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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Gennaio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni del Sindaco su "Problematiche relative a fusione S. Paolo - Banca Intesa"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alle comunicazioni del Sindaco in merito alle richieste avanzate dai Consiglieri Angeleri, Scanderebech, Ghiglia e Carossa sulle problematiche relative alla fusione Sanpaolo - Banca Intesa.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Anzitutto, vorrei fare un'osservazione sul piano metodologico, per rispondere alla battuta del Consigliere Ventriglia: non c'è nessun "contrordine, compagni", ma semplicemente si sono espresse, in termini di selezione delle comunicazioni, delle preoccupazioni da parte dei Gruppi di maggioranza (in particolare dal Vicecapogruppo Gentile) che erano e sono sacrosante, perché quest'ora, le 19.45, è abbastanza improvvida per essere soltanto alla fase delle comunicazioni, soprattutto se poi si dovessero trattare deliberazioni significative.
In seconda istanza, una preoccupazione altrettanto importante è quella che ha mosso il Presidente Castronovo a riflettere sul fatto di non perdere del tempo su un tema che, giustamente, preoccupa la città, e chiedere se ci fosse la mia disponibilità a rispondere a entrambe le comunicazioni.
Quindi, secondo me, sono due preoccupazioni legittime che, a mio sommesso modo di vedere, pongono un problema (che lascio alla Conferenza dei Capigruppo e al Presidente), e cioè se non sia il caso di ripensare l'istituto delle comunicazioni insieme all'istituto degli atti di indirizzo e controllo, come vengono definiti, per capire se sia possibile ritagliare un momento della giornata del lunedì nel quale ci sia una fase di discussione e di dialogo che permetta di chiarire quali siano le questioni che un singolo Gruppo intende porre a seconda di cosa valuta autonomamente e non a seconda dei titoli dei giornali.
Sommessamente, mi permetto di dedurre questa proposta da queste due preoccupazioni, entrambe legittime, perché non possiamo permettere che alle otto di sera il Consiglio sia ancora impegnato con le comunicazioni! D'altra parte, capisco il Consigliere Ghiglia che ha fatto una terza richiesta di comunicazioni, che anch'essa avrebbe potuto avere la stessa dignità, perché dal punto di vista metodologico non era affatto diversa dalle altre due.
Entrando nel merito, stiamo parlando non di una notizia, non di una indiscrezione giornalistica, ma di una deduzione giornalistica, che all'incirca dice: dal momento che - questa è la notizia, ma non è nuova e non credo sarebbe, di per sé, meritevole di comunicazione - la responsabilità del settore immobiliare, in una articolazione delle funzioni, è passata a un milanese, ergo il grattacielo di Torino non si fa più. È un po' come se io dicessi: dal momento che tutto il retail di Intesa-Sanpaolo è sotto la responsabilità di Pietro Modiano, che è del Sanpaolo, ergo le filiali milanesi chiudono.
Mi auguro che i miei compagni e amici milanesi non facciano questo tipo di interpellanze a Letizia Moratti, perlomeno con questo taglio. Me lo auguro, per l'interesse che porto al fatto che il Partito Democratico sia un'organizzazione nazionale! La mia risposta, quindi è anche un po' difficile, perché non ci sono gli elementi. Tuttavia, anche se non ne avevo dato ancora comunicazione (dato che, a differenza di altri, non ho il costume di rendere noti tutti gli appuntamenti che ho con personalità o con interlocutori di imprese e di aziende), era già in calendario un appuntamento con Corrado Passera e con Pietro Modiano, che avverrà nei prossimi giorni.
L'Amministratore Delegato di Intesa-Sanpaolo, probabilmente allertato, o forse perché ha visto i giornali, ha avuto la cortesia di chiamarmi e mi ha ribadito quello che peraltro mi sembrava abbastanza scontato e cioè che non c'è nessun cambiamento nei programmi, che vanno fatte delle verifiche, come succede per tutti i progetti, soprattutto quelli così complessi, ma che non c'è nessuna intenzione di mutare i programmi che sono stati deliberati dal Sanpaolo, tanto più che risulta da alcuni dati che il Sanpaolo ha già alienato gli immobili che servono per costruire diciamo così il "tesoretto" (fra virgolette) con cui finanziare l'operazione.
Quando incontrerò di persona sia Passera che - mi auguro - Modiano, mi riserverò di approfondire ulteriormente questo aspetto e, naturalmente, anche altri. Tuttavia, credo di avere ragionevoli motivi per dire che stiamo parlando, ripeto, di una deduzione giornalistica non particolarmente fondata, per una ragione precisa: non pensiamo che i milanesi siano stupidi; quando cerco di capire, provo sempre a mettermi nella giacca del mio interlocutore; se mi mettessi nella giacca di Passera e volessi effettivamente "vampirizzare" Torino (questa è l'immagine che in alcuni casi se ne vuole dare), sicuramente, non cancellerei un progetto dell'architetto Renzo Piano, perché, se l'intenzione fosse quella di sussumere, ne impedirebbe il progetto, proprio per la sua valenza simbolica.
Poiché non credo che il senso dell'operazione Sanpaolo-Intesa sia quello di una vampirizzazione da parte di Milano su Torino e quindi di una nostra strenua difesa, non credo neanche che la ragione per la quale sarà confermato il grattacielo sia quella di offrire uno specchietto per le allodole ai torinesi; ma anche entrando in questa logica che qualcuno attribuisce ai milanesi, questi non avrebbero la convenienza a farlo. Ritengo che invece le ragioni siano altre.
Facciamo attenzione (lo dico anche a me stesso) ad affrontare un tema, indubbiamente complesso, come quello di una fusione di due fra le principali banche italiane e destinata a diventare uno dei più importanti gruppi europei, che presenta sicuramente criticità, asperità e difficoltà, con battute scandalistiche che rischiano di distogliere l'attenzione dai problemi veri.
Questa è la preoccupazione che rivolgo a me stesso. Ripeto, come in tutte le fusioni (lo stiamo vedendo anche nel nostro piccolo, per quello che riguarda AEM-AMGA), i problemi concreti che si incontrano, mano a mano che si affrontano (la mobilità del personale, la riarticolazione delle funzioni, la ricerca dei risparmi, la ricerca di sinergie produttive), sono complicati, non sono cose semplici e in alcuni casi può essere anche utile che gli Enti Locali facciano sentire la loro voce, però, ripeto, occhio ai botti scandalistici, perché questi possono servire a distogliere l'attenzione dal fulcro della questione. E poiché, come diceva il Senatore a vita Giulio Andreotti, "a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca", ho anche il sospetto che spesso questi botti scandalistici siano creati ad arte, proprio perché ci sono regolamenti di conti interni a gruppi di questa o di quella banca che usano l'impatto sull'opinione pubblica a tal fine. Mi viene il sospetto; non dico che sia così!
Allora, poiché il problema è di istituire una banca che effettivamente sia una delle più importanti banche italiane che possano fornire alla nostra città, come a Milano, al nostro territorio, alla nostra economia e ai nostri consumatori, risposte innovative e migliorative che giustamente devono avere, dico di fare attenzione a rincorrere voci sparse ad arte proprio perché vi si creda.
È tanto vero che una delle notizie clamorose si è rivelata "clamorosamente" falsa (mi riferisco a quella voce secondo la quale il responsabile del Centro contabile si sarebbe dimesso). È stata smentita e nessuno ha potuto dire il contrario.
Dobbiamo fare uno sforzo; se non sbaglio, il Consiglio ha predisposto una struttura di osservatorio per seguire il progetto nel suo complesso, perché è questa la valutazione da fare e se c'è bisogno di battere i pugni e di piantare i piedi lo si deve fare proprio sul progetto nel suo complesso, facendo attenzione a non cadere in illusioni create di proposito.
Non dimentichiamo quello che ho già detto altre volte (e su cui ancora nessuno mi ha risposto): ricordo benissimo quello che si diceva 9 anni fa e che si è detto ancora per alcuni anni su Unicredit CRT. Ricordo quello che era scritto sui giornali!
Domani, alle 13.00, inaugureremo la scuola di management europeo dell'Unicredit, qui a Torino. Al di là di questo, imprese, consumatori e famiglie hanno beneficiato di un miglioramento, per la comparsa, a Torino, di un grande gruppo bancario, oppure no?
Di problemi ce ne sono stati, non sono mancati. Mi pare, però, che siano stati gestiti in maniera tale che, se facessimo un confronto, credo che dovremmo soltanto rallegrarci di poter far parte di un grande gruppo europeo perché questo, sia per i consumatori che per le imprese (ma anche per realtà più imponenti come quella della FIAT) è stato positivo. Unicredit è stata la Banca che ha sostenuto maggiormente gli sforzi del management, nel momento cruciale della convertibilità dei prestiti.
È un tema che va seguito, ma senza correre dietro ai "botti" messi in giro volutamente per deviare l'attenzione da alcuni problemi reali o, più semplicemente, per regolare dei conti all'interno di un processo che, indubbiamente, presenta complessità che vanno affrontate da tutti e sulle quali, anche noi, dobbiamo fare, fino in fondo, la nostra parte (come, credo, abbiamo fatto fino adesso e come, comunque, assicuro, faremo in futuro).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Grazie, signor Sindaco. Solo a completamento di quanto ha detto il Sindaco circa la costituzione dell'osservatorio, ci tengo a precisare che quest'ultimo è argomento sul quale è ancora presente una discussione in Conferenza dei Capigruppo, anche in relazione al rapporto che avremo con la Conferenza dei Capigruppo della Provincia di Torino.
È un tema sul quale, ovviamente, torneremo e sarà compito della Conferenza dei Capigruppo, appunto, informare in maniera dettagliata sull'esito della discussione su questa vicenda.
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Vorrei ringraziare il Sindaco Chiamparino, perché ha detto sì alle richieste di comunicazione contro la sua maggioranza illiberale che voleva impedirgli di parlare e sono contento che, almeno, riusciamo a dibatterne oggi.
Lo ringrazio per le rassicurazioni che ha inteso darci, perché, da quello che ho capito, si tratta soltanto di deduzioni giornalistiche assolutamente prive di fondamento; quindi, le sorti magnifiche e progressive della fusione Intesa-Sanpaolo non potranno che avere conseguenze positive sul tessuto sociale ed economico torinese (la qualcosa, ovviamente, mi riempie di gioia).
Le devo dire, tuttavia, signor Sindaco, che mi sfugge un po' la logica da thriller secondo la quale certe notizie vengono buttate, ad arte, per non ho capito quali retro-pensieri e quali tipi di lotte interne, a favore di chi e contro chi.
Non ho capito perché; sono abituato a ragionare in maniera molto semplice (talvolta, magari, mi si dice anche semplicistica), ossia: il Presidente della Compagnia dell'Istituto Sanpaolo, l'avv. Grande Stevens, è venuto a dire due volte: "Noi della Compagnia siamo il primo azionista di Sanpaolo, quindi, possiamo incidere, possiamo dire, possiamo decidere, possiamo far fare". Poi vediamo che in questo grande progetto di fusione, dopo tutte le rassicurazioni, il Presidente Salza diventa il Presidente del Consiglio di Gestione che, poi, non ho capito cos'è, nel senso che, se fosse una cosa importante il dott. Salza si alzerebbe e direbbe: "Il grattacielo a Torino si fa. Punto. Non rompetemi le scatole: milanesi, o non milanesi. Si fa, perché Torino è partner alla pari. Abbiamo detto che si fa e si fa e, de minimis, ci rimane un grattacielo (magari, mezzo vuoto)". Ma, come dire di no ad un grattacielo di piano? Lo ha detto lei. Non converrebbe neanche ai milanesi. Però, io, questa affermazione stentorea, ultimativa, non l'ho sentita dal dott. Salza. Non l'ho sentita neanche dall'avv. Grande Stevens, tant'è che ho richiesto l'audizione dei due rappresentanti della Città nel Consiglio della Fondazione, ma non si sono mai fatti "audire". Lo dico: voi che cosa ci siete stati a fare? Avete ricevuto dalla Città un mandato imperativo, secondo il quale dovevate, a tutti i costi, far sì che nell'ambito dell'azionista di maggioranza della Banca Sanpaolo ci potesse essere una chiara divisione di pesi e di contrappesi all'interno del management della futura struttura?
A oggi, i dati sono questi. Poi, lei ci dice di aver già programmato (ma le credo) un appuntamento con l'amministratore delegato Passera e con Modiano (anche se non l'ho pubblicizzato). Non sia timido. Ce le dica le novità! Soprattutto se sono positive, ma ce le dica anche se non sono tali, anche fosse che i milanesi, con i denti da vampiro, non ci vogliono dare il grattacielo!
Facciamo una grande battaglia lobbistica, trasversale, cittadina e vediamo se riusciamo ancora a recuperare qualcosa. Credo che questo, per la città, sia importante. A volte, anche soltanto i simboli sono importanti.
Alla fine di tutto questo, noi, finora, signor Sindaco, abbiamo avuto rassicurazione. A queste rassicurazioni, per il momento (per il momento, ma il processo è ancora in fieri) non è seguito nulla di concreto. Per carità! Potranno anche esserci deduzioni giornalistiche, però, sta di fatto che si parla di ridimensionamento, che i responsabili del patrimonio immobiliare stanno in un'altra città, che, ognuno, nella propria città, sente un po' un senso di appartenenza per il quale tende, naturalmente, a mantenere sul proprio territorio di elezione, le parti più importanti anche nell'ambito di un futuro (come potrebbe essere quello della fusione). Noi, da torinesi, magari anche solamente sulla base di deduzioni, non possiamo non preoccuparci quando, comunque, certe cose vengono diffuse, ma non vengono smentite con una sicurezza che vorremmo, invece, vedere. Una sicurezza che vorremmo toccare con mano, anche perché, ci chiediamo: "Come mai se certe cose sono ancora in discussione, mentre nel recente passato ci sono state date per scontate più volte, pubblicamente (l'hanno scritto tutti, lo hanno detto tutti, lo hanno ripetuto tutti - oggi non lo so)?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
(Intervento fuori microfono).

GHIGLIA Agostino
Io sono sempre ligio, però, Presidente! Tutti parlano finché vogliono, lei bacchetta sempre me. Non lei, signor Sindaco! Mi rivolgevo al Presidente. Vuol fare pure il Presidente? Fa già tutto lei. Per favore, non sia uno e bino. Le mancherebbe, poi, soltanto la Trinità (il che diventerebbe imbarazzante).
Comunque, al di là delle battute, noi vorremmo che la sicumera di ieri, a cui vogliamo credere (una volta tanto non vogliamo fare i fa fiuché), trovi un riscontro alle dichiarazioni di oggi anche da parte di coloro che nella Banca e nella Compagnia ci stanno dentro.
E poi la pregherei già: la prossima settimana, ci faccia sapere qualcosa, magari prima della Conferenza Stampa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non era per bacchettarla. Ci mancherebbe altro! Se la richiamo appena trascorsi i cinque minuti, so che più o meno, a cinque minuti e trenta, cinque minuti e quaranta, il suo intervento sarà terminato. Se la bacchettassi a cinque minuti e trenta, arriveremmo a sei minuti ed oltre.

GHIGLIA Agostino
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vedrà che bacchetterò tutti. Dato che il Consigliere Angeleri, così come il Consigliere Carossa, avevano fatto la richiesta di comunicazione, nell'ordine, interverranno i Consiglieri Angeleri, poi Carossa; successivamente, darò la parola al Consigliere Coppola.
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Vorrei dire al Sindaco che, probabilmente, bisognerebbe dedicare anche un Consiglio Comunale intero alle comunicazioni, per evitare che ogni lunedì si arrivi ad una riunione dei Capigruppo che stravolge i lavori. Dico questo perché oggi si doveva parlare della questione Sanpaolo, visto che tra sabato e domenica sono usciti degli articoli che ci hanno in qualche modo preoccupato; ma, dato che non sono stati i primi e dato che, nei mesi scorsi, abbiamo avuto audizioni, spiegazioni e, più volte, rassicurazioni da parte dei vertici - che puntualmente sono poi venute meno all'indomani delle dichiarazioni dei detti vertici all'interno di questa istituzione - la preoccupazione è più che fondata.
In questo senso, mi permetta di rispondere anche ad un giornalista torinese, che io stimo, che ha scritto, su un quotidiano di questa città, che questo Consiglio Comunale si accontenta e che quindi non conta assolutamente niente, perché si accontenta, probabilmente, degli emolumenti e non fa politica. Ritengo di dover rispondere che io mi voglio occupare della città; sono consapevole di contare sicuramente poco, ma almeno vorrei mantenere la soddisfazione di discutere e di contribuire a sollecitare la soluzione dei problemi all'interno di questo Consiglio Comunale.
Venendo all'oggetto della richiesta presentata con il Consigliere Scanderebech, capisce che avessimo qualche preoccupazione legittima! Sono d'accordo con il Sindaco quando dice che, probabilmente, bisognerà battere i pugni sul tavolo e puntare i piedi, se necessario. Sono convinto di questo, tant'è che il motivo della richiesta delle nostre comunicazioni va nel senso di non attenuare l'attenzione rispetto ad un tema che vede interessate, quantomeno, alcune migliaia di famiglie della nostra città, senza considerare il fatto che nessuno di noi - penso lei per primo - abbia intenzione di perdere dei pezzi che hanno segnato la storia di questa città.
È, dunque, importante cercare di essere costruttivi e cercare, in qualche modo, un rapporto innanzitutto con i nostri rappresentanti.
Ecco perché, nell'ambito della Conferenza dei Capigruppo, abbiamo accettato di audire prima di tutto i nostri rappresentanti nella Compagnia di Sanpaolo, perché vorrei capire, all'interno della Compagnia di Sanpaolo, cosa dicono il Consigliere Manghi e il Consigliere Corsico.
Inoltre, dato che la Compagnia di Sanpaolo elegge i propri rappresentanti all'interno dell'Istituto, vorrei capire se esistano dei rapporti con queste persone e quale sia la loro posizione. Lo dico perché abbiamo visto, con preoccupazione, come sono state trattate all'inizio le questioni legate al personale; attraverso le dichiarazioni dei vertici che abbiamo audito, abbiamo visto che cosa è stato detto all'interno di quest'Aula; molte cose che sono state dette non sono state rispettate; le rassicurazioni che erano state date sulla questione del polo informatico, oggi sembra che non siano quantomeno tali.
Apprendo oggi dal Sindaco che le preoccupazioni sulla questione del grattacielo non corrispondono a verità. Ecco, in questo senso sono contento che si sia arrivati prima, ma ritengo comunque che fosse una preoccupazione che dovevamo manifestare, visti i precedenti.
Rispetto a questo, mi auguro che potremo avere, non solo da parte del Sindaco, ma in particolare anche da parte dei rappresentanti della Città nella Compagnia di Sanpaolo (che, mi auguro, sentiremo al più presto), una risposta più ferma rispetto a un'esigenza non di un partito o di un Consigliere, ma rispetto all'esigenza legittima che in questa città rimanga almeno qualcosa di quella che è stata la storia della città stessa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Innanzitutto, mi pare veramente strano che, ormai da un po' di tempo, il Sindaco, nei suoi interventi, cada sempre nel solito discorso dei giornalisti, in una maniera o nell'altra. Mi sembra veramente strano che dei giornalisti scrivano determinati articoli soltanto per fare notizia. Mi sembra veramente strano.
Mi sembra strano anche per un altro motivo. Mi permetto di leggere, perché lei saprà tutto e, da quanto ho capito, sa tante cose; per esempio, non mi sembra che la sua Collega di partito Mercedes Bresso sappia altrettanto. Personalmente, ho presentato il comunicato stampa e la richiesta di comunicazioni perché, da cittadino normalissimo, aprendo i giornali, da indiscrezioni, vedo che la questione del grattacielo viene quantomeno ridimensionata. Leggo che il responsabile del personale, Montagnese, se ne va via, adducendo - e spero proprio che non sia così - motivi di carattere strettamente personale. Ripeto, spero che non sia così e che, magari abbia, invece, litigato, fa lo stesso. Leggo che anche il dottor Curcuruto, responsabile del polo informativo di Moncalieri, va via. Notizia smentita il giorno dopo, e meno male, lo dico da cittadino. Però mi permetto di dire: io ho visto questi articoli il 27; il 28 leggo (e non mi pare che sia stato smentito): "Qui non siamo alla guerra fra Torino e Milano. Gli Enti Locali si trovano alle prese con le conseguenze di una fusione..."."Il fatto che si rimette in discussione il progetto del grattacielo ci lascia perplessi, perché faceva parte degli impegni già presi con il territorio e degli equilibri su cui eravamo d'accordo. Domani - quindi oggi - chiamerò Salza e Modiano e chiederò l'intervento della Compagnia di Sanpaolo e di Rodolfo Zich.
Mercedes Bresso, Presidente della Regione, vuole un chiarimento in tempi brevi". Allora io, che non sono il Sindaco di Torino, che sa tutto, da cittadino mi preoccupo e, poiché cerco di fare al mio meglio anche il Consigliere Comunale, l'unica cosa che posso fare è chiedere comunicazioni a chi sa tutto!
Mi sono arrabbiato molto in Conferenza dei Capigruppo - e sono contento di vedere i Consiglieri della maggioranza con le guance un po' rosse dopo la sberla che hanno preso -, perché non mi aspettavo che, di fronte ad una richiesta normalissima di avere delucidazioni dal Sindaco (che, essendo informato su tutto, ci poteva rassicurare su queste notizie), la maggioranza, a fronte di un consenso della Giunta alle comunicazioni, facesse quella manfrina del voto, con l'Ulivo che dice: "No", e dietro i moderati che dicono: "No", e quindi, a maggioranza, si decidesse di non fare le comunicazioni in Aula, che è l'unico posto dove dovrebbero essere dette queste cose, proprio per rassicurare i cittadini!
Mi permetto di dire che i cittadini, i quali non sono né stupidi né analfabeti, ogni tanto leggono e, leggendo quelle cose, signor Sindaco, si preoccupano, come lei ben comprende, anche se talvolta finge di non capire.
Quindi, ci capiamo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono contento anche per un'altra questione, rispetto alla quale spero che si avvii sempre più il discorso già intrapreso in Conferenza dei Capigruppo.
Vorrei che non si dimenticasse nuovamente di convocare i componenti del Comune di Torino nella Compagnia di San Paolo, Corsico e Manghi, perché si doveva già fare, come lei ha spiegato.
Quindi, desidererei veramente che venissero a riferirci, poiché i costi della politica in quel caso non c'entrano, ma immagino che, all'interno di quell'ambito, percepiscano pur sempre belle sommette; certamente, non posso saperlo, perché, a differenza del Sindaco, io non so niente, ma immagino, appunto, che questi signori percepiscano belle sommette all'interno della Compagnia di San Paolo, comunque, potrà dirmelo anche un'altra volta.
Poi, tralasciando la "questione Sanpaolo", bisogna riuscire a trovare una maniera, che non so quale possa essere, per codificare meglio il discorso delle comunicazioni.
Mi permetto di dire che, prima, mi sono davvero arrabbiato con i Colleghi della maggioranza, perché ritenevo doveroso, per la città, sapere quanto il Sindaco aveva da dire su ciò che sapeva, anche di tranquillizzante; però, comunque, dobbiamo codificarlo in qualche modo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prima di dare la parola al Consigliere Coppola, desidero rasserenare il Consigliere Carossa sulle due questioni che ha citato.
Innanzitutto, io ed il Vicepresidente abbiamo già predisposto un comunicato stampa, che mi risulta sia stato anche ripreso dalla RAI, sul fatto che la Conferenza dei Capigruppo abbia deciso di convocare, in audizione, sia i vertici della Banca sia i rappresentanti della Città nella Compagnia di San Paolo.
Inoltre, domani, in sede di Conferenza dei Capigruppo, l'Ufficio di Presidenza sottoporrà alla medesima una proposta di modifica della modalità con la quale vengono effettuate le comunicazioni del Sindaco, perciò avremo modo di affrontare anche quest'argomento.
La parola al Consigliere Coppola.

COPPOLA Michele
Signor Sindaco, credo che quanto lei ha detto, in relazione alla curiosa vicenda Banca Intesa-Sanpaolo, sia corretto e condivisibile, e siamo tutti consapevoli che si tratti di un progetto complesso.
Quando, in Conferenza dei Capigruppo, congiuntamente alla I Commissione, abbiamo audito il Direttore Generale Modiano, ricordo che rimasi molto colpito dalle sue parole, perché parlò di una sua perplessità iniziale, che aveva addirittura causato dichiarazioni poi interpretate in maniera ancor più negativa dai giornali, ma che, in realtà, la sua grande determinazione sarebbe stata successivamente dedicata alla ricerca della fusione perfetta.
Siamo tutti convinti che si tratti di un grande progetto, di respiro europeo, e non vogliamo chiuderci nella logica tipica della nostra Città, la quale si lamenta troppo per quanto le viene portato via e si concentra poco sulle opportunità e sui suoi grandi meriti, che, invece, vengono copiati da altri capoluoghi italiani.
Però, signor Sindaco, vorrei che cercasse di capire anche il nostro stato d'animo, nel momento in cui, sui giornali di questa settimana, si legge che noi "furbetti" rialziamo la testa, che cerchiamo nuove ragioni per "passare il tempo" in Sala Rossa, che siamo attenti al computer o, piuttosto, al gettone di presenza, mentre apprendiamo certe notizie dai giornali, proprio su ciò che è considerato un simbolo pieno a tutti gli effetti.
Infatti, se si trattasse di una semplice via da dedicare, oppure di qualche altra strana onorificenza, probabilmente, avrebbe ragione lei: le preoccupazioni dovrebbero essere differenti.
Però, quando s'iniziano a svolgere verifiche su un simbolo pieno, di cui si è fortemente parlato in Commissione (il Presidente Salza, addirittura, disse che avrebbe invitato tutti i Consiglieri Comunali a prendere il caffè sulla terrazza all'ultimo piano, in modo tale che si potesse godere di una splendida vista della città, ma anche gustare un ottimo caffè), e quando quel simbolo pieno, che diventa caratterizzazione del territorio e di una scelta, viene messo in discussione a fronte di una verifica svolta, l'unica strada che abbiamo è quella di tornare da coloro i quali ci avevano detto che quella scelta non sarebbe stata certamente messa in discussione, e chiedere al Sindaco, che ci rappresenta, se abbia da darci delucidazioni in merito.
In quella stessa giornata - ha ragione lei -, una notizia si è rilevata assolutamente infondata, anche se sa (probabilmente, meglio di me) che, nei corridoi, le considerazioni sulle preoccupazioni di tutta una serie di management intermedio e sulla differenza di una cultura di gestione delle risorse umane rispetto a quella che, invece, è stata la tradizione della Banca Sanpaolo a Torino, forse, si accompagnano ad una vicenda di carattere personale, perciò, in quel caso, è opportuno non intervenire e scegliere il silenzio.
Tuttavia, dovrebbe provare a mettere in fila una notizia dopo l'altra: coloro i quali hanno sentito, ad esempio, che il dottor Iozzo (il quale sarebbe stato una pietra miliare della fusione) diventa improvvisamente Presidente della Cassa Depositi e Prestiti (trenta secondi dopo che hanno smesso di gioire per il fatto di avere un piemontese alla guida di una banca importante, aspetto peraltro d'interesse vitale per un ente locale ed il territorio), è inevitabile che s'interroghino sulla fondatezza di quanto ci hanno raccontato.
Probabilmente, si tratterà di una deduzione giornalistica, ma è altrettanto vero che avevamo bisogno di trovare qualcuno, il quale, in occasione di un Consiglio Comunale, avesse la stessa forza di dirci che quella deduzione giornalistica era completamente priva di fondamento.
Pertanto, ancora una volta, stasera lei ha l'occasione di essere Sindaco del 70% dei torinesi che l'hanno votata e di 50 Consiglieri Comunali che le chiedono dell'incontro.
Infatti, il Presidente Castronovo ha fatto presente che la Conferenza dei Capigruppo ha richiesto d'incontrare i vertici della nuova banca.
Le richieste si avanzano, ma, poi, bisogna andare a conquistarsi le risposte.
Le faccio presente una circostanza simile, ma altrettanto antipatica, benché si tratti di un aspetto meramente di colore: stiamo ancora aspettando la risposta del Presidente del Torino Calcio, il quale sarebbe dovuto venire in Sala Rossa per festeggiare il ritorno della squadra in serie A.
In questo caso, invece, si tratta di un aspetto che riguarda decine di migliaia di famiglie, interessate dalla forza e dalla centralità della scelta di Sanpaolo di essere ancora interessante per il nostro territorio.
Quindi, le chiedo di essere veramente il Sindaco del 70% dei torinesi e di 50 Consiglieri Comunali, dicendoci anche lei quello che, evidentemente, stasera, tutti vorremmo sentirci dire.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vorrei soltanto precisare che stiamo ancora aspettando la risposta del Presidente del Torino Calcio, ma per festeggiare non il ritorno del Torino in serie A, bensì il centenario della fondazione del Torino, avvenimento ben più importante.
Quindi, siamo tuttora in attesa che il dottor Cairo si degni di dare una risposta alla lettera che gli abbiamo inviato e alle numerose richieste d'incontro fatte per le vie brevi.
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Voglio dire soltanto una cosa molto breve, portando un contributo, se vogliamo, storico.
Nella storia, più di una volta si è verificato che, nel momento in cui ci sono stati grandi fenomeni di riconversione economica (come sta succedendo a noi in questa fase di riconversione industriale), di conseguenza, anche il sistema finanziario e bancario ha subito grandi processi di ristrutturazione.
Da questo punto di vista, a me sembrerebbe interessante che l'Amministrazione pubblica puntasse ad acquisire elementi di scenario e di contesto ampi che permettano di capire in che modo si ristrutturi il complesso della finanza e della banca sul territorio e l'osservazione microscopica, che vede, di volta in volta, un singolo albero della foresta e ogni volta discute su quello, dovrebbe essere integrata, invece, da una visione dall'aeroplano, da cui si riuscirebbe a capire in che direzione stanno andando gli orientamenti delle istituzioni bancarie, finanziarie e creditizie della città.
Penso che questo sia uno dei ragionamenti sul quale dobbiamo puntare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Mi riallaccio all'intervento del Consigliere Silvestrini per dire che è esattamente quello che volevo dire io; poi, magari, se andassimo sul merito, potremmo avere opinioni diverse, ma è esattamente quello che intendevo io quando dicevo che questo progetto di fusione va valutato nel suo complesso e non nelle singole parti, perché il progetto - adesso lo dico per paradosso - potrebbe essere validissimo e portare benefici al territorio, magari, anche dimezzando il grattacielo.
Bisogna stare molto attenti a far dipendere la valutazione da un singolo pezzo, perché sarebbe come se si guardassero le singole foglie che compongono il carciofo, al di là del fatto che qualcuno possa cercare di buttare la polpetta avvelenata (non alla Città, ma fra loro, come avviene in tutte le migliori famiglie) e al di là delle voci comparse su un quotidiano torinese, che sono state semplicemente riprese da "Il Mondo", che le aveva già pubblicate il giorno prima, quindi, non c'era niente di nuovo.
Io non penso a dietrologie, ma che, come in tutte le migliori famiglie, possa succedere che, quando ci sono problemi complessi da gestire e, magari, qualcuno vuole dare qualche segnale o anche cercare di fare le scarpe a qualcun altro, uno dei tanti strumenti conosciuti per farlo è di buttare in giro notizie. Tutto qua. Ho citato Andreotti prima per dire che, se sapessi, direi, ma deduco.
Sono completamente d'accordo con il Consigliere Silvestrini. Credo che questo sia l'atteggiamento che dobbiamo avere: seguire, monitorare e valutare il progetto nel suo complesso, evitando di valutarlo solo nei singoli aspetti, che potrebbero anche essere fuorvianti.
Vorrei fare solo una battuta. Io pubblicizzo, Consigliere Ghiglia, ma penso che - come, credo, anche lei - fra lavorare e comunicare ci sia ancora qualche distinzione, quindi, a volte, si può lavorare senza comunicare e, a volte, invece, le due cose necessariamente vanno insieme. In questo senso non pubblicizzo gli appuntamenti. È chiaro che, se c'è qualcosa di rilevante per la città o, comunque, per l'opinione pubblica, non la tengo gelosamente per me.
Infine, se non sbaglio, questa è la seconda (o la terza) discussione che dedichiamo all'argomento in Consiglio Comunale, a parte le audizioni fatte in Commissione, quindi, sinceramente, non si può dire che non seguiamo con attenzione questo progetto, che è datato settembre 2006, se non sbaglio. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Sì, io stavo andando ad un dibattito a Cortina d'Ampezzo. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Fine agosto, inizio settembre, quindi, sono passati cinque mesi. Abbiamo dedicato tre dibattiti in Consiglio e, credo, due o tre audizioni specifiche in Conferenza dei Capigruppo e nelle Commissioni. Davvero non mi sembra si possa dire che non stiamo seguendo la vicenda con attenzione.
Credo che di questo siano consapevoli anche i vertici della Banca e penso che, se continueremo a mantenere questa attenzione, se sapremo calarla, appunto, sul complesso del progetto, sui riflessi che potrebbe avere sull'economia della nostra città, con gli altri centri finanziari della nostra città, potremo, da un lato, dare una mano e, dall'altro, anche - com'è giusto che sia - lavorare, affinché questa operazione si risolva in positivo, non solo per l'economia nazionale, ma anche per quella della nostra città.
Insisto: riflettiamo sempre sulla vicenda Unicredito/CRT. Ci sono degli esempi che si possono andare a ricostruire nella cronaca, da cui è venuto fuori che, molte delle cose date ai giornali perché erano segni di criticità depredatorie sulla città, poi, alla fine, che cosa si sono rivelate? Persone con nomi e cognomi, che avevano paura di perdere (in alcuni casi, hanno perso) lo "strapuntino" che avevano in qualche Consiglio d'Amministrazione!
È necessario, quindi, riprendere l'appello che ha fatto il Consigliere Silvestrini, ossia, valutare quanto avviene attentamente, ma nel suo complesso.
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