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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2012 ore 11,00
Paragrafo n. 15
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-02265
APPROVAZIONE PATTO PER LA SICUREZZA CON L'ASSOCIAZIONE DEI COMMERCIANTI E DEI RESIDENTI DI PIAZZA VITTORIO VENETO.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201202265/016, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 maggio 2012, avente per
oggetto:
\"Approvazione Patto per la sicurezza con l'associazione dei commercianti e dei
residenti di Piazza Vittorio Veneto\".
e della proposta di mozione n. mecc. 201202747/002, presentata dal Consigliere
Scanderebech in data 28 maggio 2012, avente per oggetto:
\"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201202265/016 avente ad oggetto 'Approvazione Patto
per la sicurezza con l'Associazione dei commercianti e dei residenti di Piazza
Vittorio Veneto. Monitoraggio del patto per la sicurezza anche nelle Commissioni
Consiliari competenti'\".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Comunico che in data 22/05/2012 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Vi sono presenti otto emendamenti a firma dei Consiglieri D'Amico e Tronzano.
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Questa proposta di deliberazione è stata, in parte, affrontata in Commissione e molto
dibattuta anche sia in Commissione che sui giornali. Però, direi che il Consiglio è il
luogo giusto in cui affrontare gli altri eventuali nodi.
Il Patto è uno degli strumenti, ma non è l'unico con cui si intende affrontare il
problema movida, per contenerlo e gestirlo al meglio nell'area di Piazza Vittorio.
Ci tengo a precisare che è un'ipotesi, un esperimento, infatti avrà vigore sino al 31
dicembre di quest'anno, pensata solo ed esclusivamente per quell'area.
Io ho portato in Commissione - e quindi in Aula - un provvedimento già firmato,
quindi l'allegato, cioè il Patto, non per una volontà di prevaricare il Consiglio; mi
sono concentrata sull'aspetto metodologico. Io ho tenuto, quindi, a far mettere una
firma sullo strumento pattizio, quindi non per anticipare la volontà del Consiglio, e
anche per arrivare in Commissione e in Consiglio con una base di partenza, perché
c'è stata, alle spalle, una lunga e faticosa mediazione con tutti gli attori presenti
nell'area.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Grazie, Assessore, per l'illustrazione.
Innanzitutto, mi preme sottolineare, riprendendo anche le parole del suo intervento,
lei ha detto poco fa: "Molto dibattuta"; sì, più sui giornali che in Commissione.
Nella prima Commissione del primo mercoledì non c'è stato modo di poter ricevere
le risposte; nella seconda Commissione di questo mercoledì, dello scorso mercoledì,
ci sono state date alcune delle risposte che noi avevamo fatto nella prima
Commissione, però con un'altra Commissione incombente, Diritti e Pari
Opportunità, che ha sforato i suoi orari di apertura, perché eravamo ancora lì, in
quella seduta, con la fretta del caso, con l'urgenza che lei ci ha detto essere su questa
deliberazione.
Poi, ai Capigruppo addirittura si è ipotizzato di calendarizzarla per il prossimo
lunedì. Quindi, continuo a non capire qual è l'urgenza di questa deliberazione e
continuo a non capire come mai, soprattutto, noi Consiglieri Comunali, forze
politiche, non siamo potuti intervenire in alcun modo all'interno di questo allegato e
di questo Patto.
Guardi, Assessore, io mi sono passata mezzo pomeriggio del mio weekend a
presentare emendamenti di merito alla proposta di deliberazione e ho capito che gli
emendamenti che stavo per presentare stavano diventando ostruzionistici e non più di
merito, quindi - se vuole glieli lascio - ci ho rinunciato e ho pensato di non presentare
alcun emendamento, perché tanto c'è una contrapposizione forte, e di fare
semplicemente la mia dichiarazione sulla proposta di deliberazione.
Ci è stato detto che il Patto è stato siglato. Lei ha consegnato un documento agli
Uffici in cui non c'è scritto il nome del Presidente dell'Associazione dei
commercianti, non c'è scritto il nome del Presidente dell'Associazione degli abitanti,
mancano le firme dei sottoscrittori; c'è solo, come nominativo delle persone che
sottoscrivono questo Patto, il suo nominativo, Assessore Giuliana Tedesco.
Allora, un atto ufficiale che non è siglato, non capisco come possa essere un Patto
stipulato tra le parti, se poi non è firmato dai contraenti. Però, me lo spiegherà anche
lei.
In Commissione, poi, Assessore, ho chiesto l'elenco dei locali che hanno aderito
all'iniziativa; l'elenco non ci è stato fornito.
Quindi, io, ad oggi, non so quali sono i locali che aderiscono all'iniziativa e quelli
che non vi aderiscono.
Le ho chiesto quali poteri e competenze ha l'addetto all'assistenza alla clientela,
come all'articolo 6, e non mi sono stati dati chiarimenti.
Questo addetto all'assistenza, così come lei lo chiama nel Patto, non è altro che un
costo aggiuntivo che grava sui locali. Ovviamente, poi, grava anche su tutti quei
locali che non hanno un dehors. Quindi, mi chiedo perché va imposta un'assistenza
alla clientela, magari anche a tutti quei locali che non hanno un dehor, che hanno un
banale bar e che devono avere questo assistente alla clientela.
Abbiamo poi chiesto - e questa è stata una richiesta bipartisan, una richiesta che è
arrivata dalla maggioranza come dall'opposizione - di avere una comparazione tra le
sanzioni che sono state date negli ultimi anni all'interno della Piazza. Questo non è
stato fatto per motivi di tempo.
Nel Patto, poi, Assessore, non si è minimamente pensato di sentire la voce dei clienti
e dei fruitori della movida, che sono la parte numericamente più consistente ed
importante.
Dal momento che noi andiamo a sanzionare, andiamo a fare un Patto in una zona che
ha un concentrato di persone così elevato, perché non sentire anche la voce di
qualcuno di loro per capire realmente quali sono anche i loro problemi in quella
zona?
All'articolo n. 10 dell'allegato, poi, si obbligano i locali, a spese proprie (io vorrei
che anche gli altri Consiglieri Comunali facessero attenzione a questo articolo n. 10),
a dotarsi di vetrofanie, cartelli informativi, menu con loghi, tavolini con il logo,
brochure e quant'altro. Ovviamente, è stata identificata una copisteria consigliata
convenzionata.
Mi piacerebbe anche capire qual è questa copisteria, ma mi informerò e verificherò.
Poi, non capisco come mai il Patto finisca a dicembre, 31/12/2012, quando,
soprattutto in una città come la nostra, è difficile pensare che i cittadini affollino i
dehors ancora a novembre e a dicembre. Quindi ,non capisco la sensatezza di far
finire questo Patto proprio in un momento invernale, coinvolgendo anche i mesi
invernali.
Infine - lo metto per ultimo, ma non penso che sia una questione non importante,
anzi, penso che sia la questione più importante -, mi chiedo: come può questa
Amministrazione decidere a che ora i locali devono chiudere, dopo il decreto sulle
liberalizzazioni?
Io gliel'ho citato in Commissione, non sto qui a ricitarlo all'interno dell'Aula, non
voglio far perdere tempo a nessuno, perché penso che dopo abbiamo argomenti e
discussioni molto importanti da fare, però io, sinceramente, non voglio assumermi la
responsabilità di votare una proposta di deliberazione che non so che effetti giuridici
possa avere.
Quindi, io a questa proposta di deliberazione voterò contrariamente. Mi assumo la
responsabilità di spiegare personalmente ai residenti di questa zona perché c'è questa
mia contrarietà.
Io trovo che sia un atto veramente importante quello che noi stiamo andando a
votare, ma, così come è redatto, non è altro che sminuito della sua importanza e non
fa altro che tartassare e colpire tutti i proprietari dei locali che rendono, con i loro
sforzi, un po' più vivace la nostra città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Ringrazio l'Assessore per l'esposizione.
Io devo dire che attendevo e attendevamo anche con una certa curiosità ed ansia la
presentazione di questo Patto, perché sembrava e doveva essere un Patto risolutivo
dei problemi di quell'area; problemi che è inutile che stiamo qui a ricordare, che
vanno dai problemi di ordine pubblico, di migliorare la vivibilità che - come
sappiamo - è portata all'esasperazione in quella zona, ormai non solo più il fine
settimana, ma almeno quattro giorni su sette della settimana, per cui era necessario
intervenire.
Effettivamente, come è stato detto, del Patto ne abbiamo parlato, neanche troppo,
comunque ci siamo incontrati due volte in Commissione, al momento della
presentazione, poi abbiamo rinviato la discussione.
A mio giudizio, ritengo che questo metodo, che è stato presentato dall'Assessore,
insieme con gli Uffici, della cosiddetta patente a punti (perché, poi, la sostanza di
questo Patto è una patente a punti), sia molto al di sotto delle aspettative, nel senso
che addirittura esiste attualmente già il Regolamento di Polizia Urbana, che è un
Regolamento che va ad incidere anche sui controlli dei vari esercizi pubblici, sulle
aperture - non tanto, il problema sono tanto le chiusure più che le aperture -, sui
disturbi, il disturbo alla quiete pubblica, sui rumori, ci sono già una serie di
indicazioni contenute all'interno di questo Regolamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, possiamo far intervenire i Consiglieri dedicando un minimo di
attenzione e non brusio? Grazie.

AMBROGIO Paola
Devo dire che, in questi anni, non sono mai stati osservati, altrimenti adesso non ci
troveremmo a dover elaborare un qualche cosa - vedi questo Piano - per risolvere la
situazione.
Io, quindi, devo dire che mi aspettavo molto di più. Avevo chiesto, anche nel corso
delle Commissioni, per esempio un intervento - so che non è una competenza diretta
dell'Assessore, però si ragiona come interventi dell'Amministrazione Comunale,
parlando anche con gli altri Assessorati, quindi con l'Assessore Curti - anche rispetto
alla concentrazione di dehors nella stessa via, visto che, con la liberalizzazione, se i
locali fanno domanda e hanno tutti i requisiti, il Comune immagino che debba
concedere non più la licenza, le autorizzazioni, però darà il proprio benestare.
Rispetto alla presenza di questi dehors e anche alla loro estensione rispetto alla
metratura del locale stesso, devo però dire che sono eccessivi, soprattutto - l'abbiamo
detto - Via Matteo Pescatore, tante zone attorno a Piazza Vittorio che sono state
oggetto di lamentele da parte dei residenti in questi mesi e in questi anni.
Io, su questo, non ho visto alcun intervento, anche perché noi ci troviamo, dal
giovedì fino al sabato o alla domenica, comunque, con un'apertura consentita fino
alle ore 2:00 di notte.
Ora, giovedì e venerdì sono comunque giornate lavorative, per molti anche il sabato
mattina; rendiamoci conto che le 2:00 di notte è un orario molto oltre quello
consentito dal Regolamento di Polizia Urbana, che, invece, pone come limite quello
delle ore 23.00.
Io mi rendo conto che sia necessario arrivare ad una mediazione, perché è evidente
che noi abbiamo riqualificato un'area, tutti i ragionamenti che abbiamo fatto, la
piazza è più bella, non ci sono più le auto, ci sono i locali, è più sicura, si gira
volentieri anche a tarda notte, però bisogna mediarla e conciliarla anche con le
esigenze dei residenti.
Allora, avevo invitato anche l'Assessore a ragionare su un'apertura dei dehors, per
esempio, anche fino all'una. Mezzanotte è troppo presto? Ragioniamo, veniamoci
incontro.
Mi rendo conto che le 3.00 di notte il weekend e le 2.00 tutto l'anno sia un orario
eccessivo, anche perché voi avete previsto, all'interno di questo Patto, la presenza dei
bodyguard, del personale addetto alla sicurezza. Però, siamo onesti, tutti noi
sappiamo che già adesso esistono; la maggior parte dei locali si sono muniti di
personale della sicurezza, che non riesce ad intervenire; porto sempre ad esempio i
casi più esasperati, Via Matteo Pescatore, perché è quello più evidente. Poi, andiamo
forse a calare un pochino quel problema, ma esiste ugualmente nelle altre vie.
Tutti questi locali si sono dotati di personale alla sicurezza, ma non abbiamo risolto il
problema.
Ricordavo all'Assessore che, non più di tre settimane fa, i frequentatori della movida,
che ne hanno tutto il diritto, forse non hanno il diritto di girare con il megafono ed
urlare: \"Noi non vi faremo dormire\", perché ogni cosa deve avere un suo senso.
Quindi, se noi dobbiamo intervenire, interveniamo con un Patto che sia, in qualche
modo, risolutivo, che vada in quella direzione.
Qui mi sembra si sia stilato un qualcosa... per carità, durerà sei mesi, quindi il mese
estivo, luglio e agosto, saranno la prova, magari anche settembre, ma mi sembra che
non ci sia alcun indicatore, alcun elemento che faccia pensare che in realtà andremo a
risolvere il problema.
Ripeto, rispetto anche al Regolamento di Polizia Urbana, noi andiamo a consentire
un orario maggiore, perché, comunque, fino alle ore 2.00 in settimana e alle ore 3.00
del mattino del weekend è molto oltre quello consentito già dagli attuali Regolamenti.
Probabilmente, non avevamo il personale di Polizia Municipale che potesse andare a
controllare, però il Regolamento c'era. Quindi, noi avevamo già gli strumenti per
poter intervenire e poter migliorare, quindi, i problemi di vivibilità del quartiere,
della città.
Adesso, come crediamo che si possa fare con questo caso in cui andiamo a portare
molto più avanti l'orario?
Quindi, io non ho presentato emendamenti, perché l'Assessore è stato molto chiaro
rispetto ad un Patto che è già firmato, è già siglato e quindi noi praticamente non
abbiamo possibilità di intervento, se non fare in Aula le nostre riflessioni.
Io speravo che rispetto ad alcune indicazioni - ripeto, non è presente l'Assessore
Curti, però le abbiamo affrontate più volte -, in merito alla presenza di questi dehors,
al loro numero e anche alla metratura che viene concessa, ci fosse un intervento da
parte dei vari Assessorati e quindi della Giunta Comunale.
Non c'è stato nulla. Noi siamo quindi in forte imbarazzo, perché è evidente che un
Patto firmato da cittadini e da commercianti con l'Amministrazione significa che
anche loro, in qualche modo, hanno accettato delle condizioni.
Però, non credo, anzi sono sicura che ci troveremo tra sei mesi a partecipare alle
solite riunioni che vengono fatte nelle varie sedi dei Comitati spontanei attorno a
Piazza Vittorio a discutere delle stesse cose.
Quindi, io, per carità, prendo atto che ormai il Patto è fatto, però chiedo
all'Assessore, insieme anche all'Assessore Curti, di valutare una serie di altri
interventi che vadano nella direzione di risolvere realmente e concretamente il
problema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Devo dire la verità. Le polemiche del centrodestra, questa volta, veramente non le
capisco, nel senso che per anni abbiamo discusso della conflittualità degli elementi in
gioco, cioè i cittadini contro gli esercenti, gli esercenti contro la Municipale, la
Municipale che chiedeva al commercio delle regole più ferree. Un giro che spesso ha
dovuto portare agli interventi degli Assessori, che tra l'altro sono anche qui presenti
in Aula.
Certo è che il tema delle liberalizzazioni non è che ci ha molto aiutato, e lo dico
anche al centrodestra, che, allora, aveva una posizione totalmente e diametralmente
diversa da quella dei dehors a quella degli orari. Lo dico perché, tra l'altro, queste
sono leggi nazionali che noi abbiamo recepito.
Però, in realtà, è proprio il punto di vista che non capisco, lo dico al Consigliere
Scanderebech, lo dico al Consigliere Ambrogio: intanto questo è un Patto firmato da
tutte le parti. Almeno citarlo, almeno dirlo.
Consigliere Scanderebech, non ci sono le firme perché in allegato ci hanno dato la
copia che non è stata data... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questo è un
Patto siglato diciamo dalle Associazioni più rappresentative. I cittadini già è strano
che si riuniscano in un'associazione, in questo caso è successo, tra l'altro prima di
altri luoghi della città. C'è un'Associazione dei commercianti che ha riunito tutta la
discussione. Tra l'altro, è stata una delle prime ad autoregolamentarsi e a dare, in
qualche modo, degli indirizzi per poter e voler uscire da questa situazione.
Ma entriamo nel merito. Certo, l'Assessore Tedesco ha avuto, per la prima volta, una
facilitazione, il fatto di avere insieme due deleghe come quella al Commercio e
quella alla Polizia Municipale. Però, in realtà, io credo che il vero dato sia che è
riuscita a ripensare le regole al contrario.
Il tema dell'autoregolamentazione, non solo nei punti, ma anche nelle punizioni, e
quindi l'idea stessa che in questo Patto gli esercenti si davano loro delle regole, che
tra l'altro il sistema se no non prevedrebbe, se non con la chiusura una tantum dopo
aver pagato le multe, io credo che sia un atto di per sé non solo rivoluzionario, ma
che cambi un po' le regole della convivenza anche del commercio con gli esercenti,
cioè con i cittadini del territorio.
Chiaro è che un Patto non risolve tutto. In questo senso, si è voluto parlare di più
della musica e del rumore, tanto è vero che, tra l'altro, la regolamentazione è anche
di per sé severa. Guardate che il fatto che dalle ore 23.00 alle ore 8.00 non ci
potrebbe essere quella musica - intendo dire sentita da fuori - vuol dire che, in
qualche modo, anche loro si sono autoregolamentati e si sono dati, di fatto, delle
indicazioni abbastanza chiare, in termini di pulizia, in termini di assistenza alla
clientela.
Io credo che, oggettivamente, per la prima volta, si è vista una delle tante capacità,
tra l'altro, di quel pezzo di vita notturna, cioè la volontà, in qualche modo, di
avvicinarsi anche alle soluzioni della Pubblica Amministrazione.
Guardate, non è scontato. Lo dico, perché la vita notturna torinese inizia ad avere una
complessità e noi un po' ce lo dovremmo ricordare. Quando arrivano diecimila
persone in una piazza, è giusto che gli esercenti - come è successo in questo Patto - si
mettano a disposizione con tutto il senso del pubblico servizio. Diciamoci anche la
verità, se voi chiedete di fare una manifestazione per diecimila persone, non bastano
- e ve lo assicuro - i bagni pubblici di quei luoghi.
Allora, io credo che questo Patto sia uno sforzo, uno sforzo di tutti per accettare il
fatto che la notte sia di tutti e, in qualche modo, io credo che i cittadini si siano fidati
anche del fatto che questa autoregolamentazione andava anche verso i loro interessi.
Però, devo dire la verità - e vorrei che il Sindaco su questo ci pensasse un po' su -,
ormai la città ha delle complessità che non possono essere delegate ogni volta a
"l'Assessore ha quel territorio lì"; servono politiche diverse, politiche integrate, che
mettano assieme anche esigenze che qui, per esempio, nel Patto non sono descritte,
l'abbiamo detto in Commissione. Pensate ai mezzi di trasporto notturni.
Quando cinque anni fa, quattro anni fa, abbiamo iniziato a scrivere che servivano dei
servizi diversi per i giovani - tra l'altro è qui il Consigliere Scanderebech che si ricorda
bene e l'Assessore Marta Levi -, noi pensavamo proprio che, essendo cambiati gli
stili di vita, essendoci ancora tantissimi pullman che giravano di prima mattina vuoti,
perché ormai la "città fabbrica" non c'era più, bene, con una nuova riorganizzazione
di quei mezzi di trasporto notturni si potevano dare dei servizi diversi alla vita
notturna della città.
E guardate che i dati sono incredibili, perché 2.500-3.000 ragazzi che prendono quei
mezzi è una rivoluzione culturale che ha portato meno all'uso dell'auto privata,
dopodiché però non abbiamo disincentivato l'arrivo dell'auto privata fino a lì. Cioè,
noi abbiamo iniziato a dare i servizi, ma non abbiamo cambiato urbanisticamente la
viabilità di quel centro.
Abbiamo voglia, dopo questo Patto - lo dico a tutto il centrodestra che è molto rigido
su alcune idee di pedonalizzazioni, di ZTL notturna -, per aiutare e sollevare un
pezzo di quella popolazione, di riscrivere un pezzo dell'urbanistica della zona
centrale della città?
Con il Consigliere Carretta abbiamo dato degli indirizzi chiari sulla viabilità diurna.
Ma avete voglia di scrivere con noi un Patto che parli di quelle pedonalizzazioni, che
eviti i clacson di notte, che eviti quello che succede in Corso Cairoli tutte le sere e in
Corso San Maurizio? Cioè, migliaia di macchine parcheggiate fuori dalle strisce blu.
Qui noi ci prendiamo l'impegno di multarle, di essere più severi nei controlli, ma il
punto è che non ci dovrebbero arrivare quelle macchine fin lì, dovrebbero arrivare a
dei luoghi di interscambio e probabilmente i nostri servizi Night Buster dovrebbero
prendere quei ragazzi e portarli serenamente nei luoghi della vita notturna.
Io credo che questa possibilità ci è data anche dal cambiamento culturale
di questa città. Sempre di più anche gli esercenti stanno modificando le loro
attenzioni anche verso quegli stili di vita, tanto è vero che sempre di più gli stessi
esercenti chiedono di avere delle rastrelliere per le bici dei clienti che arrivano con
mezzi alternativi e danno, per esempio, delle consumazioni ridotte se arrivi con il
mezzo di trasporto notturno e non con la macchina.
Io credo che noi dobbiamo aiutare questi processi e soprattutto dobbiamo iniziare a
smettere di fare il tifo.
Probabilmente, perché ho lavorato in quei luoghi e li conosco bene perché abbiamo
fatto campagna culturale soprattutto sui consumi di droga e sull'uso della cocaina, io
credo che troppo spesso abbiamo fatto il tifo, anche in questa discussione, per chi
vive la notte, per chi vuole lavorare di notte; il compito della Città è un altro, è
mediare quei conflitti e credo che la cosa più bella che fa questo Patto sia proprio far sì
che quegli interessi convergano nell'idea che la notte è di tutti e che, in qualche
modo, quelle regole se le sono date loro e cercheranno loro di rispettarle,
probabilmente ognuno di loro sarà il controllore di un altro soggetto.
Con questo io non credo che risolveremo la situazione della movida diciamo molesta,
perché, in qualche modo, questa complessità - ripeto - non è fatta solo dai Patti, è
fatta anche da altre situazioni che devono cambiare. Una per tutte sono i Murazzi
della città.
Se il Prefetto accettasse e si ricordasse che quello non è un luogo dimenticato dalle
Istituzioni, si ricordasse che quel luogo dev'essere un luogo accessibile tutte le sere e
si ricordasse che quel luogo è destinato, tra l'altro, ad un uso diverso degli stili di
vita, tanto è vero che, ad esempio, le arcate sono state pensate per contenere la
musica anche oltre le ore 3.00 di mattina, quando riusciremo a mettere insieme tutti
questi pezzi non solo avremo fatto un Patto, ma avremo riscritto un pezzo di vita
della nostra città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Dopo otto minuti di teoria del Consigliere Grimaldi, ho l'unico neurone un po'
scioccato, ma ci proverò ad essere pratico e veloce come sempre sono. Nel senso che,
essendo una persona pratica, sia personalmente che politicamente, io non riesco ad
elaborare tutte queste grandi teorie, però mi sono fatto una domanda di base: se c'è
un Patto tra l'Amministrazione, i cittadini ed i commercianti e se c'è un Assessore
disposto a metterci la faccia, perché di questo in Commissione si è parlato e si è
discusso anche abbastanza a lungo, allora tanto vale provarlo. Perché, poi, credo che
sia un grande esercizio, visto che lo declamate tanto, un grande esercizio di
democrazia dare la possibilità di mettere in funzione questo Patto, che vede
commercianti, cittadini ed Amministrazione.
In Commissione io ho detto all'Assessore: ci diamo un mese di tempo dal momento
in cui il tutto viene approvato, facciamo questa prova dove vediamo più attori
coinvolti e tutti, credo, con gli stessi interessi, perché non credo che ci siano persone
che abbiano più o meno interessi, l'unico interesse è quello di riuscire a fare
divertimento, a fare cultura, come diceva il Consigliere Grimaldi - mi manca il gesto
che faceva della cultura, mi manca quel passaggio -, con assoluta tranquillità e
serenità, cioè che accontenti tutti.
Allora, lo ripeto perché l'ho detto in Commissione, ma è giusto dirlo in Aula, io
voglio vedere questo Patto in funzione, voglio vedere come prosegue questo Patto e
fra un mese, quando arriverà il resoconto puntuale dell'Assessore, decideremo se il
Patto ha avuto valenza oppure no e se, per la prima volta, forse, siamo riusciti ad
esercitare un qualcosa che ci porti ad andare avanti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Gli aspetti positivi del Patto che oggi arriva in Consiglio sono stati già citati dal
Consigliere Grimaldi e io sono d'accordo con lui nel ritenere che vi è stato uno
sforzo importante da parte della Città di Torino nel riuscire a portare al tavolo
cittadini, Comitati dei cittadini e Associazioni di commercianti.
Si è già riusciti a dialogare con tutte le parti in questione, in commedia direi, in
questa vicenda ed è già un risultato importante.
Noi, quindi, voteremo questa proposta di deliberazione. La voteremo, però, con la
consapevolezza che non risolverà il problema di Piazza Vittorio e del comprensorio
di Piazza Vittorio.
Perché dico questo? Perché nel Patto che è stato stipulato, Piazza Vittorio e i locali
circostanti sono, in qualche modo, posti sullo stesso piano e sullo stesso piano non
sono, perché i problemi di Piazza Vittorio sono sicuramente problemi diversi da
quelli di Via Matteo Pescatore o dei Murazzi.
I Murazzi, intanto, sono fuori da questo Patto.
Io non so - perché non abbiamo avuto modo di vedere - se e chi firmerà questo Patto,
perché per essere un Patto vero, caro Assessore, intanto deve essere firmato
direttamente dai gestori dei locali, altrimenti assume un significato più politico che
pratico.
Io mi auguro che a firmare questo Patto ci siano tutti i gestori dei locali fuori dalla
Piazza Vittorio, intorno alla Piazza Vittorio. Perché, vede Assessore, il problema del
rumore sulla Piazza Vittorio non è determinato dai locali, non è stato mai un
problema quello, cioè la musica che utilizzano i locali per attirare clientela, a pochi
metri dal locale, per la conformazione di Piazza Vittorio, non è più un problema per i
cittadini residenti. Quindi, prima questione da tenere in conto: la rumorosità non è
data dalla musica.
Diversamente, evidentemente, da Via Matteo Pescatore e dalle altre vie, dove,
invece, i volumi della musica dei locali disturbano pesantemente i residenti.
Di questo non ne abbiamo tenuto molto conto nel Patto, per cui io sono un po'
meravigliato della firma dei cittadini, del Comitato dei cittadini.
Non so se è sempre lo stesso professore in pensione che si è sempre posto in maniera
un po' sprezzante nei confronti degli Amministratori, mi auguro che sia lui, però non
riesco a capire la ragione di come abbia fatto... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non so se è lui, non ricordo il nome, ma l'atteggiamento era sempre
quello.
Io mi complimento con l'Assessore se è riuscito a far firmare quel soggetto lì, perché
o non ha letto il Patto o non ha compreso bene, perché... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, non mi riferisco a nessuno. Perché, se l'avesse letto, si sarebbe
reso sicuramente conto del fatto che mentre le vecchie regole consentivano la
chiusura del locale dopo due sanzioni, con queste nuove regole il locale non chiude
più, perché con la patente a punti, evidentemente, con quei punti, quel locale è
destinato a rimanere sempre aperto, indipendentemente dalle violazioni.
Io avrei voluto presentare, Assessore, un emendamento, ma solo uno più tecnico,
perché è una contraddizione il fatto che - l'Assessore ha a fianco un avvocato e può
chiedere la conferma di quanto dico - con l'aumentare della sanzione pecuniaria
diminuiscano i punti tolti rispetto a quelle iniziali. È proprio una contraddizione,
perché evidentemente la sanzione pecuniaria sta ad indicare la gravità del fatto. Se il
fatto è grave e faccio una sanzione da 500 Euro, non posso togliere 4 punti e se la
faccio da 80 ne tolgo 6, perché c'è una contraddizione in maniera evidentissima.
Questo, io consiglierei all'Assessore e ai suoi Uffici di correggere questo aspetto,
perché o c'è la volontà di non fare mai chiudere queste attività presunte disturbatrici,
oppure non si spiega la ragione di questa inversione: all'aumentare della sanzione
pecuniaria, diminuiscono i punti da togliere.
Per cui, se un locale decide di cominciare a disturbare dal 1° giugno, fino a quando
non termina i 20 punti, non chiude praticamente mai.
Allora, la Città in quell'area ha fatto grandi sforzi, partendo dal presupposto che a
disturbare, in quell'area, era più la viabilità, le auto; abbiamo inserito, due anni fa -
se non ricordo male -, già due estati fa, come sicuramente il Sindaco e l'Assessore
sanno, alcune telecamere sotto il diretto controllo della Città, che dovevano servire
anche a fare le sanzioni. Non so bene se quel tipo di attività si stia svolgendo o meno,
ma il problema è da affrontare in termini radicali.
Insomma, in quella piazza bisogna che ci sia una ZTL notturna. Io lo voglio dire
senza girarci troppo intorno. Ci va la ZTL notturna, perché è quella che, in qualche
modo, puoi risollevare le persone che abitano in quell'area.
Deve essere affrontato nel più breve tempo possibile il problema Murazzi. È evidente
che io non so se quest'anno il Comitato Ordine e Sicurezza ha deliberato la presenza
lì, sulle scalinate, dei militari, ma è evidente che quel luogo necessita di un controllo
maggiore rispetto a tante altre aree di questa città.
Io rammento al Sindaco e all'Assessore, se mi ascolta, che, proprio perché sappiamo
che quell'area è problematica, in un Comitato di Ordine e Sicurezza avevamo
proposto di mettere a disposizione delle Forze dell'Ordine - e ritengo opportuno che
venga rinnovata la proposta - alcuni locali della Città che sono vuoti da diverso
tempo, che, all'epoca delle Olimpiadi, venivano usati dalla Fondazione degli
Architetti, i quali li avevano ristrutturati e che, ad oggi, sono liberi. Noi li avevamo
messi a disposizione delle Forze dell'Ordine per aprire chiamiamola una Caserma,
uno sportello dove c'era scritto Polizia di Stato. Io ritengo che quello sia uno dei
modi per provare ad affrontare il problema dei Murazzi, perché lì c'è da affrontare
non solo il problema di ordine pubblico, ma tutta una serie di altri problemi, a partire
dai dehors e da tutti coloro i quali non si sono messi in quadro con l'ambito che è
stato progettato in quell'area.
Ci va, credo, un po' di volontà politica per affrontare quel tipo di problema e io, se
posso permettermi, consiglio all'Assessore di affrontarlo, perché, prima o poi, quel
problema va affrontato, altrimenti la Città, così come è avvenuto in passato,
continuerà a perderci la faccia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io devo dire che l'idea che sulla stessa piazza alcuni locali volontariamente
aderiscano ad un Patto e abbiano un Regolamento e quelli accanto abbiano un altro
Regolamento non mi piace. Lo dico con molta franchezza, perché quali siano i
vantaggi dei primi o dei secondi sono molto aleatori e legati al fatto che le capacità di
controllo e di repressione ci siano, perché noi possiamo fare Regolamenti molto
rigidi già adesso ma... Io posso dire quanti sono i locali nell'area che aprono la sera.
Dico un centinaio? No. Saranno 60, 70, ma, di questi, almeno 20 o 30 sicuramente
sono aperti tutto il giorno.
Chi è aperto tutto il giorno non aderisce sicuramente ad un Patto che gli dice che
deve aprire alle 19.00 di sera e chiudere alle 2.30, perché molti locali aprono durante
il giorno e aprono anche la sera.
Peraltro, le sanzioni sono molto legate al fatto che vengono individuati e colpiti.
L'anno scorso, dando per scontato che gran parte di questi locali hanno violato
qualche norma regolamentare, quelli che sono stati colpiti, sono stati colpiti o perché
hanno esagerato o perché, per sprovvedutezza, si sono stati fatti beccare di seguito un
po' di volte, o forse perché c'è stata una forma un po' di accanimento nei loro
confronti, perché distinguere da un locale all'altro è abbastanza difficile.
È stato detto che questo Patto non risolve i problemi di Piazza Vittorio. È ovvio. I
problemi di Piazza Vittorio non sono assolutamente legati al Patto tra
un'Associazione di categoria, che non so quanti negozi rappresenta e quanti
aderiranno - qui mi associo alla richiesta già fatta di sapere almeno una stima, poi è
un dato oggettivo, se ha aderito il 10, il 20 o l'80% percento dei locali potenziali -, e
Associazioni di cittadini, che, come sempre, tanta buona volontà, ma alla fine non si
sa bene chi rappresentino.
Io vi chiedo, ma soltanto come spunto, tra parentesi, in una situazione un po' amicale
come in questo Consiglio Comunale, se l'ex Sindaco Chiamparino faccia parte
dell'Associazione dei cittadini, se sia così preoccupato di quello che accade in quella
piazza.
Poi, conoscendo molti altri illustri inquilini di quelle zone, posso chiedermi anche se
altri ne facciano parte. Dubito, perché, se l'ex Sindaco Chiamparino facesse parte
dell'Associazione dei residenti di Piazza Vittorio, sarebbe stato sicuramente oggetto
di qualche articolo, qualche elemento di comunicazione pubblica da parte dei
giornali, perché sarebbe una notizia.
Quindi, io sono abbastanza scettico, anche perché, poi, uno può entrare nei
particolari, l'ha fatto il Consigliere Scanderebech, lo faranno probabilmente altri, io
non ho avuto il tempo di mettermi a leggere tutti i punti, però ho notato alcune cose,
quando si dice che tutte le bevande all'esterno devono essere somministrate con
bottiglie in plastica e via dicendo, a parte che non si riduce l'assunzione del
contenuto, qualora questo potesse creare un problema, ma confligge con il fatto che -
io, ormai, vado poche volte, l'età fa sì che preferisca starmene a casa sul divano,
lascio al Consigliere Grimaldi prendersi il pullman e girare la sera per le strade di
Torino, io, quando vado, vado in automobile, lo dico con molta franchezza e senza
vergognarmi - il numero di venditori abusivi che vendono comunque lattine e
bottiglie è sicuramente consistente. E in alcuni posti vi è anche la moda, da parte di
alcuni gruppi di giovani, di portarsi le bevande da casa e partecipare ad una specie di
gran party, un po' come facevo quando ero ragazzo, si andava a Villa Genero con le
cassette di birra sulle spalle. Penso che, molte volte, dare dei segnali di regolamenti
molto rigidi, che non vengono poi applicati e non vengono fatti rispettare, o perché è
impossibile, o perché non si può, o perché non si vuole, perché alla fine votano i
residenti, votano i commercianti e vota chi frequenta la movida, diventa
diseducativo.
Ecco perché io dico subito che su questo Regolamento mi astengo, nel senso che
l'Assessore fa un esperimento, lo propone e io mi astengo, tenendo presente che
posso essere smentito, può essere utilissimo, nella verifica si potrà poi valutare, però,
a naso, il numero di locali che aderiranno e come le due triadi, i due triumvirati di
controllori che gireranno, daranno multe o non daranno multe, applicheranno la cosa,
sarà molto discutibile.
Peraltro, credo che questo Patto non vieti alla Città e al Prefetto di intervenire in altri
modi, qualora ci fossero altre cose, quindi ha la sua funzione.
Quindi, io mi asterrò e voglio soltanto, però, concludere con un'osservazione. Io
penso - lo dicevo già in passato e lo dico sempre - che l'Assessore al Commercio non
sia il rappresentante dei commercianti, come l'Assessore all'Ambiente non debba
rappresentare le associazioni ambientaliste. Gli Assessori rappresentano la Città,
rappresentano quelli che sono gli interessi di tutti quanti e non possono avere un
ruolo che è quello del continuo rapporto e rappresentanza sindacale della categoria di
riferimento, perché altrimenti non è più la Città, non è più il senso civico.
Molto spesso, non dico che gli Assessori accettano questo ruolo o lo promuovono,
ma in qualche modo si fanno ingabbiare da un rapporto diretto in cui i commercianti
pensano all'Assessore al Commercio come al loro difensore in Città nella Giunta per
i loro interessi.
Non è così. Le Associazioni dei consumatori non sono così forti e in questo caso non
si fanno neanche sentire; i residenti, alla fine, non si capisce bene chi siano.
Io credo che gli Assessori facciano un buon lavoro quando sono in grado di
rappresentare tutta la città e tutti gli interessi e non soltanto farsi condizionare da
quelli che possono essere gli interessi di qualcheduno.
Credo che in questo Patto un vantaggio, se non altro, c'è, di avere meno grane per chi
lo sottoscrive, ma dietro a questo, probabilmente, c'è il fatto di non rispettare
ugualmente le norme ed i regolamenti, sapendo che le sanzioni saranno minime e le
conseguenze praticamente inesistenti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Faccio presente ai Consiglieri che il tempo a disposizione per intervenire è di 5
minuti.
La parola Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
La discussione è molto interessante e sicuramente cerca di porre rimedio ad un
problema che, a quanto pare, è comune ed abbastanza trasversale.
Quello che però abbiamo bisogno di capire, per cercare di entrare nel merito della
delibera, per dare il via a questa sperimentazione e per cercare anche di essere più di
supporto possibile all'Amministrazione, perché Piazza Vittorio è un problema di
tutti, volevamo che l'Assessore ponesse delle risposte ai quesiti che sono emersi
durante la discussione, perché riteniamo fondamentale, ai fini del voto, capire le
risposte a tante di quelle domande che sono state poste sia dall'opposizione con il
Consigliere Scanderebech e il Consigliere Ambrogio, che dalla maggioranza, dal
Consigliere Mangone, per cercare di capirne al meglio, nel dettaglio, come si
articolerà, poi, in un futuro e anche come poter votare in maniera intelligente questa
proposta deliberazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Se con questa proposta di deliberazione si intende cercare di migliorare le condizioni
di vivibilità da parte dei residenti di Piazza Vittorio e zone limitrofe, a discapito delle
attività commerciali, è già stato abbastanza chiaro il Consigliere Mangone nel
momento in cui afferma che se il presidente dell'Associazione dei cittadini avesse
letto questo Patto sicuramente non l'avrebbe firmato.
Un inciso. Per quanto riguarda il presidente di questa associazione, solo per portarlo
a conoscenza dei Colleghi, è in atto un'azione di sfiducia da parte sua, da parte del
suo Comitato direttivo, proprio perché firmatario di questo Patto.
Ma al di là di questo aspetto, come già ho avuto modo di ribadire in Commissione,
questo Patto non è nient'altro che un'illusione a quello che è l'attuale Regolamento
di Polizia Urbana, che ancora oggi è pubblicato sul sito del Comune, quindi credo
che sia ancora in vigore.
È un modo di eluderlo e ci si è inventati questo Patto per cercare di dare un
contentino alle proteste da parte di cittadini che la sera non riescono più a dormire -
perché di questo poi si deve parlare -, inventandosi questa famosa patente a punti e
contestualmente dando anche un grosso contributo ai gestori dei locali, perché in
questo modo sicuramente saranno molto più liberi di prima nel poter infrangere le
regole.
Questo perché? È molto chiaro leggendo la proposta di deliberazione e andando a
vedere anche la tabella sanzionatoria: mentre allo stato attuale, se fosse applicato il
Regolamento di Polizia Urbana, sappiamo che alla seconda o terza infrazione
verrebbe revocata la licenza al locale, con questo sistema, dopo che un gestore sfora
la soglia dei 20 punti, si ritroverebbe soltanto come punizione la chiusura anticipata
di un'ora del locale, credo per un mese.
Ma entriamo ancora nel merito di questa tabella. Come ha già spiegato il Consigliere
Mangone, ci sarà un'adesione, credo, massiccia da parte dei gestori a questo Patto,
perché con questo Patto si sentono molto più protetti che non da quello che oggi è
l'attuale Regolamento, che non si ha il coraggio di applicare, perché probabilmente
ci si farebbe dei nemici.
Ci sono altre Amministrazioni, che sono anche vicine ideologicamente e
politicamente a questa Amministrazione - mi riferisco, ad esempio, al Comune di
Pisa che, in merito al rumore ha preso dei provvedimenti che ho portato anche
all'attenzione dell'Assessore, che mi ha assicurato che si farà carico di valutarli -,
ma, è una notizia proprio di ieri sera del Tg, il Comune di Firenze ha preso delle
iniziative che, sì, sono stringenti nei confronti della movida, applicando il
Regolamento di Polizia Urbana e soltanto nell'ultimo weekend sono state revocate
12 licenze a 12 esercizi commerciali.
Io non dico di arrivare ad una soluzione così drastica. Se c'era realmente la volontà
di responsabilizzare gli esercenti di questi locali, affinché si potesse arrivare ad un
accordo tra la loro libera volontà di lavorare e quindi di poter accogliere al proprio
interno i clienti e, dall'altra parte, trovare una sorta di soluzione che permettesse
anche ai residenti di vivere in condizioni migliori, sicuramente questo Patto doveva
dare delle indicazioni più precise e sicuramente più restrittive.
Proprio per questo motivo, ho presentato degli emendamenti che cercano di
correggere, anche se non del tutto, ma in parte, questo Patto.
Tra le altre cose, sulla proposta di deliberazione non è specificato bene quelli che
sono i controlli e chi farà questi controlli, perché all'articolo n. 9, ruolo della
Pubblica Amministrazione, vediamo che i controlli che farà il Comando della Polizia
Urbana saranno relativi ai divieti di sosta, a "mettere a disposizione della
popolazione, a scopo preventivo, a richiesta test rilevazione del tasso alcolemico,
svolgere servizi settimanali di controllo stradale con riferimento alla fattispecie di
guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche", ma, se un locale chiude oltre le ore 2.30,
se un locale a mezzanotte distribuisce ancora bevande con il vetro, se un locale non è
disposto del bodyguard, dell'addetto alla sicurezza, questi controlli chi li fa?
Poi, sappiamo che sarà la Polizia Municipale, ma se c'erano già delle problematiche
prima, figuriamoci adesso.
Cosa aggiungere altro? Secondo me, ripeto, questo è un Patto che cerca di eludere il
Regolamento di Polizia Urbana e credo che se questo Patto verrà votato, quest'Aula
dovrebbe valutare la possibilità di cassare alcuni articoli del Regolamento di Polizia
Urbana, perché a questo punto non avrebbero modo di esistere.
Ho presentato degli emendamenti che saranno poi all'attenzione dell'Aula e mi
auguro che vengano presi in considerazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Innanzitutto, un dubbio di merito, che condividevo adesso con il Consigliere
Scanderebech, ovvero: di fronte alle sanzioni contenute nel Patto, soprattutto i punti
più che le sanzioni pecuniarie, nel caso di cambio di gestione da parte dei singoli
esercizi, quindi un cambio di esercente, il punteggio decurtato rispetto al locale non
virtuoso poi ricadrà sulle spalle di chi subentra, oppure ci sarà un riazzeramento?
Oltre a questo piccolo dubbio pratico, io volevo portare una riflessione di metodo.
Ovvero, io, colpevole di non aver seguito approfonditamente in Commissione
l'esame di questa proposta di deliberazione, noto però dal dibattito oggi in Aula il
fatto che esiste una pluralità di posizioni, una pluralità anche di dubbi e di
problematiche portate all'attenzione di tutto il Consiglio, in più la mancata certezza
di chi sono stati i protagonisti di questo Patto individuati nelle Associazioni rispetto
alla loro reale rappresentatività credo che porti a riflettere su un diverso metodo
nell'affrontare la questione.
Se di Patto si tratta, il Patto, per natura, avviene tra più soggetti, soprattutto se poi è
un qualcosa che deve passare da una deliberazione, quindi dal voto del Consiglio,
sarebbe forse auspicabile fare un passo indietro e riprendere il confronto in
Commissione, ascoltando lì i diversi protagonisti e cercando di mediare con il
coinvolgimento di tutti i Commissari quello che è il percorso per trovare una sintesi
tra le diverse esigenze di utenti, di residenti e di esercenti.
Allora, io, anche vedendo la maggioranza con le idee poco chiare e di sicuro non
univoche rispetto a questo testo, chiedo in questa sede all'Assessore se non sia
possibile magari ritirare questa proposta di deliberazione e fare un passaggio indietro
in Commissione, per ascoltare, in modo che tutti i Commissari possano vedere che
faccia hanno e di chi stiamo parlando, chi sono gli interlocutori che hanno portato
alla redazione di questo Patto e, in quella sede, visto che, se ho ben capito, è un Patto
già sottoscritto e difficilmente emendabile in sede di Consiglio, consentire ai
Consiglieri e ai Commissari di proporre eventuali modifiche e quindi garantire un
reale coinvolgimento dei rappresentanti del popolo eletti in questa Sala, in questo
percorso di Patto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Oggi l'Assessore ha fretta di deliberare per l'Aula questo nuovo Patto, ma mi sembra
abbastanza eclatante e mi sorprende l'iter, perché non credo si debba mettere in
pratica quanto prima questo Patto per verificare le molteplici incongruenze che ci
sono.
In effetti, adesso il Consigliere Marrone ha fatto un'ottima proposta di dire:
\"Ritiriamola e rivediamo i contenuti di questo Patto\", perché, fra le tante cose che
sono state dette, quella che per me è una delle tante incongruenze, non la più
incongruente, è l'orario. Si permette a questi locali, tutti quelli della piazza e
limitrofi, di andare oltre le ore 2:00 di notte in qualsiasi giorno della settimana, anche
perché non pensiamo che il problema sia con l'allungamento fino alle ore 3:00...
Presidente, c'è un silenzio in questa Sala che è fantastico, non sento neanche quello
che dico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, chiedo di abbassare il tono della voce per far parlare il Consigliere,
grazie.

BERTHIER Ferdinando
Grazie. Ognuno fa gli affari suoi qui dentro.
Comunque, l'orario. Voi dovreste sapere che Piazza Vittorio e le zone limitrofe sono
zone universitarie, quindi gli studenti che frequentano quella piazza e le vie limitrofe
lo fanno tutti i giorni della settimana, dal lunedì alla domenica compresa.
Quindi, un orario così esteso di apertura dei locali implica dei disagi enormi ai
cittadini residenti, specialmente andando verso l'estate, dove si terranno più
facilmente le finestre aperte, per cui effettivamente la possibilità di dormire, dovendo
andare a lavorare il giorno dopo, sarà molto limitata.
Anche perché teniamo conto che un orario così ad oltranza implica l'evacuazione
della piazza e delle vie limitrofe ben oltre l'orario di chiusura dei locali. Quindi,
normalmente, già nel periodo del weekend, ma anche negli altri giorni, molte di
quelle vie e quella stessa piazza, fino alle 5.00 del mattino, rimarranno iper affollate.
Anche perché poi avendo comodi i Murazzi, torno a dire, sarà una movida ad
oltranza.
Quindi, credo che il Patto vada rivisto, anche per tutti gli altri motivi che i miei
Colleghi hanno esposto e che mi sembrano abbastanza evidenti. Diversamente,
voterò contro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Moretti.

MORETTI Gabriele
Solo per dichiarare il nostro voto favorevole a questa proposta di deliberazione e per
unirmi a quei Consiglieri che hanno ringraziato l'Assessore Tedesco per il lavoro
svolto, cosciente della complicazione di questo tipo di attività, cioè mettere insieme
gruppi di cittadini, commercianti e persone che si vogliono divertire la sera,
situazioni in cui è evidente un fortissimo contrasto di interessi.
Io ritengo che l'Assessore abbia avuto un grande coraggio, intanto di proporre un
metodo innovativo, di una grande capacità di mediazione e una notevole
tempestività.
Di fatto, oggi siamo a fine maggio, quindi stiamo entrando nel periodo critico per
quella zona e siamo qui a deliberare un Patto così importante per la movida torinese.
Non so se sarà la soluzione migliore, se sarà la soluzione di tutti i problemi di
Torino, sicuramente è un passo avanti.
Io la ringrazio, Assessore, per il senso di responsabilità che si è assunto nel portare
avanti un Patto di questo genere che - è vero - forse i Commissari non hanno potuto
ognuno esplicitare la propria soluzione magica al problema, ma questa è una
soluzione possibile, nel senso che la scelta di un metodo iterativo che di mese in
mese vede la verifica dei risultati, fatta dall'Assessore che ha sia le competenze al
commercio, sia le competenze alla sicurezza, credo sia un passo importante per
questa città e soprattutto un grande atto di coraggio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Solo per fare un po' di precisazioni. A Firenze - è notizia di questi giorni - il Gip,
non il Comune di Torino, ha chiuso 6 locali e li ha chiusi per motivi diversi; tra
questi motivi vi è anche lo spaccio.
In ogni caso, il Comune di Firenze stamattina mi ha fatto pervenire una richiesta di
avere l'atto che io spero il Consiglio oggi vorrà approvare, perché anche loro
vogliono arrivare ad una sorta di Patto di convivenza civile.
Poi, non è alcuna elusione, non è un nuovo Regolamento, è semplicemente una
messa a sistema di tutti i Regolamenti esistenti.
Nel sistema attuale dei nostri Regolamenti ogni sanzione ha il suo percorso
amministrativo; in questa maniera, tutte le sanzioni portano ad ottenere lo stesso
risultato, che è quello auspicato dai cittadini, che è la riduzione dell'orario, perché
attualmente, dopo due sanzioni, è vero che noi arriviamo alla chiusura di un locale,
ma per tre giorni. E negli ultimi mesi abbiamo dato molte di queste sanzioni
accessorie, ma non siamo andati evidentemente da nessuna parte, perché la cosa che
più interessa ai cittadini è avere una riduzione dell'orario.
Io ritengo che con questa messa a sistema, possiamo arrivarci più facilmente.
Gli impegni sono autoassunti dai locali per loro scelta, non sono imposti.
Hanno deciso di darsi alcune regole, perché le riconoscono come foriere di elementi
positivi per migliorare il rapporto con i residenti e la vivibilità della piazza.
Quindi, tutto quello che è stato inserito nel Patto non è mai stato imposto, ma sempre
concordato.
Ovviamente, gli addetti alla sicurezza non hanno compiti di polizia, ma hanno
compiti dissuasivi e di controllo generale nei confronti dell'utenza.
Il controllo del rispetto del Patto atterrà esclusivamente alle forze di Polizia
Municipale, esattamente come è stato finora per i Regolamenti.
Per quel che riguarda l'elenco dei locali, non appena e se questa proposta di
deliberazione verrà votata, io fornirò l'elenco che non ho in questo momento, perché
si aspettava proprio l'entrata in vigore della deliberazione. Ha firmato il presidente
dell'Associazione dei Commercianti, non solo di Piazza Vittorio, ma comprende
anche tutte le vie limitrofe, attualmente siamo al 95% dei locali che insistono su
quell'area.
L'orario poi non è aumentato assolutamente. Nessun Regolamento è stato derogato
in termini di orario, perché, in un regime di liberalizzazioni come quello presente,
anzi, più che liberalizzazioni parlerei di deregulation, l'autoregolamentazione era ed
è l'unica strada per intervenire e per farlo senza troppe tensioni.
L'anno scorso, due locali della zona sono stati colpiti da ordinanze contingibili ed
urgenti di riduzione dell'orario; per arrivarci, però, abbiamo dovuto mettere in campo
un enorme dispiego di Forze della Polizia Municipale, per meglio puntellare i ricorsi
al TAR che prevedevamo e che, infatti, puntualmente, sono arrivati.
Avevamo quindi bisogno di uno strumento che si adattasse alla totalità dei locali e
non al singolo locale. E l'autoregolamentazione ci è sembrato lo strumento più
adatto.
Detto questo, però, non è vero che la discussione si ferma qui, perché sarà mio
compito portare e valutare tutti i suggerimenti, che sono arrivati questa sera in Aula,
al Tavolo di monitoraggio che viene istituito con l'articolo n. 12 di questo Patto e
conseguentemente anche alla discussione in Commissione.
Per quel che riguarda i Murazzi, è vero che i Murazzi sono fuori da questo Patto, che
comunque - come ripeto - è una sperimentazione, però io dico: facciamolo insieme.
Facciamo insieme un percorso di riqualificazione culturale, urbanistico e strutturale
che comprenda anche i Murazzi e che possa rappresentare, in un certo senso, anche
quello che è stato fatto dalla precedente Amministrazione e magari portarlo a
termine.
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