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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202243/002, presentata in data 7 maggio 2012, avente per oggetto: \"Roma ruba il cinema a Torino\" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Questa vicenda è stata molto seguita anche dai giornali e dai mass media, vista la rilevanza del tema. Purtroppo, abbiamo saputo indirettamente che il nuovo direttore del Festival del Cinema di Roma, il dottor Müller, nel proporre il progetto relativo alla Festa del Cinema di Roma (di cui doveva diventare, in allora, il direttore responsabile), nell'ambito del Consiglio d'Amministrazione ha presentato un progetto che, tra le altre cose, poneva il problema di un riposizionamento della data del Festival del Cinema di Roma (che, normalmente, si teneva nel mese di ottobre), ritenendo che fosse necessario, ai fini di un rilancio di questa manifestazione, un posizionamento a cavallo del mese di novembre e, praticamente, con una sola settimana di distanza tra la chiusura del periodo da lui proposto e l'apertura, invece, del nostro Torino Film Festival. Ovviamente, fin dall'inizio abbiamo tentato di sollevare un tema relativo all'inopportunità di questa decisione sotto due profili: il primo, di carattere istituzionale e di correttezza; quando parliamo di grandi festival, sostanzialmente si fa riferimento al Festival del Cinema di Venezia, al Festival di Roma ed anche al nostro Torino Film Festival, oltre che ad importanti manifestazioni che si tengono in altre città italiane, per cui sarebbe importante che, dal punto di vista istituzionale, si avvertisse la necessità, ove si voglia modificare il periodo, di concordare preventivamente un calendario con le altre città e con gli altri festival. In questo caso, non solo questo non è avvenuto, ma devo dire - come ho avuto modo di dichiarare anche pubblicamente - che l'atteggiamento assunto dal dottor Müller e, poi - ahinoi -, codificato anche dal Consiglio d'Amministrazione ha posto la Città di Torino davanti ad un fatto compiuto, a mio avviso con un atto di assoluta arroganza dal punto di vista istituzionale. La seconda valutazione che vorrei fare è che questo non fa bene al cinema italiano, perché innesca una sorta di meccanismo di concorrenza tra queste manifestazioni. Dal punto di vista del successo di pubblico, parliamo - se vogliamo - anche di un problema relativo, così come sono convinto che comunque, anche dal punto di vista dell'esposizione mediatica, questa contiguità - ahinoi - non solleverà eccessivi problemi. Quello che resta criticabile, soprattutto nei rapporti con le grandi case di distribuzione e con le grandi case cinematografiche, è che è ovvio che avere nello stesso mese due grandi manifestazioni cinematografiche è un fatto non trascurabile e, a mio avviso, è anche un fatto che, come cercavo di dire in premessa, rappresenta un disvalore per l'intero cinema italiano. Infatti, non era un caso che i periodi di attribuzione di questi 3 importanti festival fossero stati definiti, da tempo, con settembre ad appannaggio del Festival del Cinema di Venezia, con ottobre ad appannaggio del Festival del Cinema di Roma e, classicamente, con novembre ad appannaggio del nostro Torino Film Festival. Abbiamo tentato in tutti i modi (anche accompagnati da un'assoluta uniformità di presa di posizione di tutti i livelli istituzionali, quindi Regione, Provincia e Comune) di sostenere, in qualche maniera, l'esigenza che vi fosse un maggiore distacco temporale tra il Festival del Cinema di Roma e quello di Torino. Purtroppo, esigenze di calendario - come avrete letto, perché così è stato sostanzialmente indicato anche nelle dichiarazioni pubbliche - ormai incorreggibili hanno determinato l'impossibilità di prevedere un periodo diverso per il Festival del Cinema di Roma. Ovviamente, questo ha determinato un giusto - credo - rammarico dal punto di vista istituzionale. Però, riteniamo che questo gesto - che io definisco come un gesto di arroganza - non possa far venire meno o far modificare le date del nostro Festival, che, come sapete, sono state comunicate da tempo ed è impossibile immaginare che, a valle di così poco tempo (da qui al momento del Festival), si possa correggere la nostra data. Siamo, quindi, costretti a mantenere la data che avevamo già individuato da tempo e siamo costretti anche a subire questo tipo di decisione, che, con tutte le forze, abbiamo cercato di definire nei termini che ricordavo poc'anzi. Ciò non toglie che, soprattutto a livello anche di Istituzioni unitamente alla direzione del Festival (quindi, a Gianni Amelio, che quest'anno concluderà il suo rapporto con il Festival del Cinema, avendo raggiunto il terzo mandato, che, peraltro, coincide con la trentesima edizione di questo importante festival cinematografico), abbiamo già iniziato a lavorare insieme - Regione, Comune, Provincia e responsabili del Festival - per cercare di caratterizzare in maniera significativa la vita, l'essenza ed il significato profondo di questo Festival, che continua ad essere particolarmente importante. Da questo punto di vista, sono alle viste anche dei Tavoli di lavoro congiunti, perché il Festival possa, anche proprio grazie a questa inopinata decisione, avere una trentesima edizione di particolare valore e significato. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore della risposta e mi sento di condividere pienamente il suo intervento. Certamente dispiace, come ha detto l'Assessore, per quelli che saranno gli impatti, non solo su Torino, ma sul mondo del cinema in generale. Ovviamente, esprimiamo preoccupazione per quel che sarà il successo eventuale dell'evento, perché è oggettivamente impensabile che l'accavallarsi di queste 2 date, in qualche modo, non abbia delle ricadute sulla programmazione del Festival di Torino. Spero di sbagliarmi, ma, da quanto ho letto sui giornali, anche per la differenza dei budget è evidente che Roma avrà più facilità ad organizzare il suo Festival rispetto al nostro. A mio avviso, quella che emerge è, di fatto, un po' una debolezza evidente. Non si tratta di mancanza di volontà da parte delle Amministrazioni (Comune, Provincia e Regione), che, come ha detto l'Assessore, hanno lavorato insieme, però è evidente che c'è stata una qualche forma di debolezza che, in qualche modo, ha dato priorità alle prerogative di Roma. Sinceramente, quando ho letto la lettera del Sindaco, mi aspettavo che ci sarebbe stata una risposta, proprio anche per quello che rappresenta il Sindaco e la sua storia politica; ritenevo che avrebbe avuto più influenza, ma così non è stato e ne prendo atto. Ovviamente, le mie preoccupazioni, al di là di questo Festival, sono anche per il futuro: come possiamo evitare che queste situazioni possano ripetersi? Mi rendo conto che, ormai, è impensabile spostare le date di questo Festival, però ritengo che in una situazione del genere si possa definire un atto di arroganza inspiegabile, visto che, tra l'altro, da quello che ho letto sui giornali, c'era stato un accordo e c'erano state delle nette prese di posizione da parte di Roma. Di conseguenza, anche io lo ritengo un atto fortemente arrogante e, per il futuro, mi chiedo come si potrà evitare che una situazione del genere si ripeta. Non so se l'Assessore sa già come muoversi in tal senso, certo è che vedremo come andrà questo Festival e, in qualche modo, bisognerà evitare che una situazione del genere possa riaccadere. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |