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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Giugno 2012 ore 11,00
Paragrafo n. 14
INTERPELLANZA 2012-02332
"JAZZ FESTIVAL - ASSEGNAZIONE SPONSOR" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 10 MAGGIO 2012.
Interventi

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201202332/002,
presentata in data 10 maggio 2012, avente per oggetto:
"Jazz Festival - Assegnazione sponsor"
e dell'interpellanza n. mecc. 2012-02393/002, presentata in data 11 maggio 2012,
avente per oggetto:
"Jazz Festival: Torino ci ha guadagnato?"

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Ho già avuto modo di rispondere a precedenti interpellanze su questo argomento,
quindi non potrò che ribadire alcuni dati di fatto.
Per quello che riguarda la ricerca di sponsor, innanzitutto va ricordato che il Jazz
Festival è stato organizzato dalla Fondazione per le Attività Musicali e non
direttamente dalla Città di Torino. Pertanto, non credo, anzi mi risulta esattamente il
contrario, che si sia soggetti a bandi pubblici di ricerca di sponsorizzazioni, eccetera.
Noi abbiamo cercato, come cerchiamo di fare in questi casi, di avvicinare, con le
nostre proposte su iniziative culturali, la maggior parte di aziende, quelle che
riusciamo a contattare, per esporgli questa come qualsiasi altra iniziativa del mio
Assessorato, proprio perché - come ho avuto modo di dire più di una volta - molte di
queste manifestazioni, senza il fattivo contributo economico da parte degli sponsor,
sarebbero inimmaginabili. Tra queste, ovviamente, anche la prima edizione del Jazz
Festival.
A questo proposito, in merito alla seconda interpellanza, tengo a ribadire che il costo
complessivo sostenuto per il Jazz Festival, come ho già avuto modo di dire in
precedenti risposte, è di circa 860.000 Euro. Di questi, 575.000 Euro sono derivati
dalla raccolta degli sponsor e specificatamente IREN, Intesa Sanpaolo e Conad. Per
il resto del contributo, la Città ha richiesto di utilizzare la dotazione di fondi prevista
per la FAM (Fondazione per le Attività Musicali) che, oltre al Jazz Festival, cura in
particolare MITO e altre manifestazioni minori. Aggiungo che la stessa FAM gestirà,
per esempio, l'evento \"Europa Cantat\", con la formula utilizzata anche per il Jazz
Festival.
Chi ci ha guadagnato? Beh, a me viene da dire che ci ha guadagnato la Città, nel
senso che abbiamo avuto l'occasione di avere in quattro giorni di programmazione,
più il 1° maggio, un successo particolare di pubblico, che si è avvicinato in grande
quantità a questa iniziativa culturale, nonostante le condizioni meteorologiche
avverse, in particolare nella giornata del 1° maggio.
Credo anche che la parte residua rispetto a quella coperta con i finanziamenti degli
sponsor, che ripeto è stata una percentuale assolutamente \"iper ragguardevole\", sia
da paragonarsi a tantissimi altri finanziamenti che gli Enti Locali (Comune, Regione
e Provincia) cercano di assicurare a molti eventi che si tengono nella nostra città.
Siamo davanti a un contributo che complessivamente è molto inferiore rispetto ad
analoghi contributi che la Città destina, insieme alla Regione e alla Provincia, ad altri
importanti eventi: Traffic, MTV Days, Organalia, MITO.
È chiaro che si è trattata di una prima edizione che, come ho già avuto modo di dire
in quest'Aula, credo abbia avuto un successo di pubblico e di critica addirittura
superiore a quello che si poteva immaginare per una prima edizione di un'iniziativa
di questo genere.
Il che mi lascia presagire che, se gli sponsor ci confermeranno il loro interesse e se,
dopo questo primo tentativo, riusciremo a trovare anche nuove sponsorizzazioni,
questo sia uno degli eventi culturali della nostra Città che debba essere coltivato
negli anni, perché credo sia nelle condizioni di poter assicurare non solo un
importante evento per la nostra Città, per i nostri cittadini, un modo per avvicinarsi a
un genere musicale particolarmente importante, ma credo anche che possa diventare
- come già è stato, secondo me, in questa prima fase - un ulteriore motivo per venire
a Torino, durante un'epoca importante in termini di attività turistiche, proprio perché
a Torino si svolge una grande manifestazione rispetto a questo genere di musica.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Voglio solo ricordare che nell'interpellanza non ho chiesto un parere di massima
sulla riuscita. Lo dico senza polemica. In realtà, ho inserito due domande abbastanza
precise: conoscere le spese sostenute dalla Città di Torino per la comunicazione e la
promozione del Jazz Festival, perché ricordo che in Commissione le cifre relative
alle spese di comunicazione (mi riferisco agli spazi di affissione, agli spazi sui
giornali, a tutto quello che concerne la comunicazione e la promozione, anche
mediatica) non erano comprese.
Quindi se è possibile vorrei avere il dettaglio di questo dato.
Inoltre, vorrei soprattutto capire se, al di là del successo di pubblico, esistano dei dati
che abbiamo registrato gli arrivi in città in quel periodo, riconducibili al Festival.
Quindi capire se ci sono (e in tal caso averli) dati certi che chiariscano se c'è stato un
flusso turistico maggiore nella città nei giorni del Festival.
Chiedo all'Assessore di rispondere su questi temi; in caso contrario, di approfondirli
in Commissione.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Non ho difficoltà a rispondere su tutt'e due i temi. La valutazione dell'impatto degli
eventi è sempre abbastanza complicata, perché il modo migliore per verificare se
questo evento, come tanti altri, ha avuto un richiamo dal punto di vista turistico,
dovrebbe essere effettuato tra i turisti presenti in città in quel periodo e quanti ne
sarebbero venuti se la manifestazione non ci fosse stata. Come si può ben capire, è un
dato difficile da trovare.
Quello che posso dire è quello che è emerso, per esempio, dall'occupazione delle
stanze censite dalla Camera di Commercio di Torino e Provincia, facendo le seguenti
premesse. Innanzitutto, il periodo di riferimento, che quest'anno era dal 27 aprile al 1°
maggio compreso, se paragonato all'analogo periodo del 2011, presenta
oggettivamente una differenza sostanziale. Nel 2011 la Pasqua era nello stesso
periodo di ponte - definiamolo in questo modo - del 25 aprile e del 1° maggio, mi
pare il 27 aprile. Primo dato da tener presente nella valutazione tra il 2012 e 2011
rispetto all'occupazione alberghiera.
Secondo dato non trascurabile: nel 2011 eravamo nel pieno delle attività per i 150
anni dell'Unità d'Italia. Quindi avevamo non solo un mega ponte (Pasqua, 25 aprile,
1° maggio), ma avevamo anche una città che era sugli scudi positivi dal punto di vista
della comunicazione e dell'attrattività, perché era appena stata avviata la grande
stagione delle manifestazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
Quindi nel fare il paragone con questo periodo, bisogna tener conto di questi due
fatti.
Terzo dato importante: la Federazione degli alberghi nazionali, in riferimento
all'andamento del turismo in Italia nel periodo considerato 25 aprile/1° maggio del
2012, dichiara in un comunicato (peraltro anche con grande allarme) che nel 2012 in
Italia si è registrata, rispetto al 2011, una contrazione del 20% del turismo.
Ora, prendiamo a riferimento queste tre circostanze: difficile paragone per ponte con
Pasqua e senza, nel 2012; il che dovrebbe portare forse a una comparazione che
metta insieme il flusso turistico di Pasqua, più quello del 25 aprile-1° maggio. Ma
forse sarebbe considerato da qualcuno un artifizio.
Mettiamo in considerazione il fatto che nel 2012 non c'erano i 150 anni dell'Unità
d'Italia. Mettiamo e teniamo sullo sfondo il meno 20% di flessione che la
Federazione Albergatori Italiani ha registrato, nel 2012, sull'intero territorio
nazionale.
Bene, i dati della Camera di Commercio di Torino dicono che nel periodo 25 aprile-
1° maggio la flessione, rispetto all'anno scorso, è stata del 6%.
Ora, premesso che la controprova è impossibile, perché la vera domanda dovrebbe
essere \\\"senza il Festival Jazz quale dato avremmo dovuto rilevare?\\\" Non so se
migliore, peggiore, o uguale alla flessione del 6%, credo che il dato che mi pare
importante è che, nonostante il dato della Federazione Nazionale Albergatori di
almeno il 20%, la nostra città abbia portato a casa un ottimo risultato, contenendo
fortemente questa flessione nazionale. Il che significa, a mio avviso, che in un
periodo di contrazione anche del mercato turistico, la nostra città continua ad avere
un andamento anticiclico, perché vorrei ricordare che negli ultimi tre anni il turismo
a livello nazionale è stato in recessione, mentre Torino e provincia hanno continuato
a registrare tassi di incremento considerevoli anno per anno.
Sulla seconda domanda relativa alla comunicazione, ripeto, il Festival Jazz è
organizzato dalla Fondazione per le Attività Musicali e gli importi sono quelli che ho
comunicato. Il Piano di comunicazione, tanto del Festival Jazz, quanto di tutte le
altre attività, viene invece assicurato dalla spesa corrente assegnata al mio
Assessorato, perché ricordo che rientra nel capitolo Cultura, Turismo e Promozione
della Città.
Se devo dire quanti sono stati i soldi destinati al Piano di comunicazione
esclusivamente legato al jazz, che è un po' complicato da ricavare rispetto alle
politiche generali, direi all'incirca 150.000 Euro.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Metto a verbale che sono soddisfatto delle risposte, che sono entrate nel dettaglio
rispetto a entrambi gli interrogativi.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Ringrazio l'Assessore per la risposta che ci ha fornito, anche se non posso dire che
mi soddisfi, perché, se è così come ha detto, la risposta effettivamente ce l'ha data.
Sicuramente non approviamo e ci poniamo degli interrogativi se, per finanziare un
Festival, avete creato delle fondazioni; cioè, se adesso, per autorizzare le
sponsorizzazioni dei privati, create delle fondazioni, nel senso che così avviene tutto
in modo non evidente, avete trovato un escamotage per evitare i bandi ad evidenza
pubblica nella scelta delle sponsorizzazioni private e questo non mi sembra un
meccanismo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è una mia opinione,
non mi sembra proprio un meccanismo così... L'evidenza pubblica sarebbe forse
sempre la strategia più trasparente, a mio avviso.
Nonostante questa sia la terza o la quarta interpellanza che presento sul Jazz Festival,
soltanto adesso sono venuta a conoscenza dell'esistenza di questa Fondazione
Attività Musicale che ha organizzato tutto e soprattutto ho scoperto che tra gli
sponsor è sparita IREN - perché io sapevo che tra gli sponsor c'erano IREN, Banca
Sanpaolo e Conad - ed è subentrata questa Fondazione, che, a quanto pare, ha versato
300.000 Euro, se ho ben capito. Se non è così, chiedo all'Assessore di fornirmi
ulteriori delucidazioni.
Se la Fondazione ha concesso una sponsorizzazione di 300.000 Euro, vorrei chiedere
direttamente all'Assessore da chi è stata finanziata la Fondazione stessa.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Innanzitutto la Fondazione per le Attività Musicali (acronimo FAM) esiste da 10
anni. È la Fondazione creata anche dalla Città di Torino, e non solo, in questo
momento partecipata anche dalla Banca Intesa Sanpaolo e dall'Unione Musicale, ed
è una Fondazione che, per Statuto, \"organizza\" - tra virgolette - degli eventi musicali.
L'evento musicale più ricorrente e più noto che in questi 10 anni - dalla sua
fondazione - ha realizzato tutti gli anni la Fondazione medesima è MITO Settembre
Musica.
La Fondazione \"agisce\" - tra virgolette - come l'Associazione di Torino, che,
insieme all'analoga Associazione costituita presso il Comune di Milano, \"gestisce\" -
tra virgolette - da 10 anni la programmazione prima di Settembre Musica e poi, da 5
anni (questa sarà la 6^ edizione), di MITO.
Questa Fondazione in conto capitale riceve dalla Città di Torino una dotazione
annua.
La dotazione annua che ha ricevuto è stata di 2.900.000 Euro, anno 2011.
Nell'anno 2012 questo finanziamento della Città in conto capitale alla Fondazione
delle Attività Musicali è sceso a 2.600.000 Euro, che servono per finanziare, nel
2011, queste quattro attività: la stagione di MITO (programma del prossimo
settembre, 6^ edizione del MITO Settembre Musica), il Festival Jazz, il periodo delle
Laudes Paschales (che è un'iniziativa musicale che si tiene da anni, ovviamente a
cavallo delle attività intorno alle festività della Pasqua) e quest'anno, 2012, la
manifestazione Europa Cantat, che si terrà a Torino dal 26 luglio al 5 agosto.
Quindi non vi è alcuna nuova Fondazione. Si tratta di una Fondazione che esiste, che
ha per Statuto proprio l'edizione di attività musicali e alla quale la Città nel 2011 ha
\"conferito\" - tra virgolette - anche la responsabilità di costituire questo Festival Jazz,
prima edizione.
È la stessa Fondazione di cui ho parlato in fase di richiesta di analisi preventiva,
nell'ultima seduta della Commissione Cultura, perché è la stessa Fondazione che, a
nostro avviso, dovrebbe ulteriormente essere caratterizzata, proprio per continuare ad
occuparsi della gestione di eventi culturali, tant'è che, come indicato nella nostra
proposta, la denominazione dovrebbe cambiare in \"Fondazione per la Cultura\" e
dovrebbe anche essere il soggetto che dovrebbe agire in termini di ricerca di sponsor.
Su questa parte spero di essere stato sufficientemente chiaro.
Quindi, per quanto riguarda l'edizione di quest'anno del Festival Jazz, ripeto, il costo
complessivo è stato di 890.000 Euro; sono stati incassati 575.000 Euro dalla FAM,
da tre sponsor, IREN, Intesa Sanpaolo e Conad, quindi confermo la presenza degli
sponsor, l'ho detto anche prima.
Ovviamente il \"delta\" - tra virgolette - sta nel fondo di dotazione che la Città ha
corrisposto alla Fondazione, ripeto, con un contributo ridotto, dal 2011 di 2.900.000
Euro, all'assegnazione 2012, di quello che è il progetto di Bilancio - perché, come è
noto, il Bilancio ancora deve essere approvato -, che prevede una riduzione a
2.600.000 Euro di dotazione in conto capitale per questa Fondazione.
Secondo questione. Ovviamente, come tutte le fondazioni, la Fondazione ha organi
di controllo, un suo Consiglio d'Amministrazione, il revisore dei conti, eccetera.
Ho già detto in questa sede, perché mi è stato richiesto, che io non credo sia giusto e
legittimo \"dare pubblicità\" - tra virgolette - ai singoli contributi dei singoli sponsor a
una manifestazione, per due motivi che a me paiono abbastanza ovvi. Spesso si tratta
di soggetti che sponsorizzano diverse manifestazioni in Italia. Non è sicuramente
\"gradito\" - tra virgolette - a questi soggetti (anzi, credo che porrebbe non pochi
problemi) sapere esattamente quanti soldi sono stati dati a quell'iniziativa a Torino,
piuttosto che a quell'altra a Milano, piuttosto che a quell'altra a Padova, piuttosto che
a quell'altra a Roma. Ho sempre detto e continuo a ribadire che è giusto che si
fornisca, invece, un dato complessivo rispetto alle sponsorizzazioni. In questo caso,
ribadisco - come ho già avuto modo di dire anche in precedenza - che 575.000 Euro
sono stati l'insieme delle sponsorizzazioni ricevute dagli sponsor che ho citato sul
Festival Jazz.
È evidente che, dal mio punto di vista, credo che l'ipotesi di seguire un bando
pubblico - ma questa è una valutazione personale - rispetto alla ricerca degli sponsor
sia una pratica difficilmente coniugabile con quello che è il mondo degli sponsor,
che, ripeto, è un mondo fatto di scelte, soprattutto quando si parla di iniziative di
questo genere, di carattere culturale, che devono necessariamente corrispondere a un
interesse reciproco: sponsorizzo un evento culturale perché quell'evento mi
convince; lo sponsorizzo con un importo, perché è l'importo che mi posso
permettere; lo sponsorizzo quando si parla di grandi aziende all'interno di una
politica di comunicazione che riguarda tutti gli eventi in tutta Italia, spesso anche nel
mondo e in Europa.
Per questo motivo io credo che la strada del bando pubblico sia difficilmente
applicabile all'interno di questo mercato, che è un mercato che ha le sue logiche e
che richiede, ovviamente, anche degli iter, con cui si arriva alla negoziazione di
questi aventi, che devono tener conto anche delle strategie dei terzi, che non sempre
hanno piacere di comunicarle urbi et orbi, soprattutto quando parliamo di soggetti
privati.
Ripeto, io esattamente so, per esempio, che cosa sponsorizza il Gruppo ENI (dico
ENI per citarne uno), perché dalle indagini di mercato è abbastanza facile vedere
quali sono le iniziative ed è abbastanza facile sapere che sponsorizza la mostra lì,
l'evento là, eccetera, ma esattamente quanto sia il concorso di ENI in quella
sponsorizzazione e rispetto a quale budget della relativa manifestazione, sono dati
che giustamente, salvo che io non lavori in ENI, non sono nella disponibilità
collettiva, ma per ovvi motivi di mercato.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Ringrazio l'Assessore della risposta. Quello che finalmente si può dire - e che chiedo
dalla prima interpellanza - è che il Comune di Torino ha finanziato il Festival Jazz.
Finalmente possiamo dirlo. Perché lei la prima volta mi ha detto: "Il Comune di
Torino non lo finanzia". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma sì, l'ha detto.
Andremo a risentirci i verbali, l'ha detto.
Adesso veniamo a conoscenza del fatto che lo finanzia tramite IREN, e lei, per
questioni di privacy che poi probabilmente sono dovute solo alla sua sensibilità e non
a qualcosa di così normativo, non mi ha voluto dare le percentuali su quanto gli
sponsor abbiano dato al Festival, però sappiamo che IREN ha messo la maggior
parte, forse l'80% del finanziamento, e sappiamo che la Città di Torino è azionista di
IREN; inoltre, sappiamo che la Fondazione ha messo questi 300.000 Euro, che
vengono stanziati quindi dalla Città di Torino.
Secondo me è giusto che i cittadini sappiano che questo Festival è stato quasi
totalmente finanziato dalla Città di Torino, non da tutti questi sponsor, che è quello
che io le chiedo dalla prima interpellanza, in cui dicevamo: "Ma chi li finanzia? Li
finanziano dei privati o viene finanziato dalla Città di Torino, in un momento di crisi
in cui forse i finanziamenti andrebbero dirottati su altre realtà e magari non rispetto
ad un Festival del Jazz?", e lei mi ha risposto: "No, assolutamente. Sono
sponsorizzazioni private".
Allora, la sponsorizzazione è IREN? La sponsorizzazione privata è la Fondazione per
le Attività Musicali? Vuol dire che l'80% di tutto il Festival è stato finanziato dal
Comune di Torino. Questo è il messaggio che deve passare e che è giusto che passi.
Ringrazio l'Assessore.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Vorrei solo dire che è un messaggio che può passare, ma che è falso e destituito di
ogni fondamento.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
L'interpellanza è discussa.
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