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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 2 Maggio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 14
INTERPELLANZA 2012-01778
"SITUAZIONE PAGAMENTI DELLA CITTA' DI TORINO ALLE COOPERATIVE SOCIALI SUI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CURTO, CENTILLO E GRIMALDI IN DATA 10 APRILE 2012.
Interventi

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201778/002, presentata in
data 10 aprile 2012, avente per oggetto:
"Situazione pagamenti della Città di Torino
alle Cooperative sociali sui servizi socio-assistenziali"

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Ringrazio i Consiglieri presentatori di questa interpellanza, che è molto articolata e
che richiederebbe tempi di risposta molto lunghi, per cui cercherò sinteticamente di
trattare almeno le questioni principali.
Innanzitutto, vorrei premettere che la questione relativa ai tempi di pagamento è ben
presente alla Città ed è già stata oggetto di una serie di incontri, anche con le
rappresentanze del mondo della cooperazione, che ha visto coinvolto lo stesso
Sindaco, il Vicesindaco, l'Assessore al Bilancio e alle Finanze, proprio a dimostrare
quanto questo tema sia rilevante e quanto la Città ponga, sulla questione, una
particolare attenzione.
È evidente che, se fino a qualche tempo fa la situazione di criticità veniva registrata
prevalentemente da parte dei pagamenti delle ASL - e poi nel merito di questo vorrei
dire un breve cenno -, una situazione di difficoltà anche derivante dal cambiamento
delle modalità di trasferimenti statali alle Amministrazioni Locali certamente sta
creando delle difficoltà nella liquidità, non solo della Città di Torino, ma di tutte le
Amministrazione Locali.
Per entrare più nel merito dell'interpellanza, credo che sia importante indicare alcuni
numeri che venivano, peraltro, anche richiesti. La spesa impegnata per il settore
socio-assistenziale è stata, per l'anno 2009, di 90.434.000, da questa spesa
naturalmente è escluso il personale diretto Comunale; per l'anno 2010, 98.266.000 e
per l'anno 2011, 99.076.000.
Dei 90 milioni dell'anno 2009, il 57% derivava da finanziamenti di Regione e Stato
per quanto riguarda in particolare - ne cito solo alcuni - il Fondo Politiche Sociali e
Nazionale e il Fondo Non Autosufficienza, e sempre da Stato, ma con fondi
vincolati, 3.341.000, quindi il 57% di 90 milioni.
Nell'anno 2010, i 98 milioni hanno visto il 52,85% finanziato dalla Regione con un
finanziamento di 47 milioni all'interno del quale è comprensivo dei fondi che ho
detto prima e dallo Stato con fondi vincolati per 4.200.000.
L'anno 2011, dei 99 milioni, il 42,42% finanziati da Stato e Regione e da Stato con
fondi vincolati, sempre di 3.800.000, quindi i finanziamenti da Stato e Regione sono
scesi a 38.191.000.
Questi sono dei dati che mi sembrano significativi di una tendenza che dal 2009 al
2011 ha visto una riduzione sostanziale di finanziamenti Stato e Regione di circa 10
milioni.
È evidente che questo ha comportato, d'altro canto, per consentire, non solo il
mantenimento, ma il costante accrescimento della spesa complessiva, un sempre
maggiore investimento da parte del Comune.
La premessa credo sia importante e la ricollego anche alla richiesta relativa al
Bilancio 2012.
Noi non abbiamo ancora la definizione di quello che sarà il Bilancio 2012, perché è
in via di definizione, non soltanto per la Città ma anche per la Regione.
Siamo a conoscenza di un intento della Regione dichiarata di impegnare 25 milioni.
È evidente che questo comporterebbe un'ulteriore riduzione di soggetti esterni.
Credo che a questo proposito occorra anche ricordare come in passato esistevano dei
riferimenti di spesa storica e quindi c'era anche la possibilità di fare una
programmazione, perché una Norma Regionale del 2004 definiva l'impossibilità di
finanziamenti complessivi che fossero al di sotto di quello che era lo stanziamento
dell'anno precedente; questa norma è venuta meno e quindi una delle grosse
difficoltà del comparto è anche proprio avere certezza di risorse.
Le attività e le tipologie di servizi sono prevalentemente rivolti a minori, ma con una
gamma di attività che sono almeno una quindicina e vanno dalle comunità educative
residenziali, alla comunità riabilitativa psicosociale, a strutture sperimentali, a gruppi
appartamento e quant'altro. Per ognuna di queste tipologie c'è una definizione
diretta, che fa riferimento a standard regionali, laddove previsti dalla D.G.R. n. 41 o
concordati con la Regione.
Le modalità di affidamento sono perlopiù affidamento con accreditamento e cioè non
è l'affidamento o l'appalto di un servizio, ma è l'accreditamento di posti in strutture
o servizi nelle quali vengono inseriti minori.
L'assistenza domiciliare ha perlopiù un regime di concessione; viene sviluppata
attraverso dei progetti personalizzati, con un massimale di tariffa oraria di 24,50
Euro. Questa modalità organizzativa è frutto di un protocollo molto complesso tra la
Città e le Aziende Sanitarie Locali, le ASL, le due ASL, perché fu fatto ancora con
ASL 1 e ASL 2 che, peraltro, sono state riconfermate anche dentro il Piano
Sociosanitario e che vedono una presa in carico congiunta anche per le persone non
autosufficienti, ancorché la titolarità della non autosufficienza e di tutte le attività
sociosanitarie rientri in ambito, per l'appunto, sanitario e quindi in capo alle aziende
sanitarie.
Per gli anziani in struttura, la modalità, anche qui, è quella dell'accreditamento. Il
ruolo del Comune è fondamentalmente l'integrazione delle rette per le persone che
non hanno reddito sufficiente a coprire il 46,50% di retta che non viene garantita
dalla Sanità.
Per la disabilità, anche qui, abbiamo una gamma molto vasta di tipologie di servizi e
di modalità di affidamento, che vanno dai centri diurni a comunità di vario tipo, a
gruppi appartamento. Per ognuna di queste, anche qui, c'è una definizione di retta
specifica sulla tipologia di inserimento e perlopiù anche qui sono o accreditamenti o
concessioni.
Adulti in difficoltà - e vado a chiudere questo punto - sono accoglienza di cittadini
senza dimora nei dormitori e distribuzione di pasti caldi e freddi; inoltre, abbiamo
anche una convenzione con un ambulatorio sociosanitario gestito da volontariato, che
fornisce prestazioni gratuite odontoiatriche.
Anche qui abbiamo una modalità di affidamento di concessione. Qui ci sono anche
però degli appalti veri propri, perché in qualche caso le strutture sono di proprietà
Comunale.
C'è comunque, sicuramente, una situazione di difficoltà. Quello che noi stiamo
facendo, come Divisione, è di accelerare il più possibile le procedure amministrative
degli iter delle liquidazioni, proprio per sveltire il più possibile e ad oggi noi abbiamo
dei tempi medi intorno ai trenta giorni, parlo di media perché possono andare dai
diciotto ai quarantacinque, a seconda delle tipologie di servizi.
Per quanto riguarda l'assistenza domiciliare, che è una delle più complesse, siamo
passati da una erogazione di un anticipo, che era inizialmente del 70%, al 90%,
attraverso una modifica degli accordi, proprio per cercare di risolvere, o quantomeno,
provare a risolvere.
C'è comunque in corso, da parte in particolare del Vicesindaco e dell'Assessore
alle Finanze, un approfondimento che credo nei prossimi giorni e nelle prossime
settimane porterà ad una possibile proposta per tentare di alleggerire gli oneri
finanziari, che spesso le cooperative si trovano a dover erogare e facilitare l'accesso
al credito, perché l'altra problematica è che in qualche caso alcune di esse non
riescono, malgrado l'esigibilità del credito determinato da una fattura a un Ente
Pubblico, ad avere la possibilità di accedervi.
In ultimo, da parte mia in tutte le sedi possibili è stata segnalata, anche all'ASL
questa criticità e l'ho fatto ancora recentemente anche con una nota, non solo
all'Assessore Monferino, ma anche all'Assessore Quaglia e credo che sia dirimente
ed è la cosa che chiedo anche in questa nota, di provare anche con la Città a trovare
una soluzione, anche per quelle attività che, come dicevo, pur essendo in titolarità
sanitaria, ci vedono compartecipi della necessità di trovare una soluzione.

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
Ricordo agli interpellanti che, quando abbiamo interpellanze con risposte anche
particolarmente lunghe e articolate, è anche prassi consolidata per la Giunta poter far
avere agli interpellanti anche materiale scritto, presentato a sostegno della risposta
all'interpellanza.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Volevo ringraziare l'Assessore Tisi per aver risposto a quella che è un'interpellanza
particolarmente complessa, in cinque punti e che voleva, da un lato, definire il
quadro della situazione dell'assistenza torinese, ma anche provare a capire le scelte
di Bilancio di questi anni e le relazioni fra il Bilancio della Città e il Bilancio degli
Enti programmatori, in particolare della Regione.
Mi sembra che l'incedere dei dati che dava prima l'Assessore, 2009, 2010, 2011,
molto dica rispetto a quella che è stata la sfida, per certi versi, che la Città si è trovata
a fronteggiare rispetto a mantenere la qualità dei servizi e i servizi di fronte a scelte
chiare di ridimensionamento delle disponibilità finanziarie. Cosa che invece per la
Città non c'è.
Quindi, di questo la ringrazio e già le dico che - poi parlerà il Consigliere Centillo -,
di fronte a un quadro di questo tipo, soprattutto per il 2012, anche rispetto all'ipotesi
allarmante che l'Assessore delineava prima, cioè quella dei 25 milioni di
stanziamento a fronte di 38 dell'anno precedente da parte della Regione, io credo che
ci sia urgenza assoluta di aprire una discussione in Commissione per capire quali
sono le strategie con cui si intenda far fronte ad un taglio di questa dimensione.
Nella risposta dell'Assessore, credo per una questione di tempi, per cui mi riservo di
valutare il materiale scritto, è invece prevalentemente mancata l'altra parte, che è
quella che poi fa maggiormente riferimento all'allarme sociale, soprattutto da parte
degli operatori dei servizi che sono poi, in realtà, l'elemento di connessione fra i
cittadini, soprattutto fra i più fragili che sono oggetto della nostra assistenza, e
l'Amministrazione Comunale.
In particolare, noi chiedevamo all'Assessore di conoscere nel dettaglio - cito al punto
3 - la tipologia di servizi e gli accordi economici e l'eventuale situazione debitoria ad
oggi in appalto alle cooperative con tabella di dettaglio.
Immagino che nel materiale scritto ci sarà, poi, la possibilità di valutare questa cosa.
Chiederei, invece, di rimandare all'approfondimento in Commissione quanto più
urgentemente possibile, per capire quali possano essere le strategie per superare la
resilienza dei tempi rispetto al saldo dei costi stessi.
Io concluderei su questo, ringraziando ancora l'Assessore.

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
Ricordo che hanno chiesto la parola, sempre in merito a questa interpellanza, il
Consigliere Centillo e il Consigliere Grimaldi.
Chiederei, ovviamente, di restare nel tempo stabilito per la risposta, con l'impegno,
evidentemente già anticipato dal Consigliere Curto, di discutere l'approfondimento
relativo anche nella Commissione competente per materia.
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Condivido quanto ha detto in precedenza il Consigliere Curto. Quindi, vorrei fare
solo un passaggio per dire che, secondo me, in IV più I Commissione, sarà
necessario un approfondimento dove potremo anche prendere atto dei dati della
tabella che non è stata illustrata per ragioni di tempo, ma che credo ci verrà
consegnata in quanto interpellanti e per fare un'unica considerazione, legata alla
logica di sistema, con la quale dobbiamo trattare questo argomento, che non può
riguardare solo la Città di Torino, anche se quest'ultima, ovviamente, ha competenze
e titolarità anche in capo ad alcuni progetti o condivide, su alcuni casi, anche
responsabilità dirette.
In questo senso, credo che il ruolo della sussidiarietà, per ciò che riguarda la
funzionalità dei servizi, debba, attraverso la politica, non essere più considerato ciò
che in realtà oggi è, ossia una fonte indiretta di finanziamento dei servizi, perché oggi
ravviso, in tutti gli Enti preposti alla fornitura anche di servizi, questa criticità.
L'Assessore, infatti, parla di 30 giorni medi per i tempi di pagamento, che
ovviamente partono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ah, non di
pagamento. Allora ho capito male. Chiedo poi, su questo, una verifica. Quindi sulla
pratica, non sul pagamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Alla
ragioneria. È così? (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
In ogni caso, molti servizi vanno avanti per diversi mesi grazie al lavoro che viene
erogato da chi ha in capo il servizio stesso.
Quindi, credo che questo sia un punto sul quale dovremmo riflettere, sapendo che c'è
la responsabilità delle Asl, c'è la responsabilità dei diversi servizi, ma che la persona
è una e che anche la Pubblica Amministrazione è una, quindi credo che si debba
trovare una soluzione affinché si rispettino i tempi previsti dalla normativa europea e
chi lavora possa garantire il servizio, ma avere anche garantito il pagamento delle
prestazioni che eroga.

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per una breve replica, al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Intervengo soltanto per dire che, avendo preso visione della documentazione scritta,
presentata dall'Assessore, l'interpellanza non era rivolta solo all'Assessore Tisi, in
merito alla situazione dei tempi di pagamento dei servizi sociali, ma anche ai tempi
di pagamento del sistema di Tesoreria.
Purtroppo, la documentazione in oggetto fa riferimento soltanto alla materia
dell'Assessore Tisi e non abbiamo, invece, notizia sull'altra parte, che poi è quella
sostanziale.
Il mio intervento, quindi, è solo per lasciare a verbale il mio rammarico su questa
situazione e per chiedere un immediato approfondimento in Commissione, chiedendo
all'Assessore Passoni di essere presente.

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
Consigliere Curto, le avevo anticipato che era evidente che ci sarebbero state soltanto
risposte per la parte di competenza dell'Assessore Tisi e che quindi sarebbe stato
necessario l'approfondimento in Commissione.
La parola, per una breve replica, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Credo che passerà comunque qualche giorno prima che l'argomento si approfondisca
in Commissione.
È chiaro che ci sono due elementi di merito politico che devono essere affrontati in
fretta.
Il primo è il rapporto con lo Stato e con la Regione e parla di quella flessione che
parte dal 57% di cofinanziamento del 2009 all'arrivo di quello che è meno del 40%
di quest'anno.
Questo non si può non tenere in considerazione che poi ha visto, pian piano, un
cofinanziamento maggiore della Città; sto parlando di un 43% che è diventato 57%
nello scorso anno. I cittadini, quindi, devono essere più consapevoli che se si passa
dai 38 milioni di cofinanziamento della Regione e dello Stato, per precisare, ai 25
ipotizzati, vuol dire meno servizi per i nostri cittadini. E questo è il primo oggetto di
merito politico.
Il secondo, è chiaro già dalla risposta dell'Assessore Tisi che siamo a una frazione
del problema, perché se le pratiche vanno dai ventidue ai quaranta giorni, la media è
di trenta giorni solo per affrontarle e poi in Tesoreria ne passano altrettanti novanta,
cento, centoventi, centoquaranta e arriviamo ai servizi medi di questa Città (che
spesso hanno anche ritardo di mezzo anno o di un anno) e all'oggetto della grande
discussione della crisi, cioè il fatto che quel credito e quelle linee di credito non sono
accessibili a tutti e non si capisce perché debbano pagarle soprattutto i lavoratori.
L'ha detto, forse accennandolo, l'Assessore Tisi, che il Vicesindaco Dealessandri e
l'Assessore Passoni stanno lavorando su questo. Credo che sarà il secondo vero
oggetto della discussione, perché sarebbe inammissibile pensare che i costi di questa
crisi e di queste linee di finanziamento che non esistono, per delle cooperative che
non hanno immobili, per delle cooperative che non hanno patrimonio da poter
mettere davanti a quelle banche, li paghino i lavoratori che non percepiscono, a quel
punto, magari neanche lo stipendio.
Questo, secondo me, la Città lo deve togliere dal campo e soprattutto deve attrezzarsi
per rispondere di quelle che sono le sue responsabilità rispetto a quelle di altri.
A me dispiace, perché nella seconda parte della discussione si dovrà discutere anche
di quanto ci devono la Regione e le ASL, perché non mi sembra non dirimente in
questa discussione, in un anno in cui la Città aspetta fino a giugno per avere una
piccola porzione di tranche dell'IMU per poter anche rispondere a queste cose. E non
si dica che queste discussioni non sono tutte collegate.

ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente)
Ricordo a tutti, non per eccesso di "leguleismo", che il Regolamento non prevede 15
minuti suddivisi fra tre Consiglieri per una risposta ad un'interpellanza. È
un'eccezione che mi auguro non capiti più, neanche col Presidente titolare.
L'interpellanza è discussa.
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