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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Maggio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2012-02294
"AMIANTO KILLER" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 8 MAGGIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n.
mecc. 201202294/002, presentata in data 8 maggio 2012, avente per oggetto:
\"Amianto killer\"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Gallo.

GALLO Stefano (Assessore)
L'interpellanza proposta chiedeva informazioni relativamente ad un presupposto
pericolo di amianto negli uffici di Corso Ferrucci, da quanto tempo esiste questo
presupposto pericolo, se vi è una connessione tra la presenza di amianto riscontrata e le
gravi malattie tumorali e se sono stati eseguiti i lavori per mettere in sicurezza
l'immobile.
La Città ha avviato, dal 1997, una sistematica attività di ricognizione del proprio
patrimonio immobiliare (in particolare, quello destinato a sede di luoghi di lavoro,
quindi scuole, uffici e impianti sportivi), vertente ad accertare l'esistenza di manufatti
contenenti amianto, con la precisa finalità di tutelare la sicurezza di dipendenti e utenti.
Tale attività di censimento, che si è tradotta nell'istituzione di uno specifico strumento
definito "Catasto Amianto degli Immobili Comunali", è stata ed è tuttora elemento
cardine sulla quale si basa la definizione delle priorità degli interventi di bonifica degli
immobili comunali con presenza di amianto, che tiene conto degli esiti del monitoraggio
di controllo periodico dei manufatti e degli edifici, attuato in osservanza alle norme
tecniche di settore e, in particolare, al Decreto Ministeriale 6 settembre 1994.
Da quanto sopra, si precisa che, in modo preliminare alla risposta, non sussistono
situazioni di pericolo rispetto alla qualità dell'aria presente negli edifici comunali,
utilizzati quali sede di luogo di lavoro municipali e presso i quali è stata accertata la
presenza di manufatti in amianto, avendo precisi riscontri analitici, determinati da
laboratori specializzati, incaricati negli anni dalla Città, che attestano che i valori delle
fibre aerodisperse sono abbondantemente inferiori ai limiti indicati dal punto n. 4 del
Decreto di cui sopra.
Per i suddetti edifici, quindi, si attesta il rispetto alla normativa in materia, in particolare
l'esecuzione del monitoraggio e il controllo periodico, che rassicurano, ovviamente, in
conseguenza, anche circa il loro utilizzo in sicurezza.
Il secondo aspetto che si ritiene opportuno rilevare è che, sebbene la normativa di
Settore non imponga la rimozione indiscriminata di tutti i materiali contenenti amianto,
rimandando, invece, all'esito del monitoraggio periodico di cui sopra, sul reale livello di
pericolosità di questi manufatti, in termini di rilascio di fibra negli ambienti di vita, la
Città ha inteso, comunque, intraprendere la strada più cautelativa ed è orientata alla
progressiva rimozione e smaltimento dei manufatti contenenti amianto, pianificandone
gli interventi, secondo i livelli ragionevoli di priorità determinati dalla reale condizione
di rischio che i manufatti in amianto possono determinare.
Il terzo ed ultimo aspetto di rilievo che si vuole sottolineare, per inquadrare il problema
è che gli ambiti di intervento diretto della Città si riferiscono ai manufatti edilizi
contenenti amianto; sono esclusi gli impianti, la cui competenza, anche sotto il profilo
della normalizzazione e adeguamento alle norme di sicurezza, compresa la bonifica
dell'amianto, rientra negli ambiti dei rapporti convenzionali con IRIDE Servizi.
Alla luce di queste preliminari precisazioni, quindi, si può iniziare a rispondere al primo
dei tre punti, ossia "da quanto tempo esiste un pericolo amianto in quegli edifici".
Premesso che le installazioni di cui trattasi costituiscono parti di un impianto termico
ormai dismesso e che le stesse sono ubicate in locali tecnici, non accessibili né a
dipendenti né a utenti, si conferma che le analisi ambientali periodiche condotte
sull'edificio escludono che esse costituiscano situazione di pericolo per gli occupanti.
Certamente, il cattivo stato conservativo e la particolarità di taluni manufatti imporrà
l'adozione di una serie di cautele per le operazioni di bonifica che dovranno comunque
essere individuate e attuate specificatamente, oltre che da Iride Servizi che ne ha
competenza, anche previa approvazione di un apposito piano di lavoro presso il
competente Servizio Spresal dell'ASL To1.
Questi interventi sono già stati sollecitati a Iride Servizi che ne prevede l'esecuzione
nell'ambito della propria pianificazione, anche di tipo economico.
Nel frattempo, la Città prosegue con l'attività di monitoraggio visivo e strumentale
dell'intero edificio, al fine di verificare - come dicevo prima - periodicamente la
sussistenza di tutte le condizioni di sicurezza per gli utenti e per gli occupanti.
Si ritiene opportuno, inoltre, rilevare che la Città ha svolto una condotta corretta sulla
questione (in particolare, del datore di lavoro dei dipendenti municipali che lavorano
presso lo stabile e degli utenti che lo frequentano), anche sotto il profilo delle norme in
materia di igiene e sicurezza sul lavoro, che discendono dall'applicazione del Decreto
Legislativo n. 81/2008.
Nello specifico, la richiesta di intervento sugli impianti e relativi solleciti che abbiamo
fatto, come Amministrazione competente, a IRIDE Servizi, costituiscono
l'adempimento di cui all'articolo 18 comma 3 del Decreto Legislativo, residuando gli
obblighi in capo alla Città di verificare il permanere delle condizioni di sicurezza.
Ovviamente, quest'ultimo aspetto, come detto prima, è puntualmente effettuato per
l'edificio di Corso Ferrucci n. 122 e verrà posto in atto fino ad eventuale bonifica da
parte di IRIDE Servizi.
Riguardo, invece, al secondo punto contenuto nell'interpellanza, non si hanno elementi
e competenze per formulare una risposta compiuta, anche perché questi ultimi
riguardano ambiti specifici di indagine o accertamenti di carattere epidemiologico, che,
per norma, sono di competenza dell'Ufficio di Medicina Legale delle Aziende Sanitarie.
Quindi, per quanto riguarda la domanda se vi sia una connessione tra la presenza di
amianto riscontrata e le gravi malattie tumorali contratte dagli impiegati, corre l'obbligo
soltanto di precisare che, al di là del parametro numerico risultante dagli articoli vari
pubblicati dai mezzi stampa, i lavoratori della sede di Corso Ferrucci n. 122 non sono
lavoratori esposti ai rischi della lavorazione dell'amianto, ma soggetti per i quali si
presuppone un eventuale nesso di causalità tra la permanenza nell'edificio e
l'insorgenza di patologie tumorali, peraltro non direttamente correlata a un'esposizione
professionale alla fibra di asbesto, che ha precise e diverse connotazioni.
Si tenga anche conto che questa latenza della patologia di cui trattasi, in letteratura,
viene determinata in circa trent'anni e deve far riflettere anche circa la diretta
correlazione tra i casi di tumore indicati dalla stampa e la reale esposizione alla fibra dei
soggetti che hanno lavorato presso l'edificio, anche alla luce del fatto che la dismissione
degli impianti, e il loro conseguente stato conservativo, è certamente degradato in
epoche molto più recenti, che sembrano non sovrapponibili con i decessi argomentati.
Per quanto sopra, quindi, si ritiene di aver messo in luce - ovviamente questo è un
parere degli Uffici - tutte le necessarie cautele per gli occupanti e i dipendenti, con
scrupolosa osservanza di quanto previsto dalle norme e in assenza di particolari
indicazioni o prescrizioni da parte del medico competente divisionale.
Riguardo all'ultimo punto, cioè se sono stati eseguiti lavori per mettere in sicurezza
l'immobile, si ribadisce che questi sono lavori che riguardano interventi su componenti
impiantistiche di Iride, alla quale, comunque, in passato e anche di recente, abbiamo più
volte sollecitato l'intervento e quindi si rimanda a tutte le iniziative che risultano essere
già anche recentemente state intraprese dalla Direzione Ambiente, Sviluppo, Territorio e
Lavoro, che gestisce i rapporti convenzionali con la società Iride Servizi.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio l'Assessore per la risposta puntuale, anche se voglio rilevare qualche motivo
di insoddisfazione, nella misura in cui, come correttamente ricordava - non essendo né
io né l'Assessore tecnici del settore -, le patologie che hanno potuto causare la morte di
questi dipendenti sono degenerative nel lungo periodo.
Credo, però, sarebbe opportuno approfondire in Commissione con gli Uffici questo
punto, insieme all'eccezione mossa nella risposta, secondo cui l'impianto non sia in
utilizzo da tanto tempo per capire da quanto tempo non lo si utilizzi.
Quell'impianto, oggettivamente (secondo la perizia, in possesso anche della Divisione
Sport che ha la responsabilità di quell'immobile), rileva, comunque, la presenza di
elementi di pericolo, in quanto fibre in stato di friabilità e cattivo stato manutentivo in
un impianto è normale che siano motivo di preoccupazione.
Per questo motivo chiedo ancora un approfondimento in Commissione.
Innanzitutto, perché, dando atto all'Assessorato che già nel novembre 2011 ha attivato
tutte le procedure necessarie per mettere in sicurezza, possa essere uno stimolo a
continuare ad osservare dal Consiglio questa vicenda, magari anche tenendo un occhio
sulla velocità dei lavori, soprattutto da parte di IRIDE.
Vorrei, inoltre, ricordare, senza polemica che a livello mediatico il problema è stato
sollevato già nel 2009 e allora la Giunta - non c'era l'Assessore Gallo - rispose che era
tutto sotto controllo; il fatto che nel 2011 un rapporto tecnico, invece, evidenzi dei
problemi che richiedono addirittura un'immediata bonifica, credo sia meritevole di un
successivo approfondimento che richiedo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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