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PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202418/002, presentata in data 14 maggio 2012, avente per oggetto: "Discriminazioni nell'accesso ai soggiorni estivi per persone con handicap intellettivo" PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Vorrei partire dalla genesi, che è stata già più volte rappresentata anche all'interno della IV Commissione, su quelle che sono le criticità rappresentate dalla sostanziale riduzione di risorse nel comparto della Divisione dei servizi sociali, socio-sanitari e socio-assistenziali, che è ormai - credo - nota e deriva, sostanzialmente, sia dalla riduzione dei fondi nazionali che di quelli regionali, con una differenza per l'anno in corso stimata in circa 15.000.000. Questo come premessa, perché è evidente che, in questa fase e, soprattutto, in assenza ancora di una definizione certa delle risorse regionali e del trasferimento dei fondi complessivi, si sono messe in atto una serie di azioni volte al contenimento della spesa, cercando di garantire, comunque, la continuità dei servizi e, soprattutto, nella fattispecie dei soggiorni estivi, di garantire in particolare un periodo di sollievo alle famiglie che hanno i figli che frequentano attività diurne e che, quindi, per una parte della giornata o della settimana, sono all'interno delle famiglie stesse. I soggiorni estivi sono inseriti, comunque, nei servizi residenziali siti in città. Il numero complessivo è passato dagli 850 del 2004 ai 987 del 2007, ai 1.166 del 2011, quindi con una crescita costante e percentualmente sono cresciuti, sia numericamente che economicamente, del 27%. La verifica delle intenzioni delle famiglie di partecipare ai soggiorni estivi è stata realizzata prima in modo informale, con modalità diversa, a seconda dei territori e dei centri e, successivamente, in modo standardizzato, peraltro questo è stato anche tema affrontato in Commissione, successivamente alla decisione assunta circa la durata. Le risorse disponibili hanno, in qualche modo - in considerazione anche della crescita costante, come dicevo, sia numerica che economica -, determinato la necessità di contenere i giorni di vacanza. Ci sono state, indubbiamente, delle criticità diverse a seconda delle Circoscrizioni. In particolare, la scelta della Circoscrizione 8 è stata quella di non destinare fondi a questi interventi. In una sede di Conferenza dei Presidenti sono state chieste dalla sottoscritta le motivazioni di questa scelta, che sono state riportate anche all'interno di una nota di Giunta da parte del Presidente della Circoscrizione 8: "La pesante stretta sull'ipotesi di Bilancio 2012 ci ha costretti a tagliare la disponibilità relativa alle nostre spese discrezionali di oltre il 40%. Con sofferenza, abbiamo analizzato le esigenze del nostro territorio e abbiamo deciso di concentrare le nostre magre risorse su alcuni capitoli, quali il sostegno alle scuole, l'assistenza agli anziani, alle famiglie in difficoltà e il contrasto del disagio giovanile". Poiché, comunque, come Assessorato, abbiamo chiesto, anche in prospettiva, ai Presidenti di evitare situazioni discriminatorie da Circoscrizione a Circoscrizione, si è anche cercato di suggerire la possibilità di appoggiarsi - visti i numeri estremamente contenuti di disabili che fruivano del servizio di soggiorno della Circoscrizione 8 - ad altre Circoscrizioni. Naturalmente, questo nell'ambito delle doverose autonomie delle Circoscrizioni stesse, anche in una prospettiva di un lavoro più integrato su questo tema, onde evitare situazioni di diversa accessibilità dei servizi da parte dei cittadini. L'impossibilità di ripristinare la durata dei 14 giorni, come dicevo, è legata a dei vincoli di risorse, peraltro non determinate da vincoli del Bilancio della Città, ma Bilanci di altri Enti che, in qualche modo, hanno ridotto gli stanziamenti che su questi capitoli andavano ad insistere. Credo, però, sia importante dire che la riduzione è avvenuta in considerazione della necessità di dare sollievo alle famiglie, passando da 14 a 10 giorni, mentre, invece, la riduzione a 5 giorni limitatamente alle strutture residenziali è avvenuta in considerazione anche del fatto che, precedentemente, per l'80%, ne usufruivano tra i 6 e gli 8 giorni. Quindi, diciamo che la riduzione in termini di giornate è stata omogenea e il più contenuta possibile, proprio per evitare e contenere al massimo il disagio. PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio, ovviamente, per la risposta. Questo è un tema che è stato discusso in maniera approfondita anche in IV Commissione. Il motivo dell'interpellanza, essenzialmente, era proprio quello di sollevare l'attenzione su questo specifico aspetto che costituisce una vera e propria discriminazione, cioè il fatto che, a seconda del tipo di struttura cui afferisce il malato e della Circoscrizione in cui si trova la struttura cui afferisce il malato, il trattamento è totalmente diverso. Per cui, in alcune Circoscrizioni si può avere accesso a questa che è una vacanza - e magari qualcuno, sentendo che il Comune paga delle vacanze, può anche porsi qualche domanda, ma, in realtà, è soprattutto un servizio di tregua per la famiglia che tutto l'anno gestisce un malato intellettivo grave e che ha veramente bisogno anche di pochi giorni per riuscire a tirare un po' il fiato e a trovare la forza di andare avanti -, ma non è ammissibile che, a seconda delle Circoscrizioni, alcuni possano usufruire di questo servizio, mentre, se si oltrepassa la riga e si va dall'altra parte della strada, non si può usufruirne. Capisco lo spirito del decentramento, cioè l'idea che si sia voluta rendere ogni Circoscrizione autonoma nel gestire come meglio crede il proprio Bilancio. Però, credo che ci sia un dovere da parte della Città di garantire l'accessibilità a quello che è comunque un diritto, attraverso la realizzazione di una forma di welfare di cui la Città si è spesso, giustamente, vantata negli anni. Bisogna riconoscere il fatto che la Città ha fornito quest'opportunità, il cui godimento non può dipendere semplicemente dal fatto che la persona risieda in un punto o in un altro della città. Tra l'altro, si verificano anche delle situazioni assurde, per cui magari in alcune Circoscrizioni i fondi non vengono spesi tutti, i posti non vengono utilizzati completamente, ma questi non sono accessibili dai cittadini che si trovano nella Circoscrizione a fianco, perché afferiscono all'altra. Forse bisognerebbe trovare il modo di riportare a livello centrale almeno la distribuzione dei fondi, perché la Circoscrizione non trova i fondi sull'albero, comunque i budget delle Circoscrizioni sono fondi comunali derivanti dalla fiscalità generale della Città di Torino. Per cui, l'autonomia del decentramento, che giustamente riconosciamo, alla fine non permette al contribuente di una parte di Torino di ricevere servizi diversi da quelli che riceve il contribuente di un'altra parte di Torino. Quindi forse bisognerebbe uniformare un po' questo budget, trovare il modo per cui questi soldi vengano gestiti a livello centrale, o comunque ci siano almeno delle forme di compensazione, almeno per l'accesso ai fondi non utilizzati, ai posti che restano liberi, o qualche altra soluzione, per cercare di garantire comunque la possibilità a tutti i malati che si trovano in queste condizioni - magari con meno giorni, se le risorse sono quelle che sono - di poter usufruire un minimo di questo servizio. PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per una replica, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Ne approfitto per precisare che queste, comunque, rientrano attualmente nel sistema di regole del decentramento. Quindi probabilmente a quel livello, eventualmente, occorre affrontare la questione. Come dicevo, da parte mia c'è stata una richiesta ai Presidenti di ragionare, evidentemente in modo preventivo, quindi credo si potrà fare il prossimo anno, per trovare delle soluzioni che vedano una omogeneità di intervento. Dal punto di vista, invece, delle persone seguite, come dicevo, l'attenzione è stata data dalla Divisione prioritariamente proprio alle famiglie che hanno figli inseriti in strutture semiresidenziali diurne. Tengo anche a precisare che, in molti casi, c'è una molteplicità di interventi, quindi si cerca, il più possibile, di garantire tutti i supporti necessari e creare minor disagio possibile. PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |