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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201703/002, presentata in data 4 aprile 2012, avente per oggetto: "Audizione vertici GTT. 4 milioni di Euro in consulenze per il 2010 e il 2011 non consultabili on line" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Come giustamente fa riferimento l'interpellanza, abbiamo già avuto modo di discutere la questione sollevata dall'interpellanza durante la Commissione che si è svolta sull'argomento degli incarichi professionali e delle consulenze di GTT. Mi pare che il problema sia soprattutto relativo a che cosa sia obbligata a fare GTT, oltre ovviamente a comportarsi secondo Statuto e Regolamenti attuati dal Consiglio Comunale, e a che cosa non sia obbligata. Mi sembra che abbiamo più volte affermato che non ci sono problemi dal punto di vista della trasparenza, in quanto, ovviamente, i Consiglieri hanno la possibilità del diritto d'accesso e, in altri casi, nel momento in cui non c'è bisogno dei nomi, c'è un'articolazione delle stesse, come abbiamo visto in Commissione. Provando ad affrontare la questione, invece, sul piano della normativa, ci sono diverse normative che si susseguono. Ho quattro pagine che affrontano l'insieme dei decreti legislativi e dei regolamenti legislativi che attengono a tale materia. Quindi, chiedo al Consigliere ed al Presidente se posso affrontarli, ovviamente non stando nei tempi previsti, oppure abbiamo altre strade, nel senso che io posso dare il testo al Consigliere, il quale lo valuterà, e poi potremo riprendere la discussione dell'argomento portandolo in Commissione per avere il tempo adeguato. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Mi pare che sia una proposta sensata. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Mi pare di comprendere che i riferimenti che lei ha citato siano normativi e legislativi. Concordo sul fatto di averne copia e di poterli visionare; poi, eventualmente, potremo affrontare il dibattito in una Commissione apposita. Ci tenevo però a sottolineare il seguente aspetto. La Città di Torino ha diverse società cosiddette partecipate. Se l'aspetto legislativo è valido, dev'essere valido per tutte le aziende partecipate, a meno che ogni tipo di società non abbia la facoltà di inserire, all'interno dei propri siti, il famoso link "Trasparenza, valutazione e merito", ma, se così non fosse, ci si domanda come mai nei siti di alcune partecipate del Comune di Torino è possibile andare a visionare questa voce, mentre in altri, di altre partecipate, questo non è possibile. Contestualmente, questo accade con quelle partecipate che, a nostro avviso, fanno un utilizzo eccessivo delle consulenze, poi magari è necessario. Però, proprio per questo motivo, sarebbe più corretto poter accedere a questi dati. Lei prima citava che è facoltà dei Consiglieri, tramite il diritto di accesso, poter conoscere questi dati. Come lei sa - perché le ho mandato anche una copia - ho chiesto un accesso ai dati nel merito e ho ricevuto risposta soltanto da alcune di queste partecipate, mentre altre, SAGAT per esempio, hanno risposto che non possono dare questi dati, perché non compete loro. Quindi, se anche un Consigliere non ne ha diritto, diventa una cosa un po' nascosta. Poi, è chiaro che il Consigliere si assume la responsabilità dell'utilizzo; sappiamo che si tratta di dati sensibili, quindi è giusto mantenere la discrezione necessaria. Allora, mi domando: se non si è in grado di venire in possesso di queste informazioni, nonostante il diritto di accesso agli atti, chi sono le persone titolate che possono accedere a questi atti? Comunque, per quanto riguarda il merito dell'interpellanza, la questione era capire che cosa ne pensa l'Amministrazione. Se, dal punto di vista legislativo, GTT o le partecipate hanno ragione, quindi possono anche avvalersi della facoltà di non inserire questi dati nel loro sito, la richiesta era sapere se questa Amministrazione non ritenga necessario l'inserimento di questi dati e se non rilevi la gravità della mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini. Quindi, la richiesta andava in quella direzione. Per quanto riguarda le normative - di cui lei, credo, mi darà copia -, avrò modo di visionarle e poi, eventualmente, potremo discuterne in Commissione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Consegnerò al Consigliere il testo che mi ha dato GTT sulla normativa. Per quanto riguarda, invece, le due questioni poste, come abbiamo visto in Commissione e secondo la mia opinione, noi non facciamo un utilizzo eccessivo delle consulenze. Se noi guardiamo la quantità di consulenze, 1.841.000 Euro su un Bilancio come quello di GTT e lo rapportiamo a qualsiasi altra realtà, ci accorgiamo che, in realtà, è una quantità significativa, ma assolutamente e percentualmente irrisoria. In realtà, come giustamente dice l'interpellanza, nel 2010, per le consulenze legali, abbiamo versato 711.000 Euro, mentre, nel 2011, 591.000 Euro; cioè, sostanzialmente, le consulenze sono riferite all'attività che GTT deve necessariamente svolgere. Come abbiamo visto, nel 2010, le consulenze sono state un po' di più, perché è l'anno in cui si è preparata, a carico di consulenze e di prestazioni professionali, tutta l'operazione Infra.To, quindi la scissione con Infra.To. Per cui, necessariamente, sia la consulenza legale che la consulenza commerciale e notarile rientrano in quelle spese. Altro punto. C'è la possibilità del diritto d'accesso? Assolutamente sì. Riguarda tutte le aziende? Quelle che, ovviamente, sono totalmente partecipate da noi e che svolgono un servizio pubblico. Per quanto riguarda SAGAT c'è una differenza. Nel senso che abbiamo un socio privato che gestisce l'azienda a cui è delegata. Per questa ragione, l'accesso non può essere diretto; può avvenire indirettamente e dev'essere anche il frutto della base del patto parasociale che era stato sottoscritto nel momento in cui è stato fatto l'atto. Per cui, sono largamente accessibili; forse alcuni dati non sono accessibili da noi, perché riguardano essenzialmente responsabilità e gestione da parte del privato, anche se, in realtà, a me non risulta che non sia possibile accedere ai dati SAGAT. Mentre per tutti gli altri vale questo. Perché non abbiamo scritto finora, in nessun Regolamento, la pubblicazione? Perché, in realtà, sono prestazioni di carattere professionale degli operatori professionali operanti sul nostro territorio. Per cui, io penso che, rendendo edotto il Consiglio dell'insieme dei dati, non credo sia necessario o importante sapere da chi è stata fatta la prestazione professionale. Quella è la remora e credo sia il motivo essenziale per cui il Consiglio, finora, non ha mai imposto questa cosa all'insieme delle partecipate (cosa che anch'io non mi sento di mettere in questo modo). Questo richiederebbe, ovviamente, la sottoscrizione di una liberatoria da parte di chi fa la prestazione professionale per qualsiasi delle nostre società, come quando qualunque di noi va in televisione, per cui, prima di fare la prestazione, si sa a quale condizione. Ora, il livello di trasparenza non credo dipenda dal fatto di sapere il nome di chi ha fatto la prestazione professionale; questo è l'unico dato che non viene fornito, salvo, invece, nel momento in cui un Consigliere fa l'accesso ai dati, perché, ovviamente, per quanto riguarda la trattazione degli stessi, la loro pubblicazione, o se dovessero sorgere problemi su questi, la responsabilità è del Consigliere e non dell'Amministrazione in quanto tale. Questa è la ratio detta in poche parole. Penso di aver risposto. Consegno al Consigliere interessato le disposizioni legislative e mi dichiaro disponibile a parlarne quando si vuole. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |