| Interventi |
TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201201702/002, presentata in data 4 aprile 2012, avente per oggetto: "Torino Jazz Festival" dell'interpellanza n. mecc. 201201834/002, presentata in data 12 aprile 2012, avente per oggetto: "Jazz Festival - II Atto" e dell'interpellanza n. mecc. 201201999/002, presentata in data 23 aprile 2012, avente per oggetto: "Jazz Festival ruba sponsor a Smart City?" TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) La parola all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Tenterò di rispondere a queste ultime interpellanze. Per la verità, ci sono già state interpellanze precedenti, quindi ripeterò anche in questa sede alcuni concetti inerenti il Torino Jazz Festival. Per quanto riguarda gli sponsor, confermo che sono IREN, Banca Intesa Sanpaolo e Conad e che hanno complessivamente confermato l'investimento di 565.000 Euro di sponsorizzazioni alla manifestazione. Come ho già avuto modo di dire, la manifestazione, nel suo complesso, tra costi artistici, costi tecnici di allestimento, eccetera, è costata complessivamente 890.000 Euro. In alcune interpellanze mi si chiede se queste somme - credo con particolare riferimento a quelle di IREN - siano state, in qualche maniera, sottratte da investimenti dedicati ad altre manifestazioni. A questo proposito posso solo dire che ho più volte incontrato l'Amministratore Delegato e i Dirigenti di IREN per cercare di illustrare loro (così come faccio con altre aziende) le attività inerenti, ovviamente, al mio Assessorato, quindi le attività legate alle manifestazioni culturali e anche quelle di ordine turistico. Ovviamente non sono in grado di entrare nel merito delle scelte compiute da questa o da quell'altra società. Personalmente sono convinto e contento anche del fatto che IREN, al pari di altre aziende, abbia deciso di confidare nel successo di questa manifestazione e ormai credo di poterlo dire, essendosi conclusa la manifestazione; anche stamani ho ricevuto segnali di profonda soddisfazione da parte di questi sponsor, che, al buio, hanno creduto in una manifestazione che ha registrato, credo, un successo, per qualche verso, persino inaspettato. Non intendo rispondere, ma vorrei spiegare (più di quanto ho detto) i motivi della ripartizione dei 565.000 Euro, per un ragionamento che spero voi vogliate comprendere, ovvero le necessità che ovviamente le singole aziende hanno (queste, ma qualsiasi livello di sponsorship), anche in termini di privacy, legate all'investimento che fanno in questa o in quell'altra Città, in questa o in quell'altra manifestazione. Ovviamente, stiamo discutendo di aziende che programmano interventi non solo sulla realtà torinese, bensì anche in diverse iniziative culturali del Paese e io credo che sia giusto che i dati relativi al singolo investimento, realizzati in questa o in quella Città, vengano gestiti in termini di riservatezza. Peraltro, mi è stato chiesto per quale motivo io abbia scelto ed indicato Dario Salvatori come direttore artistico della manifestazione. Organizzando un Festival del Jazz a Torino, io ho teso innanzitutto a individuare una persona che non appartenesse né al novero degli organizzatori musicali, perché dietro a ogni organizzatore musicale c'è, ovviamente, una serie di rapporti con agenti, artisti, eccetera, quindi la scelta di un organizzatore musicale avrebbe, di per sé, determinato un'aria di favore nei confronti dell'organizzatore prescelto, né ho ritenuto opportuno immaginare che fosse un musicista del jazz, perché ovviamente un musicista del jazz, in questo mare magnum che è il jazz, quindi in tutte le sue espressioni, eccetera, avrebbe inevitabilmente caratterizzato il Festival e il programma secondo la propria concezione del jazz. Quindi io sono partito con l'idea di ricercare una persona che non fosse né un organizzatore, né tanto meno un musicista, ma che fosse una persona competente dell'ambiente, che avesse "esperienza", tra virgolette, nell'organizzazione di manifestazioni musicali, e devo dire che personalmente sono molto contento del lavoro svolto da Dario Salvatori. Credo che la rassegna abbia, per giudizio unanime, rappresentato in modo compiuto tutte le anime e le espressioni del jazz, valorizzando fortemente anche il contributo notevole di tantissimi artisti jazz che sono espressione della nostra Città. In una delle interpellanze si arriva a dire che, nell'organizzazione del jazz, da parte mia ci sarebbe stata l'esigenza di prendere a riferimento una casa discografica (addirittura, con nome e cognome). Ora, vorrei far notare che, quando si organizza, soprattutto dal punto di vista del pubblico, una manifestazione di questo genere, tutto bisogna fare tranne che rivolgersi alle case discografiche, perché sarebbe paradossale che le case discografiche, rappresentando, ovviamente, un certo tipo di artisti, un certo tipo di discografia, eccetera, fossero tra gli organizzatori di una manifestazione di questo genere. Mi sembrerebbe addirittura censurabile il contrario, guai se l'avessimo fatto! Dal punto di vista del tema relativo alle barriere architettoniche presenti nei locali, ho già avuto modo di rispondere a una recente ed ennesima interpellanza su questo tema: tutti i locali (ovviamente per le piazze ēa va sans dire) erano accessibili; l'unico problema che abbiamo avuto, come mi ero impegnato, è stato supplito con l'installazione di servizi chimici aggiuntivi anche per persone con handicap fisici. Rispetto ai contributi delle aziende che ho citato, tengo a ribadire che, sia nel caso di IREN, sia nel caso di Intesa Sanpaolo, da quanto mi risulta, quindi per quello che è inerente al mio Assessorato, si è trattato di un aumento delle contribuzioni rispetto all'esercizio precedente, quindi siamo riusciti ad ottenere risorse in più da parte di queste aziende. Credo di aver sostanzialmente risposto a tutti i punti. Se così non fosse, prego gli interpellanti di rivolgermi specifiche notizie. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Ringrazio l'Assessore per la risposta che ci ha fornito. Io ho letto su qualche quotidiano che lei afferma: "Ripeteremo la rassegna nei prossimi anni". Prima di sentire queste parole, vorremmo anche essere rassicurati su quelle che sono state le entrate rispettive al Festival, che sono la risposta che ci aspettiamo per giustificare quelle che sono state le uscite. Non so se lei sia provvisto già di qualche dato, altrimenti prepareremo un'interpellanza per verificare quali siano state le entrate del Festival. Inoltre, io ho letto questa presenza forte dei partecipanti al Festival, si parla di un range tra 30.000 e 50.000 persone, che è ottimo. La mia domanda è: ma sono cittadini torinesi o sono turisti? Perché qui si perde un attimo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il nodo della questione, però, era questo, infatti il nostro dibattito della prima interpellanza partiva proprio da questo. Anche perché io leggo che Federalberghi afferma: "Chi si attendeva che il Jazz Festival facesse da sirena di richiamo per il turismo di massa è rimasto deluso. Non c'è stato il trascinamento che auspicavamo. Federalberghi Piemonte". Le Associazioni - tra cui Federalberghi Piemonte e Torino - criticano la scarsa pubblicità che c'è stata della manifestazione, dicendo che forse è anche per questo che non sono arrivati i turisti a seguire il Festival; dicono che probabilmente il tempo per sponsorizzare adeguatamente la manifestazione era ben poco, tant'è che si stupiscono che non fosse, ad esempio, pubblicizzato sul sito del Ministero del Turismo. A questo punto io le faccio una domanda, perché penso di non aver capito quale fosse l'obiettivo del Festival, ma prima vorrei fare alcune precisazioni. Innanzitutto, ci tengo a dire che faccio questa polemica ricordando il momento che sta attraversando la Città di Torino, cioè un momento in cui le preoccupazioni dei torinesi sono il lavoro, le tasse in aumento, l'IMU e gli asili. Preciso ancora con un'ultima affermazione dell'Assessore Braccialarghe, che dice: "Voglio allargare l'offerta culturale con iniziative di alto profilo per avvicinare pubblici nuovi e uscire dalla solita cerchia ristretta di frequentatori. Se anche non c'è stato un turista venuto per il Festival, ma 30.000 persone l'hanno scoperto, anche per caso, sono contento, abbiamo fatto centro". Io pensavo che il suo obiettivo fosse rimpolpare le casse comunali. Lei aveva sostenuto che l'importanza di questo Festival fosse quello di portare i turisti nella nostra Città, in modo da alimentare il commercio: alberghi, ristoranti, bar, musei. A quanto pare, invece, date le affermazioni sue e di Federalberghi, turisti non ce ne sono stati. Allora mi chiedo se la priorità di questo momento era quella di contribuire ad aumentare il livello culturale musicale dei cittadini torinesi o se era dare una mano alle casse comunali, in un momento di difficoltà, cercando davvero di portare dei turisti. Perché, se l'obiettivo era solo quello di contribuire alla cultura musicale dei nostri cittadini, noi, come movimento, ci opponiamo a questo tipo di manifestazioni e in futuro monitoreremo le sue iniziative. La prego solo di dare una risposta rispetto a quale fosse realmente l'intento, visti i risultati. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Ringrazio l'Assessore per avere risposto ad alcune delle mie richieste presentate nell'interpellanza. Mi trovo un po' a disagio ad aver presentato questa interpellanza, in quanto sono un amante del jazz, posso definirmi un Oscar Peterson-dipendente. Però, seppure questa iniziativa abbia riscontrato un ottimo successo a livello di partecipazione di pubblico, sicuramente ha ottenuto altrettanto successo e notorietà da parte di tutte le associazioni e le categorie che nell'ultimo mese hanno manifestato davanti al Comune di Torino: molti dei soggetti e delle associazioni che abbiamo audito all'interno delle Commissioni portavano ad esempio il Jazz Festival di Torino come "opera", tra virgolette, che probabilmente non andava fatta in questo momento di particolare crisi. Al di là di questo aspetto, entriamo nel merito dell'interpellanza. La scelta del Direttore è stata quella di non scegliere un jazzista, cioè un uomo che fosse all'interno di questo genere musicale; questa potrebbe essere stata un'idea anche valida, però credo che dal punto di vista qualitativo del Festival stesso, magari ci si è andati un po' a perdere. Per quanto riguarda la casa discografica EGEA, alla quale credo facesse riferimento l'Assessore, è stata da me citata nell'interpellanza perché si tratta di una casa discografica che ha partecipato a un evento jazzistico come Umbria Jazz, che credo sia una punta di eccellenza a livello nazionale, senza tener conto che comunque EGEA è una casa discografica torinese, quindi, anche da un punto di vista campanilistico, poteva anche essere contattata. La paura dell'Assessore era quella che, se avesse chiamato EGEA o una qualsiasi altra casa discografica, queste avrebbero proposto i loro artisti. Allora, mi domando come sia avvenuta la scelta degli artisti e chi li abbia scelti. Chiunque sia stata questa persona - il direttore o chi altro -, non credo che non abbiamo avuto nessuna ingerenza o nessuna influenza da parte delle case discografiche. L'Assessore probabilmente si è dimenticato di rispondere alla prima domanda della mia interpellanza, nella quale si chiedeva conto delle ragioni per cui eventi come questi, che possono anche essere di rilievo interessante per la cittadinanza di Torino, siano sempre e solo concentrati nel centro di Torino e le periferie vengono troppo spesso dimenticate. Visto che il numero degli eventi del Torino Jazz Festival è stato abbastanza numeroso, credo che sarebbe stato opportuno esportare alcuni di questi eventi - almeno un paio - per ogni Circoscrizione di Torino, giusto per non dimenticare le nostre periferie, che troppo spesso sono dimenticate. A questo non mi ha dato risposta. Spero che avvenga nella sua replica. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore della risposta. In realtà molte cose sono già state anticipate. La mia interpellanza era soprattutto focalizzata su un tema, che era quello delle sponsorizzazioni, e non voleva tanto entrare nel merito dell'analisi a Consuntivo. La prima volta che era venuto in Commissione, io avevo già chiesto all'Assessore di fare un'analisi, come hanno detto anche gli altri Consiglieri, sia riguardo ai costi, ma anche nel merito degli effetti che ha avuto la Città, quindi gli alberghi, cioè per sapere com'è andata, quanti turisti abbiamo veramente attratto e qual è stato l'interesse, anche perché ritengo siano valutazioni da fare. In questi giorni io non ho avuto modo di seguire i giornali, però pare che lei abbia forse già dichiarato - dico "forse" perché, appunto, non ho letto io gli articoli - che questo evento si ripeterà il prossimo anno, pertanto ritengo che le analisi che abbiamo chiesto oggi in molti andrebbero ovviamente fatte, e non penso che lei le abbia già fatte in questi giorni, perché il Festival si è concluso proprio da breve. Mi auguro che comunque le possa condividere anche con noi ed entrare nel merito. Io ero stata anche critica in Commissione, ma è indubbio che questo Festival ha suscitato interesse. Non ho problemi a dirlo, ero stata abbastanza critica a suo tempo. Tuttavia, ritengo che l'interesse non sia l'unico parametro che una Città debba valutare quando si decide di fare, o meno, un evento che, per quanto sia sponsorizzato, genera comunque dei costi per la Città. Tornando nel merito di quel che riguarda la mia interpellanza più nello specifico, l'Assessore non mi ha risposto, non so se per un problema di privacy (se lo fosse, farò un accesso agli atti, così magari me lo daranno gli Uffici e mi daranno un foglio scritto), ma a me sarebbe piaciuto sapere quanto i due soggetti hanno erogato come contributi non tanto all'Assessorato Cultura, bensì alla Città di Torino per gli eventi della Città di Torino. Poi, per carità, magari faccio fantapolitica, ma non vorrei che fosse che due soggetti (possono anche non essere IREN e Sanpaolo), tipo Tizio e Caio, dicano alla Città: "Noi, quest'anno, abbiamo a disposizione tot, più o meno questo è quello che pensiamo di sponsorizzare" e poi parte un po' la battaglia su dove andarli a mettere. Quindi, in quel senso avevo il timore che fossero soldi stanziati lì e che poi, in qualche modo, non verranno stanziati da un'altra parte, sul 2011, per questo io chiedevo il dato complessivo, cioè quante erano state le sponsorizzazioni. Però non c'è problema, mi rendo conto che forse non è neanche oggetto corretto di una discussione. Quindi magari farò un accesso agli atti e poi ne discuteremo successivamente. Mi sento di fare un'unica critica al Festival, nulla di grave, per carità: io purtroppo ero malata e quindi non ho potuto andare fisicamente a vedere, però ho sentito parecchie lamentele relativamente ad eventi che, in alcuni casi, sono stati annullati e, più che altro, non è stato dato l'avviso a chi era già presente nei locali, quindi ci sono state persone che non hanno capito. Poi le darò indicazioni più dettagliate. Quindi, magari, si potrebbe anche sensibilizzare un po' di più, ovviamente nel caso dell'annullamento di un evento, a cercare il più possibile di diffondere l'informazione, sia tramite web o utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo, affinché la notizia raggiunga tutti. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) Siccome il Consigliere Cervetti non ha esaurito tutto il tempo assegnato al Gruppo, può ora completare, per un minuto e mezzo, il Consigliere Carbonero. La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Io sono rimasto un po' così quando ho sentito dire che l'evento è già programmato per il prossimo anno. Io credo che questo Consiglio serva ancora qualcosa, quindi invito l'Assessore a presentarsi nella Commissione competente, e comunque davanti al Consiglio, con il resoconto dettagliato di tutti i costi di questo Festival. Dato che l'arroganza di questa Giunta deve un attimino abbassarsi e la Giunta deve un po' smettere di fare ciò che vuole, ritengo sia opportuno decidere insieme, davanti al Consiglio, alla luce dei risultati che ci porterà, se valga o meno la pena fare una seconda edizione, perché non può già decidere a prescindere, il giorno dopo che è finito il Festival, che il prossimo anno se ne farà un altro, perché se questo Festival è stato un costo e basta, probabilmente il Consiglio deciderà che questo Festival non si ripeterà, visti i problemi che ci sono. Se, invece, questo Festival ha portato dei vantaggi per la Città o comunque, in prospettiva, si fa un project plan e si decide che nel giro di qualche anno sicuramente avrà un volano tale per cui varrà la pena farlo, allora il Consiglio, la Giunta e tutti i componenti che amministrano questa Città decideranno insieme che si va avanti. Io direi questo, ma non ritengo sia giusto decidere a prescindere, perché se no andiamo tutti via, rimanete lei e lo Zar e avete fatto tutto voi. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) La parola all'Assessore Braccialarghe per le conclusioni di questa discussione delle tre interpellanze presentate. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Innanzitutto cercherò di rispondere alle questioni a cui non avevo dato risposta. Per quanto riguarda il problema del coinvolgimento delle periferie rispetto all'organizzazione del Festival, io credo che, soprattutto nel lanciare un'iniziativa nuova, com'è stata questa, dopo tanti anni che Torino non faceva un Festival Jazz, sia importante e direi quasi decisivo (ma io lo ritengo per ogni attività di questo genere) avere un luogo fisico nel quale la manifestazione si tiene. Cioè, se questa manifestazione fosse stata disseminata in più punti della città di Torino, a mio avviso avrebbe perso buona parte anche del fascino - dal mio punto di vista - che invece ha avuto, soprattutto nelle prime edizioni, nella possibilità di trovare proprio un luogo fisico. Ho avuto modo di dirlo in conferenza stampa, quando abbiamo pensato a questo luogo: la suggestione che è venuta fuori è che, se voi prendete la mappa della Città di Torino e vi posizionate con le spalle alla Gran Madre, avete davanti Piazza Vittorio e Via Po, che sembrano un contrabbasso, nel senso proprio della forma fisica. Noi abbiamo cercato di lavorare intorno a quest'area. Personalmente sono orgoglioso di aver coinvolto il rapporto, per esempio, con i locali dei Murazzi e del lungo Po nella parte del Fringe Festival (che credo abbia avuto una risposta assolutamente positiva), in quanto credo che sia anche un modo intelligente e nuovo (a mio avviso, lo dico con tutta l'umiltà dovuta, ma questi sono anche i riscontri che ho avuto personalmente e che credo abbia avuto chiunque di voi frequentando quella zona in queste serate) e, credo, assolutamente importante per cercare anche di dare una mano a cambiare la fisionomia di quei luoghi, che spesso e volentieri, come sappiamo, sono al centro di un'attività che sembra quasi delegata o dimenticata dal contesto normale della vita della Città. Io credo che quella sia una parte importante di Torino e personalmente, se avessi la possibilità di occuparmene con continuità, cercherei di valorizzarla maggiormente, in quanto credo anche che i Murazzi rappresentino, tra virgolette, uno degli angoli più interessanti d'Europa, da un certo punto di vista, e secondo me questo tipo di iniziativa ha contribuito, a valorizzare anche la frequentazione di quei posti. Per quanto riguarda la questione sollevata dal Consigliere Appendino rispetto all'ammontare degli sponsor, io penso di aver risposto. Gli sponsor di cui stiamo parlando, sia IREN che Intesa Sanpaolo, nella parte che riguarda il mio Assessorato, nel 2012 daranno più risorse economiche di quelle che hanno dato nel 2011. Voglio precisare per l'ennesima volta che, nel momento in cui la Città, viste le difficoltà economiche, pensa di rivolgersi anche ai privati, però la Città deve anche capire che i privati hanno le loro esigenze, cioè non è che i privati arrivano qui e dicono: "Io destino alla Città di Torino questa somma, fatene quello che volete voi", le aziende "hanno bisogno", tra virgolette, di raggiungere i loro obiettivi di comunicazione. Ogni volta che incontro un'azienda, la mia "battaglia", tra virgolette, nel tentativo di farli diventare partner delle iniziative culturali della nostra Città, è nel convincerli dei progetti e nell'essere disponibile a costruire dei progetti che abbiano un alto valore culturale, ma che rappresentino anche il loro giusto tornaconto in termini di immagine e in termini di comunicazione per le loro attività, altrimenti c'è questo equivoco nel quale, ovviamente, anche a causa della crisi dei finanziamenti dei soldi pubblici, ci rivolgiamo ai privati, ma dobbiamo capire che i privati hanno le loro esigenze e non siamo noi che decidiamo dove devono dare i soldi, a cosa devono credere o a cosa non devono credere. Noi dobbiamo cercare di insidiarli con delle proposte e con una disponibilità a dare evidenza alle loro necessità, perché siamo noi che stiamo chiedendo di avere una mano da parte dei privati e non il contrario. Io credo che questo sia un elemento fondamentale. Vale per questa iniziativa, ma vale per tutte le iniziative, fosse anche la nostra partecipata IREN. La prima volta in cui ho incontrato l'Amministratore Delegato, io gli ho detto: "Guardi, lei fa l'Amministratore Delegato di un'azienda, al pari di tutti gli altri: ha le sue esigenze, ha i suoi obiettivi da raggiungere. Io le chiedo solo di esaminare, insieme a me, i progetti che io vorrei sviluppare, ovviamente a nome della Città, e spero che alcuni di questi progetti rientrino o possano rientrare nelle sue strategie di comunicazione e che lei abbia l'evidenza e il tornaconto per portare a casa un vantaggio dall'eventuale investimento". Ripeto, questo è il modo in cui, secondo me, la Città si deve rivolgere, nella speranza e nella necessità di avere un rapporto con questo mondo, ma, ripeto, anche in questo caso, con l'umiltà dovuta. Invece, spesso e volentieri, da quel che sento dire, sembrerebbe quasi come se, in qualche maniera, lì ci fosse un "rubinetto", tra virgolette, che basta aprire e i soldi arrivano. Non è così. Rispetto alla questione di quali obiettivi ci si pone nel fare una manifestazione come questa, io credo di averlo già detto nelle interpellanze precedenti. Io avverto la responsabilità di avere una delega specifica, che mi è stata conferita dal Sindaco, sulla Cultura e sul Turismo. Quindi il mio primo obiettivo è cercare di costruire degli eventi e delle iniziative culturali, con il più alto tasso di interesse culturale, in grado di costruire una dinamica positiva per il turismo. Questo è il mio primo obiettivo. Il secondo obiettivo, come Assessore alla Cultura, a maggior ragione nel momento in cui investo dei denari pubblici, è fare di tutto per rendere il prodotto cultura il più possibile fruibile per la maggior quantità di cittadini della nostra comunità, perché io credo che noi non possiamo "accontentarci" - e lo dico tra virgolette - di avere dei teatri pieni, perché anche quando facciamo la somma del Teatro Regio, del Teatro Stabile e di tutte le iniziative culturali, noi ci renderemo conto che siamo in grado di soddisfare una piccola percentuale degli abitanti di Torino. Quindi io credo che il dovere - secondo obiettivo - dell'Assessorato alla Cultura, sia quello, soprattutto quando si spendono denari pubblici, di fare di tutto affinché più gente possibile venga inclusa nella frequentazione di iniziative culturali. In questo senso va letta la mia frase, Consigliere, perché io sono convinto che siano arrivati i turisti. Devo dire che io ho delle informazioni, ma, anche qui, bisognerebbe fare una seria analisi, perché voi avete ragione nel monitorare, ma io non ho trovato uno strumento di monitoraggio ufficiale del traffico turistico nella nostra Città. È una questione molto seria, perché - ripeto, e torno all'argomentazione di prima -, a maggior ragione se vogliamo coinvolgere i privati, noi dobbiamo ragionare con le logiche del marketing dei privati. Allora dobbiamo costruire un vero sistema di monitoraggio, e questa è una cosa sulla quale io sto cercando di lavorare. Io non ho avuto la "possibilità", tra virgolette, di andare a intervistare le oltre 100.000 persone (se mettiamo insieme le piazze, i frequentatori del Circolo della Letteratura o i frequentatori del cinema, dove abbiamo ottenuto il sold out assoluto durante questo periodo), di fermarle, persona per persona, e chiedergli se venivano da fuori o stavano dentro. I dati che ho in questo momento sono i seguenti: su 30 alberghi del centro della Città, c'erano, ad avantieri, l'80% di stanze prenotate. Io non so dirvi se, senza il Festival del Jazz, ci sarebbe stato l'80% di saturazione o meno, non sono in grado di dirlo, ma dobbiamo considerare - e cito solo un esempio - il fatto di aver avuto per due minuti i riflettori puntati sulla Città di Torino sull'edizione del Tg1 nazionale, grazie al Torino Jazz Festival; pensate che, in termini meramente commerciali (e questo è un dato che io conosco molto bene), 30 secondi di spot pubblicitario prima, durante o dopo l'edizione del Tg1 della sera, costano 80.000 Euro netti, per qualsiasi inserzionista. Quanto avremmo dovuto "pagare", tra virgolette, per far parlare di Torino per due minuti alla platea di quello che credo essere il più importante telegiornale televisivo nazionale? Io credo che anche questo sia stato un vantaggio. Ogni tanto mi sembra di essere in uno shaker impazzito, perché mi si dice: "Certo, se lei fosse partito prima con la comunicazione...". Ho capito, ma per partire con la comunicazione dovevo trovare gli sponsor, e solo quando ho trovato gli sponsor - come ho sempre detto nelle interpellanze - nella misura sufficiente e necessaria per coprire la maggior parte del finanziamento di questa iniziativa, io ho potuto pensare concretamente di fare l'iniziativa. Questo è successo 4 mesi fa. Rispondo a chi dice che è arrogante pensare all'anno prossimo, siccome credo che lo Zar fosse il Sindaco e non so chi siano gli attendenti dello Zar, ma, insomma, io, attendente dello Zar, vi posso assicurare due cose, e lo dico assumendomene la responsabilità: sarebbe da pazzi, dopo l'edizione di quest'anno, immaginare che questa cosa non si debba ripetere. Proprio per i motivi che abbiamo detto prima, ho iniziato a lavorare già da ieri sera a programmare il prima possibile il prossimo Torino Film Festival, per iniziare, mi auguro, da settembre, ovviamente con le dovute coperture dei privati, a fare quella pubblicità di lungo periodo e poi vedremo. E questo non è soltanto il pensiero di Maurizio Braccialarghe, in questi giorni ho incontrato giornalisti di testate che dedicano la loro vita al jazz e mi hanno detto: "Caro Assessore, con una partenza di questo genere, se lavorate bene, voi potrete costruire probabilmente uno dei più bei Festival d'Europa, perché siete partiti col piede giusto". Io credo che questo sia un modo per lavorare per la Cultura della Città, per i conti della Città e per la prospettiva culturale di questa Città. Detto questo, dico un'ultima cosa rivolgendomi a chi si è dichiarato appassionato di jazz, io non lo sono e ho sempre pensato che l'errore che non dovrebbe mai fare un Assessore alla Cultura è quello di fare la sua cultura. Io, quando sono arrivato e ho pensato al jazz, vi spiego anche perché l'ho pensato: in questa Città noi abbiamo una fortissima offerta, ben strutturata, della cosiddetta musica colta; abbiamo fatto sforzi pubblici rilevanti, con molti più soldi pubblici investiti in Traffic, MTV Days, cioè la musica per i giovani, e io credo che sia necessario dare a tutti la possibilità di conoscere la musica. Se di queste 100.000 persone e oltre, che hanno avuto modo di partecipare a tutte le iniziative, il solo 10% ha scoperto che esiste un mondo musicale da frequentare, che è quello della musica jazz, io sono stracontento. E credo che questo sia il modo giusto per "operare", tra virgolette, dal punto di vista culturale. Però, a chi ama il jazz, a chi lo frequenta, io voglio spiegare come ho lavorato. Io non ho preso Dario Salvatori - e ho spiegato prima i motivi - dicendogli: "Caro Dario, fai da solo". No. Io ho cercato di mettere insieme quella che credo sia la struttura di Torino che si occupa di jazz da tempo, coinvolgendo dentro l'organizzazione Albano, Di Castri, Lima, Viola, cioè i principali operatori del settore jazz di questa Città. L'ho proposto persino alla dottoressa Tromboni del Centro Jazz, la quale mi ha detto: "Caro Assessore, io non ho più energie. Capisco, le auguro buona fortuna, non posso collaborare". Io mi auguro, come ho avuto modo di dire ieri, che questo novero di appassionati, che dedicano la vita al jazz stabilmente nella nostra città, si possa addirittura allargare. E il Festival, il cartellone, è stato costruito con l'intelligenza e anche la dovuta flessibilità di Dario Salvatori, che insieme a questi operatori ha costruito il cartellone, che insieme a loro ha fatto queste scelte. In ultimo, a chi conosce il jazz, perché io - ripeto - ne sono un frequentatore, ma non uno specialista, vorrei chiedere se il cartellone che abbiamo offerto alla città sia un cartellone di tutto rispetto o meno, sapendo che noi abbiamo cercato, in questa prima rassegna, di offrire una varietà del mondo variegato del jazz, la più completa possibile e, credo, così è stata ritenuta dai principali critici musicali che si occupano di questo genere. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) Mi sembra che le conclusioni dell'Assessore siano veramente complete. La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Mi rivolgo all'Assessore Braccialarghe. Non mi sembra ci sia niente di assurdo nella richiesta del mio Movimento, nel chiedere un resoconto di quelle che sono state le entrate turistiche. Io spero che lei abbia gli strumenti per presentarci un resoconto, in una Commissione, in risposta a un'interpellanza, veda lei come, ma vogliamo avere un resoconto di quelle che sono state le entrate turistiche. Lei è Assessore alla Cultura e al Turismo. Vogliamo avere il risultato turistico dell'evento, che mi sembra fondamentale anche in previsione di ricreare l'evento. Non mi sembra di chiedere nulla di strano. Penso che lei abbia tutti gli strumenti: con l'Associazione Consumatori, Federalberghi, la tassa di soggiorno che abbiamo messo, penso che abbiamo qualche strumento per avere il resoconto. TRICARICO Roberto (Consigliere f.f. di Presidente) Queste tre interpellanze sono discusse. Ringrazio tutti per essere stati nei tempi. |