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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201201582/119, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 marzo 2012, avente per oggetto: "Regolamento del servizio di trasporto destinato a persone assolutamente impedite all'accesso ed alla salita sui mezzi pubblici di trasporto ed ai ciechi assoluti. Revisione ed approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201202236/002, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino in data 7 maggio 2012, avente per oggetto: "Accompagnamento delibera 201201582/119 Regolamento servizio di trasporto destinato a persone assolutamente impedite all'accesso e salita sui mezzi pubblici di trasporto e ciechi assoluti. Revisione ed approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201202260/002, presentata dal Consigliere Centillo ed altri in data 7 maggio 2012, avente per oggetto: "Accomp. alla deliberaz. (mecc. 201201582/119) Reg.to del servizio di trasporto destinato a persone assolutamente impedite all'accesso e alla salita su mezzi pubblici di trasporto ed ai ciechi assoluti. Revisione ed approvazione". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 03/05/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. A questa proposta di deliberazione sono state presentate due proposte di mozione di accompagnamento, una a firma del Movimento 5 Stelle e una a firma del PD, Moderati, SEL e Movimento 5 Stelle. Inoltre, sono stati presentati 23 emendamenti, di cui 4 di Giunta, 4 del Gruppo della Lega Nord, 3 del Movimento 5 Stelle e 12 da parte del Gruppo PdL e del Gruppo della Lega Nord insieme. Possiamo dibattere gli emendamenti e la proposta di deliberazione insieme, se credete, in più le proposte di mozione di accompagnamento. La parola all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Farò una breve illustrazione della proposta di deliberazione che il Consiglio Comunale è chiamato quest'oggi a discutere, perché ritengo sia importante, a beneficio non solo dei Consiglieri, ma anche delle Associazioni presenti - che ringrazio -, ricordare qual è stato il percorso che ci ha portato oggi a questa proposta di deliberazione. Questa è una proposta di deliberazione che, sostanzialmente, va a rivedere il Regolamento per il trasporto, per quanto riguarda quello che comunemente viene chiamato "buono taxi", cioè la concessione da parte della Città di un contributo importante sulle corse taxi, a beneficio del trasporto per alcune tipologie di diversamente abili. Questo servizio nasce nel 1979. È un servizio non obbligatorio per legge, ma è un fiore all'occhiello che la Città ha nei confronti di questi cittadini. È una proposta dell'allora Giunta Novelli, che è andata via via confermandosi negli anni con le varie Amministrazioni che si sono susseguite. Oggi, si rende necessaria una modifica del Regolamento, proprio a beneficio dello stesso servizio e a beneficio degli stessi utenti, affinché questi possano continuare ad essere utenti di questo servizio e la Città possa essere ancora nelle condizioni per erogare questo tipo di servizio. Gli obiettivi che ci siamo dati per le 9 modifiche che proponiamo sono sostanzialmente due e sono obiettivi di sostanza, che voglio ricordare in questo ordine non casuale. Il primo: un vero e proprio controllo della spesa, che non è un taglio al servizio. Sentirete ripetere ancora questo concetto nel mio intervento di presentazione, perché è un elemento sul quale credo dobbiamo concentrare una parte della nostra attenzione. Lo scorso anno, nel Bilancio erano stanziati 2.300.000 Euro per questo tipo di servizio; quest'anno vengono confermati 2.300.000 Euro. Permettetemi di sottolineare questo elemento in un momento nel quale, ovviamente, moltissimi capitoli del Bilancio comunale vedono una riduzione, a fronte di una diminuzione dei trasferimenti statali e delle risorse a disposizione della Città. Quindi, una conferma completa delle risorse a disposizione di questo servizio, senza alcun tipo di taglio, ma un obiettivo chiaro di controllo della spesa, perché questo servizio, essendo partito molti anni fa - come dicevo, nel 1979 -, oggi noi non siamo in grado di controllare il potenziale della spesa presente sulla Città. Cioè, abbiamo un numero di buoni taxi in circolazione per la Città - lo dico in maniera un po' più banale - che rappresenta una bolla di spesa che la Città non potrebbe affrontare nella sua interezza. Quindi, abbiamo la necessità di controllare la spesa e di inserire degli strumenti che ci permettano di avere consapevolezza di quella che è la spesa possibile e che i 2.300.000 Euro iscritti a Bilancio, di fatto, corrispondano alla spesa effettiva del servizio. Il secondo obiettivo che ci poniamo nel pensare e nel proporre al Consiglio Comunale queste 9 modifiche è un obiettivo non solo di equità, ma di giustizia sociale. Noi abbiamo all'incirca 1.900 utenti serviti da questo servizio della Città e 1.500- 1.600 persone in lista di attesa; persone che hanno, di fatto, lo stesso diritto alla mobilità delle persone che sono beneficiarie del servizio e che sono state evidentemente inserite all'interno della lista d'attesa, perché la capienza economica per il servizio non ci dava più la possibilità di inserirli, ma, di fatto, sono portatori degli stessi diritti degli utenti che, in questo momento, sono utenti che noi consideriamo attivi. Allora, ci sembrava corretto cogliere questa opportunità della modifica del Regolamento per andare a rispondere a questa esigenza in maniera netta, in maniera molto determinata e in maniera anche risolutiva. Quanto propongo al Consiglio Comunale è un'ambizione - e spero di poter relazionare alla Commissione competente nei mesi successivi -: che questo obiettivo venga raggiunto al 100%, cioè l'obiettivo che noi ci poniamo è che, nel breve-medio periodo, tutta la lista d'attesa venga di fatto esaudita, proprio perché riteniamo che anche l'ultimo degli utenti in lista d'attesa sia portatore dello stesso diritto dell'utente attivo che, in questo momento, beneficia del servizio che la Città offre. Passo in rassegna, soltanto per titoli, le modifiche, anche perché i Consiglieri, nonché Commissari, hanno già avuto modo di approfondire in ben due sedute di Commissione la proposta di deliberazione che stiamo proponendo e le stesse Associazioni presenti comunque conoscono già buona parte dei contenuti. Cito le tre modifiche più importanti anche dal punto di vista della ricaduta per il raggiungimento degli obiettivi che ho appena enunciato. La prima: l'incompatibilità tra lo stallo personale di sosta e il servizio di buono taxi. Ci è sembrato quasi banale proporre questo; è stato un elemento anche ampiamente condiviso dal Tavolo interassociativo, che voglio ringraziare nella sua interezza per il lavoro che ha fatto. Un Tavolo interassociativo che si è autodeterminato, elemento non banale, non scontato, perché da un Tavolo molto ampio di 35-40 rappresentanti, si è arrivati ad un Tavolo di 7 rappresentanti, autorappresentato ed autodeterminato, come dicevo, che ci ha aiutato, essendo un Tavolo molto più snello, anche nel capire quali erano i limiti, i vantaggi, gli svantaggi ed eventualmente i difetti di questa proposta. Questo punto è stato condiviso anche con il Tavolo; ci è sembrato corretto proporlo nell'ottica di non sovrabbondare di servizi e di proposte allo stesso utente, nel momento in cui, invece, altri utenti rimangono purtroppo in lista di attesa. Quindi, ci è sembrato giusto proporre l'incompatibilità immediata tra chi ha il posto auto sotto casa o sotto il lavoro e quindi può esercitare il proprio diritto alla mobilità con un mezzo privato, lasciando quindi il posto ad un'eventuale persona che, in questo momento, non ha quella fortuna e, dall'altro, si trova in lista di attesa. Altro elemento è la totale e trasparente condivisione del percorso che stiamo andando a segnare con questa proposta di deliberazione e quindi la costituzione di un Comitato consultivo, che vedrà protagonisti sicuramente l'Amministrazione in tutte le sue forme, quindi la Divisione Ambiente, la Divisione Mobilità, ma anche la Divisione degli Affari Sociali, che ringrazio anche per il costante lavoro tecnico e di assistenza che gli Uffici dell'Assessore Tisi ci hanno dato in queste settimane e in questi mesi di lavoro. In questo Comitato consultivo abbiamo individuato, ovviamente, e abbiamo inserito tutte le Associazioni che, come dicevo, si sono autodeterminate e inseriremo anche i rappresentanti dei sindacati - è una scelta dell'ultima ora, degli ultimi giorni, che abbiamo fatto grazie al lavoro di costante confronto con le Associazioni -. Vengo alla terza modifica sostanziale, che stiamo approfondendo in queste settimane e in questi giorni. Noi proponiamo che ci sia un controllo dell'ISE per gli utenti beneficiari del servizio e che, a seconda della fascia di ISE individuata, ci sia una differente contribuzione della Città di Torino rispetto a questo utente. Lo dico esattamente in questi termini e vi prego di sottolineare con me, in tutte le occasioni utili, il fatto che non ci sarà spostamento in graduatoria a seconda della posizione della fascia ISE. Questo è un elemento per noi fondamentale rispetto al principio del diritto della mobilità che abbiamo voluto salvaguardare, indipendentemente dalla fascia ISE nella quale l'utente finale si trova. Quindi, invece, abbiamo ritenuto opportuno modificare la contribuzione con una tabella allegata alla proposta di deliberazione (che quindi i Consiglieri possono vedere e che le Associazioni hanno già visto durante le audizioni nelle Commissioni competenti), proprio per modificare la contribuzione che la Città dà al singolo buono taxi erogato. Buono taxi che viene erogato da una Commissione tecnica. Questo è un altro elemento che tengo a sottolineare nella presentazione. È una Commissione tecnica medica che va ad individuare un bisogno, non va ad individuare una posizione sociale o una posizione di reddito, ma un bisogno e, quindi, dà una risposta tecnica, medica, ad un bisogno di mobilità, che, evidentemente, con il TPL tradizionale, come Città, non riusciamo ancora a garantire. Dirò una parola, poi, in conclusione, anche su questo elemento. In queste settimane, abbiamo ascoltato i pareri delle Circoscrizioni, come prevede il Regolamento; abbiamo inviato la proposta di deliberazione e siamo stati presenti come Divisione in tutte le Commissioni ed ai Consigli delle Circoscrizioni che hanno espresso i pareri. Mi fa anche piacere sottolineare come tutte le Circoscrizioni abbiano espresso parere favorevole su questa modifica del Regolamento, alcune addirittura all'unanimità. Lasciatemi però sottolineare che alcune Circoscrizioni sono intervenute addirittura inasprendo la portata dell'intervento, modificando le fasce di reddito e, in alcuni casi, addirittura proponendo la cancellazione della contribuzione sopra una determinata fascia. Proposta sulla quale la stessa Giunta ha espresso un parere negativo, proprio per una salvaguardia del diritto alla mobilità. Questo è un elemento che ci tengo a sottolineare. Tutte le Circoscrizioni ovviamente si sono espresse. Visto che il Presidente ha proposto di illustrare la proposta di deliberazione e di discutere congiuntamente anche gli emendamenti, darei quindi per illustrato l'emendamento che va a modificare la proposta di deliberazione nella parte in cui si inserisce il parere delle Circoscrizioni, che, ovviamente, al momento dell'approvazione in Giunta, non era pervenuto, anzi quello era il momento iniziale del percorso per le Circoscrizioni. Ancora sugli emendamenti - e vado verso la conclusione - proponiamo un emendamento che è anche il simbolo di un punto di mediazione che si è trovato all'interno della Commissione competente con le Associazioni. Come tutti i punti di mediazione, non è un punto che ha accontentato tutti. Probabilmente, non accontenta tutte le Associazioni, molto probabilmente - lo ascolteremo poi nel dibattito - non accontenta neanche tutti i Consiglieri, ma, in qualche misura, come tutti i punti di mediazione, cerca di essere il massimo punto possibile da raggiungere come elemento di mediazione tra tutti. Quindi, a fronte di una richiesta di una parte delle Associazioni che richiedevano la cancellazione del sistema ISE come controllo del reddito, abbiamo mantenuto questo elemento, ma, in un emendamento specifico che la Giunta propone al Consiglio Comunale, noi proponiamo che questo elemento diventi un elemento sperimentale, perché, nell'ultima occasione utile, ma comunque non fuori tempo massimo, le singole Associazioni (in particolare la CPD, ma a nome e per conto anche di altre Associazioni) hanno proposto all'Amministrazione un elemento differente, chiedendo di valutare altre strade oltre a quella dell'ISE. In particolare, nella proposta delle Associazioni - della quale ovviamente non parliamo nella proposta di deliberazione, ma è utile informare i Consiglieri -, che noi abbiamo acquisito e che stiamo valutando dal punto di vista tecnico, si cambia la filosofia e si va verso una filosofia invece più basata sull'età, su una differenziazione quindi di servizio a seconda dell'età del singolo utente finale. Quindi, ci chiedono di valutare anche questa tipologia di servizio e questa tipologia di filosofia alla base del servizio. Quindi, nel nostro emendamento noi manteniamo l'elemento ISE, ma sottolineiamo come questo diventi un elemento sperimentale che, come tutte le fasi sperimentali, mettiamo allo studio e immediatamente operativo, ma, essendo immediatamente operativo, ci permettiamo anche di sottolineare come questo sia un elemento che andremo a valutare insieme. Quindi, io metterò, poi, a disposizione dei singoli Consiglieri Commissari all'interno delle Commissioni competenti e, ovviamente, anche a disposizione del Tavolo consultivo, che vedrà i rappresentanti di tutte le Associazioni, i dati del servizio così modificato, per verificare se gli obiettivi che noi ci stiamo proponendo con questa proposta di deliberazione siano stati raggiunti, in maniera sostanziale, soltanto in parte, o addirittura - speriamo di no - se non siano stati raggiunti. Questa è un po' la filosofia della proposta di deliberazione. Ci sono altre modifiche un po' più tecniche. Voglio informare il Consiglio che noi, dal punto di vista gestionale, una volta approvata la proposta di deliberazione in Consiglio, ci prepariamo a proporre alla Giunta Comunale una proposta di deliberazione che, invece, mette a punto soltanto gli aspetti più tecnico-organizzativi del servizio e ci diamo sostanzialmente tre mesi per acquisire le informazioni utili per la messa in servizio di tutte le nostre modifiche. Lo dico banalmente. Anche per quanto riguarda lo stesso ISE, gli Uffici sono già pronti per mettersi all'opera e richiedere i dati agli utenti in modo da essere immediatamente operativi alla fine dei primi tre mesi di transizione. Anche gli stessi utenti saranno messi nelle condizioni di restituire il cartaceo nel momento in cui cambiamo la tipologia di strumento che andremo ad utilizzare. Chiudo proprio con questo. Nelle Commissioni è venuto forte l'invito da parte del Consiglio Comunale di utilizzare anche strumenti informatici per rendere utile il servizio e per rendere efficace ed efficiente il servizio. Quindi, noi stiamo andando nella direzione di una trattativa anche con le Cooperative dei taxi, proprio per ottenere l'utilizzo di una carta elettronica. So che è al protocollo un emendamento, che vede il parere favorevole da parte della Giunta, anche per congiungere il servizio del BIP, che stiamo studiando con la Regione Piemonte, in maniera anche particolarmente proficua, con questa tipologia di servizio. I taxi si sono già dati disponibili, da un lato, ad inserire un meccanismo di codice, quindi di controllo della spesa immediato, e, in seconda battuta, anche dei POS direttamente sulle vetture, affinché questo servizio possa essere direttamente garantito e scalato da una carta elettronica, evitando la circolazione e l'utilizzo, in qualche caso, anche improprio. Io ringrazio gli attori coprotagonisti di questo percorso, perché questa è una proposta di deliberazione che, nello scorso mandato, è arrivata in Giunta, è stata presentata in Commissione e, poi, è stata ritirata; oggi, invece, noi arriviamo in Consiglio con una buona probabilità che, dopo una discussione utile per approfondire la questione, venga approvata dal Consiglio Comunale. Credo sia un segnale importante anche di responsabilità da parte nostra riuscire ad approvare questa tipologia di proposta di deliberazione, che - lo dico per l'ennesima volta - studiamo e proponiamo al Consiglio Comunale a garanzia diretta degli utenti di questo servizio, perché, senza la modifica di questo Regolamento, noi, a breve, nei prossimi mesi, non saremo più in grado di avere copertura economica per questo servizio. E visto che già lo scorso anno, con l'ultima Giunta utile del 27 dicembre, abbiamo dovuto rincorrere proprio questo elemento con un prelievo di fondo di riserva, dobbiamo mettere nelle condizioni gli Uffici e gli utenti finali di continuare a poter erogare da un lato e a ricevere il servizio dall'altro. Quindi credo che quello che ci apprestiamo a fare sia un buon servizio alla nostra città. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Comunico che le due mozioni di accompagnamento, la n. mecc 201202236/002 presentata dal Movimento 5 Stelle e la n. mecc. 201202260/002 presentata dal PD, Moderati, Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento 5 Stelle, verranno discusse congiuntamente alla deliberazione. La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ringrazio l'Assessore. Se è dal 1979 che c'è questo servizio, e l'Assessore dichiara che in questi 33 anni è un po' scivolato di mano, perché non si ha il monitoraggio concreto ed opportuno di questo servizio, io mi auguro che l'attuale Assessore sia il migliore di tutti gli Assessori e prenda invece in mano la situazione e finalmente cerchi di capire come affrontare questo servizio, come monitorare i buoni evasi che non vengono utilizzati e quelli che invece vengono utilizzati. Il mio voto a questa deliberazione sarà un voto contrario, perché questa delibera, a parer mio, questo nuovo Regolamento non fa altro che vessare le fasce deboli, chiedendo loro un contributo spese, che capisco sia rapportato all'ISE, però per un servizio che prima era gratuito. L'Amministrazione spende e continuerà a finanziare il servizio con quei 2.300.000 Euro che l'Assessore prima ha citato, ma già a priori - questa è stata la risposta che l'Assessore mi ha dato in Commissione - si sa che, molto probabilmente, la lista d'attesa di quelle 1.600 persone che aspettano di usufruire del servizio, non verrà evasa. Allora, mi chiedo come mai si spendano gli stessi finanziamenti per poi non evadere quella lista di attesa di 1.600 persone già sapendolo a priori. Proprio per questo motivo, forse sarebbe stato più opportuno prevedere un nuovo Regolamento che potesse anche evadere la richiesta che c'è su tutta la Città. Le Associazioni in Commissione non erano felici della soluzione adottata dall'Assessore. Certo, bisogna apprezzare lo sforzo dell'Amministrazione per mantenere questo servizio, ma mi domando di che servizio si parla, se poi si chiede il contributo per usufruire di questo servizio. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessore. Se siete d'accordo, anche rispetto agli emendamenti che abbiamo presentato, io farei un intervento complessivo, così almeno possiamo avere più contezza. Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti in merito a una serie di modifiche che abbiamo provato a proporre all'Assessore. Devo dire che comunque la disponibilità all'ascolto e al dialogo c'è stata. Chiaramente ci sono visioni diverse di quello che può essere definito oggi il diritto alla mobilità. Una grande premessa è doverosa: la nostra Città in merito al welfare ha sempre investito molto, quindi spesso quando si fa tanto e si inizia ridurre, si cade da molto più in alto, quindi si rischia di farsi più male. Da questo punto di vista, siamo convinti che il diritto alla mobilità venga prima della propria condizione economica; cioè noi pensiamo che comunque ci sia la necessità di permettere alle persone con disabilità di muoversi per la nostra città. Qui si aprirebbe anche il grande tema sulle motivazioni del trasporto, se a fini sanitari piuttosto che per andare a lavorare, per svolgere le proprie attività di associazionismo, o di volontariato. Come sapete, era un servizio che costava all'utente 1 Euro, che di fatto era il prezzo del biglietto GTT. Anche qui mi è parso però - non vorrei essere troppo polemico - un po' demagogico, visto che abbiamo alzato per tutti il costo del biglietto per il trasporto pubblico, e visto che le persone con disabilità non vogliono essere di sicuro discriminate, perché non alzarlo anche lì? Ma nello stesso tempo, non alzandolo lì, siamo andati poi ad inserire il parametro ISE. Questo nell'ottica di come nasceva questo servizio. Cioè a fronte del biglietto GTT che ci permette di muoverci, la persona con disabilità pagava il suo biglietto, come qualsiasi altro cittadino della nostra città, e utilizzava questo servizio. Quindi mi è parsa una discriminazione al contrario. Visto che ti metto l'ISE almeno non ti adeguo la tariffa. Ma non è questo, mi pare, come in Commissione è emerso più volte, quello che le persone con disabilità chiedono. Chiedono un trattamento normale, adeguato, come quello degli altri cittadini, con un sostegno sulla mobilità che permetta loro di fare una vita il più possibile accessibile. Nel nostro emendamento abbiamo tolto la prima parte della deliberazione, dove di fatto si decanta quello che GTT ha fatto rispetto all'accessibilità. È vero che quasi l'80% dei mezzi di trasporto GTT sono accessibili, peccato che non sono accessibili le tratte. Non c'è un sistema che permette alla persona che prende un mezzo accessibile per potersi spostare su tutte le banchine ad oggi non accessibili. Quindi se io faccio la rete accessibile, posso dirlo che è completamente accessibile, ma visto che non è così, ma anche GTT lo dice che non è in grado di dire, da un giorno all'altro, che cosa cambia rispetto a una tratta odierna e la tratta del giorno dopo. Ci auguriamo che cambi, perché sappiamo che GTT si è dotata di una figura molto simile al disability manager per l'attività al suo interno e per dire alle persone con disabilità quali saranno le tratte accessibili da un giorno all'altro. Sul tema relativo allo stallo e ai buoni taxi, come giustamente ha detto l'Assessore, noi abbiamo presentato un emendamento che chiede che la scelta se mantenere lo stallo o utilizzare i buoni taxi sia in capo all'utente e non in capo all'Amministrazione. Cioè scelga l'utente se preferisce avere lo stallo sotto casa o se, invece, preferisce utilizzare i buoni taxi. Questo, secondo me, è un principio abbastanza legittimo, in modo tale che, nel momento in cui non possono avere entrambi, siano gli utenti finali a poter scegliere quale di questi due benefici utilizzare. Abbiamo proposto che nelle tariffe extraurbane vengano, nella prima fascia, eliminati i due ospedali. Nel senso che ci rendiamo conto che c'è una tariffa che viene sviluppata all'interno della nostra Città e una tariffa che invece viene utilizzata fuori dalla Città. Chiediamo che almeno per l'ospedale San Luigi e l'ospedale di Candiolo si mantenga la tariffa come se la persona si muovesse all'interno della città. Questo, evidentemente, se è conveniente dal punto di vista della persona che viaggia. Poi chiediamo che ci sia un innalzamento da nove a dieci Euro rispetto alla tariffa massima compresa per il buono taxi. Oltre ad aver detto che evidentemente tutti i nostri emendamenti sono presentati per l'abrogazione dell'ISE, di fatto si crea una discriminazione tra chi utilizza il buono taxi, cioè il taxi per come lo conosciamo tutti, e chi utilizza il mezzo attrezzato, perché, secondo quanto previsto nella deliberazione, il buono taxi verrà utilizzato per usufruire dei taxi delle due cooperative; lì sarà applicato l'ISE e non invece per i mezzi attrezzati. Questo vuol dire che per forza vi sarà una discriminazione tra chi utilizza il mezzo attrezzato e chi utilizza il buono taxi. E non sono solo, a scanso di equivoci, i ciechi a utilizzare i buoni taxi, ci sono anche delle persone con tipologie motorie che però possono accedere ai buoni taxi. Quindi non metterei contro una disabilità di serie A e una di serie B. Questo è un altro emendamento che ci tenevamo a sottoporre all'attenzione dell'Aula. In ultimo, nella deliberazione e nelle varie mozioni si parla di sperimentazione. Noi sappiamo che nel sistema di buoni taxi ci sono tre tipologie, di cui una è sperimentale dal 2010; quindi, dopo un po', l'aspetto sperimentale deve arrivare a una conclusione. Sappiamo anche che è una sperimentazione che non comprende il sabato, la domenica e le ore notturne. Quindi se noi arriviamo a definire questo sperimentale, mi piacerebbe sapere entro quando e come, visto che l'Assessore diceva che entro un breve-medio tempo cercheremo di abbattere tutte le liste d'attesa. Entro quando? Quanto durerà questa sperimentazione? Mi auguro, inoltre, che le modifiche che vengono richieste dalle Associazioni di volontariato che si occupano di disabilità vengano prese in considerazione quanto prima, e si possa modificare questo Regolamento. Questo Regolamento e questa sperimentazione io mi auguravo che arrivasse solo alla fine del 2012. Quindi ci auguriamo che cambi quanto prima, perché quando si fa un intervento di questo tipo, c'è il rischio che ci si faccia prendere la mano e dal prossimo anno cambiamo anche la tabella ISE, continuando ad alzare le tariffe. C'è la possibilità di scegliere un'altra via, quella dell'accreditamento. Ne abbiamo già parlato. Su questo l'Assessore ha dimostrato un po' di apertura. Secondo me, dobbiamo ripensare completamente il sistema, provare a pensare di ragionare sul sistema della dote, cioè dare la possibilità all'utente di scegliere da chi farsi trasportare e non trovarsi già tre soggetti, di fatto, che possono trasportarlo, o i taxi, o la cooperativa che vince sui mezzi attrezzati, o quella legata alla sperimentazione. Quindi possiamo aprire un percorso nuovo, dove questo servizio non venga di fatto ridotto. È vero, l'Assessore non taglia, perché rimane lo stesso stanziamento, però chiede i soldi agli altri. Ci mancherebbe altro che stanziasse meno risorse, anzi lo ringraziamo per aver mantenuto il servizio, però sta facendo pagare il servizio, in parte, ad altri soggetti. Quindi mi auguro che possa arrivare un giorno in cui, riformato questo sistema, a una persona con disabilità che chiede un biglietto del pullman per essere trasportato non gli chiedano quanto guadagna. Anche perché - lo dico a scanso di equivoci - ci sono anche delle persone con disabilità che magari sono possessori di una, due, tre, quattro case; mi pare che sulla prima, sulla seconda, sulla terza e sulla quarta casa pagheranno l'IMU come tutti gli altri. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Io voglio fare un ringraziamento all'Assessore Lubatti, perché si sta sforzando di trovare delle soluzioni ottimali per risolvere un problema che sarà sempre un problema. È un problema nel problema. Anche perché poi i tempi sono lunghi. In effetti, le tre soluzioni lasciano troppo spazio agli equivoci. La sperimentazione credo che sia sperimentale perché fa un po' comodo mettere in circolo dei Regolamenti che poi, puntualmente, non funzionano, ma era un esperimento, allora continuiamo a fare la sperimentazione sulla sperimentazione. Soprattutto perché si fa di tutta l'erba un fascio, in quanto le problematiche nel mondo dell'handicap sono le più svariate. Quindi, è veramente un po' sommario assoggettare tutto a un Regolamento che deve andare bene per tutti. Capisco che il problema sia molto complesso e molto articolato, però la sperimentazione, a questo punto, serve a poco. Sarebbe meglio mettere in campo un pool di esperti che sviscerino tutte le problematiche. Io avevo presentato anche delle fasce, chiamiamole tra virgolette, di "reddito sull'incidenza" del buono taxi. Era sicuramente molto articolato, però poteva essere uno spunto per rivedere la frammentazione che era stata presentata in Commissione. Mi auguro che la velocità con cui l'Assessore si è impegnato a portare le nuove modifiche sia effettivamente veloce. A parte il fatto che se veloce vuol dire che forse fra tre mesi siamo a posto, non mi sembra così tempestivo il ripristino dei buoni taxi. Anche perché come utilizzano il servizio in questi tre mesi? Cioè hanno i buoni taxi? Chi non ha il buono taxi avrà un rimborso, oppure viaggerà a spese proprie? Non credo che l'impegno sarà identico a quello dell'anno scorso, perché essendo state introdotte delle tariffe aggravanti, evidentemente lo stanziamento non è lo stesso. Se si voleva garantire qualcosa in più, si doveva dare qualcosa in più, anche perché con lo stesso finanziamento, le stesse 1.600 persone in attesa rimarranno tali. Inoltre, vorrei capire qual è la discriminazione, se di discriminazione si può parlare. Che cosa rappresentano queste 1.600 persone. Sono nuovi portatori di handicap? Sono troppo giovani? Hanno un basso reddito? Cioè mi fa strano che ci siano 1.600 persone che per il secondo anno consecutivo, forse viaggiano anche da più tempo, continuino a essere in lista d'attesa. Anche perché può anche darsi - facciamo gli scongiuri - che nel frattempo ci siano stati dei decessi. Com'è che sono sempre 1.600 quelli in lista d'attesa? Ci saranno anche nuovi invalidi, però certamente non è di buon auspicio, o comunque una vittoria il fatto che l'investimento dell'anno scorso sia lo stesso stanziamento che verrà confermato anche quest'anno. Quindi chiedo soprattutto che ci sia un po' più di celerità nel risolvere i problemi, perché tre mesi mi sembrano veramente tanti per un problema che c'era già prima. Visto che era una sperimentazione, probabilmente, dal 2010 ad oggi, si potevano apportare delle modifiche prima che ci fosse un periodo di stallo, tanto per fare bisticcio con l'altro riferimento. Per quanto riguarda invece l'alternativa tra il buono taxi e lo stallo bisognerà fare una considerazione molto approfondita. Non sono d'accordo con il Collega Magliano sul fatto che siano i cittadini che scelgono, perché comunque non riusciranno mai a scegliere, perché per motivi diversi l'uso dello stallo in certi momenti potrebbe non essere idoneo e viceversa. Salvo che siano non autosufficienti, ma abbastanza sufficienti per utilizzare un mezzo proprio che gli serve per andare da casa al lavoro. Però, ripeto, questo non corretto utilizzo degli stalli sicuramente potrebbe portare delle entrate diverse nelle Casse, per utilizzare meglio i buoni taxi, soprattutto per le persone che ne sono carenti. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Ringrazio l'Assessore e le Associazioni che con lui hanno lavorato, nonché tutti i Colleghi con cui ci siamo confrontati in questi due, tre mesi di lavoro impegnativo, anche sotto il profilo emozionale. Ringrazio in particolare l'Assessore per l'emendamento che ha predisposto, proprio a seguito delle ultime sollecitazioni, laddove prevede la sperimentazione di tre mesi. Credo che questo passaggio diventi significativo per verificare se l'impianto costruito può tenere. È inutile che ci nascondiamo che il momento è difficile per tutti; la risposta alla mobilità, all'accessibilità può e deve riguardare tutti i nostri cittadini, ma occorre individuare alcune priorità. Le priorità possono essere l'età, perché la disabilità è grave e non dimentichiamoci che esiste la Legge n. 104, ma esiste anche la Legge n. 162, che parla di gravità. E l'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che la gravità nella disabilità è uguale. Non c'è una classifica di grave o più grave di un altro. Sono tutti gravi. Sono gravi i motori, i ciechi assoluti, non i ciechi parziali, ma i ciechi assoluti. Sono gravi tutte quelle persone che da sole non possono in alcun modo avvalersi dell'utilizzo di un mezzo pubblico. Anche se questo è accessibile. Il nostro è un brutto termine, ma si usa così, i "carrozzellati" da soli non possono salire su un mezzo pubblico qualora la carrozzella non possa entrare. La persona cieca assoluta, se non è accompagnata da qualcuno, non può salire su un mezzo pubblico, perché rovinerebbe per terra. Allora, non per difendere categorie di disabilità, ma per interrogarci su quello che può essere la lettura di una sperimentazione e la disponibilità a rileggere quello che lo stesso Assessore ha detto di voler fare. Sull'applicazione dell'ISE, vedremo. È vero, le risorse sono quelle e non ci possiamo permettere, perché le toglieremmo ad altre situazioni di gravità. Dobbiamo compendiare tutte le risposte chiediamo, al di fuori di qualsiasi etichettatura e di rincorsa di modelli che forse non sono più aggiornati e adeguati alla situazione attuale. Quindi, senza contestare, io ho firmato, come altri Consiglieri del Gruppo, la mozione che vede come primo firmatario il Consigliere Centillo; però mi sento di sollecitare l'attenzione tutto il Consiglio, non è un problema di maggioranza o minoranza, perché siamo tutti responsabili nel dare delle risposte utili e positive, che vadano alla non discriminazione, alla non divisione fra i vari soggetti disabili. Io li chiamo così, perché così li definisce l'Organizzatore Mondiale della Sanità. Non sono diversamente abili, non sono handicappati, sono persone disabili e come persone disabili, con diverse disabilità, devono godere tutti delle stesse opportunità. Quindi rileggiamoci cos'è per noi, come Consiglio Comunale della Città di Torino, la risposta alle persone disabili, più omogenea e più strutturata. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Un ringraziamento sincero a tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato per arrivare a una definizione di un percorso che io mi sento di dire non deve essere un percorso che raziona le risorse, ma deve essere un percorso di riforma di un servizio che, a parer mio, deve mantenere lo spirito originario per cui è nato in questa Città, che non è quello assistenziale, è quello del diritto al trasporto per chi non può accedere al servizio pubblico. Quindi è un servizio che deve essere inteso all'interno del trasporto pubblico locale per chi non può accedere. Non è un LEA, cioè non è un Livello Essenziale di Assistenza, non deve assumere una connotazione di tipo assistenziale. Questo periodo che, con molta disponibilità, l'Assessore ha accolto in fase sperimentale, deve essere il periodo che ci permette di raggiungere questo obiettivo, che è quello di garantire il diritto alla mobilità, facendo in modo che gli utenti storici del servizio, cioè le persone che non possono fisicamente accedere ai mezzi pubblici, e i ciechi assoluti, che possono salire e scendere, se accompagnati, possano trovare, all'interno del nostro sistema di trasporto collettivo una modalità che gli permetta di muoversi, di andare a scuola, a lavorare, di avere una vita di relazione. Questo servizio ha avuto negli anni una crescita esponenziale, a fronte peraltro di una costante riduzione delle risorse. La crescita esponenziale è legata al fatto che si sono inserite, all'interno del servizio, anche delle fasce che non rappresentano l'utenza originaria. In questo senso, credo che sarebbe necessario chiedere un incremento delle risorse del trasporto pubblico locale alla Regione, perché molte di queste persone godono del servizio ma partendo da un presupposto di tipo sanitario. Quindi penso che una Città che ha presupposti di mobilità diversi da quelli di un paese potrebbe avere anche questo tipo di richiesta. In questo modo la lista d'attesa potrebbe essere, insieme ad altre azioni che sono previste dalla deliberazioni, che sono state concertate anche con le associazioni, come della modifica all'utilizzo degli stalli, potrebbero essere integrate da risorse aggiuntive. Io credo che, per esempio, la partecipazione delle associazioni sia sicuramente un plusvalore per la nostra Città. Il lavoro che dovremmo fare va verso l'efficientamento del servizio, perché non ho problemi a dire a verbale che l'esperienza fin qui fatta da GTT, relativamente al trasporto collettivo, ha dimostrato una scarsissima efficienza. Le risorse del trasporto collettivo per le persone che ne usufruiscono devono essere riviste, devono essere rese efficienti, con delle modalità anche diverse - dal taxi collettivo ai mezzi di trasporto collettivi - che permettano di utilizzare questa possibilità in alternativa all'uso esclusivo del taxi. Perché l'uso individuale del taxi è chiaro che ha un costo eccessivo. Quindi le risorse messe a disposizione possono essere sicuramente rese più efficienti attraverso delle esperienze che lo stesso Assessore ha qui già in parte citato. Ribadisco: inserire nel trasporto collettivo questo bisogno legato al diritto alla mobilità, calato sulla realtà dei bisogni delle persone, della vita di relazione che hanno le persone, anche in base alla tipologia di handicap di cui sono portatori. Credo altresì che vada mantenuto alto il livello di partecipazione delle associazioni come valore aggiunto, che si ottiene dalla progettazione partecipata e che si otterrà nel monitoraggio dell'applicazione di questa deliberazione. In particolare credo che se lavoriamo in questa direzione, sarà possibile limitare l'introduzione dell'ISE soltanto a quelle condizioni che eccedono rispetto alla possibilità nel trasporto pubblico collettivo. Quindi mi auguro che questo aspetto possa essere superato e reso residuale soltanto per coloro che decideranno di non utilizzare un trasporto pubblico collettivo, che la Città, nelle varie modalità, potrà costruire. Sono sicura che la capacità degli Assessori e degli Uffici, che hanno dimostrato in questi mesi la volontà di arrivare a una soluzione, potrà portarci in questa direzione. Chiudo dicendo che, secondo me, è necessario consolidare un clima costruttivo e distensivo tra le associazioni e tra le associazioni e la Città. Credo che trovare insieme una strada che permetta di arrivare a delle soluzioni comuni e condivise, rappresenti per tutti noi un elemento fondamentale. Davvero ringrazio gli Uffici, tutti i Colleghi e le Colleghe delle Commissioni, gli Assessori Lubatti e Tisi, che hanno lavorato in questo senso. Un grazie di cuore alle associazioni che hanno fatto anche un'operazione di sensibilizzazione, io ritengo anche culturale nei nostri confronti, che abbiamo l'obbligo di decidere dove vanno le risorse, perché il ruolo decisionale dei politici è questo, e riuscire a trovare una soluzione che permetta di non considerare residuale questo servizio e di non renderlo discriminante, per noi è un dovere che, grazie anche a quanto le associazioni spesso ci indicano, non possiamo dimenticare di svolgere. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ringrazio anch'io il Presidente Centillo, soprattutto per stesura della mozione che fra poco descriverò e il Presidente Carretta per il dibattito che abbiamo svolto. Devo dire la verità, Presidente, lo dico anche al Sindaco Fassino, questa discussione si svolge in un clima un po' surreale, nel senso che probabilmente sarebbe stato più intelligente prenderci qualche tempo, visto che oggi è anche un momento di elezioni. Fuori ci sono delle contestazioni in atto. Ma soprattutto mi pare che da questa discussione manca un po' un inquadramento generale di quello che è successo, in generale, al welfare negli ultimi anni. Lo dico perché mi sembra un po' la premessa mancante. Ha fatto bene l'Assessore a descrivere la crisi in atto, però nessuno ha ricordato che fino al 2009, per esempio, i soldi dati dal Fondo Sociale e dalla Regione erano circa 48 milioni di Euro di trasferimenti al welfare. Oggi possiamo dire che abbiamo chiuso un consuntivo del 2011, in cui la Regione dava più o meno 38 milioni di Euro di trasferimenti. Ad oggi, ancora quelli previsti quest'anno, come compartecipazione alle spese del welfare, sono 25 milioni di Euro. Io non vorrei che questa discussione non tenesse conto di quello che sta succedendo alle nostre casse e alle nostre finanze, perché immagino - lo dico guardando l'Assessore - che se non ci fossero stati questi tagli drastici, stiamo parlando di più di 20 milioni di Euro, io non credo che l'Amministrazione - ed è già la terza volta che succede in questi due mesi - sarebbe partita dal welfare come elemento di riorganizzazione del sistema. Va benissimo quello che dicono spesso l'Assessore Tisi e il Sindaco Fassino, cioè che i due settori più importanti come il welfare e la scuola sono quelli su cui si è investito di più e su cui in questi anni sono già arrivati i tagli regionali. Faccio un esempio. Proprio sul welfare noi, l'altro anno, a fronte di un taglio di 10 milioni di Euro rispetto all'anno prima, cioè da 48 milioni a 38 milioni di Euro, noi siamo passati da una spessa di 90 milioni a 99 milioni di Euro. Cioè qualcuno ha investito al posto di qualcun altro che tagliava. Anzi, abbiamo addirittura messo più fondi. Ma arriviamo a questa deliberazione. Io lo dico perché se non c'è questa premessa, si rischia di arrivare a delle strane insinuazioni, cioè che l'oggetto di cui stiamo parlando sia un privilegio, o sia qualcosa che è stato dato in una maniera troppo leggera negli scorsi anni. Non è questa spero la premessa, perché se fosse questa, fanno bene le Associazioni che ci dicono: \"Ma proprio noi che ogni giorno spendiamo di più per la nostra vita, proprio noi che ogni giorno non abbiamo alternative al trasporto pubblico?\". Io partirei da lì. Io credo che il primo problema sia quell'ottanta/venti di cui non abbiamo parlato. Guardate, il problema degli investimenti non è solo sulle grandi infrastrutture di cui abbiamo parlato in questi mesi; è anche, per esempio, su un parco mezzi di GTT, in cui il 20% delle linee continuano a essere non accessibili ai disabili. Io credo che da una parte sarà anche vero che solo alcune di queste linee non sono accessibili e allora basterebbe - come abbiamo scritto nella mozione di accompagnamento - fare un'operazione di sensibilizzazione. GTT deve trovare il modo di comunicare meglio quali vetture sono accessibili alle persone disabili. Credo che questo sia importante. Io abito in un Quartiere in cui non so se il mio vicino di casa, che tra l'altro ha dei problemi motori, sa se la linea 15 sta per passare su una linea arancione, su un pullman, o su una linea diversa su ferro. Questo è un primo passaggio che dobbiamo fare. La dico in un altro modo. Io abito vicino a una zona in cui c'è un'altra linea, il 13, che è la classica linea arancione, forte. Andiamo a spiegare ai cittadini di quella zona che lo stallo, o il buono taxi è stato un privilegio. Non lo è stato. È un mezzo alternativo al trasporto pubblico locale. La vicenda dello stallo è una vicenda un po' complicata, nel senso che immagino che il senso della razionalizzazione sia stata che se un disabile può avere il mezzo di trasporto privato, lo stallo, a quel punto sarà la scelta prioritaria; se invece non è così, prenderà il buono taxi. Ci sono casi, però, un po' più ambigui. Lo dico perché conosciamo i casi. È possibile che un marito, o una moglie, con il suo mezzo accompagni di mattina il suo partner, perché magari al mattino gli orari coincidono, ma al ritorno non funzioni più così. Certo uno può anche dire a quel marito e a quella moglie che basta arrivare vicino al portone per andare a prendere il proprio compagno o la propria compagna, il proprio marito o la propria moglie; però, come sapete, non è esattamente facile prendere una persona disabile, non è esattamente un pacco che si può lasciare e riprendere sotto il portone per poi andare a parcheggiare. Perché ho fatto tutta questa premessa? Per evitare delle semplificazioni. Noi ci siamo messi a fare una riorganizzazione prima di tutto ad anno in corso, per evitare che a settembre-ottobre non si riesca neanche a pagare il servizio. Dall'altra, con la speranza (ed è questo il senso della mozione all'Assessore Lubatti) che si riorganizzi quel sistema pubblico del trasporto collettivo, perché da una parte l'appello è a GTT perché quei trasporti siano effettivamente possibili per quelle persone, dall'altra perché ci sia la possibilità, anche attraverso le Circoscrizioni, di dare dei mezzi alternativi. Io credo che ce ne siano tante di possibilità, una passa certo anche dalla trattativa con le cooperative di taxi. È un po' inaccettabile che ci siano delle stesse tratte che valgono 9 Euro che arrivano fino a 15, 16 Euro. Anche questo sarà inaccettabile. Noi diamo buoni taxi da 9 Euro e anche lì dovremmo dirci qual è il nostro lavoro. Il lavoro migliore che possiamo fare è far sì che ci sia un nuovo patto con quelle cooperative dei taxi, per far sì che quel buono sia compartecipato, ma effettivamente venga speso nel migliore modo possibile. Ovviamente, con queste criticità e queste posizioni, noi voteremo a favore di questa mozione e di questa deliberazione, chiedendo ovviamente però uno sforzo, cioè che questa riorganizzazione del welfare sia tesa prima di tutto a rivendicare, anche verso la Regione, il reintegro dei fondi. Questo sforzo può essere possibile solo se si arriva a delle cifre congrue e di cofinanziamento, altrimenti abbiamo semplicemente cambiato il servizio, non l'abbiamo riorganizzato del tutto, perché siamo a metà strada. Inoltre, continueremo ad avere quei 10, 15 milioni di Euro che ci mancano dai trasferimenti della Regione e dello Stato. Questo non sarà possibile ed è per questo che chiediamo che anche nei trasferimenti al TPL, la Regione consideri la promozione della disabilità, delle diversità come elemento centrale per riorganizzare il servizio e le linee forti della nostra città. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io intervengo solo per dire semplicemente che mi sembra che il dibattito e le polemiche in quest'Aula siano abbastanza surreali, perché credo che tutti, compresa l'opposizione, qualunque sia la richiesta migliorativa che vogliamo dare al provvedimento debba riconoscere che un dibattito di questo tipo avviene in questo Consiglio Comunale in modo pressoché unico sul panorama nazionale. Non credo che in altri Consigli Comunali si stia discutendo di quali agevolazioni dare per la mobilità ai disabili, al di là di cose estremamente marginali. Questo è qualcosa che mette Torino in una posizione comunque più avanzata e deve essere riconosciuta, perché altrimenti non si capisce più di cosa stiamo parlando. Oggi discutiamo di dare delle possibilità in più, con i soldi dei cittadini; tutti quanti vorremmo che fossero maggiori queste possibilità, tantissime, ma in realtà dobbiamo fare i conti con i Bilanci. Questi conti negli altri Comuni li fanno semplicemente non dando questa opportunità. Questo deve essere, in qualche modo, detto e riconosciuto, altrimenti potrebbe sembrare che qui discutiamo di come limitare delle possibilità, quando invece in tutti gli altri Comuni viene dato chissà cosa. Non è così! Occorre prenderne atto e occorre, in qualche modo, che tutti siano consapevoli che, qualunque sarà il risultato di questa proposta di deliberazione, con gli emendamenti o meno, qualunque sarà la cifra investita in questo settore, si tratterà di una cosa che rimarrà unica nel panorama nazionale. Ecco perché io voterò a favore della deliberazione finale, qualunque essa sia, perché comunque mette Torino in pole position, con un passo più avanzato rispetto a tutte le altre realtà nazionali e credo che questo debba essere riconosciuto da tutti coloro che intervengono in quest'Aula. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Innanzitutto vorrei commentare la proposta di deliberazione, che è stata contestata fin dall'inizio e che arriva in Aula dopo un lungo percorso. La prima volta in cui è stata presentata, a prima vista poteva apparire anche ragionevole l'idea di legare al reddito l'importo del buono taxi, o meglio, la contribuzione del Comune, in quanto si potrebbe anche pensare che, in effetti, chi ha i fondi per pagarselo, può mettere dei soldi. Però, proprio parlando con le Associazioni e con le persone che veramente vivono questa situazione, ci si rende conto di come, in realtà, ci sia un altro modo di vedere questa cosa, cioè il dovere che comunque ha una collettività di garantire a persone che già hanno un disagio pesante, pesantissimo, che forse noi non possiamo neanche immaginare, la possibilità di fare una vita normale, per quanto possibile, e di fare quello che noi tutti normalmente facciamo uscendo di casa. Noi possiamo uscire, andare a piedi, con l'auto, con la bici, mentre in particolare i ciechi assoluti hanno soltanto il taxi. Magari per i disabili motori ci sono i mezzi attrezzati, ma i ciechi assoluti hanno veramente soltanto questo servizio. Quindi si capisce anche la reazione. Spiace un po' che, di fronte alla manifestazione che c'è stata davanti al Comune, ormai alcune settimane fa, si sia detto: "Allora presentate una proposta alternativa", poi la proposta alternativa è arrivata e gli si è detto: "Ormai è troppo tardi, dobbiamo risparmiare subito, quindi la prenderemo in considerazione tra qualche tempo". Io trovo che questa sia stata veramente un po' una presa in giro. Un altro aspetto che ci lascia immediatamente perplessi è, in particolare, quello della discriminazione tra i ciechi assoluti e i disabili motori, che è già stato richiamato; adesso vedremo se durante la fase emendativa riusciremo a porvi un po' di rimedio. Un'altra cosa che ho sentito, questa volta da alcuni Consiglieri di opposizione, che non mi è molto piaciuta è l'idea che, tutto sommato, dobbiamo dare la possibilità di muoversi soltanto per quello che è strettamente necessario, per il lavoro, per le visite mediche, eccetera, mentre l'obiettivo dovrebbe essere quello di garantire una vita accettabile, quindi non dico di pagare qualunque tipo di svago al cieco che deve uscire di casa, però, perlomeno ogni tanto, permettere a queste persone di fare anche qualcosa che non sia una visita medica o andare a lavorare. Mi sembra anche abbastanza importante porsi questo obiettivo, ricordando che stiamo parlando di una sostituzione per un sistema di mezzi pubblici non accessibile e non di un'assistenza di qualche genere. Dopodiché è chiaro che tutti abbiamo presente la situazione economica, la necessità di risparmiare e tutto quello che volete, per cui, senza riaprire tutto il discorso sulla natura del debito, su come andrebbe affrontato, sul fatto che la Città non possa accettare di essere semplicemente l'esecutore di un taglio delle risorse per il welfare, di un cambiamento della struttura stessa della nostra società e quindi dovrebbe ribellarsi, piuttosto che andare avanti a tagliare tutto quello che si può tagliare, però credo che ci sarebbero stati comunque altri modi per studiare una riduzione dei costi di questi servizi, magari analizzando la possibilità di sistemi alternativi al taxi, magari razionalizzando, perché a questo punto abbiamo tanti servizi in parallelo che fanno più o meno la stessa cosa, con costi di gestione moltiplicati. Per cui, forse, intervenendo sull'efficienza del servizio e anche della sua gestione, si sarebbero potuti ottenere risparmi analoghi a quelli che si ottengono tagliando però il servizio, o il contributo sul servizio. Quindi è tutto il sistema che appare un pochino confuso. Pertanto, secondo me, faremmo bene a rimetterci mano e ad analizzare con calma e attenzione le proposte delle Associazioni, per vedere, nell'autunno, sicuramente prima del 2013, se non sia possibile fare qualcosa di meglio rispetto a quanto stiamo facendo, che comunque noi, ovviamente, non condividiamo e non voteremo. Concludo introducendo gli emendamenti alla nostra mozione di accompagnamento: sono soltanto tre emendamenti, nel senso che non abbiamo cercato di riscrivere l'intero atto, perché chiaramente l'orientamento è questo e ci sembrava una perdita di tempo per tutti. Abbiamo proposto alcune cose mirate, in particolare l'emendamento n. 17 prevede di limitare l'idea di negare lo stallo di sosta riservato a chi ha i buoni taxi soltanto se lo stallo di sosta è nelle zone blu, perché la motivazione fornita è il risparmio economico che si ha, perché non si avrebbe più il mancato introito per un posto blu che non viene, in realtà, assegnato ad un disabile, ma questo argomento non vale per chi si trova fuori dalle zone blu, quindi almeno in questi casi ci sembra veramente che non esista alcun motivo per negare lo stallo di sosta a chi ha anche i buoni taxi. L'emendamento n. 18 è collegato a questo e prevede esplicitamente che si tenga conto, però, della disponibilità dello stallo di sosta o di alternative, nel numero di buoni taxi che si danno; quindi, chiaramente, una strada che troverei più sensata è che magari si mantiene lo stallo di sosta anche per chi utilizza i buoni taxi, ma gli si danno meno buoni. Per cui, mi sembrerebbe una soluzione migliore anziché semplicemente fare questa alternativa. L'ultimo emendamento, il n. 19, esplicita una cosa che avevamo già suggerito in Commissione, cioè che, invece di avere un'ennesima smart card dedicata a questo servizio, incompatibile con tutte le altre, sarebbe il caso di studiare - perlomeno se è possibile - di utilizzare il Biglietto Integrato Piemonte, il BIP, che sarà a breve introdotto su tutti i mezzi pubblici della Città, anche per pagare questo servizio e per avere accesso a questi servizi, in modo che con una tessera sola le persone possano eventualmente fare anche altre cose e quindi andare nell'ottica di realizzare veramente un'integrazione dei servizi. Infine intervengo sulla mozione di accompagnamento che noi abbiamo presentato questa mattina; poi abbiamo saputo della mozione della maggioranza, a cui ci siamo anche associati perché più o meno dicono cose simili, però la nostra - come quella della maggioranza per altri versi - ha dei punti specifici e particolari. Il primo punto della nostra mozione è un impegno del Consiglio Comunale a rivedere l'intera materia entro l'autunno, quindi a non far diventare permanente ciò che adesso viene presentato come temporaneo e di emergenza. Il secondo punto riguarda l'Infomobilità, che è una cosa di cui i disabili si sono lamentati, cioè l'impossibilità di sapere in anticipo quali dei mezzi GTT siano accessibili, perché giustamente loro dicono: "Se noi fossimo sicuri che il mezzo pubblico che passa sotto casa fra 10 minuti è accessibile, potremmo provare a prendere quello, invece di prendere il taxi o il mezzo attrezzato", almeno in certe situazioni, ovviamente, non in tutte. Adesso è impossibile sapere, dal sito GTT o 5T, se i pullman che passano siano accessibili o no, quindi questa semplice informazione potrebbe farci risparmiare un sacco di soldi in buoni taxi. Il terzo è puntare un po' di più sulla telematica, senza ghettizzare le persone, quindi senza dire che chiudiamo i ciechi in casa perché gli facciamo fare tutto via internet, perché non è quello l'obiettivo, però magari alcune cose in più potrebbero essere fatte via internet, tra cui, magari, anche sperimentare forme di telelavoro, perché uno dei problemi che è stato esposto è: "Il buono taxi ridotto non mi permette di andare al lavoro, spendo tutto quello che guadagno nell'andare al lavoro"; magari, se il lavoro (che spesso magari è un lavoro da centralinista o comunque da impiegato davanti a un computer) fosse fatto da casa, magari poi bisognerà comunque dargli la possibilità di uscire per non abbrutirsi in casa, quindi non è la soluzione di tutto, però, magari, una parte delle necessità di trasporto si eviterebbero e magari quegli stessi buoni taxi potrebbero essere spesi, invece, per andare a fare una vita sociale o altre attività. L'ultimo punto è studiare il sistema elettronico, BIP, o quello che è, per il pagamento, ma cercare di monitorare l'utilizzo di questo servizio nei percorsi e negli orari, sempre ovviamente rispettando la privacy dei singoli, quindi non a livello del singolo, ma aggregando questi dati per capire se si individuano percorsi condivisi, orari condivisi, eccetera, che potrebbero poi permettere di istituire trasporti condivisi e magari anche per tenere sotto controllo i prezzi praticati, perché, se si verificano distorsioni significative del prezzo, a parità di percorso, forse è il caso di andare a controllare quanto viene veramente chiesto di pagare a queste persone già in difficoltà. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Inizio col dire che noi innanzitutto non siamo soddisfatti della modalità con cui abbiamo potuto lavorare con l'Assessore Lubatti, perché il tempo che ci è stato dato, sia di discussione nella Commissione (quindi nelle due giornate dedicate della scorsa settimana), sia della velocità che ci è stata imposta nella preparazione degli emendamenti, sicuramente non ci soddisfa nella qualità di lavoro che poteva essere portato avanti. Non siamo soddisfatti anche per le prese di posizione che abbiamo colto nell'Assessore, per quanto riguarda un atteggiamento di chiusura che ha mostrato verso emendamenti dei Consiglieri di minoranza, di cui ci eravamo illusi, per un certo momento, di una lieve apertura, ma abbiamo colto che invece così non sarebbe stato. Il dispiacere è che, anche su deliberazioni che trattano argomenti così importanti, di così grande sensibilità, non si possa considerare un'apertura, un accordo con dei consigli, probabilmente non così inutili, non così assurdi, anche di Consiglieri di minoranza. Noi, come Gruppo Lega Nord, abbiamo proposto un primo emendamento che portava a spezzare quelle che, secondo noi, sono delle fasce di reddito in riferimento ai valori ISE troppo vasti, ma nel senso che poi per noi erano addirittura iniqui. La nostra prima proposta, alla quale sembrava che l'Assessore avesse quasi sorriso, invece poi ci siamo accorti che probabilmente non è neanche stata presa in considerazione, prevedeva proprio una redistribuzione delle fasce del valore ISE, perché ciò che viene proposto dall'Assessore è una distribuzione in fasce da 1 a 10.000 come indicatore, così come poi da 10.001 a 20.000, da 20.000 a 30.000, da 30.000 a 50.000 e oltre i 50.000. Ora, secondo noi è iniquo, perché? Perché chi ha un valore ISE che va da 10.000 a 20.000, ha un reddito con un divario un po' troppo vasto per essere unito in un'unica fascia. Lo stesso per chi va da 20.000 a 30.000 o da 30.000 a 50.000. Ecco perché noi ci eravamo permessi di suggerire un'ulteriore divisione, quindi con un corrispettivo cambio di valore del buono taxi, da 1 a 10.000, e ci trovava d'accordo, ma poi da 10.000 a 15.000, da 15.000 a 20.000, da 25.000 a 30.000. Ci sembrava più equa come redistribuzione dei valori dei buoni taxi. Oltretutto, a noi sembrava anche che, in un'ottica di redistribuzione, il tetto massimo di 50.000, come valore ISE, fosse persino esagerato, cioè sosteniamo chi realmente, anche valutando il valore ISE, ha bisogno delle nostre risorse. Per cui un tetto di 30.000 Euro, come valore ISE di indicatore, poteva essere sufficiente, favorendo così le fasce più deboli. Ecco perché, anche nell'ottica di una redistribuzione di queste fasce, si poteva pensare di arrivare al valore buono taxi per la prima fascia da 1 a 10.000 ad un valore di 11 Euro, molto più vicino a quelli che erano i 13 Euro dell'anno scorso, e non invece a quello dei 9 Euro che verrà avallato con la nuova deliberazione. Ci siamo permessi anche di suggerire che tutti i buoni taxi ad oggi in possesso degli utenti non avessero questa scadenza dei tre mesi, che ci sembrava un po' troppo castigatrice. È molto facile che le persone che ne hanno possesso, semplicemente non abbiano potuto utilizzare questi buoni, magari anche per motivi di salute, quindi ci sembrava assurdo imporre una validità massima di tre mesi e poi lo scadere. Avremmo voluto che gli utenti potessero utilizzare questi buoni fino all'esaurimento delle loro scorte, visto che è possibile che gli impedimenti siano stati gravi all'utilizzo. Avevamo poi anche chiesto un'apertura di dialogo, che assolutamente non c'è stata, sull'inclusione nelle categorie di disabilità per quello che riguarda le diagnosi di patologie cognitive con danno neurologico, correlate con lesioni irreversibili di memoria a breve termine e memorie spaziali. Ci è stato risposto che qui si parla di danno motorio. Ricordo, però, che il danno motorio è un impedimento all'utilizzo di mezzi pubblici, ma anche il disorientamento cognitivo, che può avere un paziente con le malattie che avevamo elencato, può portare assolutamente all'impedimento dell'utilizzo dei mezzi pubblici. Queste sono state le nostre proposte. Siamo in attesa di vedere quale sarà l'esito dell'Assessore, della Giunta. Speriamo solo che, nel trattare le prossime deliberazioni, ci venga data più disponibilità, più apertura, ma soprattutto più tempo per lavorare anche con l'Assessorato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Ringrazio i Consiglieri per il ricco ribadito e per le riflessioni che abbiamo raccolto, che ho appuntato in tutti i passaggi. Voglio soltanto precisare due elementi e poi, se il Presidente è d'accordo, magari darei anche già un'indicazione sugli emendamenti, in maniera tale da snellire poi il lavoro del Consiglio Comunale. Il primo. Rispetto alla fruibilità delle tratte, voglio dire due cose. La prima è questa: ho ascoltato con attenzione l'alto numero di Consiglieri che hanno ripercorso la difficoltà, in questo momento, per l'utente finale di reperire le informazioni di un'eventuale accessibilità e dell'arrivo di un mezzo accessibile in fermata. Questo è uno stimolo importante, lo diceva il Consigliere Grimaldi, lo ha detto il Consigliere Centillo, ci sono stati vari interventi che sono andati in questa direzione. Credo sia utile raccogliere questo stimolo, che arriva dal Consiglio Comunale e, all'interno del più ampio ragionamento dell'open data e di come rimettere a disposizione della Città e degli utenti finali i dati che sono a disposizione in questo momento dell'Amministrazione, capire insieme come fornire informazioni utili all'utente finale, affinché sappia se il mezzo in arrivo è attrezzato ed è compatibile con l'infrastruttura presente, affinché questo mezzo sia accessibile. Possiamo raccogliere questo suggerimento dal Consiglio. Io credo di potermi impegnare nei confronti del Consiglio, per poter poi relazionare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi alla Commissione competente sul raggiungimento di questo obiettivo. La stessa cosa, però, voglio anche sottolineare sulla scelta di una tipologia - tra l'altro, sull'emendamento proposto dal Consigliere Cervetti c'è anche un parere tecnico negativo, non soltanto della Giunta -, perché proprio la filosofia di fondo con la quale era stata studiata la deliberazione del 1979 era molto spinta sull'impossibilità di deambulazione, quindi di capacità anche di utilizzo dei mezzi pubblici del TPL tradizionali, quindi non siamo stati nelle condizioni per poter approfondire neanche il merito di questo tipo di emendamento. Dispiace registrare una definizione ingenerosa, secondo me, sulla chiusura nei confronti di questi emendamenti, perché ogni singolo emendamento e ogni singola bozza di emendamento, tra l'altro un comportamento non previsto dal Regolamento, è stato approfondito in queste ore. Ancora sabato, se non ricordo male, ho sentito il Capogruppo della Lega Nord per capire quali fossero gli elementi che intendeva inserire nei vari emendamenti. Noi, alla fine, abbiamo dato e daremo un parere negativo rispetto alla revisione della tabella, semplicemente perché - e l'ho spiegato anche al Capogruppo, quando ci siamo sentiti al telefono - non dava una risposta così importante e così efficace, dal punto di vista economico, così come invece viene data dalla tabella che stiamo proponendo. La stessa questione, ci siamo sentiti di proporre al Consiglio Comunale e proporremo un parere negativo sugli altri emendamenti che non vanno in una direzione di tempi certi e di spesa certa. Il Consigliere Magliano ha ripercorso le tipologie di servizio. Voglio ricordare al Consigliere Magliano (raccogliendo anche alcuni spunti interessanti che ha messo a disposizione dell'Amministrazione) che in questo momento il servizio sperimentale collettivo viene sospeso, e quindi noi continueremo ad erogare il servizio in questa fase sperimentale sostanzialmente tramite due canali, cioè tramite il taxi tradizionale da un lato e l'attrezzato dall'altro, e il collettivo viene sospeso proprio per approfondirlo e, sotto richiesta anche delle singole Associazioni, per andare a rivedere queste tipologie. Voglio dire ancora una parola rispetto alle relazioni con le Associazioni. Alcuni Consiglieri hanno descritto in maniera fedele il percorso, altri mi sento di dire che abbiano un po' sottovalutato il lavoro che è stato fatto. In particolare, le Associazioni sono state non solo incontrate più volte dal sottoscritto e dall'Assessore Tisi, ma, durante la manifestazione sotto Palazzo Civico, anche lo stesso Sindaco ha ricevuto una delegazione delle Associazioni, raccogliendo una lettera, tra l'altro particolarmente intensa, particolarmente carica anche di punti significativi di proposte emendative di modifiche al servizio. Buona parte di quei punti sono stati tra l'altro raccolti, sono stati messi in opera e sono stati oggi inseriti all'interno della deliberazione, quindi mi sento di poter dire che una buona parte del percorso è stato fatto insieme. Ovviamente, come sempre, non è possibile, oppure in questo caso - mettiamola così - non siamo riusciti a completare il percorso insieme, ma voglio testimoniare come una buona parte del percorso sia stato condiviso e sia stato soprattutto messo come elemento alla base di tutto il percorso un principio di ascolto fra le parti, che in tutte le occasioni intendiamo riconfermare. Faccio un'ultima battuta rispetto a quanto ricordava il Consigliere Magliano sulla scelta che era stata fatta, e che è stata fatta, di non aumentare di 1,50 Euro il biglietto, quello che oggi viene pagato e corrisposto di 1,00 Euro. Tra l'altro, su questo non c'è bisogno di un passaggio amministrativo, né di Giunta, neanche una deliberazione di Consiglio, quindi non ho sentito altri Consiglieri, se si ritiene che, per una maggiore equità anche dal punto di vista della percezione dell'immagine, che, essendoci stata una revisione del biglietto per tutta la Città, anche su questa fascia ci sia la volontà di andare in questa direzione, basterà un'indicazione su GTT e questo potrà essere applicato, perché la deliberazione di dicembre già prevede una possibilità in questo senso. Chiudo con una valutazione rispetto alle proposte di mozione. La proposta di mozione della maggioranza è molto interessante, dà alcuni spunti di lavoro all'Amministrazione e alla Giunta che ritengo assolutamente accoglibili e assolutamente utili per il prosieguo e per il monitoraggio del servizio. Anche la stessa proposta di mozione dei Consiglieri Bertola e Appendino dà alcune indicazioni utili; in qualche passaggio, però, dà delle indicazioni piuttosto strette, in termini di tempi e in termini anche tecnico-organizzativi, che intanto non sono propri di una mozione, ma non sono neanche propri di questa deliberazione, perché - come ho detto - ci sarà poi una successiva deliberazione di Giunta che andrà ad individuare i passaggi gestionali. Rispetto agli emendamenti - lo dirò poi ad ogni singola chiamata, quando il Presidente lo riterrà opportuno -, da parte nostra c'è un parere favorevole, ovviamente, sulla proposta di mozione della maggioranza, come ho detto, sull'emendamento presentato dai Consiglieri Bertola e Appendino rispetto alla questione BIP, perché è un elemento utile quello di poter raccordare il lavoro che stiamo facendo con GTT rispetto al percorso della smart-card che andiamo ad individuare per i singoli utenti finali. Ovviamente c'è parere favorevole rispetto agli emendamenti della Giunta, che - come dicevo - da un lato raccolgono le indicazioni delle Circoscrizioni, dall'altro raccolgono alcuni suggerimenti delle Associazioni e, in particolare, individuano come sperimentale il percorso dell'ISE in maniera parallela rispetto alla fase di studio che andiamo ad individuare per il servizio, invece, basato sulle singole forme di servizio. Concludo con un ringraziamento, lasciatemelo fare. Su questa deliberazione noi abbiamo iniziato a lavorare, credo, dalla seconda settimana dopo l'insediamento. Gli Uffici hanno fatto un lavoro importante e costante di appoggio, dal punto di vista tecnico, organizzativo. Anche le stesse Associazioni vanno ringraziate, perché aver snellito il Tavolo di confronto è stato l'elemento vincente per poterci portare poi ad un confronto utile, non a un confronto soltanto di ascolto general generico, ma anche per poter entrare nel merito. I Presidenti delle Commissioni vanno citati, perché hanno guidato un lavoro particolarmente delicato all'interno delle Commissioni competenti e una fase di confronto delicato tra i singoli Commissari e tra le Associazioni e i Commissari, facendo anche un'audizione, che è stata frutto - ricorderete - del punto di mediazione che abbiamo individuato. Concludo con un ringraziamento a questi soggetti, che ho volutamente citato, ringraziandoli per il lavoro fatto e confermando l'impegno, da parte della Giunta, nel relazionare a breve sul continuo e costante lavoro del Tavolo di consultazione, quel Tavolo di confronto che istituiamo oggi con questa deliberazione, anche alla Commissione competente, affinché i singoli Commissari possano rendersi conto che i nostri obiettivi da un lato verranno raggiunti e verranno raggiunti negli obiettivi prestabiliti. |