci tenevo a ringraziare a
verbale il Presidente Altamura ed il Presidente Carretta, che hanno consentito, nelle
loro Commissioni, un'ampia discussione, e ci tenevo a ringraziare il Vicesindaco,
perché ha raccolto molte delle sollecitazioni che sono emerse nell'ambito della
discussione in Commissione, trasponendole in emendamenti che ha poi presentato -,
ha un'impostazione che costituisce, di per sé, un buon punto di partenza per quello
che è il tema della gestione ottimale del Trasporto Pubblico Locale in questa città,
che - e ci tengo a puntualizzare alcune questioni, perché mi è parso che il dibattito
che ha preceduto questo intervento, abbia portato un po' lontano - è un servizio di
grande qualità.
Da alcuni interventi sembrerebbe che la nostra Società di Trasporto Pubblico sia un
carrozzone ingestito ed ingestibile, fatto da persone incompetenti, che non sono
capaci di fare il loro lavoro, che colgono ogni occasione per non lavorare - faccio
riferimento al Collega Bertola -, come se i pullman girassero in maniera del tutto
autonoma e in questa città fossimo a livello del disservizio che c'è, invece, in altre
grandi città (Milano, Roma, direi che è l'esempio più eclatante, ultimo recente, di
come funzionano i trasporti pubblici nelle grandi città).
Io credo che invece sia giusto ed utile ribadire che noi oggi autorizziamo la vendita
del pacchetto di minoranza di una Società che è una società fatta di persone perbene,
persone competenti, persone che consentono tutti i giorni ai nostri mezzi pubblici di
circolare in questa città e che in questi decenni hanno consentito di fare molte opere
di ammodernamento, a partire proprio da quella Metropolitana che io credo sia uno
dei fiori all'occhiello del nostro trasporto pubblico.
Noi oggi diamo compimento ad un'operazione; non è certamente l'ultima, infatti a
breve affronteremo il tema della filiera dei rifiuti, autorizzando la Città a mettere a
gara le quote di minoranza.
Lo facciamo con notevoli garanzie dal punto di vista occupazionale e lo facciamo
con la fiducia che sicuramente l'operatore privato - che ovviamente auspichiamo tutti
essere una persona seria e credo che i requisiti messi nella gara non possano far altro
che indirizzare la scelta dell'operatore privato verso soggetti seri - sia un operatore
che, oltre ad arrivare qui per dare una mano alla Città, sia in condizioni, in
prospettiva, di costruire quei processi di aggregazione societaria, che, ricordo,
avevamo già inserito nella deliberazione della Holding FCT, quando introducemmo,
proprio discutendo di Trasporto Pubblico Locale, l'auspicio che il soggetto gestore
privato potesse facilitare un processo di aggregazione sovracittadina e possibilmente
di scala regionale. Ci auguriamo, ovviamente, che il processo di privatizzazione di
queste quote, di vendita di queste quote, possa favorire questo processo.
Oggi, l'Italia e, in particolar modo, le aziende di Trasporto Pubblico Locale, ma in
generale dei Servizi Pubblici Locali, soffrono di un nanismo strutturale legato a delle
logiche che, negli anni passati, hanno prodotto tante piccole società che sono grandi
in termini dimensionali se viste dall'ombelico della Sala Rossa, ma che, viste in un
contesto europeo - e questo è oggettivamente oggi il contesto in cui ci dobbiamo
muovere - sono assolutamente sottodimensionate.
Noi riteniamo che sia utile che si individuino partner industriali che possano
facilitare operazioni di aggregazione, perché siamo convinti che, oggi, sicuramente,
solo attraverso soglie dimensionali di una certa rilevanza - del resto lo insegnano le
esperienze francesi e tedesche, è utile ricordare che le manifestazioni di interesse non
sono solo nazionali, il che vuol dire che evidentemente alcune politiche che i Paesi
europei hanno introdotto nei decenni passati di progressiva aggregazione di soggetti
pubblici locali, di esercizio del trasporto pubblico, evidentemente hanno costituito,
anche con l'aiuto dello Stato, nella misura in cui si potevano fare operazioni di
politica industriale senza incorrere nelle sanzioni dell'Unione Europea legate agli
aiuti di Stato -, dicevo queste aziende, oggi, sono sicuramente concorrenziali e non è
un caso che abbiano, tra le altre, manifestato l'interesse a rilevare le quote.
Io credo che dai buoni esempi occorra sempre imparare; riteniamo che sia utile
andare in questa direzione. Certamente, non esauriamo con l'autorizzazione a
vendere il 49% di GTT questo complesso di politiche, che è un complesso di
politiche che certamente ha esigenza di un driver nazionale molto rilevante.
Non possiamo fare altro che accogliere con grande favore l'impostazione del
Governo, che, conscio della situazione del sottodimensionamento delle aziende e
conscio degli obblighi di messa a gara delle quote di minoranza, sta mettendo a
disposizione le risorse per costruire questi soggetti nazionali che possono stare sul
mercato europeo; crediamo di aver individuato un percorso corretto.
Sorveglieremo, ovviamente, per quanto ci compete, per quanto compete al Consiglio
Comunale, l'esecuzione di quanto oggi è indicato in deliberazione, in particolar
modo per quello che riguarda la garanzia di un lavoro di qualità. Cercheremo di
essere all'erta e attenti per evitare che si scarichino sui lavoratori i costi
dell'efficienza e invece si traducano in veri miglioramenti di efficienza.
Siamo convinti che la gestione di GTT in questi anni sia stata una gestione che, come
tutte le grandi aziende, ha avuto anche forse qualche ombra, ma è considerabile
sicuramente un'ottima gestione, basta ricordare il recente acquisto - se non sbaglio,
c'era ancora Tommaso Panero amministratore delegato - dei 100 autobus ecologici,
proprio per rinnovare la flotta.
Io credo che sicuramente è stato fatto molto in questi anni e credo che, in questo
senso, sia utile ribadire che noi crediamo in questa Azienda, di cui manterremo il
pacchetto di maggioranza relativa e siamo convinti che, a partire da questa
operazione, che sicuramente serve anche a fare cassa per rientrare nel Patto di
Stabilità, possa trovarsi un servizio pubblico di trasporto pubblico ancora migliore e
ancora più efficiente per i cittadini di Torino.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Cercherò di rispondere in maniera sintetica alle domande che sono state poste.
Prima questione. Riprendo una discussione che c'è già stata. Una cosa è dire che
abbiamo problemi e che possiamo migliorare le nostre aziende, ma considero
assolutamente sbagliato, ci facciamo del male da soli, dire che le nostre aziende non
sono ben gestite, nel senso che faremmo un torto alla storia di queste aziende. Senza
che noi abbiamo chiesto nulla, questo ci viene riconosciuto da qualsiasi ricerca di
istituto che voi prendete. Civicum, che non fa sconti a nessuno, lo fa per conto suo,
sostanzialmente mette sempre le nostre partecipate, compresa GTT, tra le prime tre
della migliore possibile performance di gestione aziendale.
Guardate che ci sono aziende - non dico quali - che, se oggi dovessero andare, come
noi, sul mercato, non sarebbero in grado di andarci, perché, per andare sul mercato,
devi avere i bilanci a posto, devi essere trasparente nelle tue possibilità e devi avere
una situazione dal punto di vista gestionale paragonabile ad altre realtà.
Se qualcuno ci prende in considerazione e, forse, cambiano magari anche parere
rispetto ad altre situazioni, è perché la nostra situazione è diversa rispetto alle altre,
ma non in negativo, in positivo, se confrontate con aziende di questa considerazione.
Noi abbiamo fatto, però, delle cose. Una delle sofferenze maggiori in questo Paese è
la quantità di aziende di trasporto presenti come su molte altre cose.
Negli anni passati, si fece SATTI; si tentò ed è tuttora in corso il tentativo regionale,
perché la nostra partecipazione in quel di Asti, o in quel di Alessandria, tra l'altro
direttamente Comune per quanto riguarda Alessandria, non era una partecipazione
finanziaria, era per cercare, ovviamente, di portare possibilmente ad un progetto
industriale.
Io credo che su questo c'è un ritardo davvero nel nostro Paese ed è il problema che
oggi scontiamo.
Infatti, secondo me, è giusta la preoccupazione rispetto al fatto che oggi, ovviamente,
possibilità e concorrenti italiani sono ridotti a poche possibilità. Ce ne sono più
necessariamente di essere, ma questo non è dovuto alla mancanza di politiche di
capacità a livello di questo territorio, ma è la situazione generale. Anzi, dopo Roma e
Milano, ci siamo noi. Per cui, non è che siamo al di fuori o non abbiamo messo
assieme tutte le cose che potevamo mettere assieme.
È talmente vero che il perimetro di GTT davvero ha in sé le caratteristiche
dell'intermodalità, nel senso che non c'è un'altra impresa, neanche quella milanese,
neanche quella romana, che mette assieme gomma, tram e ferrovie, oltre ai servizi
turistici.
Per cui, anche da questo punto di vista, il valore della nostra Società, anche dal punto
di vista del futuro del trasporto in questo Paese, dev'essere valutato, secondo me,
positivamente.
Atra questione. Noi non abbiamo mai pensato - e credo che di questo ci si può dare
atto - che, vendendo il 49%, la Città continui ad indicare chi gestisce l'Azienda.
Abbiamo però definito, come diceva giustamente il Consigliere Appendino, degli
equilibri: che cosa deve fare il Presidente del Consiglio d'Amministrazione; dov'è
che si ferma l'attività dell'amministratore delegato.
Credo che questo sia un modo serio, però basta che ci intendiamo. Il controllo sia di
carattere istituzionale, sia societario, sia del socio pubblico nella gestione della
società continua a permanere, nel senso che prima ho citato tre cose essenziali, cioè il
problema dei perimetri, le societarizzazioni, il servizio pubblico e la questione degli
organici. Questo insieme di questioni definisce molto che cosa fa quell'Azienda e
questi titoli non sono affrontabili dal socio privato per conto proprio.
Oltre a questo, ovviamente, avremo messo davvero in condizioni di dire: "Ma allora
perché volete venderla? Tenetevela, se volete anche gestirla". Adesso diciamocela
esattamente com'è.
Questione sia ambientale che della disabilità, o del trasporto dei diversamente abili.
Qui io faccio fatica. Diciamo le cose come stanno: oggi, domani e dopodomani, ma
non lo era neanche ieri, è prevista la possibilità di cedere quote di partecipazione,
quali esse siano, per investire in autobus, o in tram, o in mezzi di trasporto. Questo è
regolato dalla legislazione di settore, che dice: il 40% a carico dell'azienda;
ovviamente, l'azienda è Comune di Torino e non per nulla ci sono i debiti finanziari.
Cioè, i debiti finanziari riguardano il fatto che la Città di Torino, ovviamente,
essendo il socio, verso GTT, si è assunta l'onere degli investimenti che riguardano
quella parte.
Per quanto riguarda invece il 60% è a carico del Fondo Trasporti, fondo regionale.
Per dire, solo l'anno scorso abbiamo avuto 70 autobus nuovi e mancava il famoso
60% della Regione, che finalmente si è sbloccato, per cui oggi la gara è aperta per
170 autobus, per cui migliora significativamente sia il dato ambientale sia la
disabilità, nel senso che ovviamente a quel punto tutti hanno la pedana ribassata e
tutte le altre necessità.
Accanto a questo, stiamo ragionando, perché dovrebbero essere, in questi giorni,
definite in maniera esatta, da parte del Ministero dell'Ambiente, alcune risorse
abbastanza significative rispetto al tema ambientale. Noi, ovviamente, ci stiamo
pensando e nel rapporto con la Regione ovviamente vorremmo utilizzarle per
rafforzare la flotta elettrica che oggi c'è; io penso che noi potremmo anche
sperimentare l'ibrido, che è stato recentemente presentato su un progetto assieme tra
GTT e Pininfarina, che, tra l'altro, avrebbe il pregio - a differenza di quello che sta
succedendo sulla produzione - che questo darebbe anche lavoro ai lavoratori torinesi
o del nostro territorio.
Io penso che questa attenzione dovremmo averla su più settori.
Non c'è dubbio che in questi anni si è gestito molto e si è fatto molto dal punto di
vista anche del recupero di competitività e di produttività all'interno di GTT. Credo
che questo sarebbe ingiusto non affermarlo qui, nel senso che se abbiamo retto anche
rispetto alle contrazioni, se oggi GTT ha un leggero peggioramento rispetto all'anno
scorso, ma se pensiamo solo al carico finanziario che GTT si deve sobbarcare dovuto
ai nostri ritardi, basterebbe questo. Ma non dimentichiamoci che l'anno scorso noi
abbiamo avuto il taglio del 3%, che comunque non è iscritto e che, siccome era stato
comunicato ad ottobre, ovviamente a novembre non si poteva prendere in
considerazione.
Io credo che con l'Assessore Lubatti e con GTT ci assumiamo tutta la responsabilità
di non avere introdotto quella cosa lì, perché significava abbattere il servizio del
18%, se avesse dovuto fare in due mesi quello che si è fatto tutto l'anno.
Per cui, se teniamo conto di questo e teniamo conto di alcuni fattori che sono
successi l'anno scorso, necessariamente bisogna dire che abbiamo migliorato
significativamente e anche i costi di gestione si sono effettivamente ridotti.
Tutto questo era però dentro un percorso che qui è stato ricordato, cioè non è da oggi
che stiamo discutendo di questa prospettiva. Per cui, si è determinata dalla situazione
più generale, ma non da oggi.
Anche quando abbiamo fatto Infra.To, per cui era ancora prima di questa
Consiliatura, in realtà abbiamo fatto Infra.To per metterci in condizione di poter fare
l'operazione che facciamo oggi.
Per cui, da questo punto di vista, l'idea sostanzialmente è che, in realtà, non stiamo
facendo una cosa che noi tutti non ci aspettavamo; stiamo sostanzialmente gestendo,
penso utilizzando... le certezze del Consigliere Carbonero io non le ho, ho le
ragionevoli certezze del fatto che stiamo però decidendo sulla base di ragionevoli
certezze, a fronte del fatto che però questa prospettiva l'abbiamo indicata non da ieri
mattina, ma abbiamo lavorato per questa prospettiva da alcuni anni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Condividendo le considerazioni sia di apertura che adesso di replica del Vicesindaco,
essendo stato chiesto nel corso del dibattito che il Sindaco esprimesse le sue
valutazioni, lo faccio ben volentieri, ringraziando prima di tutto il Vicesindaco,
naturalmente, per l'impegno profuso in questi mesi a seguire questa vicenda molto
impegnativa per la nostra Città, e tutto il Consiglio Comunale, perché il dibattito ha
fatto emergere, nei confronti delle decisioni che questa deliberazione ci porta ad
assumere, un atteggiamento collaborativo e propositivo che io credo sia
particolarmente utile nell'interesse della Città.
Brevemente, perché già il Vicesindaco ha dato delle risposte.
Intanto, perché noi portiamo al Consiglio Comunale questa proposta di
deliberazione? Lo facciamo solamente sulla base di esigenze, pur significative ed
importanti su cui tornerò, di reperire risorse o anche per altre ragioni? Questo è un
primo punto.
Intanto, c'è una ragione che viene spesso pretermessa e che forse invece andrebbe
tenuta in conto. Non solo ci sono orientamenti, ma ci sono dispositivi normativi e
legislativi, che riguardano il sistema delle partecipazioni pubbliche in società, in
particolare le società al cui capitale partecipano Comuni, Province, Regioni ed Enti
Locali, che sono un quadro di riferimento normativo non eludibile.
Per ciò che riguarda le società in house - GTT non è in house, AMIAT è in house, e
dico AMIAT perché ne parleremo tra qualche settimana -, vorrei far notare che c'è
un provvedimento legislativo che stabilisce che entro il 31 dicembre 2012 bisogna
andare ad una drastica riduzione di presenza dei soggetti pubblici nel capitale
azionario.
Per le società non in house è stato fin qui indicato il termine del 31 dicembre 2013,
termine entro cui, anche per le altre società, andare ad una riduzione della presenza
del capitale pubblico.
Quindi, intanto noi facciamo i conti con un quadro normativo che c'è e che vale per
Torino come per qualsiasi altra città italiana e ottemperiamo quindi al rispetto di un
orientamento, sia di natura politica, sia di natura normativa e legislativa, a cui siamo
chiamati.
Basterebbero i titoli dei giornali di queste ultime settimane. Ricordo che siamo in un
quadro di finanza pubblica statale e locale particolarmente critica e che una delle
modalità con cui, fin dalle indicazioni che vengono dal Governo nazionale, si intende
affrontare questa criticità è appunto l'utilizzo di asset patrimoniali, mobiliari e
immobiliari, a disposizione di Enti pubblici.
Quindi, questa è la prima ragione per cui noi portiamo questo provvedimento. La
nostra scelta non è una scelta isolata, solitaria, o addirittura in controtendenza
rispetto a dinamiche di carattere nazionale; è esattamente coerente con dinamiche di
carattere nazionale che portano ad indicare, come obiettivo, la riduzione della
presenza pubblica in una serie di società che operano a mercato.
La seconda ragione è certamente una ragione che attiene la condizione finanziaria del
Comune di Torino. Ci siamo già soffermati su questo altre volte. Le cose sono tutte
note. È obiettivo di questa Amministrazione realizzare una significativa riduzione
dell'indebitamento della Città, che sarà perseguito nel corso del 2012 in due modi:
sul Bilancio ordinario, con una gestione del Bilancio ordinario, che discuteremo nei
prossimi giorni, nelle prossime settimane, che dovrebbe comportare l'abbattimento
del debito di 80 milioni di Euro, dopo i 35 milioni di abbattimento già conseguiti con
il Bilancio 2011, e con l'operazione di finanza straordinaria, che deriva dalla
cessione di quote di partecipazione, GTT, AMIAT, TRM e SAGAT, che dovrebbe
comportare la possibilità di disporre di un ammontare globale, calcolato sulla base di
quello che gli advisor dicono, poi naturalmente il mercato ci dirà esattamente, ma
calcolato intorno ai 330, 350 milioni di Euro, con cui determinare un significativo
abbattimento di indebitamento.
Tuttavia, questa scelta di alienare quote di partecipazione non è scissa - e questo non
lo dico stasera, l'ho sempre detto e quelli che hanno seguito più da vicino questo
dibattito me l'hanno sentito dire più volte - dalla volontà di mettere in campo progetti
di politiche industriali che consentono a queste società, di cui noi continueremo, in
ogni caso, ad essere azionisti e nel caso di GTT il principale azionista di
maggioranza assoluta, progetti di politiche industriali che consentono a quest'azienda
di realizzare il massimo della produttività, dell'efficienza, della qualità e anche le
opportunità di mercato aggiuntive.
Sia nella deliberazione, sia nel bando di gara che sarà conseguente alla deliberazione,
per esempio, noi indichiamo come uno dei criteri per la partecipazione al bando
stesso la disponibilità, che deve essere dichiarata fin dall'inizio, di coloro che
avanzeranno la loro offerta, ad essere partner, insieme al Comune, di operazioni di
politica industriale, di cui GTT nella nuova configurazione sia protagonista, nella
direzione di un allargamento degli spazi di mercato, sia su base regionale che su base
interregionale.
Faccio questo esempio, ma se ne potrebbero fare altri. Non a caso, nella proposta di
deliberazione e nel bando che sarà conseguente, abbiamo posto particolare attenzione
ai criteri di affidabilità del gestore che assumerà il 49% di GTT nella capacità di
essere un vettore multidisciplinare, in grado cioè di assicurare una capacità di
gestione di tutti i sistemi di trasporto di cui con la GTT si può venire ad avere
opportunità di concessione, dalla ferrovia, alla metropolitana, alla superficie e via di
questo passo.
Non ci limitiamo soltanto a fare un'operazione che ci consenta di incamerare risorse;
nel momento in cui lo facciamo, mettiamo anche in campo - almeno questo è
l'obiettivo - un progetto di politica industriale che consenta a GTT, anche nella
nuova configurazione, di essere una società che punta a politiche di sviluppo, di
espansione e di mercato, forte del fatto che noi continueremo ad essere il principale
socio e quindi abbiamo interesse che l'azienda, anche una volta che non sia più al
100% nostra, sia però un'azienda efficace e produttiva.
Questo mi porta a dire - lo dico al Consigliere Ricca che l'ha detto all'inizio - che
non è affatto vero, l'ha già detto il Vicesindaco, che GTT sia un'azienda mal gestita,
un'azienda decotta, perché guardi che, non è che lo diciamo noi, sta in tutte le
valutazioni, è una delle migliori aziende di trasporto in Italia. Questa è la valutazione
di Cassa Depositi e Prestiti, questa è la valutazione degli advisor, questa è la
valutazione di quelli che sono venuti, perché, se fosse una pessima azienda, grandi
gruppi internazionali che hanno fatto manifestazioni di interesse non verrebbero qui.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va beh, ma non può essere un'ottima
azienda se è mal gestita. È difficile che le due cose stiano insieme. Se è mal gestita,
produce risultati che non ne fanno una buona azienda.
Se invece ha dei buoni risultati, è difficile pensare che sia mal gestita. C'è un
principio di contraddizione logico che non può essere violato da qualsiasi valutazione
politica.
Quindi, io penso che invece GTT sia un'azienda di valore e, guardate, lo ha già
richiamato il Vicesindaco, ve lo riconfermo io, tutti coloro che in questi mesi hanno
manifestato un interesse, naturalmente prima che si avviassero le procedure, hanno
tutti sottolineato che erano interessati esattamente per la qualità dell'azienda e per le
opportunità che offre un'azienda in una città come Torino. Quindi, è un asset di
valore patrimoniale ed imprenditoriale forte, che io credo dobbiamo valorizzare.
Infine, non dimentichiamo, poi, che in ogni caso le prestazioni che un'azienda di
trasporto deve erogare alla città, non sono definite semplicemente dal suo assetto
proprietario, ma dal contratto di servizio ed è già così oggi. Perché anche con il
100% in proprietà al Comune di Torino, poi, che cosa GTT fa o non fa è definito dal
contratto di servizio. Questo varrà anche quando la società fosse del 51% di un socio,
della Città, e del 49% di un altro socio. Il contratto di servizio è lo strumento con cui
noi definiamo gli obiettivi, i servizi, le condizioni con cui garantire alla città il
servizio di trasporto pubblico più efficiente e migliore.
Queste considerazioni per dire, quindi, che io penso che stiamo prendendo una
decisione importante, impegnativa, ma che io non considero motivata soltanto da
ragioni di criticità finanziarie che dobbiamo affrontare, ma anche da un modo di
guardare alle politiche di sviluppo e alle strategie di aziende nei servizi pubblici, che
sempre di più, anche in questo campo, hanno bisogno di essere fondate su un
rapporto misto tra capitale pubblico e capitale privato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie, Sindaco.
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