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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202132/002, presentata in data 30 aprile 2012, avente per oggetto: "Salone del Libro: per molti, ma non per Beppe Grillo" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Ovviamente, rispetto a questa vicenda, non posso che ricordare alcuni elementi oggettivi e, poi, dare una risposta di merito. Gli elementi oggettivi sono quelli che credo voi tutti conosciate, cioè noi siamo tra i soci fondatori della Fondazione del Libro, che è la Fondazione che, tra l'altro, gestisce anche il Salone Internazionale del Libro. È chiaro che l'indirizzo che ha sempre caratterizzato il nostro tipo di atteggiamento rispetto alla Fondazione, ma anche e soprattutto all'importante iniziativa del Salone del Libro, si è sempre richiamato ad un indirizzo di fondo per cercare di realizzare, nell'ambito del programma del Salone, una grande manifestazione che non ponga assolutamente limiti all'espressione di tutte le forme di carattere letterario, di partecipazione, eccetera, non solo, in questo caso, nei confronti delle case editrici, ma anche dell'importante carnet di ospiti, scrittori ed intellettuali che, da anni, arricchiscono il Salone Internazionale del Libro. Credo che non sia un caso che, da questo punto di vista, persino nella conferenza stampa finale si sia rimarcato - in particolare, ricordo l'intervento dell'Assessore Coppola - il successo che è riuscito ad ottenere anche quest'anno il Salone, nonostante un periodo caratterizzato da una crisi economica profonda; a questo proposito, ricordo che l'edizione di quest'anno del Salone ha registrato un incremento considerevole di visitatori, un incremento di incassi ed un buon andamento delle vendite dei libri, direi quasi in controtendenza con il quadro generale. Buona parte di questo successo si deve proprio alla capacità che il Salone Internazionale del Libro riesce a mettere in campo, non solo per la presenza sempre più massiccia e diffusa di editori del mondo dei libri (che, sempre di più, vedono in quest'appuntamento il principale avvenimento del loro settore nel nostro Paese), ma anche grazie al fatto che durante le 5 giornate del Salone Internazionale si tengono più di 120-130 incontri con esponenti dei vari aspetti della cultura, della politica, dell'informazione, eccetera, che rendono molto partecipato questo Salone, soprattutto nella parte relativa agli incontri con questi ospiti d'onore. Da questo punto di vista, non mi risulta che vi siano state preclusioni di sorta; buona parte degli ospiti che vengono al Salone, di fatto, sono richiesti da parte delle case editrici - com'è ovvio che sia - e buona parte degli incontri sono legati alla presentazione di libri ed a suggestioni legate alla presentazione di prodotti librari. Per quanto ci riguarda, in questa sede credo di poter ribadire che, da questo punto di vista, pensiamo sempre che il Salone Internazionale del Libro debba essere disponibile ad ogni tipo di intervento e ad ogni tipo di partecipazione; ovviamente, sarà poi il pubblico con la sua partecipazione ed, evidentemente, anche con il successo del libro in questione a determinare gli apporti dei singoli. Rispetto alla questione di merito, il Direttore editoriale del Salone del Libro, Ferrero, mi ha confermato che, da parte sua, non c'è stata alcuna preclusione né alcun tipo di intervento diretto volto o a favorire o a negare la partecipazione, in particolare, di Grillo a questa manifestazione. Anzi, da un certo punto di vista, proprio nella logica di cui stavo parlando, ci avrebbe fatto piacere se Grillo avesse ritenuto liberamente di partecipare a questa importante sessione della nostra fiera. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Non volevo entrare nel merito del successo del Salone del Libro, anzi colgo l'occasione per fare i complimenti, perché effettivamente è stata un'ottima manifestazione. A noi risulta un po' un'altra storia rispetto all'evento di Beppe Grillo, cioè che, in realtà, la casa editrice avesse organizzato, a chiare lettere, una presentazione al pubblico del libro "Siamo in guerra" e che, di fatto, questo evento, in qualche modo, non fosse stato riconosciuto dal direttore del Salone del Libro. A questo, poi, sono susseguite delle dichiarazioni che sono state fatte su La Stampa, che adesso rileggo - le abbiamo anche riportate nell'interpellanza -, cioè il direttore ha dichiarato: "Siamo per il confronto libero e rispettoso. Mi piacerebbe che Grillo parlasse di cose concrete, abbandonando l'insulto e l'invettiva, che non ci appartengono". A seguito di questo - in qualche modo, ovviamente, è andato ad esprimere un giudizio in merito ad un soggetto che voleva andare a presentare un libro -, Grillo ha deciso di non presentarsi. Non so se questo sia già accaduto in passato. Innanzitutto, sarebbe interessante capire se le dichiarazioni fatte da Ernesto Ferrero rappresentino, in qualche modo, anche l'opinione dell'Amministrazione, quindi, capire se effettivamente si pensi questo, e poi se sia corretto - io non lo ritengo corretto - che un direttore di un evento così importante esprima su La Stampa, in modo così netto, una valutazione su un soggetto che, come tanti altri, era disposto a presentare il suo libro presso un evento così importante. Posso interpretare che le preoccupazioni emerse da questa dichiarazione possano essere riconducibili - così sono state interpretate anche dai giornali - alla paura di qualche sorta di polemica, di toni caldi, accesi. Vorrei ricordare che cos'è successo con la presentazione del libro "Tav Sì" dell'Onorevole Esposito. Quindi, l'interpellanza voleva, in qualche modo, andare a capire quali sono stati gli accadimenti; se si giudica corretto che l'Amministrazione esprima un giudizio rispetto a un soggetto che, in qualche modo, vuole essere presente al Salone del Libro e se si possa evitare, per il futuro, che questi accadimenti avvengano di nuovo. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Non mi rimane altro che ribadire quello che ho cercato di dire prima. Io ritengo - per parte, ovviamente, della nostra responsabilità, in quanto soci fondatori della Fondazione - che il Salone del Libro non debba essere precluso a nessuna iniziativa, ovviamente attinente al tema del libro e della letteratura. Per quanto riguarda questa vicenda - ripeto -, io ho parlato con il dottor Ferrero, il quale mi ha assicurato che, da parte sua, non c'è stata alcuna proibizione o consenso all'iniziativa di presentazione del libro. Per quanto riguarda la frase da lui riportata, credo sia, ovviamente, un giudizio di carattere personale, che, però, dal mio punto di vista e rispetto, diciamo, alla terzietà che deve avere un direttore editoriale di un Salone, dice delle cose anche molto giuste, perché, se prendiamo letteralmente la frase: "Siamo per il confronto libero e rispettoso", credo che questo debba essere l'elemento di garanzia a cui mi riferivo prima, e la frase: "Mi piacerebbe che Grillo parlasse di cose concrete", credo si possa riferire a Grillo come a chiunque partecipi ad un qualunque dibattito nell'ambito di quelle manifestazioni. Dopodiché, qui c'è un giudizio che lascio esclusivamente al Direttore editoriale, cioè questo richiamo ad abbandonare l'insulto e l'invettiva che, ovviamente, non appartengono - anche in questo caso mi sento di sottoscriverlo - al desiderio che il Salone Internazionale del Libro, con tutti gli interpreti, i collaboratori e gli attori presenti, sia uno dei momenti, come di fatto dovrebbe essere l'apporto della letteratura e del libro, in cui si possa democraticamente, senza prescindere da un codice di comportamento, effettuare uno scambio, ovviamente anche di diverse vedute e di diverse opinioni. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Vorrei solo precisare che io ritengo grave - ma questa è una mia opinione - che un direttore di un Salone del Libro, che dovrebbe essere, a mio avviso, imparziale, esca con certe dichiarazioni solo su alcuni soggetti. Al di là della correttezza o meno di quello che ho scritto, a mio avviso, certe dichiarazioni di questo genere, vista la figura, non andrebbero fatte. Questo era il mio messaggio. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |