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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202268/002, presentata in data 7 maggio 2012, avente per oggetto: "Apertura obbligatoria degli esercizi pubblici nel periodo estivo dopo le liberalizzazioni disposte dal Governo centrale?" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) La programmazione dell'apertura obbligatoria degli esercizi pubblici nel periodo estivo è prevista dalla Legge Regionale n. 38/2006, che, all'articolo n. 17, recita che il Comune, al fine di assicurare all'utenza, specialmente nei mesi estivi, dei livelli di servizi idonei, può definire, previo concorso con le Associazioni di Categoria, dei programmi di apertura per turno. Questa disposizione ha, quindi, lo scopo di assicurare al territorio ed ai consumatori il servizio offerto dalle attività di ristorazione e di somministrazione di alimenti e bevande. Ogni anno la Città di Torino adotta i provvedimenti necessari a tal fine. Questi provvedimenti riguardano anche le attività di vendita dei prodotti alimentari e i distributori di carburante. Ogni anno, i mezzi di stampa danno un riscontro di questa attività e di questa collaborazione che sussiste tra le Associazioni di Categoria, la Città di Torino e gli esercenti. Nel corso degli anni, la programmazione delle aperture obbligatorie ha subito diversi cambiamenti, sia in funzione delle diverse esigenze dei consumatori, quindi anche del cambio di abitudine dei consumatori stessi e dei loro turni vacanze, sia delle esigenze del territorio che degli esercenti. La prima forma di programmazione che venne attuata prevedeva che gli esercenti dovessero garantire ogni anno l'apertura obbligatoria nel mese di luglio o nel mese di agosto. Questo sistema, però, nel 2007 è stato modificato, prevedendo l'obbligo di apertura nelle sole settimane centrali, sulla base di una turnazione triennale. Quindi, gli esercizi sono tenuti a garantire, una volta ciascuno, ogni tre anni, l'apertura della propria attività nelle due settimane centrali del mese di agosto, che sono, ovviamente, quelle più critiche. Nel 2011, è stata sperimentata una programmazione basata sull'adesione volontaria degli esercenti. Il riscontro è stato estremamente positivo, atteso che sia il territorio che i consumatori hanno beneficiato di un livello di servizio adeguato alle esigenze del periodo. Anche per il 2012 intendiamo proporre la stessa forma di programmazione. Abbiamo tenuto, nei giorni scorsi, in Assessorato, un incontro con le Associazioni di Categoria sia degli operatori commerciali sia dei gestori degli impianti di distribuzione di carburante. In riferimento, invece, ai pubblici esercizi, quindi alla deliberazione del 2011 che viene citata nell'interpellanza, la turnazione dell'apertura obbligatoria nelle due settimane centrali del mese di agosto è stata programmata solamente per la zona turistica, proprio per garantire il servizio in un ambito che è molto frequentato. Stiamo parlando qui di pubblici esercizi e quindi non di attività di vendita o di somministrazione, né degli impianti di distribuzione di carburante. Questa programmazione esplica i suoi effetti anche per quest'anno e non è assolutamente - per fortuna, aggiungo io - in contrasto con le disposizioni sulle liberalizzazioni introdotte dal Decreto Monti, perché questa normativa vieta di introdurre dei limiti agli orari di apertura degli esercizi commerciali e degli esercizi pubblici. Conseguentemente, sul territorio, tutti gli operatori potrebbero aprire ventiquattr'ore su ventiquattro e sette giorni su sette. La programmazione dell'apertura obbligatoria nel periodo estivo non è in contrasto, perché non si traduce in un limite degli orari di apertura, ma, all'opposto, chiede agli esercenti, agli operatori, di garantire l'apertura nelle due settimane centrali del mese di agosto. Quindi, confermiamo che per il 2012 la programmazione delle aperture obbligatorie per le attività di somministrazione di alimenti e bevande, nelle due settimane centrali del mese di agosto, sarà effettuata nella sola zona turistica. Nei prossimi giorni, invece, come ogni anno, programmeremo un incontro con le Associazioni di Categoria per verificare, eventualmente, quali altre criticità si siano verificate. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ringrazio l'Assessore per la risposta. Assessore, penso che lei si ricordi quanto, anche nella precedente tornata amministrativa, questo tema mi stesse a cuore. Non è mia abitudine presentare interpellanze lunghe cinque pagine e non è mia abitudine sollecitare l'Amministrazione su casi che io reputo assolutamente gravi. La pregherei di prendere veramente in seria considerazione questa interpellanza e le spiego per quale ragione. Lei cita la Legge Regionale n. 38/2006; Legge Regionale che, però, sappiamo benissimo che viene, poi, prevaricata da una Legge Statale. Infatti, nella deliberazione viene richiamato l'articolo n. 20 della Legge Regionale n. 38/2006, il quale, tra l'altro, demanda ogni applicazione alla successiva Legge Statale; lo dice la Legge Regionale all'articolo n. 20. Vado a leggere, in quanto la Legge Regionale del 2006 cita proprio contestualmente: "Qualsiasi modificazione può avvenire solo a livello statale". A livello statale, la legge sulle liberalizzazioni, in particolare l'articolo 1, comma 2 e 4 (come l'Assessore continua a sollecitare con le due deliberazioni; infatti ci sono state due deliberazioni dell'ex Assessore Altamura nella precedente tornata amministrativa), sanziona chi, nei tre anni, non tiene aperto a cavallo di Ferragosto per un anno su tre. Quindi, coloro che non si sono adeguati nei precedenti due anni sono obbligati, quest'anno, a tenere aperto a cavallo di Ferragosto. Questo è un obbligo, quindi va contro le disposizioni sulle liberalizzazioni, perché l'Assessore non obbliga un orario di apertura o chiusura, obbliga dei giorni di obbligata apertura. Quindi è per questo che va in contrasto. Chiedo all'Assessore di leggere con attenzione questa interpellanza in tutti i suoi dettagli, perché vengono riportate delle norme, ad esempio la Circolare Regionale del 7 marzo 2012, in cui viene ribadito che: "L'individuazione di disposizioni di limitazione necessitano sempre di rigorosa motivazione in merito all'interesse pubblico perseguito". Quindi invito l'Assessore, se vuole mantenere questa posizione - parlo in particolare dei ristoratori - di obbligare l'apertura nelle settimane a cavallo di Ferragosto e di riformulare un'eventuale deliberazione in cui vengono citate tutte le leggi successive che ci sono state in questi ultimi due anni. In particolare di citare il Decreto sulle liberalizzazioni, perché la deliberazione vecchia (parlo della deliberazione del 9 marzo 2010, poi integrata e modificata il 12 aprile 2011), così com'è impostata non può essere accettabile, per i motivi che le posso descrivere. Le uniche restrizioni previste, 24 gennaio 2012, Decreto Legge n. 1 articolo 1 comma 2, dice: "Per motivi imperativi di interesse generale, tutela della salute, dell'ambiente, della sicurezza, del patrimonio, dell'ordine pubblico, di necessità, promozionalità e non discriminazione". Cito solo alcune delle poche righe di questa interpellanza. Chiedo all'Assessore di analizzarla nello specifico, perché intanto segnalo il fatto che diversi ristoratori stanno portando avanti, tra loro, una campagna contro questa deliberazione, perché coloro che devono tenere obbligatoriamente aperto durante il periodo estivo il loro esercizio, hanno un costo che l'Amministrazione non tiene in considerazione. Quindi tutti coloro che non si sono adeguati precedentemente a questa deliberazione, vengono obbligati quest'anno e vengono sanzionati se non aprono in quei determinati giorni festivi. Quindi chiedo all'Assessore o una nuova deliberazione per esplicitare con quali normative l'Amministrazione possa entrare in contrasto, o meno, con il Decreto sulle liberalizzazioni; oppure capire perché l'Assessore lo possa fare effettivamente. La risposta di oggi a me non dà alcuna soddisfazione, perché non capisco in quale maniera l'Assessore, dopo queste righe che ho citato, possa applicare nuovamente una deliberazione vecchia, che ha avuto addirittura delle riformulazioni con alcune Leggi Regionali e Statali. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Sarà una replica breve, innanzitutto perché l'interpellanza del Consigliere Scanderebech è stata letta con molta attenzione. In un primo momento, l'avevo reputata un'interpellanza pessimista, nel senso che sia io che il Consigliere Scanderebech partivamo dalla stessa esigenza di tutelare, e forse si temeva che il Decreto Monti potesse andare in senso contrario. In realtà, dalla replica del Consigliere Scanderebech, capisco ora che l'intento del Consigliere è quello di togliere l'obbligo di apertura obbligatoria. Qui divergiamo nella tutela degli interessi da perseguire. L'ho già detto prima, e lo ripeto, il Consigliere, probabilmente, quando parla della Legge Regionale n. 38, richiama l'articolo 20, mentre io richiamo l'articolo 17 comma 3. Però la programmazione non è in contrasto con le disposizioni del Decreto Monti, perché non si traduce in un limite agli orari di apertura. All'opposto, chiede agli esercenti di garantire un servizio. D'altra parte, non si traduce neanche in un limite agli interessi generali del libero esercizio della concorrenza e del diritto di impresa, che sono gli stessi interessi generali che il Decreto Monti vuole tutelare. Quindi potrei dire, esagerando un po', che la deliberazione della precedente Amministrazione in un certo senso precorre la difesa di quegli interessi generali che il Decreto Monti ha inteso tutelare. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |