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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2012 ore 11,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02338
SERVIZI COMUNALI PER L'INFANZIA. INDIRIZZI PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA GESTIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202338/007, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 maggio 2012, avente
per oggetto:
\"Servizi Comunali per l'infanzia. Indirizzi per la riorganizzazione della gestione\"
della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202681/002, presentata dai
Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 24 maggio 2012, avente per oggetto:
\"Collegata alla deliberazione mecc. 201202338/007: 'Servizi comunali per
l'infanzia. Indirizzi per la riorganizzazione della gestione'\"
della proposta di mozione n. mecc. 201202019/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 23 aprile 2012, avente per oggetto:
\"Sfiducia all'Assessore Maria Grazia Pellerino\"
e della proposta di mozione n. mecc. 201201730/002, presentata dal Consigliere
D'Amico in data 5 aprile 2012, avente per oggetto:
\"Trasparente aggiudicazione della gestione di 15 asili nido\"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ho chiesto la parola, perché altre volte io avevo chiesto la parola a conclusione; è
stato sollecitato dal Consigliere Liardo che il Sindaco intervenisse, invece, in
apertura e, siccome è una proposta di deliberazione importante, è giusto che il
Sindaco si esprima in apertura, in modo tale che si possa tener conto delle sue
valutazioni durante il dibattito.
Io condivido, naturalmente, tutte le considerazioni che ha fatto l'Assessore Pellerino,
che ringrazio per aver gestito un passaggio delicato della nostra vita amministrativa.
Io, molto sinteticamente, voglio ricordare questi dati. Torino è una Città che ha
sempre investito sull'infanzia, anzi, è stata considerata una Città tra quelle italiane
che più si è caratterizzata per investire sull'infanzia e le cifre lo dimostrano.
Ricordo che abbiamo una percentuale di 37 bambini su 100 che frequentano un asilo
nido, la media nazionale è 11 e la media del Nord Italia è 17; che il 94% delle
domande di iscrizione alla scuola materna è soddisfatto; che questa è la Città, fin
dagli anni Sessanta, inizio Settanta, con il compianto Gianni Dolino e con Fiorenzo
Alfieri, inaugurò l'esperienza della scuola a tempo pieno, generalizzata nella nostra
città prima che in ogni altra città italiana. Di tutto questo si ritrova evidenza nel fatto
che noi siamo una delle città italiane che ha il più alto numero di strutture per i
Servizi Educativi in gestione diretta.
Come è già stato ricordato, abbiamo 83 scuole materne, 54 asili nido e una ventina di
strutture educative di supporto, come i laboratori ITER e altro, per un totale di circa
150 strutture che, salvo 5 asili nido, sono tutte in gestione diretta.
Tradotto in impegno di personale, significa 1.600 dipendenti su un organico di poco
più di 10.000. E questo già dà dimostrazione del rilievo che nella nostra
Amministrazione ha questa attività.
Ci siamo trovati di fronte a minori risorse finanziarie, che incidono anche su questo
settore, e ad un blocco delle assunzioni, che non ci consentono di mantenere in
gestione diretta la stessa quantità di servizi.
Di fronte a una cosa di questo genere si hanno due possibilità. O si trae
semplicemente la conseguenza che siccome ci sono meno risorse, meno personale, si
chiudono dei servizi. Scelta che noi non abbiamo fatto e non vogliamo fare. Oppure,
se si vuole mantenere la stessa qualità dei servizi, occorre riorganizzarne le modalità
prerogative. Ed è esattamente questo il senso della scelta che viene fatta.
Nove asili nido in concessione ci consentono di continuare a mantenere l'attuale
offerta di servizio in ragione tale che ogni bambino che ha un posto in un asilo nido o
in una scuola materna, il 1° settembre continui ad averlo.
Sottolineo che 9 più 5 già in concessione, fa 14 strutture in concessione su 150. Già
solo queste cifre destituiscono di fondamento qualsiasi idea che si voglia smantellare
lo stato sociale o i servizi educativi, perché la quantità dei servizi che, in ogni caso, si
mantiene in gestione diretta è quasi il 90% di quelli che vengono erogati.
Come ha già detto l'Assessore Pellerino, ricordo che non solo in altre città italiane,
che difficilmente possono essere accusate di non essere sensibili allo stato sociale,
come Modena, Bologna o Reggio Emilia, già oggi c'è un rapporto molto più
equilibrato tra servizi in concessione e servizi a gestione diretta rispetto a quello che
ha la nostra città, ma a Torino, se si va all'altro fondamentale comparto di welfare,
cioè i servizi socio-assistenziali, ci sono 527 strutture che prestano servizio di
welfare, 498 delle quali sono in concessione.
La stragrande maggioranza dei servizi che noi diamo per l'assistenza domiciliare agli
anziani, l'assistenza ai disabili, alle persone deboli, tutto ciò che è il welfare di cura,
è in concessione, con prestazioni di qualità. Invito, come faccio spesso io, a visitare
per esempio i nostri centri disabili in concessione per verificare la qualità di quei
servizi. Mi ha molto colpito, in una di queste visite, che un genitore abbia detto:
"Ringrazio di essere cittadino di Torino, perché altrove un servizio così per mio
figlio, che ha una disabilità fisica e psichica molto grave, non l'avrei trovato".
Questa è la dimostrazione che offriamo servizi di qualità e che si possono offrire
servizi in concessione della stessa qualità di servizi in gestione diretta. Peraltro, come
ha sottolineato l'Assessore, anche per i servizi in concessione l'indirizzo didattico è
quello che è presieduto dal Comune ed è l'indirizzo didattico di tutte le strutture. Il
Comune monitora il funzionamento delle strutture in concessione in ragione tale che
la qualità offerta sia analoga a quella dei servizi in diretta e tutto ciò che fa parte
degli investimenti che riguardano il settore dell'infanzia viene indirizzato in modo
analogo a servizi in concessione come servizi in gestione diretta.
Non solo, ma sottolineo che nella deliberazione e nel bando di gara che, sulla base di
questa deliberazione, sarà indetta dal Comune, ci siamo preoccupati di dare
un'indicazione precisa sull'utilizzo del personale che ha prestato servizio - sia a
tempo determinato, che a tempo indeterminato - nei servizi educativi della Città.
Questa è una chiara indicazione nella direzione di offrire una prospettiva di
occupazione nei servizi in concessione anche a coloro che hanno lavorato al Comune
nei servizi in gestione diretta.
Nello stesso bando c'è l'indicazione che i nove asili che andranno in concessione
applichino l'accordo di Federcultura, che è normativamente, salarialmente migliore
rispetto ai contratti delle cooperative di servizio. In prospettiva, sulla base di un
dibattito che non si sta facendo solo a Torino, ma che sta assumendo rilievo
nazionale, Milano, Bologna, Reggio Emilia, Napoli, in altre Città, occorrerà ritornare
su questa materia per verificare un assetto organico, un'azienda speciale, una
fondazione per l'educazione dell'infanzia, altre forme che si individueranno, che ci
consenta di dare un assetto definitivo all'erogazione di questi servizi, mantenendo la
stessa qualità e la stessa ampiezza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
È esattamente perché rispettiamo la gente che sta fuori che prendiamo questo
provvedimento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Insisto su un punto, perché siamo alla vigilia della discussione sul Bilancio. È
evidente che se noi vogliamo mantenere l'insieme delle prestazioni offerte alla stessa
qualità, come nel caso dei servizi educativi, noi dobbiamo in ogni caso pensare a una
riorganizzazione sia delle modalità erogative, sia delle modalità di reperimento delle
risorse finanziarie necessarie.
Questa deliberazione sugli asili nido va esattamente in questa direzione, quindi credo
che rappresenti una scelta corretta, di innovazione coraggiosa. Registro che da molti
anni c'è un dibattito che trasversalmente agita tutte le forze politiche e tutti, in linea
di principio, dicono che bisogna innovare la Pubblica Amministrazione. Questa è una
deliberazione che va nella direzione di innovare il funzionamento della Pubblica
Amministrazione, garantendo alle famiglie e ai bambini servizi della stessa qualità e
della stessa quantità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Data l'importanza di tutta questa discussione, voglio iniziare l'intervento leggendo
un articolo; magari qualcuno si ricorda.
"Caro Sindaco, sono convinta che i servizi educativi per l'infanzia della Città di
Torino debbano rimanere nella sfera della gestione pubblica e troverei preoccupante
un orientamento verso una progressiva dismissione dei servizi pubblici educativi...
Se questo non accadrà, si perderebbe il senso politico della mia esperienza come
Amministratrice in questa Giunta".
Dopo aver esaminato attentamente questa deliberazione, ritengo che la sua
esperienza sia finita, Assessore Pellerino, perché questa deliberazione è l'apertura a
una strada di esternalizzazione. Oggi esternalizziamo il 15%, domani il 50% e
(speriamo di non essere profeti) nei prossimi anni il 100%.
Questo, dal nostro punto di vista, è un gravissimo problema per i bambini che sono
negli asili, per i precari che oggi lavorano nei nove asili. Se non dovessimo rientrare
nel Patto di Stabilità, probabilmente saranno molti di più e l'esternalizzazione sarà
obbligata a crescere.
Si parla di Torino, di Modena, di altre città, ma a noi interessa davvero poco. Arrivati
a questo punto, sappiamo che Torino, come il Sindaco più volte ci ha detto, è
un'eccellenza. Questa deve rimanere. Non so perché se altre città si avvalgono di
servizi esternalizzati, anche Torino debba mettersi in questa condizione.
Torino è un'eccellenza e forse, per la prima volta, deve resistere a farsela portare via.
Torino ha già perso tantissimo: non è più Capitale dell'automobile, della moda, del
cinema. Adesso ci troviamo nella situazione che anche l'istruzione viene venduta,
anzi svenduta, perché uscendo dal Patto di Stabilità, il Sindaco sapeva perfettamente
che i servizi educativi, e non solo, si sarebbero trovati in questa situazione.
Quello che ci preoccupa è la continuità didattica per i bambini, perché si troveranno
di fronte a persone che non sappiamo quanto saranno pagate, perché il bando
dobbiamo ancora vederlo. Non ci è stata data la possibilità di poter capire quanto
questa deliberazione vincoli il bando, come sarà creato, o se è già stato creato. Ma
probabilmente domani mattina lo vedremo già. Quindi è un bando già pronto, già
blindato. Vedremo come saranno accolti gli emendamenti di maggioranza e di
opposizione, ma probabilmente è già stato deciso. Come al solito, il passaggio in
Consiglio Comunale è un passaggio solo obbligato e sta diventando quasi formale.
Siamo preoccupati per chi lavora, per chi ha speso tempo a creare questa eccellenza
torinese nella gestione degli asili, perché sappiamo perfettamente che se anche le
persone che adesso lavorano negli asili dovessero essere inserite all'interno delle
cooperative, perderanno punteggio in graduatoria e probabilmente anche la loro
condizione di lavoro cambierà.
Noi abbiamo presentato otto emendamenti a questa deliberazione, che sicuramente
non ci metteranno nella condizione di votarla, ma per noi sono delle pezze
fondamentali affinché questa deliberazione assomigli a qualcosa di utile per i
torinesi, per i cittadini e per i bambini.
Il nostro lavoro ci ha portato a creare una piccola alternativa a questa deliberazione,
che arriva con 51 emendamenti di Consiglio Comunale. Quindi una deliberazione
tutt'altro che perfetta e tutt'altro che condivisa. Questo, secondo noi, è sintomo di
una Giunta che non sa comunicare con il Consiglio Comunale.
Ma la cosa che mi preoccupa è che la maggior parte di questi emendamenti sono fatti
dalla maggioranza stessa, che con l'Assessore hanno sicuramente dei rapporti
privilegiati rispetto a questa opposizione consiliare. E mi preoccupa ancora di più che
la maggior parte degli emendamenti fatti dalla maggioranza arrivano dal Gruppo
Consiliare a cui l'Assessore appartiene. Questo sicuramente è ancora più grave,
perché probabilmente c'è una difficoltà del Gruppo Consiliare a parlare con questa
Giunta.
Questo mi preoccupa, perché con le difficoltà che la Città di Torino sta affrontando e
che si troverà ad affrontare questo anno, probabilmente non sarà in grado di poterla
gestire nel migliore dei modi.
Ripeto, i nostri emendamenti sono fatti per cercare di mettere delle pezze. Dopo
entreremo nel merito. Avremmo voluto fare ostruzionismo alla nostra maniera, ma
riteniamo che i bambini debbano avere la priorità. Abbiamo cercato di mettere questo
Consiglio Comunale nella condizione di approvare una deliberazione il più decente
possibile, perché al momento questo provvedimento è assolutamente indecente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Intanto, mi sembra abbastanza inverosimile che la deliberazione sia stata illustrata
dall'Assessore Pellerino, visto che il suo esordio, quando si iniziò a parlare di
privatizzazione degli asili, era quello di dimettersi. Questa fu la prima affermazione
che l'Assessore fece.
Naturalmente, questa situazione è figlia della decisione di uscire dal Patto di Stabilità
- l'ho detto in tempi non sospetti, anche se il signor Sindaco, in occasione della
riunione con i comitati, disse che il Patto di Stabilità non c'entrava niente...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è solo quello, ma è anche quello, caro
Sindaco. Sono contento che il Sindaco oggi mi stia dicendo che, in qualche modo, il
Patto di Stabilità c'entra. Certo che c'entra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO)
- e di un enorme debito, che io non ho mai attribuito al Sindaco, ma spero che alla
fine della tornata amministrativa il Sindaco dirà che ha ereditato una situazione
disastrosa. Me la dia questa soddisfazione, Sindaco.
In questi anni ho visto un proliferare di associazioni, posso testimoniarlo attraverso
l'esperienza che ho avuto in Circoscrizione; una manovra che ha sicuramente
consentito una certa stabilità all'interno delle Circoscrizioni e anche un certo ritorno
elettorale, che c'è stato. Campi sportivi rimessi a nuovo, tappeti verdi. Una miriade
di spese per aiutare gli amici e gli amici degli amici che oggi paghiamo
pesantemente, con la proliferazione di centri di incontro, dove hanno praticamente
tutto e non gli è mai mancato niente. Sono piccole spese, ma sommiamole una per
una e andiamo a vedere cosa salta fuori. Gli sprechi che ho visto a livello di
assistenza negli anni passati, Assessore Tisi. Queste cose sono state sotto gli occhi di
tutti.
Il Comune, caro Sindaco (io lavoro in banca), mi ricorda tante famiglie facoltose che
hanno tante entrate, perché noi ne abbiamo di entrate, però non si sanno gestire e alla
fine del mese vengono da noi a chiedere dei prestiti.
Volevo solo sottolineare un aspetto, e mi avvio alla conclusione. Possiamo
privatizzare tutto, e noi del centrodestra siamo anche più bravi di voi in questo, lo
facciamo sicuramente con cognizione di causa, però qui stiamo parlando di bambini,
Assessore.
Qui leggo \"aumento del costo della vita e minor possibilità di spesa delle famiglie\".
Come le compensiamo queste spese? Scadendo inevitabilmente nel servizio, perché
uno più uno fa due, proprio per sottolineare il fatto che lavoro in banca.
Perciò, sicuramente, non ci sarà una razionalizzazione, ma ci sarà un servizio che
sicuramente sarà più scadente, a danno dei bambini. Non stiamo parlando di
privatizzare delle società o altre cose, ma degli asili, di cui i primi fruitori sono le
famiglie e i bambini. E Il servizio sicuramente non potrà essere quello che fino
adesso il Comune di Torino ha offerto e che tantissime città continuano a offrire, ma
non sono figlie e vittime di debiti passati.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Oggi ci troviamo a votare in Aula un atto che mai avremmo voluto che si
presentasse. Ci troviamo di fronte a una scelta difficile, quella di esternalizzare la
gestione di nove asili nido di questa Città. Pur riconoscendo il valore e la qualità
delle scuole paritarie, ritengo che il servizio pubblico, laddove condotto in maniera
corretta e attenta, possa dare delle garanzie maggiori.
Purtroppo, oggi ci troviamo con questa urgenza, dettata dal Patto di Stabilità, da
eredità che questa Amministrazione ha ricevuto e sulle quali noi, chiaramente, non
possiamo ancora sparare, perché tutto si può imputare al Sindaco Fassino, ma non
sicuramente questa eredità che si è trovato sulle spalle.
Però, siamo anche convinti che se ci troviamo in questa situazione è perché,
purtroppo, caro Assessore Pellerino, questa vicenda non è stata gestita
adeguatamente. Io non sono qui a chiedere la testa dell'Assessore, o le sue
dimissioni, così come ha fatto il Gruppo della Lega Nord, perché con quelle dovrà
fare i conti soltanto con la sua coerenza, ma oggi non possiamo esimerci dal
formulare delle critiche all'Assessore, per la gestione di questa vicenda che noi
riteniamo non molto oculata.
Se è pur vero che questa situazione è nata da una situazione che non garantisce più a
questa Amministrazione di erogare un servizio in forma diretta, siamo anche convinti
che se questa situazione fosse stata presa in mano qualche mese fa, sicuramente oggi
i genitori avrebbero già iscritto i loro bambini e saprebbero in quale nido mandarli il
prossimo anno.
Entriamo, comunque, nel merito di questa deliberazione. Questo provvedimento - lo
dimostrano i 51 emendamenti presentati - ha delle carenze evidenti. Io ritengo che sia
formulato anche per dare delle risposte ben precise, che vanno al di là della
continuità didattica, dietro cui ci si nasconde sempre, ma siamo convinti che questo
non accadrà. Di questo siamo rammaricati.
Il PdL ha presentato degli emendamenti che cercano di rispettare il sentimento che
anche il Capogruppo Lo Russo ha espresso in sede di Commissione, cioè quello di
migliorare questa deliberazione. Noi l'abbiamo fatto, assumendoci la responsabilità
delle proposte che abbiamo presentato.
Devo dire una cosa: mi auguro di essere smentito, ma secondo voci di corridoio i
nostri emendamenti verranno tutti quanti respinti, mentre verranno accolti degli
emendamenti che, pur cambiando di poco nella forma e nella sostanza questa
deliberazione, però serviranno a una parte della maggioranza - mi rivolgo ai Colleghi
di SEL - come condizione per il loro voto favorevole.
Così facendo non faranno altro che prendere a pesci in faccia le persone che in
questo momento ci stanno ascoltando in diretta in piazza, alle quali, facendosi forza,
diranno: \\\"Guardate, abbiamo presentato degli emendamenti che vanno a vostro
vantaggio; quindi questa è la giustificazione per cui noi daremo il nostro voto
favorevole\\\". Se così sarà. Ma forse verrò smentito.
Ma se questa sarà la scelta, se gli emendamenti che noi abbiamo presentato non
verranno neanche presi in considerazione, allora, cari Colleghi di maggioranza, pur
consapevoli delle vostre necessità di serrare sempre le fila per tenere in piedi questa
coalizione, che giorno dopo giorno mostra tutte le sue falle, questa volta questa
responsabilità non ce la prendiamo. Lasciamo a voi questo compito e soprattutto
lasciamo che il voto decisivo di questa deliberazione sia affidato ai Colleghi di
Sinistra Ecologia e Libertà, che fino a oggi hanno cavalcato in maniera strumentale
questa vicenda.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Forse non interessa ai Consiglieri, ma penso che un po' di silenzio dovrebbe esserci,
visto che oggi stiamo discutendo di una deliberazione che modificherà
sostanzialmente il sistema educativo della nostra Città, muovendolo sempre più verso
il sistema gestione mista che il Sindaco più volte - almeno così abbiamo appreso da
fonti di stampa - ha definito un modello comunque a cui tendere garanzia di qualità.
Come ho già detto in Commissione e abbiamo espresso più volte, voglio ribadire in
questa sede che noi la pensiamo diversamente e non condividiamo nulla di questa
deliberazione, non solo in termini di contenuto, ma anche in termini di metodo.
Ed è proprio del metodo che inizierò. Innanzitutto, come ho detto in Commissione,
questa deliberazione andava fatta a febbraio. Sapevamo già tutto: la fuoriuscita dal
Patto di Stabilità, il blocco delle assunzioni, le problematiche relative alla scadenza
dei contratti. Perché portare avanti tutta questa manfrina per mesi, generando ansie,
paure, disagio, non solo ai genitori, ma ai lavoratori, ai educatori, a tutti quelli
coinvolti in questo processo?
Non potevamo già farla a febbraio? Si sapeva già tutto. Ripeto la domanda, come ho
già avuto modo di fare in Commissione. E perché le uniche proposte alternative alla
concessione sono state presentate, di fatto, dai Comitati dei genitori? Perché abbiamo
dovuto aspettare fino all'ultimo per avere un parere scritto sulla sussidiarietà
orizzontale? che personalmente non mi convince al 100%, ma lo rispetto. Non ci
risulta, tra l'altro (magari verrò smentita; aspetto risposte dall'Assessore), che
l'Avvocatura Comunale abbia mai dato risposte scritte, in merito alle proposte di
IPAB e Fondazione avanzate dal Comitato.
Inoltre perché le parti sociali sono state audite in Commissione all'ultimo, venerdì,
quando erano già chiusi i tempi per gli emendamenti? Questo riguardo al metodo.
Per quanto riguarda il contenuto, anzitutto non migliora la qualità del servizio
educativo. Almeno noi la pensiamo così. Genera problemi evidenti di reinserimento e
riadattamento, nonché di continuità formativa per circa 500 bambini, che
rientreranno a settembre e si troveranno con una figura educativa nuova. Lo sa
meglio di me, Assessore, non bastano i muri a garantire la continuità, ci vuole ben
altro e noi riteniamo che in questa deliberazione e nel bando che ci sarà, la continuità
non verrà garantita.
La deliberazione non tutela abbastanza i lavoratori. Si troveranno in situazioni
critiche e di totale incertezza, che hanno già vissuto negli ultimi periodi. Con questa
deliberazione creeremo nuova incertezza.
Nella deliberazione la soluzione della Fondazione è lievemente accennata, debole e
senza riferimenti temporali e impegni specifici, almeno ad oggi. Poi, magari, sarò
smentita con la votazione degli emendamenti. Non è neppure presente nella
impegnativa.
Non ci sono riferimenti temporali della concessione e non c'è nulla che fa pensare
che questa sia davvero una soluzione ponte. Forse perché in realtà non lo è. E questo
è un modello a cui vuole tendere questa Amministrazione. Cosa che, peraltro, a mio
avviso, potrebbe essere anche abbastanza credibile, visto che mi risulta (magari verrò
smentita anche questa volta) che nel convegno in cui è stato presentato il Progetto 06
a Torino non ci fosse una posizione netta espressa in tale sede rispetto alla
Fondazione, ma si parlasse di ben altro.
Assessore, non le sembra evidente di aver fallito e che le intenzioni siano ben altre?
Allora, cosa ci fa ancora qui? Io me lo chiedo. Non so lei.
A me non interessa la scusa del Patto di Stabilità, perché è troppo facile. È
inaccettabile che a dicembre, in Aula, il Sindaco abbia detto che l'uscita dal Patto di
Stabilità era un atto coraggioso, che avrebbe avuto conseguenze praticamente
irrilevanti - "irrilevanti" è stato il termine usato riguardo il personale - e oggi
giustifica questa deliberazione dicendo che è colpa dell'uscita dal Patto di Stabilità.
Questo io lo ritengo inaccettabile.
Se era tanto coraggioso uscire dal Patto di Stabilità, perché non essere coraggiosi
anche oggi e tentare nuove vie, sperimentare strade nuove e magari rischiare con la
sussidiarietà orizzontale, come abbiamo chiesto?
Credo che non ci sia molto da perdere, anche perché con questa deliberazione vedo
solo la certezza che a perderci saranno i bambini, i genitori, i lavoratori e tutta la
città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Io farò un intervento molto conciso, chiedendo al Sindaco se ha voglia di dare una
risposta ai suoi concittadini, perché credo che alla fine le persone per le quali
lavoriamo sono proprio i nostri concittadini.
La mia domanda è una, secca e forse anche banale, magari proprio perché non ho
visto la risposta. Mi spiega perché anziché affidare in concessione ai privati nove
asili, la Giunta non ha pensato di cedere le quote della Città degli aeroporti di
Bologna e Firenze, che non interessano minimante ai cittadini torinesi.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma questa è spesa corrente.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma a fronte di due aeroporti che non
interessano veramente a nessuno, lasciare a casa 300 persone, invece di garantirgli
magari sei anni... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Sì, certo, ma non ci poteva essere una deroga di questa funzione, visto che abbiamo
voluto uscire dal Patto di Stabilità? Cioè noi ci teniamo un carrozzone che non
interessa a nessuno, ma lasciamo a casa 300 persone.
Questa è una domanda puntuale, alla quale gradirei ricevere una risposta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Cercherò di essere ordinato e magari anche meno veemente rispetto alla discussione
avvenuta in Commissione, iniziando da un punto essenziale.
Oggi parlerò con il Sindaco, non parlerò con l'Assessore Pellerino perché per noi
l'Assessore non è più un riferimento politico, per due ragioni evidenti. La prima è la
dichiarazione rilasciata al quotidiano La Stampa, già citata dal Capogruppo Ricca. Io
la rileggo testualmente: "È una soluzione (l'esternalizzazione) che toglierebbe senso
alla mia presenza in Giunta".
Per noi l'Assessore Pellerino non rappresenta più un riferimento politico adeguato e
ne chiediamo assolutamente le dimissioni. Perché è inutile mentirci, signor Sindaco,
il dado è tratto. Ovvero, è iniziato il processo di esternalizzazione. Io non giudico se
sia giusto o sbagliato, lo vedremo poi dagli emendamenti; io giudico il fatto che lo
stiamo facendo con la complicità di una forza politica di maggioranza, che si chiama
SEL, che continua ancora una volta (perdonatemi, non è niente di personale, così
come non è niente di personale con l'Assessore) a prendere in giro i cittadini e i
lavoratori, e voterà una deliberazione che così com'è (tra le altre cose, ho visto un
emendamento dell'Assessore che prevede una concessione di due anni), significa che
voi state dando l'okay all'esternalizzazione, dopo tutto quello che è successo in
questi mesi.
Su questo, invito i Colleghi di SEL a riflettere, perché credo che siano onesti
intellettualmente e siano in grado di discernere che questo atto non è votabile. Questo
è un nodo politico assoluto, dirimente, per il Gruppo SEL, che può pregiudicare la
sua presenza in questa maggioranza. Io vi invito a riflettere.
In secondo luogo, passerei ai molti nodi tecnici di questa deliberazione, partendo dai
costi. Sindaco, pensi che il suo Assessore non ci ha ancora fatto vedere quanto costa
un'ora a bambino per gli asili nido che gestisce. Pensi che non sappiamo neanche
quanti posti saranno esternalizzati con questa deliberazione. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non lo sappiamo ufficialmente. Mi pare nove asili, ma quanti posti
saranno? Non lo so.
Detto questo, che mi sembra già dirimente rispetto a una deliberazione di indirizzi
che prevede la partecipazione dei privati, credo sia importante fare due ragionamenti
sui costi. Non sto a dilungarmi, perché l'ho già detto in Commissione con molta più
veemenza, ma noi avremo un disavanzo dai 3,7 ai 7,8 milioni di Euro, a seconda del
tipo di calcolo; in base ai dati del CNEL, Sindaco, non sto parlando di dati del
Comune di Torino, perché purtroppo il Comune di Torino non ha questi dati.
Quindi noi facciamo questa operazione di esternalizzazione non perché crediamo in
un progetto, ma per necessità. Ed è qui che si svilisce la dignità delle persone, dei
lavoratori, dei bambini e dei genitori, perché non lo stiamo facendo con convinzione.
Lo stiamo facendo per necessità.
Passiamo alla Fondazione, l'ipotetico soggetto giuridico. Voi immaginate la
Fondazione San Paolo che deve dare ogni anno dai 3,7 ai 7,8 milioni di Euro al
costituendo soggetto giuridico, se sarà una Fondazione. Non succederà mai, signor
Sindaco.
Quindi, Signor Sindaco, dire le bugie sapendo di mentire, secondo me è molto grave.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Signor Sindaco, io faccio il mio
intervento, lei faccia il suo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa
se è offensivo. Io ho legittimità di dirlo politicamente, perché sono stato eletto dai
cittadini, così come i miei Colleghi, quindi posso dire cosa ritengo utile.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa, io non sto offendendo.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Glielo dimostro. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Lei denunci chi vuole, a me non interessa. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Presidente, per favore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per favore, Sindaco, lasci terminare il Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sindaco, lei sta mentendo sapendo di mentire. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non importa, glielo dico a verbale, è tutto registrato. Sa perché sta
mentendo sapendo di mentire? Perché, primo, con queste linee di indirizzo che ha
voluto approvare con questa deliberazione, nessuno parteciperà a questo bando.
Lei ha detto all'inizio (mi perdoni se cito il suo dato) che il 37% lo raggiungiamo; la
Convenzione di Lisbona prevedeva il 33%. Questo è giustissimo. Ma sa perché lo
raggiunge? Perché ha una giusta collaborazione tra pubblico e privato. Il privato,
anche sociale, di questa città è molto importante. Invece, con questa deliberazione,
lei sta precludendo al privato la possibilità di partecipare con grande attenzione e con
grande forza a questa privatizzazione.
Signor Sindaco, lei sta mettendo dei paletti che non fanno altro che aggravare la
posizione e dare adito a SEL di vincere una partita fondamentale, che è questa: il
Comitato 06 sta cercando di fare un'azione che potrebbe (lo dico al condizionale)
pregiudicare i tanti lavoratori che a questo Comitato non hanno voluto partecipare.
Lo dico anche al Consigliere Curto.
Questo è un ragionamento fondamentale: ci sono tanti lavoratori, nell'ambito dei
Servizi educativi, che non stanno aderendo al Comitato 06. Con queste linee di bando
voi ci autorizzate a dubitare che affiderete questa riorganizzazione al Comitato 06, a
una costituenda cooperativa, o a qualcosa del genere, che sia anche un surrogato,
perché il privato o la cooperativa sociale non parteciperanno mai a questo bando. Voi
fate una convenzione di due anni, ma chi può investire in due anni su qualcosa che
dia continuità educativa e soprattutto stabilità ai lavoratori? Nessuno, che sia sano e
che sia lungimirante. Questo è il mio ragionamento, signor Sindaco.
In più, le aggiungo che (ritorno sul punto, perché è importante, dell'Assessore
Pellerino) solitamente un Assessore deve avere calma e lungimiranza, oltre che
saggezza. Secondo noi l'Assessore Pellerino non è più un interlocutore politico,
perché non ha dimostrato né l'una né l'altra, irridendo anche - al contrario di quello
che stiamo facendo noi, prendendo molto seriamente quello che l'Assessore sta
proponendo - pubblicamente, in Commissione, con le sue faccette simpatiche (niente
di personale, Assessore) le proposte di un'opposizione che su questo tema ha
lavorato tantissimo.
Cosa aggiungere? Abbiamo creato anche disparità tra lavoratori, signor Sindaco. La
Giunta precedente aveva esternalizzato, dall'oggi al domani, gli assistenti educativi.
Senza che nessuno fiatasse. Questi assistenti educativi oggi sono precari, tanto
quanto gli educatori e di loro non si sa più nulla.
In questa deliberazione si parla, forse, che verranno, eccetera, ma secondo le stime
fatte dagli stessi Uffici parlano di 120 assunzioni di personale educativo e 70 ATA
(bidelli o assistenti educativi), su un totale di 300 educatori, più altro.
Quindi, signor Sindaco, glielo dico senza la paura di essere denunciato; anzi
preferirei che mi denunciasse su questo. Ma io non la sto offendendo, sto parlando
politicamente, però se lei mi vuole denunciare, lo faccia, perché sono convinto che
con gli indirizzi stabiliti per il bando di questa deliberazione, non ci sia trasparenza.
Con questa deliberazione si illudono i lavoratori che avranno il posto di lavoro, ma in
realtà non l'avranno. Si illudono genitori, che arriveranno a settembre, ottobre,
novembre ad avere una posizione tale e quale a questa di oggi, non garantendo ai
propri figli la continuità educativa.
Pertanto vi invito (mi riservo ancora di intervenire prossimamente sugli
emendamenti) e invito il Gruppo SEL a prendere una decisione saggia su questa
deliberazione, perché se siete coerenti, anche se da parti opposte, questa
deliberazione non la voterete, così come non la voteremo noi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Avrei preferito che la discussione iniziasse chiedendo scusa alla Città per il ritardo
con cui siamo arrivati a prendere questa decisione e ringraziando tutti i lavoratori e le
lavoratrici che hanno tenuto e continuano a tenere aperti i nostri servizi.
Grazie a un accordo sindacale, che per adesso la discussione non ne ha tenuto conto,
questa deliberazione si è polarizzata tutta sugli asili nido, tralasciando il tema delle
scuole dell'infanzia, gestite dalla Città di Torino, da più di trent'anni, spesso senza il
contributo dello Stato. In uno degli emendamenti a questa deliberazione, abbiamo
citato la trattativa per le 30 sezioni, ma di fatto nessuno ha ricordato i motivi
economici per cui si è delineata questa situazione. Fra questi, ci sono anche i 60
milioni di Euro che ogni anno la Città spende al posto dello Stato per mantenere le
oltre 80 scuole dell'infanzia.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è così, Consigliere Tronzano. I nidi
sono un'altra parte. Sto parlando delle scuole dell'infanzia. Se lei è ignorante e non
sa che le scuole dell'infanzia sono le scuole materne... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Le scuole dell'infanzia sono quelle che lei chiama scuole materne.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si chiamano scuole dell'infanzia,
Consigliere Tronzano. Se vuole uscire e andare a ripetizione, vada dalle educatrici.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, facciamo terminare l'intervento.

GRIMALDI Marco
Sto dicendo che questa discussione è tutta incentrata sugli asili nido, grazie a un
accordo sindacale di tutti i precari che oggi tengono assieme le scuole dell'infanzia
(tra parentesi, per il Consigliere Tronzano, le scuole materne) e gli asili nido. Sto
dicendo inoltre che non si può dire che i ritardi della politica non c'entrano con
questa discussione. Io me li ricordo questi ritardi; mi ricordo quando questa Città
doveva affrontare il tema del trasferimento delle scuole dell'infanzia allo Stato; me
lo ricordo in campagna elettorale quando si diceva che bisognava far uscire quelle
risorse dal Patto di Stabilità.
Ricordo, anche al centrodestra, che da un po' di anni il turnover è bloccato a 1/5, ma
e per fortuna forse questo cambierà nel corso dell'anno. Questo argomento è un altro
degli aspetti per cui questa riorganizzazione prima o poi dovrà essere pensata anche
da altre parti e da altre Istituzioni. Questa discussione dovrà essere il primo oggetto
di discussione quando ritorneremo dentro il Patto di Stabilità. E per questo ringrazio
le forze sindacali.
In questa discussione molti hanno criticato il Gruppo SEL, parlano per SEL,
chiedono spiegazioni a SEL. Intanto parliamo di quello che abbiamo fatto in questi
mesi. In Commissione, a novembre, eravamo in pochi ad avere presente questa
situazione, quando chiedevamo che i contratti di questi precari non venissero
interrotti a dicembre, ma rinnovati fino a gennaio.
Questa discussione avrebbe potuto finire drammaticamente. Lo dico al mio Sindaco,
con tutta la coscienza della distanza che ci separa su questo tema. Si può sminuire il
tema del Patto di Stabilità, però dobbiamo essere consapevoli che se non avessimo
rinnovato quei contratti, a gennaio, altro che nove asili convenzionati. Avremmo
avuto più di quindici strutture senza più un'offerta pedagogica.
Allora perché abbiamo fatto un po' di pioggia di emendamenti su questa
deliberazione? Prima di tutto perché l'aridità non aiuta in questa discussione. Certo
che c'è bisogno di riorganizzare il sistema, che bisogna aprire una discussione con lo
Stato, però possiamo dire che questa discussione l'abbiamo fatta nei tempi sbagliati e
nei modi sbagliati? È autocritica. Però, scusate, quando critico voi, fate bene a
stizzirvi, quando faccio autocritica almeno abbiate coscienza di quello che sto
dicendo. Io dico che questa discussione l'abbiamo fatta nei modi sbagliati, e di
questo dobbiamo chiedere scusa ai genitori.
Abbiamo presentato emendamenti che parlano di continuità pedagogica ed educativa
e di minori trasferimenti del personale a tempo indeterminato; mentre per i lavoratori
a tempo determinato, in un emendamento che verrà discusso dal Consigliere Curto,
abbiamo chiesto che la loro esperienza lavorativa sia il primo criterio di assunzioni
da parte dei soggetti concessionari. Il primo. Ma la continuità educativa non può
essere rappresentata solo da quelle mura, che rimangono le stesse.
Quei 700 bambini avranno la difficoltà di dover rifare i reinserimenti ed è per questo
che chiediamo che sia uno dei punti dirimenti anche di discussione con i genitori. Di
questo dobbiamo chiedere scusa ai genitori, anche per il clima di sfiducia che si è
creato. Lo dico di nuovo alla Giunta e a tutti noi.
Certo, fa bene il Sindaco Fassino a dire che riapriremo gli asili e che ci mancherebbe
altro che una famiglia e un bambino possano perdere quel posto. Però, diciamoci la
verità, siamo a fine maggio e ancora oggi, di fatto, questi genitori non sanno quali
sono i nove asili che saranno dati in concessione.
È per questo, però, che le norme devono essere più stringenti. È per questo che
Sinistra Ecologia e Libertà ha fatto, con la maggioranza, un lavoro assai strano, nel
senso che abbiamo cercato di far sì che lo schema di gara fosse nella deliberazione.
Qualcuno ci ha sfottuto, dicendo: "Ma perché mettete i numeri? Perché mettete i
criteri?". Io ne ho votate di deliberazioni in Consiglio Comunale; ho votato gare di
servizi in cui si spiegava che questi servizi pubblici dovevano essere gestiti da
soggetti che avevano un ascensore molto alto, che avevano due imbarcazioni, che
avevano una cremagliera.
È nostro diritto dire che fra i doveri che questi soggetti devono avere per candidarsi a
gestire queste concessioni, c'è anche il diritto di chi ha tenuto aperti quei servizi in
questi anni. La continuità e la qualità pedagogica educativa è rappresentata da quegli
educatori.
Allora, se c'è questa possibilità di parlarci con franchezza, io spero che anche il
centrodestra e il Movimento 5 Stelle, che criticano questo impianto, intanto votino
gli emendamenti che migliorano sensibilmente questa discussione.
Noi siamo consapevoli di non essere davanti alla migliore deliberazione che
avevamo immaginato affrontando questi temi in questi mesi. Però so anche che
avremo la capacità di parlare di tutto quello di cui non si parla in questa
deliberazione, cioè di tutti quei soggetti accreditati, che spesso non stanno dentro un
alveo di governance pubblica, di tutti quei bambini che ancora oggi sono in lista
d'attesa e di tutte quelle strutture che non è detto che non potranno essere riaperte dal
pubblico.
La scommessa lanciata dai sindacati di tenere l'85% è una scommessa politica, che
noi continuiamo e crediamo di poter garantire, perché ricordiamo la scommessa per
la quale abbiamo votato Piero Fassino alle elezioni Comunali, cioè rendere
universalistico un sistema che ancora oggi è a domanda individuale.
Non possiamo dimenticare le sfide che abbiamo ancora nei nostri territori, le liste
d'attesa, diverse a seconda delle Circoscrizioni. Anche questo sarà uno degli oggetti
di discussione. Inoltre non possiamo dimenticare che oggi, per una famiglia precaria,
parlare di 400, 500, 600 Euro al mese per un asilo nido privato è un nostro problema,
un problema di governo pubblico anche del sistema privato.
Io, personalmente, sono per un'azienda speciale, però senza mettere in discussione
chi, in questi anni, ha avuto la capacità di creare quel sistema, quei contratti pubblici,
che in qualche modo non possono essere messi in discussione. Abbiamo fatto bene a
rimandare questa discussione, perché non è detto che ci sarà bisogno di un nuovo
Ente, che forse sarà una Fondazione. L'importante però è che il governo di questo
sistema continui a essere a prevalenza pubblica.
Credo che questi siano gli unici due indirizzi che non solo vale la pena votare, ma
che varrà la pena ridiscutere e rimettere in campo da subito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Le scuse iniziali del Consigliere Grimaldi, che di sicuro si esprimeva a titolo
personale o, al limite, del suo Gruppo e dell'Assessore che esprime, sarebbero state
effettivamente un gesto apprezzabile, peccato che le ha pronunciate dal microfono
sbagliato. Sarebbero state credibili se le avesse pronunciate da questi microfoni. E vi
dico anche perché.
Perché dobbiamo riflettere tutti insieme, ciascuno con le proprie responsabilità, su
come siamo arrivati a questo punto. Oggi abbiamo sentito per la prima volta
l'ammissione da parte del Sindaco Fassino, su istanza del Consigliere Liardo, del
fatto che, forse, il Patto di Stabilità una qualche incidenza può averla avuta in tutta
questa vicenda. Questo è il vero scoop.
Il problema non è tanto che il Patto di Stabilità sia stato violato, ma come è stato
violato, con quale rivendicazione politica. Se qualcuno in questa maggioranza si era
accorto di dove questa Città stava piombando, allora io non ho capito come mai lo
sforamento del Patto di Stabilità è stato annunciato tra una festa natalizia e l'altra.
Non ho capito come mai ci siamo sentiti dire che era stata una scelta rivendicata
perché era un Patto stupido, non perché questa Città era in rosso profondo, per cui
bisognerebbe tagliare tutti i costi di personale, dismettere le partecipate e tagliare i
servizi. Perché quello è il secondo round, Sindaco; non diciamo che esternalizziamo
il personale per non tagliare il sociale. Li andiamo a vedere in Commissione la
prossima settimana i tagli al welfare. Quindi prepariamoci anche a quel dibattito.
Il problema, invece, è come mai, di fronte a questo soggetto giuridico che paventa
l'Assessore Pellerino, in questi quattro mesi, in cui ormai lo sapevamo che il Patto di
Stabilità era stato sforato, non c'è stato un approfondimento da parte della Giunta per
predisporlo e realizzarlo veramente; addirittura i pareri dell'Avvocatura sono arrivati
a una settimana dalla liberazione in Commissione della deliberazione.
È questa la vera follia. È questa la grave colpa di responsabilità, non solo della
Giunta, ma anche della maggioranza che dovrebbe dargli un orientamento.
Io sento definire questo soggetto giuridico, molto fumoso, come agenzia speciale;
prima l'Assessorato parlava di IPAB, ma è stato smentito dall'Avvocatura; sentiamo
parlare di Fondazione. Vogliamo essere onesti? Lo vogliamo chiamare Casper?
Perché è un fantasmino, è un fantasma che non esiste, è un qualcosa che mettiamo
come specchietto per le allodole, qualcosa che in deliberazione compare in modo del
tutto ipotetico e dubitativo nelle premesse, non compare nel dispositivo, lo sentiamo
addirittura scomparire dall'intervento del Sindaco, che infatti parla di gestione mista
di questo soggetto giuridico (queste due parole non gliele ho ancora sentite
pronunciare in tutte le occasioni in cui ha potuto esprimersi sulla vicenda), non ha
parlato di soggetto giuridico e un motivo ci sarà. E mi preoccupa, visto che il
Sindaco, con grande tranquillità, si è trovato puntualmente a smentire il suo
Assessore all'Istruzione ogni volta che è stata prospettata una soluzione.
Il fatto che questo soggetto giuridico, che dovrebbe riprendere in mano la gestione
delle strutture esternalizzate, sia in realtà un miraggio e sia l'ennesima presa in giro
nei confronti degli operatori, delle famiglie, dei genitori e degli educatori, è
dimostrato (lo vedremo nel dibattito sugli emendamenti) dal fatto che su questo
soggetto giuridico, da quello che mi risulta dalla maggioranza non c'è stata alcuna
proposta, alcun tentativo di rafforzarlo, alcun tentativo di vincolare la Giunta. Perché
questa parte di maggioranza, di questo centrosinistra, si è arresa e l'altra metà
invece ha scelto coscienziosamente la cessione in esternalizzazione dei servizi, non
secondo un piano organico, ma secondo la necessità imposta dalla propria mala
Amministrazione finanziaria. Questo è il vero punto.
Per cui, invece di decidere un piano armonico di gestione dei servizi educativi per
l'infanzia, ogni anno stiamo a fare il bilancio di quello che non riusciamo a gestire e
che cederemo di volta in volta, pezzo per pezzo. Questo lo dimostra il fatto che il
centrosinistra, con i suoi emendamenti, sta trasformando questa proposta di
deliberazione praticamente nel bando, addirittura andando ad affrontare la durata,
almeno a fissare i punteggi, da quello che mi risulta.
Bene, se così sarà, abbiate il coraggio di andare fuori e dirlo a tutti che in realtà
questo soggetto giuridico non esiste, non è mai esistito e non avevate alcuna
intenzione di costituirlo. Altrimenti sarà l'ennesima presa in giro, che oggettivamente
non è più tollerabile, perché abbiamo già preso in giro dicendo che non avremmo
esternalizzato. Adesso continuiamo a prendere in giro illudendo su eventuali forme
di sussidiarietà orizzontale.
Tutto ciò viene fatto nel mentre apprendiamo che l'Assessore all'Istruzione ha avuto
tutto il tempo addirittura di confrontarsi con le Circoscrizioni per individuare le
strutture. Tutto ciò avviene quando, in realtà, i soggetti interessati, che hanno chiesto
l'audizione, sono stati ricevuti in Commissione solo quando addirittura la
deliberazione è già stata cristallizzata e liberata per la discussione in Aula.
Se è così, allora non diciamo alle forze di minoranza e ai cittadini che il confronto è
aperto. Voi avete deciso di cedere un pezzo dei servizi di istruzione all'infanzia di
questa Città; avete deciso di farlo in completa autonomia addirittura dalle forze
interne alla vostra maggioranza. Questa Giunta, forse dovrei dire il suo Sindaco, l'ha
deciso di imperio, come fa con quasi tutta l'Amministrazione di questa Città,
addirittura nei confronti degli esponenti che l'hanno appoggiato e continuano a
sostenerlo. Di fronte a questa deliberazione, i giochi di parole e le chiacchiere sono
finite.
Se c'è una Sinistra Ecologia e Libertà che veramente vuole mantenere gli impegni
presi, si comporti di conseguenza, come chiunque abbia a cuore un protagonismo del
Comune rispetto alla gestione di questi servizi fondamentali, e voti contro questa
deliberazione. Altrimenti cambiate il nome e rimanete pure seduti attaccati alle
vostre poltrone di maggioranza, dove siete rimasti comodamente fino adesso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Oggi siamo qui per approvare una deliberazione particolarmente importante. È un
provvedimento che riguarda un tema di cui si è dibattuto a lungo in questa Città. Ha
fatto bene il Collega Grimaldi a dire che questo è un problema.
Sicuramente rappresenta una difficoltà per i genitori, che ancora oggi, per la prima
volta da anni, non sanno dove iscriveranno i loro bambini. Sicuramente è un fatto
drammatico per i lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato, soprattutto le
lavoratrici, che non sanno se e dove lavoreranno l'anno prossimo. È un problema
anche per la cittadinanza; non è un caso che questo sia un argomento che attraversa
ed elettrifica la Città.
Quindi, premesse le scuse ai soggetti, io credo invece che questo dibattito faccia
molto bene, perché è un dibattito che per certi versi porta tutta quanta la politica a
doversi confrontare.
È facile dire che non ci sono alternative. Premesso che negli strali dell'opposizione,
in parte condivisibili, in parte condivisi, l'abbiamo detto, non ho vissuto l'esercizio
della proposta. Credo che in questo ci sia una gravissima responsabilità, perché credo
che tutta la politica si trovi prigioniera davanti a un argomento, a Roma come a
Torino; l'argomento è come si fa, in un momento di enorme crisi economica, non
tanto a liberarsi del problema delle risorse, ma quanto a liberarsi dal giogo delle
obbligazioni tecniche, dei lacci e dei lacciuoli. Come si fa a liberare la politica e a
fare in modo che torni ad essere uso e leva per poter mettere in circolo i diritti.
Io credo che questa cosa l'abbiamo vissuta in questi mesi, anche nella relazione con i
cittadini, e la rivendico. Anzi, credo vada rivendicata.
Va rivendicata la costruzione di relazioni sociali, la ricostruzione di corpi sociali, il
tentativo di non rassegnarsi all'ineluttabile e provare, insieme ai cittadini e ai
lavoratori, a costruire delle alternative possibili.
Bene ha fatto il Consigliere Tronzano, attaccandoci, a dire che c'è un lavoro di
costruzione sociale; esiste un lavoro di costruzione sociale, fatto insieme alle
lavoratrici e ai lavoratori, a partire da quando nessuno se ne preoccupava. Il
Consigliere Tronzano lo sa, perché era tra i pochi che, devo dire, se n'è occupato fin
dall'inizio. Parlo del mese di ottobre, quando questi 300 lavoratori e lavoratrici
precari non interessavano a nessuno. Ricordo che allora non si voleva neanche
credere che i contratti scadessero il 22 dicembre. Si diceva: \"Ma tutti gli anni si è
fatto così\". Invece no, non tutti gli anni si è fatto così.
Soprattutto la volontà determinante dei lavoratori e delle lavoratrici di far valere non
tanto i propri diritti, ma la difesa di un sistema generale, credo che abbia permesso -
ancora non l'ho sentito dire in quest'Aula - di impedire che ai primi di gennaio il
servizio venisse chiuso verticalmente.
Io non appartengo a quanti pensano che l'uscita dal Patto di Stabilità sia stata una
scelta coraggiosa. Io credo che l'uscita dal Patto di Stabilità sia stata una necessità
dolorosa, forse in parte inconsapevole, come inconsapevole sicuramente sono state in
parte le ripercussioni che potevano avere sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui servizi
di questa Città.
Non appartengo neanche a tutta quella generazione - in Comune come in
Regione, di centrodestra come di centrosinistra - che oggi dovrebbe fare i conti
sull'Amministrazione di questo territorio, anche provando a capire cosa vuol dire,
per esempio, il taglio delle risorse per il sociale. Cosa vogliono dire i meccanismi che
sono stati avviati nell'economia. Cosa ha voluto dire accettare un determinato
rapporto con i datori di lavoro; penso alla vicenda dello scorso gennaio di Fiat
Mirafiori, che è forte con i deboli e debole con i forti.
Ma nonostante questo, credo ci si debba fare carico della situazione di oggi, che vede
il Comune di Torino con altissimi livelli di servizi, in preda a una fortissima crisi
economica, con un bilancio in gravissima difficoltà.
Appartengo a quel ristretto gruppo di persone che in questi mesi questa cosa l'ha
detta con chiarezza, perché credo che soltanto dalla chiarezza si può ripartire per
provare a costruire un percorso difficile, che per quanto riguarda Sinistra Ecologia e
Libertà è quello spazio strettissimo che sta fra il non accettare il minoritarismo e,
dall'altra parte, la subalternità.
Che cosa vuol dire? Vuol dire la responsabilità di sapere che nei prossimi mesi c'è
una parte di Torino che rischia di andare sott'acqua. È la parte più povera di questa
Città, la più fragile, che conosco molto bene.
Davanti a questa situazione, chi ha scelto di stare in maggioranza, che ha
responsabilità sicuramente diverse da chi sta all'opposizione, ma anche leve, credo
abbia la responsabilità di provare a costruire poche scelte, precise e politiche. La
difesa del welfare e del lavoro.
Per questa ragione non è banale se 300 lavoratori precari del Comune di Torino
rischiano di rimanere a casa. Così come non è banale, nel momento in cui viene
toccato un servizio essenziale come quello dei nidi, che è uno dei pochi servizi in
città anticiclici dal punto di vista economico, perché i nidi generano occupazione
femminile. Occupate sono le maestre di ruolo, o precarie, e sono donne che
permettono ad altre donne di lavorare.
Per questa ragione, per una forza che si candida a guidare il Paese, è chiaro che esiste
un tema importantissimo, che è il tema di quali siano le grandi scelte, le grandi
infrastrutture e i grandi investimenti. Pensate che straordinario investimento sarebbe
oggi fare una politica nazionale sui nidi.
Ma oggi ci troviamo a Torino e invece dobbiamo fare scelte. E la scelta che Sinistra
Ecologia e Libertà ha fatto, in questo caso - e la rivendico come Segretario e
cittadino - è quella di andare a vedere le carte. Tutti si preoccupano di noi. Mi fa
piacere. In parte fate bene. Ma non preoccupatevi; fate come noi, preoccupatevi del
servizio dei nidi e delle materne. Noi abbiamo fatto una scelta precisa, quella di
discutere nel merito, anche dolorosamente, anche facendo scelte di confronto con i
nostri rappresentanti istituzionali.
Per questa ragione, la dichiarazione di voto la facciamo in maniera non scontata. Noi
abbiamo presentato un nutrito gruppo di emendamenti, che sono emendamenti forti e
di merito, come alcuni dei Colleghi dell'opposizione criticamente hanno
riconosciuto, che determinano, secondo noi, una cifra profondamente diversa nella
scelta. Sono emendamenti che, per esempio, delineano un periodo ponte, invece che
una ineluttabile e progressiva dismissione degli asili. Sono emendamenti che, a
sostegno dell'accordo sindacale, riducono il numero dei nidi, che era previsto in 15 e
adesso si tratta di 9. Sono emendamenti che definiscono e difendono quello che,
secondo noi, è un risultato politico, cioè la non dismissione di risorse, ancorché si
tratti di risorse straordinarie ed esterne, cioè quelle della Fondazione San Paolo, ma
che almeno non portano un ridimensionamento. Questa sì potrebbe essere
un'esternalizzazione, ma non sarà un'esternalizzazione al ribasso, perché la
definizione del contratto Federcultura delinea un perimetro di risorse paragonabile al
perimetro delle risorse impiegate quest'anno.
Sono emendamenti che tendono a tutelare, per quanto è possibile nel mese di
maggio, l'utenza, che in questo caso è fragile, i bambini e i loro genitori,
individuando come vocazione la scelta di inserimenti speciali e quindi di garantire gli
stessi standard degli inserimenti dei bambini che vengono garantiti alle strutture
interne.
Sono emendamenti che tendono a tutelare il sistema, garantendo un piano di
assunzioni a tempo indeterminato, a partire dal rientro dal Patto di Stabilità, nel
rispetto dell'accordo sindacale; che quindi garantiscono quel nocciolo duro che viene
definito nell'85% delle strutture.
Sono emendamenti che delineano la possibilità di costruire uno spazio nuovo alla
scelta secca fra il pubblico e il privato; la possibilità di elevare a sistema la
sussidiarietà sociale di questa Città, chiedendogli di accompagnare lo sforzo dei
lavoratori nel tentativo di autorganizzarsi.
Altri Paesi che hanno vissuto crisi economiche precedenti alla nostra e peggiori della
nostra hanno fatto questa scelta. Penso all'Argentina, dove il movimento cooperativo
si è triplicato, a partire dall'accompagnamento delle situazioni di lavoro mancato e
quindi accompagnando i lavoratori.
Noi abbiamo provato a costruire questo spazio in questa deliberazione, che ha una
soluzione che non ci piace, non riteniamo sufficiente.
In base al risultato che questi emendamenti avranno (in maniera non banale,
Consigliere D'Amico, perché non è un giochino di maggioranza, se no
probabilmente non saremmo arrivati a certi livelli di tensione, ma è una sfida a
liberare la politica) e a partire dalla valutazione degli emendamenti delle opposizioni
che voteremo nel merito, decideremo come e se votare questa deliberazione. Ma
soprattutto decideremo se la sfida politica di Sinistra Ecologia e Libertà ha trovato
senso in questo percorso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Il mio intervento parte dalla considerazione che ho fatto su come sono stati portati
avanti i lavori in Aula, prima di tutto dall'Assessore Pellerino. Faccio un breve
excursus di quello che è stato il mio lavoro e di quelle che sono state le mie richieste
deluse, perché deluso è il mio giudizio riguardo al lavoro che ha portato avanti
l'Assessore Pellerino.
Ho chiesto in Aula che venisse dato un indirizzo a questa deliberazione circa la
temporaneità dell'esternalizzazione; volevamo sapere quanto dura il provvedimento
dell'esternalizzazione, se fosse legato, o meno, al Patto di Stabilità o se fosse, invece,
un tacito avvio ad un'inevitabile ed eterna privatizzazione dei nidi. Ma non mi è stata
data risposta dall'Assessore.
Ho chiesto che venisse definita la figura di questo misterioso responsabile comunale,
che va a sostituire quelli che una volta erano i direttori didattici. Ma l'Assessore non
mi ha dato risposta.
Ho chiesto che venisse quantificata e dichiarata a noi Consiglieri, così come ai
Comitati, quale fosse il risparmio che il Comune avrebbe avuto da tale
provvedimento, visto che si prende in carico gli edifici, gli arredi, la manutenzione
ordinaria; visto che ritenevamo anche logico che un'eventuale Fondazione bancaria
che prende in carico il servizio, potesse anche, in base a delle cifre concordate,
prendersi carico dell'intera struttura, perché altrimenti ci chiediamo se il
provvedimento valga la pena.
Chiedo anche che l'Assessore possa ascoltare le parole dei Consiglieri, dal momento
che il mio intervento è propriamente dedicato a lei, quindi chiedo che non parli con
altri interlocutori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito, però in
questo momento è più importante quello che sto dicendo io.
Abbiamo chiesto che ci venisse detto a verbale quale sarebbe stato il risparmio del
Comune a fronte di questa deliberazione. Ma non ci è stata data risposta.
In modo particolare, ho chiesto perché la modalità di svolgimento della deliberazione
sia avvenuta audendo i comitati dopo la liberazione della deliberazione e dopo anche
lo scadere dei termini di presentazione degli emendamenti, perché era evidente la
presa in giro e la strumentalizzazione di un'audizione, perché quello che hanno detto
i comitati venerdì non serviva più niente a nessuno.
È stata una vera e propria presa in giro, ma è stata una presa in giro anche per noi
Consiglieri dell'opposizione, perché avremmo voluto audirli anche noi, prima di
mettere giù gli emendamenti, che avrebbero potuto essere più aderenti alle richieste
avanzate dai comitati.
Ho chiesto anche dei chiarimenti riguardo alle conseguenze sulle scuole materne,
perché ci sono voci che dicono che i precari ai quali non verrà rinnovato il contratto,
magari andranno a lavorare nella scuola materna. Per cui ci chiediamo come viene
salvaguardata la qualità del servizio educativo, se un insegnante indirizzato a un asilo
nido viene poi inserito all'interno di una scuola materna.
Ci chiediamo se la volontà del Comune sia quella di trasformare la scuola materna in
un baby parking, anziché in un servizio di alta qualità. Sapendo che già oggi le
malattie e le maternità non verranno coperte da nessuna delle scuole materne, se non
utilizzando il monte ore che prima veniva utilizzato per la formazione degli
insegnanti. Già questo contribuisce allo scadere della qualità dei servizi e non a
migliorarlo.
Quanto diceva il Consigliere Curto, mi ha fatto sorridere per due motivi. Il
Consigliere parlava di chiarezza, che è l'unica cosa che non c'è stata, che nessuno ha
ravvisato, anche da parte di alcuni Consiglieri della maggioranza. L'unica cosa che
non c'è stata nella stesura della deliberazione è proprio la chiarezza. Questa è stata
una deliberazione blindata, in cui non c'è stata nessuna condivisione con gli altri
Consiglieri, tanto meno con i comitati.
Mi fa anche sorridere il fatto che il Consigliere Curto ci riprenda sulla responsabilità
del suo ruolo e del ruolo di SEL nella maggioranza, perché lui dice: "Pensate agli
asili". Io mi chiedo se il modo migliore di pensare agli asili sia quello di fondare
comitati che rivendicano cose diverse da quelle rivendicate dall'Assessore Pellerino,
e se sia coerente, da parte del Gruppo SEL, votare la deliberazione di cui stiamo
parlando.
Se questa è la coerenza di cui parla il Consigliere Curto, no, non siamo coerenti. Se
noi diciamo che siamo dalla parte dei nidi, se diciamo che siamo contro questa
deliberazione, noi votiamo no alla deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Al di là delle schermaglie politiche, che sono assolutamente legittime, volevo entrare
un po' nel merito della vicenda, spogliandoci un po' da quello che è il nostro ruolo di
esponenti politici di un Partito, della maggioranza o dell'opposizione, e guardare
cosa stiamo facendo oggi e qual è stato l'iter che ci ha portato qui.
Io rivendico un percorso democratico, trasparente, impegnativo, nel quale tutti, le
forze sociali, le forze sindacali, le forze politiche, la maggioranza e l'opposizione,
hanno svolto un ruolo importante.
Abbiamo discusso in numerose Commissioni, durate per molte ore; abbiamo sentito
tutti quelli che hanno richiesto di essere ascoltati. Il dibattito è stato anche vivo,
vivace, qualche volta lo scontro è stato forte, ma credo che l'esercizio democratico
non sia mai mancato. E questo va rivendicato, perché credo che questa sia l'essenza
del dibattito e del confronto.
Innanzitutto, vorrei capire di cosa stiamo parlando. Qui stiamo parlando di bambini e
delle loro famiglie, da una parte, e di educatori precari, dall'altra. I voli pindarici
sono importanti, ma sarebbe bello per tutti fare la storia del perché siamo arrivati qui.
Siamo arrivati qui anche perché - Consigliere Tronzano - quattro manovre
aggiuntive, nel giro di un anno, tre fatte dal passato Governo, una da parte di questo,
hanno fatto quello che lei sa benissimo dal punto di vista economico. Nessuno poteva
aspettarselo, nessuno lo conosceva, nessuno ne sapeva nulla. Però, quando si tolgono
i soldi alla fine del mese a qualcuno che si aspetta uno stipendio, è evidente che
qualche taglio in casa bisogna farlo.
Io credo che per la soluzione che abbiamo affrontato con spirito di responsabilità e
con le condizioni date sia la migliore possibile a una condizione che ci impone oggi
di dover fare in fretta perché il 10 settembre dobbiamo aprire gli asili nido.
Questa è la responsabilità in gioco da parte di tutto il Consiglio Comunale, non la
maggioranza e l'opposizione, tutto il Consiglio Comunale, perché i bambini e le loro
famiglie non sono di destra o di sinistra, non solo di SEL, del Partito Democratico o
del Popolo della Libertà, sono i bambini di tutti e parliamo di circa 700 bambini.
A fianco di questi bambini, però, ricordo - pochi l'hanno fatto - che questa mattina,
circa 300 di questi bambini si sono recati in cinque nidi che la Città ha dato in
appalto fin dal 2001 e uno in concessione nel 2011, e hanno regolarmente svolto la
loro attività. Parlo di asili nido concessi da una parte, dati in appalto dall'altra, a
cooperative della Città che svolgono - dico anche dove e con quanti numeri -
regolarmente il loro servizio, con queste caratteristiche.
Sto dicendo che cosa succede in un nido dato in concessione nella nostra Città il
giorno 28 maggio. Non parlo del futuro, parlo del presente. Succede che le famiglie
accedono al servizio come negli altri nidi a gestione diretta; il sistema dell'iscrizione
è gestito direttamente da dipendenti del Comune; pagano la retta al Comune, non al
gestore privato, in questo caso, perché c'è l'appalto; hanno un responsabile
pedagogico del Settore Educativo che periodicamente supervisiona il nido, si incontra
con l'equipe di lavoro, verifica la qualità del servizio offerto; c'è un customer
satisfaction che coinvolge tutti i genitori ogni anno, regolarmente; c'è un rapporto
diretto delle famiglie ai comitati di gestione, presenziano alle assemblee,
contribuiscono alle iniziative dei nidi per quanto riguarda feste, gite, attività, mensa.
Questo succede questa mattina. Perché nessuno mai ne ha discusso nel 2001, nel
2002, nel 2003, fino al 2011?
L'anno scorso – lo ricordo al Consiglio perché sono andato a studiarmi queste carte,
mi sono preso la documentazione, ho fatto un'analisi attenta – la Città ha concesso la
ristrutturazione di una scuola media, Ada Negri, alla Cooperativa Pro.Ges., che ha
adibito questa vecchia scuola media ad un nido, che era deciso in rapporto
convenzionale con la Città, dove tutte le mattine quaranta bambini si recano
regolarmente.
Io mi sono andato a informare, ho verificato che tipo di attività si svolge; non c'è
nulla di straordinariamente diverso. Addirittura è difficile conoscere che ci sia una
diversità. Anche perché fuori, tutti vedete, c'è scritto: \"Nido d'infanzia Comunale\".
Così come c'è scritto in Via Ferrari Gaudenzio, in Via Gioberti, in Via Fossano e in
molte strutture di questa Città.
Allora, di cosa stiamo parlando? Di questo grande vulnus che si perpetra alle spalle
delle famiglie e dei bambini di questa Città? No. Eravamo e siamo un sistema
integrato, continuiamo ad esserlo. Abbiamo sempre messo a disposizione della Città
molti posti direttamente gestiti dall'Amministrazione Comunale; altri li abbiamo
acquistati in strutture private; altri li abbiamo dati in concessione ed altri li abbiamo
dati in appalto.
Il sistema è un sistema integrato, funziona. Cosa deve chiedere la Città? Che ci siano
servizi di qualità, come ci siano attenzioni, controlli, come abbiamo chiesto che ci sia
in deliberazione e come chiediamo in alcuni emendamenti che continui ad esserci.
Anzi, mi faccia garante direttamente, come Presidente di Commissione, di fare,
durante il periodo che inizierà con il settembre prossimo, un'attenta verifica, anche
con sopralluoghi sul posto, per verificare il tipo di attività che si svolge in questi nidi.
Certo che nessuno di noi avrebbe voluto essere qui quest'oggi a parlare di questa
vicenda, ma è evidente che le condizioni date non ci permettevano che fare questa
scelta di responsabilità.
E lo dico anche avendo a cuore il lavoro dei precari, molti dei quali - lo voglio dire a
verbale - attraverso la chiamata diretta del Comune non potrebbero essere richiamati
più a settembre, perché hanno sforato quello che la Legge prevede come periodo
massimo di precariato.
Invece adesso, attraverso questa soluzione, consentiremo – me lo auguro e abbiamo
chiesto degli emendamenti, l'abbiamo chiesto all'Assessore – la possibilità che la
continuità didattica ci sia, che tanti precari possano continuare a trovare il posto di
lavoro all'interno delle nostre strutture Comunali, che ci sia una qualità uguale,
identica a quella che abbiamo concesso.
E perché fare queste polemiche? Perché? Quando questa mattina trecento bambini
hanno fatto il percorso che altri bambini, che sono gestiti direttamente dal Comune,
fanno? Le derrate alimentari sono le stesse, le cooperative che fanno le pulizie sono
le stesse.
Io credo che la demagogia sia anche un esercizio legittimo, democratico, però stiamo
anche al merito, Colleghi. Lo dico tutti, lo dico a me stesso.
Il 10 settembre questi asili è responsabilità di tutti aprirli, è responsabilità di tutti
lottare assieme perché ci siano più posti nei nidi, non meno. Più posti che, in qualche
modo, possiamo offrire alla Città in un sistema integrato, non cercare di non far
passare una delibera, perché così non abbiamo la possibilità di aprire quei nove nidi.
Ecco perché io chiedo a me stesso e lo dico qui a tutti, mettiamoci un supplemento di
impegno da settembre, facciamo in modo che con il rientro nel Patto di Stabilità -
come noi ci auguriamo - si possa internalizzare il più possibile, assumere a tempo
determinato le persone, dare sicurezza. Questo l'obiettivo evidentemente.
Però, io credo che il sistema integrato c'è già, non l'ha scoperto questa delibera. La
Città di Torino dal 2001 lo pratica, con numeri che sono a verbale e che tutti possono
conoscere.
Invito tutti a venire dove sono stato a verificare direttamente la qualità del servizio.
Se ci fossero lettere delle mamme, degli insegnanti che dicono... ne dico una, per
esempio: il novantacinque percento dell'intero personale delle cooperative che
gestiscono gli asili della Città in questo momento in concessione, in appalto, è a
tempo indeterminato e la loro retribuzione è pressoché assimilabile a quella dei nostri
contratti degli Enti Locali.
Allora, di cosa stiamo parlando? Di un grave vulnus? questi sono dati.
Tra l'altro, ciò che abbiamo chiesto fortemente e che i sindacati, giustamente, hanno
preteso fosse inserito, sia nell'accordo stipulato con l'Amministrazione e sia nella
deliberazione– e ci auguriamo, ovviamente, anche nel bando – è che il contratto
applicato ai precari sia lo stesso tipo di contratto che viene applicato ai lavoratori che
hanno portato un contratto a tempo determinato con la Pubblica Amministrazione.
Lo vedremo, perché andremo a verificare, guarderemo cosa abbiamo chiesto e cosa
verrà, invece, dato.
Questo è l'appello che io faccio, senza fare polemiche, senza dire che forse potevamo
fare meglio e prima. Forse potevamo fare un po' prima, meglio con le condizioni
date non credo.
Credo che chiunque al nostro posto, al posto dell'Assessore, del Sindaco, della
maggioranza, avrebbe fatto una scelta di questo genere, date le condizioni della
situazione economica generale.
Abbiamo avuto un incontro con un Sottosegretario all'Istruzione, il dottor Rossi
Doria, il quale, a latere di una discussione importante, mi diceva: \"Voi avete un
sistema integrato che è straordinario. In certe città del Sud dell'Italia, in certe città
del Centro Italia, non sanno neanche cosa vuol dire sistema integrato, non sanno
neanche cosa vuol dire posti in asili nido acquistati, o dati in concessione o in
appalto, non sanno neanche cosa vuol dire un sistema che dà migliaia di posti alle
famiglie, alle mamme e la possibilità di queste cose. Mantenete questo sistema\". E ci
ha, in qualche modo, anche incitato ad andare avanti.
Parliamo di una persona che ha fatto il maestro di strada a Napoli, che ha una storia,
un'esperienza straordinaria di educativa territoriale che noi, tutti quanti, qui ci
sogneremmo di avere.
E concludo dicendo che è evidente che è stata una fatica arrivare qui e non siamo
contenti di avere le persone sotto, non siamo contenti di avere le persone che ci
criticano e che, in qualche modo, anche con toni aspri, ci hanno contestato.
Nell'esercizio democratico ci sta. Ho risposto a decine di e-mail, ad appelli, a
persone che scrivono su Facebook, su internet, tutto legittimo e giusto. Però,
attenzione, non perdiamo di vista l'obiettivo, che non è quello di mettere il cappello
del simbolo del nostro Partito sotto un volantino, è quello che il 10 settembre
settecento bambini possono avere un servizio di eccellenza e di qualità. Grazie.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Come rappresentate dall'Amministrazione della Città, mi sento personalmente
coinvolta in una situazione dove Torino, Città delle bambine e dei bambini, non può
pensare di arretrare rispetto a questioni che riguardano la capacità di sviluppare
politiche educative, politiche di conciliazione, in un quadro che è quello che non
prevede nessun tipo di arretramento rispetto a ciò che la Città tradizionalmente ha
costruito e ha permesso che diventasse la metropoli, perché le altre Città, che hanno
caratteristiche di servizio come Torino, sono tutte Città più piccole.
La nostra è una grande Città, che negli anni ha sicuramente costruito un sistema
virtuoso, un sistema che è in grado di dare risposte molto articolate, molto ampie e
molto diffuse, tant'è che il dato del 37% che riportava il Sindaco è un dato
complesso, ma che ci mette ai primi posti in Italia.
Allora, in questo ragionamento di tenere insieme le politiche educative e le politiche
di conciliazione, perché altrimenti sarebbe badanza, ma credo che non possiamo
pensare che i bambini li parcheggiamo, è importante trovare delle modalità che non
ci facciano arretrare rispetto a quel quadro e che in alcuni punti della deliberazione
richiamano standard di occupazione, di professionalità e di servizio che, a fronte di
questa decisione (che è una decisione in gran parte obbligata, io non mi sento di dire
che era quello che molti di noi auspicavano all'inizio del mandato), mantenere fermi
gli standard di servizio, i livelli di occupazione, i livelli di professionalità, secondo
me sono caratteristiche che dobbiamo assolutamente perseguire.
Però avrei preferito che la scelta non fosse questa, che la scelta dell'esternalizzazione
avvenisse su un livello di sussidiarietà orizzontale. Ho saputo che il parere è stato
scritto soltanto la settimana scorsa; avrei preferito poter usufruire di un parere più
ampio anche dell'Avvocatura. Dopodiché siamo a questo punto, non abbiamo in
questo momento altre possibilità.
In questo paese c'è un sistema di regole che credo debba essere cambiato, perché è
un sistema che ha prodotto in questi anni posti di lavoro precari, che non garantisce
pagamenti certi; un sistema che non garantisce, ad oggi, una buona occupazione.
Credo che lo sforzo fatto con questa deliberazione, che non è un punto di arrivo,
secondo me, ma un punto di partenza per fare poi altri ragionamenti (proverò molto
brevemente a dire cosa penso che si debba fare), si scontri con questo quadro, che ha
mantenuto per anni molte lavoratrici e lavoratori, che hanno contribuito a rendere
questa Città quello che è, nella precarietà.
Questo, per me, è un grande rammarico. Non credo che, travasando pezzi di
professionalità diverse da una parte all'altra dei servizi di welfare, possiamo
tamponare le situazioni. Noi abbiamo bisogno di un quadro più ampio, abbiamo
bisogno di definire in che direzione si va, se si va nella direzione della Fondazione, o
in quale altra direzione, ma credo si debba intanto partire dal dato della governance.
Questa scelta lascia fortemente in capo al pubblico la possibilità di governare la
governance. Dobbiamo ragionare su una visione strategica ampia, quindi la
deliberazione deve permetterci di fare un ragionamento ampio rispetto alla
costruzione di un piano dei servizi che però si determini con la progettazione
partecipata; perché, signor Sindaco, quando parliamo del welfare, in particolare dei
servizi sociali, è vero, c'è una grandissima differenza per esempio sul piano della
percentuale dei servizi esternalizzati, ma quel lavoro lo si è fatto attraverso
l'applicazione della Legge n. 328, con una modalità di progettazione partecipata, che
ha portato a costruire i Piani di Zona e che, sicuramente, anche in questo caso,
rappresenta un modo di lavorare virtuoso.
Io credo che nelle maglie del quadro normativo, a fronte di vincoli stringenti per ciò
che riguarda le risorse, noi possiamo partire da quest'esperienza, da questa scelta che
oggi facciamo. Personalmente ho firmato una serie di emendamenti, ne ho
predisposto uno in particolare, che secondo me miglioreranno questo quadro, se
riusciremo a votare la deliberazione.
Ragioniamo soprattutto anche relativamente alla prospettiva di servizio, quindi
partendo da questa possibilità di lavorare insieme in una forma di progettazione
partecipata, grazie all'accordo sindacale, ma anche al confronto con i comitati dei
genitori, con il Comitato 06, con la cittadinanza, anche grazie alle migliaia di e-mail
che ci sono arrivate per dirci: "Riflettete".
Ragioniamo sulle prospettive di servizio, sapendo che nei prossimi anni avremo un
numero elevatissimo di pensionamenti e, oltre alla necessità di garantire un servizio
adeguato, quindi un servizio che non diminuisca, abbiamo la necessità di stabilizzare
il personale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Alcune riflessioni le ha già esternato il Consigliere Centillo, ma io ci tengo a fare in
particolare una riflessione, con toni pacati, senza alcuna intenzione né di criticare né
di contestare le famiglie che giustamente chiedono risposte, tempi lunghi
dall'Amministrazione nel fare delle scelte, difficoltà oggettive dall'uscita dal Patto di
Stabilità e non solo.
Credo che se noi non fossimo usciti dal Patto di Stabilità, sarebbe stato comunque
opportuno, perché i tempi sono cambiati, rispetto ad anni fa, quando la nostra
Amministrazione investì molto nel sistema che da formazione era diventato
educativo.
Il Sindaco prima ha ricordato due Assessori molto importanti, due uomini; io ricordo
anche una donna, l'Assessore Viziale, alla quale abbiamo chiesto di intitolare anche
una via, per età anagrafica, per contingenza dei tempi, a gestire il processo di
formazione del percorso dalla scuola come formazione e basta, ad una scuola
educativa.
Un passaggio molto complesso, anche allora ci furono difficoltà, contestazioni,
difficoltà di vedute.
Dopodiché, si è andati avanti; si è costruito molto. Ma il nostro sistema educativo,
pur essendo eccellente, pur essendo tra i primi in Italia (ci è sempre stato
riconosciuto) ha sempre avuto un costo, per i parametri molto alti di rapporto del
personale, tra educatori e bambino, che forse hanno escluso altri bambini
dall'inserimento in questo percorso importantissimo di educazione; hanno impedito a
tante famiglie di avvalersi della risposta educativa del nido pubblico con dei costi più
contenuti, dovendo ricorrere, giustamente, al mercato, perché c'è molto privato che
lavora nel servizio educativo e ci sono anche molte cooperative.
Non lavorano peggio del sistema pubblico. Ed è questo su cui io mi vorrei
soffermare, perché non vorrei offendere quegli operatori che hanno lo stesso livello
di formazione, perché hanno lo stesso percorso formativo, perché è obbligatorio
avere quei titoli di studio; sono persone che hanno investito e che accudiscono tanti
bambini della nostra Città.
Torino ha investito molto sui nidi, ricordiamocelo, con i finanziamenti del Governo
Prodi, della famosa Legge Bindi, a seguito anche della Legge n. 328, che ha stanziato
finanziamenti, gli unici finanziamenti specifici, proprio per andare incontro a quel
percorso di educazione molto precoce e di conciliazione dei tempi di cura e di lavoro,
in particolare delle donne.
Lo ricordava la Consigliera Centillo, senza l'intervento del Governo Prodi, la nostra
Città oggi non avrebbe i posti nido che ha, perché ci ha consentito di aprire nidi in
gestione diretta.
Forse è bene che tutti andiamo a ripassarci un po' cosa è stata la nostra storia. Io non
sono un'insegnante e certamente non voglio dare lezioni ad alcuno, però credo che
non sia giusto offendere tutto il percorso di educazione e formazione che fanno tante
realtà in collaborazione, e non, con il servizio pubblico.
Credo che l'azione di governance non sia un'opzione, è un dovere delle Città, perché
una Città che vuole creare coesione sociale, deve essere disponibile e pronta ad
accogliere tutti quelli che vogliono investire in attività sociale.
Magari aprissero delle cooperative, ma anche dei privati - perché no? - con noi degli
asili nido, invece di aprire delle beauty-farm o delle sale da gioco. È questa la
scommessa che un'Amministrazione governata, come la nostra, da forze
progressiste, deve riuscire a fare: coesione sociale e a far rispettare i diritti di quelli
che sono lavoratori e non lavoratori pubblici.
Io lo sottolineo. Ringrazio l'organizzazione sindacale, perché giustamente si battono
perché non venga neanche diminuita la retribuzione, oltre alla qualità dei servizi a
favore dei bambini e delle famiglie ai dipendenti che sono rimasti precari troppi anni
in questa Amministrazione, perché non è neanche così bello avere i precari per tanti
anni.
Allora, secondo me, noi non lo dobbiamo più permettere. Dobbiamo fare, dal 2013,
un percorso di lavoro, perché abbiamo fatto un ordine del giorno e l'abbiamo votato,
per chiedere allo Stato di darci le risorse che noi abbiamo investito al posto suo nelle
scuole.
Se ci avessero dato le risorse, quanti posti nido avremmo attivato, con delle risorse
che invece abbiamo, giustamente, investito in altre risposte, perché se no lasciavamo
i bambini a casa anche delle scuole materne, che sono già un sistema integrato e sta
funzionando benissimo.
Allora, nel rispetto dei diritti di tutti, io credo che appena approvato l'atto, appena
fatto il bando, noi dobbiamo metterci a lavorare. Qui non è un problema di
maggioranza e di opposizione, ma è un problema di responsabilità di tutti gli
amministratori di questa Città, perché tutti siamo stati eletti dai cittadini, lavorare
perché le risposte siano date in modo giusto, rispettoso, ma con un'ampia governance
da parte della Città, che detta i programmi, che verifica e controlla, ma nel pieno
rispetto dell'operato della diversità dei modelli, perché nel sociale a me il termine
esternalizzazione piace proprio poco, perché è veramente brutto, così come è brutto
utenza. Cosa vuol dire? Che siamo utenti? Io sono utente di una linea telefonica, del
gas o dei servizi, non utenti dei servizi alla persona. Sono una persona che ha diritto
ad avere delle risposte, ma sono un cittadino, non sono utente. Scordiamocela anche
questa parola.
Così come sono belle le progettazioni plurali, ma che partono da una forte
governance della Città. E mi dispiace, anche dalle forze che si definiscono così
liberali, sentir dire che deve essere solamente tutto esclusivamente pubblico.
Lasciatemelo dire, il pubblico deve controllare, governare, verificare e dare gli
indirizzi, ma poi non è accettabile - e l'ho sentito tante volte in questo periodo - la
critica costante che considera diminuzione di qualità, la risposta che può essere data
da un privato sociale, che è lo stesso privato sociale che lavora con noi, che è lo
stesso privato sociale che guarda le persone non autosufficienti e sembra quasi che
nei confronti di queste persone, siccome sono non autosufficienti e in difficoltà, si
possa lasciare in mano a dei soggetti il lavoro, mentre invece non si può lasciare che
quelle stesse persone, che escono dallo stesso percorso formativo, che guardano i
nostri bambini di un anno, due o tre... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Perché fanno peggio? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non scherziamo, per
favore!
Questo è l'invito che mi sento di fare, ma umilmente, chiedendoci quale modello
vogliamo di inclusione di tante realtà che lavorano con l'Amministrazione, non per
l'Amministrazione, perché i lavori insieme, la formazione congiunta e le verifiche
costanti, fanno sì che certi disguidi, che oggi stiamo registrando, si annullino da soli.
Perché c'è il riconoscimento di tutti i soggetti. Perché questo è dovuto dalla Legge n.
328 e anche dalla nostra Costituzione. Grazie.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io non volevo intervenire, ma è importante farlo in alcuni momenti, quando
soprattutto si affrontano questi temi in una Città come Torino, dove ci si conosce e
un po' tutti abbiamo fatto il nostro percorso. Chi ha figli, li ha portati alle scuole
materne, ai nidi e ognuno può partire dalla propria esperienza.
Credo che la cosa peggiore sia quella di cambiare giacchetta a seconda
dell'interlocutore. È uno sport che viene praticato molto spesso in questa Città.
Ho sentito gli interventi dei Colleghi e ha ragione il Consigliere Genisio: avessimo
affrontato l'argomento del privato sociale, delle cooperative, gli stessi Colleghi
avrebbero cambiato assolutamente tipo di intervento. Non possiamo pensare che ogni
settore che ci coinvolge diventa prioritario e diventa l'unico punto all'orizzonte.
Io ringrazio chi mi ha mandato le 755 e-mail che ho archiviato, che corrispondono
più o meno a quattrocento persone.
Ci sono alcune centinaia di persone, molto spesso le stesse (se ho tempo vado a
incrociarle, perché le ho archiviate tutte, e li ringrazio per averle mandate con nome
cognome e non anonime), perché occorre avere un senso del limite, che è quello che
noi rappresentiamo la città.
Io prima me la sono presa un po' con l'Assessore Tedesco, ma bonariamente, non
perché ce l'ho con l'Assessore Tedesco, perché l'Assessore al Commercio della Città
di Torino non è l'Assessore dei commercianti, è l'Assessore della Città, e ognuno di
noi qui rappresenta la Città.
Ecco perché credo che alcuni punti fermi ci siano e li dico molto velocemente.
Il primo è che l'opposizione spiega a SEL come deve fare SEL. Credo che il Gruppo
SEL, le questioni con l'Assessore, i due Consiglieri siano questioni che riguardano il
rapporto che SEL ha con la maggioranza. Con il Consigliere Curto abbiamo fatto
anche le primarie. Ricordo che alle primarie, anche in modo impopolare, ero l'unico
che intendeva dire che andiamo a gestire debiti e a ridurre i Bilanci.
Ricordo una bella riunione - non so quanti di quelli che manifestano fuori ci fossero -
all'Avocado, dove i candidati alle primarie parlavano proprio di scuola e fui visto
con un po' di fastidio dall'uditorio, perché tutti andavano a dire che avrebbero
aumentato i nidi, il personale, tutto.
Ho detto: "Guardate che sarà difficile mantenere quello che c'è". E non pensavo,
perché non è il mio settore, che sarebbe stato proprio così, addirittura diversamente.
Quindi l'orgoglio che oggi ho, ed è l'orgoglio di questa Città, è che noi oggi non
tocchiamo i posti e continuiamo ad essere una delle Città che dà la maggiore offerta.
Nei confronti del panorama nazionale ci pone orgogliosamente davanti a tutti.
Dobbiamo dirlo, perché sarebbe stato facile - e la maggioranza sarebbe stata anche
compatta su questo - dire che il modello Torino ha fallito. Prendiamo il modello
Milano, tagliamo un po'. Prendiamo il modello Venezia, tagliamo un po'. Prendiamo
il modello Napoli, tagliamo un po'. Prendiamo il modello Palermo, tagliamo molto di
più.
Occorre essere onesti e dire che Torino offre molto di più, ha offerto e continua ad
offrire molto di più di quello che offrono le altre Città e anche i Comuni della cintura
torinese. Questo dobbiamo dircelo.
Altrimenti continuiamo a raccontarci in un microcosmo che tutto puzza quando non
puzza. Ecco perché sono abbastanza arrabbiato con i miei Colleghi del Consiglio,
come sono arrabbiato con certe critiche ingiuste, corporative e non sul bene comune
di molti manifestanti.
Capisco la differenza delle posizioni. Capisco che tutti dobbiamo difendere qualcosa,
tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa e questo sarà perché esiste una crisi...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Io affronto il dibattito in Consiglio anche con il pubblico. Lo sapete, non mi tiro
indietro. Ho una faccia e ce la metto sempre nelle cose che faccio, quindi non mi
spaventa sicuramente qualche borbottio, o qualche fischio fuori dalla piazza, visto
che l'intervento è trasmesso.
Per chiudere volevo solo dire ancora una cosa. Io non ho mai capito perché gli altri
sono genitori e io non lo sono mai. Gli altri hanno una famiglia, io che mi sono
sposato in chiesa, ho una moglie e una figlia, non sono una famiglia. Quando ci sono
delle idee, ognuno esprime le proprie opinioni. Dire: "Noi siamo i genitori, noi siamo
gli insegnanti, noi siamo i medici, gli infermieri, i lavoratori", fa parte di una retorica
che non rinforza l'argomento, anzi, a chi non la conosce pone molti più dubbi.
Io voglio dire una cosa molto chiara a tutti, il discorso sulla continuità educativa è
una "cazzata" colossale. Lo dicesse Grillo in un comizio, il giorno dopo avrebbe
l'applauso della stampa e i primi titoli. Lo dico io in quest'Aula. Perché in quella
fascia di età, andare a ripetere che la continuità educativa è fondamentale, quando
quella continuità la dà la famiglia e chi fa crescere i bambini, è qualcosa di
mistificatorio. Bisogna smetterla, sono dei miti che ci raccontiamo per dire altre cose.
Entriamo nel punto. Il punto è che oggi questa Città non taglia i suoi servizi, li sposta
in qualche modo, ma mantiene un livello elevato e invidiato da tutte le altre città in
Italia.
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