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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 2 Maggio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2012-01837
"FALDA DELLA FALCHERA 2012: CHE COSA ? STATO FATTO?" PRESENTATO DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 12 APRILE 2012.
Interventi

GENISIO Domenica (Consigliere f.f. di Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201837/002, presentata in
data 12 aprile 2012, avente per oggetto:
"Falda della Falchera 2012: che cosa è stato fatto?"

GENISIO Domenica (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Vorrei fornire qualche informazione rispetto ad un problema che, nel corso di questi
mesi, è stato analizzato con attenzione dall'Amministrazione (tra l'altro, di concerto
anche con gli Assessori Lavolta e Passoni), proprio perché un gruppo di cittadini ha
costituito un Comitato di Quartiere; la Circoscrizione 6 ha monitorato e coordinato i
lavori di collegamento tra la Città, la Circoscrizione ed il Comitato di Quartiere che
ho appena citato.
Il problema è reale e, voglio dirlo a verbale, i cittadini hanno rappresentato
oggettivamente e con senso di responsabilità all'Amministrazione la loro situazione
di disagio. Abbiamo anche effettuato un sopralluogo con l'Assessore Lavolta
direttamente presso alcune abitazioni e, in effetti, alcuni scantinati risultavano essere
allagati e gli stessi cittadini, a loro spese, li stavano, tra virgolette, svuotando con
l'ausilio di alcune pompe idrauliche.
La risposta sarebbe molto complessa, ma fornirò alcune informazioni ai Consiglieri,
con i quali poi potremo interloquire sui singoli dettagli delle iniziative intraprese.
Tutto è nato, appena insediata la nuova Giunta di questa Città, con un Consiglio di
Circoscrizione aperto, al quale hanno partecipato anche la Provincia e la Regione,
essendo il problema della falda della Falchera ormai riconosciuto da tutti come
sovracittadino, se posso permettermi, essendo anche figlio di dinamiche e di
confluenze, dal punto di vista idrico, differenti, che provengono da altre parti della
città.
Ci sono stati più studi e in quell'occasione la Regione, nella persona dell'Assessore
Bonino, aveva annunciato la messa in opera di alcune soluzioni importanti, sia dal
punto di vista tecnico che dal punto di vista economico, che la Città aveva dato la
disponibilità di vagliare dal punto di vista tecnico con l'ausilio dei nostri Uffici e
degli Uffici dell'Assessore Lavolta, che sono piuttosto preparati in questo senso.
La soluzione prospettata dalla Regione non poteva essere attuata o, meglio, non c'è
stata neanche una vera e propria concretizzazione di questa proposta da parte della
Regione.
Mentre vado ad elencare le varie soluzioni, non ripeterò più che in tutte le occasioni
c'è stato un continuo e costante collegamento con questo Comitato e con la
Circoscrizione di competenza, che incontravamo periodicamente, ogni 15-20 giorni.
Nel momento in cui questa soluzione della Regione non si è poi concretizzata,
abbiamo ragionato con la Provincia attraverso la costituzione di un Tavolo tecnico
che ha elaborato anche un protocollo d'intesa tra le varie Istituzioni, proprio perché
anche il sistema idrico della Provincia potesse vedere una soluzione all'interno di un
piano di riorganizzazione delle acque che la Provincia stessa stava elaborando.
Però, dal punto di vista tecnico, soltanto nelle ultime settimane ci si è resi conto che
la proposta della Provincia non sarebbe risolutiva; pur essendo interessante dal punto
di vista tecnico e anche importante dal punto di vista economico, non porterebbe ad
una soluzione definitiva del problema, perché insisterebbe su altre tipologie ed altre
dinamiche idriche che non vedrebbero la soluzione del problema.
Ovviamente, la Città ha continuato il monitoraggio della situazione. Dal punto di
vista economico, si è ritenuto opportuno non impegnare fondi per soluzioni
provvisorie. È stata una scelta pensata e posso dire che è stata anche direttamente
condivisa dal Comitato di Quartiere, che ci ha supportato nella scelta di evitare
interventi a spot (cioè con il pagamento dell'energia elettrica, piuttosto che
l'installazione di una piccola pompa per liberare la cantina di turno), ma guardando
invece a soluzioni strutturali che possano risolvere definitivamente il problema.
Quindi, questa scelta è stata condivisa. Stiamo continuando con il monitoraggio della
situazione e gli incontri con il Comitato, proprio per capire con loro quale può essere,
dal punto di vista tecnico, la strada migliore per risolvere definitivamente il
problema.
Nell'ultimo incontro - e ringrazio i Consiglieri per avermi dato l'opportunità di
fornire questa informazione anche a tutto il Consiglio - è nata l'idea di chiedere
comunque all'Assessore Passoni e alla sua struttura - che comunque si è dichiarato
disponibile anche con alcune informazioni che ci ha fornito - di individuare alcuni
sgravi fiscali per le popolazioni colpite da questo disagio (esattamente come avviene
in occasione dei grandi cantieri, ad esempio). In questo momento stiamo valutando
anche questa strada, proprio perché viene riconosciuto un disagio, anche se non c'è
una responsabilità diretta da parte dell'Amministrazione cittadina (se posso dirlo), e,
quindi, si sta tentando di lavorare dal punto di vista economico-finanziario per capire
quali siano gli sgravi che si possono applicare a questi cittadini.
Posso solo dire che nell'ottica e in coerenza con quanto detto dal punto di vista del
percorso, anche quando si è individuata la disponibilità di 10.000 Euro - che avevo
annunciato in Consiglio Comunale - per iniziare uno studio, poi si è ritenuto
opportuno che questa cifra non venisse ancora appaltata (cioè, questo studio non è
ancora in corso), proprio perché si è deciso di mettere prima insieme gli Enti
(Comune, Provincia e Regione) per comprendere quale sia la migliore soluzione
tecnica per risolvere definitivamente il problema.
Fornisco subito una risposta alla domanda che potrebbero rivolgere gli interpellanti: i
lavori che sono stati effettuati dalla Città, in particolare quelli di GTT, per la
costruzione del sottopasso della Linea 4 e gli altri lavori di quell'area non sono stati
ritenuti responsabili e, quindi, dal punto di vista tecnico c'è una valutazione anche
del professor Anselmo e altri studi - che, tra l'altro, metto a disposizione dei
Consiglieri - che non stabiliscono una responsabilità diretta a questi interventi dal
punto di vista idrogeologico per l'innalzamento della falda. Il problema è molto più
complesso. Come sapete, a ridosso di quell'area c'era tutta un'area industriale che
oggi non è più in funzione o, comunque, non lo è più con la forza anche di recupero
dell'acqua dalla falda che veniva utilizzata per scopi industriali e, quindi,
quest'acqua, che veniva direttamente pompata, in questo momento continua a stare
nel sottosuolo e, non appena si alza di pochi centimetri, ormai la falda va in
superficie e allaga gli scantinati e, in qualche caso, anche il vano ascensore dei
singoli stabili.
L'ultimo aspetto che voglio aggiungere è che da parte nostra c'è anche la massima
attenzione alla sicurezza di quegli stabili, perché stiamo cercando di capire anche che
cosa comporta, dal punto di vista idrogeologico e della tenuta delle fondamenta di
queste strutture, il continuo e costante pompaggio dell'acqua da parte dei privati, che
comunque, giustamente stanno lavorando per svuotare i propri scantinati e i propri
vani ascensori, ma nel pompare l'acqua, inevitabilmente, si pompa anche del
terriccio e tutto il materiale fangoso che c'è nel sottosuolo e, quindi, stiamo cercando
di capire se questa attività non vada a discapito anche della sicurezza delle strutture.
Questo è un elemento che comunque ci causa una certa preoccupazione e, quindi, vi
stiamo concentrando la nostra attenzione.
Mi riprometto, d'accordo con il Presidente - se mi conferma la volontà - ed i
Consiglieri, di continuare, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ad
aggiornare sulla situazione nella Commissione competente presieduta dal Consigliere
Grimaldi (in particolare, insieme all'Assessore Lavolta, che forse ha la competenza
più diretta dal punto di vista dell'ambiente), fornendo qualche work in progress di
informazioni su quanto pian piano stiamo verificando.

GENISIO Domenica (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per la dettagliata esposizione.
Per quanto siamo coscienti che ormai in Circoscrizione se ne sta parlando abbastanza
continuativamente, abbiamo ritenuto di risollevare il problema visto che in Consiglio
Comunale era dalla scorsa estate, quando avevamo presentato un'interpellanza, che
non se ne parlava più. Volevamo sapere, rispetto alle azioni che erano state promesse
allora, che cosa è stato fatto.
Mi dispiace constatare che, in sostanza, non si è riusciti a fare granché, nel senso che
prima si è provato con la Regione e, poi, la Regione non l'ha fatto, allora si è provato
con la Provincia, ma la proposta della Provincia non funzionava. Però, l'estate scorsa
avevate detto che il Comune avrebbe stanziato 10.000 Euro per finanziare uno studio
e capire che cosa serve fare, ma siamo ancora nella fase in cui dobbiamo tirare fuori
10.000 Euro per far partire lo studio e capire come procedere. Nel frattempo è
passato un altro inverno e siamo di nuovo alle porte dell'estate e, quindi, è facile
prevedere che cosa accadrà, anche se quest'anno dicono che sarà un po' più secco
(quindi, magari, possiamo incrociare le dita), ma in sostanza non si è fatto niente per
migliorare la situazione.
Di conseguenza, anche quest'anno le case di quella zona della Falchera, vicino alla
Stazione Stura, e di altre zone (perché anche al Villaretto ormai il problema viene
percepito) avranno i box e le cantine allagati e gli ascensori bloccati, con i disabili
che non riusciranno ad uscire di casa.
Quindi, capisco la difficoltà, perché è vero che il problema è complesso e credo
anch'io che sia legato ad un cambiamento epocale, in quanto non c'è più il prelievo
industriale dell'acqua e questo è già successo a Milano prima di noi; purtroppo, si
tratta di un problema condiviso da tutte le ex grandi città industriali del Nord Italia.
Sono lieto però di sentire che il sottopasso della Linea 4 è stato scagionato, anche se
vorrei consultare questi documenti, perché comunque gli abitanti dicono che il
problema è peggiorato da quando è stato realizzato. Accettiamo la decisione che il
sottopasso della Linea 4 non ha creato i problemi, però, anche se è un problema
strutturale di falda che si innalza, bisogna trovare una soluzione, nel senso che queste
persone ormai da molti anni sono "a bagno" tutte le estati.
È vero quello che diceva l'Assessore, cioè che, prima o poi, c'è il rischio che gli
edifici crollino, visto che le fondamenta hanno questi problemi tutte le estati per tre
mesi. Speriamo che non succeda nulla, però bisogna fare qualcosa di concreto e non
soltanto rimpallarsi la responsabilità tra Comune, Provincia e Regione, perché non è
accettabile che ci sia un intero quartiere di Torino che, tutte le estati, ha le
fondamenta, le cantine e le parti seminterrate a bagno per tre mesi. Non è una
situazione tollerabile in alcun modo.

GENISIO Domenica (Consigliere f.f. di Presidente)
Comunico al Consiglio Comunale che, accogliendo la disponibilità dell'Assessore e
nel rispetto dei cittadini e della preoccupazione generale che tutti abbiamo, questo
argomento verrà calendarizzato in VI Commissione non appena ci sarà ulteriore
materiale a disposizione.
L'interpellanza è discussa per l'Aula.
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