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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 25 Maggio 2012 ore 13,00
Paragrafo n. 8
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02044
SAGAT S.P.A. - CESSIONE A TITOLO ONEROSO DELLA PARTECIPAZIONE PARI AL 28% - INDIRIZZI DI GARA.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201202044/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data 26 aprile 2012, avente per oggetto:
"SAGAT S.p.A. - Cessione a titolo oneroso della partecipazione pari al 28% -
Indirizzi di gara".
della proposta di mozione n. mecc. 201202583/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 21 maggio 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202044/064 - Il fondo SAGAT e la
spesa corrente".
e della proposta di mozione n. mecc. 201202729/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Bertola in data 25 maggio 2012, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201202044/064) 'SAGAT S.p.A. -
Cessione a titolo oneroso della partecipazione pari al 28% - Indirizzi di gara'".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 18/05/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati 4 emendamenti da parte della Giunta e la mozione di
accorpamento riguarda i 294 emendamenti. La discussione della proposta di
deliberazione e delle proposte di mozione avverrà congiuntamente.
La parola, per l'illustrazione, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Farò una breve illustrazione, visto che abbiamo avuto modo di discuterne quando,
sostanzialmente, abbiamo dato mandato di poter portare la partecipazione di SAGAT
in FCT, in fase di preparazione e nelle Commissioni che hanno preceduto questo
Consiglio Comunale.
A novembre, sostanzialmente avevamo previsto il conferimento di SAGAT
nell'insieme della nostra partecipazione in FCT Holding, senza specificare
indicazioni diverse.
Oggi, la sostanza della proposta di deliberazione è che, fermo restando il
conferimento in Holding del 38%, in realtà indica il 28% a titolo oneroso, ergo,
essendo il 28% a titolo oneroso, non può che esserci una messa a procedura di gara
per cedere il 28%, in modo tale da retrocedere (ovviamente, quanto è previsto e
quanto sarà determinato dalla gara) le risorse che si pensa di incassare alla stessa
Città di Torino.
Ho avuto modo di discutere diverse volte sul motivo per cui, oggi, l'insieme delle
Amministrazioni Comunali (quindi, non solo la nostra Amministrazione) e non solo
Comunali siano in procinto ed abbiano già fatto vendite in questi anni e,
sostanzialmente, siano incamminate, nell'arco di quest'anno in particolare, a fare le
cessioni. Ovviamente, basta ricordare gli equilibri che ci vengono richiesti dal Patto,
oltre al fatto che abbiamo detto che, oltre a questi, è necessario determinare cassa per
il Comune, in modo tale da poter permettere i flussi (situazione che, oggi, vede un
dibattito generale).
Di recente, vi è stata la discussione e l'approvazione (con qualche polemica, in questi
giorni) sul fatto che il Governo abbia sbloccato una serie di fondi, di possibilità di
accesso al credito per le imprese che hanno la necessità di avere i flussi per non
mettere in discussione l'essenza stessa delle imprese; questo problema, essendo noi
una grande impresa, ha le stesse condizioni e le stesse situazioni.
Inoltre, come abbiamo già detto più volte, in particolare da parte del Sindaco e
dell'Assessore al Bilancio è stato già avviato in questi anni (in particolare, l'anno
scorso) un rientro graduale del debito e, necessariamente, le vendite devono servire,
oltre ai due obiettivi che dicevo prima, anche al rientro del debito.
Nella sostanza, che cosa è ulteriormente la cessione? Intanto, credo che dobbiamo
tenere presente il fatto che abbiamo un'esperienza di 10 anni, durante la quale
abbiamo avuto un socio sostanzialmente privato, a cui era affidata la gestione; certo,
erano previsti patti di informazione e deleghe di rappresentanza verso terzi da parte
del Presidente, ma, sostanzialmente, è una situazione che ha visto una partecipazione
di privati ed una gestione dello scalo da parte degli stessi.
In questi anni, abbiamo visto che, con situazioni alterne, il nostro Aeroporto, dal
punto di vista della gestione, si è collocato nelle migliori performance, sia di
carattere nazionale che internazionale, e certamente abbiamo la possibilità di crescere
ancora. Per cui, a differenza di altre situazioni, non passiamo, da un giorno all'altro,
da una gestione diretta ad una gestione immediatamente privata e, da questo punto di
vista, la sperimentazione è stata fatta.
Dal punto di vista della gestione, non cambierebbe sostanzialmente nulla, perché
avremo sempre un gestore privato e, contemporaneamente, in questi mesi ed in
queste settimane - come ho detto più volte in Commissione - abbiamo potuto
approfondire che, con il mantenimento di una partecipazione al 10%, siamo in grado
di mantenere anche la concessione che, a differenza di altre situazioni aeroportuali
dove la concessione è data alla società di gestione, nella realtà torinese è data alla
Città di Torino.
Questo ci permette di dare una spiegazione al patto sociale, che pure è previsto nella
nostra proposta di deliberazione con un apposito emendamento, nel quale chiediamo
che chi acquisirà il 28%, frutto della nostra cessione, dovrà sostenere in assemblea il
fatto che avrà diritto ai 2 membri del Consiglio d'Amministrazione (che, oggi,
vengono espressi dalla Città di Torino), ma si dovrà impegnare - e anche noi lo
faremo ovviamente -, nello stesso modo e con efficacia fin da questo momento, a
sostenere che il Presidente dovrà essere della Città di Torino, oltre ad un Revisore.
In questo modo la Città di Torino avrà tutte le condizioni per poter esercitare
l'indirizzo ed il controllo rispetto al fatto che l'Aeroporto è sicuramente una società
ed è sicuramente un'azienda, ma è un'azienda ed è una struttura a disposizione ed al
servizio dell'insieme della comunità cittadina e degli operatori economici oggi
presenti (e anche di quelli che, possibilmente, prenderanno in considerazione l'idea
di investire nel nostro territorio).
A fronte di questo, la proposta di deliberazione ovviamente fa una scelta, che è
conseguente a tale impostazione: oggi, è già presente il socio privato e la cessione
della quota è riferita al fatto che sia basata essenzialmente sull'offerta economica.
Per questa ragione, le cose che dicevo prima hanno un senso, cioè l'indirizzo ed il
controllo che può esercitare il Presidente ed anche la possibilità di continuare a
svolgere questo tipo di funzione nei prossimi anni, in modo tale da garantire
certamente che sia gestita bene, ma anche per una valorizzazione territoriale, sia per i
cittadini, che per le attività economiche e, per fortuna (e non da ultimo, in questo
ultimo periodo), per il turismo.
Però, per questa ragione, qui è basato essenzialmente sull'offerta economica, sulla
sua solidità finanziaria e non deve essere necessariamente un socio industriale (può
essere largamente un socio finanziario, cioè con una caratteristica essenzialmente
finanziaria), al contrario di quanto avviene nell'altro caso, in cui invece andiamo alla
ricerca del socio industriale, di un equilibrio o persino di una maggioranza, in cui la
valutazione avviene sulle caratteristiche del socio industriale e sul suo piano di
investimenti.
Siccome, oggi, la composizione è composita, nel senso che abbiamo 3 soci pubblici e
più soci privati (di cui 3 con una certa rilevanza dal punto di vista della
partecipazione azionaria), l'altra scelta che si fa è di dare, come previsto dai patti
parasociali sottoscritti, del tempo ai nostri soci pubblici per poter acquisire la nostra
quota con un diritto di prelazione. Nei tempi previsti, il diritto di prelazione dà la
possibilità, ovviamente a parità di offerta, a chi è attualmente socio di acquisire il
socio medesimo; in second'ordine, consente di lasciare questa possibilità ai soci
privati e qui, sostanzialmente, sono stati riportati i tempi previsti dai patti parasociali:
60 giorni per i primi e 30 giorni per i soci privati.
Inoltre, nel momento in cui vengono a cadere l'insieme di queste situazioni,
sostanzialmente la quota va a chi propone un'offerta economica maggiore.
Con un emendamento, abbiamo previsto la possibilità per i soci pubblici
(ovviamente, con lettera irrevocabile) di utilizzare, se lo intendono, la nostra gara -
ovviamente, se è condivisa - e di darci il mandato per vendere la loro quota,
ovviamente alle condizioni previste dalla nostra proposta di deliberazione e
approfittando del fatto che ne possono beneficiare senza dover fare un'altra
operazione. Questa è la sostanza degli obiettivi, del merito e di come può essere
gestita questa situazione.
Ovviamente, i tempi sono legati al fatto che, dovendo rispettare l'insieme del patto e
dovendo lasciare un tempo anche successivo, abbiamo e, in particolare, ho chiesto
(anche a fronte di richieste diverse) di portare in Aula questo provvedimento e che la
decisione venisse assunta al più presto, in modo tale da poter svolgere il tutto con i
tempi necessari e permettendo a chi è interessato di poter fare le valutazioni, perché
l'oggetto di cui parliamo è importante, significativo ed anche impegnativo, sia dal
punto di vista della gestione, che dal punto di vista delle risorse che è necessario
mettere.
Oggi, mettiamo in vendita una delle migliori e principali aziende, si potrebbe definire
un gioiello delle nostre partecipazioni, e speriamo che venga presa in considerazione
da tutti gli investitori, perché, come sempre, fare investimenti in un territorio
significa riconoscere a quel territorio una condizione di partenza di condizioni per
poter svolgere quel tipo di attività e serietà (con cui, sostanzialmente, poi devi
collaborare), ma soprattutto l'investimento rappresenta sempre una scommessa per il
futuro e sappiamo che ne abbiamo bisogno (non solo l'Europa, non solo il nostro
Paese, ma anche il nostro territorio).
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