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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201202338/007, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 maggio 2012, avente per oggetto: \"Servizi Comunali per l'infanzia. Indirizzi per la riorganizzazione della gestione\" della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202681/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 24 maggio 2012, avente per oggetto: \"Collegata alla deliberazione mecc. 201202338/007: 'Servizi comunali per l'infanzia. Indirizzi per la riorganizzazione della gestione'\" della proposta di mozione n. mecc. 201202019/002, presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 23 aprile 2012, avente per oggetto: \"Sfiducia all'Assessore Maria Grazia Pellerino\" e della proposta di mozione n. mecc. 201201730/002, presentata dal Consigliere D'Amico in data 5 aprile 2012, avente per oggetto: \"Trasparente aggiudicazione della gestione di 15 asili nido\" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Ho chiesto la parola, perché altre volte io avevo chiesto la parola a conclusione; è stato sollecitato dal Consigliere Liardo che il Sindaco intervenisse, invece, in apertura e, siccome è una proposta di deliberazione importante, è giusto che il Sindaco si esprima in apertura, in modo tale che si possa tener conto delle sue valutazioni durante il dibattito. Io condivido, naturalmente, tutte le considerazioni che ha fatto l'Assessore Pellerino, che ringrazio per aver gestito un passaggio delicato della nostra vita amministrativa. Io, molto sinteticamente, voglio ricordare questi dati. Torino è una Città che ha sempre investito sull'infanzia, anzi, è stata considerata una Città tra quelle italiane che più si è caratterizzata per investire sull'infanzia e le cifre lo dimostrano. Ricordo che abbiamo una percentuale di 37 bambini su 100 che frequentano un asilo nido, la media nazionale è 11 e la media del Nord Italia è 17; che il 94% delle domande di iscrizione alla scuola materna è soddisfatto; che questa è la Città, fin dagli anni Sessanta, inizio Settanta, con il compianto Gianni Dolino e con Fiorenzo Alfieri, inaugurò l'esperienza della scuola a tempo pieno, generalizzata nella nostra città prima che in ogni altra città italiana. Di tutto questo si ritrova evidenza nel fatto che noi siamo una delle città italiane che ha il più alto numero di strutture per i Servizi Educativi in gestione diretta. Come è già stato ricordato, abbiamo 83 scuole materne, 54 asili nido e una ventina di strutture educative di supporto, come i laboratori ITER e altro, per un totale di circa 150 strutture che, salvo 5 asili nido, sono tutte in gestione diretta. Tradotto in impegno di personale, significa 1.600 dipendenti su un organico di poco più di 10.000. E questo già dà dimostrazione del rilievo che nella nostra Amministrazione ha questa attività. Ci siamo trovati di fronte a minori risorse finanziarie, che incidono anche su questo settore, e ad un blocco delle assunzioni, che non ci consentono di mantenere in gestione diretta la stessa quantità di servizi. Di fronte a una cosa di questo genere si hanno due possibilità. O si trae semplicemente la conseguenza che siccome ci sono meno risorse, meno personale, si chiudono dei servizi. Scelta che noi non abbiamo fatto e non vogliamo fare. Oppure, se si vuole mantenere la stessa qualità dei servizi, occorre riorganizzarne le modalità prerogative. Ed è esattamente questo il senso della scelta che viene fatta. Nove asili nido in concessione ci consentono di continuare a mantenere l'attuale offerta di servizio in ragione tale che ogni bambino che ha un posto in un asilo nido o in una scuola materna, il 1° settembre continui ad averlo. Sottolineo che 9 più 5 già in concessione, fa 14 strutture in concessione su 150. Già solo queste cifre destituiscono di fondamento qualsiasi idea che si voglia smantellare lo stato sociale o i servizi educativi, perché la quantità dei servizi che, in ogni caso, si mantiene in gestione diretta è quasi il 90% di quelli che vengono erogati. Come ha già detto l'Assessore Pellerino, ricordo che non solo in altre città italiane, che difficilmente possono essere accusate di non essere sensibili allo stato sociale, come Modena, Bologna o Reggio Emilia, già oggi c'è un rapporto molto più equilibrato tra servizi in concessione e servizi a gestione diretta rispetto a quello che ha la nostra città, ma a Torino, se si va all'altro fondamentale comparto di welfare, cioè i servizi socio-assistenziali, ci sono 527 strutture che prestano servizio di welfare, 498 delle quali sono in concessione. La stragrande maggioranza dei servizi che noi diamo per l'assistenza domiciliare agli anziani, l'assistenza ai disabili, alle persone deboli, tutto ciò che è il welfare di cura, è in concessione, con prestazioni di qualità. Invito, come faccio spesso io, a visitare per esempio i nostri centri disabili in concessione per verificare la qualità di quei servizi. Mi ha molto colpito, in una di queste visite, che un genitore abbia detto: "Ringrazio di essere cittadino di Torino, perché altrove un servizio così per mio figlio, che ha una disabilità fisica e psichica molto grave, non l'avrei trovato". Questa è la dimostrazione che offriamo servizi di qualità e che si possono offrire servizi in concessione della stessa qualità di servizi in gestione diretta. Peraltro, come ha sottolineato l'Assessore, anche per i servizi in concessione l'indirizzo didattico è quello che è presieduto dal Comune ed è l'indirizzo didattico di tutte le strutture. Il Comune monitora il funzionamento delle strutture in concessione in ragione tale che la qualità offerta sia analoga a quella dei servizi in diretta e tutto ciò che fa parte degli investimenti che riguardano il settore dell'infanzia viene indirizzato in modo analogo a servizi in concessione come servizi in gestione diretta. Non solo, ma sottolineo che nella deliberazione e nel bando di gara che, sulla base di questa deliberazione, sarà indetta dal Comune, ci siamo preoccupati di dare un'indicazione precisa sull'utilizzo del personale che ha prestato servizio - sia a tempo determinato, che a tempo indeterminato - nei servizi educativi della Città. Questa è una chiara indicazione nella direzione di offrire una prospettiva di occupazione nei servizi in concessione anche a coloro che hanno lavorato al Comune nei servizi in gestione diretta. Nello stesso bando c'è l'indicazione che i nove asili che andranno in concessione applichino l'accordo di Federcultura, che è normativamente, salarialmente migliore rispetto ai contratti delle cooperative di servizio. In prospettiva, sulla base di un dibattito che non si sta facendo solo a Torino, ma che sta assumendo rilievo nazionale, Milano, Bologna, Reggio Emilia, Napoli, in altre Città, occorrerà ritornare su questa materia per verificare un assetto organico, un'azienda speciale, una fondazione per l'educazione dell'infanzia, altre forme che si individueranno, che ci consenta di dare un assetto definitivo all'erogazione di questi servizi, mantenendo la stessa qualità e la stessa ampiezza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È esattamente perché rispettiamo la gente che sta fuori che prendiamo questo provvedimento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Insisto su un punto, perché siamo alla vigilia della discussione sul Bilancio. È evidente che se noi vogliamo mantenere l'insieme delle prestazioni offerte alla stessa qualità, come nel caso dei servizi educativi, noi dobbiamo in ogni caso pensare a una riorganizzazione sia delle modalità erogative, sia delle modalità di reperimento delle risorse finanziarie necessarie. Questa deliberazione sugli asili nido va esattamente in questa direzione, quindi credo che rappresenti una scelta corretta, di innovazione coraggiosa. Registro che da molti anni c'è un dibattito che trasversalmente agita tutte le forze politiche e tutti, in linea di principio, dicono che bisogna innovare la Pubblica Amministrazione. Questa è una deliberazione che va nella direzione di innovare il funzionamento della Pubblica Amministrazione, garantendo alle famiglie e ai bambini servizi della stessa qualità e della stessa quantità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Data l'importanza di tutta questa discussione, voglio iniziare l'intervento leggendo un articolo; magari qualcuno si ricorda. "Caro Sindaco, sono convinta che i servizi educativi per l'infanzia della Città di Torino debbano rimanere nella sfera della gestione pubblica e troverei preoccupante un orientamento verso una progressiva dismissione dei servizi pubblici educativi... Se questo non accadrà, si perderebbe il senso politico della mia esperienza come Amministratrice in questa Giunta". Dopo aver esaminato attentamente questa deliberazione, ritengo che la sua esperienza sia finita, Assessore Pellerino, perché questa deliberazione è l'apertura a una strada di esternalizzazione. Oggi esternalizziamo il 15%, domani il 50% e (speriamo di non essere profeti) nei prossimi anni il 100%. Questo, dal nostro punto di vista, è un gravissimo problema per i bambini che sono negli asili, per i precari che oggi lavorano nei nove asili. Se non dovessimo rientrare nel Patto di Stabilità, probabilmente saranno molti di più e l'esternalizzazione sarà obbligata a crescere. Si parla di Torino, di Modena, di altre città, ma a noi interessa davvero poco. Arrivati a questo punto, sappiamo che Torino, come il Sindaco più volte ci ha detto, è un'eccellenza. Questa deve rimanere. Non so perché se altre città si avvalgono di servizi esternalizzati, anche Torino debba mettersi in questa condizione. Torino è un'eccellenza e forse, per la prima volta, deve resistere a farsela portare via. Torino ha già perso tantissimo: non è più Capitale dell'automobile, della moda, del cinema. Adesso ci troviamo nella situazione che anche l'istruzione viene venduta, anzi svenduta, perché uscendo dal Patto di Stabilità, il Sindaco sapeva perfettamente che i servizi educativi, e non solo, si sarebbero trovati in questa situazione. Quello che ci preoccupa è la continuità didattica per i bambini, perché si troveranno di fronte a persone che non sappiamo quanto saranno pagate, perché il bando dobbiamo ancora vederlo. Non ci è stata data la possibilità di poter capire quanto questa deliberazione vincoli il bando, come sarà creato, o se è già stato creato. Ma probabilmente domani mattina lo vedremo già. Quindi è un bando già pronto, già blindato. Vedremo come saranno accolti gli emendamenti di maggioranza e di opposizione, ma probabilmente è già stato deciso. Come al solito, il passaggio in Consiglio Comunale è un passaggio solo obbligato e sta diventando quasi formale. Siamo preoccupati per chi lavora, per chi ha speso tempo a creare questa eccellenza torinese nella gestione degli asili, perché sappiamo perfettamente che se anche le persone che adesso lavorano negli asili dovessero essere inserite all'interno delle cooperative, perderanno punteggio in graduatoria e probabilmente anche la loro condizione di lavoro cambierà. Noi abbiamo presentato otto emendamenti a questa deliberazione, che sicuramente non ci metteranno nella condizione di votarla, ma per noi sono delle pezze fondamentali affinché questa deliberazione assomigli a qualcosa di utile per i torinesi, per i cittadini e per i bambini. Il nostro lavoro ci ha portato a creare una piccola alternativa a questa deliberazione, che arriva con 51 emendamenti di Consiglio Comunale. Quindi una deliberazione tutt'altro che perfetta e tutt'altro che condivisa. Questo, secondo noi, è sintomo di una Giunta che non sa comunicare con il Consiglio Comunale. Ma la cosa che mi preoccupa è che la maggior parte di questi emendamenti sono fatti dalla maggioranza stessa, che con l'Assessore hanno sicuramente dei rapporti privilegiati rispetto a questa opposizione consiliare. E mi preoccupa ancora di più che la maggior parte degli emendamenti fatti dalla maggioranza arrivano dal Gruppo Consiliare a cui l'Assessore appartiene. Questo sicuramente è ancora più grave, perché probabilmente c'è una difficoltà del Gruppo Consiliare a parlare con questa Giunta. Questo mi preoccupa, perché con le difficoltà che la Città di Torino sta affrontando e che si troverà ad affrontare questo anno, probabilmente non sarà in grado di poterla gestire nel migliore dei modi. Ripeto, i nostri emendamenti sono fatti per cercare di mettere delle pezze. Dopo entreremo nel merito. Avremmo voluto fare ostruzionismo alla nostra maniera, ma riteniamo che i bambini debbano avere la priorità. Abbiamo cercato di mettere questo Consiglio Comunale nella condizione di approvare una deliberazione il più decente possibile, perché al momento questo provvedimento è assolutamente indecente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Intanto, mi sembra abbastanza inverosimile che la deliberazione sia stata illustrata dall'Assessore Pellerino, visto che il suo esordio, quando si iniziò a parlare di privatizzazione degli asili, era quello di dimettersi. Questa fu la prima affermazione che l'Assessore fece. Naturalmente, questa situazione è figlia della decisione di uscire dal Patto di Stabilità - l'ho detto in tempi non sospetti, anche se il signor Sindaco, in occasione della riunione con i comitati, disse che il Patto di Stabilità non c'entrava niente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è solo quello, ma è anche quello, caro Sindaco. Sono contento che il Sindaco oggi mi stia dicendo che, in qualche modo, il Patto di Stabilità c'entra. Certo che c'entra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) - e di un enorme debito, che io non ho mai attribuito al Sindaco, ma spero che alla fine della tornata amministrativa il Sindaco dirà che ha ereditato una situazione disastrosa. Me la dia questa soddisfazione, Sindaco. In questi anni ho visto un proliferare di associazioni, posso testimoniarlo attraverso l'esperienza che ho avuto in Circoscrizione; una manovra che ha sicuramente consentito una certa stabilità all'interno delle Circoscrizioni e anche un certo ritorno elettorale, che c'è stato. Campi sportivi rimessi a nuovo, tappeti verdi. Una miriade di spese per aiutare gli amici e gli amici degli amici che oggi paghiamo pesantemente, con la proliferazione di centri di incontro, dove hanno praticamente tutto e non gli è mai mancato niente. Sono piccole spese, ma sommiamole una per una e andiamo a vedere cosa salta fuori. Gli sprechi che ho visto a livello di assistenza negli anni passati, Assessore Tisi. Queste cose sono state sotto gli occhi di tutti. Il Comune, caro Sindaco (io lavoro in banca), mi ricorda tante famiglie facoltose che hanno tante entrate, perché noi ne abbiamo di entrate, però non si sanno gestire e alla fine del mese vengono da noi a chiedere dei prestiti. Volevo solo sottolineare un aspetto, e mi avvio alla conclusione. Possiamo privatizzare tutto, e noi del centrodestra siamo anche più bravi di voi in questo, lo facciamo sicuramente con cognizione di causa, però qui stiamo parlando di bambini, Assessore. Qui leggo \"aumento del costo della vita e minor possibilità di spesa delle famiglie\". Come le compensiamo queste spese? Scadendo inevitabilmente nel servizio, perché uno più uno fa due, proprio per sottolineare il fatto che lavoro in banca. Perciò, sicuramente, non ci sarà una razionalizzazione, ma ci sarà un servizio che sicuramente sarà più scadente, a danno dei bambini. Non stiamo parlando di privatizzare delle società o altre cose, ma degli asili, di cui i primi fruitori sono le famiglie e i bambini. E Il servizio sicuramente non potrà essere quello che fino adesso il Comune di Torino ha offerto e che tantissime città continuano a offrire, ma non sono figlie e vittime di debiti passati. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Oggi ci troviamo a votare in Aula un atto che mai avremmo voluto che si presentasse. Ci troviamo di fronte a una scelta difficile, quella di esternalizzare la gestione di nove asili nido di questa Città. Pur riconoscendo il valore e la qualità delle scuole paritarie, ritengo che il servizio pubblico, laddove condotto in maniera corretta e attenta, possa dare delle garanzie maggiori. Purtroppo, oggi ci troviamo con questa urgenza, dettata dal Patto di Stabilità, da eredità che questa Amministrazione ha ricevuto e sulle quali noi, chiaramente, non possiamo ancora sparare, perché tutto si può imputare al Sindaco Fassino, ma non sicuramente questa eredità che si è trovato sulle spalle. Però, siamo anche convinti che se ci troviamo in questa situazione è perché, purtroppo, caro Assessore Pellerino, questa vicenda non è stata gestita adeguatamente. Io non sono qui a chiedere la testa dell'Assessore, o le sue dimissioni, così come ha fatto il Gruppo della Lega Nord, perché con quelle dovrà fare i conti soltanto con la sua coerenza, ma oggi non possiamo esimerci dal formulare delle critiche all'Assessore, per la gestione di questa vicenda che noi riteniamo non molto oculata. Se è pur vero che questa situazione è nata da una situazione che non garantisce più a questa Amministrazione di erogare un servizio in forma diretta, siamo anche convinti che se questa situazione fosse stata presa in mano qualche mese fa, sicuramente oggi i genitori avrebbero già iscritto i loro bambini e saprebbero in quale nido mandarli il prossimo anno. Entriamo, comunque, nel merito di questa deliberazione. Questo provvedimento - lo dimostrano i 51 emendamenti presentati - ha delle carenze evidenti. Io ritengo che sia formulato anche per dare delle risposte ben precise, che vanno al di là della continuità didattica, dietro cui ci si nasconde sempre, ma siamo convinti che questo non accadrà. Di questo siamo rammaricati. Il PdL ha presentato degli emendamenti che cercano di rispettare il sentimento che anche il Capogruppo Lo Russo ha espresso in sede di Commissione, cioè quello di migliorare questa deliberazione. Noi l'abbiamo fatto, assumendoci la responsabilità delle proposte che abbiamo presentato. Devo dire una cosa: mi auguro di essere smentito, ma secondo voci di corridoio i nostri emendamenti verranno tutti quanti respinti, mentre verranno accolti degli emendamenti che, pur cambiando di poco nella forma e nella sostanza questa deliberazione, però serviranno a una parte della maggioranza - mi rivolgo ai Colleghi di SEL - come condizione per il loro voto favorevole. Così facendo non faranno altro che prendere a pesci in faccia le persone che in questo momento ci stanno ascoltando in diretta in piazza, alle quali, facendosi forza, diranno: \\\"Guardate, abbiamo presentato degli emendamenti che vanno a vostro vantaggio; quindi questa è la giustificazione per cui noi daremo il nostro voto favorevole\\\". Se così sarà. Ma forse verrò smentito. Ma se questa sarà la scelta, se gli emendamenti che noi abbiamo presentato non verranno neanche presi in considerazione, allora, cari Colleghi di maggioranza, pur consapevoli delle vostre necessità di serrare sempre le fila per tenere in piedi questa coalizione, che giorno dopo giorno mostra tutte le sue falle, questa volta questa responsabilità non ce la prendiamo. Lasciamo a voi questo compito e soprattutto lasciamo che il voto decisivo di questa deliberazione sia affidato ai Colleghi di Sinistra Ecologia e Libertà, che fino a oggi hanno cavalcato in maniera strumentale questa vicenda. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Forse non interessa ai Consiglieri, ma penso che un po' di silenzio dovrebbe esserci, visto che oggi stiamo discutendo di una deliberazione che modificherà sostanzialmente il sistema educativo della nostra Città, muovendolo sempre più verso il sistema gestione mista che il Sindaco più volte - almeno così abbiamo appreso da fonti di stampa - ha definito un modello comunque a cui tendere garanzia di qualità. Come ho già detto in Commissione e abbiamo espresso più volte, voglio ribadire in questa sede che noi la pensiamo diversamente e non condividiamo nulla di questa deliberazione, non solo in termini di contenuto, ma anche in termini di metodo. Ed è proprio del metodo che inizierò. Innanzitutto, come ho detto in Commissione, questa deliberazione andava fatta a febbraio. Sapevamo già tutto: la fuoriuscita dal Patto di Stabilità, il blocco delle assunzioni, le problematiche relative alla scadenza dei contratti. Perché portare avanti tutta questa manfrina per mesi, generando ansie, paure, disagio, non solo ai genitori, ma ai lavoratori, ai educatori, a tutti quelli coinvolti in questo processo? Non potevamo già farla a febbraio? Si sapeva già tutto. Ripeto la domanda, come ho già avuto modo di fare in Commissione. E perché le uniche proposte alternative alla concessione sono state presentate, di fatto, dai Comitati dei genitori? Perché abbiamo dovuto aspettare fino all'ultimo per avere un parere scritto sulla sussidiarietà orizzontale? che personalmente non mi convince al 100%, ma lo rispetto. Non ci risulta, tra l'altro (magari verrò smentita; aspetto risposte dall'Assessore), che l'Avvocatura Comunale abbia mai dato risposte scritte, in merito alle proposte di IPAB e Fondazione avanzate dal Comitato. Inoltre perché le parti sociali sono state audite in Commissione all'ultimo, venerdì, quando erano già chiusi i tempi per gli emendamenti? Questo riguardo al metodo. Per quanto riguarda il contenuto, anzitutto non migliora la qualità del servizio educativo. Almeno noi la pensiamo così. Genera problemi evidenti di reinserimento e riadattamento, nonché di continuità formativa per circa 500 bambini, che rientreranno a settembre e si troveranno con una figura educativa nuova. Lo sa meglio di me, Assessore, non bastano i muri a garantire la continuità, ci vuole ben altro e noi riteniamo che in questa deliberazione e nel bando che ci sarà, la continuità non verrà garantita. La deliberazione non tutela abbastanza i lavoratori. Si troveranno in situazioni critiche e di totale incertezza, che hanno già vissuto negli ultimi periodi. Con questa deliberazione creeremo nuova incertezza. Nella deliberazione la soluzione della Fondazione è lievemente accennata, debole e senza riferimenti temporali e impegni specifici, almeno ad oggi. Poi, magari, sarò smentita con la votazione degli emendamenti. Non è neppure presente nella impegnativa. Non ci sono riferimenti temporali della concessione e non c'è nulla che fa pensare che questa sia davvero una soluzione ponte. Forse perché in realtà non lo è. E questo è un modello a cui vuole tendere questa Amministrazione. Cosa che, peraltro, a mio avviso, potrebbe essere anche abbastanza credibile, visto che mi risulta (magari verrò smentita anche questa volta) che nel convegno in cui è stato presentato il Progetto 06 a Torino non ci fosse una posizione netta espressa in tale sede rispetto alla Fondazione, ma si parlasse di ben altro. Assessore, non le sembra evidente di aver fallito e che le intenzioni siano ben altre? Allora, cosa ci fa ancora qui? Io me lo chiedo. Non so lei. A me non interessa la scusa del Patto di Stabilità, perché è troppo facile. È inaccettabile che a dicembre, in Aula, il Sindaco abbia detto che l'uscita dal Patto di Stabilità era un atto coraggioso, che avrebbe avuto conseguenze praticamente irrilevanti - "irrilevanti" è stato il termine usato riguardo il personale - e oggi giustifica questa deliberazione dicendo che è colpa dell'uscita dal Patto di Stabilità. Questo io lo ritengo inaccettabile. Se era tanto coraggioso uscire dal Patto di Stabilità, perché non essere coraggiosi anche oggi e tentare nuove vie, sperimentare strade nuove e magari rischiare con la sussidiarietà orizzontale, come abbiamo chiesto? Credo che non ci sia molto da perdere, anche perché con questa deliberazione vedo solo la certezza che a perderci saranno i bambini, i genitori, i lavoratori e tutta la città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Io farò un intervento molto conciso, chiedendo al Sindaco se ha voglia di dare una risposta ai suoi concittadini, perché credo che alla fine le persone per le quali lavoriamo sono proprio i nostri concittadini. La mia domanda è una, secca e forse anche banale, magari proprio perché non ho visto la risposta. Mi spiega perché anziché affidare in concessione ai privati nove asili, la Giunta non ha pensato di cedere le quote della Città degli aeroporti di Bologna e Firenze, che non interessano minimante ai cittadini torinesi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma questa è spesa corrente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma a fronte di due aeroporti che non interessano veramente a nessuno, lasciare a casa 300 persone, invece di garantirgli magari sei anni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, certo, ma non ci poteva essere una deroga di questa funzione, visto che abbiamo voluto uscire dal Patto di Stabilità? Cioè noi ci teniamo un carrozzone che non interessa a nessuno, ma lasciamo a casa 300 persone. Questa è una domanda puntuale, alla quale gradirei ricevere una risposta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Cercherò di essere ordinato e magari anche meno veemente rispetto alla discussione avvenuta in Commissione, iniziando da un punto essenziale. Oggi parlerò con il Sindaco, non parlerò con l'Assessore Pellerino perché per noi l'Assessore non è più un riferimento politico, per due ragioni evidenti. La prima è la dichiarazione rilasciata al quotidiano La Stampa, già citata dal Capogruppo Ricca. Io la rileggo testualmente: "È una soluzione (l'esternalizzazione) che toglierebbe senso alla mia presenza in Giunta". Per noi l'Assessore Pellerino non rappresenta più un riferimento politico adeguato e ne chiediamo assolutamente le dimissioni. Perché è inutile mentirci, signor Sindaco, il dado è tratto. Ovvero, è iniziato il processo di esternalizzazione. Io non giudico se sia giusto o sbagliato, lo vedremo poi dagli emendamenti; io giudico il fatto che lo stiamo facendo con la complicità di una forza politica di maggioranza, che si chiama SEL, che continua ancora una volta (perdonatemi, non è niente di personale, così come non è niente di personale con l'Assessore) a prendere in giro i cittadini e i lavoratori, e voterà una deliberazione che così com'è (tra le altre cose, ho visto un emendamento dell'Assessore che prevede una concessione di due anni), significa che voi state dando l'okay all'esternalizzazione, dopo tutto quello che è successo in questi mesi. Su questo, invito i Colleghi di SEL a riflettere, perché credo che siano onesti intellettualmente e siano in grado di discernere che questo atto non è votabile. Questo è un nodo politico assoluto, dirimente, per il Gruppo SEL, che può pregiudicare la sua presenza in questa maggioranza. Io vi invito a riflettere. In secondo luogo, passerei ai molti nodi tecnici di questa deliberazione, partendo dai costi. Sindaco, pensi che il suo Assessore non ci ha ancora fatto vedere quanto costa un'ora a bambino per gli asili nido che gestisce. Pensi che non sappiamo neanche quanti posti saranno esternalizzati con questa deliberazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non lo sappiamo ufficialmente. Mi pare nove asili, ma quanti posti saranno? Non lo so. Detto questo, che mi sembra già dirimente rispetto a una deliberazione di indirizzi che prevede la partecipazione dei privati, credo sia importante fare due ragionamenti sui costi. Non sto a dilungarmi, perché l'ho già detto in Commissione con molta più veemenza, ma noi avremo un disavanzo dai 3,7 ai 7,8 milioni di Euro, a seconda del tipo di calcolo; in base ai dati del CNEL, Sindaco, non sto parlando di dati del Comune di Torino, perché purtroppo il Comune di Torino non ha questi dati. Quindi noi facciamo questa operazione di esternalizzazione non perché crediamo in un progetto, ma per necessità. Ed è qui che si svilisce la dignità delle persone, dei lavoratori, dei bambini e dei genitori, perché non lo stiamo facendo con convinzione. Lo stiamo facendo per necessità. Passiamo alla Fondazione, l'ipotetico soggetto giuridico. Voi immaginate la Fondazione San Paolo che deve dare ogni anno dai 3,7 ai 7,8 milioni di Euro al costituendo soggetto giuridico, se sarà una Fondazione. Non succederà mai, signor Sindaco. Quindi, Signor Sindaco, dire le bugie sapendo di mentire, secondo me è molto grave. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Signor Sindaco, io faccio il mio intervento, lei faccia il suo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa se è offensivo. Io ho legittimità di dirlo politicamente, perché sono stato eletto dai cittadini, così come i miei Colleghi, quindi posso dire cosa ritengo utile. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa, io non sto offendendo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Glielo dimostro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei denunci chi vuole, a me non interessa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Presidente, per favore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per favore, Sindaco, lasci terminare il Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Sindaco, lei sta mentendo sapendo di mentire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa, glielo dico a verbale, è tutto registrato. Sa perché sta mentendo sapendo di mentire? Perché, primo, con queste linee di indirizzo che ha voluto approvare con questa deliberazione, nessuno parteciperà a questo bando. Lei ha detto all'inizio (mi perdoni se cito il suo dato) che il 37% lo raggiungiamo; la Convenzione di Lisbona prevedeva il 33%. Questo è giustissimo. Ma sa perché lo raggiunge? Perché ha una giusta collaborazione tra pubblico e privato. Il privato, anche sociale, di questa città è molto importante. Invece, con questa deliberazione, lei sta precludendo al privato la possibilità di partecipare con grande attenzione e con grande forza a questa privatizzazione. Signor Sindaco, lei sta mettendo dei paletti che non fanno altro che aggravare la posizione e dare adito a SEL di vincere una partita fondamentale, che è questa: il Comitato 06 sta cercando di fare un'azione che potrebbe (lo dico al condizionale) pregiudicare i tanti lavoratori che a questo Comitato non hanno voluto partecipare. Lo dico anche al Consigliere Curto. Questo è un ragionamento fondamentale: ci sono tanti lavoratori, nell'ambito dei Servizi educativi, che non stanno aderendo al Comitato 06. Con queste linee di bando voi ci autorizzate a dubitare che affiderete questa riorganizzazione al Comitato 06, a una costituenda cooperativa, o a qualcosa del genere, che sia anche un surrogato, perché il privato o la cooperativa sociale non parteciperanno mai a questo bando. Voi fate una convenzione di due anni, ma chi può investire in due anni su qualcosa che dia continuità educativa e soprattutto stabilità ai lavoratori? Nessuno, che sia sano e che sia lungimirante. Questo è il mio ragionamento, signor Sindaco. In più, le aggiungo che (ritorno sul punto, perché è importante, dell'Assessore Pellerino) solitamente un Assessore deve avere calma e lungimiranza, oltre che saggezza. Secondo noi l'Assessore Pellerino non è più un interlocutore politico, perché non ha dimostrato né l'una né l'altra, irridendo anche - al contrario di quello che stiamo facendo noi, prendendo molto seriamente quello che l'Assessore sta proponendo - pubblicamente, in Commissione, con le sue faccette simpatiche (niente di personale, Assessore) le proposte di un'opposizione che su questo tema ha lavorato tantissimo. Cosa aggiungere? Abbiamo creato anche disparità tra lavoratori, signor Sindaco. La Giunta precedente aveva esternalizzato, dall'oggi al domani, gli assistenti educativi. Senza che nessuno fiatasse. Questi assistenti educativi oggi sono precari, tanto quanto gli educatori e di loro non si sa più nulla. In questa deliberazione si parla, forse, che verranno, eccetera, ma secondo le stime fatte dagli stessi Uffici parlano di 120 assunzioni di personale educativo e 70 ATA (bidelli o assistenti educativi), su un totale di 300 educatori, più altro. Quindi, signor Sindaco, glielo dico senza la paura di essere denunciato; anzi preferirei che mi denunciasse su questo. Ma io non la sto offendendo, sto parlando politicamente, però se lei mi vuole denunciare, lo faccia, perché sono convinto che con gli indirizzi stabiliti per il bando di questa deliberazione, non ci sia trasparenza. Con questa deliberazione si illudono i lavoratori che avranno il posto di lavoro, ma in realtà non l'avranno. Si illudono genitori, che arriveranno a settembre, ottobre, novembre ad avere una posizione tale e quale a questa di oggi, non garantendo ai propri figli la continuità educativa. Pertanto vi invito (mi riservo ancora di intervenire prossimamente sugli emendamenti) e invito il Gruppo SEL a prendere una decisione saggia su questa deliberazione, perché se siete coerenti, anche se da parti opposte, questa deliberazione non la voterete, così come non la voteremo noi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Avrei preferito che la discussione iniziasse chiedendo scusa alla Città per il ritardo con cui siamo arrivati a prendere questa decisione e ringraziando tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno tenuto e continuano a tenere aperti i nostri servizi. Grazie a un accordo sindacale, che per adesso la discussione non ne ha tenuto conto, questa deliberazione si è polarizzata tutta sugli asili nido, tralasciando il tema delle scuole dell'infanzia, gestite dalla Città di Torino, da più di trent'anni, spesso senza il contributo dello Stato. In uno degli emendamenti a questa deliberazione, abbiamo citato la trattativa per le 30 sezioni, ma di fatto nessuno ha ricordato i motivi economici per cui si è delineata questa situazione. Fra questi, ci sono anche i 60 milioni di Euro che ogni anno la Città spende al posto dello Stato per mantenere le oltre 80 scuole dell'infanzia. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è così, Consigliere Tronzano. I nidi sono un'altra parte. Sto parlando delle scuole dell'infanzia. Se lei è ignorante e non sa che le scuole dell'infanzia sono le scuole materne... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le scuole dell'infanzia sono quelle che lei chiama scuole materne. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si chiamano scuole dell'infanzia, Consigliere Tronzano. Se vuole uscire e andare a ripetizione, vada dalle educatrici. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, facciamo terminare l'intervento. GRIMALDI Marco Sto dicendo che questa discussione è tutta incentrata sugli asili nido, grazie a un accordo sindacale di tutti i precari che oggi tengono assieme le scuole dell'infanzia (tra parentesi, per il Consigliere Tronzano, le scuole materne) e gli asili nido. Sto dicendo inoltre che non si può dire che i ritardi della politica non c'entrano con questa discussione. Io me li ricordo questi ritardi; mi ricordo quando questa Città doveva affrontare il tema del trasferimento delle scuole dell'infanzia allo Stato; me lo ricordo in campagna elettorale quando si diceva che bisognava far uscire quelle risorse dal Patto di Stabilità. Ricordo, anche al centrodestra, che da un po' di anni il turnover è bloccato a 1/5, ma e per fortuna forse questo cambierà nel corso dell'anno. Questo argomento è un altro degli aspetti per cui questa riorganizzazione prima o poi dovrà essere pensata anche da altre parti e da altre Istituzioni. Questa discussione dovrà essere il primo oggetto di discussione quando ritorneremo dentro il Patto di Stabilità. E per questo ringrazio le forze sindacali. In questa discussione molti hanno criticato il Gruppo SEL, parlano per SEL, chiedono spiegazioni a SEL. Intanto parliamo di quello che abbiamo fatto in questi mesi. In Commissione, a novembre, eravamo in pochi ad avere presente questa situazione, quando chiedevamo che i contratti di questi precari non venissero interrotti a dicembre, ma rinnovati fino a gennaio. Questa discussione avrebbe potuto finire drammaticamente. Lo dico al mio Sindaco, con tutta la coscienza della distanza che ci separa su questo tema. Si può sminuire il tema del Patto di Stabilità, però dobbiamo essere consapevoli che se non avessimo rinnovato quei contratti, a gennaio, altro che nove asili convenzionati. Avremmo avuto più di quindici strutture senza più un'offerta pedagogica. Allora perché abbiamo fatto un po' di pioggia di emendamenti su questa deliberazione? Prima di tutto perché l'aridità non aiuta in questa discussione. Certo che c'è bisogno di riorganizzare il sistema, che bisogna aprire una discussione con lo Stato, però possiamo dire che questa discussione l'abbiamo fatta nei tempi sbagliati e nei modi sbagliati? È autocritica. Però, scusate, quando critico voi, fate bene a stizzirvi, quando faccio autocritica almeno abbiate coscienza di quello che sto dicendo. Io dico che questa discussione l'abbiamo fatta nei modi sbagliati, e di questo dobbiamo chiedere scusa ai genitori. Abbiamo presentato emendamenti che parlano di continuità pedagogica ed educativa e di minori trasferimenti del personale a tempo indeterminato; mentre per i lavoratori a tempo determinato, in un emendamento che verrà discusso dal Consigliere Curto, abbiamo chiesto che la loro esperienza lavorativa sia il primo criterio di assunzioni da parte dei soggetti concessionari. Il primo. Ma la continuità educativa non può essere rappresentata solo da quelle mura, che rimangono le stesse. Quei 700 bambini avranno la difficoltà di dover rifare i reinserimenti ed è per questo che chiediamo che sia uno dei punti dirimenti anche di discussione con i genitori. Di questo dobbiamo chiedere scusa ai genitori, anche per il clima di sfiducia che si è creato. Lo dico di nuovo alla Giunta e a tutti noi. Certo, fa bene il Sindaco Fassino a dire che riapriremo gli asili e che ci mancherebbe altro che una famiglia e un bambino possano perdere quel posto. Però, diciamoci la verità, siamo a fine maggio e ancora oggi, di fatto, questi genitori non sanno quali sono i nove asili che saranno dati in concessione. È per questo, però, che le norme devono essere più stringenti. È per questo che Sinistra Ecologia e Libertà ha fatto, con la maggioranza, un lavoro assai strano, nel senso che abbiamo cercato di far sì che lo schema di gara fosse nella deliberazione. Qualcuno ci ha sfottuto, dicendo: "Ma perché mettete i numeri? Perché mettete i criteri?". Io ne ho votate di deliberazioni in Consiglio Comunale; ho votato gare di servizi in cui si spiegava che questi servizi pubblici dovevano essere gestiti da soggetti che avevano un ascensore molto alto, che avevano due imbarcazioni, che avevano una cremagliera. È nostro diritto dire che fra i doveri che questi soggetti devono avere per candidarsi a gestire queste concessioni, c'è anche il diritto di chi ha tenuto aperti quei servizi in questi anni. La continuità e la qualità pedagogica educativa è rappresentata da quegli educatori. Allora, se c'è questa possibilità di parlarci con franchezza, io spero che anche il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, che criticano questo impianto, intanto votino gli emendamenti che migliorano sensibilmente questa discussione. Noi siamo consapevoli di non essere davanti alla migliore deliberazione che avevamo immaginato affrontando questi temi in questi mesi. Però so anche che avremo la capacità di parlare di tutto quello di cui non si parla in questa deliberazione, cioè di tutti quei soggetti accreditati, che spesso non stanno dentro un alveo di governance pubblica, di tutti quei bambini che ancora oggi sono in lista d'attesa e di tutte quelle strutture che non è detto che non potranno essere riaperte dal pubblico. La scommessa lanciata dai sindacati di tenere l'85% è una scommessa politica, che noi continuiamo e crediamo di poter garantire, perché ricordiamo la scommessa per la quale abbiamo votato Piero Fassino alle elezioni Comunali, cioè rendere universalistico un sistema che ancora oggi è a domanda individuale. Non possiamo dimenticare le sfide che abbiamo ancora nei nostri territori, le liste d'attesa, diverse a seconda delle Circoscrizioni. Anche questo sarà uno degli oggetti di discussione. Inoltre non possiamo dimenticare che oggi, per una famiglia precaria, parlare di 400, 500, 600 Euro al mese per un asilo nido privato è un nostro problema, un problema di governo pubblico anche del sistema privato. Io, personalmente, sono per un'azienda speciale, però senza mettere in discussione chi, in questi anni, ha avuto la capacità di creare quel sistema, quei contratti pubblici, che in qualche modo non possono essere messi in discussione. Abbiamo fatto bene a rimandare questa discussione, perché non è detto che ci sarà bisogno di un nuovo Ente, che forse sarà una Fondazione. L'importante però è che il governo di questo sistema continui a essere a prevalenza pubblica. Credo che questi siano gli unici due indirizzi che non solo vale la pena votare, ma che varrà la pena ridiscutere e rimettere in campo da subito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Le scuse iniziali del Consigliere Grimaldi, che di sicuro si esprimeva a titolo personale o, al limite, del suo Gruppo e dell'Assessore che esprime, sarebbero state effettivamente un gesto apprezzabile, peccato che le ha pronunciate dal microfono sbagliato. Sarebbero state credibili se le avesse pronunciate da questi microfoni. E vi dico anche perché. Perché dobbiamo riflettere tutti insieme, ciascuno con le proprie responsabilità, su come siamo arrivati a questo punto. Oggi abbiamo sentito per la prima volta l'ammissione da parte del Sindaco Fassino, su istanza del Consigliere Liardo, del fatto che, forse, il Patto di Stabilità una qualche incidenza può averla avuta in tutta questa vicenda. Questo è il vero scoop. Il problema non è tanto che il Patto di Stabilità sia stato violato, ma come è stato violato, con quale rivendicazione politica. Se qualcuno in questa maggioranza si era accorto di dove questa Città stava piombando, allora io non ho capito come mai lo sforamento del Patto di Stabilità è stato annunciato tra una festa natalizia e l'altra. Non ho capito come mai ci siamo sentiti dire che era stata una scelta rivendicata perché era un Patto stupido, non perché questa Città era in rosso profondo, per cui bisognerebbe tagliare tutti i costi di personale, dismettere le partecipate e tagliare i servizi. Perché quello è il secondo round, Sindaco; non diciamo che esternalizziamo il personale per non tagliare il sociale. Li andiamo a vedere in Commissione la prossima settimana i tagli al welfare. Quindi prepariamoci anche a quel dibattito. Il problema, invece, è come mai, di fronte a questo soggetto giuridico che paventa l'Assessore Pellerino, in questi quattro mesi, in cui ormai lo sapevamo che il Patto di Stabilità era stato sforato, non c'è stato un approfondimento da parte della Giunta per predisporlo e realizzarlo veramente; addirittura i pareri dell'Avvocatura sono arrivati a una settimana dalla liberazione in Commissione della deliberazione. È questa la vera follia. È questa la grave colpa di responsabilità, non solo della Giunta, ma anche della maggioranza che dovrebbe dargli un orientamento. Io sento definire questo soggetto giuridico, molto fumoso, come agenzia speciale; prima l'Assessorato parlava di IPAB, ma è stato smentito dall'Avvocatura; sentiamo parlare di Fondazione. Vogliamo essere onesti? Lo vogliamo chiamare Casper? Perché è un fantasmino, è un fantasma che non esiste, è un qualcosa che mettiamo come specchietto per le allodole, qualcosa che in deliberazione compare in modo del tutto ipotetico e dubitativo nelle premesse, non compare nel dispositivo, lo sentiamo addirittura scomparire dall'intervento del Sindaco, che infatti parla di gestione mista di questo soggetto giuridico (queste due parole non gliele ho ancora sentite pronunciare in tutte le occasioni in cui ha potuto esprimersi sulla vicenda), non ha parlato di soggetto giuridico e un motivo ci sarà. E mi preoccupa, visto che il Sindaco, con grande tranquillità, si è trovato puntualmente a smentire il suo Assessore all'Istruzione ogni volta che è stata prospettata una soluzione. Il fatto che questo soggetto giuridico, che dovrebbe riprendere in mano la gestione delle strutture esternalizzate, sia in realtà un miraggio e sia l'ennesima presa in giro nei confronti degli operatori, delle famiglie, dei genitori e degli educatori, è dimostrato (lo vedremo nel dibattito sugli emendamenti) dal fatto che su questo soggetto giuridico, da quello che mi risulta dalla maggioranza non c'è stata alcuna proposta, alcun tentativo di rafforzarlo, alcun tentativo di vincolare la Giunta. Perché questa parte di maggioranza, di questo centrosinistra, si è arresa e l'altra metà invece ha scelto coscienziosamente la cessione in esternalizzazione dei servizi, non secondo un piano organico, ma secondo la necessità imposta dalla propria mala Amministrazione finanziaria. Questo è il vero punto. Per cui, invece di decidere un piano armonico di gestione dei servizi educativi per l'infanzia, ogni anno stiamo a fare il bilancio di quello che non riusciamo a gestire e che cederemo di volta in volta, pezzo per pezzo. Questo lo dimostra il fatto che il centrosinistra, con i suoi emendamenti, sta trasformando questa proposta di deliberazione praticamente nel bando, addirittura andando ad affrontare la durata, almeno a fissare i punteggi, da quello che mi risulta. Bene, se così sarà, abbiate il coraggio di andare fuori e dirlo a tutti che in realtà questo soggetto giuridico non esiste, non è mai esistito e non avevate alcuna intenzione di costituirlo. Altrimenti sarà l'ennesima presa in giro, che oggettivamente non è più tollerabile, perché abbiamo già preso in giro dicendo che non avremmo esternalizzato. Adesso continuiamo a prendere in giro illudendo su eventuali forme di sussidiarietà orizzontale. Tutto ciò viene fatto nel mentre apprendiamo che l'Assessore all'Istruzione ha avuto tutto il tempo addirittura di confrontarsi con le Circoscrizioni per individuare le strutture. Tutto ciò avviene quando, in realtà, i soggetti interessati, che hanno chiesto l'audizione, sono stati ricevuti in Commissione solo quando addirittura la deliberazione è già stata cristallizzata e liberata per la discussione in Aula. Se è così, allora non diciamo alle forze di minoranza e ai cittadini che il confronto è aperto. Voi avete deciso di cedere un pezzo dei servizi di istruzione all'infanzia di questa Città; avete deciso di farlo in completa autonomia addirittura dalle forze interne alla vostra maggioranza. Questa Giunta, forse dovrei dire il suo Sindaco, l'ha deciso di imperio, come fa con quasi tutta l'Amministrazione di questa Città, addirittura nei confronti degli esponenti che l'hanno appoggiato e continuano a sostenerlo. Di fronte a questa deliberazione, i giochi di parole e le chiacchiere sono finite. Se c'è una Sinistra Ecologia e Libertà che veramente vuole mantenere gli impegni presi, si comporti di conseguenza, come chiunque abbia a cuore un protagonismo del Comune rispetto alla gestione di questi servizi fondamentali, e voti contro questa deliberazione. Altrimenti cambiate il nome e rimanete pure seduti attaccati alle vostre poltrone di maggioranza, dove siete rimasti comodamente fino adesso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Oggi siamo qui per approvare una deliberazione particolarmente importante. È un provvedimento che riguarda un tema di cui si è dibattuto a lungo in questa Città. Ha fatto bene il Collega Grimaldi a dire che questo è un problema. Sicuramente rappresenta una difficoltà per i genitori, che ancora oggi, per la prima volta da anni, non sanno dove iscriveranno i loro bambini. Sicuramente è un fatto drammatico per i lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato, soprattutto le lavoratrici, che non sanno se e dove lavoreranno l'anno prossimo. È un problema anche per la cittadinanza; non è un caso che questo sia un argomento che attraversa ed elettrifica la Città. Quindi, premesse le scuse ai soggetti, io credo invece che questo dibattito faccia molto bene, perché è un dibattito che per certi versi porta tutta quanta la politica a doversi confrontare. È facile dire che non ci sono alternative. Premesso che negli strali dell'opposizione, in parte condivisibili, in parte condivisi, l'abbiamo detto, non ho vissuto l'esercizio della proposta. Credo che in questo ci sia una gravissima responsabilità, perché credo che tutta la politica si trovi prigioniera davanti a un argomento, a Roma come a Torino; l'argomento è come si fa, in un momento di enorme crisi economica, non tanto a liberarsi del problema delle risorse, ma quanto a liberarsi dal giogo delle obbligazioni tecniche, dei lacci e dei lacciuoli. Come si fa a liberare la politica e a fare in modo che torni ad essere uso e leva per poter mettere in circolo i diritti. Io credo che questa cosa l'abbiamo vissuta in questi mesi, anche nella relazione con i cittadini, e la rivendico. Anzi, credo vada rivendicata. Va rivendicata la costruzione di relazioni sociali, la ricostruzione di corpi sociali, il tentativo di non rassegnarsi all'ineluttabile e provare, insieme ai cittadini e ai lavoratori, a costruire delle alternative possibili. Bene ha fatto il Consigliere Tronzano, attaccandoci, a dire che c'è un lavoro di costruzione sociale; esiste un lavoro di costruzione sociale, fatto insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, a partire da quando nessuno se ne preoccupava. Il Consigliere Tronzano lo sa, perché era tra i pochi che, devo dire, se n'è occupato fin dall'inizio. Parlo del mese di ottobre, quando questi 300 lavoratori e lavoratrici precari non interessavano a nessuno. Ricordo che allora non si voleva neanche credere che i contratti scadessero il 22 dicembre. Si diceva: \"Ma tutti gli anni si è fatto così\". Invece no, non tutti gli anni si è fatto così. Soprattutto la volontà determinante dei lavoratori e delle lavoratrici di far valere non tanto i propri diritti, ma la difesa di un sistema generale, credo che abbia permesso - ancora non l'ho sentito dire in quest'Aula - di impedire che ai primi di gennaio il servizio venisse chiuso verticalmente. Io non appartengo a quanti pensano che l'uscita dal Patto di Stabilità sia stata una scelta coraggiosa. Io credo che l'uscita dal Patto di Stabilità sia stata una necessità dolorosa, forse in parte inconsapevole, come inconsapevole sicuramente sono state in parte le ripercussioni che potevano avere sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui servizi di questa Città. Non appartengo neanche a tutta quella generazione - in Comune come in Regione, di centrodestra come di centrosinistra - che oggi dovrebbe fare i conti sull'Amministrazione di questo territorio, anche provando a capire cosa vuol dire, per esempio, il taglio delle risorse per il sociale. Cosa vogliono dire i meccanismi che sono stati avviati nell'economia. Cosa ha voluto dire accettare un determinato rapporto con i datori di lavoro; penso alla vicenda dello scorso gennaio di Fiat Mirafiori, che è forte con i deboli e debole con i forti. Ma nonostante questo, credo ci si debba fare carico della situazione di oggi, che vede il Comune di Torino con altissimi livelli di servizi, in preda a una fortissima crisi economica, con un bilancio in gravissima difficoltà. Appartengo a quel ristretto gruppo di persone che in questi mesi questa cosa l'ha detta con chiarezza, perché credo che soltanto dalla chiarezza si può ripartire per provare a costruire un percorso difficile, che per quanto riguarda Sinistra Ecologia e Libertà è quello spazio strettissimo che sta fra il non accettare il minoritarismo e, dall'altra parte, la subalternità. Che cosa vuol dire? Vuol dire la responsabilità di sapere che nei prossimi mesi c'è una parte di Torino che rischia di andare sott'acqua. È la parte più povera di questa Città, la più fragile, che conosco molto bene. Davanti a questa situazione, chi ha scelto di stare in maggioranza, che ha responsabilità sicuramente diverse da chi sta all'opposizione, ma anche leve, credo abbia la responsabilità di provare a costruire poche scelte, precise e politiche. La difesa del welfare e del lavoro. Per questa ragione non è banale se 300 lavoratori precari del Comune di Torino rischiano di rimanere a casa. Così come non è banale, nel momento in cui viene toccato un servizio essenziale come quello dei nidi, che è uno dei pochi servizi in città anticiclici dal punto di vista economico, perché i nidi generano occupazione femminile. Occupate sono le maestre di ruolo, o precarie, e sono donne che permettono ad altre donne di lavorare. Per questa ragione, per una forza che si candida a guidare il Paese, è chiaro che esiste un tema importantissimo, che è il tema di quali siano le grandi scelte, le grandi infrastrutture e i grandi investimenti. Pensate che straordinario investimento sarebbe oggi fare una politica nazionale sui nidi. Ma oggi ci troviamo a Torino e invece dobbiamo fare scelte. E la scelta che Sinistra Ecologia e Libertà ha fatto, in questo caso - e la rivendico come Segretario e cittadino - è quella di andare a vedere le carte. Tutti si preoccupano di noi. Mi fa piacere. In parte fate bene. Ma non preoccupatevi; fate come noi, preoccupatevi del servizio dei nidi e delle materne. Noi abbiamo fatto una scelta precisa, quella di discutere nel merito, anche dolorosamente, anche facendo scelte di confronto con i nostri rappresentanti istituzionali. Per questa ragione, la dichiarazione di voto la facciamo in maniera non scontata. Noi abbiamo presentato un nutrito gruppo di emendamenti, che sono emendamenti forti e di merito, come alcuni dei Colleghi dell'opposizione criticamente hanno riconosciuto, che determinano, secondo noi, una cifra profondamente diversa nella scelta. Sono emendamenti che, per esempio, delineano un periodo ponte, invece che una ineluttabile e progressiva dismissione degli asili. Sono emendamenti che, a sostegno dell'accordo sindacale, riducono il numero dei nidi, che era previsto in 15 e adesso si tratta di 9. Sono emendamenti che definiscono e difendono quello che, secondo noi, è un risultato politico, cioè la non dismissione di risorse, ancorché si tratti di risorse straordinarie ed esterne, cioè quelle della Fondazione San Paolo, ma che almeno non portano un ridimensionamento. Questa sì potrebbe essere un'esternalizzazione, ma non sarà un'esternalizzazione al ribasso, perché la definizione del contratto Federcultura delinea un perimetro di risorse paragonabile al perimetro delle risorse impiegate quest'anno. Sono emendamenti che tendono a tutelare, per quanto è possibile nel mese di maggio, l'utenza, che in questo caso è fragile, i bambini e i loro genitori, individuando come vocazione la scelta di inserimenti speciali e quindi di garantire gli stessi standard degli inserimenti dei bambini che vengono garantiti alle strutture interne. Sono emendamenti che tendono a tutelare il sistema, garantendo un piano di assunzioni a tempo indeterminato, a partire dal rientro dal Patto di Stabilità, nel rispetto dell'accordo sindacale; che quindi garantiscono quel nocciolo duro che viene definito nell'85% delle strutture. Sono emendamenti che delineano la possibilità di costruire uno spazio nuovo alla scelta secca fra il pubblico e il privato; la possibilità di elevare a sistema la sussidiarietà sociale di questa Città, chiedendogli di accompagnare lo sforzo dei lavoratori nel tentativo di autorganizzarsi. Altri Paesi che hanno vissuto crisi economiche precedenti alla nostra e peggiori della nostra hanno fatto questa scelta. Penso all'Argentina, dove il movimento cooperativo si è triplicato, a partire dall'accompagnamento delle situazioni di lavoro mancato e quindi accompagnando i lavoratori. Noi abbiamo provato a costruire questo spazio in questa deliberazione, che ha una soluzione che non ci piace, non riteniamo sufficiente. In base al risultato che questi emendamenti avranno (in maniera non banale, Consigliere D'Amico, perché non è un giochino di maggioranza, se no probabilmente non saremmo arrivati a certi livelli di tensione, ma è una sfida a liberare la politica) e a partire dalla valutazione degli emendamenti delle opposizioni che voteremo nel merito, decideremo come e se votare questa deliberazione. Ma soprattutto decideremo se la sfida politica di Sinistra Ecologia e Libertà ha trovato senso in questo percorso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Il mio intervento parte dalla considerazione che ho fatto su come sono stati portati avanti i lavori in Aula, prima di tutto dall'Assessore Pellerino. Faccio un breve excursus di quello che è stato il mio lavoro e di quelle che sono state le mie richieste deluse, perché deluso è il mio giudizio riguardo al lavoro che ha portato avanti l'Assessore Pellerino. Ho chiesto in Aula che venisse dato un indirizzo a questa deliberazione circa la temporaneità dell'esternalizzazione; volevamo sapere quanto dura il provvedimento dell'esternalizzazione, se fosse legato, o meno, al Patto di Stabilità o se fosse, invece, un tacito avvio ad un'inevitabile ed eterna privatizzazione dei nidi. Ma non mi è stata data risposta dall'Assessore. Ho chiesto che venisse definita la figura di questo misterioso responsabile comunale, che va a sostituire quelli che una volta erano i direttori didattici. Ma l'Assessore non mi ha dato risposta. Ho chiesto che venisse quantificata e dichiarata a noi Consiglieri, così come ai Comitati, quale fosse il risparmio che il Comune avrebbe avuto da tale provvedimento, visto che si prende in carico gli edifici, gli arredi, la manutenzione ordinaria; visto che ritenevamo anche logico che un'eventuale Fondazione bancaria che prende in carico il servizio, potesse anche, in base a delle cifre concordate, prendersi carico dell'intera struttura, perché altrimenti ci chiediamo se il provvedimento valga la pena. Chiedo anche che l'Assessore possa ascoltare le parole dei Consiglieri, dal momento che il mio intervento è propriamente dedicato a lei, quindi chiedo che non parli con altri interlocutori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito, però in questo momento è più importante quello che sto dicendo io. Abbiamo chiesto che ci venisse detto a verbale quale sarebbe stato il risparmio del Comune a fronte di questa deliberazione. Ma non ci è stata data risposta. In modo particolare, ho chiesto perché la modalità di svolgimento della deliberazione sia avvenuta audendo i comitati dopo la liberazione della deliberazione e dopo anche lo scadere dei termini di presentazione degli emendamenti, perché era evidente la presa in giro e la strumentalizzazione di un'audizione, perché quello che hanno detto i comitati venerdì non serviva più niente a nessuno. È stata una vera e propria presa in giro, ma è stata una presa in giro anche per noi Consiglieri dell'opposizione, perché avremmo voluto audirli anche noi, prima di mettere giù gli emendamenti, che avrebbero potuto essere più aderenti alle richieste avanzate dai comitati. Ho chiesto anche dei chiarimenti riguardo alle conseguenze sulle scuole materne, perché ci sono voci che dicono che i precari ai quali non verrà rinnovato il contratto, magari andranno a lavorare nella scuola materna. Per cui ci chiediamo come viene salvaguardata la qualità del servizio educativo, se un insegnante indirizzato a un asilo nido viene poi inserito all'interno di una scuola materna. Ci chiediamo se la volontà del Comune sia quella di trasformare la scuola materna in un baby parking, anziché in un servizio di alta qualità. Sapendo che già oggi le malattie e le maternità non verranno coperte da nessuna delle scuole materne, se non utilizzando il monte ore che prima veniva utilizzato per la formazione degli insegnanti. Già questo contribuisce allo scadere della qualità dei servizi e non a migliorarlo. Quanto diceva il Consigliere Curto, mi ha fatto sorridere per due motivi. Il Consigliere parlava di chiarezza, che è l'unica cosa che non c'è stata, che nessuno ha ravvisato, anche da parte di alcuni Consiglieri della maggioranza. L'unica cosa che non c'è stata nella stesura della deliberazione è proprio la chiarezza. Questa è stata una deliberazione blindata, in cui non c'è stata nessuna condivisione con gli altri Consiglieri, tanto meno con i comitati. Mi fa anche sorridere il fatto che il Consigliere Curto ci riprenda sulla responsabilità del suo ruolo e del ruolo di SEL nella maggioranza, perché lui dice: "Pensate agli asili". Io mi chiedo se il modo migliore di pensare agli asili sia quello di fondare comitati che rivendicano cose diverse da quelle rivendicate dall'Assessore Pellerino, e se sia coerente, da parte del Gruppo SEL, votare la deliberazione di cui stiamo parlando. Se questa è la coerenza di cui parla il Consigliere Curto, no, non siamo coerenti. Se noi diciamo che siamo dalla parte dei nidi, se diciamo che siamo contro questa deliberazione, noi votiamo no alla deliberazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Al di là delle schermaglie politiche, che sono assolutamente legittime, volevo entrare un po' nel merito della vicenda, spogliandoci un po' da quello che è il nostro ruolo di esponenti politici di un Partito, della maggioranza o dell'opposizione, e guardare cosa stiamo facendo oggi e qual è stato l'iter che ci ha portato qui. Io rivendico un percorso democratico, trasparente, impegnativo, nel quale tutti, le forze sociali, le forze sindacali, le forze politiche, la maggioranza e l'opposizione, hanno svolto un ruolo importante. Abbiamo discusso in numerose Commissioni, durate per molte ore; abbiamo sentito tutti quelli che hanno richiesto di essere ascoltati. Il dibattito è stato anche vivo, vivace, qualche volta lo scontro è stato forte, ma credo che l'esercizio democratico non sia mai mancato. E questo va rivendicato, perché credo che questa sia l'essenza del dibattito e del confronto. Innanzitutto, vorrei capire di cosa stiamo parlando. Qui stiamo parlando di bambini e delle loro famiglie, da una parte, e di educatori precari, dall'altra. I voli pindarici sono importanti, ma sarebbe bello per tutti fare la storia del perché siamo arrivati qui. Siamo arrivati qui anche perché - Consigliere Tronzano - quattro manovre aggiuntive, nel giro di un anno, tre fatte dal passato Governo, una da parte di questo, hanno fatto quello che lei sa benissimo dal punto di vista economico. Nessuno poteva aspettarselo, nessuno lo conosceva, nessuno ne sapeva nulla. Però, quando si tolgono i soldi alla fine del mese a qualcuno che si aspetta uno stipendio, è evidente che qualche taglio in casa bisogna farlo. Io credo che per la soluzione che abbiamo affrontato con spirito di responsabilità e con le condizioni date sia la migliore possibile a una condizione che ci impone oggi di dover fare in fretta perché il 10 settembre dobbiamo aprire gli asili nido. Questa è la responsabilità in gioco da parte di tutto il Consiglio Comunale, non la maggioranza e l'opposizione, tutto il Consiglio Comunale, perché i bambini e le loro famiglie non sono di destra o di sinistra, non solo di SEL, del Partito Democratico o del Popolo della Libertà, sono i bambini di tutti e parliamo di circa 700 bambini. A fianco di questi bambini, però, ricordo - pochi l'hanno fatto - che questa mattina, circa 300 di questi bambini si sono recati in cinque nidi che la Città ha dato in appalto fin dal 2001 e uno in concessione nel 2011, e hanno regolarmente svolto la loro attività. Parlo di asili nido concessi da una parte, dati in appalto dall'altra, a cooperative della Città che svolgono - dico anche dove e con quanti numeri - regolarmente il loro servizio, con queste caratteristiche. Sto dicendo che cosa succede in un nido dato in concessione nella nostra Città il giorno 28 maggio. Non parlo del futuro, parlo del presente. Succede che le famiglie accedono al servizio come negli altri nidi a gestione diretta; il sistema dell'iscrizione è gestito direttamente da dipendenti del Comune; pagano la retta al Comune, non al gestore privato, in questo caso, perché c'è l'appalto; hanno un responsabile pedagogico del Settore Educativo che periodicamente supervisiona il nido, si incontra con l'equipe di lavoro, verifica la qualità del servizio offerto; c'è un customer satisfaction che coinvolge tutti i genitori ogni anno, regolarmente; c'è un rapporto diretto delle famiglie ai comitati di gestione, presenziano alle assemblee, contribuiscono alle iniziative dei nidi per quanto riguarda feste, gite, attività, mensa. Questo succede questa mattina. Perché nessuno mai ne ha discusso nel 2001, nel 2002, nel 2003, fino al 2011? L'anno scorso – lo ricordo al Consiglio perché sono andato a studiarmi queste carte, mi sono preso la documentazione, ho fatto un'analisi attenta – la Città ha concesso la ristrutturazione di una scuola media, Ada Negri, alla Cooperativa Pro.Ges., che ha adibito questa vecchia scuola media ad un nido, che era deciso in rapporto convenzionale con la Città, dove tutte le mattine quaranta bambini si recano regolarmente. Io mi sono andato a informare, ho verificato che tipo di attività si svolge; non c'è nulla di straordinariamente diverso. Addirittura è difficile conoscere che ci sia una diversità. Anche perché fuori, tutti vedete, c'è scritto: \"Nido d'infanzia Comunale\". Così come c'è scritto in Via Ferrari Gaudenzio, in Via Gioberti, in Via Fossano e in molte strutture di questa Città. Allora, di cosa stiamo parlando? Di questo grande vulnus che si perpetra alle spalle delle famiglie e dei bambini di questa Città? No. Eravamo e siamo un sistema integrato, continuiamo ad esserlo. Abbiamo sempre messo a disposizione della Città molti posti direttamente gestiti dall'Amministrazione Comunale; altri li abbiamo acquistati in strutture private; altri li abbiamo dati in concessione ed altri li abbiamo dati in appalto. Il sistema è un sistema integrato, funziona. Cosa deve chiedere la Città? Che ci siano servizi di qualità, come ci siano attenzioni, controlli, come abbiamo chiesto che ci sia in deliberazione e come chiediamo in alcuni emendamenti che continui ad esserci. Anzi, mi faccia garante direttamente, come Presidente di Commissione, di fare, durante il periodo che inizierà con il settembre prossimo, un'attenta verifica, anche con sopralluoghi sul posto, per verificare il tipo di attività che si svolge in questi nidi. Certo che nessuno di noi avrebbe voluto essere qui quest'oggi a parlare di questa vicenda, ma è evidente che le condizioni date non ci permettevano che fare questa scelta di responsabilità. E lo dico anche avendo a cuore il lavoro dei precari, molti dei quali - lo voglio dire a verbale - attraverso la chiamata diretta del Comune non potrebbero essere richiamati più a settembre, perché hanno sforato quello che la Legge prevede come periodo massimo di precariato. Invece adesso, attraverso questa soluzione, consentiremo – me lo auguro e abbiamo chiesto degli emendamenti, l'abbiamo chiesto all'Assessore – la possibilità che la continuità didattica ci sia, che tanti precari possano continuare a trovare il posto di lavoro all'interno delle nostre strutture Comunali, che ci sia una qualità uguale, identica a quella che abbiamo concesso. E perché fare queste polemiche? Perché? Quando questa mattina trecento bambini hanno fatto il percorso che altri bambini, che sono gestiti direttamente dal Comune, fanno? Le derrate alimentari sono le stesse, le cooperative che fanno le pulizie sono le stesse. Io credo che la demagogia sia anche un esercizio legittimo, democratico, però stiamo anche al merito, Colleghi. Lo dico tutti, lo dico a me stesso. Il 10 settembre questi asili è responsabilità di tutti aprirli, è responsabilità di tutti lottare assieme perché ci siano più posti nei nidi, non meno. Più posti che, in qualche modo, possiamo offrire alla Città in un sistema integrato, non cercare di non far passare una delibera, perché così non abbiamo la possibilità di aprire quei nove nidi. Ecco perché io chiedo a me stesso e lo dico qui a tutti, mettiamoci un supplemento di impegno da settembre, facciamo in modo che con il rientro nel Patto di Stabilità - come noi ci auguriamo - si possa internalizzare il più possibile, assumere a tempo determinato le persone, dare sicurezza. Questo l'obiettivo evidentemente. Però, io credo che il sistema integrato c'è già, non l'ha scoperto questa delibera. La Città di Torino dal 2001 lo pratica, con numeri che sono a verbale e che tutti possono conoscere. Invito tutti a venire dove sono stato a verificare direttamente la qualità del servizio. Se ci fossero lettere delle mamme, degli insegnanti che dicono... ne dico una, per esempio: il novantacinque percento dell'intero personale delle cooperative che gestiscono gli asili della Città in questo momento in concessione, in appalto, è a tempo indeterminato e la loro retribuzione è pressoché assimilabile a quella dei nostri contratti degli Enti Locali. Allora, di cosa stiamo parlando? Di un grave vulnus? questi sono dati. Tra l'altro, ciò che abbiamo chiesto fortemente e che i sindacati, giustamente, hanno preteso fosse inserito, sia nell'accordo stipulato con l'Amministrazione e sia nella deliberazione– e ci auguriamo, ovviamente, anche nel bando – è che il contratto applicato ai precari sia lo stesso tipo di contratto che viene applicato ai lavoratori che hanno portato un contratto a tempo determinato con la Pubblica Amministrazione. Lo vedremo, perché andremo a verificare, guarderemo cosa abbiamo chiesto e cosa verrà, invece, dato. Questo è l'appello che io faccio, senza fare polemiche, senza dire che forse potevamo fare meglio e prima. Forse potevamo fare un po' prima, meglio con le condizioni date non credo. Credo che chiunque al nostro posto, al posto dell'Assessore, del Sindaco, della maggioranza, avrebbe fatto una scelta di questo genere, date le condizioni della situazione economica generale. Abbiamo avuto un incontro con un Sottosegretario all'Istruzione, il dottor Rossi Doria, il quale, a latere di una discussione importante, mi diceva: \"Voi avete un sistema integrato che è straordinario. In certe città del Sud dell'Italia, in certe città del Centro Italia, non sanno neanche cosa vuol dire sistema integrato, non sanno neanche cosa vuol dire posti in asili nido acquistati, o dati in concessione o in appalto, non sanno neanche cosa vuol dire un sistema che dà migliaia di posti alle famiglie, alle mamme e la possibilità di queste cose. Mantenete questo sistema\". E ci ha, in qualche modo, anche incitato ad andare avanti. Parliamo di una persona che ha fatto il maestro di strada a Napoli, che ha una storia, un'esperienza straordinaria di educativa territoriale che noi, tutti quanti, qui ci sogneremmo di avere. E concludo dicendo che è evidente che è stata una fatica arrivare qui e non siamo contenti di avere le persone sotto, non siamo contenti di avere le persone che ci criticano e che, in qualche modo, anche con toni aspri, ci hanno contestato. Nell'esercizio democratico ci sta. Ho risposto a decine di e-mail, ad appelli, a persone che scrivono su Facebook, su internet, tutto legittimo e giusto. Però, attenzione, non perdiamo di vista l'obiettivo, che non è quello di mettere il cappello del simbolo del nostro Partito sotto un volantino, è quello che il 10 settembre settecento bambini possono avere un servizio di eccellenza e di qualità. Grazie. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Come rappresentate dall'Amministrazione della Città, mi sento personalmente coinvolta in una situazione dove Torino, Città delle bambine e dei bambini, non può pensare di arretrare rispetto a questioni che riguardano la capacità di sviluppare politiche educative, politiche di conciliazione, in un quadro che è quello che non prevede nessun tipo di arretramento rispetto a ciò che la Città tradizionalmente ha costruito e ha permesso che diventasse la metropoli, perché le altre Città, che hanno caratteristiche di servizio come Torino, sono tutte Città più piccole. La nostra è una grande Città, che negli anni ha sicuramente costruito un sistema virtuoso, un sistema che è in grado di dare risposte molto articolate, molto ampie e molto diffuse, tant'è che il dato del 37% che riportava il Sindaco è un dato complesso, ma che ci mette ai primi posti in Italia. Allora, in questo ragionamento di tenere insieme le politiche educative e le politiche di conciliazione, perché altrimenti sarebbe badanza, ma credo che non possiamo pensare che i bambini li parcheggiamo, è importante trovare delle modalità che non ci facciano arretrare rispetto a quel quadro e che in alcuni punti della deliberazione richiamano standard di occupazione, di professionalità e di servizio che, a fronte di questa decisione (che è una decisione in gran parte obbligata, io non mi sento di dire che era quello che molti di noi auspicavano all'inizio del mandato), mantenere fermi gli standard di servizio, i livelli di occupazione, i livelli di professionalità, secondo me sono caratteristiche che dobbiamo assolutamente perseguire. Però avrei preferito che la scelta non fosse questa, che la scelta dell'esternalizzazione avvenisse su un livello di sussidiarietà orizzontale. Ho saputo che il parere è stato scritto soltanto la settimana scorsa; avrei preferito poter usufruire di un parere più ampio anche dell'Avvocatura. Dopodiché siamo a questo punto, non abbiamo in questo momento altre possibilità. In questo paese c'è un sistema di regole che credo debba essere cambiato, perché è un sistema che ha prodotto in questi anni posti di lavoro precari, che non garantisce pagamenti certi; un sistema che non garantisce, ad oggi, una buona occupazione. Credo che lo sforzo fatto con questa deliberazione, che non è un punto di arrivo, secondo me, ma un punto di partenza per fare poi altri ragionamenti (proverò molto brevemente a dire cosa penso che si debba fare), si scontri con questo quadro, che ha mantenuto per anni molte lavoratrici e lavoratori, che hanno contribuito a rendere questa Città quello che è, nella precarietà. Questo, per me, è un grande rammarico. Non credo che, travasando pezzi di professionalità diverse da una parte all'altra dei servizi di welfare, possiamo tamponare le situazioni. Noi abbiamo bisogno di un quadro più ampio, abbiamo bisogno di definire in che direzione si va, se si va nella direzione della Fondazione, o in quale altra direzione, ma credo si debba intanto partire dal dato della governance. Questa scelta lascia fortemente in capo al pubblico la possibilità di governare la governance. Dobbiamo ragionare su una visione strategica ampia, quindi la deliberazione deve permetterci di fare un ragionamento ampio rispetto alla costruzione di un piano dei servizi che però si determini con la progettazione partecipata; perché, signor Sindaco, quando parliamo del welfare, in particolare dei servizi sociali, è vero, c'è una grandissima differenza per esempio sul piano della percentuale dei servizi esternalizzati, ma quel lavoro lo si è fatto attraverso l'applicazione della Legge n. 328, con una modalità di progettazione partecipata, che ha portato a costruire i Piani di Zona e che, sicuramente, anche in questo caso, rappresenta un modo di lavorare virtuoso. Io credo che nelle maglie del quadro normativo, a fronte di vincoli stringenti per ciò che riguarda le risorse, noi possiamo partire da quest'esperienza, da questa scelta che oggi facciamo. Personalmente ho firmato una serie di emendamenti, ne ho predisposto uno in particolare, che secondo me miglioreranno questo quadro, se riusciremo a votare la deliberazione. Ragioniamo soprattutto anche relativamente alla prospettiva di servizio, quindi partendo da questa possibilità di lavorare insieme in una forma di progettazione partecipata, grazie all'accordo sindacale, ma anche al confronto con i comitati dei genitori, con il Comitato 06, con la cittadinanza, anche grazie alle migliaia di e-mail che ci sono arrivate per dirci: "Riflettete". Ragioniamo sulle prospettive di servizio, sapendo che nei prossimi anni avremo un numero elevatissimo di pensionamenti e, oltre alla necessità di garantire un servizio adeguato, quindi un servizio che non diminuisca, abbiamo la necessità di stabilizzare il personale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Alcune riflessioni le ha già esternato il Consigliere Centillo, ma io ci tengo a fare in particolare una riflessione, con toni pacati, senza alcuna intenzione né di criticare né di contestare le famiglie che giustamente chiedono risposte, tempi lunghi dall'Amministrazione nel fare delle scelte, difficoltà oggettive dall'uscita dal Patto di Stabilità e non solo. Credo che se noi non fossimo usciti dal Patto di Stabilità, sarebbe stato comunque opportuno, perché i tempi sono cambiati, rispetto ad anni fa, quando la nostra Amministrazione investì molto nel sistema che da formazione era diventato educativo. Il Sindaco prima ha ricordato due Assessori molto importanti, due uomini; io ricordo anche una donna, l'Assessore Viziale, alla quale abbiamo chiesto di intitolare anche una via, per età anagrafica, per contingenza dei tempi, a gestire il processo di formazione del percorso dalla scuola come formazione e basta, ad una scuola educativa. Un passaggio molto complesso, anche allora ci furono difficoltà, contestazioni, difficoltà di vedute. Dopodiché, si è andati avanti; si è costruito molto. Ma il nostro sistema educativo, pur essendo eccellente, pur essendo tra i primi in Italia (ci è sempre stato riconosciuto) ha sempre avuto un costo, per i parametri molto alti di rapporto del personale, tra educatori e bambino, che forse hanno escluso altri bambini dall'inserimento in questo percorso importantissimo di educazione; hanno impedito a tante famiglie di avvalersi della risposta educativa del nido pubblico con dei costi più contenuti, dovendo ricorrere, giustamente, al mercato, perché c'è molto privato che lavora nel servizio educativo e ci sono anche molte cooperative. Non lavorano peggio del sistema pubblico. Ed è questo su cui io mi vorrei soffermare, perché non vorrei offendere quegli operatori che hanno lo stesso livello di formazione, perché hanno lo stesso percorso formativo, perché è obbligatorio avere quei titoli di studio; sono persone che hanno investito e che accudiscono tanti bambini della nostra Città. Torino ha investito molto sui nidi, ricordiamocelo, con i finanziamenti del Governo Prodi, della famosa Legge Bindi, a seguito anche della Legge n. 328, che ha stanziato finanziamenti, gli unici finanziamenti specifici, proprio per andare incontro a quel percorso di educazione molto precoce e di conciliazione dei tempi di cura e di lavoro, in particolare delle donne. Lo ricordava la Consigliera Centillo, senza l'intervento del Governo Prodi, la nostra Città oggi non avrebbe i posti nido che ha, perché ci ha consentito di aprire nidi in gestione diretta. Forse è bene che tutti andiamo a ripassarci un po' cosa è stata la nostra storia. Io non sono un'insegnante e certamente non voglio dare lezioni ad alcuno, però credo che non sia giusto offendere tutto il percorso di educazione e formazione che fanno tante realtà in collaborazione, e non, con il servizio pubblico. Credo che l'azione di governance non sia un'opzione, è un dovere delle Città, perché una Città che vuole creare coesione sociale, deve essere disponibile e pronta ad accogliere tutti quelli che vogliono investire in attività sociale. Magari aprissero delle cooperative, ma anche dei privati - perché no? - con noi degli asili nido, invece di aprire delle beauty-farm o delle sale da gioco. È questa la scommessa che un'Amministrazione governata, come la nostra, da forze progressiste, deve riuscire a fare: coesione sociale e a far rispettare i diritti di quelli che sono lavoratori e non lavoratori pubblici. Io lo sottolineo. Ringrazio l'organizzazione sindacale, perché giustamente si battono perché non venga neanche diminuita la retribuzione, oltre alla qualità dei servizi a favore dei bambini e delle famiglie ai dipendenti che sono rimasti precari troppi anni in questa Amministrazione, perché non è neanche così bello avere i precari per tanti anni. Allora, secondo me, noi non lo dobbiamo più permettere. Dobbiamo fare, dal 2013, un percorso di lavoro, perché abbiamo fatto un ordine del giorno e l'abbiamo votato, per chiedere allo Stato di darci le risorse che noi abbiamo investito al posto suo nelle scuole. Se ci avessero dato le risorse, quanti posti nido avremmo attivato, con delle risorse che invece abbiamo, giustamente, investito in altre risposte, perché se no lasciavamo i bambini a casa anche delle scuole materne, che sono già un sistema integrato e sta funzionando benissimo. Allora, nel rispetto dei diritti di tutti, io credo che appena approvato l'atto, appena fatto il bando, noi dobbiamo metterci a lavorare. Qui non è un problema di maggioranza e di opposizione, ma è un problema di responsabilità di tutti gli amministratori di questa Città, perché tutti siamo stati eletti dai cittadini, lavorare perché le risposte siano date in modo giusto, rispettoso, ma con un'ampia governance da parte della Città, che detta i programmi, che verifica e controlla, ma nel pieno rispetto dell'operato della diversità dei modelli, perché nel sociale a me il termine esternalizzazione piace proprio poco, perché è veramente brutto, così come è brutto utenza. Cosa vuol dire? Che siamo utenti? Io sono utente di una linea telefonica, del gas o dei servizi, non utenti dei servizi alla persona. Sono una persona che ha diritto ad avere delle risposte, ma sono un cittadino, non sono utente. Scordiamocela anche questa parola. Così come sono belle le progettazioni plurali, ma che partono da una forte governance della Città. E mi dispiace, anche dalle forze che si definiscono così liberali, sentir dire che deve essere solamente tutto esclusivamente pubblico. Lasciatemelo dire, il pubblico deve controllare, governare, verificare e dare gli indirizzi, ma poi non è accettabile - e l'ho sentito tante volte in questo periodo - la critica costante che considera diminuzione di qualità, la risposta che può essere data da un privato sociale, che è lo stesso privato sociale che lavora con noi, che è lo stesso privato sociale che guarda le persone non autosufficienti e sembra quasi che nei confronti di queste persone, siccome sono non autosufficienti e in difficoltà, si possa lasciare in mano a dei soggetti il lavoro, mentre invece non si può lasciare che quelle stesse persone, che escono dallo stesso percorso formativo, che guardano i nostri bambini di un anno, due o tre... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perché fanno peggio? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non scherziamo, per favore! Questo è l'invito che mi sento di fare, ma umilmente, chiedendoci quale modello vogliamo di inclusione di tante realtà che lavorano con l'Amministrazione, non per l'Amministrazione, perché i lavori insieme, la formazione congiunta e le verifiche costanti, fanno sì che certi disguidi, che oggi stiamo registrando, si annullino da soli. Perché c'è il riconoscimento di tutti i soggetti. Perché questo è dovuto dalla Legge n. 328 e anche dalla nostra Costituzione. Grazie. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io non volevo intervenire, ma è importante farlo in alcuni momenti, quando soprattutto si affrontano questi temi in una Città come Torino, dove ci si conosce e un po' tutti abbiamo fatto il nostro percorso. Chi ha figli, li ha portati alle scuole materne, ai nidi e ognuno può partire dalla propria esperienza. Credo che la cosa peggiore sia quella di cambiare giacchetta a seconda dell'interlocutore. È uno sport che viene praticato molto spesso in questa Città. Ho sentito gli interventi dei Colleghi e ha ragione il Consigliere Genisio: avessimo affrontato l'argomento del privato sociale, delle cooperative, gli stessi Colleghi avrebbero cambiato assolutamente tipo di intervento. Non possiamo pensare che ogni settore che ci coinvolge diventa prioritario e diventa l'unico punto all'orizzonte. Io ringrazio chi mi ha mandato le 755 e-mail che ho archiviato, che corrispondono più o meno a quattrocento persone. Ci sono alcune centinaia di persone, molto spesso le stesse (se ho tempo vado a incrociarle, perché le ho archiviate tutte, e li ringrazio per averle mandate con nome cognome e non anonime), perché occorre avere un senso del limite, che è quello che noi rappresentiamo la città. Io prima me la sono presa un po' con l'Assessore Tedesco, ma bonariamente, non perché ce l'ho con l'Assessore Tedesco, perché l'Assessore al Commercio della Città di Torino non è l'Assessore dei commercianti, è l'Assessore della Città, e ognuno di noi qui rappresenta la Città. Ecco perché credo che alcuni punti fermi ci siano e li dico molto velocemente. Il primo è che l'opposizione spiega a SEL come deve fare SEL. Credo che il Gruppo SEL, le questioni con l'Assessore, i due Consiglieri siano questioni che riguardano il rapporto che SEL ha con la maggioranza. Con il Consigliere Curto abbiamo fatto anche le primarie. Ricordo che alle primarie, anche in modo impopolare, ero l'unico che intendeva dire che andiamo a gestire debiti e a ridurre i Bilanci. Ricordo una bella riunione - non so quanti di quelli che manifestano fuori ci fossero - all'Avocado, dove i candidati alle primarie parlavano proprio di scuola e fui visto con un po' di fastidio dall'uditorio, perché tutti andavano a dire che avrebbero aumentato i nidi, il personale, tutto. Ho detto: "Guardate che sarà difficile mantenere quello che c'è". E non pensavo, perché non è il mio settore, che sarebbe stato proprio così, addirittura diversamente. Quindi l'orgoglio che oggi ho, ed è l'orgoglio di questa Città, è che noi oggi non tocchiamo i posti e continuiamo ad essere una delle Città che dà la maggiore offerta. Nei confronti del panorama nazionale ci pone orgogliosamente davanti a tutti. Dobbiamo dirlo, perché sarebbe stato facile - e la maggioranza sarebbe stata anche compatta su questo - dire che il modello Torino ha fallito. Prendiamo il modello Milano, tagliamo un po'. Prendiamo il modello Venezia, tagliamo un po'. Prendiamo il modello Napoli, tagliamo un po'. Prendiamo il modello Palermo, tagliamo molto di più. Occorre essere onesti e dire che Torino offre molto di più, ha offerto e continua ad offrire molto di più di quello che offrono le altre Città e anche i Comuni della cintura torinese. Questo dobbiamo dircelo. Altrimenti continuiamo a raccontarci in un microcosmo che tutto puzza quando non puzza. Ecco perché sono abbastanza arrabbiato con i miei Colleghi del Consiglio, come sono arrabbiato con certe critiche ingiuste, corporative e non sul bene comune di molti manifestanti. Capisco la differenza delle posizioni. Capisco che tutti dobbiamo difendere qualcosa, tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa e questo sarà perché esiste una crisi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io affronto il dibattito in Consiglio anche con il pubblico. Lo sapete, non mi tiro indietro. Ho una faccia e ce la metto sempre nelle cose che faccio, quindi non mi spaventa sicuramente qualche borbottio, o qualche fischio fuori dalla piazza, visto che l'intervento è trasmesso. Per chiudere volevo solo dire ancora una cosa. Io non ho mai capito perché gli altri sono genitori e io non lo sono mai. Gli altri hanno una famiglia, io che mi sono sposato in chiesa, ho una moglie e una figlia, non sono una famiglia. Quando ci sono delle idee, ognuno esprime le proprie opinioni. Dire: "Noi siamo i genitori, noi siamo gli insegnanti, noi siamo i medici, gli infermieri, i lavoratori", fa parte di una retorica che non rinforza l'argomento, anzi, a chi non la conosce pone molti più dubbi. Io voglio dire una cosa molto chiara a tutti, il discorso sulla continuità educativa è una "cazzata" colossale. Lo dicesse Grillo in un comizio, il giorno dopo avrebbe l'applauso della stampa e i primi titoli. Lo dico io in quest'Aula. Perché in quella fascia di età, andare a ripetere che la continuità educativa è fondamentale, quando quella continuità la dà la famiglia e chi fa crescere i bambini, è qualcosa di mistificatorio. Bisogna smetterla, sono dei miti che ci raccontiamo per dire altre cose. Entriamo nel punto. Il punto è che oggi questa Città non taglia i suoi servizi, li sposta in qualche modo, ma mantiene un livello elevato e invidiato da tutte le altre città in Italia. |