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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2012 ore 11,00
Paragrafo n. 19
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02338
SERVIZI COMUNALI PER L'INFANZIA. INDIRIZZI PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA GESTIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202338/007, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 maggio 2012, avente
per oggetto:
\"Servizi Comunali per l'infanzia. Indirizzi per la riorganizzazione della gestione\"
della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201202681/002, presentata dai
Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 24 maggio 2012, avente per oggetto:
\"Collegata alla deliberazione mecc. 201202338/007: 'Servizi comunali per
l'infanzia. Indirizzi per la riorganizzazione della gestione'\"
della proposta di mozione n. mecc. 201202019/002, presentata dai Consiglieri Ricca,
Carbonero e Cervetti in data 23 aprile 2012, avente per oggetto:
\"Sfiducia all'Assessore Maria Grazia Pellerino\"
e della proposta di mozione n. mecc. 201201730/002, presentata dal Consigliere
D'Amico in data 5 aprile 2012, avente per oggetto:
\"Trasparente aggiudicazione della gestione di 15 asili nido\"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 22/05/2012 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Possiamo continuare la trattazione dell'argomento, invitando il pubblico presente a
mantenere il corretto comportamento che si richiede a questa Aula.
Sono stati presentati 51 emendamenti, di cui 3 di Giunta, 2 dei Consiglieri del PD, 16
di SEL più altri Consiglieri, 15 del PdL, 7 del Movimento 5 Stelle e 8 della Lega
Nord-Bossi.
La parola all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
La proposta di deliberazione è stata oggetto di un'ampia discussione in Commissione
Consiliare, ma ritengo comunque che, data la sua importanza, sia necessario
esprimere alcune considerazioni.
Anzitutto, qualcuno, in queste settimane, ha affermato che le scelte contenute in
questa proposta di deliberazione sarebbero il frutto di una volontà politica
rinunciataria, che vuole disimpegnarsi dai Servizi Educativi per l'infanzia. Non è
affatto così.
Certamente, questa proposta di deliberazione è frutto di una scelta necessitata, ma
tuttavia è l'espressione di un'Amministrazione che non vuole per nulla rinunciare
agli obiettivi politici che sono coerenti con quella che è una visione politica
rappresentata proprio da questa Amministrazione.
Sostanzialmente, gli obiettivi che la Giunta aveva al riguardo dei Servizi Educativi
per l'infanzia sono stati chiari fin dall'inizio e sono stati perseguiti per arrivare alla
deliberazione che oggi noi proponiamo.
Innanzitutto, due sono questi obiettivi: il mantenimento dei Servizi per l'infanzia
nell'attuale offerta, sia quanto a qualità sia quanto a dimensioni.
Questo non soltanto per l'anno 2012-2013, ma questa deliberazione traccia anche
una prospettiva per il futuro di questi servizi.
Il secondo obiettivo è quello di non disperdere il patrimonio di competenza e di
professionalità che in questi anni le educatrici precarie hanno rappresentato e hanno,
pian piano, formato e poi consolidato.
Ebbene, questa deliberazione consente di raggiungere entrambi questi obiettivi.
Certamente, un contesto normativo con vincoli sempre più stringenti e, dall'altro,
risorse finanziarie decrescenti lascia uno spazio sempre più stretto agli
Amministratori locali.
Tuttavia, io vorrei che fosse chiaro come questa Amministrazione è consapevole
della centralità del valore dei Servizi per l'infanzia ed è altrettanto consapevole del
rilievo e dell'estrema importanza che i Servizi Educativi hanno, al fine di addivenire
ad una cittadinanza più capace e al fine di addivenire ad una crescita di opportunità e
di risorse per tutti. Così come siamo consapevoli del fatto che i Servizi Educativi
dell'infanzia rappresentano un tassello importante per il welfare cittadino.
Proprio questa consapevolezza ci ha spinto a trovare delle soluzioni che
perseguissero quei due obiettivi che dicevo prima: mantenimento dell'offerta, da un
lato, e garanzie per le lavoratrici precarie.
Questo a quale scopo? Allo scopo di dare una continuità ai Servizi Educativi per
l'infanzia della nostra Città.
Sapete che il giusto dibattito democratico che, in questi mesi, ha percorso la nostra
Città, non soltanto nelle Aule del Consiglio Comunale, è un dibattito che si sta
consumando altresì nelle altre grandi Città d'Italia, Città che hanno un patrimonio di
Servizi Educativi per l'infanzia di rilievo. Pensiamo a Milano. A Milano, la Giunta
Pisapia, nel settembre 2011, ha esteso i contratti di appalto per i Servizi Educativi
esistenti.
Pensiamo ad altre grandi Città di forte tradizione educativa: la Città di Modena, dove
si sta costituendo una fondazione, ma anche la Città di Bologna, dove, proprio in
queste stesse ore, si sta discutendo se andare verso una concessione o verso una
fondazione.
Questo certamente non ci consola, però ci consente di avere più forza nel
sensibilizzare il Governo, nel sensibilizzare verso l'individuazione di risorse
aggiuntive per i Servizi Educativi.
Proprio per questo, abbiamo creato, insieme a queste grandi Città, un network che
abbia una funzione di pressing sul Governo centrale. Qualche risultato si è già visto.
Ad esempio, gli accordi con il MIUR, al fine di passare allo Stato una quota delle
scuole materne. Un altro risultato che è stato ottenuto è stato quello di portare il
turnover da pensionamenti per i Servizi Educativi dal 20% al 50%.
Così come la richiesta di deroga dal Patto di Stabilità per i Servizi Educativi ha
incominciato a fruttare quest'anno l'esclusione dal Patto di Stabilità delle aziende
speciali e delle istituzioni che si occupano di Servizi Educativi.
Quindi, mi sembra che l'azione d'insieme delle grandi Città stia cominciando a portare
a dei risultati.
Tuttavia, io ci terrei a fare una sottolineatura, che è questa: Torino è la grande Città
con più servizi a gestione diretta. Nelle Città che ho citato prima, già oggi il 50% dei
servizi è affidato al privato sociale.
Allora, è chiaro che, in una situazione in cui i vincoli sul pubblico impiego sono
particolarmente stringenti, la situazione che abbiamo a Torino presenta delle criticità
maggiori rispetto a quelle che hanno, invece, le altre grandi Città che ho citato.
Tuttavia, questa Amministrazione ha cercato, nel corso di questi mesi, di individuare
delle risorse aggiuntive, proprio per fare in modo che le scelte di riorganizzazione
fossero delle scelte anche improntate alla razionalità e, dall'altra parte, scelte che
consentissero di mantenere l'offerta nei termini che dicevo prima.
Allora, ad esempio, abbiamo esteso gli accertamenti sui redditi, gli accertamenti
sulle autocertificazioni ISEE, abbiamo aumentato le nostre azioni sulla morosità,
abbiamo messo in campo lo studio per il pagamento della ristorazione e degli altri
servizi attraverso un badge, abbiamo raggiunto un accordo con il MIUR affinché 30
sezioni delle scuole materne passino allo Stato nel prossimo triennio.
Così come, sul piano delle risorse umane, abbiamo raggiunto un accordo sindacale
che ci ha consentito di contenere ad un numero minimo le strutture da dare in
concessione.
Naturalmente, questo accordo sindacale è stato raggiunto a partire da una proposta di
riorganizzazione, che è stata proposta ed è stata elaborata dall'Assessorato.
Così come abbiamo attivato un bando di mobilità interna volontaria.
Ci terrei ancora ad aggiungere, quanto al modus operandi, quest'osservazione, perché
qualcuno dice: "Arrivate un po' tardi". Può darsi. Però, per addivenire a questa
proposta, che è una proposta innovativa rispetto ai modelli di erogazione dei servizi
che fin qui la Città ha adottato, abbiamo cercato di esaminare, anzi, non cercato,
abbiamo esaminato diverse altre ipotesi che, in questi mesi, sono pervenute dai
genitori organizzati, sono pervenute dal Comitato Zero-Sei, altre proposte che sono
venute dall'Amministrazione, altre proposte ancora dalle Organizzazioni Sindacali, e
questo per verificarne la praticabilità e, per quanto è stato possibile dal dettato
normativo, queste ipotesi si sono tradotte in contributi concreti contenuti all'interno
della proposta di deliberazione. Voi vedrete anche che nella proposta di
deliberazione ci sono dei riferimenti espressi a quello che è stato l'accordo sindacale.
Allora, naturalmente, tutto questo ha richiesto del tempo, ma noi riteniamo che sia un
tempo ben speso, perché è un tempo che è stato investito nel dibattito democratico,
necessario quando la Città si trova di fronte ad un cambiamento.
Io credo che questa proposta di deliberazione contenga in sé le evidenze di una
volontà politica molto chiara. Questa non è la deliberazione della concessione di 9
nidi; questa è una deliberazione che traccia sostanzialmente tre direttrici
fondamentali.
La prima direttrice è il mantenimento, nella gestione pubblica, dei Servizi Educativi
per l'infanzia in misura prevalente e comunque superiore all'85%. A me sembra che
questa linea di indirizzo che la Giunta chiede al Consiglio sia una linea che
rappresenta una visione politica ben precisa.
Così come mi pare sia importante una seconda linea di indirizzo, che è contenuta
nella deliberazione, che è quella di avviare da subito lo studio per la fattibilità di un
soggetto giuridico della Città - che sia fondazione o azienda speciale, questo sarà
oggetto della discussione e ne saranno verificate le opportunità - che abbia in
gestione quei servizi che non sono più gestiti direttamente dalla Città.
Infine, abbiamo delle linee di indirizzo sulla concessione di 9 nidi, su 49.
Voi sapete che attualmente i nidi Comunali sono 54, di cui 5 già attualmente affidati
in convenzione. Proponiamo una concessione che riguarda 9 nidi.
Chi legge attentamente la proposta di deliberazione vedrà che questa concessione
presenta degli elementi di qualità, ma non solo di qualità, esattamente, in modo
identico, la stessa qualità dei servizi gestiti direttamente. Ad esempio, abbiamo scelto
- e non era una scelta per nulla scontata - di mantenere lo stesso rapporto numerico
educatrici/bambini. Chiaramente questo comporta degli oneri aggiuntivi, ma ci
sembrava importante proprio perché volevamo mantenere la stessa qualità.
Così come, proprio per perseguire questa stessa qualità e le stesse modalità di
accesso, abbiamo previsto che le tariffe praticate siano le stesse tariffe che
pratichiamo nei nidi a gestione diretta. Ma è anche previsto, nello stesso modo, la
partecipazione dei genitori al servizio, così come oggi lo prevede il Regolamento
Comunale per i nidi gestiti direttamente.
Potrei citare molti altri esempi di questa sostanziale replica nei nidi che daremo in
concessione, che chiediamo di dare in concessione, con quelli che sono i servizi
gestiti direttamente: il fatto che siano all'interno dello stesso Circolo Didattico dei
servizi gestiti direttamente e ancora il fatto che vi sia la supervisione di una
responsabile pedagogica.
In questa concessione abbiamo altresì previsto, come criteri prevalenti
nell'aggiudicazione della concessione, che il concessionario scelga tra il personale
che ha maturato esperienza e competenza nei servizi della Città. Questo proprio allo
scopo di garantire quella continuità educativa, che è uno dei cardini dei nostri servizi.
Dicevo che i nidi sono 9. Nella proposta di deliberazione, indichiamo anche quelli
che sono i criteri per l'individuazione dei 9 nidi. Naturalmente, in queste settimane,
c'è stato anche un dibattito con le Circoscrizioni, al fine di acquisire elementi utili
nell'individuazione di queste strutture.
Per quanto riguarda i tempi, noi riteniamo che il giorno 30 pubblicheremo l'elenco
dei 9 nidi da dare in concessione. Successivamente, verranno aperte le iscrizioni, che
dureranno dal 4 al 19 giugno; pertanto, quando i genitori iscriveranno i loro figli ai
nidi, sapranno se sono nidi a gestione diretta o nidi dati in concessione, ma dovrebbe
essere una scelta sostanzialmente indifferente, posto che vi è una replica della stessa
qualità dei nidi Comunali, come dicevo prima.
Quanto al disagio, che, ovviamente, almeno in parte, potrà verificarsi, legato al
reinserimento di circa 450 bimbi, ci stiamo organizzando con le responsabili
pedagogiche, che penseremo di distribuire tra il mattino ed il pomeriggio;
considerate che saranno una cinquantina di bimbi a dover essere reinseriti per ogni
struttura, essendo 9 appunto le strutture, con modalità concordate con i genitori.
Io ho già invitato i genitori a costituire un gruppo di genitori e di educatrici, al fine di
valutare insieme quali siano le modalità più opportune per svolgere questi
reinserimenti.
Per quanto riguarda gli altri 250 bimbi, sono lattanti o piccoli, cioè comunque bimbi
che avrebbero fatto in ogni caso l'inserimento.
Da subito si avvierà anche lo studio per valutare la costituzione di un soggetto
giuridico e già il 28 giugno ci incontreremo insieme ai miei direttori, con gli altri
dirigenti di Milano, Bologna, Modena e Reggio Emilia, in quel di Reggio Emilia,
proprio per incominciare a muovere verso queste valutazioni, per quanto riguarda
l'eventuale costituzione di un soggetto giuridico.
Quindi, spero di aver trasmesso questa convinzione - almeno questa è la mia
convinzione, la convinzione ovviamente dell'Amministrazione di cui faccio parte -:
credo di poter dire che la volontà politica si manifesta con fatti e si manifesta con atti
amministrativi e a me sembra che questa proposta di deliberazione rappresenti
proprio l'impegno e la volontà di fare per i Servizi Educativi per l'infanzia tutto
quanto è possibile, anche se non è esattamente tutto quello che avremmo
voluto fare.
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