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CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201201539/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 4 aprile 2012, avente per oggetto: "Rendiconto del Comune per l'esercizio 2011. Approvazione". CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio l'Assessore per la sua relazione. Le anticipo subito che naturalmente non deve esistere un problema di natura personale, ma deve esistere un problema che deve riguardare la salute di questa Città. Per iniziare questo ragionamento... Assessore, però ho bisogno che lei mi ascolti. Lo so che, giustamente, magari è più importante quello, però, anche se le cose che diremo non saranno storiche, in ogni caso rappresentano un contributo alla discussione. Dal punto di vista personale, le esprimo la mia massima stima e, oggettivamente, il mio apprezzamento per le sue capacità. Lo sottolineo perché non deve essere una questione personale, ma lei ci deve consentire, come tutta la maggioranza, di non essere d'accordo rispetto a quanto sta accadendo oggi in quest'Aula. Assessore, non siamo assolutamente contenti per tre ordini di ragioni. La prima di queste ragioni è la rottura del patto di leale collaborazione fra il Consiglio e la Giunta. Ricordo l'episodio della relazione della Corte dei Conti e ricordo l'uscita dal Patto di Stabilità il 30 dicembre di quest'anno; non un Consigliere (sicuramente non dell'opposizione) ne era informato. Probabilmente, se avessimo avuto la possibilità di aiutare un percorso in Commissione, avremmo potuto aiutare la Città, perché, Assessore, non le nascondo che non stiamo ragionando fra maggioranza ed opposizione, ma stiamo ragionando a favore di Torino ed è questo il discorso che vorrei sottolinearle. Infatti, se non ragioniamo insieme e se si incrina la leale collaborazione ed il rapporto di fiducia tra di noi, questa Città non potrà uscire dal guado all'interno del quale è precipitato. Assessore, pertanto la invito, per quello che potrà fare nei prossimi mesi, a relazionarsi costantemente e continuamente con il Consiglio e con il Presidente della Commissione incaricato per questo tipo di argomenti per tenerci informati sull'attualità e sui fatti che si verificheranno giorno per giorno (purtroppo oggi bisogna dire così, in quanto non ci sono più certezze). La seconda ragione è la questione dei dati tecnici. Ne cito alcuni per i quali credo sia opportuna una sottolineatura. Innanzitutto, una gestione di competenza che è in disavanzo ed un sostanziale utilizzo complessivo della cassa (infatti, oggi abbiamo in cassa 2.781 Euro, come da numeri del Conto Consuntivo). L'avanzo di amministrazione si è ridotto a 9 milioni di Euro e questi 9 milioni purtroppo non rientrano tra le spese e gli investimenti, ma sono stati indicati su spesa corrente. Un aspetto positivo è rappresentato dalla riduzione dell'indebitamento; non ci sono investimenti veri, anche a seguito dell'uscita dal Patto di Stabilità, e avevamo previsto 423 milioni di Euro come spese in conto capitale, ma in realtà sono stati soltanto 248 milioni di Euro. Questo significa che la terza ragione per la quale non siamo contenti di questo Conto Consuntivo è l'uscita dal Patto di Stabilità. Credo che quello che le sto dicendo non sia un aspetto da sottovalutare, ovvero che sicuramente il Patto di Stabilità... Chiedo rispetto ai Consiglieri; anche se il Consigliere Cassiani ha nuovamente - devo ripeterglielo - mancato di rispetto al Consigliere Liardo, allo stesso modo chiedo rispetto. Perlomeno non parlate, così fate finta di ascoltarmi; a me va benissimo, ma almeno non parlate mentre sto intervenendo. Per cortesia, per me è importante quello che stiamo dicendo, anche se, magari, poi non è determinante. Non sto parlando con lei, Consigliere Cassiani. Assessore, siamo tutti d'accordo che l'uscita dal Patto di Stabilità è necessaria, cioè nel senso che è necessario modificare il Patto di Stabilità, perché non va bene così com'è; su questo siamo tutti d'accordo. Certamente, è però fallita la scommessa del Sindaco di uscire dal Patto di Stabilità nella speranza che il Governo lo cambiasse nel giro di due o tre mesi; bisogna prenderne atto e capire che il Sindaco ha commesso un errore. Dopodiché, vorrei capire quali fornitori sono stati pagati. Perché, oggettivamente, non c'è la possibilità di comprenderlo con concretezza da questo Conto Consuntivo, per cui, magari nella replica, sarebbe importante indicare i fornitori ai quali, pagando delle fatture, abbiamo consentito di avere più liquidità. Ricordo a tutti che l'uscita dal Patto è stata... Assessore, questa è una richiesta che ho fatto - credo - tre mesi fa tramite una lettera. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Purtroppo, non ha ancora risposto ad una richiesta specifica per sapere a quali fornitori avevamo consentito di avere più liquidità. In realtà, non ho ancora ricevuto una risposta, per cui saremmo contenti se lo dicessimo oggi. Inoltre, vorrei sottolineare il fatto che la nostra non felicità rispetto a questo Conto Consuntivo dipende dalla gragnola di tasse che, in particolare, si è verificata nell'ultima settimana prima di Natale. Ricordo a tutti le parole dell'Assessore Lubatti, che disse: "Se non facciamo questa cosa, avremo dei debiti fuori Bilancio"; tre o quattro giorni dopo, siamo usciti dal Patto di Stabilità senza neanche saperlo. Quindi, in quel caso un Assessore rompe il rapporto di fiducia con il proprio Consiglio e, addirittura, con la propria maggioranza. Sicuramente, secondo noi l'aspetto delle tasse messe prima di verificare la riorganizzazione del servizio rappresentano oggettivamente un aspetto non positivo. Sottolineo anche alcuni particolari che, a mio giudizio, devono essere verificati: Assessore, vendiamo queste partecipate. La relazione della Corte dei Conti rispetto al Consuntivo del 2010 ci obbliga a vendere ben di più di quello che la Giunta ha stabilito. Se guardiamo le analisi della Corte dei Conti (sono centinaia di pagine), ci viene indicato che tutte le aziende partecipate hanno delle perdite e dei debiti mostruosi. Dobbiamo liberarci di questo peso, perché dobbiamo dare ossigeno al Bilancio di questa Città. Quindi, Assessore, non ceda su questo aspetto, seguendo la sua maggioranza più chiusa a queste innovazioni, ma prosegua verso questo cammino, perché, secondo noi, è necessario, in quanto le partecipate sono un pozzo senza fondo. Dopodiché, vorrei anche sottolineare che, forse - e ribadisco il "forse" -, in questo Conto Consuntivo è iniziata una rivisitazione della spesa, sulla quale vogliamo continuare ad andare avanti, perché i contratti di servizio, le utenze ed il personale stesso sono elementi essenziali per ritornare ad avere un minimo di fiato all'interno di questo Bilancio. Assessore, per quanto riguarda il personale mi permetto di citare che le spese correnti sono sempre più alte e, oggettivamente, stiamo andando in una direzione non più sopportabile, se pensiamo che, forse, le risorse disponibili per la Città di Torino saranno circa 150 o 200 milioni di Euro quest'anno, se non addirittura meno, per cui pensiamo che bisogna agire sulle spese correnti. Mi permetto di dire una cosa che, magari, non piacerà ai nostri direttori ed ai nostri dirigenti, ma credo che dobbiamo trattare con equità il tema della spesa del personale. Oggi si presume, secondo le indicazioni che sono emerse da alcune riunioni fatte con i Sindacati, che la spesa del personale preveda un taglio sui premi dei dirigenti e dei direttori del 50% ed un taglio del 10% sulle altre fasce economiche del personale dipendente; Assessore, su questo non sono d'accordo. Se vogliamo andare in una direzione virtuosa ma anche equa, così come ha fatto la politica (mi permetto di dirlo, perché ricordo che la politica, attraverso l'uscita dal Patto di Stabilità, ha avuto un'ulteriore decremento del 30% del proprio emolumento rispetto ad un impegno 24 ore su 24, per chi lo fa veramente bene), forse i premi dei Dirigenti e dei Direttori devono essere quelli più aggrediti. Se il 50% non è la percentuale adeguata, passiamo al 60%, ma non tocchiamo i dipendenti delle fasce più basse, perché questi dipendenti non hanno delle rivalutazioni contrattuali da 8 anni ed in più siamo già a stipendi oggettivamente da fame (naturalmente, lo dico con rispetto per quello che è la fame, che ogni tanto c'è fuori). Quindi, mi permetto di sottolineare questo aspetto, Assessore, anche se non è il momento e non è la sede adatta, perché ne parleremo in occasione della discussione del Bilancio Preventivo, ma sono certo che, almeno a verbale, debba essere lasciata questa testimonianza. Dopodiché, l'ultimo aspetto che vorrei sottolineare riguarda i residui attivi, che sono veramente un cancro all'interno di questo Bilancio; pare che la Corte dei Conti abbia rilevato qualche miglioramento nell'ultima relazione, ma non l'ho ancora letta bene, perché è arrivata questa mattina (tra l'altro, ringrazio il Presidente del Consiglio per avercela consegnata); sicuramente, sono un elemento dirimente e dirompente all'interno di questo Bilancio e dobbiamo capire che cosa fare con questi residui attivi. Questo è un messaggio forte che vogliamo dare. Assessore, i tempi sono difficili, le vacche sono magre ed i soldi sono sempre meno. Questa non è una crisi - lo voglio dire con serenità -, ma è un cambio epocale, un cambio del mondo, per cui ci rendiamo conto che domani non sarà uguale a ieri e dobbiamo lavorare con coscienza per i nostri figli. Come opposizione, siamo disponibili a lavorare, però, per favore, non ci prenda più in giro e non cerchi più artifici contabili per tentare di arrivare al pareggio di Bilancio. Dobbiamo cercare di essere onesti con noi stessi, di essere propositivi e dall'opposizione avrete anche attenzione, ma è chiaro che vogliamo equità, equilibrio e, da lei, Assessore, vogliamo saggezza, oltre alle sue capacità tecniche, perché quest'anno, secondo noi, è mancata. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei esprimere le valutazioni del Movimento 5 Stelle su questo Consuntivo; sono le mie valutazioni e quelle del Consigliere Appendino, che purtroppo non può essere presente in quanto è malata, ma con cui ho condiviso anche l'analisi del Bilancio (oltretutto, lei ha anche una competenza tecnica specifica). Intanto, da neofiti (in quanto per la prima volta affrontiamo questa procedura) abbiamo delle osservazioni sul metodo, nel senso che tutto questo meccanismo di presentazione del Consuntivo nelle Commissioni per poi arrivare in Aula non ci è sembrato particolarmente efficace. Spesso, durante le riunioni di Commissione ci si è limitati ad esposizioni velocissime, di due o tre minuti, da parte dell'Assessore e poi la Commissione si chiudeva. Forse, manca un po' la capacità di andare a verificare non solo quello che è stato fatto (quindi, l'elencazione di tutto ciò che è stato speso e dei progetti che sono stati portati avanti durante l'anno), ma quello che si era detto che si sarebbe fatto, quindi confrontare il Consuntivo con quello che era stato preventivato, capire che cosa si è riusciti o meno a fare e, magari, riflettere, con il senno del poi, su come si sarebbero potuti spendere meglio i soldi su alcune destinazioni e fare valutazioni che possano essere utili anche per il Preventivo. Detto questo, vorremmo entrare nel merito del contenuto di questo Bilancio Consuntivo, che, effettivamente, è piuttosto preoccupante. Molti Consiglieri hanno già evidenziato alcuni dei punti che volevo sollevare, però il disavanzo di 260 milioni di Euro della gestione è preoccupante, specialmente se raffrontato all'entità del Bilancio nel suo complesso. Lo sforamento del Patto di Stabilità è ancora più preoccupante perché ricordo le dichiarazioni del Sindaco - anche sui giornali - che, a fine dicembre, parlava di qualche decina di milione di Euro e, poi, a inizio gennaio ha parlato di uno sforamento di 300 o 320 milioni di Euro, mentre adesso scopriamo che sono 480 milioni di Euro. Quindi, facendo i conti come si deve, si sono aggiunti 150 o 160 milioni di Euro ed è un po' preoccupante che si sia presa questa decisione (sappiamo che non è stata una decisione, ma una scelta obbligata) senza neanche capire, sbagliando i conti di 160 milioni di Euro e arrivando a sforare di mezzo miliardo di Euro, che ritengo sia una cifra significativa per una Città che ha 1.200.000.000 di Euro di Bilancio. Quindi, a maggior ragione questo suscita ulteriore preoccupazione sul fatto che, con tutto il rispetto per il lavoro delle persone deputate, si possa capire realmente dove va la finanza di questa Città, evitando magari di scoprirlo 4 mesi dopo. Ovviamente, è preoccupante l'idea di spendere la liquidità. Abbiamo capito l'idea di pagare il pagabile, però nel Consuntivo la liquidità è scesa da 158 milioni di Euro a 2.781,48 Euro (che mi sembra sia inferiore a quello che ho sul mio conto in banca); capisco che quella sia la Tesoreria e, poi, ci siano i depositi bancari e le immobilizzazioni, però mi chiedo anche se la Città possa far fronte ad un calo di liquidità di questo genere, visto che, in queste settimane e in questi mesi, emergono continuamente proteste di persone, aziende, lavoratori e cooperative che aspettano alcuni pagamenti da molto tempo e, alla fine, si lamentano di non riuscire a pagare gli stipendi dei propri dipendenti perché il Comune non paga. Si è detto che verificheremo i casi specifici, ma il fatto che si sia spesa tutta la liquidità, arrivando praticamente a zero, è preoccupante per quello che succede nel 2012. Credo che qualche risultato negativo di questa scelta sia già evidente adesso. Ovviamente, c'è la questione del debito. In campagna elettorale si parlava di 3 o 3,5 miliardi di Euro, mentre adesso sono 4,5 miliardi di Euro. Di fatto, bisognerebbe vedere il consolidato, per cui sapremo, magari consolidando con le partecipate, quale sarà la cifra, se saranno 5 o 6 miliardi di Euro; è comunque un debito astronomico e, come è già avvenuto diverse volte, dal "fatturato", tra virgolette, annuale della Città (quindi, facendo di nuovo il confronto con un'azienda privata) risulterà che saremo in una situazione drammatica e, in effetti, probabilmente lo siamo. Mi fa piacere che il debito scenda, ma, visto che con l'uscita dal Patto di Stabilità non possiamo più contrarre mutui, ci manca solo che non scenda; nel senso che non può salire, visto che non possiamo più contrarne. Però non sono ancora ferme le spese pazze, diciamo così, di questa Amministrazione, anche senza voler tornare al 2011, che è stato un anno elettorale e, quindi, prima delle elezioni c'è stata qualunque cosa (il Giro d'Italia, il raduno degli alpini e la Formula 1); è stato un periodo in cui, ogni settimana, a Torino c'era un maxievento che, più o meno direttamente, ha pesato in qualche modo sulle casse della Città. Pur tornando alla normalità di questo periodo, è importante sottolineare la questione degli stipendi (su cui "battiamo" da molto tempo); non mi riferisco allo stipendio dell'ultimo impiegato, a cui, a quanto pare, vorremmo addirittura tagliare i buoni pasto (magari ad una persona che prende già 1.000 Euro al mese), ma agli stipendi della dirigenza, degli staffisti e del portavoce del Sindaco, cioè tutti argomenti che, ormai da 9 mesi, portiamo avanti, ma non perché ce l'abbiamo con queste specifiche persone, bensì perché diventa sempre più insostenibile parlare di tagli sui servizi essenziali, quando poi c'è questo genere di spesa. Il discorso che riguarda le partecipate è anche peggio. È giusto quello che si diceva, cioè che le partecipate sono un pozzo senza fondo, perché la nostra capacità di controllare la spesa (sicuramente, per quanto riguarda gli stipendi, ma anche tante altre voci) è veramente minima e lo dico da Consigliere Comunale, avendoci provato. Continuiamo a ricevere segnalazioni di spese che sicuramente non rappresentano un reato, però sono spese non efficienti del denaro pubblico, che magari vanno a vantaggio soltanto di certe persone o, semplicemente, sono sprechi per disorganizzazione. Riceviamo continuamente queste segnalazioni che riguardano le partecipate e, ogni tanto, le presentiamo sotto forma di interpellanze e cerchiamo di evidenziarle in vari modi, ma risulta difficile dire che nelle nostre partecipate le spese siano fatte con cautela, attenzione ed efficienza. Sulla spesa bisognerebbe parlare a lungo, ma forse questo non è il momento. L'altra questione preoccupante, che però bisogna sollevare, è la consistenza effettiva di questo debito, nel senso che possiamo anche dire che l'abbiamo tagliato di 40 milioni di Euro e che nel 2012 lo taglieremo di altri 120 milioni di Euro, ma mi pare che ci siano 240 milioni di Euro di residui attivi, di cui un terzo addirittura precedente al 2006, quindi francamente non si capisce se riusciremo mai ad incassarli. Semplicemente facendo i conti, come suggerisce anche la Corte dei Conti nella pronuncia che è arrivata oggi, con un po' più di attenzione al fatto che le previsioni siano sicure, forse il risparmio di 120 o 40 milioni di Euro ce lo mangeremo immediatamente, scoprendo che abbiamo crediti ben più numerosi che non riusciremo mai ad incassare. Lo stesso vale per la questione dei derivati, su cui ci era stato detto che inizialmente il saldo era negativo, ma, pian piano, alla fine sarebbe tornato positivo; anche in questo caso, mi risulta che ciò non stia accadendo. Di conseguenza, potrà accadere continuamente di scoprire che, magari, tagliando recuperiamo 40 milioni di Euro, ma, poi, li perderemo velocemente in pochi anni, perché questi derivati che abbiamo in pancia continuano a peggiorare. La situazione è veramente preoccupante anche per questo motivo, in quanto non si capisce se con questi sforzi per tagliare il debito si tagli veramente il debito o se si sta soltanto cercando di coprire in anticipo la scoperta di ulteriori buchi nel nostro Bilancio. Il fatto più preoccupante è che stiamo certamente tagliando il debito a prezzo di sacrifici significativi - per non dire enormi - per la Città; abbiamo aumentato il biglietto dell'autobus, la sosta, stiamo effettuando dei tagli e tutte le settimane qualcuno viene a lamentarsi perché non riceve i pagamenti, perché non ha più i fondi per i servizi essenziali, oppure i disabili, i malati e tutte le persone in sofferenza; i sacrifici imposti dalla Città sono già stati molto significativi, per non dire enormi, ma alla fine questo ha cambiato qualcosa? Perché anche se diamo per buono il taglio di 120 o 150 milioni di Euro a questo debito di 4 miliardi e mezzo di Euro, scendiamo da 4 miliardi e mezzo a 4 miliardi e 350 milioni, cioè di meno del 5% del debito. Questo cambia qualcosa? Me lo chiedo, perché capisco che nella gestione per ora, finché rimaniamo in questo ambito di mentalità e di legislazione nazionale, siamo obbligati ad andare in questa direzione, ma è cambiato veramente qualcosa anche solo per quanto riguarda la solidità della Città? Secondo me, no. Tutti questi sacrifici non hanno comunque spostato e non sposteranno di una virgola lo stato di indebitamento della Città di Torino, che può cambiare solo a seguito di interventi molto pesanti, ma dell'ordine di miliardi di Euro, da parte dello Stato nazionale, che, in questo momento economico e politico, mi sembrano assolutamente improponibili; diversamente, non può cambiare. Quindi, non mi sembra che tutti i nostri sforzi, mi dispiace dirlo, stiano servendo ad evitare la possibilità di situazioni veramente molto difficili per la solidità della Città. Purtroppo, non possiamo essere positivi rispetto a questo Consuntivo. Anzi, mi sembra che il Consuntivo sia negativo da tutti i punti di vista; senza nulla togliere a chi ci ha lavorato, però forse ci vorrebbe un ripensamento su dove stiamo andando. Permettetemi di dire un'ultima cosa: mi dispiace discutere questo argomento e vedere che la sedia del Sindaco è vuota; non so se sia ancora in Birmania o se, magari, è tornato e verrà in Aula. Questo è il problema della Città di Torino: possiamo organizzare dei meravigliosi eventi anche culturali, come quelli che piacciono e che, secondo questa Giunta, portano tanto sviluppo e bisogna mantenere (magari, evito di parlarne adesso), ma tutto questo è perfettamente inutile se le finanze della Città non stanno in piedi, cioè se, ad un certo punto, non abbiamo più i soldi per pagare gli stipendi, gli interessi sul debito e tutto quello che dobbiamo pagare, dopo aver già aumentato tutte le tasse aumentabili ed aver già tagliato tutto il tagliabile e anche oltre. È inutile pensare di andare avanti. Quindi, forse questo è l'aspetto su cui ci vorrebbe una riflessione seria da parte del Sindaco e della sua Giunta, prima di tutto il resto. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ringrazio l'Assessore per la consueta puntuale esposizione della relazione. Vorrei aggiungere molto brevemente le mie considerazioni a quelle del Capogruppo Tronzano in merito agli organismi partecipati. La stessa Corte dei Conti - cito testualmente - sottolinea quella che è la necessità di assicurare un'attività tecnico-valutativa sullo svolgimento dell'attività gestionale degli organismi partecipati, al fine di valutare la convenienza per l'Ente della partecipazione agli stessi e conseguire, ove necessario, una politica di risanamento. Possiamo, quindi, rilevare che molti degli Enti partecipati dal Comune risultano avere una posizione debitoria preoccupante ed una spesa del personale in costante aumento, a fronte di quella che è una riduzione del personale dipendente. Facendo esempi concreti, mi riferisco a GTT, AMIAT, CSI e via dicendo. Le cose che più preoccupano sono evidentemente le condizioni del debito contratto e soprattutto l'esigibilità dello stesso. Spesso, ho avuto modo di parlarne con il Vicesindaco (che è entrato in Aula adesso). Ci sono casi come quello, ad esempio, di AMIAT S.p.A., che, nel corso del dicembre 2010, ha visto un aumento di capitale sociale di 19.987.000 Euro; questa operazione non ha portato alcun vantaggio effettivo ed è del tutto incomprensibile, in quanto è stata effettuata in concomitanza con la distribuzione del dividendo in un momento in cui la società evidenziava già difficoltà di incassi dei crediti da parte del soggetto destinatario del dividendo stesso, che ricordiamo essere il Comune di Torino. Assessore, probabilmente paghiamo, in senso generale, la mancata appostazione di un fondo rischi su crediti congruo a quella che è l'esposizione raggiunta da molte delle società partecipate nei confronti dei propri clienti; ovviamente, mi riferisco in particolare al Comune di Torino. Inoltre, mi fa specie che le osservazioni che sto facendo non siano state prese in considerazione né dai componenti dei Consigli di Amministrazione, né dai componenti dei Collegi sindacali. Infine, rimarco questa anomalia: l'aumento delle spese per il personale a fronte di una riduzione delle unità del personale dipendente. Do atto al Sindaco Fassino di essere intervenuto in Aula in merito alla discussione dello sforamento del Patto di Stabilità e, in qualche modo, di averci rassicurati sul fatto che tra quelle che sono le leve virtuose da lui individuate per risanare i conti pubblici ci fosse la riduzione della spesa corrente, ma mi aspetto anche che dalle parole si passi ai fatti concreti anche in quelle società partecipate dall'Ente che lui guida; quindi, le inviti a proseguire quella che deve essere una vera e propria politica di rigore. Come Gruppo PdL, insieme ad altri Gruppi di minoranza, abbiamo presentato una proposta di mozione che ha per oggetto l'istituzione di una Commissione Consiliare Speciale di inchiesta ex articolo 23 del Regolamento del Consiglio Comunale avente per oggetto le spese del personale delle società municipalizzate. Intanto, ci auguriamo che questa iniziativa venga al più presto calendarizzata nei lavori d'Aula ed invitiamo i Gruppi Consiliari di maggioranza a riflettere su quella che è un'opportunità vera per tutti noi e ad esprimersi favorevolmente su questa questione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare È fatale che, in una discussione di questo tipo, spesso ci si confonda a parlare del Preventivo più che del Consultivo, ma, nei mesi scorsi, siamo stati abituati così e forse non era un male. Il Bilancio Consuntivo è sempre importante, perché mette in relazione quello che si è detto con quello che si è fatto; quindi, è un momento di verifica della corrispondenza e della coerenza operativa dell'Amministrazione Comunale. Non è da sottovalutare, intendendolo solo come documento contabile, ma quest'anno il suo pieno significato è sconvolto da due eventi: il primo fa riferimento al cambiamento di Amministrazione, avvenuto a metà anno, con un nuovo Sindaco ed un nuovo Consiglio Comunale e con i relativi vuoti che ci sono stati verso la fine dell'Amministrazione scorsa e all'inizio di questa Amministrazione. Su questo sfondo di incertezza, peraltro coraggiosamente affrontato dal Sindaco, dalla Giunta e dall'apparato funzionariale, si può tuttavia innestare qualche considerazione. La prima concerne uno sguardo al senso della continuità nella discontinuità e della discontinuità nella continuità, di cui abbiamo sentito molto parlare, partendo dalla convinzione che è improprio valutare in blocco il ventennio Castellani-Chiamparino, che la città ha avuto come momento di trasformazione e con risultati visibili. Infatti, la conduzione finanziaria del Chiamparino 2, dopo essersi avvalsa di positivi influssi esterni, come effetti della ripresa FIAT e delle Olimpiadi, con l'assunzione delle responsabilità di Bilancio da parte dell'attuale Assessore, abbandona quella ardita e avventurosa gestione dell'indebitamento, spinto fino a ritenerlo ispirato da una prassi pericolosa che c'era prima, cioè non dimentichiamoci la finanza creativa, che è stata superata dalla precedente Amministrazione, con la presenza e l'opera dell'Assessore Passoni. È un merito che va riconosciuto. Quindi non esiste la continuità dell'attività svolta in un certo ambito e con una certa continuità. E c'è stata invece una frattura. Quindi io parlerei non tanto di ventennio, ma di quindici più cinque, perché gli ultimi cinque sono stati obiettivamente diversi nella gestione finanziaria, rispetto ai precedenti. Quindi questa situazione, che è stata ispirata, a suo tempo, da una prassi piuttosto frivola, prima dell'Assessore Passoni, che era basata sul fatto: "Spendiamo pure, che tanto pagano quelli dopo". Questa è un po' la situazione. Quindi questo aspetto mi pare che vada storicamente corretto rispetto a quanto ho sentito dire. Ora, il Consuntivo del 2011 viene a collocarsi tra le avvisaglie di progressiva riduzione di risorse, assorbite dallo Stato per superiori esigenze nazionali e il non risolto superamento di eredità regressa, che l'Amministrazione uscente ha, in una certa misura, cercato di sopperire, come evidenziato dalle cifre dei tagli, sostanzialmente contenuti attraverso soluzioni che qualcuno forse chiamerà espedienti. In queste difficili condizioni, contingentemente diverse rispetto a quelle precedenti, il ricorso alle riduzioni settoriali si è ancora una volta manifestato purtroppo senza le consistenze e le necessarie scelte settoriali che, in ogni caso, vanno perseguite. Dal Consuntivo del 2011 emerge che in seguito alla relazione e alle riduzioni dei trasferimenti statali, siamo ora di fronte ad un'altra trasformazione della politica di Bilancio, che avrà esiti peggiori nei prossimi anni, rispetto ai quali gli sbalzi delle imposizioni centrali e la necessaria pianificazione delle realizzazioni possibili, deve comunque essere perseguita, anche se le condizioni di contorno non la favoriscono. E va riferita alle diverse azioni individuabili secondo le disponibilità acquisibili per sostenere un percorso operativo, evitando quello che nella fase finale del precedente ciclo quinquennale è avvenuto, quando gli annunci di un Patto con i cittadini prima, di un Piano per il biennio terminale poi, di un documento di programmazione economico-finanziaria infine, sono rimasti titoli senza che fossero valutate le proposte avanzate dai Consiglieri, Enti ed Associazioni di Categoria. Io sono sicuro che questo aspetto bisognerà cercare di superarlo, per evitare che Torino si confermi come una Città che sa esibirsi, ma non sa proporsi. Questo Consiglio Comunale ha ripreso, attraverso le linee programmatiche del Sindaco, le vicende esposte e cerca ora di orientarsi tra le idee che emergono e che, in una certa misura, ci sono, che devono essere raccolte, confrontate e sintetizzate. Alcune sono apparse anche dagli approfondimenti legati al 150° Anniversario dell'Unità d'Italia che, fra l'altro, ha visto il Comune impegnato in una devoluzione di 33 milioni di Euro, compresi alcuni piccoli interventi in conto capitale, e che sono stati - bisogna ricordarlo in questo Consiglio e in questa occasione - molto diversi di quelli concessi a Milano per l'Expo del 2015, dove, invece, sono stati stanziati 1.421 milioni di Euro, che poi sono stati dimezzati attraverso i successivi interventi governativi. Questo, comunque, è un aspetto che va notato, ma gli scostamenti tra Consuntivo 2011 e Consuntivo 2010 e gli scostamenti tra Consuntivo 2011 e Preventivo 2010 sono puntualmente rilevati dalla relazione dei Revisori dei Conti e risentono dell'eccezionalità che ha scosso la formazione del Bilancio e ha impegnato Sindaco, Giunta, Assessori e apparato in un meritorio e improbo lavoro di equilibrio tra obblighi legislativi ed esigenze sociali. Faccio alcuni accenni finali e chiudo. Gli accenni finali si riferiscono innanzitutto a una visione d'insieme di alcuni aspetti che mi pare vadano almeno ricordati e li ricordo solo per titoli. Il primo riguarda la gestione dei residui. È vero quello che è stato accennato, cioè che il discorso dei residui è il discorso più manovrabile all'interno della valutazione di un Bilancio Consuntivo, ma anche di quello Preventivo, però quest'anno l'utilizzazione di questa manovrabilità è stata utilizzata, io credo, saggiamente per coprire, anche attraverso quanto rimasto nell'avanzo residui, per la copertura del disavanzo d'amministrazione corrente. Il secondo aspetto riguarda, invece, il Bilancio consolidato. Io credo che debba essere data considerazione e merito all'Amministrazione Comunale, in particolare all'Assessore Passoni, che quest'anno ha introdotto il Bilancio consolidato (bisogna anche citare il dirigente Mora ed i suoi collaboratori), perché ha consentito di vedere alcune cose. Per esempio che il costo del nostro personale, in generale, se si valuta assieme a quello del Gruppo Torino, che non è di quasi 11.000 dipendenti, ma è di 24-25.000 dipendenti, comprese le partecipate, si scopre che noi siamo in una situazione in cui finanziamo, con i contratti di servizio, le partecipate, poi magari le partecipate hanno un avanzo d'amministrazione, però questo avanzo d'amministrazione è dovuto sempre ai nostri soldi, che sono dati anche in relazione al costo del personale delle partecipate, che va quindi valutato. Quindi questo sposta la percentuale del costo del personale del Comune nell'insieme del Gruppo Torino, anche se formalmente appare una diminuzione per quel che riguarda soltanto il Comune. Un penultimo aspetto è quello che riguarda la Corte dei Conti. Non mi soffermo, devo solo però dire che le osservazioni della Corte dei Conti sono, a mio parere, eccessivamente minuziose e bizantineggianti. In sostanza, ce n'è una sulla quale abbiamo già parlato in questo Consiglio Comunale molte volte e nelle Commissioni, che ha molto significato e molto senso, che è quella dell'utilizzazione delle spese straordinarie per pagare le entrate ordinarie. Quindi questo aspetto va indubbiamente affrontato, ma anche in questo caso quelli che fanno una critica troppo spinta su questo aspetto, forse non si rendono conto che questa Giunta e questo Assessore avevano iniziato questo processo, non molto, abbastanza lasco, fievole e leggero, però indubbiamente ha introdotto una prassi di controtendenza e questo evidentemente è un dato che è certamente interessante. Per concludere, voglio accennare soltanto a una notazione del Sindaco che ci ha fatto con gli auguri che ci ha mandato a Natale, dove si citano i sogni e la bellezza dei sogni. Credo che in questo caso, anche se la cosa è conosciuta da tutti, converrà magari ancora ricordare quel che diceva il Cardinal Tamara a proposito di questo aspetto, cioè che se si sogna, ma si sogna soli, un sogno rimane soltanto un sogno, ma se si sogna in tanti, si sogna insieme e tutti fanno lo stesso sogno, allora questo è già diventata una realtà. Ed è una realtà che deve diventare bella, deve farci sognare assieme, per renderla oggetto di un comune impegno e di una comune soddisfazione rispetto al futuro della nostra città. |