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ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201778/002, presentata in data 10 aprile 2012, avente per oggetto: "Situazione pagamenti della Città di Torino alle Cooperative sociali sui servizi socio-assistenziali" ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Ringrazio i Consiglieri presentatori di questa interpellanza, che è molto articolata e che richiederebbe tempi di risposta molto lunghi, per cui cercherò sinteticamente di trattare almeno le questioni principali. Innanzitutto, vorrei premettere che la questione relativa ai tempi di pagamento è ben presente alla Città ed è già stata oggetto di una serie di incontri, anche con le rappresentanze del mondo della cooperazione, che ha visto coinvolto lo stesso Sindaco, il Vicesindaco, l'Assessore al Bilancio e alle Finanze, proprio a dimostrare quanto questo tema sia rilevante e quanto la Città ponga, sulla questione, una particolare attenzione. È evidente che, se fino a qualche tempo fa la situazione di criticità veniva registrata prevalentemente da parte dei pagamenti delle ASL - e poi nel merito di questo vorrei dire un breve cenno -, una situazione di difficoltà anche derivante dal cambiamento delle modalità di trasferimenti statali alle Amministrazioni Locali certamente sta creando delle difficoltà nella liquidità, non solo della Città di Torino, ma di tutte le Amministrazione Locali. Per entrare più nel merito dell'interpellanza, credo che sia importante indicare alcuni numeri che venivano, peraltro, anche richiesti. La spesa impegnata per il settore socio-assistenziale è stata, per l'anno 2009, di 90.434.000, da questa spesa naturalmente è escluso il personale diretto Comunale; per l'anno 2010, 98.266.000 e per l'anno 2011, 99.076.000. Dei 90 milioni dell'anno 2009, il 57% derivava da finanziamenti di Regione e Stato per quanto riguarda in particolare - ne cito solo alcuni - il Fondo Politiche Sociali e Nazionale e il Fondo Non Autosufficienza, e sempre da Stato, ma con fondi vincolati, 3.341.000, quindi il 57% di 90 milioni. Nell'anno 2010, i 98 milioni hanno visto il 52,85% finanziato dalla Regione con un finanziamento di 47 milioni all'interno del quale è comprensivo dei fondi che ho detto prima e dallo Stato con fondi vincolati per 4.200.000. L'anno 2011, dei 99 milioni, il 42,42% finanziati da Stato e Regione e da Stato con fondi vincolati, sempre di 3.800.000, quindi i finanziamenti da Stato e Regione sono scesi a 38.191.000. Questi sono dei dati che mi sembrano significativi di una tendenza che dal 2009 al 2011 ha visto una riduzione sostanziale di finanziamenti Stato e Regione di circa 10 milioni. È evidente che questo ha comportato, d'altro canto, per consentire, non solo il mantenimento, ma il costante accrescimento della spesa complessiva, un sempre maggiore investimento da parte del Comune. La premessa credo sia importante e la ricollego anche alla richiesta relativa al Bilancio 2012. Noi non abbiamo ancora la definizione di quello che sarà il Bilancio 2012, perché è in via di definizione, non soltanto per la Città ma anche per la Regione. Siamo a conoscenza di un intento della Regione dichiarata di impegnare 25 milioni. È evidente che questo comporterebbe un'ulteriore riduzione di soggetti esterni. Credo che a questo proposito occorra anche ricordare come in passato esistevano dei riferimenti di spesa storica e quindi c'era anche la possibilità di fare una programmazione, perché una Norma Regionale del 2004 definiva l'impossibilità di finanziamenti complessivi che fossero al di sotto di quello che era lo stanziamento dell'anno precedente; questa norma è venuta meno e quindi una delle grosse difficoltà del comparto è anche proprio avere certezza di risorse. Le attività e le tipologie di servizi sono prevalentemente rivolti a minori, ma con una gamma di attività che sono almeno una quindicina e vanno dalle comunità educative residenziali, alla comunità riabilitativa psicosociale, a strutture sperimentali, a gruppi appartamento e quant'altro. Per ognuna di queste tipologie c'è una definizione diretta, che fa riferimento a standard regionali, laddove previsti dalla D.G.R. n. 41 o concordati con la Regione. Le modalità di affidamento sono perlopiù affidamento con accreditamento e cioè non è l'affidamento o l'appalto di un servizio, ma è l'accreditamento di posti in strutture o servizi nelle quali vengono inseriti minori. L'assistenza domiciliare ha perlopiù un regime di concessione; viene sviluppata attraverso dei progetti personalizzati, con un massimale di tariffa oraria di 24,50 Euro. Questa modalità organizzativa è frutto di un protocollo molto complesso tra la Città e le Aziende Sanitarie Locali, le ASL, le due ASL, perché fu fatto ancora con ASL 1 e ASL 2 che, peraltro, sono state riconfermate anche dentro il Piano Sociosanitario e che vedono una presa in carico congiunta anche per le persone non autosufficienti, ancorché la titolarità della non autosufficienza e di tutte le attività sociosanitarie rientri in ambito, per l'appunto, sanitario e quindi in capo alle aziende sanitarie. Per gli anziani in struttura, la modalità, anche qui, è quella dell'accreditamento. Il ruolo del Comune è fondamentalmente l'integrazione delle rette per le persone che non hanno reddito sufficiente a coprire il 46,50% di retta che non viene garantita dalla Sanità. Per la disabilità, anche qui, abbiamo una gamma molto vasta di tipologie di servizi e di modalità di affidamento, che vanno dai centri diurni a comunità di vario tipo, a gruppi appartamento. Per ognuna di queste, anche qui, c'è una definizione di retta specifica sulla tipologia di inserimento e perlopiù anche qui sono o accreditamenti o concessioni. Adulti in difficoltà - e vado a chiudere questo punto - sono accoglienza di cittadini senza dimora nei dormitori e distribuzione di pasti caldi e freddi; inoltre, abbiamo anche una convenzione con un ambulatorio sociosanitario gestito da volontariato, che fornisce prestazioni gratuite odontoiatriche. Anche qui abbiamo una modalità di affidamento di concessione. Qui ci sono anche però degli appalti veri propri, perché in qualche caso le strutture sono di proprietà Comunale. C'è comunque, sicuramente, una situazione di difficoltà. Quello che noi stiamo facendo, come Divisione, è di accelerare il più possibile le procedure amministrative degli iter delle liquidazioni, proprio per sveltire il più possibile e ad oggi noi abbiamo dei tempi medi intorno ai trenta giorni, parlo di media perché possono andare dai diciotto ai quarantacinque, a seconda delle tipologie di servizi. Per quanto riguarda l'assistenza domiciliare, che è una delle più complesse, siamo passati da una erogazione di un anticipo, che era inizialmente del 70%, al 90%, attraverso una modifica degli accordi, proprio per cercare di risolvere, o quantomeno, provare a risolvere. C'è comunque in corso, da parte in particolare del Vicesindaco e dell'Assessore alle Finanze, un approfondimento che credo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane porterà ad una possibile proposta per tentare di alleggerire gli oneri finanziari, che spesso le cooperative si trovano a dover erogare e facilitare l'accesso al credito, perché l'altra problematica è che in qualche caso alcune di esse non riescono, malgrado l'esigibilità del credito determinato da una fattura a un Ente Pubblico, ad avere la possibilità di accedervi. In ultimo, da parte mia in tutte le sedi possibili è stata segnalata, anche all'ASL questa criticità e l'ho fatto ancora recentemente anche con una nota, non solo all'Assessore Monferino, ma anche all'Assessore Quaglia e credo che sia dirimente ed è la cosa che chiedo anche in questa nota, di provare anche con la Città a trovare una soluzione, anche per quelle attività che, come dicevo, pur essendo in titolarità sanitaria, ci vedono compartecipi della necessità di trovare una soluzione. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) Ricordo agli interpellanti che, quando abbiamo interpellanze con risposte anche particolarmente lunghe e articolate, è anche prassi consolidata per la Giunta poter far avere agli interpellanti anche materiale scritto, presentato a sostegno della risposta all'interpellanza. La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Volevo ringraziare l'Assessore Tisi per aver risposto a quella che è un'interpellanza particolarmente complessa, in cinque punti e che voleva, da un lato, definire il quadro della situazione dell'assistenza torinese, ma anche provare a capire le scelte di Bilancio di questi anni e le relazioni fra il Bilancio della Città e il Bilancio degli Enti programmatori, in particolare della Regione. Mi sembra che l'incedere dei dati che dava prima l'Assessore, 2009, 2010, 2011, molto dica rispetto a quella che è stata la sfida, per certi versi, che la Città si è trovata a fronteggiare rispetto a mantenere la qualità dei servizi e i servizi di fronte a scelte chiare di ridimensionamento delle disponibilità finanziarie. Cosa che invece per la Città non c'è. Quindi, di questo la ringrazio e già le dico che - poi parlerà il Consigliere Centillo -, di fronte a un quadro di questo tipo, soprattutto per il 2012, anche rispetto all'ipotesi allarmante che l'Assessore delineava prima, cioè quella dei 25 milioni di stanziamento a fronte di 38 dell'anno precedente da parte della Regione, io credo che ci sia urgenza assoluta di aprire una discussione in Commissione per capire quali sono le strategie con cui si intenda far fronte ad un taglio di questa dimensione. Nella risposta dell'Assessore, credo per una questione di tempi, per cui mi riservo di valutare il materiale scritto, è invece prevalentemente mancata l'altra parte, che è quella che poi fa maggiormente riferimento all'allarme sociale, soprattutto da parte degli operatori dei servizi che sono poi, in realtà, l'elemento di connessione fra i cittadini, soprattutto fra i più fragili che sono oggetto della nostra assistenza, e l'Amministrazione Comunale. In particolare, noi chiedevamo all'Assessore di conoscere nel dettaglio - cito al punto 3 - la tipologia di servizi e gli accordi economici e l'eventuale situazione debitoria ad oggi in appalto alle cooperative con tabella di dettaglio. Immagino che nel materiale scritto ci sarà, poi, la possibilità di valutare questa cosa. Chiederei, invece, di rimandare all'approfondimento in Commissione quanto più urgentemente possibile, per capire quali possano essere le strategie per superare la resilienza dei tempi rispetto al saldo dei costi stessi. Io concluderei su questo, ringraziando ancora l'Assessore. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) Ricordo che hanno chiesto la parola, sempre in merito a questa interpellanza, il Consigliere Centillo e il Consigliere Grimaldi. Chiederei, ovviamente, di restare nel tempo stabilito per la risposta, con l'impegno, evidentemente già anticipato dal Consigliere Curto, di discutere l'approfondimento relativo anche nella Commissione competente per materia. La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Condivido quanto ha detto in precedenza il Consigliere Curto. Quindi, vorrei fare solo un passaggio per dire che, secondo me, in IV più I Commissione, sarà necessario un approfondimento dove potremo anche prendere atto dei dati della tabella che non è stata illustrata per ragioni di tempo, ma che credo ci verrà consegnata in quanto interpellanti e per fare un'unica considerazione, legata alla logica di sistema, con la quale dobbiamo trattare questo argomento, che non può riguardare solo la Città di Torino, anche se quest'ultima, ovviamente, ha competenze e titolarità anche in capo ad alcuni progetti o condivide, su alcuni casi, anche responsabilità dirette. In questo senso, credo che il ruolo della sussidiarietà, per ciò che riguarda la funzionalità dei servizi, debba, attraverso la politica, non essere più considerato ciò che in realtà oggi è, ossia una fonte indiretta di finanziamento dei servizi, perché oggi ravviso, in tutti gli Enti preposti alla fornitura anche di servizi, questa criticità. L'Assessore, infatti, parla di 30 giorni medi per i tempi di pagamento, che ovviamente partono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ah, non di pagamento. Allora ho capito male. Chiedo poi, su questo, una verifica. Quindi sulla pratica, non sul pagamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Alla ragioneria. È così? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In ogni caso, molti servizi vanno avanti per diversi mesi grazie al lavoro che viene erogato da chi ha in capo il servizio stesso. Quindi, credo che questo sia un punto sul quale dovremmo riflettere, sapendo che c'è la responsabilità delle Asl, c'è la responsabilità dei diversi servizi, ma che la persona è una e che anche la Pubblica Amministrazione è una, quindi credo che si debba trovare una soluzione affinché si rispettino i tempi previsti dalla normativa europea e chi lavora possa garantire il servizio, ma avere anche garantito il pagamento delle prestazioni che eroga. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per una breve replica, al Consigliere Curto. CURTO Michele Intervengo soltanto per dire che, avendo preso visione della documentazione scritta, presentata dall'Assessore, l'interpellanza non era rivolta solo all'Assessore Tisi, in merito alla situazione dei tempi di pagamento dei servizi sociali, ma anche ai tempi di pagamento del sistema di Tesoreria. Purtroppo, la documentazione in oggetto fa riferimento soltanto alla materia dell'Assessore Tisi e non abbiamo, invece, notizia sull'altra parte, che poi è quella sostanziale. Il mio intervento, quindi, è solo per lasciare a verbale il mio rammarico su questa situazione e per chiedere un immediato approfondimento in Commissione, chiedendo all'Assessore Passoni di essere presente. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) Consigliere Curto, le avevo anticipato che era evidente che ci sarebbero state soltanto risposte per la parte di competenza dell'Assessore Tisi e che quindi sarebbe stato necessario l'approfondimento in Commissione. La parola, per una breve replica, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Credo che passerà comunque qualche giorno prima che l'argomento si approfondisca in Commissione. È chiaro che ci sono due elementi di merito politico che devono essere affrontati in fretta. Il primo è il rapporto con lo Stato e con la Regione e parla di quella flessione che parte dal 57% di cofinanziamento del 2009 all'arrivo di quello che è meno del 40% di quest'anno. Questo non si può non tenere in considerazione che poi ha visto, pian piano, un cofinanziamento maggiore della Città; sto parlando di un 43% che è diventato 57% nello scorso anno. I cittadini, quindi, devono essere più consapevoli che se si passa dai 38 milioni di cofinanziamento della Regione e dello Stato, per precisare, ai 25 ipotizzati, vuol dire meno servizi per i nostri cittadini. E questo è il primo oggetto di merito politico. Il secondo, è chiaro già dalla risposta dell'Assessore Tisi che siamo a una frazione del problema, perché se le pratiche vanno dai ventidue ai quaranta giorni, la media è di trenta giorni solo per affrontarle e poi in Tesoreria ne passano altrettanti novanta, cento, centoventi, centoquaranta e arriviamo ai servizi medi di questa Città (che spesso hanno anche ritardo di mezzo anno o di un anno) e all'oggetto della grande discussione della crisi, cioè il fatto che quel credito e quelle linee di credito non sono accessibili a tutti e non si capisce perché debbano pagarle soprattutto i lavoratori. L'ha detto, forse accennandolo, l'Assessore Tisi, che il Vicesindaco Dealessandri e l'Assessore Passoni stanno lavorando su questo. Credo che sarà il secondo vero oggetto della discussione, perché sarebbe inammissibile pensare che i costi di questa crisi e di queste linee di finanziamento che non esistono, per delle cooperative che non hanno immobili, per delle cooperative che non hanno patrimonio da poter mettere davanti a quelle banche, li paghino i lavoratori che non percepiscono, a quel punto, magari neanche lo stipendio. Questo, secondo me, la Città lo deve togliere dal campo e soprattutto deve attrezzarsi per rispondere di quelle che sono le sue responsabilità rispetto a quelle di altri. A me dispiace, perché nella seconda parte della discussione si dovrà discutere anche di quanto ci devono la Regione e le ASL, perché non mi sembra non dirimente in questa discussione, in un anno in cui la Città aspetta fino a giugno per avere una piccola porzione di tranche dell'IMU per poter anche rispondere a queste cose. E non si dica che queste discussioni non sono tutte collegate. ALTAMURA Alessandro (Consigliere f.f. di Presidente) Ricordo a tutti, non per eccesso di "leguleismo", che il Regolamento non prevede 15 minuti suddivisi fra tre Consiglieri per una risposta ad un'interpellanza. È un'eccezione che mi auguro non capiti più, neanche col Presidente titolare. L'interpellanza è discussa. |