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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201201539/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 4 aprile 2012, avente per oggetto: "Rendiconto del Comune per l'esercizio 2011. Approvazione" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio I miei Colleghi del Popolo della Libertà e gli altri amici dei Gruppi di opposizione hanno già evidenziato le innumerevoli criticità presentate da questo Bilancio di rendiconto 2011, quindi mi limiterò a sottoscriverle e a non ripeterle. Però, ci tengo a sottolineare una serie di rilevatori segnalati dalla relazione dei Revisori dei Conti, che invece dimostrano come la crisi economica e finanziaria della Città in realtà abbia una dimensione strutturale e quindi costante e radicata nel tempo. Senza doversi inventare nulla, ma solo citando la relazione dei Revisori, la stessa che alla fine dà un parere positivo al Bilancio di rendiconto, si rileva la criticità, ancora non segnalata da nessuno, dell'indice di rigidità della spesa corrente, che, lungi dal diminuire, in realtà cresce. Questo indice, dato dalle spese del personale, sommate alla quota di ammortamento dei mutui, divisa per il totale delle entrate, passa dal 50,69 del 2010, ben al 54,12 del 2011. Questo a dimostrare che - cito - "Questo dato evidenzia quanta parte delle entrate correnti sia assorbita dalle spese per il personale per il rimborso di rate mutui, ovvero le spese rigide. E tanto maggiore è il livello dell'indice e tanto minore sarà, ovviamente, la possibilità per gli Amministratori di impostare liberamente una politica di allocazione delle risorse". Allora, quando diciamo che è in corso una politica di risanamento e un piano di rientro, io non posso accettare, per quanto rispetti la dimensione dell'intervento del Vicepresidente Rattazzi, l'argomento da lui sostenuto secondo il quale siamo di fronte a una specie di nuova Perestrojka, cioè di nuovo corso virtuoso di questa Amministrazione. Il colore di questa Amministrazione Comunale, nel corso dei decenni, è sempre stato monocolore, quantomeno lo è di sicuro dal 2002. Io vorrei rilevare che il debito della Città, negli ultimi dieci anni, è salito da 2.000.000.000,00 a ben 3.500.000.000,00 di Euro; quindi è raddoppiato nel corso di dieci anni. E comunque sta rimanendo sopra la quota dei 3.375.000.000,00 di Euro anche in questi ultimi anni, con una risalita dal 2008 al 2010. Quindi di fronte a dei caratteri di crisi strutturale a livello economico di questa Città, abbiamo parlato degli ammortamenti dei mutui, parliamo anche del personale, parliamo del fatto che ci ritroviamo, dal 2010 al 2011, a un numero di 80 dipendenti diviso il numero di abitanti della città, quindi ci sono 82 abitanti per ogni dipendente della Città. È una cifra oggettivamente spaventosa, che dimostra come il Comune di Torino viva una dimensione quasi sovietica, per cui ha più dipendenti rispetto alla propria macchina amministrativa, rispetto ai servizi resi ai cittadini stessi. Di fatto, ha più costi nella misura delle necessità di prolungare la sua esistenza, rispetto alla finalità. Lo strumento macchina Comunale è diventato il fine rispetto ai servizi che questo Comune dovrebbe rendere ai propri concittadini. Vedo l'ilarità dell'Assessore Passoni, poi vorrei ricordare che lui, essendo un frequentatore delle commemorazioni delle vittorie di Stalingrado, ha oggettivamente poco da ironizzare. Questa è la sua cultura e anche la sua azione di governo, bene o male, lo dimostra. Questo lo dimostra anche che nei residui, perché - come già accennato dal Collega Carbonero della Lega Nord - è vero che c'è stato un piano di rientro nell'eliminare i crediti che oggettivamente risalgono proprio indietro nel tempo e quindi l'Amministrazione si è arresa al fatto che non ne sussistano più le ragioni di riscossione, però la relazione dei Revisori evidenzia come esistano dei residui attivi relativi all'anno 2005 che sono relativi a entrate tributarie ed extratributarie, la cui riscossione coattiva sarebbe affidata a Equitalia e, avvalendosi di disposizioni legislative che non impongono al Comune la verifica entro quest'anno, perché l'hanno rimandata al 31 dicembre del 2013, oggettivamente questa Amministrazione però ha fatto la scelta di non andarle a verificare, quindi ha continuato ad iscrivere a Bilancio alla voce degli attivi. Questa è stata di sicuro una mancanza di coraggio che dobbiamo sottolineare. C'è da considerare anche i contratti derivati, perché questa scelta davvero drammatica di trasformare il Comune, che dovrebbe dare la priorità ai servizi da erogare, in un soggetto attivo di finanza creativa. Noi non possiamo dimenticare i ventidue contratti derivati che, secondo la relazione di illustrazione del Rendiconto, continuano a essere attivi in capo a questa Amministrazione Comunale. Infatti, ricordiamo che a quest'anno il mark to market, ovvero la penalità da pagare solo ed esclusivamente nel caso di estinzione anticipata, ammonta a 149,96 milioni di Euro, ben il 17,24% dell'ammontare di tutto il debito gravato dal contratto di derivato. Di fronte a numeri simili, leggere, dalla stessa relazione che proviene dalla Giunta, che questa Amministrazione sta valutando se sia conveniente, nonostante i dati riportati, uscire dai derivati, nonostante questo valore di penalità che il Comune si troverebbe a dover pagare in caso di estinzione, ci sembra comunque una sintesi attualizzata dei flussi futuri. Quindi, prospettare quasi una convenienza nell'uscire, pur di fronte a questa penale capestro, oggettivamente dimostra come le scelte passate di abbandonarsi a una finanza malata sulla pelle dei cittadini, questa Amministrazione le farà pagare care proprio ai cittadini stessi. Per concludere, noi non possiamo non considerare questi fattori di criticità, che sono insiti in questo Bilancio di rendiconto; l'opposizione non si sta inventando nulla. Non possiamo continuare a raccontarci la favoletta per cui non avere rispettato il Patto di Stabilità sia stata una scelta politicamente rivendicata di questa Amministrazione: oggettivamente, è una favola a cui non vuole credere nessuno. Di fronte ad un Bilancio così in rosso, di fronte al debito record di questa Città, di fronte alla rigidità della spesa corrente, di fronte ai mancati investimenti sullo sviluppo economico di questa Città, non possiamo oggettivamente non vedere che, di fronte alla nave di questa Amministrazione, si sta profilando, sulla sua rotta, un iceberg che si chiama "rischio di secondo anno consecutivo di sforamento dal Patto di Stabilità". Sinceramente, di fronte a questo iceberg, le politiche di rientro dell'Assessore Passoni non possono che sembrare un'opera molto fine, ma che si limita alla lucidatura delle maniglie del Titanic. Di fronte ad una situazione simile, questo spiace, perché aggiunge una nota di amarezza vedere che al timone di questo Titanic "Comune di Torino" non ci sia nessuno e ci sia una poltrona vuota in cabina di comando. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo I Colleghi che mi hanno preceduto sono già entrati nel merito di questo Bilancio Consuntivo snocciolando cifre e riportando dati. Io volevo soltanto fermarmi un attimo a fare una piccola valutazione politica nel merito. Ringrazio l'Assessore Passoni per la sua puntualità nell'illustrazione di questo Bilancio. Ho anche condiviso alcuni passaggi, ma il dato oggettivo è che questo Bilancio non rende sicuramente onore ai cittadini torinesi. Siamo altresì consapevoli che, comunque, questo Bilancio non è nient'altro che un'eredità che questo Comune si è trovato oggi a gestire, un'eredità dovuta a vent'anni di Amministrazioni scellerate, perché, a differenza del Consigliere Rattazzi, non individuo gli anni in 15 più 5, dove gli ultimi 5 anni sono visti come un po' più allegri, perché non dimentichiamoci che i primi 10 anni della Giunta Castellani sicuramente non hanno fatto in modo che questa Città potesse fare delle economie nel proprio Bilancio. Il dato, poi, sconfortante è che, nonostante questa Giunta si sia trovata questa eredità, non si vedono segnali di discontinuità. Perlomeno, fino adesso non si sono visti e questo preoccupa parecchio. Ora, l'Assessore ha dichiarato nel suo intervento che, per il prossimo Bilancio Preventivo, intende attenersi a quelle che sono le regole di rigore che le circostanze oggi impongono; su questo, è stato abbastanza chiaro. Se intenderà affrontare e approntare questo Bilancio Preventivo andando a coprire la diminuzione delle entrate straordinarie con una maggiore imposizione fiscale, quindi facendo minori spese e, di conseguenza, riducendo i servizi, sono curioso di vedere come si comporterà e, soprattutto, come voterà il vostro alleato ex parlamentare. Nel merito di questo Bilancio Consuntivo, più che le mie parole contano i rilievi fatti dalla Corte dei Conti, che, per ben due volte, ha chiesto delle risposte serie. Ora, non ho letto l'ultimo documento giunto stamattina, ma avrò modo di poterlo leggere, per vedere se a queste domande siano state date risposte chiare. Quindi, non mi rimane altro che attendere il Bilancio Preventivo. Sicuramente, dovrete assumervi la responsabilità di questo Bilancio. Credo che, chiaramente, sarete in grado di votarvelo, però l'augurio e, soprattutto, la speranza è che con il prossimo Bilancio Preventivo questa Giunta voglia confrontarsi con le opposizioni, mettendo da parte quella tracotanza politica da fine impero che, fino ad oggi, questa Giunta ha dimostrato nei confronti delle opposizioni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Come da prassi, naturalmente, si riepiloga la discussione anche con delle osservazioni agli interventi. Naturalmente, la Giunta ringrazia il fatto che il dibattito sia stato articolato ed ampio, perché, al di là delle valutazioni politiche, in alcuni casi anche aspre, comunque questo è il sale della discussione del Bilancio e del Rendiconto in Aula, per cui è giusto che sia così. Vorrei riservare solo un'osservazione preliminare di metodo al Consigliere Tronzano (mi rivolgo a lui perché è intervenuto a capo dell'opposizione). Io mi permetto di osservare, Consigliere Tronzano, che mai la Giunta ha "pianificato", tra virgolette, strappi o azioni che abbiano avuto il senso o la volontà di rompere il rapporto collaborativo con il Consiglio, tanto meno con l'opposizione. Le circostanze del Patto di Stabilità di fine anno, come spiegato ampiamente, nei tempi, non sono state dettate da un occultamento o da una rivelazione, come qualcuno vorrebbe rappresentare, ma da una serie di fatti e circostanze, anche numeriche, maturate nel corso di una frazione di giorni molto stretta. Quindi, io ho già detto che non rivendico quella procedura come la migliore, ma ho detto chiaramente che è stata una conclusione necessitata e non creata per costruire un vulnus o, peggio, una disinformazione dell'Organo Consiliare. Così come le vicende sulla trasparenza dell'informazione dei referti della Corte dei Conti; io per primo, per la seconda volta, ho preso la penna e ho scritto al Presidente - come mi darà atto - per segnalare il fatto che, per quanto riguarda la Giunta, una review del documento con gli interrogativi mai corrisponde a volontà di dilazionare i tempi e le modalità di discussione, tanto è vero che il fatto che questa mattina sia arrivato un documento all'Aula ed alla Giunta mi pare un gesto di grande trasparenza, perché permette, di fatto, all'opposizione, un esercizio in chiaroscuro tra 2010 e 2012, che ha tratteggiato e delineato anche buona parte degli interventi d'Aula dell'opposizione stessa. Quindi, premesso solo metodologicamente il fatto che raccolgo lo stimolo - che invece colgo come elemento positivo - di volontà di lavorare per questa Città in termini costruttivi (e anche il Consigliere D'Amico credo che abbia colto pienamente lo spirito nel suo intervento di questa mattina), sostanzialmente, per il resto, non ci sono state assolutamente attività che volessero creare questo clima e questo vulnus. Poi, nel merito, naturalmente, si è lungamente parlato del Patto di Stabilità e devo dire che su ciò non aggiungerei granché. Gli elementi di comunicazione, se non sono ancora pervenuti all'interrogazione del Consigliere, verranno sollecitati, perché sinceramente non c'è alcun mistero né sulla quantità né sul tipo di pagamenti effettuati, tanto è vero che sono ormai certificati pure agli organismi di governo prefettizi e del Ministero, per cui non rappresentano alcun tipo di problema. Mi permetto, invece, di fare un'osservazione, bonariamente, che riguarda il tono dell'intervento del Consigliere Carbonero rispetto all'impostazione complessiva del Bilancio. Non credo che esistano cicli virtuosi e viziosi del fare bilanci, del fare le manovre, di rendicontare i conti dell'anno precedente, bisogna però essere chiari su alcuni elementi fondamentali. Se parliamo di residui attivi, parliamo di crediti che l'Ente ha verso dei terzi. I terzi sono soggetti sanzionati, sono tributi, sono crediti da contributo, sono una pluralità di soggetti e quant'altro. Io devo dire, però, che la politica non può saltare sul carro dei residui attivi quando la Corte dei Conti segna i residui attivi, saltare sul carro delle rateizzazioni da multe quando il problema è il consenso di chi è colpito da fermo amministrativo e provvedimenti esecutivi. Non può, ogni volta, scegliere qual è la carta da giocare in relazione alla modalità di costruzione del dissenso o del consenso sui conti pubblici, perché i residui attivi sono rallentati in Italia non dalla politica più o meno strampalata di un Ente, piccolo o grande che sia, ma dal fatto che in Italia nessuno affronta seriamente il tema della riscossione volontaria e della riscossione coattiva. In Aula e anche in Commissione abbiamo parlato più volte di questo. E se la si affronta, se proprio l'altro ieri, da una parte, il Governo stilava, in un nuovo decreto, un elenco di ulteriori provvedimenti, in cui si permetteva di rateizzare, oppure se uno non paga due rate non salta più il beneficio della rateizzazione, va bene, però io, dall'altra parte, non capisco una cosa, cioè, dato che le Città non possono non iscrivere a ruolo i crediti tributari o i crediti da sanzione, prima o poi dovranno o radiarli oppure riscuoterli con gli strumenti della riscossione, che, naturalmente, è legittimo che sia autorevolmente esercitata da parte del settore pubblico. Questo è un tema che a me piacerebbe dibattere in quest'Aula, perché, altrimenti, ogni volta c'è un soggetto che è sempre più forte del Comune di Torino, che una volta è il poveretto a cui chiediamo la sanzione con gli interessi, perché ha una multa di cinque anni fa, però magari non gli mettiamo il fermo amministrativo perché è un povero lavoratore con il baracchino e con il furgoncino, e, dall'altra parte, ci sono un miliardo e mezzo di Euro di residui attivi, che, però, vanno riscossi o, meglio, radiati. Io vi domando: ma voi sapete come si radiano i residui attivi? Perché, in quest'Aula, nella variazione di Bilancio di settembre, io dissi la seguente frase, ed è a verbale: "Faremo una manovra nel 2012 dove l'avanzo d'Amministrazione delle dismissioni mobiliari e immobiliari verrà usato per radiare i crediti", e voi vi siete arrabbiati e mi avete attaccato in quel momento. Allora, parliamoci chiaro, non è che i residui attivi si cancellano per evaporazione naturale, si cancellano con politiche di Bilancio che hanno un costo nel fatto che servono avanzi d'Amministrazione per radiare i residui attivi. Mi stupisce che il Consigliere Carbonero, leggendo la Corte dei Conti 2010, non abbia letto il Bilancio del 2011, perché quest'anno abbiamo fatto esattamente quello. Riepilogo i dati di Bilancio, perché credo che per il verbale sia bene che ciò sia ribadito. Quest'anno la Città ha un avanzo di Amministrazione in parte corrente competenze di 1.500.000 Euro, un avanzo per investimenti di 53 milioni e svaluta, grazie a questo avanzo, 46 milioni di disavanzo da residui. Ha esattamente fatto quello che avete appena chiesto. Cioè ha chiesto di vincolare avanzi di Amministrazione, come dice la Corte dei Conti, proprio per il fatto di cancellare crediti più difficilmente esigibili. Non sono crediti che magari verranno non esatti, ma alla fine sono crediti di difficile esigibilità, i più vecchi. Questa è una manovra virtuosa. Io mi aspetterei di essere riconosciuto perlomeno nel fatto che tra il 2010 - che però non è questo, era quello dell'anno prima, forse avete perso un attimo la cronologia dei fatti - e quest'anno c'è un segnale evidente, che abbiamo svalutato ben 50 milioni di residui attivi, dentro quelli più vecchi, tanto che quest'anno, e vorrei che il dato fosse riportato perché è fondamentale, l'ammontare complessivo dei residui attivi dell'Ente è 1.563.000.000 di Euro. È tantissimo, d'accordo, ma lei lo sa quant'era nel 2006? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel 2006 era 2.300.000.000. Cioè, questa Giunta Chiamparino 2 ha svalutato, in cinque anni, 800 milioni di residui attivi e lei mi viene a dire che non abbiamo fatto politiche sui residui attivi? 800 milioni per arrivare ad un milione e mezzo. Il trend glielo posso leggere. Era 2.300.000.000 nel 2006, 2.000.000.000 nel 2007, 1.950.000.000 nel 2008, 1.640.000.000 nel 2009, 1.563.000.000 nel 2011, a fronte di un Bilancio di parte corrente sempre pareggiato sul miliardo e due, un miliardo e tre. Allora, abbiate pazienza, io prendo tutte le critiche di questo mondo, ma non quelle non dovute. Questa Giunta si è fatta carico, in questi cinque anni, di svalutare sistematicamente i residui attivi di questa Città. Lo ha fatto con il principio di prudenza e con l'attenzione. Dopodiché, non basta, bisogna andare avanti, sono d'accordo e lo dico a verbale, andremo avanti e, se non basta, rincareremo la dose, ma non si può non vedere il trend di iniziativa di questa Giunta e di quella precedente - ho la continuità amministrativa e vorrei rivendicarla - in questa direzione. I dati sono dati e 800 milioni in meno sono praticamente un terzo dei residui in cinque anni svalutati. Non è costato poco fare questo esercizio, perché è stato fatto con sistemi di contenimento della spesa di competenza di anno per anno e quindi questo è stato un costo per l'Ente. Io credo che questi siano dati reali. Dopodiché, ribadisco, ci sta tutto, ci sta la critica e quant'altro. Così come sulle entrate straordinarie, la Corte dei Conti rileva che l'anno scorso abbiamo avuto entrate straordinarie ancora elevate per una certa cifra. Ma voi la sapete la serie storica? Non la sapete la serie storica. La serie storica è che nel 2006 io ho trovato un plusvalore dalla Giunta precedente di 51 milioni e 100, nel 2007 di 50, nel 2008 di 35, nel 2009 di 39, nel 2010 di 21, nel 2011 di 27. Abbiamo dimezzato il plusvalore applicato in parte corrente, sudando come dei maledetti, perché disapplicare il plusvalore vuol dire contenere la spesa corrente senza aumentare le entrate tributarie. In questi anni c'era il blocco delle entrate che ha voluto il Governo Berlusconi, che mi impediva di fare manovre sull'ICI e sull'addizionale Comunale, eppure il plusvalore lo abbiamo disapplicato. Ma come facevamo? Contenendo la spesa. Allora, non si può negare che l'Ente abbia sostenuto energicamente politiche di risanamento e lo ha fatto a spese dei Bilanci di parte corrente di questo Ente. E quando dico attenzione al fatto che poi, certo, si può controvertire questa tendenza, dico solo che nel trend comunicato alla Corte dei Conti sui trasferimenti erariali, mentre nel 2008 erano 365 milioni di trasferimenti dello Stato, nel 2011 sono stati 314. Sono 51 milioni di trasferimenti erariali in meno, eppure abbiamo applicato meno plusvalore dell'anno precedente. Io posso fare di tutto, meno che le magie e sul Bilancio le magie non vanno fatte, ma i dati sono dati. La fatica per contenere la pressione fiscale è stata evidente, in quanto era vietato fare operazioni fiscali, ma la fatica per contenere entrate straordinarie è stata devastante. Abbiamo fatto Bilanci difficili, in cui abbiamo già tagliato tanto e lo sanno bene i Consiglieri che hanno qualche anno sulle spalle e la Giunta precedente e attuale. Non ci diciamo che abbiamo fatto finta di niente. Abbiamo fatto Bilanci difficili in anni difficili con grandi sacrifici per l'Ente. Non per la gloria, perché la gloria in queste cose non la prende nessuno, come è noto, ma per l'equilibrio e la stabilità dei lavoratori di questa Città, delle partecipate, dei servizi e degli utenti. Quindi penso che quando la Corte dei Conti ci rimbrotta e poi ci dà un buffetto, perché poi alla fine sono quattro raccomandazioni che personalmente condivido e di cui avevo già preso atto l'anno scorso quando le fece sul Bilancio Preventivo, praticamente uguali, io dico andiamo avanti su quella strada, ma con il riconoscimento e l'autorevolezza di poter dire che quella strada avrà un costo in termini di sacrifici per tutti noi. Forse anche di consenso, ma questo lo metto da parte, ma certamente di scelte politiche sulla spesa. Allora, quando oggi, nel dibattito, si parla di spese, il Consigliere Liardo diceva di impianti sportivi, eccetera, io dico - scusate la franchezza - che la politica in quest'Aula non ha tanto il compito di rileggere il referto Corte dei Conti, qua si fanno le scelte. L'Aula di Consiglio non è titolare della technicality del Bilancio, ma della politica. E la politica fa le scelte. E tocca a noi rendere compatibili le scelte possibili con questo contesto economico e questo contesto specifico. La Giunta se la prende la responsabilità di farlo, perché se no non assolverebbe al compito di indirizzo di governo. Poi, il Consiglio verifica, decide, incide, modifica, emenda e, se vuole, approva. Ma questa sede è la sede in cui si fanno le scelte politiche, non si fanno le filosofie tecniche, abbiate pazienza. Quello lasciamolo fare agli organismi deputati, naturalmente recependo i fondamentali. Quindi è giusto che si riduca l'indebitamento? Sì, è giusto. È giusto che si applichino meno entrate straordinarie? Sì, è giusto. Debito e derivati. Io devo dire che sono in imbarazzo, perché quando il Consigliere Scanderebech dice che 42, 50 milioni di indebitamento in meno sono formiche e avrà anche ragione, allora chiedo al Consigliere se pensava che in un anno avremmo dato un colpo da 500 o 600 milioni al debito. Se sì, come, Consigliere? Sugli appunti ce l'ha la risposta? Perché non mi pare che sia possibile questa cosa. Come si fa a pensare che un Ente che ha 3 miliardi e 400 milioni di debito, costruiti in sessant'anni di attività, in un anno tagli del 20% il debito? Scusate, ma dove vivete? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se si parla di politiche di contenimento e di non crescita, in crisi economica, 42 milioni di Euro, cioè circa l'1%, come ha detto qualcuno, è una cifra molto alta. Il Comune di Genova ha fatto una politica di indebitamento partita qualche anno prima e l'ha ridotto, in una legislatura, del 3%, ed è sulle cronache rosa del debito, cioè fantastico risultato. Un Comune come Torino che, ribadisco, ha costruito il debito in proiezione sull'attesa di crescita economica, è stato fatto quindici anni fa, non è colpa di nessuno, chi assume il governo dopo se ne assumerà anche però l'onere di rappresentare quella situazione, di qualunque colore esso sia, prende una strada seria di contenimento di quell'indebitamento. E come lo fa? Lo fa dicendo non facciamo più tanti investimenti. Eh no, non va bene. Un intervento di minoranza dice: "E in più avete anche tagliato gli investimenti". Va beh, però, o abbiamo tagliato gli investimenti e abbiamo fatto male a tagliare gli investimenti, o abbiamo fatto bene a tagliare gli investimenti e abbiamo fatto bene a ridurre il debito. Non c'è un sistema magico per cui si tagliano gli investimenti o, meglio, si fanno gli investimenti e il debito decresce. Io non lo conosco e se voi lo conoscete vi prego di informarmi, perché non mi risulta in natura possibile fare più investimenti e ridurre il debito. Non è possibile. Abbiamo scelto un compromesso per cui si facevano 50, 60 milioni di investimento, quindi meno delle quote capitali e, dall'altra parte, si conteneva il debito di altrettanto. L'anno prossimo faremo zero investimenti a debito, perché è pure vietato e ridurremo il debito di altrettanto. Sui derivati è inutile che tutte le volte rileggiamo delle cose che sono sempre uguali. I derivati sono fermi così dal 2006 sostanzialmente. Il nozionale dei derivati scende per effetto del rimborso del debito: era 1 miliardo e 300 milioni di Euro circa nel 2007 e oggi è circa 900 milioni di Euro. Quindi posso dire che l'esposizione complessiva è anche diminuita e pesantemente. Non è che c'è la bacchetta magica, che i derivati, in quanto tali, sono contratti che possono essere sciolti domani mattina, se non con dinamiche notoriamente, come insegnano le vicende pubbliche regionali e milanesi, con provvedimenti di altro genere, in cui non ricorrono dei presupposti, in questo momento, per Torino. Per cui, va bene, dobbiamo controllarli, monitorarli, ma non è che questo alteri il profilo di rischio. Consigliere Marrone, nessuno pensa di liquidare i derivati tirando fuori 150 milioni di Euro da dare alle banche. Se ha capito così, ha capito male. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, c'è scritto una cosa diversa. Bisogna, però, leggere l'italiano. C'è scritto che oggi chiuderli tutti costerebbe 150 milioni di Euro, che si chiama "mark to market" ed è il valore dei flussi attesi, attualizzati ad oggi. Nessuno ha scritto che intende chiuderli domani con quella somma. Non siamo mica matti! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è scritto di valutare, se lei legge attentamente, come ho detto in Commissione, che quando delle posizioni diventano attive, cioè diventano positive, uno può anche decidere, per evitare che tornino negative in futuro, di chiuderle e sterilizzarle in attivo per poi non avere più il derivato. Questo è il discorso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è vero. Se avesse letto la relazione tutta, ce ne sono, mi pare, sette in questo momento che sono positive. Quindi non diciamo cose semplicistiche e inesatte. Le assicuro che non è così, ma non con spirito di rivalsa tra la maggioranza, Giunta ed opposizione, ma collaborativamente. Vogliamo rifare una Commissione in cui riparliamo di derivati, di curva del rientro del debito? La Giunta è disponibile e presente, purché non prendiamo sempre il principio che quando la crisi morde un po' di più, allora ci si allontana dalla disponibilità a discutere, perché questo non è bello. E noi siamo pronti a discutere di tutto quanto. Su una cosa non si transige, trasparenza dei dati, spiegazione dei numeri e tempo dedicato al Bilancio. Su queste tre cose mi permetto di dire che credo che la I Commissione Consiliare, il sottoscritto e gli Uffici non si sono mai tirati indietro da fare un lavoro di merito, che forse in questa tornata amministrativa è molto più forte ed intenso di quanto peraltro fatto nelle precedenti. Il rating è tripla B+. Certo, l'esercizio retorico del Consigliere Carbonero consiste nel leggere cosa vuol dire tripla B+. Perfetto esercizio, ma si è dimenticato di dire una piccola cosa, che è tripla B+ perché è quella dello Stato. Lei vive in un Paese che ha quel metodo di credito, non vive in un Comune che ha quel metodo di credito. Anche la Padania ha tripla B+ in questo momento e non è diversa da tutto il resto del mondo. Tutti i Comuni hanno tripla B+. Non facciamo l'esercizio retorico di dire che questo rating è solo del Comune, perché non è vero. Questo è il rating dello Stato e, come scrive Standard & Poor's, come rating dello Stato è nostro, perché è dello Stato, mentre noi, secondo Standard & Poor's, meriteremmo A-. Per cui, circostanziamo sinceramente gli eventi e le affermazioni per evitare di... La Corte dei Conti non parla di mettere le tasse. Ci mancherebbe ci dicesse pure di mettere le tasse, mi permetto di dire. Ma non facciamo anche qui il gioco delle tre carte. Se dice di tagliare la spesa, di non applicare plusvalori economici alle entrate straordinarie, scusate, ma, se avete idee migliori su cosa applicare al Bilancio di parte corrente, io sono pronto. A casa mia le entrate pubbliche - come dice "Scienza delle finanze" - sono tributi, trasferimenti, sanzioni o entrate straordinarie. Tolte le straordinarie e le sanzioni che la Corte non vuole più vedere applicate, rimangono i tributi e i trasferimenti. I trasferimenti lo Stato li ha tolti, rimangono i tributi. Facciamo il gioco del carciofo e rimane il tributo, che poi è il cuore del carciofo. È brutto dirlo, ma è necessario dirlo. La Manovra Monti di ottobre è fatta sulle imposte e sullo spending review e l'IMU è la dimostrazione pratica che lo Stato mette un'imposta non comunale; non l'ICI, Imposta Comunale, ma l'ha chiamata Municipale, perché la differenza tra Comunale e Municipale è semantica, ma è sostanziale: è Comunale ciò che resta al Comune; è Municipale ciò che è riscosso su base municipale, ma non resta al Comune. Non si chiama IMU perché l'hanno cambiata di nome e basta, perché è diverso tra municipale e comunale. Quell'imposta va metà allo Stato. Quella manovra è fatta sulle imposte, non c'è niente da fare. Io posso dire che, finché c'è questa condizione di governo aggregato, questa politica economica nazionale, io sto in questa cornice, perché l'Assessore al Bilancio non è un rivoluzionario, come il Consigliere Curto, che avete chiamato "un extraparlamentare"; purtroppo è uno che deve rispettare le Leggi, sia quando si applica l'avanzo di amministrazione, sia quando però c'è una manovra dello Stato che dà input di questo genere. Convengo sul fatto che le partecipate siano da riorganizzare, ma c'è un lavoro di Giunta partito sostanzialmente sei mesi fa, che sta affrontando seriamente l'iter della riorganizzazione. Peraltro, se ne dà atto anche nel referto della relazione della Corte dei Conti. Sostanzialmente "non so", tra virgolette, quale cornice troveremo sul Bilancio 2012. Prendo atto che ci sono degli input anche divergenti all'interno degli interventi fatti questa mattina. Sostanzialmente in alcuni casi abbiamo detto cose non tutte applicabili simultaneamente al Bilancio. Emerge però un fatto, io penso che sia il caso di introdurre il tema reale. Noi abbiamo parlato sostanzialmente del Bilancio 2011 per parlare del 2012. Questo è stato detto stamattina, prendiamone atto. Abbiamo detto quali sono le criticità storiche, endemiche del nostro Bilancio, derivanti da dieci anni fa, e abbiamo parlato di Monti, mari e contromari. Ma alla fine il tema è: tutto questo ha una cartina di tornasole, che è il Bilancio 2012. Sono io che lo dico, perché prendo atto degli interventi; l'ha detto bene anche il Consigliere Rattazzi, questa è la cifra. Quel Bilancio sarà in parte la risposta alle questioni strutturali del Bilancio della Città, perché è chiaro che i confini sono disapplicare alcune entrate straordinarie, applicare maggiori entrate tributarie, tagliare la spesa, non fare mutui e fare meno investimenti. In questo perimetro, l'Aula si troverà a discutere. Quello che però vorrei che almeno fosse un risultato di oggi, è che oggi abbiamo tracciato il perimetro. Sono queste le condizioni della discussione, non sono diverse da queste. E da qui bisogna partire, farci stare la volontà di fare scelte politiche, orientare le risorse, orientare anche le minori risorse, se queste saranno minori, orientare le politiche fiscali del nostro Ente e quelle di investimento, garantendo nel frattempo minori applicazioni di entrate straordinarie al Bilancio di parte corrente e la creazione di avanzi primari per svuotare i residui attivi. Consiglieri, non è esattamente banale questo esercizio, ma questa è la cifra dei Bilanci pubblici in era di crisi. Non solo di Torino, di tutti i bilanci pubblici. In piccolo il nostro, ma in grande potremmo dire che, più o meno, assomiglia a quello dello Stato italiano. Qui c'è una Giunta convinta che in ballo non ci sia il consenso di una parte politica o l'altra, ma c'è la tenuta di una città, di un sistema economico e non la rivendicazione di parte, ma la buona tenuta economica di un intero tessuto urbano ed economico. Su questo penso l'opposizione possa essere d'accordo con la maggioranza e con la Giunta. Fare un lavoro approfondito su questo è nelle nostre possibilità. Trovare il metodo per farlo, senza barriere, né ideologiche; Consigliere Marrone, i soviet non ci sono più da tempo, ne abbiamo preso atto, e comunque avevano una pianificazione, e la pianificazione mi pare che non sia di questi tempi ultimamente. Ma soprattutto, attenzione, non barriere ideologiche, non barriere alla discussione e soprattutto il riconoscimento, e qui chiedo di ricostituire una sorta di patto di fiducia sulla responsabilità, perché questo è importante, in cui le scelte della Giunta non saranno mai orientate a creare una frazione, o una frizione con pezzi di Consiglio di maggioranza o di opposizione. Siamo tutti consapevoli che in gioco non c'è il consenso di questa maggioranza o di questa Giunta o di un Sindaco soltanto, c'è una questione economica importante che riguarda la tenuta sociale ed economica della Città, che è basata su due presupposti. Quanta capacità di spesa, anche antirecessiva, la Città potrà mettere in campo per sopperire alla crisi economica, cioè alimentare domanda di beni e servizi con investimenti anche non pubblici. E, seconda cosa, quanto la Città sarà in grado di accompagnare con risorse pubbliche il welfare, che accompagnerà necessariamente la crisi, dagli esodati per finire ai disoccupati, ai non occupati per effetto delle mancate assunzioni, che il sistema porterà con sé in questo contesto economico. E quel welfare sia sostenuto da risorse, pubbliche e non pubbliche, sufficienti per garantire questa dinamica. Questa oggi è la nostra responsabilità politica. Tutto ciò sapendo che rigore ed efficienza dei conti pubblici, non sono una variabile indipendente, cioè non si può fare con il debito a go go, va fatto con l'efficienza delle risorse che abbiamo in campo. Su queste tre coordinate la Giunta c'è, e chiede fiducia perlomeno per la buona volontà e la buona riuscita di un'operazione non di interesse del Consiglio, ma della città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 255. I pareri tecnici sono alcuni favorevoli e altri sfavorevoli. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 255: Presenti 27, favorevoli 3, contrari 24. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 255 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale degli emendamenti dal n. 1 al n. 255 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 256 al n. 259. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 256 al n. 259: Presenti 27, favorevoli 3, contrari 24. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 256 al n. 259 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale degli emendamenti dal n. 256 al n. 259 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . L'emendamento n. 258, presentato dall'Assessore Passoni, recita: FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 258: Presenti 25, astenuti 1, favorevoli 24. L'emendamento n. 258 è approvato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 260 al n. 395. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 260 al n. 395: Presenti 28, favorevoli 3, contrari 25. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 260 al n. 395 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prima di porre in votazione la deliberazione, ci sono interventi per dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Sindaco, bentornato a Torino, perché questo Rendiconto è stato abbastanza desolante, con la sua sedia vuota durante tutta la discussione. Non avendo partecipato neanche alle Commissioni dove aveva la delega, la discussione non è stata arricchita dal suo contributo. Io ritengo che in un momento così importante, sia importante che il Sindaco sia in Aula e discuta insieme al suo Consiglio Comunale un Rendiconto importante, perché se non viene approvato oggi si rischia il commissariamento. Le manovre di questa Giunta si sono dimostrate macchinose anche questa volta. Abbiamo fatto un finto Consiglio Comunale venticinque giorni fa per poter mandare in Aula il provvedimento entro il 30, per non rischiare il commissariamento. Abbiamo programmato Consigli definiti "mutanda" per paura di non fare passare questi provvedimenti, con una maggioranza che non è capace di tenere il numero legale in Commissione. Questo è chiaramente un segnale di come si sta lavorando per questa città. Sicuramente questo non è il modo migliore di lavorare, non è quello per cui tantissimi torinesi l'hanno votato. Probabilmente ci vorrebbe un pochino più di impegno e di passione verso una causa che magari è meno importante dei viaggi internazionali… (INTERVENTO FUORI MICROFONO)... però Torino ha bisogno di una guida, ma in questo momento la vediamo sempre meno. Quindi, per questi e per altri motivi, per i motivi espressi dal Consigliere Carbonero nel suo intervento, il nostro voto sarà contrario. Sicuramente, noi continueremo la battaglia sul Bilancio, che non si esaurisce con questi pochi emendamenti ostruzionistici, presentati ovviamente per dare un segnale, alla Giunta e alla maggioranza, del nostro impegno. Ricordo all'Assessore Passoni che Torino è stata declassata a luglio, mentre il Paese… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, Torino è stata declassata a luglio; ricordo che abbiamo discusso una interpellanza su questo tema a metà luglio. Mentre il Paese è stato declassato settimane dopo. Questa è una cosa importantissima da ricordare, perché il nostro debito, essendo uno dei più alti d'Europa, sicuramente fa paura. Il nostro voto sarà assolutamente contrario, perché ci sono troppe ombre in questo Bilancio, per poter dare la nostra fiducia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Solo per mettere a verbale la dichiarazione di voto favorevole al Rendiconto che ci apprestiamo a votare. Inoltre, per ringraziare l'Assessore Passoni del lavoro svolto in questi giorni difficili, che ha un compito molto gravoso in queste settimane. Un ringraziamento anche al Collegio dei Revisori dei Conti e al Presidente Altamura, che sta svolgendo l'incarico di Presidente di Commissione Bilancio con un'attenzione all'approfondimento delle tematiche e al dibattito politico consiliare assolutamente encomiabile. Il Consigliere Ricca mi consenta di ribadirgli che - nonostante le tre richieste di verifica del numero legale di oggi e, se non sbaglio, le quattro richieste dell'altra volta - questa è una maggioranza che sta dimostrando di essere presente in Aula. Per cui, Collega Ricca, io la invito in futuro a concentrarsi di più a fare una opposizione sul merito delle questioni, provando magari a scrivere degli emendamenti che entrino nel dettaglio delle questioni, invece di limitarsi a scrivere emendamenti di carattere ostruzionistico, arrivare in Aula e chiedere la verifica del numero legale, peraltro quasi sempre garantito da questa maggioranza. Le ribadisco, inoltre, che questa maggioranza, certamente il Partito Democratico, è assolutamente a disposizione della minoranza, qualora la minoranza affronterà con atteggiamento costruttivo la fase di predisposizione del Bilancio di previsione, farà delle proposte che abbiano una loro percorribilità economica e siano anche eventualmente condivisibili attraverso proposte emendative. Non c'è alcun atteggiamento di chiusura aprioristica, purché ovviamente le proposte che vengono dai banchi dell'opposizione in Aula siano proposte fatte sul merito e non certamente proposte come quelle che fino adesso il suo partito ha continuato a fare dall'inizio del mandato, cioè proposte ostruzionistiche, come quelle che oggi purtroppo abbiamo dovuto nuovamente accorpare per poter poi bocciare. Per cui ringrazio nuovamente l'Assessore Passoni, il Sindaco e ribadisco la nostra apertura rispetto a proposte che siano evidentemente nell'interesse della città, in questo momento così complesso e difficile. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica L'ho già annunciato nel precedentemente intervento, il mio sarà un voto contrario. Penso che sia la prima volta in questa Sala che voto contrario a un Rendiconto. Le altre volte penso di essermi astenuta, di non aver partecipato al voto, utilizzando lo strumento che ci viene riconosciuto per fare opposizione in questa Sala, cioè non mantenendo il numero legale. Oggi invece il mio sarà un voto di opposizione, perché quanto mi ha detto prima l'Assessore Passoni, un po' ironicamente, non può essere accettato. Il fatto che si parli di un rientro di milioni rispetto a miliardi di Euro, io continuo a non accettarlo. In un momento in cui i cittadini vogliono realmente delle risposte, dobbiamo intervenire in modo più decisivo. Io non mi oppongo ad un'apertura con questa maggioranza. Non ho fatto ostruzionismo in questa Sala; ho votato contro gli emendamenti dalla Lega Nord, perché li ho trovati inutili e privi di una discussione fondamentale. Potevano fare degli emendamenti sul merito, potevano intervenire nelle Commissioni sul merito, anziché fare puro ostruzionismo, che non porta poi da nessuna parte, se non farsi vedere oggi in questa Sala. Quindi il mio è un voto contrario, ma è un voto contrario sul merito, perché questi temi vanno affrontati nelle Commissioni, con le proposte di tutti quanti e va affrontato soprattutto con più determinazione. Io ringrazio il lavoro che ha fatto l'Assessore fino ad oggi, non dico che non sia stato bravo. Ma consentitemi una battuta: chi ha governato questa città è sempre la stessa parte politica, che oggi non sa più che cosa fare per tornare indietro e per eliminare il debito della nostra città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Voteremo contro al Rendiconto per tre ragioni. La prima è che, a nostro giudizio, si è rotto quel patto di reale collaborazione tra Consiglio e Giunta dopo i fatti accaduti nell'ultima settimana di dicembre. La seconda ragione è il Patto di Stabilità, che a nostro giudizio è una scommessa persa in questo momento dal Sindaco Fassino, che ha voluto questa uscita. La terza ragione è la gragnola di tasse che ci è piombata addosso nell'ultima settimana, senza prima aspettare una riorganizzazione del servizio, che magari avrebbe potuto dare dei risultati migliori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Dichiaro il voto contrario del Movimento 5 Stelle a questo Bilancio Consuntivo. Contrario e anche piuttosto preoccupato per la stabilità finanziaria della Città. Cogliendo l'occasione dell'apparizione del Sindaco, che dopo aver lasciato vuota la sedia per tutto il dibattito si è presentato al momento di votare, vorrei chiedere se possiamo almeno adesso avere il Rendiconto sulle politiche giovanili, visto che è l'unico Assessore che non si è nemmeno presentato in Commissione a fare il Rendiconto delle proprie attività dell'anno, ma ha mandato propri tecnici. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Esprimo il mio voto contrario. Sicuramente l'Assessore Passoni ha fatto un grande lavoro, così come il Presidente Altamura, però non ci ha dato chiarezza. Grandi contenuti, molto tecnici, ma le risposte semplici, quelle che i cittadini torinesi si aspettano, sono con grande difficoltà esprimibili e chiarificatrici. Sono molto preoccupato per il futuro, perché se si continua a portare dietro un retaggio di anni e anni di governo, sicuramente il futuro, così come il presente, non potrà essere migliore. Un rammarico sicuramente ce l'abbiamo come minoranza, perché sicuramente avremmo potuto fare qualche emendamento più approfondito, per poter avere anche delle risposte più precise e non sommarie. Abbiamo un po' mostrato il fianco e quindi questo è stato il risultato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Desidero ringraziare naturalmente tutto il Consiglio, in particolare l'Assessore Passoni ed i suoi collaboratori, per il lavoro che è stato fatto in questi mesi. Voglio fare qualche considerazione alla luce delle dichiarazioni di voto che ho ascoltato. Io invito noi stessi, prima di tutto me stesso, a non essere schizofrenici, perché prima di leggere le pagine di cronaca locale, che riferiscono di tutti i problemi che abbiamo, ci sono circa trenta pagine in ogni giornale di cronaca nazionale che ogni giorno (prima, seconda, terza, quarta, quinta pagina) evidenziando le enormi difficoltà finanziarie del Paese, che hanno portato, e continuano a portare, l'assunzione di provvedimenti sulla finanza pubblica che incidono significativamente sulla finanza locale. Non è che quando discutiamo della finanza nazionale, siamo tutti solidali - perché c'è un Governo di larga coalizione, anche se non di tutte le forze in Parlamento, ma di larga coalizione - nel sostenere il Governo che assume provvedimenti particolarmente rigorosi e per alcuni aspetti anche impopolari; poi quando discutiamo della finanza in sede locale, che in buona misura è condizionata dalle scelte di finanza nazionale, invece il tema diventa altro. Io ricordo che tra il novembre 2010 e il marzo di quest'anno le manovre che si sono susseguite hanno determinato un minor introito per il Comune di Torino di 110 milioni di Euro. Non è che questa cosa qui non è senza incidenza. Sarebbe del tutto ingeneroso far carico di questo all'Assessore Passoni o alla Giunta attuale o, visto che discutiamo il Consuntivo 2011, a quella che ha gestito la prima parte dell'anno scorso. Perché 110 milioni di trasferimento in meno, di cui prendo atto, non sto a dare una valutazione di merito, però incidono. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Difatti è il quadro critico di tutte le città, ma siccome qui è stato detto che… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Poi arrivo anche alla questione del debito. Siccome qui è stato fatto riferimento al Patto di Stabilità, annuncio che c'è una proposta (oggi ne parlano i giornali abbondantemente) di tutti i principali Sindaci di città italiane di diverso colore politico, che propongono di non rispettare il Patto di Stabilità nel 2012. Non so se si farà questo, ma se lo faranno, lo faranno esattamente per le ragioni che hanno portato me e la nostra Giunta a fare questa scelta nel 2011. Detto questo, che è un quadro particolarmente critico, io penso che questo Bilancio - soprattutto il Bilancio 2012 che stiamo preparando, che naturalmente discuteremo in Consiglio e nelle Commissioni e dico subito, come è stato sollecitato, che è intenzione della Giunta, e mia, fare in modo che il Bilancio sia l'occasione di un confronto vero, di merito, tra tutte le forze politiche, a partire dall'opposizione - sia volto sostanzialmente a tre obiettivi. Il primo, ridurre il debito. Segnalo che per la prima volta dal 1998 questo è un Bilancio che conosce una prima riduzione di debito. Piccola, 35 milioni di Euro non sono una grande cifra, ma in tutti gli anni precedenti non c'è stato neanche un Euro di meno, anzi l'indebitamento è sempre cresciuto. Quindi questa non è una Giunta che sta facendo più debiti di quelli che ha trovato. Questa è una Giunta che si sta ponendo il problema di ridurre l'indebitamento della Città e ha cominciato a farlo. Molto più consistente sarà l'azione del 2012, tanto è vero che sapete bene, perché abbiamo già votato in Consiglio degli atti che vanno in questa direzione, stiamo mettendo in campo scelte di dismissione di partecipazioni che avranno come conseguenza quella di una riduzione significativa dell'indebitamento della Città. Un indebitamento che - ricordo sempre, Consigliere - è sì fra i più alti d'Italia, con una piccola differenza: Torino è forse l'unica città italiana che ha un indebitamento alto in primo luogo da investimenti più che da spesa corrente. Torino e Catania hanno lo stesso indebitamento, la differenza è che a Catania la metropolitana non c'è, il termovalorizzatore non c'è, il teleriscaldamento non c'è, non si è interrata la ferrovia, non ci sono le strutture dei giochi olimpici. C'è una qualche differenza. Dopodiché, i debiti vanno pagati lo stesso e difatti ci poniamo il problema di ridurre l'indebitamento, ma non dimentichiamo mai che l'indebitamento della città di Torino è prima di tutto da investimenti. Questa è una delle ragioni per cui ho denunciato il Patto di Stabilità, perché il Patto di Stabilità non distingue tra spesa corrente e spesa investimenti. Ieri e oggi su tutti i giornali si evidenzia il fatto che una delle proposte che caratterizza l'iniziativa italiana in sede europea, nella ricerca di un accordo con il Governo tedesco, è un diverso calcolo anche nel Patto di Stabilità europeo, il che avrà delle conseguenze anche sul Patto di Stabilità interno, esattamente per ciò che attiene gli investimenti. Il che vuol dire che la ragione che ho evocato non era così infondata se addirittura oggi diventa obiettivo che ci poniamo in Europa. Secondo obiettivo. Cercare di mantenere l'offerta dei servizi in tutto ciò che noi offriamo alla città nelle sue dimensioni sostanziali. Vorrei far notare che non solo nel 2011 abbiamo garantito l'offerta di servizi di cui i cittadini hanno goduto, ma fin qui, siamo ormai a cinque dodicesimi del 2012, nessuno dei servizi messo a disposizione dei cittadini è stato in qualche modo compromesso nella sua sostanzialità. Questo è un obiettivo che noi continuiamo a perseguire. Questo obiettivo - è il terzo - però va perseguito con una minore disponibilità di risorse pubbliche. Questo significa riorganizzazione certamente della macchina, riorganizzazione della spesa, una spending review che ci consenta di vedere nel Bilancio Comunale tutto ciò che è insostituibile e tutto ciò che, invece, può essere in qualche modo riorganizzato, rimodulato, riformulato. Quindi è evidente che dobbiamo mettere mano seriamente a una riorganizzazione della spesa nella sua quantità e nella sua qualità, ma in funzione del fatto che questa riorganizzazione vuole conseguire il mantenimento dell'offerta di cui i cittadini hanno beneficiato. Discuteremo tra qualche giorno, perché porteremo in Consiglio naturalmente il provvedimento, ma è questa la logica che ispira per esempio la gestione che stiamo cercando di fare del problema degli asili nido e delle scuole materne che sono in carenza di organico. Non è quella di chiudere degli asili nido e delle scuole materne, ma di garantire inalterata l'offerta, nel senso che tutti i bambini che hanno un posto in asilo nido e alla scuola materna continuano ad averlo. Però per garantirlo in presenza di una riduzione di risorse abbiamo bisogno di riformulare e rimodulare le modalità di erogazione. E di questo dobbiamo discutere al meglio. Una rimodulazione che consenta di mantenere la stessa offerta, a costi minori a carico del bilancio pubblico. Questo è quello che abbiamo cercato di fare già nel secondo semestre 2011; cercheremo di farlo nel corso del 2012, offrendo naturalmente una maggiore responsabilità. D'altra parte, tra qualche giorno comincerà, prima nelle Commissioni e poi in Aula, il dibattito sul Bilancio 2012 e sarà quella l'occasione per un confronto. E io dico subito che, per quello che mi riguarda, sarà un confronto aperto, perché è evidente che una Giunta che sia convinta di fare delle buone scelte, non si arrocca nelle sue decisioni, ma le propone al Consiglio ed è aperta a un confronto su quelle decisioni, anche accogliendo tutto ciò che di migliorativo potrà venire dal dibattito consiliare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Mi permetto solo di dire che l'intervento del Sindaco sarebbe stato opportuno prima, così avremmo potuto rispondere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma di solito le cose è bene farle immediatamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 36, favorevoli 24, contrari 12. La proposta di deliberazione è approvata. |