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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201202265/016, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per oggetto: \"Approvazione Patto per la sicurezza con l'associazione dei commercianti e dei residenti di Piazza Vittorio Veneto\". e della proposta di mozione n. mecc. 201202747/002, presentata dal Consigliere Scanderebech in data 28 maggio 2012, avente per oggetto: \"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202265/016 avente ad oggetto 'Approvazione Patto per la sicurezza con l'Associazione dei commercianti e dei residenti di Piazza Vittorio Veneto. Monitoraggio del patto per la sicurezza anche nelle Commissioni Consiliari competenti'\". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 22/05/2012 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Vi sono presenti otto emendamenti a firma dei Consiglieri D'Amico e Tronzano. La parola all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Questa proposta di deliberazione è stata, in parte, affrontata in Commissione e molto dibattuta anche sia in Commissione che sui giornali. Però, direi che il Consiglio è il luogo giusto in cui affrontare gli altri eventuali nodi. Il Patto è uno degli strumenti, ma non è l'unico con cui si intende affrontare il problema movida, per contenerlo e gestirlo al meglio nell'area di Piazza Vittorio. Ci tengo a precisare che è un'ipotesi, un esperimento, infatti avrà vigore sino al 31 dicembre di quest'anno, pensata solo ed esclusivamente per quell'area. Io ho portato in Commissione - e quindi in Aula - un provvedimento già firmato, quindi l'allegato, cioè il Patto, non per una volontà di prevaricare il Consiglio; mi sono concentrata sull'aspetto metodologico. Io ho tenuto, quindi, a far mettere una firma sullo strumento pattizio, quindi non per anticipare la volontà del Consiglio, e anche per arrivare in Commissione e in Consiglio con una base di partenza, perché c'è stata, alle spalle, una lunga e faticosa mediazione con tutti gli attori presenti nell'area. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Grazie, Assessore, per l'illustrazione. Innanzitutto, mi preme sottolineare, riprendendo anche le parole del suo intervento, lei ha detto poco fa: "Molto dibattuta"; sì, più sui giornali che in Commissione. Nella prima Commissione del primo mercoledì non c'è stato modo di poter ricevere le risposte; nella seconda Commissione di questo mercoledì, dello scorso mercoledì, ci sono state date alcune delle risposte che noi avevamo fatto nella prima Commissione, però con un'altra Commissione incombente, Diritti e Pari Opportunità, che ha sforato i suoi orari di apertura, perché eravamo ancora lì, in quella seduta, con la fretta del caso, con l'urgenza che lei ci ha detto essere su questa deliberazione. Poi, ai Capigruppo addirittura si è ipotizzato di calendarizzarla per il prossimo lunedì. Quindi, continuo a non capire qual è l'urgenza di questa deliberazione e continuo a non capire come mai, soprattutto, noi Consiglieri Comunali, forze politiche, non siamo potuti intervenire in alcun modo all'interno di questo allegato e di questo Patto. Guardi, Assessore, io mi sono passata mezzo pomeriggio del mio weekend a presentare emendamenti di merito alla proposta di deliberazione e ho capito che gli emendamenti che stavo per presentare stavano diventando ostruzionistici e non più di merito, quindi - se vuole glieli lascio - ci ho rinunciato e ho pensato di non presentare alcun emendamento, perché tanto c'è una contrapposizione forte, e di fare semplicemente la mia dichiarazione sulla proposta di deliberazione. Ci è stato detto che il Patto è stato siglato. Lei ha consegnato un documento agli Uffici in cui non c'è scritto il nome del Presidente dell'Associazione dei commercianti, non c'è scritto il nome del Presidente dell'Associazione degli abitanti, mancano le firme dei sottoscrittori; c'è solo, come nominativo delle persone che sottoscrivono questo Patto, il suo nominativo, Assessore Giuliana Tedesco. Allora, un atto ufficiale che non è siglato, non capisco come possa essere un Patto stipulato tra le parti, se poi non è firmato dai contraenti. Però, me lo spiegherà anche lei. In Commissione, poi, Assessore, ho chiesto l'elenco dei locali che hanno aderito all'iniziativa; l'elenco non ci è stato fornito. Quindi, io, ad oggi, non so quali sono i locali che aderiscono all'iniziativa e quelli che non vi aderiscono. Le ho chiesto quali poteri e competenze ha l'addetto all'assistenza alla clientela, come all'articolo 6, e non mi sono stati dati chiarimenti. Questo addetto all'assistenza, così come lei lo chiama nel Patto, non è altro che un costo aggiuntivo che grava sui locali. Ovviamente, poi, grava anche su tutti quei locali che non hanno un dehors. Quindi, mi chiedo perché va imposta un'assistenza alla clientela, magari anche a tutti quei locali che non hanno un dehor, che hanno un banale bar e che devono avere questo assistente alla clientela. Abbiamo poi chiesto - e questa è stata una richiesta bipartisan, una richiesta che è arrivata dalla maggioranza come dall'opposizione - di avere una comparazione tra le sanzioni che sono state date negli ultimi anni all'interno della Piazza. Questo non è stato fatto per motivi di tempo. Nel Patto, poi, Assessore, non si è minimamente pensato di sentire la voce dei clienti e dei fruitori della movida, che sono la parte numericamente più consistente ed importante. Dal momento che noi andiamo a sanzionare, andiamo a fare un Patto in una zona che ha un concentrato di persone così elevato, perché non sentire anche la voce di qualcuno di loro per capire realmente quali sono anche i loro problemi in quella zona? All'articolo n. 10 dell'allegato, poi, si obbligano i locali, a spese proprie (io vorrei che anche gli altri Consiglieri Comunali facessero attenzione a questo articolo n. 10), a dotarsi di vetrofanie, cartelli informativi, menu con loghi, tavolini con il logo, brochure e quant'altro. Ovviamente, è stata identificata una copisteria consigliata convenzionata. Mi piacerebbe anche capire qual è questa copisteria, ma mi informerò e verificherò. Poi, non capisco come mai il Patto finisca a dicembre, 31/12/2012, quando, soprattutto in una città come la nostra, è difficile pensare che i cittadini affollino i dehors ancora a novembre e a dicembre. Quindi ,non capisco la sensatezza di far finire questo Patto proprio in un momento invernale, coinvolgendo anche i mesi invernali. Infine - lo metto per ultimo, ma non penso che sia una questione non importante, anzi, penso che sia la questione più importante -, mi chiedo: come può questa Amministrazione decidere a che ora i locali devono chiudere, dopo il decreto sulle liberalizzazioni? Io gliel'ho citato in Commissione, non sto qui a ricitarlo all'interno dell'Aula, non voglio far perdere tempo a nessuno, perché penso che dopo abbiamo argomenti e discussioni molto importanti da fare, però io, sinceramente, non voglio assumermi la responsabilità di votare una proposta di deliberazione che non so che effetti giuridici possa avere. Quindi, io a questa proposta di deliberazione voterò contrariamente. Mi assumo la responsabilità di spiegare personalmente ai residenti di questa zona perché c'è questa mia contrarietà. Io trovo che sia un atto veramente importante quello che noi stiamo andando a votare, ma, così come è redatto, non è altro che sminuito della sua importanza e non fa altro che tartassare e colpire tutti i proprietari dei locali che rendono, con i loro sforzi, un po' più vivace la nostra città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Ringrazio l'Assessore per l'esposizione. Io devo dire che attendevo e attendevamo anche con una certa curiosità ed ansia la presentazione di questo Patto, perché sembrava e doveva essere un Patto risolutivo dei problemi di quell'area; problemi che è inutile che stiamo qui a ricordare, che vanno dai problemi di ordine pubblico, di migliorare la vivibilità che - come sappiamo - è portata all'esasperazione in quella zona, ormai non solo più il fine settimana, ma almeno quattro giorni su sette della settimana, per cui era necessario intervenire. Effettivamente, come è stato detto, del Patto ne abbiamo parlato, neanche troppo, comunque ci siamo incontrati due volte in Commissione, al momento della presentazione, poi abbiamo rinviato la discussione. A mio giudizio, ritengo che questo metodo, che è stato presentato dall'Assessore, insieme con gli Uffici, della cosiddetta patente a punti (perché, poi, la sostanza di questo Patto è una patente a punti), sia molto al di sotto delle aspettative, nel senso che addirittura esiste attualmente già il Regolamento di Polizia Urbana, che è un Regolamento che va ad incidere anche sui controlli dei vari esercizi pubblici, sulle aperture - non tanto, il problema sono tanto le chiusure più che le aperture -, sui disturbi, il disturbo alla quiete pubblica, sui rumori, ci sono già una serie di indicazioni contenute all'interno di questo Regolamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, possiamo far intervenire i Consiglieri dedicando un minimo di attenzione e non brusio? Grazie. AMBROGIO Paola Devo dire che, in questi anni, non sono mai stati osservati, altrimenti adesso non ci troveremmo a dover elaborare un qualche cosa - vedi questo Piano - per risolvere la situazione. Io, quindi, devo dire che mi aspettavo molto di più. Avevo chiesto, anche nel corso delle Commissioni, per esempio un intervento - so che non è una competenza diretta dell'Assessore, però si ragiona come interventi dell'Amministrazione Comunale, parlando anche con gli altri Assessorati, quindi con l'Assessore Curti - anche rispetto alla concentrazione di dehors nella stessa via, visto che, con la liberalizzazione, se i locali fanno domanda e hanno tutti i requisiti, il Comune immagino che debba concedere non più la licenza, le autorizzazioni, però darà il proprio benestare. Rispetto alla presenza di questi dehors e anche alla loro estensione rispetto alla metratura del locale stesso, devo però dire che sono eccessivi, soprattutto - l'abbiamo detto - Via Matteo Pescatore, tante zone attorno a Piazza Vittorio che sono state oggetto di lamentele da parte dei residenti in questi mesi e in questi anni. Io, su questo, non ho visto alcun intervento, anche perché noi ci troviamo, dal giovedì fino al sabato o alla domenica, comunque, con un'apertura consentita fino alle ore 2:00 di notte. Ora, giovedì e venerdì sono comunque giornate lavorative, per molti anche il sabato mattina; rendiamoci conto che le 2:00 di notte è un orario molto oltre quello consentito dal Regolamento di Polizia Urbana, che, invece, pone come limite quello delle ore 23.00. Io mi rendo conto che sia necessario arrivare ad una mediazione, perché è evidente che noi abbiamo riqualificato un'area, tutti i ragionamenti che abbiamo fatto, la piazza è più bella, non ci sono più le auto, ci sono i locali, è più sicura, si gira volentieri anche a tarda notte, però bisogna mediarla e conciliarla anche con le esigenze dei residenti. Allora, avevo invitato anche l'Assessore a ragionare su un'apertura dei dehors, per esempio, anche fino all'una. Mezzanotte è troppo presto? Ragioniamo, veniamoci incontro. Mi rendo conto che le 3.00 di notte il weekend e le 2.00 tutto l'anno sia un orario eccessivo, anche perché voi avete previsto, all'interno di questo Patto, la presenza dei bodyguard, del personale addetto alla sicurezza. Però, siamo onesti, tutti noi sappiamo che già adesso esistono; la maggior parte dei locali si sono muniti di personale della sicurezza, che non riesce ad intervenire; porto sempre ad esempio i casi più esasperati, Via Matteo Pescatore, perché è quello più evidente. Poi, andiamo forse a calare un pochino quel problema, ma esiste ugualmente nelle altre vie. Tutti questi locali si sono dotati di personale alla sicurezza, ma non abbiamo risolto il problema. Ricordavo all'Assessore che, non più di tre settimane fa, i frequentatori della movida, che ne hanno tutto il diritto, forse non hanno il diritto di girare con il megafono ed urlare: \"Noi non vi faremo dormire\", perché ogni cosa deve avere un suo senso. Quindi, se noi dobbiamo intervenire, interveniamo con un Patto che sia, in qualche modo, risolutivo, che vada in quella direzione. Qui mi sembra si sia stilato un qualcosa... per carità, durerà sei mesi, quindi il mese estivo, luglio e agosto, saranno la prova, magari anche settembre, ma mi sembra che non ci sia alcun indicatore, alcun elemento che faccia pensare che in realtà andremo a risolvere il problema. Ripeto, rispetto anche al Regolamento di Polizia Urbana, noi andiamo a consentire un orario maggiore, perché, comunque, fino alle ore 2.00 in settimana e alle ore 3.00 del mattino del weekend è molto oltre quello consentito già dagli attuali Regolamenti. Probabilmente, non avevamo il personale di Polizia Municipale che potesse andare a controllare, però il Regolamento c'era. Quindi, noi avevamo già gli strumenti per poter intervenire e poter migliorare, quindi, i problemi di vivibilità del quartiere, della città. Adesso, come crediamo che si possa fare con questo caso in cui andiamo a portare molto più avanti l'orario? Quindi, io non ho presentato emendamenti, perché l'Assessore è stato molto chiaro rispetto ad un Patto che è già firmato, è già siglato e quindi noi praticamente non abbiamo possibilità di intervento, se non fare in Aula le nostre riflessioni. Io speravo che rispetto ad alcune indicazioni - ripeto, non è presente l'Assessore Curti, però le abbiamo affrontate più volte -, in merito alla presenza di questi dehors, al loro numero e anche alla metratura che viene concessa, ci fosse un intervento da parte dei vari Assessorati e quindi della Giunta Comunale. Non c'è stato nulla. Noi siamo quindi in forte imbarazzo, perché è evidente che un Patto firmato da cittadini e da commercianti con l'Amministrazione significa che anche loro, in qualche modo, hanno accettato delle condizioni. Però, non credo, anzi sono sicura che ci troveremo tra sei mesi a partecipare alle solite riunioni che vengono fatte nelle varie sedi dei Comitati spontanei attorno a Piazza Vittorio a discutere delle stesse cose. Quindi, io, per carità, prendo atto che ormai il Patto è fatto, però chiedo all'Assessore, insieme anche all'Assessore Curti, di valutare una serie di altri interventi che vadano nella direzione di risolvere realmente e concretamente il problema. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Devo dire la verità. Le polemiche del centrodestra, questa volta, veramente non le capisco, nel senso che per anni abbiamo discusso della conflittualità degli elementi in gioco, cioè i cittadini contro gli esercenti, gli esercenti contro la Municipale, la Municipale che chiedeva al commercio delle regole più ferree. Un giro che spesso ha dovuto portare agli interventi degli Assessori, che tra l'altro sono anche qui presenti in Aula. Certo è che il tema delle liberalizzazioni non è che ci ha molto aiutato, e lo dico anche al centrodestra, che, allora, aveva una posizione totalmente e diametralmente diversa da quella dei dehors a quella degli orari. Lo dico perché, tra l'altro, queste sono leggi nazionali che noi abbiamo recepito. Però, in realtà, è proprio il punto di vista che non capisco, lo dico al Consigliere Scanderebech, lo dico al Consigliere Ambrogio: intanto questo è un Patto firmato da tutte le parti. Almeno citarlo, almeno dirlo. Consigliere Scanderebech, non ci sono le firme perché in allegato ci hanno dato la copia che non è stata data... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questo è un Patto siglato diciamo dalle Associazioni più rappresentative. I cittadini già è strano che si riuniscano in un'associazione, in questo caso è successo, tra l'altro prima di altri luoghi della città. C'è un'Associazione dei commercianti che ha riunito tutta la discussione. Tra l'altro, è stata una delle prime ad autoregolamentarsi e a dare, in qualche modo, degli indirizzi per poter e voler uscire da questa situazione. Ma entriamo nel merito. Certo, l'Assessore Tedesco ha avuto, per la prima volta, una facilitazione, il fatto di avere insieme due deleghe come quella al Commercio e quella alla Polizia Municipale. Però, in realtà, io credo che il vero dato sia che è riuscita a ripensare le regole al contrario. Il tema dell'autoregolamentazione, non solo nei punti, ma anche nelle punizioni, e quindi l'idea stessa che in questo Patto gli esercenti si davano loro delle regole, che tra l'altro il sistema se no non prevedrebbe, se non con la chiusura una tantum dopo aver pagato le multe, io credo che sia un atto di per sé non solo rivoluzionario, ma che cambi un po' le regole della convivenza anche del commercio con gli esercenti, cioè con i cittadini del territorio. Chiaro è che un Patto non risolve tutto. In questo senso, si è voluto parlare di più della musica e del rumore, tanto è vero che, tra l'altro, la regolamentazione è anche di per sé severa. Guardate che il fatto che dalle ore 23.00 alle ore 8.00 non ci potrebbe essere quella musica - intendo dire sentita da fuori - vuol dire che, in qualche modo, anche loro si sono autoregolamentati e si sono dati, di fatto, delle indicazioni abbastanza chiare, in termini di pulizia, in termini di assistenza alla clientela. Io credo che, oggettivamente, per la prima volta, si è vista una delle tante capacità, tra l'altro, di quel pezzo di vita notturna, cioè la volontà, in qualche modo, di avvicinarsi anche alle soluzioni della Pubblica Amministrazione. Guardate, non è scontato. Lo dico, perché la vita notturna torinese inizia ad avere una complessità e noi un po' ce lo dovremmo ricordare. Quando arrivano diecimila persone in una piazza, è giusto che gli esercenti - come è successo in questo Patto - si mettano a disposizione con tutto il senso del pubblico servizio. Diciamoci anche la verità, se voi chiedete di fare una manifestazione per diecimila persone, non bastano - e ve lo assicuro - i bagni pubblici di quei luoghi. Allora, io credo che questo Patto sia uno sforzo, uno sforzo di tutti per accettare il fatto che la notte sia di tutti e, in qualche modo, io credo che i cittadini si siano fidati anche del fatto che questa autoregolamentazione andava anche verso i loro interessi. Però, devo dire la verità - e vorrei che il Sindaco su questo ci pensasse un po' su -, ormai la città ha delle complessità che non possono essere delegate ogni volta a "l'Assessore ha quel territorio lì"; servono politiche diverse, politiche integrate, che mettano assieme anche esigenze che qui, per esempio, nel Patto non sono descritte, l'abbiamo detto in Commissione. Pensate ai mezzi di trasporto notturni. Quando cinque anni fa, quattro anni fa, abbiamo iniziato a scrivere che servivano dei servizi diversi per i giovani - tra l'altro è qui il Consigliere Scanderebech che si ricorda bene e l'Assessore Marta Levi -, noi pensavamo proprio che, essendo cambiati gli stili di vita, essendoci ancora tantissimi pullman che giravano di prima mattina vuoti, perché ormai la "città fabbrica" non c'era più, bene, con una nuova riorganizzazione di quei mezzi di trasporto notturni si potevano dare dei servizi diversi alla vita notturna della città. E guardate che i dati sono incredibili, perché 2.500-3.000 ragazzi che prendono quei mezzi è una rivoluzione culturale che ha portato meno all'uso dell'auto privata, dopodiché però non abbiamo disincentivato l'arrivo dell'auto privata fino a lì. Cioè, noi abbiamo iniziato a dare i servizi, ma non abbiamo cambiato urbanisticamente la viabilità di quel centro. Abbiamo voglia, dopo questo Patto - lo dico a tutto il centrodestra che è molto rigido su alcune idee di pedonalizzazioni, di ZTL notturna -, per aiutare e sollevare un pezzo di quella popolazione, di riscrivere un pezzo dell'urbanistica della zona centrale della città? Con il Consigliere Carretta abbiamo dato degli indirizzi chiari sulla viabilità diurna. Ma avete voglia di scrivere con noi un Patto che parli di quelle pedonalizzazioni, che eviti i clacson di notte, che eviti quello che succede in Corso Cairoli tutte le sere e in Corso San Maurizio? Cioè, migliaia di macchine parcheggiate fuori dalle strisce blu. Qui noi ci prendiamo l'impegno di multarle, di essere più severi nei controlli, ma il punto è che non ci dovrebbero arrivare quelle macchine fin lì, dovrebbero arrivare a dei luoghi di interscambio e probabilmente i nostri servizi Night Buster dovrebbero prendere quei ragazzi e portarli serenamente nei luoghi della vita notturna. Io credo che questa possibilità ci è data anche dal cambiamento culturale di questa città. Sempre di più anche gli esercenti stanno modificando le loro attenzioni anche verso quegli stili di vita, tanto è vero che sempre di più gli stessi esercenti chiedono di avere delle rastrelliere per le bici dei clienti che arrivano con mezzi alternativi e danno, per esempio, delle consumazioni ridotte se arrivi con il mezzo di trasporto notturno e non con la macchina. Io credo che noi dobbiamo aiutare questi processi e soprattutto dobbiamo iniziare a smettere di fare il tifo. Probabilmente, perché ho lavorato in quei luoghi e li conosco bene perché abbiamo fatto campagna culturale soprattutto sui consumi di droga e sull'uso della cocaina, io credo che troppo spesso abbiamo fatto il tifo, anche in questa discussione, per chi vive la notte, per chi vuole lavorare di notte; il compito della Città è un altro, è mediare quei conflitti e credo che la cosa più bella che fa questo Patto sia proprio far sì che quegli interessi convergano nell'idea che la notte è di tutti e che, in qualche modo, quelle regole se le sono date loro e cercheranno loro di rispettarle, probabilmente ognuno di loro sarà il controllore di un altro soggetto. Con questo io non credo che risolveremo la situazione della movida diciamo molesta, perché, in qualche modo, questa complessità - ripeto - non è fatta solo dai Patti, è fatta anche da altre situazioni che devono cambiare. Una per tutte sono i Murazzi della città. Se il Prefetto accettasse e si ricordasse che quello non è un luogo dimenticato dalle Istituzioni, si ricordasse che quel luogo dev'essere un luogo accessibile tutte le sere e si ricordasse che quel luogo è destinato, tra l'altro, ad un uso diverso degli stili di vita, tanto è vero che, ad esempio, le arcate sono state pensate per contenere la musica anche oltre le ore 3.00 di mattina, quando riusciremo a mettere insieme tutti questi pezzi non solo avremo fatto un Patto, ma avremo riscritto un pezzo di vita della nostra città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Dopo otto minuti di teoria del Consigliere Grimaldi, ho l'unico neurone un po' scioccato, ma ci proverò ad essere pratico e veloce come sempre sono. Nel senso che, essendo una persona pratica, sia personalmente che politicamente, io non riesco ad elaborare tutte queste grandi teorie, però mi sono fatto una domanda di base: se c'è un Patto tra l'Amministrazione, i cittadini ed i commercianti e se c'è un Assessore disposto a metterci la faccia, perché di questo in Commissione si è parlato e si è discusso anche abbastanza a lungo, allora tanto vale provarlo. Perché, poi, credo che sia un grande esercizio, visto che lo declamate tanto, un grande esercizio di democrazia dare la possibilità di mettere in funzione questo Patto, che vede commercianti, cittadini ed Amministrazione. In Commissione io ho detto all'Assessore: ci diamo un mese di tempo dal momento in cui il tutto viene approvato, facciamo questa prova dove vediamo più attori coinvolti e tutti, credo, con gli stessi interessi, perché non credo che ci siano persone che abbiano più o meno interessi, l'unico interesse è quello di riuscire a fare divertimento, a fare cultura, come diceva il Consigliere Grimaldi - mi manca il gesto che faceva della cultura, mi manca quel passaggio -, con assoluta tranquillità e serenità, cioè che accontenti tutti. Allora, lo ripeto perché l'ho detto in Commissione, ma è giusto dirlo in Aula, io voglio vedere questo Patto in funzione, voglio vedere come prosegue questo Patto e fra un mese, quando arriverà il resoconto puntuale dell'Assessore, decideremo se il Patto ha avuto valenza oppure no e se, per la prima volta, forse, siamo riusciti ad esercitare un qualcosa che ci porti ad andare avanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Gli aspetti positivi del Patto che oggi arriva in Consiglio sono stati già citati dal Consigliere Grimaldi e io sono d'accordo con lui nel ritenere che vi è stato uno sforzo importante da parte della Città di Torino nel riuscire a portare al tavolo cittadini, Comitati dei cittadini e Associazioni di commercianti. Si è già riusciti a dialogare con tutte le parti in questione, in commedia direi, in questa vicenda ed è già un risultato importante. Noi, quindi, voteremo questa proposta di deliberazione. La voteremo, però, con la consapevolezza che non risolverà il problema di Piazza Vittorio e del comprensorio di Piazza Vittorio. Perché dico questo? Perché nel Patto che è stato stipulato, Piazza Vittorio e i locali circostanti sono, in qualche modo, posti sullo stesso piano e sullo stesso piano non sono, perché i problemi di Piazza Vittorio sono sicuramente problemi diversi da quelli di Via Matteo Pescatore o dei Murazzi. I Murazzi, intanto, sono fuori da questo Patto. Io non so - perché non abbiamo avuto modo di vedere - se e chi firmerà questo Patto, perché per essere un Patto vero, caro Assessore, intanto deve essere firmato direttamente dai gestori dei locali, altrimenti assume un significato più politico che pratico. Io mi auguro che a firmare questo Patto ci siano tutti i gestori dei locali fuori dalla Piazza Vittorio, intorno alla Piazza Vittorio. Perché, vede Assessore, il problema del rumore sulla Piazza Vittorio non è determinato dai locali, non è stato mai un problema quello, cioè la musica che utilizzano i locali per attirare clientela, a pochi metri dal locale, per la conformazione di Piazza Vittorio, non è più un problema per i cittadini residenti. Quindi, prima questione da tenere in conto: la rumorosità non è data dalla musica. Diversamente, evidentemente, da Via Matteo Pescatore e dalle altre vie, dove, invece, i volumi della musica dei locali disturbano pesantemente i residenti. Di questo non ne abbiamo tenuto molto conto nel Patto, per cui io sono un po' meravigliato della firma dei cittadini, del Comitato dei cittadini. Non so se è sempre lo stesso professore in pensione che si è sempre posto in maniera un po' sprezzante nei confronti degli Amministratori, mi auguro che sia lui, però non riesco a capire la ragione di come abbia fatto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non so se è lui, non ricordo il nome, ma l'atteggiamento era sempre quello. Io mi complimento con l'Assessore se è riuscito a far firmare quel soggetto lì, perché o non ha letto il Patto o non ha compreso bene, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non mi riferisco a nessuno. Perché, se l'avesse letto, si sarebbe reso sicuramente conto del fatto che mentre le vecchie regole consentivano la chiusura del locale dopo due sanzioni, con queste nuove regole il locale non chiude più, perché con la patente a punti, evidentemente, con quei punti, quel locale è destinato a rimanere sempre aperto, indipendentemente dalle violazioni. Io avrei voluto presentare, Assessore, un emendamento, ma solo uno più tecnico, perché è una contraddizione il fatto che - l'Assessore ha a fianco un avvocato e può chiedere la conferma di quanto dico - con l'aumentare della sanzione pecuniaria diminuiscano i punti tolti rispetto a quelle iniziali. È proprio una contraddizione, perché evidentemente la sanzione pecuniaria sta ad indicare la gravità del fatto. Se il fatto è grave e faccio una sanzione da 500 Euro, non posso togliere 4 punti e se la faccio da 80 ne tolgo 6, perché c'è una contraddizione in maniera evidentissima. Questo, io consiglierei all'Assessore e ai suoi Uffici di correggere questo aspetto, perché o c'è la volontà di non fare mai chiudere queste attività presunte disturbatrici, oppure non si spiega la ragione di questa inversione: all'aumentare della sanzione pecuniaria, diminuiscono i punti da togliere. Per cui, se un locale decide di cominciare a disturbare dal 1° giugno, fino a quando non termina i 20 punti, non chiude praticamente mai. Allora, la Città in quell'area ha fatto grandi sforzi, partendo dal presupposto che a disturbare, in quell'area, era più la viabilità, le auto; abbiamo inserito, due anni fa - se non ricordo male -, già due estati fa, come sicuramente il Sindaco e l'Assessore sanno, alcune telecamere sotto il diretto controllo della Città, che dovevano servire anche a fare le sanzioni. Non so bene se quel tipo di attività si stia svolgendo o meno, ma il problema è da affrontare in termini radicali. Insomma, in quella piazza bisogna che ci sia una ZTL notturna. Io lo voglio dire senza girarci troppo intorno. Ci va la ZTL notturna, perché è quella che, in qualche modo, puoi risollevare le persone che abitano in quell'area. Deve essere affrontato nel più breve tempo possibile il problema Murazzi. È evidente che io non so se quest'anno il Comitato Ordine e Sicurezza ha deliberato la presenza lì, sulle scalinate, dei militari, ma è evidente che quel luogo necessita di un controllo maggiore rispetto a tante altre aree di questa città. Io rammento al Sindaco e all'Assessore, se mi ascolta, che, proprio perché sappiamo che quell'area è problematica, in un Comitato di Ordine e Sicurezza avevamo proposto di mettere a disposizione delle Forze dell'Ordine - e ritengo opportuno che venga rinnovata la proposta - alcuni locali della Città che sono vuoti da diverso tempo, che, all'epoca delle Olimpiadi, venivano usati dalla Fondazione degli Architetti, i quali li avevano ristrutturati e che, ad oggi, sono liberi. Noi li avevamo messi a disposizione delle Forze dell'Ordine per aprire chiamiamola una Caserma, uno sportello dove c'era scritto Polizia di Stato. Io ritengo che quello sia uno dei modi per provare ad affrontare il problema dei Murazzi, perché lì c'è da affrontare non solo il problema di ordine pubblico, ma tutta una serie di altri problemi, a partire dai dehors e da tutti coloro i quali non si sono messi in quadro con l'ambito che è stato progettato in quell'area. Ci va, credo, un po' di volontà politica per affrontare quel tipo di problema e io, se posso permettermi, consiglio all'Assessore di affrontarlo, perché, prima o poi, quel problema va affrontato, altrimenti la Città, così come è avvenuto in passato, continuerà a perderci la faccia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io devo dire che l'idea che sulla stessa piazza alcuni locali volontariamente aderiscano ad un Patto e abbiano un Regolamento e quelli accanto abbiano un altro Regolamento non mi piace. Lo dico con molta franchezza, perché quali siano i vantaggi dei primi o dei secondi sono molto aleatori e legati al fatto che le capacità di controllo e di repressione ci siano, perché noi possiamo fare Regolamenti molto rigidi già adesso ma... Io posso dire quanti sono i locali nell'area che aprono la sera. Dico un centinaio? No. Saranno 60, 70, ma, di questi, almeno 20 o 30 sicuramente sono aperti tutto il giorno. Chi è aperto tutto il giorno non aderisce sicuramente ad un Patto che gli dice che deve aprire alle 19.00 di sera e chiudere alle 2.30, perché molti locali aprono durante il giorno e aprono anche la sera. Peraltro, le sanzioni sono molto legate al fatto che vengono individuati e colpiti. L'anno scorso, dando per scontato che gran parte di questi locali hanno violato qualche norma regolamentare, quelli che sono stati colpiti, sono stati colpiti o perché hanno esagerato o perché, per sprovvedutezza, si sono stati fatti beccare di seguito un po' di volte, o forse perché c'è stata una forma un po' di accanimento nei loro confronti, perché distinguere da un locale all'altro è abbastanza difficile. È stato detto che questo Patto non risolve i problemi di Piazza Vittorio. È ovvio. I problemi di Piazza Vittorio non sono assolutamente legati al Patto tra un'Associazione di categoria, che non so quanti negozi rappresenta e quanti aderiranno - qui mi associo alla richiesta già fatta di sapere almeno una stima, poi è un dato oggettivo, se ha aderito il 10, il 20 o l'80% percento dei locali potenziali -, e Associazioni di cittadini, che, come sempre, tanta buona volontà, ma alla fine non si sa bene chi rappresentino. Io vi chiedo, ma soltanto come spunto, tra parentesi, in una situazione un po' amicale come in questo Consiglio Comunale, se l'ex Sindaco Chiamparino faccia parte dell'Associazione dei cittadini, se sia così preoccupato di quello che accade in quella piazza. Poi, conoscendo molti altri illustri inquilini di quelle zone, posso chiedermi anche se altri ne facciano parte. Dubito, perché, se l'ex Sindaco Chiamparino facesse parte dell'Associazione dei residenti di Piazza Vittorio, sarebbe stato sicuramente oggetto di qualche articolo, qualche elemento di comunicazione pubblica da parte dei giornali, perché sarebbe una notizia. Quindi, io sono abbastanza scettico, anche perché, poi, uno può entrare nei particolari, l'ha fatto il Consigliere Scanderebech, lo faranno probabilmente altri, io non ho avuto il tempo di mettermi a leggere tutti i punti, però ho notato alcune cose, quando si dice che tutte le bevande all'esterno devono essere somministrate con bottiglie in plastica e via dicendo, a parte che non si riduce l'assunzione del contenuto, qualora questo potesse creare un problema, ma confligge con il fatto che - io, ormai, vado poche volte, l'età fa sì che preferisca starmene a casa sul divano, lascio al Consigliere Grimaldi prendersi il pullman e girare la sera per le strade di Torino, io, quando vado, vado in automobile, lo dico con molta franchezza e senza vergognarmi - il numero di venditori abusivi che vendono comunque lattine e bottiglie è sicuramente consistente. E in alcuni posti vi è anche la moda, da parte di alcuni gruppi di giovani, di portarsi le bevande da casa e partecipare ad una specie di gran party, un po' come facevo quando ero ragazzo, si andava a Villa Genero con le cassette di birra sulle spalle. Penso che, molte volte, dare dei segnali di regolamenti molto rigidi, che non vengono poi applicati e non vengono fatti rispettare, o perché è impossibile, o perché non si può, o perché non si vuole, perché alla fine votano i residenti, votano i commercianti e vota chi frequenta la movida, diventa diseducativo. Ecco perché io dico subito che su questo Regolamento mi astengo, nel senso che l'Assessore fa un esperimento, lo propone e io mi astengo, tenendo presente che posso essere smentito, può essere utilissimo, nella verifica si potrà poi valutare, però, a naso, il numero di locali che aderiranno e come le due triadi, i due triumvirati di controllori che gireranno, daranno multe o non daranno multe, applicheranno la cosa, sarà molto discutibile. Peraltro, credo che questo Patto non vieti alla Città e al Prefetto di intervenire in altri modi, qualora ci fossero altre cose, quindi ha la sua funzione. Quindi, io mi asterrò e voglio soltanto, però, concludere con un'osservazione. Io penso - lo dicevo già in passato e lo dico sempre - che l'Assessore al Commercio non sia il rappresentante dei commercianti, come l'Assessore all'Ambiente non debba rappresentare le associazioni ambientaliste. Gli Assessori rappresentano la Città, rappresentano quelli che sono gli interessi di tutti quanti e non possono avere un ruolo che è quello del continuo rapporto e rappresentanza sindacale della categoria di riferimento, perché altrimenti non è più la Città, non è più il senso civico. Molto spesso, non dico che gli Assessori accettano questo ruolo o lo promuovono, ma in qualche modo si fanno ingabbiare da un rapporto diretto in cui i commercianti pensano all'Assessore al Commercio come al loro difensore in Città nella Giunta per i loro interessi. Non è così. Le Associazioni dei consumatori non sono così forti e in questo caso non si fanno neanche sentire; i residenti, alla fine, non si capisce bene chi siano. Io credo che gli Assessori facciano un buon lavoro quando sono in grado di rappresentare tutta la città e tutti gli interessi e non soltanto farsi condizionare da quelli che possono essere gli interessi di qualcheduno. Credo che in questo Patto un vantaggio, se non altro, c'è, di avere meno grane per chi lo sottoscrive, ma dietro a questo, probabilmente, c'è il fatto di non rispettare ugualmente le norme ed i regolamenti, sapendo che le sanzioni saranno minime e le conseguenze praticamente inesistenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Faccio presente ai Consiglieri che il tempo a disposizione per intervenire è di 5 minuti. La parola Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio La discussione è molto interessante e sicuramente cerca di porre rimedio ad un problema che, a quanto pare, è comune ed abbastanza trasversale. Quello che però abbiamo bisogno di capire, per cercare di entrare nel merito della delibera, per dare il via a questa sperimentazione e per cercare anche di essere più di supporto possibile all'Amministrazione, perché Piazza Vittorio è un problema di tutti, volevamo che l'Assessore ponesse delle risposte ai quesiti che sono emersi durante la discussione, perché riteniamo fondamentale, ai fini del voto, capire le risposte a tante di quelle domande che sono state poste sia dall'opposizione con il Consigliere Scanderebech e il Consigliere Ambrogio, che dalla maggioranza, dal Consigliere Mangone, per cercare di capirne al meglio, nel dettaglio, come si articolerà, poi, in un futuro e anche come poter votare in maniera intelligente questa proposta deliberazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Se con questa proposta di deliberazione si intende cercare di migliorare le condizioni di vivibilità da parte dei residenti di Piazza Vittorio e zone limitrofe, a discapito delle attività commerciali, è già stato abbastanza chiaro il Consigliere Mangone nel momento in cui afferma che se il presidente dell'Associazione dei cittadini avesse letto questo Patto sicuramente non l'avrebbe firmato. Un inciso. Per quanto riguarda il presidente di questa associazione, solo per portarlo a conoscenza dei Colleghi, è in atto un'azione di sfiducia da parte sua, da parte del suo Comitato direttivo, proprio perché firmatario di questo Patto. Ma al di là di questo aspetto, come già ho avuto modo di ribadire in Commissione, questo Patto non è nient'altro che un'illusione a quello che è l'attuale Regolamento di Polizia Urbana, che ancora oggi è pubblicato sul sito del Comune, quindi credo che sia ancora in vigore. È un modo di eluderlo e ci si è inventati questo Patto per cercare di dare un contentino alle proteste da parte di cittadini che la sera non riescono più a dormire - perché di questo poi si deve parlare -, inventandosi questa famosa patente a punti e contestualmente dando anche un grosso contributo ai gestori dei locali, perché in questo modo sicuramente saranno molto più liberi di prima nel poter infrangere le regole. Questo perché? È molto chiaro leggendo la proposta di deliberazione e andando a vedere anche la tabella sanzionatoria: mentre allo stato attuale, se fosse applicato il Regolamento di Polizia Urbana, sappiamo che alla seconda o terza infrazione verrebbe revocata la licenza al locale, con questo sistema, dopo che un gestore sfora la soglia dei 20 punti, si ritroverebbe soltanto come punizione la chiusura anticipata di un'ora del locale, credo per un mese. Ma entriamo ancora nel merito di questa tabella. Come ha già spiegato il Consigliere Mangone, ci sarà un'adesione, credo, massiccia da parte dei gestori a questo Patto, perché con questo Patto si sentono molto più protetti che non da quello che oggi è l'attuale Regolamento, che non si ha il coraggio di applicare, perché probabilmente ci si farebbe dei nemici. Ci sono altre Amministrazioni, che sono anche vicine ideologicamente e politicamente a questa Amministrazione - mi riferisco, ad esempio, al Comune di Pisa che, in merito al rumore ha preso dei provvedimenti che ho portato anche all'attenzione dell'Assessore, che mi ha assicurato che si farà carico di valutarli -, ma, è una notizia proprio di ieri sera del Tg, il Comune di Firenze ha preso delle iniziative che, sì, sono stringenti nei confronti della movida, applicando il Regolamento di Polizia Urbana e soltanto nell'ultimo weekend sono state revocate 12 licenze a 12 esercizi commerciali. Io non dico di arrivare ad una soluzione così drastica. Se c'era realmente la volontà di responsabilizzare gli esercenti di questi locali, affinché si potesse arrivare ad un accordo tra la loro libera volontà di lavorare e quindi di poter accogliere al proprio interno i clienti e, dall'altra parte, trovare una sorta di soluzione che permettesse anche ai residenti di vivere in condizioni migliori, sicuramente questo Patto doveva dare delle indicazioni più precise e sicuramente più restrittive. Proprio per questo motivo, ho presentato degli emendamenti che cercano di correggere, anche se non del tutto, ma in parte, questo Patto. Tra le altre cose, sulla proposta di deliberazione non è specificato bene quelli che sono i controlli e chi farà questi controlli, perché all'articolo n. 9, ruolo della Pubblica Amministrazione, vediamo che i controlli che farà il Comando della Polizia Urbana saranno relativi ai divieti di sosta, a "mettere a disposizione della popolazione, a scopo preventivo, a richiesta test rilevazione del tasso alcolemico, svolgere servizi settimanali di controllo stradale con riferimento alla fattispecie di guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche", ma, se un locale chiude oltre le ore 2.30, se un locale a mezzanotte distribuisce ancora bevande con il vetro, se un locale non è disposto del bodyguard, dell'addetto alla sicurezza, questi controlli chi li fa? Poi, sappiamo che sarà la Polizia Municipale, ma se c'erano già delle problematiche prima, figuriamoci adesso. Cosa aggiungere altro? Secondo me, ripeto, questo è un Patto che cerca di eludere il Regolamento di Polizia Urbana e credo che se questo Patto verrà votato, quest'Aula dovrebbe valutare la possibilità di cassare alcuni articoli del Regolamento di Polizia Urbana, perché a questo punto non avrebbero modo di esistere. Ho presentato degli emendamenti che saranno poi all'attenzione dell'Aula e mi auguro che vengano presi in considerazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Innanzitutto, un dubbio di merito, che condividevo adesso con il Consigliere Scanderebech, ovvero: di fronte alle sanzioni contenute nel Patto, soprattutto i punti più che le sanzioni pecuniarie, nel caso di cambio di gestione da parte dei singoli esercizi, quindi un cambio di esercente, il punteggio decurtato rispetto al locale non virtuoso poi ricadrà sulle spalle di chi subentra, oppure ci sarà un riazzeramento? Oltre a questo piccolo dubbio pratico, io volevo portare una riflessione di metodo. Ovvero, io, colpevole di non aver seguito approfonditamente in Commissione l'esame di questa proposta di deliberazione, noto però dal dibattito oggi in Aula il fatto che esiste una pluralità di posizioni, una pluralità anche di dubbi e di problematiche portate all'attenzione di tutto il Consiglio, in più la mancata certezza di chi sono stati i protagonisti di questo Patto individuati nelle Associazioni rispetto alla loro reale rappresentatività credo che porti a riflettere su un diverso metodo nell'affrontare la questione. Se di Patto si tratta, il Patto, per natura, avviene tra più soggetti, soprattutto se poi è un qualcosa che deve passare da una deliberazione, quindi dal voto del Consiglio, sarebbe forse auspicabile fare un passo indietro e riprendere il confronto in Commissione, ascoltando lì i diversi protagonisti e cercando di mediare con il coinvolgimento di tutti i Commissari quello che è il percorso per trovare una sintesi tra le diverse esigenze di utenti, di residenti e di esercenti. Allora, io, anche vedendo la maggioranza con le idee poco chiare e di sicuro non univoche rispetto a questo testo, chiedo in questa sede all'Assessore se non sia possibile magari ritirare questa proposta di deliberazione e fare un passaggio indietro in Commissione, per ascoltare, in modo che tutti i Commissari possano vedere che faccia hanno e di chi stiamo parlando, chi sono gli interlocutori che hanno portato alla redazione di questo Patto e, in quella sede, visto che, se ho ben capito, è un Patto già sottoscritto e difficilmente emendabile in sede di Consiglio, consentire ai Consiglieri e ai Commissari di proporre eventuali modifiche e quindi garantire un reale coinvolgimento dei rappresentanti del popolo eletti in questa Sala, in questo percorso di Patto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Oggi l'Assessore ha fretta di deliberare per l'Aula questo nuovo Patto, ma mi sembra abbastanza eclatante e mi sorprende l'iter, perché non credo si debba mettere in pratica quanto prima questo Patto per verificare le molteplici incongruenze che ci sono. In effetti, adesso il Consigliere Marrone ha fatto un'ottima proposta di dire: \"Ritiriamola e rivediamo i contenuti di questo Patto\", perché, fra le tante cose che sono state dette, quella che per me è una delle tante incongruenze, non la più incongruente, è l'orario. Si permette a questi locali, tutti quelli della piazza e limitrofi, di andare oltre le ore 2:00 di notte in qualsiasi giorno della settimana, anche perché non pensiamo che il problema sia con l'allungamento fino alle ore 3:00... Presidente, c'è un silenzio in questa Sala che è fantastico, non sento neanche quello che dico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, chiedo di abbassare il tono della voce per far parlare il Consigliere, grazie. BERTHIER Ferdinando Grazie. Ognuno fa gli affari suoi qui dentro. Comunque, l'orario. Voi dovreste sapere che Piazza Vittorio e le zone limitrofe sono zone universitarie, quindi gli studenti che frequentano quella piazza e le vie limitrofe lo fanno tutti i giorni della settimana, dal lunedì alla domenica compresa. Quindi, un orario così esteso di apertura dei locali implica dei disagi enormi ai cittadini residenti, specialmente andando verso l'estate, dove si terranno più facilmente le finestre aperte, per cui effettivamente la possibilità di dormire, dovendo andare a lavorare il giorno dopo, sarà molto limitata. Anche perché teniamo conto che un orario così ad oltranza implica l'evacuazione della piazza e delle vie limitrofe ben oltre l'orario di chiusura dei locali. Quindi, normalmente, già nel periodo del weekend, ma anche negli altri giorni, molte di quelle vie e quella stessa piazza, fino alle 5.00 del mattino, rimarranno iper affollate. Anche perché poi avendo comodi i Murazzi, torno a dire, sarà una movida ad oltranza. Quindi, credo che il Patto vada rivisto, anche per tutti gli altri motivi che i miei Colleghi hanno esposto e che mi sembrano abbastanza evidenti. Diversamente, voterò contro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Moretti. MORETTI Gabriele Solo per dichiarare il nostro voto favorevole a questa proposta di deliberazione e per unirmi a quei Consiglieri che hanno ringraziato l'Assessore Tedesco per il lavoro svolto, cosciente della complicazione di questo tipo di attività, cioè mettere insieme gruppi di cittadini, commercianti e persone che si vogliono divertire la sera, situazioni in cui è evidente un fortissimo contrasto di interessi. Io ritengo che l'Assessore abbia avuto un grande coraggio, intanto di proporre un metodo innovativo, di una grande capacità di mediazione e una notevole tempestività. Di fatto, oggi siamo a fine maggio, quindi stiamo entrando nel periodo critico per quella zona e siamo qui a deliberare un Patto così importante per la movida torinese. Non so se sarà la soluzione migliore, se sarà la soluzione di tutti i problemi di Torino, sicuramente è un passo avanti. Io la ringrazio, Assessore, per il senso di responsabilità che si è assunto nel portare avanti un Patto di questo genere che - è vero - forse i Commissari non hanno potuto ognuno esplicitare la propria soluzione magica al problema, ma questa è una soluzione possibile, nel senso che la scelta di un metodo iterativo che di mese in mese vede la verifica dei risultati, fatta dall'Assessore che ha sia le competenze al commercio, sia le competenze alla sicurezza, credo sia un passo importante per questa città e soprattutto un grande atto di coraggio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Solo per fare un po' di precisazioni. A Firenze - è notizia di questi giorni - il Gip, non il Comune di Torino, ha chiuso 6 locali e li ha chiusi per motivi diversi; tra questi motivi vi è anche lo spaccio. In ogni caso, il Comune di Firenze stamattina mi ha fatto pervenire una richiesta di avere l'atto che io spero il Consiglio oggi vorrà approvare, perché anche loro vogliono arrivare ad una sorta di Patto di convivenza civile. Poi, non è alcuna elusione, non è un nuovo Regolamento, è semplicemente una messa a sistema di tutti i Regolamenti esistenti. Nel sistema attuale dei nostri Regolamenti ogni sanzione ha il suo percorso amministrativo; in questa maniera, tutte le sanzioni portano ad ottenere lo stesso risultato, che è quello auspicato dai cittadini, che è la riduzione dell'orario, perché attualmente, dopo due sanzioni, è vero che noi arriviamo alla chiusura di un locale, ma per tre giorni. E negli ultimi mesi abbiamo dato molte di queste sanzioni accessorie, ma non siamo andati evidentemente da nessuna parte, perché la cosa che più interessa ai cittadini è avere una riduzione dell'orario. Io ritengo che con questa messa a sistema, possiamo arrivarci più facilmente. Gli impegni sono autoassunti dai locali per loro scelta, non sono imposti. Hanno deciso di darsi alcune regole, perché le riconoscono come foriere di elementi positivi per migliorare il rapporto con i residenti e la vivibilità della piazza. Quindi, tutto quello che è stato inserito nel Patto non è mai stato imposto, ma sempre concordato. Ovviamente, gli addetti alla sicurezza non hanno compiti di polizia, ma hanno compiti dissuasivi e di controllo generale nei confronti dell'utenza. Il controllo del rispetto del Patto atterrà esclusivamente alle forze di Polizia Municipale, esattamente come è stato finora per i Regolamenti. Per quel che riguarda l'elenco dei locali, non appena e se questa proposta di deliberazione verrà votata, io fornirò l'elenco che non ho in questo momento, perché si aspettava proprio l'entrata in vigore della deliberazione. Ha firmato il presidente dell'Associazione dei Commercianti, non solo di Piazza Vittorio, ma comprende anche tutte le vie limitrofe, attualmente siamo al 95% dei locali che insistono su quell'area. L'orario poi non è aumentato assolutamente. Nessun Regolamento è stato derogato in termini di orario, perché, in un regime di liberalizzazioni come quello presente, anzi, più che liberalizzazioni parlerei di deregulation, l'autoregolamentazione era ed è l'unica strada per intervenire e per farlo senza troppe tensioni. L'anno scorso, due locali della zona sono stati colpiti da ordinanze contingibili ed urgenti di riduzione dell'orario; per arrivarci, però, abbiamo dovuto mettere in campo un enorme dispiego di Forze della Polizia Municipale, per meglio puntellare i ricorsi al TAR che prevedevamo e che, infatti, puntualmente, sono arrivati. Avevamo quindi bisogno di uno strumento che si adattasse alla totalità dei locali e non al singolo locale. E l'autoregolamentazione ci è sembrato lo strumento più adatto. Detto questo, però, non è vero che la discussione si ferma qui, perché sarà mio compito portare e valutare tutti i suggerimenti, che sono arrivati questa sera in Aula, al Tavolo di monitoraggio che viene istituito con l'articolo n. 12 di questo Patto e conseguentemente anche alla discussione in Commissione. Per quel che riguarda i Murazzi, è vero che i Murazzi sono fuori da questo Patto, che comunque - come ripeto - è una sperimentazione, però io dico: facciamolo insieme. Facciamo insieme un percorso di riqualificazione culturale, urbanistico e strutturale che comprenda anche i Murazzi e che possa rappresentare, in un certo senso, anche quello che è stato fatto dalla precedente Amministrazione e magari portarlo a termine. |