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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Giugno 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 41
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02263
MISURE URGENTI DI ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA REGIONALE PER FRONTEGGIARE LA RIDUZIONE DEI FINANZIAMENTI STATALI E REGIONALI. REVOCA DELLE MISURE PRECEDENTEMENTE ADOTTATE COSTITUENTI MIGLIOR FAVORE RISPETTO ALLA NORMATIVA REGIONALE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202263/019, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per
oggetto:
"Misure urgenti di adeguamento alla normativa regionale per fronteggiare la riduzione
dei finanziamenti statali e regionali. Revoca delle misure precedentemente adottate
costituenti miglior favore rispetto alla normativa regionale".
e della proposta di mozione n. mecc. 201202905/002, presentata dal Consigliere
Marrone in data 4 giugno 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento a delibera mecc. 201202263/019 'Misure urgenti di adeguamento
alla normativa regionale per fronteggiare la riduzione dei finanziamenti statali e
regionali. Revoca delle misure precedentemente adottate costituenti miglior favore
rispetto alla normativa regionale'".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Visto che l'intervento verrà imperniato solo ed esclusivamente sulle dichiarazioni che il
Capogruppo, in maniera incauta, fuori luogo, ha fatto, perché volevo ricordare...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sincero, sono commosso.
Volevo ricordare al Capogruppo Lo Russo che la Regione è stata, fino a qualche mese
fa, diciamo una ventina di mesi fa, mal governata, quando ha vinto le elezioni sulla
bandiera della sanità, sprofondando immensamente, maggiormente in tutto quello che
poteva sprofondare. Ecco che il centrodestra si è trovato a guidare la Regione in una
situazione estremamente compromessa. La stessa cosa che potrebbe capitare se domani
qualche esponente del centrodestra dovesse vincere le elezioni e governare questo
Comune in fallimento.
Allora, smettiamola con questa questione dei finanziamenti e i tagli regionali, perché i
tagli stanno avvenendo su tutte le Regioni, a prescindere dal colore politico.
Il Comune di Torino è impreparato ad un minimo taglio, perché il Comune di Torino ha
sempre viaggiato al massimo per quanto riguarda tutta una serie di spese, che io ritengo
anche inutili, effimere, che in questi anni ha fatto e qualcuno di voi lo ha anche
ammesso, ha detto: "Non li abbiamo presi, ma forse li abbiamo spesi malamente".
Questo è un fatto di cui dovete farvi carico e non scaricare ad altri Enti le vostre colpe.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Io sono rimasto davvero male per l'intervento del Capogruppo Lo Russo, anche perché
avevo accolto l'appello alla responsabilità dell'Assessore Tisi fatto nel suo intervento.
Invece, mi spiace vedere come questa maggioranza veramente scenda, per bocca del suo
Capogruppo, ad un livello davvero pessimo, dopo che la Regione, l'Assessore
Monferino, la scorsa settimana, è venuto a spiegarci in Commissione, prendendo a
schiaffi questa Amministrazione, in quanto rappresenta la vecchia gestione della
Regione, su come si sono mangiati i soldi, su come le spese della sanità dal 2005 al
2010 sono triplicate, come le ASL non pagano i fornitori, non hanno pagato e hanno
cancellato con il bianchetto i debiti.
Noi dovremmo prendere lezioni di moralità da chi cancella i bilanci con il bianchetto?
Da chi, per cinque anni, fa macelleria a livello sanitario?
A me spiace parecchio, perché qualcuno lo ritenevo anche all'altezza di amministrare
questa Città.
Chi fa demagogia, perché questa è pura demagogia, avendo mangiato tanti di quei soldi,
tantissimi, si parla di miliardi di Euro mangiati dalla Giunta Regionale guidata dall'ex
Presidente Bresso. Ripeto, si è mangiata un mare di soldi, che adesso siamo costretti,
con un piano di rientro verso il Governo, a tamponare, perché quei soldi potevamo oggi
essere utilizzati magari per mantenere in piedi servizi. E invece cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo pagare i debiti, dobbiamo pagare i fornitori che per cinque anni non sono
stati pagati e adesso, ovviamente, noi ci troviamo costretti a dover tagliare.
Tutto questo perché? Perché, evidentemente, chi non sa governare, non sa governare a
tutti i livelli e voi ne siete la dimostrazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Ricca, ho visto adesso che lei era già intervenuto mentre io ero assente dalla
Presidenza.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Non devo dire tante cose. Solo due: una all'opposizione e una alla mia maggioranza.
Alle opposizioni dico che, sinceramente, il vostro è un atteggiamento incomprensibile.
Lo dico perché, un anno e mezzo fa, quando il centrodestra si è insediato in Regione -
forse non tutti erano Consiglieri Comunali, ma tutti voi sapete benissimo quello di cui
stiamo parlando perché eravate presenti -, il centrodestra ha discusso con noi il taglio da
48 milioni ai 38 milioni di welfare. Ne siete consapevoli, perché la Città è stata fra le
prime a dichiarare quel taglio e ha spiegato ai cittadini le conseguenze. Ce ne siamo
assunti la responsabilità e sapete anche com'è finito il Bilancio dello scorso anno.
Sapete benissimo che di quei 38 milioni di Euro quest'anno ce ne sono solo 25 in
campo da parte della Regione e non è che facendo finta che questo taglio, che va da 48
milioni a 25 milioni di Euro, non esista, allora le conseguenze sul Bilancio della Città
non esistono.
Se voi andate a guardare i trend storici di investimento sulle politiche sociali sono in
aumento. Sono in aumento, perché è in aumento la compartecipazione della Città e
perché è in diminuzione da due anni e mezzo, caso strano, da quando siete al Governo
in Regione, il cofinanziamento dalla Regione. Punto. Questo è l'elemento di
discussione. Per non parlare dei tagli dello Stato, per non parlare del maxiemendamento
di Berlusconi, fino ad arrivare al taglio di Monti.
Vorrei che almeno su questo, sui dati, fossimo d'accordo.
Secondo punto. Lo dico alla nostra maggioranza, al Sindaco Fassino e all'Assessore
Tisi: io vorrei che stessimo all'oggetto. Sindaco, stiamo all'oggetto. L'oggetto qual è?
"Misure urgenti di adeguamento alla normativa regionale per fronteggiare la riduzione
dei finanziamenti statali e regionali. Revoca delle misure precedentemente adottate
costituenti miglior favore rispetto alla normativa regionale". È questo il punto? Sì. Nel
2008-2009 abbiamo cambiato i parametri, li abbiamo alzati, adesso riscendiamo.
Se riscendiamo, e sto all'unico oggetto che ci vede distinti e mi sembra un po' strano
che la maggioranza si voglia dividere su questo tema, c'erano i 71.000 Euro ICI?
L'adeguiamo alla normativa regionale? E 51.000 ICI? È cambiato l'ICI? Sì. Vorremmo
scrivere tra parentesi quanto vale 51.000 ICI oggi in termini di IMU? Lo so, vale un po'
di più.
Guardate che, se avessimo lasciato i nostri parametri, 71.000 Euro ICI sarebbero stati
molti di più IMU. E noi diciamo: "Va bene adeguiamo ai parametri regionali, ma
mettiamoli quanto oggi varrebbero. Oppure lasciamo 51.000 ICI, ci capiamo, poi
saranno 80.000 Euro IMU".
Si parla di fare il doppio adeguamento in queste condizioni economiche, ma guardate
che stiamo parlando di un migliaio di persone, tra l'altro in difficoltà, che stanno già
nelle residenze, e noi dovremo dirgli: "Ma sì, sono solo 2.000 Euro all'anno". Ma 2.000
Euro all'anno per una persona che sta in residenza! Guardate che non sono due lire,
sono 200 Euro al mese.
Allora, è una questione di Bilancio? Sì, è una questione di Bilancio. Sinistra Ecologia e
Libertà vuole votare il Bilancio di Torino? Vuole votare il Bilancio preventivo della
Città di Torino. È uno dei punti dirimenti? È uno dei punti dirimenti. L'abbiamo detto e
l'abbiamo spiegato: siamo pronti a varare queste misure urgenti di adeguamento, siamo
pronti a scendere, però, diciamolo, a scendere sul livello del servizio. Non è che diciamo
che il servizio rimane uguale, no, siamo pronti a scendere sui livelli del servizio, a
scendere rispetto alla normativa regionale, però almeno rispettiamoci.
Ci eravamo dati un percorso, io vorrei che questo percorso venisse adeguatamente
rispettato, sia in questa sede che nel futuro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Velocemente, perché non voglio fare un discorso ideologico, quindi risponderò solo al
Capogruppo Lo Russo e non al Consigliere Grimaldi che, come al solito, getta veleno in
una maniera, a mio giudizio, inappropriata su responsabilità ben chiare che certo non
dipendono da questa Giunta Regionale.
Rispondendo al Capogruppo Lo Russo, sempre con molta concretezza, senza andare
nella polemica - perché tanto è inutile su questi temi - Capogruppo, Sindaco, l'accordo
fra la Giunta Regionale ed il Comune di Torino c'è sul welfare, sui 25 milioni. Gli
Assessori hanno preso atto di questa situazione e ne hanno discusso a lungo. Lo faccio
presente solo come fatto, perché ognuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità.
Torino, tra le altre cose, è la Città che è stata meglio trattata rispetto a tutto il resto della
Regione Piemonte; il taglio si aggira intorno al 16%, contro la media del 20% delle altre
Province piemontesi. Pertanto, Torino è stata tutelata dalla Regione Piemonte,
nell'ambito, naturalmente, di un sistema che, tutto sommato, non poteva reggere troppo,
Assessore, perché il suo predecessore - che non è in Aula, quindi mi dispiace parlarne in
sua assenza - ha creato, negli anni, bisogni di cui non c'era bisogno. Quindi, abbiamo
creato delle situazioni che ci sono costate di più rispetto a quello che realmente era
necessario.
Inoltre, faccio presente sempre al Capogruppo Lo Russo che la Regione aveva stanziato
12 milioni di Euro sulla questione della non autosufficienza, che però è stata usata
nell'anno 2011.
Quindi, la cifra doveva essere fatta slittare nel 2012 e, in realtà, è stata usata nell'anno
2011.
Questo per dare dei dati oggettivi, senza polemica, ma soltanto per dire che la politica
del centrodestra è una politica che vuole essere di medio e lungo periodo chiaramente,
rispetto alle risorse di Bilancio.
Quindi, spero - lo dico all'Assessore, affinché lo segnali ai suoi assistenti sociali - che
non mi capiti di nuovo di ricevere l'ennesima telefonata da parte di un cittadino (me ne
sono già capitate dieci in questi cinque anni, non ho mai fatto polemica perché poteva
essere vista come strumentale) che mi dice di aver ricevuto risposte al telefono del tipo:
"È colpa del Governo Berlusconi, è colpa del Governo Monti, è colpa di Cota". Spero
che non succeda di nuovo, perché a questo punto, Assessore, io procederò alla denuncia
personale contro chi dirà questa cosa, perché chiaramente ci sono i call center e,
comunque, chi risponde al telefono è chiaramente identificabile. Questo è il tenore delle
risposte che danno gli assistenti sociali ai poveri "cristi" che vanno da loro a prendere
un pochino di fiato rispetto alla loro vita disgraziata. Quindi, pregherei che questo non
succeda più, cari signori, perché questa è vostra responsabilità. Il Consigliere Grimaldi
ride, che è ideologico più degli altri; non dovrebbe ridere, dovrebbe piangere...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Dovrebbe piangere, Consigliere Grimaldi,
perché lei dovrebbe attivarsi presso i suoi amici compagni affinché la smettano di
portare avanti questi ragionamenti, che sono ideologici e non fanno bene alla Città.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei è ideologicamente schierato e non ha
senso parlare con lei.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Naturalmente, è una discussione resa più complessa e più difficile, perché dobbiamo
prendere delle misure che tengono conto di una riduzione di risorse.
Ora, io credo che non si debba rispondere ad un centralino comunale dicendo che è
colpa di questo o di quello, quindi sono d'accordo. Resta il fatto che le difficoltà che
oggi noi registriamo sono dovute a delle decisioni di riduzione di trasferimento di
risorse. Non uso la parola colpa, ma questo è un dato di fatto, perché quando si azzera
completamente, come è stato azzerato, il fondo nazionale per la non autosufficienza,
circa sei mesi fa, ancora dal precedente Governo, quando si prendono una serie di
misure che riducono in modo drastico le risorse trasferite dallo Stato ai Comuni per il
welfare, è evidente che i Comuni si trovano in difficoltà, tutti. Torino come un Comune
guidato da un Sindaco anche di altro colore politico; questo mi pare assolutamente
evidente.
Secondo aspetto che non va dimenticato: non tutte le Regioni hanno fatto la stessa
politica in questa direzione.
Io ho preso atto del fatto che c'è stata una decisione della Giunta Regionale di ridurre,
in modo consistente, le risorse per il welfare e, sulla base di questa riduzione, siamo
arrivati ad un accordo che assegna al Comune di Torino 25 milioni. Ma non è che io
sono soddisfatto di questa cifra, perché ci sono altre Regioni che hanno deciso di
configurare il loro Bilancio in modo diverso da quello che ha fatto la Regione Piemonte,
per esempio tagliando di meno sul welfare. È una scelta. Non voglio qui adesso fare
nessuna forma di polemica, ma è la realtà.
Quindi, è evidente che la Città di Torino soffre, in questo momento, per ciò che riguarda
la definizione dei suoi impegni di spesa, da un lato dei tagli che sono stati fatti negli
ultimi quindici mesi dai Governi che si sono succeduti e che - ricordo - globalmente e
complessivamente, dal novembre del 2010 ad oggi, ammontano a circa 150 milioni di
euro, quindi questa è la somma di tutti i tagli dei trasferimenti che abbiamo subito. A
cui aggiungere, ovviamente, la penalizzazione per il non rispetto del Patto di Stabilità,
ma, al netto della penalizzazione del Patto di Stabilità, sono 150 milioni in meno.
A questo, si sono aggiunte scelte di riduzione di trasferimento da parte della Regione,
che hanno aggravato ulteriormente, proprio sul capitolo del welfare, il quadro di risorse
finanziarie disponibili.
Questa è la fotografia. Lo dico nel modo più pacato, non uso la parola colpa, non invoco
riflessioni di natura politica, che naturalmente potrei fare, ma mi astengo dal fare, ma la
fotografia è questa, le dinamiche finanziarie con cui dobbiamo fare i conti sono queste.
È evidente che, in un contesto di questo genere, si tratta di ridefinire gli impegni di
spesa con dei criteri che cerchino di tutelare il più possibile l'equità sociale.
Ora, io vorrei ricordare quali sono i dati reali, i dati di fatto con cui ragioniamo. Noi
oggi abbiamo in carico ai nostri servizi per la domiciliarità circa 9.000 persone e per la
residenzialità, cioè nelle nostre residenze, altre 3.000, siamo a circa 12.000 persone.
Con il regime attualmente vigente noi concorriamo, in forma di contributo finanziario, a
coprire gli oneri per il 55% di questa popolazione sulla domiciliarità e per il 60% sulla
residenza. Più o meno il 60% per le due qualità di servizio che prestiamo.
Con il provvedimento che stiamo per adottare si riduce questo al 40% di quelli che sono
in domiciliarità e il 45% per quelli che sono in residenzialità. Quindi, c'è una riduzione
della popolazione che fruisce della nostra contribuzione. Su questo non c'è dubbio.
Abbiamo, però, assunto un criterio che io vorrei richiamare (l'oggetto della proposta di
deliberazione è questo). Noi stiamo discutendo di quale parametro assumere per
determinare i livelli di contribuzione del Comune, a partire dal patrimonio di cui si
dispone, non dal reddito. Chi non ha patrimonio continuerà ad avere il regime di oggi,
continuerà ad avere esattamente l'erogazione di oggi.
La discussione che stiamo facendo riguarda quelle persone che, invece, hanno un
patrimonio, grande o piccolo che sia. Un patrimonio è un elemento di ricchezza di cui
tenere conto e quindi corrisponde ad un criterio di equità: salvaguardiamo chi non ha un
patrimonio e riduciamo, se dobbiamo ridurre, il livello di copertura a chi un patrimonio
ce l'ha, perché c'è una differenza di ricchezza tra chi dispone di un patrimonio
immobiliare e chi invece non ce l'ha.
Questo va chiarito, perché altrimenti sembra che noi stiamo facendo un'operazione di
riduzione della contribuzione a tutti coloro che in questo momento usufruiscono delle
prestazioni o di assistenza domiciliare o di residenzialità. No. Tutti quelli che sono in
condizioni di reddito basso e che non dispongono di patrimonio continueranno ad avere,
anche dopo questa deliberazione, il regime di oggi. Questo dev'essere chiaro, non è una
cosa di poco conto, che dimostra che quindi noi, pur in un quadro di minori risorse
finanziarie disponibili, cerchiamo il più possibile di salvaguardare quei criteri di equità.
Nel momento in cui dobbiamo introdurre qualche criterio di equità, è evidente che, se
dobbiamo andare ad una riduzione di copertura, lo facciamo, ma decidiamo di farlo su
chi ha un patrimonio rispetto a chi non ce l'ha.
Ora, sul patrimonio si dice: prima il parametro era 70.000 di ICI, se adesso si applica
l'IMU, si abbassa a 51.000, giusto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come no,
si abbassa notevolmente.
L'emendamento che è stato presentato dal Gruppo del Partito Democratico, che la
Giunta è disponibile ad accogliere, va nella direzione di riequilibrare questa riduzione e
ci riportiamo ad un livello che non è molto distante da quello che c'era prima.
A me pare che questa soluzione sia ragionevole, che dimostra che cerchiamo di fare tutti
insieme tutto il possibile per ridurre il più possibile i disagi nei confronti della
popolazione che gode di questi servizi. L'emendamento che propone il Gruppo del
Partito Democratico è oneroso, perché è evidente che vuol dire che dobbiamo reperire le
risorse per dare copertura a quell'emendamento, ma è, nell'ambito del Bilancio, ancora
sostenibile.
Andare oltre quell'emendamento, come propone il Gruppo di SEL, diventa insostenibile
finanziariamente. Noi dobbiamo fare i conti con le compatibilità finanziarie.
Il problema non è quello di una volontà politica diversa. Se noi fossimo nella possibilità
di confermare il servizio alle prestazioni e alle condizioni di oggi, noi lo faremmo. Ma
dovendo fare i conti con un quadro di compatibilità finanziarie diverso, abbiamo la
necessità di prendere delle misure che facciano i conti con le diverse compatibilità
finanziarie.
Noi abbiamo portato qui una proposta di deliberazione; questa proposta di deliberazione
può essere oggi corretta in una condizione più favorevole per gli utenti di questo
servizio sulla base dell'emendamento che il Partito Democratico propone; io penso che
questa proposta sia una proposta ragionevole e che ci sta (per usare una terminologia
semplice).
Andare oltre questo, rischia di non essere finanziariamente compatibile e di metterci
nella condizione di non essere in grado, poi, di onorare un impegno che qui assumiamo.
Quindi, io chiederei di assumere l'emendamento del Partito Democratico come un
emendamento che ci consente di migliorare il dispositivo della deliberazione, pur
tenendo conto, naturalmente, del quadro di minori risorse disponibili di cui la Città oggi
soffre.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il dibattito è concluso.
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