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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Aprile 2012 ore 12,00
Paragrafo n. 12
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-01539
RENDICONTO DEL COMUNE PER L'ESERCIZIO 2011. APPROVAZIONE.
Interventi

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201201539/024,
presentata dalla Giunta Comunale in data 4 aprile 2012, avente per oggetto:
"Rendiconto del Comune per l'esercizio 2011. Approvazione".

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ringrazio l'Assessore per la sua relazione. Le anticipo subito che naturalmente non
deve esistere un problema di natura personale, ma deve esistere un problema che
deve riguardare la salute di questa Città. Per iniziare questo ragionamento...
Assessore, però ho bisogno che lei mi ascolti. Lo so che, giustamente, magari è più
importante quello, però, anche se le cose che diremo non saranno storiche, in ogni
caso rappresentano un contributo alla discussione.
Dal punto di vista personale, le esprimo la mia massima stima e, oggettivamente, il
mio apprezzamento per le sue capacità. Lo sottolineo perché non deve essere una
questione personale, ma lei ci deve consentire, come tutta la maggioranza, di non
essere d'accordo rispetto a quanto sta accadendo oggi in quest'Aula.
Assessore, non siamo assolutamente contenti per tre ordini di ragioni. La prima di
queste ragioni è la rottura del patto di leale collaborazione fra il Consiglio e la
Giunta. Ricordo l'episodio della relazione della Corte dei Conti e ricordo l'uscita dal
Patto di Stabilità il 30 dicembre di quest'anno; non un Consigliere (sicuramente non
dell'opposizione) ne era informato. Probabilmente, se avessimo avuto la possibilità
di aiutare un percorso in Commissione, avremmo potuto aiutare la Città, perché,
Assessore, non le nascondo che non stiamo ragionando fra maggioranza ed
opposizione, ma stiamo ragionando a favore di Torino ed è questo il discorso che
vorrei sottolinearle. Infatti, se non ragioniamo insieme e se si incrina la leale
collaborazione ed il rapporto di fiducia tra di noi, questa Città non potrà uscire dal
guado all'interno del quale è precipitato.
Assessore, pertanto la invito, per quello che potrà fare nei prossimi mesi, a
relazionarsi costantemente e continuamente con il Consiglio e con il Presidente della
Commissione incaricato per questo tipo di argomenti per tenerci informati
sull'attualità e sui fatti che si verificheranno giorno per giorno (purtroppo oggi
bisogna dire così, in quanto non ci sono più certezze).
La seconda ragione è la questione dei dati tecnici. Ne cito alcuni per i quali credo sia
opportuna una sottolineatura. Innanzitutto, una gestione di competenza che è in
disavanzo ed un sostanziale utilizzo complessivo della cassa (infatti, oggi abbiamo in
cassa 2.781 Euro, come da numeri del Conto Consuntivo). L'avanzo di
amministrazione si è ridotto a 9 milioni di Euro e questi 9 milioni purtroppo non
rientrano tra le spese e gli investimenti, ma sono stati indicati su spesa corrente.
Un aspetto positivo è rappresentato dalla riduzione dell'indebitamento; non ci sono
investimenti veri, anche a seguito dell'uscita dal Patto di Stabilità, e avevamo
previsto 423 milioni di Euro come spese in conto capitale, ma in realtà sono stati
soltanto 248 milioni di Euro. Questo significa che la terza ragione per la quale non
siamo contenti di questo Conto Consuntivo è l'uscita dal Patto di Stabilità. Credo che
quello che le sto dicendo non sia un aspetto da sottovalutare, ovvero che sicuramente
il Patto di Stabilità... Chiedo rispetto ai Consiglieri; anche se il Consigliere Cassiani
ha nuovamente - devo ripeterglielo - mancato di rispetto al Consigliere Liardo, allo
stesso modo chiedo rispetto. Perlomeno non parlate, così fate finta di ascoltarmi; a
me va benissimo, ma almeno non parlate mentre sto intervenendo. Per cortesia, per
me è importante quello che stiamo dicendo, anche se, magari, poi non è
determinante. Non sto parlando con lei, Consigliere Cassiani.
Assessore, siamo tutti d'accordo che l'uscita dal Patto di Stabilità è necessaria, cioè
nel senso che è necessario modificare il Patto di Stabilità, perché non va bene così
com'è; su questo siamo tutti d'accordo. Certamente, è però fallita la scommessa del
Sindaco di uscire dal Patto di Stabilità nella speranza che il Governo lo cambiasse
nel giro di due o tre mesi; bisogna prenderne atto e capire che il Sindaco ha
commesso un errore.
Dopodiché, vorrei capire quali fornitori sono stati pagati. Perché, oggettivamente,
non c'è la possibilità di comprenderlo con concretezza da questo Conto Consuntivo,
per cui, magari nella replica, sarebbe importante indicare i fornitori ai quali, pagando
delle fatture, abbiamo consentito di avere più liquidità. Ricordo a tutti che l'uscita dal
Patto è stata... Assessore, questa è una richiesta che ho fatto - credo - tre mesi fa
tramite una lettera. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Purtroppo, non ha
ancora risposto ad una richiesta specifica per sapere a quali fornitori avevamo
consentito di avere più liquidità. In realtà, non ho ancora ricevuto una risposta, per
cui saremmo contenti se lo dicessimo oggi.
Inoltre, vorrei sottolineare il fatto che la nostra non felicità rispetto a questo Conto
Consuntivo dipende dalla gragnola di tasse che, in particolare, si è verificata
nell'ultima settimana prima di Natale.
Ricordo a tutti le parole dell'Assessore Lubatti, che disse: "Se non facciamo questa
cosa, avremo dei debiti fuori Bilancio"; tre o quattro giorni dopo, siamo usciti dal
Patto di Stabilità senza neanche saperlo. Quindi, in quel caso un Assessore rompe il
rapporto di fiducia con il proprio Consiglio e, addirittura, con la propria
maggioranza. Sicuramente, secondo noi l'aspetto delle tasse messe prima di
verificare la riorganizzazione del servizio rappresentano oggettivamente un aspetto
non positivo.
Sottolineo anche alcuni particolari che, a mio giudizio, devono essere verificati:
Assessore, vendiamo queste partecipate. La relazione della Corte dei Conti rispetto al
Consuntivo del 2010 ci obbliga a vendere ben di più di quello che la Giunta ha
stabilito.
Se guardiamo le analisi della Corte dei Conti (sono centinaia di pagine), ci viene
indicato che tutte le aziende partecipate hanno delle perdite e dei debiti mostruosi.
Dobbiamo liberarci di questo peso, perché dobbiamo dare ossigeno al Bilancio di
questa Città. Quindi, Assessore, non ceda su questo aspetto, seguendo la sua
maggioranza più chiusa a queste innovazioni, ma prosegua verso questo cammino,
perché, secondo noi, è necessario, in quanto le partecipate sono un pozzo senza
fondo.
Dopodiché, vorrei anche sottolineare che, forse - e ribadisco il "forse" -, in questo
Conto Consuntivo è iniziata una rivisitazione della spesa, sulla quale vogliamo
continuare ad andare avanti, perché i contratti di servizio, le utenze ed il personale
stesso sono elementi essenziali per ritornare ad avere un minimo di fiato all'interno
di questo Bilancio.
Assessore, per quanto riguarda il personale mi permetto di citare che le spese correnti
sono sempre più alte e, oggettivamente, stiamo andando in una direzione non più
sopportabile, se pensiamo che, forse, le risorse disponibili per la Città di Torino
saranno circa 150 o 200 milioni di Euro quest'anno, se non addirittura meno, per cui
pensiamo che bisogna agire sulle spese correnti. Mi permetto di dire una cosa che,
magari, non piacerà ai nostri direttori ed ai nostri dirigenti, ma credo che dobbiamo
trattare con equità il tema della spesa del personale.
Oggi si presume, secondo le indicazioni che sono emerse da alcune riunioni fatte con
i Sindacati, che la spesa del personale preveda un taglio sui premi dei dirigenti e dei
direttori del 50% ed un taglio del 10% sulle altre fasce economiche del personale
dipendente; Assessore, su questo non sono d'accordo.
Se vogliamo andare in una direzione virtuosa ma anche equa, così come ha fatto la
politica (mi permetto di dirlo, perché ricordo che la politica, attraverso l'uscita dal
Patto di Stabilità, ha avuto un'ulteriore decremento del 30% del proprio emolumento
rispetto ad un impegno 24 ore su 24, per chi lo fa veramente bene), forse i premi dei
Dirigenti e dei Direttori devono essere quelli più aggrediti. Se il 50% non è la
percentuale adeguata, passiamo al 60%, ma non tocchiamo i dipendenti delle fasce
più basse, perché questi dipendenti non hanno delle rivalutazioni contrattuali da 8
anni ed in più siamo già a stipendi oggettivamente da fame (naturalmente, lo dico
con rispetto per quello che è la fame, che ogni tanto c'è fuori).
Quindi, mi permetto di sottolineare questo aspetto, Assessore, anche se non è il
momento e non è la sede adatta, perché ne parleremo in occasione della discussione
del Bilancio Preventivo, ma sono certo che, almeno a verbale, debba essere lasciata
questa testimonianza.
Dopodiché, l'ultimo aspetto che vorrei sottolineare riguarda i residui attivi, che sono
veramente un cancro all'interno di questo Bilancio; pare che la Corte dei Conti abbia
rilevato qualche miglioramento nell'ultima relazione, ma non l'ho ancora letta bene,
perché è arrivata questa mattina (tra l'altro, ringrazio il Presidente del Consiglio per
avercela consegnata); sicuramente, sono un elemento dirimente e dirompente
all'interno di questo Bilancio e dobbiamo capire che cosa fare con questi residui
attivi. Questo è un messaggio forte che vogliamo dare.
Assessore, i tempi sono difficili, le vacche sono magre ed i soldi sono sempre meno.
Questa non è una crisi - lo voglio dire con serenità -, ma è un cambio epocale, un
cambio del mondo, per cui ci rendiamo conto che domani non sarà uguale a ieri e
dobbiamo lavorare con coscienza per i nostri figli.
Come opposizione, siamo disponibili a lavorare, però, per favore, non ci prenda più
in giro e non cerchi più artifici contabili per tentare di arrivare al pareggio di
Bilancio. Dobbiamo cercare di essere onesti con noi stessi, di essere propositivi e
dall'opposizione avrete anche attenzione, ma è chiaro che vogliamo equità, equilibrio
e, da lei, Assessore, vogliamo saggezza, oltre alle sue capacità tecniche, perché
quest'anno, secondo noi, è mancata.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Vorrei esprimere le valutazioni del Movimento 5 Stelle su questo Consuntivo; sono
le mie valutazioni e quelle del Consigliere Appendino, che purtroppo non può essere
presente in quanto è malata, ma con cui ho condiviso anche l'analisi del Bilancio
(oltretutto, lei ha anche una competenza tecnica specifica).
Intanto, da neofiti (in quanto per la prima volta affrontiamo questa procedura)
abbiamo delle osservazioni sul metodo, nel senso che tutto questo meccanismo di
presentazione del Consuntivo nelle Commissioni per poi arrivare in Aula non ci è
sembrato particolarmente efficace. Spesso, durante le riunioni di Commissione ci si è
limitati ad esposizioni velocissime, di due o tre minuti, da parte dell'Assessore e poi
la Commissione si chiudeva.
Forse, manca un po' la capacità di andare a verificare non solo quello che è stato
fatto (quindi, l'elencazione di tutto ciò che è stato speso e dei progetti che sono stati
portati avanti durante l'anno), ma quello che si era detto che si sarebbe fatto, quindi
confrontare il Consuntivo con quello che era stato preventivato, capire che cosa si è
riusciti o meno a fare e, magari, riflettere, con il senno del poi, su come si sarebbero
potuti spendere meglio i soldi su alcune destinazioni e fare valutazioni che possano
essere utili anche per il Preventivo.
Detto questo, vorremmo entrare nel merito del contenuto di questo Bilancio
Consuntivo, che, effettivamente, è piuttosto preoccupante. Molti Consiglieri hanno
già evidenziato alcuni dei punti che volevo sollevare, però il disavanzo di 260
milioni di Euro della gestione è preoccupante, specialmente se raffrontato all'entità
del Bilancio nel suo complesso.
Lo sforamento del Patto di Stabilità è ancora più preoccupante perché ricordo le
dichiarazioni del Sindaco - anche sui giornali - che, a fine dicembre, parlava di
qualche decina di milione di Euro e, poi, a inizio gennaio ha parlato di uno
sforamento di 300 o 320 milioni di Euro, mentre adesso scopriamo che sono 480
milioni di Euro. Quindi, facendo i conti come si deve, si sono aggiunti 150 o 160
milioni di Euro ed è un po' preoccupante che si sia presa questa decisione (sappiamo
che non è stata una decisione, ma una scelta obbligata) senza neanche capire,
sbagliando i conti di 160 milioni di Euro e arrivando a sforare di mezzo miliardo di
Euro, che ritengo sia una cifra significativa per una Città che ha 1.200.000.000 di
Euro di Bilancio.
Quindi, a maggior ragione questo suscita ulteriore preoccupazione sul fatto che, con
tutto il rispetto per il lavoro delle persone deputate, si possa capire realmente dove va
la finanza di questa Città, evitando magari di scoprirlo 4 mesi dopo.
Ovviamente, è preoccupante l'idea di spendere la liquidità. Abbiamo capito l'idea di
pagare il pagabile, però nel Consuntivo la liquidità è scesa da 158 milioni di Euro a
2.781,48 Euro (che mi sembra sia inferiore a quello che ho sul mio conto in banca);
capisco che quella sia la Tesoreria e, poi, ci siano i depositi bancari e le
immobilizzazioni, però mi chiedo anche se la Città possa far fronte ad un calo di
liquidità di questo genere, visto che, in queste settimane e in questi mesi, emergono
continuamente proteste di persone, aziende, lavoratori e cooperative che aspettano
alcuni pagamenti da molto tempo e, alla fine, si lamentano di non riuscire a pagare
gli stipendi dei propri dipendenti perché il Comune non paga.
Si è detto che verificheremo i casi specifici, ma il fatto che si sia spesa tutta la
liquidità, arrivando praticamente a zero, è preoccupante per quello che succede nel
2012. Credo che qualche risultato negativo di questa scelta sia già evidente adesso.
Ovviamente, c'è la questione del debito. In campagna elettorale si parlava di 3 o 3,5
miliardi di Euro, mentre adesso sono 4,5 miliardi di Euro. Di fatto, bisognerebbe
vedere il consolidato, per cui sapremo, magari consolidando con le partecipate, quale
sarà la cifra, se saranno 5 o 6 miliardi di Euro; è comunque un debito astronomico e,
come è già avvenuto diverse volte, dal "fatturato", tra virgolette, annuale della Città
(quindi, facendo di nuovo il confronto con un'azienda privata) risulterà che saremo
in una situazione drammatica e, in effetti, probabilmente lo siamo.
Mi fa piacere che il debito scenda, ma, visto che con l'uscita dal Patto di Stabilità
non possiamo più contrarre mutui, ci manca solo che non scenda; nel senso che non
può salire, visto che non possiamo più contrarne. Però non sono ancora ferme le
spese pazze, diciamo così, di questa Amministrazione, anche senza voler tornare al
2011, che è stato un anno elettorale e, quindi, prima delle elezioni c'è stata
qualunque cosa (il Giro d'Italia, il raduno degli alpini e la Formula 1); è stato un
periodo in cui, ogni settimana, a Torino c'era un maxievento che, più o meno
direttamente, ha pesato in qualche modo sulle casse della Città.
Pur tornando alla normalità di questo periodo, è importante sottolineare la questione
degli stipendi (su cui "battiamo" da molto tempo); non mi riferisco allo stipendio
dell'ultimo impiegato, a cui, a quanto pare, vorremmo addirittura tagliare i buoni
pasto (magari ad una persona che prende già 1.000 Euro al mese), ma agli stipendi
della dirigenza, degli staffisti e del portavoce del Sindaco, cioè tutti argomenti che,
ormai da 9 mesi, portiamo avanti, ma non perché ce l'abbiamo con queste specifiche
persone, bensì perché diventa sempre più insostenibile parlare di tagli sui servizi
essenziali, quando poi c'è questo genere di spesa.
Il discorso che riguarda le partecipate è anche peggio. È giusto quello che si diceva,
cioè che le partecipate sono un pozzo senza fondo, perché la nostra capacità di
controllare la spesa (sicuramente, per quanto riguarda gli stipendi, ma anche tante
altre voci) è veramente minima e lo dico da Consigliere Comunale, avendoci
provato. Continuiamo a ricevere segnalazioni di spese che sicuramente non
rappresentano un reato, però sono spese non efficienti del denaro pubblico, che
magari vanno a vantaggio soltanto di certe persone o, semplicemente, sono sprechi
per disorganizzazione. Riceviamo continuamente queste segnalazioni che riguardano
le partecipate e, ogni tanto, le presentiamo sotto forma di interpellanze e cerchiamo di
evidenziarle in vari modi, ma risulta difficile dire che nelle nostre partecipate le
spese siano fatte con cautela, attenzione ed efficienza. Sulla spesa bisognerebbe
parlare a lungo, ma forse questo non è il momento.
L'altra questione preoccupante, che però bisogna sollevare, è la consistenza effettiva
di questo debito, nel senso che possiamo anche dire che l'abbiamo tagliato di 40
milioni di Euro e che nel 2012 lo taglieremo di altri 120 milioni di Euro, ma mi pare
che ci siano 240 milioni di Euro di residui attivi, di cui un terzo addirittura
precedente al 2006, quindi francamente non si capisce se riusciremo mai ad
incassarli.
Semplicemente facendo i conti, come suggerisce anche la Corte dei Conti nella
pronuncia che è arrivata oggi, con un po' più di attenzione al fatto che le previsioni
siano sicure, forse il risparmio di 120 o 40 milioni di Euro ce lo mangeremo
immediatamente, scoprendo che abbiamo crediti ben più numerosi che non
riusciremo mai ad incassare.
Lo stesso vale per la questione dei derivati, su cui ci era stato detto che inizialmente
il saldo era negativo, ma, pian piano, alla fine sarebbe tornato positivo; anche in
questo caso, mi risulta che ciò non stia accadendo. Di conseguenza, potrà accadere
continuamente di scoprire che, magari, tagliando recuperiamo 40 milioni di Euro,
ma, poi, li perderemo velocemente in pochi anni, perché questi derivati che abbiamo
in pancia continuano a peggiorare.
La situazione è veramente preoccupante anche per questo motivo, in quanto non si
capisce se con questi sforzi per tagliare il debito si tagli veramente il debito o se si sta
soltanto cercando di coprire in anticipo la scoperta di ulteriori buchi nel nostro
Bilancio.
Il fatto più preoccupante è che stiamo certamente tagliando il debito a prezzo di
sacrifici significativi - per non dire enormi - per la Città; abbiamo aumentato il
biglietto dell'autobus, la sosta, stiamo effettuando dei tagli e tutte le settimane
qualcuno viene a lamentarsi perché non riceve i pagamenti, perché non ha più i fondi
per i servizi essenziali, oppure i disabili, i malati e tutte le persone in sofferenza; i
sacrifici imposti dalla Città sono già stati molto significativi, per non dire enormi, ma
alla fine questo ha cambiato qualcosa? Perché anche se diamo per buono il taglio di
120 o 150 milioni di Euro a questo debito di 4 miliardi e mezzo di Euro, scendiamo
da 4 miliardi e mezzo a 4 miliardi e 350 milioni, cioè di meno del 5% del debito.
Questo cambia qualcosa? Me lo chiedo, perché capisco che nella gestione per ora,
finché rimaniamo in questo ambito di mentalità e di legislazione nazionale, siamo
obbligati ad andare in questa direzione, ma è cambiato veramente qualcosa anche
solo per quanto riguarda la solidità della Città? Secondo me, no.
Tutti questi sacrifici non hanno comunque spostato e non sposteranno di una virgola
lo stato di indebitamento della Città di Torino, che può cambiare solo a seguito di
interventi molto pesanti, ma dell'ordine di miliardi di Euro, da parte dello Stato
nazionale, che, in questo momento economico e politico, mi sembrano assolutamente
improponibili; diversamente, non può cambiare.
Quindi, non mi sembra che tutti i nostri sforzi, mi dispiace dirlo, stiano servendo ad
evitare la possibilità di situazioni veramente molto difficili per la solidità della Città.
Purtroppo, non possiamo essere positivi rispetto a questo Consuntivo. Anzi, mi
sembra che il Consuntivo sia negativo da tutti i punti di vista; senza nulla togliere a
chi ci ha lavorato, però forse ci vorrebbe un ripensamento su dove stiamo andando.
Permettetemi di dire un'ultima cosa: mi dispiace discutere questo argomento e
vedere che la sedia del Sindaco è vuota; non so se sia ancora in Birmania o se,
magari, è tornato e verrà in Aula. Questo è il problema della Città di Torino:
possiamo organizzare dei meravigliosi eventi anche culturali, come quelli che
piacciono e che, secondo questa Giunta, portano tanto sviluppo e bisogna mantenere
(magari, evito di parlarne adesso), ma tutto questo è perfettamente inutile se le
finanze della Città non stanno in piedi, cioè se, ad un certo punto, non abbiamo più i
soldi per pagare gli stipendi, gli interessi sul debito e tutto quello che dobbiamo
pagare, dopo aver già aumentato tutte le tasse aumentabili ed aver già tagliato tutto il
tagliabile e anche oltre. È inutile pensare di andare avanti. Quindi, forse questo è
l'aspetto su cui ci vorrebbe una riflessione seria da parte del Sindaco e della sua
Giunta, prima di tutto il resto.

CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Ringrazio l'Assessore per la consueta puntuale esposizione della relazione. Vorrei
aggiungere molto brevemente le mie considerazioni a quelle del Capogruppo
Tronzano in merito agli organismi partecipati.
La stessa Corte dei Conti - cito testualmente - sottolinea quella che è la necessità di
assicurare un'attività tecnico-valutativa sullo svolgimento dell'attività gestionale
degli organismi partecipati, al fine di valutare la convenienza per l'Ente della
partecipazione agli stessi e conseguire, ove necessario, una politica di risanamento.
Possiamo, quindi, rilevare che molti degli Enti partecipati dal Comune risultano
avere una posizione debitoria preoccupante ed una spesa del personale in costante
aumento, a fronte di quella che è una riduzione del personale dipendente. Facendo
esempi concreti, mi riferisco a GTT, AMIAT, CSI e via dicendo.
Le cose che più preoccupano sono evidentemente le condizioni del debito contratto e
soprattutto l'esigibilità dello stesso. Spesso, ho avuto modo di parlarne con il
Vicesindaco (che è entrato in Aula adesso).
Ci sono casi come quello, ad esempio, di AMIAT S.p.A., che, nel corso del dicembre
2010, ha visto un aumento di capitale sociale di 19.987.000 Euro; questa operazione
non ha portato alcun vantaggio effettivo ed è del tutto incomprensibile, in quanto è
stata effettuata in concomitanza con la distribuzione del dividendo in un momento in
cui la società evidenziava già difficoltà di incassi dei crediti da parte del soggetto
destinatario del dividendo stesso, che ricordiamo essere il Comune di Torino.
Assessore, probabilmente paghiamo, in senso generale, la mancata appostazione di
un fondo rischi su crediti congruo a quella che è l'esposizione raggiunta da molte
delle società partecipate nei confronti dei propri clienti; ovviamente, mi riferisco in
particolare al Comune di Torino.
Inoltre, mi fa specie che le osservazioni che sto facendo non siano state prese in
considerazione né dai componenti dei Consigli di Amministrazione, né dai
componenti dei Collegi sindacali.
Infine, rimarco questa anomalia: l'aumento delle spese per il personale a fronte di
una riduzione delle unità del personale dipendente.
Do atto al Sindaco Fassino di essere intervenuto in Aula in merito alla discussione
dello sforamento del Patto di Stabilità e, in qualche modo, di averci rassicurati sul
fatto che tra quelle che sono le leve virtuose da lui individuate per risanare i conti
pubblici ci fosse la riduzione della spesa corrente, ma mi aspetto anche che dalle
parole si passi ai fatti concreti anche in quelle società partecipate dall'Ente che lui
guida; quindi, le inviti a proseguire quella che deve essere una vera e propria politica
di rigore.
Come Gruppo PdL, insieme ad altri Gruppi di minoranza, abbiamo presentato una
proposta di mozione che ha per oggetto l'istituzione di una Commissione Consiliare
Speciale di inchiesta ex articolo 23 del Regolamento del Consiglio Comunale avente
per oggetto le spese del personale delle società municipalizzate. Intanto, ci
auguriamo che questa iniziativa venga al più presto calendarizzata nei lavori d'Aula
ed invitiamo i Gruppi Consiliari di maggioranza a riflettere su quella che è
un'opportunità vera per tutti noi e ad esprimersi favorevolmente su questa questione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Rattazzi.

RATTAZZI Giulio Cesare
È fatale che, in una discussione di questo tipo, spesso ci si confonda a parlare del
Preventivo più che del Consultivo, ma, nei mesi scorsi, siamo stati abituati così e
forse non era un male.
Il Bilancio Consuntivo è sempre importante, perché mette in relazione quello che si è
detto con quello che si è fatto; quindi, è un momento di verifica della corrispondenza
e della coerenza operativa dell'Amministrazione Comunale.
Non è da sottovalutare, intendendolo solo come documento contabile, ma quest'anno
il suo pieno significato è sconvolto da due eventi: il primo fa riferimento al
cambiamento di Amministrazione, avvenuto a metà anno, con un nuovo Sindaco ed
un nuovo Consiglio Comunale e con i relativi vuoti che ci sono stati verso la fine
dell'Amministrazione scorsa e all'inizio di questa Amministrazione.
Su questo sfondo di incertezza, peraltro coraggiosamente affrontato dal Sindaco,
dalla Giunta e dall'apparato funzionariale, si può tuttavia innestare qualche
considerazione.
La prima concerne uno sguardo al senso della continuità nella discontinuità e della
discontinuità nella continuità, di cui abbiamo sentito molto parlare, partendo dalla
convinzione che è improprio valutare in blocco il ventennio Castellani-Chiamparino,
che la città ha avuto come momento di trasformazione e con risultati visibili. Infatti,
la conduzione finanziaria del Chiamparino 2, dopo essersi avvalsa di positivi influssi
esterni, come effetti della ripresa FIAT e delle Olimpiadi, con l'assunzione delle
responsabilità di Bilancio da parte dell'attuale Assessore, abbandona quella ardita e
avventurosa gestione dell'indebitamento, spinto fino a ritenerlo ispirato da una prassi
pericolosa che c'era prima, cioè non dimentichiamoci la finanza creativa, che è stata
superata dalla precedente Amministrazione, con la presenza e l'opera dell'Assessore
Passoni.
È un merito che va riconosciuto. Quindi non esiste la continuità dell'attività svolta in
un certo ambito e con una certa continuità. E c'è stata invece una frattura. Quindi io
parlerei non tanto di ventennio, ma di quindici più cinque, perché gli ultimi cinque
sono stati obiettivamente diversi nella gestione finanziaria, rispetto ai precedenti.
Quindi questa situazione, che è stata ispirata, a suo tempo, da una prassi piuttosto
frivola, prima dell'Assessore Passoni, che era basata sul fatto: "Spendiamo pure, che
tanto pagano quelli dopo". Questa è un po' la situazione. Quindi questo aspetto mi
pare che vada storicamente corretto rispetto a quanto ho sentito dire.
Ora, il Consuntivo del 2011 viene a collocarsi tra le avvisaglie di progressiva
riduzione di risorse, assorbite dallo Stato per superiori esigenze nazionali e il non
risolto superamento di eredità regressa, che l'Amministrazione uscente ha, in una
certa misura, cercato di sopperire, come evidenziato dalle cifre dei tagli,
sostanzialmente contenuti attraverso soluzioni che qualcuno forse chiamerà
espedienti.
In queste difficili condizioni, contingentemente diverse rispetto a quelle precedenti, il
ricorso alle riduzioni settoriali si è ancora una volta manifestato purtroppo senza le
consistenze e le necessarie scelte settoriali che, in ogni caso, vanno perseguite.
Dal Consuntivo del 2011 emerge che in seguito alla relazione e alle riduzioni dei
trasferimenti statali, siamo ora di fronte ad un'altra trasformazione della politica di
Bilancio, che avrà esiti peggiori nei prossimi anni, rispetto ai quali gli sbalzi delle
imposizioni centrali e la necessaria pianificazione delle realizzazioni possibili, deve
comunque essere perseguita, anche se le condizioni di contorno non la favoriscono. E
va riferita alle diverse azioni individuabili secondo le disponibilità acquisibili per
sostenere un percorso operativo, evitando quello che nella fase finale del precedente
ciclo quinquennale è avvenuto, quando gli annunci di un Patto con i cittadini prima,
di un Piano per il biennio terminale poi, di un documento di programmazione
economico-finanziaria infine, sono rimasti titoli senza che fossero valutate le
proposte avanzate dai Consiglieri, Enti ed Associazioni di Categoria.
Io sono sicuro che questo aspetto bisognerà cercare di superarlo, per evitare che
Torino si confermi come una Città che sa esibirsi, ma non sa proporsi.
Questo Consiglio Comunale ha ripreso, attraverso le linee programmatiche del
Sindaco, le vicende esposte e cerca ora di orientarsi tra le idee che emergono e che,
in una certa misura, ci sono, che devono essere raccolte, confrontate e sintetizzate.
Alcune sono apparse anche dagli approfondimenti legati al 150° Anniversario
dell'Unità d'Italia che, fra l'altro, ha visto il Comune impegnato in una devoluzione
di 33 milioni di Euro, compresi alcuni piccoli interventi in conto capitale, e che sono
stati - bisogna ricordarlo in questo Consiglio e in questa occasione - molto diversi di
quelli concessi a Milano per l'Expo del 2015, dove, invece, sono stati stanziati 1.421
milioni di Euro, che poi sono stati dimezzati attraverso i successivi interventi
governativi.
Questo, comunque, è un aspetto che va notato, ma gli scostamenti tra Consuntivo
2011 e Consuntivo 2010 e gli scostamenti tra Consuntivo 2011 e Preventivo 2010
sono puntualmente rilevati dalla relazione dei Revisori dei Conti e risentono
dell'eccezionalità che ha scosso la formazione del Bilancio e ha impegnato Sindaco,
Giunta, Assessori e apparato in un meritorio e improbo lavoro di equilibrio tra
obblighi legislativi ed esigenze sociali.
Faccio alcuni accenni finali e chiudo. Gli accenni finali si riferiscono innanzitutto a
una visione d'insieme di alcuni aspetti che mi pare vadano almeno ricordati e li
ricordo solo per titoli.
Il primo riguarda la gestione dei residui. È vero quello che è stato accennato, cioè che
il discorso dei residui è il discorso più manovrabile all'interno della valutazione di un
Bilancio Consuntivo, ma anche di quello Preventivo, però quest'anno l'utilizzazione
di questa manovrabilità è stata utilizzata, io credo, saggiamente per coprire, anche
attraverso quanto rimasto nell'avanzo residui, per la copertura del disavanzo
d'amministrazione corrente.
Il secondo aspetto riguarda, invece, il Bilancio consolidato. Io credo che debba essere
data considerazione e merito all'Amministrazione Comunale, in particolare
all'Assessore Passoni, che quest'anno ha introdotto il Bilancio consolidato (bisogna
anche citare il dirigente Mora ed i suoi collaboratori), perché ha consentito di vedere
alcune cose. Per esempio che il costo del nostro personale, in generale, se si valuta
assieme a quello del Gruppo Torino, che non è di quasi 11.000 dipendenti, ma è di
24-25.000 dipendenti, comprese le partecipate, si scopre che noi siamo in una
situazione in cui finanziamo, con i contratti di servizio, le partecipate, poi magari le
partecipate hanno un avanzo d'amministrazione, però questo avanzo
d'amministrazione è dovuto sempre ai nostri soldi, che sono dati anche in relazione
al costo del personale delle partecipate, che va quindi valutato.
Quindi questo sposta la percentuale del costo del personale del Comune nell'insieme
del Gruppo Torino, anche se formalmente appare una diminuzione per quel che
riguarda soltanto il Comune.
Un penultimo aspetto è quello che riguarda la Corte dei Conti. Non mi soffermo,
devo solo però dire che le osservazioni della Corte dei Conti sono, a mio parere,
eccessivamente minuziose e bizantineggianti. In sostanza, ce n'è una sulla quale
abbiamo già parlato in questo Consiglio Comunale molte volte e nelle Commissioni,
che ha molto significato e molto senso, che è quella dell'utilizzazione delle spese
straordinarie per pagare le entrate ordinarie.
Quindi questo aspetto va indubbiamente affrontato, ma anche in questo caso quelli
che fanno una critica troppo spinta su questo aspetto, forse non si rendono conto che
questa Giunta e questo Assessore avevano iniziato questo processo, non molto,
abbastanza lasco, fievole e leggero, però indubbiamente ha introdotto una prassi di
controtendenza e questo evidentemente è un dato che è certamente interessante.
Per concludere, voglio accennare soltanto a una notazione del Sindaco che ci ha fatto
con gli auguri che ci ha mandato a Natale, dove si citano i sogni e la bellezza dei
sogni. Credo che in questo caso, anche se la cosa è conosciuta da tutti, converrà
magari ancora ricordare quel che diceva il Cardinal Tamara a proposito di questo
aspetto, cioè che se si sogna, ma si sogna soli, un sogno rimane soltanto un sogno,
ma se si sogna in tanti, si sogna insieme e tutti fanno lo stesso sogno, allora questo è
già diventata una realtà.
Ed è una realtà che deve diventare bella, deve farci sognare assieme, per renderla
oggetto di un comune impegno e di una comune soddisfazione rispetto al futuro della
nostra città.
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