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GENISIO Domenica (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201570/002, presentata in data 27 marzo 2012, avente per oggetto: "Chiesa ortodossa copta: a che punto siamo?" GENISIO Domenica (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Mi scuso per aver fatto slittare la risposta a questa interpellanza, ma ero qui fuori e non mi sono accorta che era iniziata la discussione delle interpellanze. Nella parte introduttiva dell'interpellanza il Consigliere Marrone dice: "Rilevato l'impegno della Città a garantire luoghi di culto alle minoranze religiose perseguitate in Patria", ma vorrei ribadire il fatto che questa Città ritiene che il pluralismo religioso ed il dialogo tra le religioni siano gli elementi fondamentali che costituiscono il tessuto sociale e culturale della Città e, quindi, il tema non è tanto quello di garantire luoghi di culto, quanto quello di non ostacolare la costruzione dei luoghi di culto. Non è una questione di parole, ma è una questione che sta ad un principio fondamentale, cioè che le Istituzioni sono istituzioni laiche, che non costruiscono luoghi di culto, ma garantiscono che siano rispettati i principi costituzionali di libertà di culto e, quindi, anche di libertà di luoghi religiosi. Detto questo, in particolare per alcune minoranze religiose (che sono molto più "minoranze" di altre, anche solo dal punto di vista della presenza e, quindi, anche meno risorse e meno forza nell'identificare dei luoghi privati dove poter intervenire per fare dei luoghi di culto), la Città ha un atteggiamento di politica attiva. In particolare, l'Amministrazione cittadina ritiene ancora valida l'opzione dell'area Incet come luogo di culto per i copti torinesi, non tanto come luogo di culto per i copti, quanto piuttosto per il fatto che una manica dell'area Incet ha una destinazione per luoghi di culto minoritari. A questo proposito è stato formato un Tavolo di lavoro, a cui i copti torinesi hanno partecipato e partecipano anche con i loro tecnici ed architetti per riuscire a fare un progetto che, in qualche modo, possa rispondere alle loro esigenze. Saranno tre o, forse, quattro i luoghi che potranno essere concessi alle minoranze religiose che ne faranno richiesta e, naturalmente, tra queste ci sono anche i copti. Per quanto riguarda lo stato di avanzamento dei lavori, come si richiama nell'interpellanza, l'intervento sull'area Incet è molto complesso, dato dallo stato dei luoghi e dalla necessità di fare lavori di bonifica, di decontaminazione e di riqualificazione significativa. Sono risorse che la Città ha messo a disposizione e che provengono da un finanziamento europeo, pianificato dalla Regione Piemonte e finanziato all'interno dei PISL. Lo sforzo della pianificazione finanziaria dei lavori è stato quello di poter arrivare a consegnare (da un lato, perché in una manica ci sarà la casa delle associazioni, ma in questa ci saranno invece luoghi di culto) chiavi in mano, in modo da non prevedere degli investimenti in conto capitale da parte dei concessionari. C'è stato uno sforzo per ricostruire, anche dal punto di vista finanziario, la possibilità di non consegnare del grezzo (che, poi, avrebbe implicato degli investimenti significativi), ma di consegnare chiavi in mano, con una ristrutturazione completata. I lavori stanno procedendo e l'assegnazione definitiva, che vuol dire la consegna delle chiavi, potrà essere fatta tra l'estate e l'autunno del 2014. Riteniamo, entro la fine di quest'anno, di procedere al bando per l'assegnazione, che è un bando di evidenza pubblica, ma che definisce dei requisiti per poter partecipare e, sicuramente, la Chiesa copta torinese risponde pienamente a questi requisiti. La procedura di assegnazione (in modo tale che, nel momento in cui verrà consegnato, lo spazio sia già immediatamente fruibile, arredato, eccetera) avverrà alla fine del 2012, in modo che nel 2013 possano lavorare per la personalizzazione degli spazi e, poi, ci sarà la consegna definitiva. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessore per la risposta molto precisa, che fornisce delle rassicurazioni alle esigenze che, più volte, erano state poste dalla comunità copta. La Città di Torino, parlando soprattutto dell'opinione pubblica e dei media, spesso si accorge della presenza della minoranza copta solo in concomitanza con le drammatiche notizie che arrivano dall'Egitto e dal Nord Africa relative alle persecuzioni ed ai morti che questa comunità religiosa subisce in quel contesto geografico e in Patria. Essendo la minoranza copta oggettivamente molto ben integrata e non problematica, spesso, nei confronti di chi pone pochi problemi, si presta troppo poca attenzione nella risoluzione delle richieste che avanza. Ci fa molto piacere sentire che, invece, il progetto è in corso ed ha delle scadenze ben determinate (che l'Assessore ha sottolineato), dal momento che continuano i problemi di contrasto religioso e di persecuzione della minoranza copta in Egitto, che sta portando ad una crescita (riscontrabile anche senza avere dati ben specifici) dell'immigrazione della minoranza copta in Italia e, soprattutto, nella nostra Città. È oggettivamente una buona notizia sapere che, finalmente, la Chiesa copta di Torino potrà trasferirsi dai locali dignitosi ma molto limitati (a livello di spazio) della Chiesa di Via San Donato in uno spazio ad hoc. Ringrazio la Giunta, nella speranza che poi, nonostante tutti i problemi economici e finanziari della Città, le scadenze verranno oggettivamente confermate. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |