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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Gennaio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 13

Comunicazioni del Sindaco su "Torino Film Festival"
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alle comunicazioni del Sindaco riguardanti il Torino Film Festival.
Questa richiesta di comunicazioni, scritta dal Capogruppo di Forza Italia Cantore, recita: "Con la presente si richiedono le comunicazioni in Aula del Sindaco e dell'Assessore competente, per chiedere scusa ai torinesi e informare il Consiglio Comunale su come intendono rimediare alla superficialità dimostrata dall'Amministrazione Comunale e scrivere la parola fine all'insopportabile farsa che si sta girando su Torino Film Festival". È datata 15 gennaio 2007.
La parola al Sindaco.

SINDACO
La richiesta di comunicazioni è un po' datata. Forse dovrebbero chiedere scusa ai torinesi coloro che hanno chiesto a me di farlo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non so, io mi riferivo a quello che ha letto il Presidente.
Ho fatto questa battuta prendendo spunto dalla richiesta di comunicazioni del Capogruppo di Forza Italia, per rilevare che è una comunicazione un po' datata, ma che forse, proprio per questo, può permettere di fare il punto in modo più riflessivo sul tema.
Non ripercorrerò tutte le tappe già percorse dall'Assessore Alfieri nell'apposita riunione di Commissione. Il Torino Film Festival, come sapete, venne costituito come associazione nel 1983 su stimolo dell'Amministrazione, da parte dell'allora Assessore alla Gioventù, Fiorenzo Alfieri, con lo scopo di gestire autonomamente, rispetto al Comune, quella che era stata comunque un'idea nata dal Comune, cioè quella di organizzare a Torino un evento cinematografico ispirato alle tematiche giovanili (di qui anche il nome dell'Associazione). Dopo 24 anni (il prossimo sarà un quarto di secolo) si era da più parti sentita l'esigenza (prendendo a prestito un'espressione del gergo del mio partito storico d'appartenenza) di "innovazione nella continuità".
Nel senso che, dopo 24 anni, era chiaro a tutti che il Torino Film Festival aveva saputo radicarsi nel panorama delle rassegne cinematografiche nazionali ed europee per le sue caratteristiche di innovazione, di ricerca della novità nel campo della produzione cinematografica, nel campo della sperimentazione, e quindi, da questo punto di vista, rappresentava se non un unicum, certo una peculiarità importante nel panorama non solo italiano.
Dall'altra parte, però, ci si rendeva anche conto che, proprio per questo, era necessario - senza venire meno a questa base - impostare qualcosa che collocasse con più incisività nel panorama delle rassegne cinematografiche nazionali l'evento torinese, anche in forza del fatto che, nel frattempo - com'è noto a tutti voi -, oltre alle rassegne minori (che sono tante, numerose, svariate), oltre a quella di Venezia, che, invece, era la Rassegna per antonomasia, si è aggiunta, l'anno scorso, la Festa del Cinema di Roma che, dal punto di vista della visibilità mediatica e del coinvolgimento delle grandi star del set cinematografico mondiale ha indubbiamente rappresentato un evento molto competitivo. Tutto ciò rendeva, quindi, il sistema delle rassegne cinematografiche italiano più competitivo.
Ecco, quindi, l'esigenza (che c'era già, di per sé, comunque, per ragioni fisiologiche) di innovare nella continuità, resa più accentuata da questo cambiamento di panorama. È stata avviata una discussione che, in una prima fase, ha coinvolto, per quel che riguarda gli Enti Locali, gli Assessori (quindi, l'Assessore Alfieri, l'Assessore Oliva, l'Assessore Giuliano), in quanto responsabili delle politiche culturali ed ha coinvolto i soggetti che già da due anni, attraverso apposita convenzione, organizzano concretamente il Torino Film Festival, cioè, il Museo del Cinema e, ovviamente, l'Associazione Film Festival.
Non molto prima di Natale, la discussione era arrivata ad un'ipotesi che sembrava poter mettere insieme tutti i protagonisti del sistema cinematografico torinese; per protagonisti intendo, oltre alle persone fisiche (che sono note a tutti), anche i rappresentanti dei vari punti che compongono il sistema, quindi, il Museo del Cinema, l'Associazione Torino Film Festival, la Film Commission e, ovviamente, le Istituzioni Locali che, in ultima istanza, sono i finanziatori principali, per non dire quasi esclusivi. Sembrava che si fosse raggiunta un'intesa, che era proprio quella che mirava a dare mandato ai due direttori del Film Festival precedente (Giulia D'Agnolo e Roberto Turigliatto), al Presidente della Film Commission ed al Direttore del Museo del Cinema di formulare un progetto comprensivo anche di ipotesi di eventuali nuovi direttori o responsabili del Museo.
Questa ipotesi di lavoro è saltata perché - se non ricordo male - il professore Rondolino aveva valutato che non ci fossero le condizioni per proseguire su questa strada e, prima di Natale, ci eravamo lasciati - io, di questo, sono sempre stato informato, naturalmente, passo passo dall'Assessore Alfieri - con una situazione di stallo, in cui si cercava di ricomporre le file - ripeto - di quei protagonisti, per trovare un progetto e uno o più direttori che garantissero il risultato che ci eravamo proposti. La vigilia di Natale sono stato informato con un SMS dall'Assessore Alfieri che aveva notizie importanti da comunicarmi e che ci dovevamo assolutamente vedere; ci siamo incontrati il giorno di Santo Stefano e, appunto, mi ha riferito che la sera prima, cioè, l'antivigilia di Natale, in un incontro a cui avevano partecipato il Presidente della Film Commission, il Direttore del Museo del Cinema e l'Assessore Oliva, gli avevano detto che c'era la disponibilità di Nanni Moretti a dirigere il Torino Film Festival e che il giorno dopo, quindi, il mercoledì, ci sarebbe stata la conferenza stampa per annunciare la notizia. Questa è una parte che i giornali hanno già raccontato, quindi, sorvolerei su tutta una serie dettagli.
Io ho reagito, ovviamente, rallegrandomi di questa importante novità, ma anche stupendomi, perché, normalmente, succede il contrario; in genere, mi dicono: "Guarda, è tutto così, ci sarebbe Moretti disponibile, però, servirebbe proprio una tua telefonata a Tizio, Caio e Sempronio". Ho pensato, però, che era meglio così, perché significava che non c'era bisogno della prassi consolidata!
In seguito, ci sono state la conferenza stampa e le reazioni che conoscete da parte di vari personaggi, soprattutto del professor Rondolino - non voglio fare la cronistoria -. Di fatto, Moretti, che aveva accettato, aveva mandato quella e-mail di rinuncia di cui siete al corrente. Io, naturalmente, subito dopo l'accettazione di Moretti, gli avevo telefonato e gli avevo garantito che avrei lavorato per ricomporre i prevedibili dissensi che ci sarebbero stati, se non altro, alla luce del fatto che il Presidente dell'Associazione non era stato informato della conferenza stampa e né, tanto meno, della proposta di Moretti, quindi, mi ero impegnato in quella direzione. Poi, naturalmente, per ricomporre delle fratture che - come ho ricordato - non erano solo del momento (non bastavano certo ventiquattrore), non erano neanche passate ventiquattrore e Moretti aveva fatto pervenire la sua rinuncia.
A quel punto, mi è parso saggio lasciare decantare la situazione fino al giorno dopo l'Epifania, quando ho cercato di riprendere le file della questione, sollecitato anche dal fatto che, comunque, nell'opinione pubblica questa situazione aveva creato un turbamento non certo esistenziale, ma dovuto al fatto che c'era la percezione condivisa che la Città avesse perso un'occasione. Allora, ho risentito il regista Nanni Moretti al telefono ed ho avuto la sensazione che, se si fossero ricreate le condizioni quo ante che lui presumeva ci fossero, non era indisponibile a ripensarci e, a quel punto, ho semplicemente sentito uno per uno i vari protagonisti.
Ho avuto l'impressione che fosse possibile trovare una convergenza su un'ipotesi che, alla fine, è stata premiata e che rimetteva - se posso esprimermi così - le lancette al punto da cui erano partite, cioè, all'esigenza di innescare su una struttura preesistente (l'Associazione Film Festival, che resta tale e quale e mantiene, quindi, anche quel suo carattere di indipendenza e di autonomia che, ormai, gli appartengono storicamente) un progetto che, forte delle radici del Torino Film Festival, puntasse ad innovare, con persone che esprimessero questa esigenza. Tutto ciò si è tradotto, poi, anche in un documento formalizzato, che è stato approvato dall'Associazione Torino Film Festival e, su questa base, si è arrivati al ripensamento o, comunque, alla decisione di Moretti di accettare l'incarico, cosa che è stata da tutti noi e, credo, anche dalla città, unanimemente apprezzata.
A questo punto, penso che la sola cosa da fare sia di prendere atto che è iniziata una seconda fase, una fase nuova che credo possa dare una grande forza competitiva alla nostra città nel panorama delle rassegne cinematografiche non solo nazionali.
L'ultima cosa che voglio dire (anche per rispondere, se non sbaglio - senza la pretesa di farlo formalmente -, a delle interpellanze che ho letto, che chiedevano conto dei compensi che avrebbe avuto Moretti) è che, in quanto Enti sostenitori dell'Associazione Torino Film Festival, dobbiamo improntare la nostra iniziativa in modo tale da garantire tutte le condizioni di massima autonomia, culturale ed organizzativa a chi ha la responsabilità del progetto del Festival e della sua organizzazione, contrattando con il Museo, in questo caso, le condizioni finanziarie ed economiche complessive. Naturalmente, non lo faremo da soli, ma con la Regione, la Provincia ed altri eventuali Enti che noi auspichiamo, anche in forza del nome di Moretti, potranno essere interessati a sostenere Torino Film Festival e, dall'altra parte, all'Associazione Torino Film Festival nella sua nuova veste, con gli organi rinnovati dopo le dimissioni del professor Rondolino, sostituito da Renzo Ventavoli, garantiamo la massima autonomia culturale nella valutazione e nel sostegno al progetto del Torino Film Festival.
Mi pare, quindi, che all'interno di queste condizioni rientreranno gli impegni, anche finanziari, che chi ha la responsabilità di organizzare il Torino Film Festival prenderà con Moretti. Peraltro, anche volessi rispondere non potrei farlo, perché queste intese non sono ancora state definite fra i soggetti responsabili, cioè coloro che hanno il diritto ed il dovere di definire questo aspetto.
Mi pare che questa vicenda, anche se con qualche tortuosità di troppo, si sia conclusa felicemente per la Città, pertanto, non posso che concludere esprimendo la mia piena soddisfazione in proposito.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
La risposta del Sindaco è sicuramente più aggiornata dell'interpellanza generale, però è evidente che, all'epoca della presentazione, il contenuto della nostra richiesta era attuale ed era più che legittimo valutare quanto richiesto. Al di là delle polemiche, in quel momento abbiamo rischiato una vera figuraccia davanti all'opinione pubblica che legge di noi sui giornali e non ci conosce, perché il teatrino inscenato, non dal Sindaco, ma dai protagonisti della messa in scena che avrebbe dovuto definire il futuro del Torino Film Festival, è stato completamente di parte e direi pressoché interamente in capo alla sinistra, quasi a voler togliere smalto agli altri Sindaci - evidentemente autorevoli - per poter chiedere un maggiore rafforzamento della promozione culturale e cinematografica nella propria città, ma senza dimenticare che Torino possiede un buon patrimonio in questo settore che va salvaguardato. Forse non era chiaro il desiderio di cambiare o, forse, non era chiaro Moretti o non lo erano gli altri protagonisti della vicenda, ma di colpo, dopo 15 giorni, il paciere Sindaco è riuscito a trovare una mediazione per lui soddisfacente, ma rimane la figuraccia che è stata fatta e non penso che sia il caso chiedere scusa oggi, perché dobbiamo ancora dimostrare di aver fatto una buona scelta sul nuovo Direttore.
Per me è complicato comprendere il concetto di "innovazione nella continuità", forse non ho quel tipo di formazione sufficiente per comprenderlo, ma ritengo che "innovazione" significhi innovazione e "continuità" significhi continuità, pertanto non capisco come sia possibile unirle nei fatti: quando un "nuovo" è stretto nella morsa di un "vecchio", non riesco a capire come potrà operare. Sono speranzoso e mi auguro che lo sia, soprattutto, chi si prende la responsabilità di tutto questo.
Il nuovo Direttore dovrà fare il professionista e mettersi in testa di non essere più il girotondino che ha riempito le cronache dei giornali, locali e nazionali, di idee certamente innovatrici, ma orientate verso un unico progetto politico; diventerà Direttore di un Ente che dopo 25 anni viene assorbito dal Comune, ma di realtà associativa diversa, quindi, per la prima volta, è il Comune che può direttamente controllarlo.
Vogliamo fare la nostra parte nell'aggiornamento che lei vorrà darci per cercare di comprendere meglio anche gli errori fatti precedentemente - se di errori si tratta -, cercando di evitare che la cultura e la Storia del Cinema siano appannaggio esclusivamente della sinistra, perché vorremmo che fossero un appannaggio del Consiglio.
In questo senso, auspico che il Sindaco, ma soprattutto il nuovo Direttore, siano garanti degli interessi della nostra Città e che, in virtù dell'innovazione e non della continuità (sulla quale avrei da dire), possano far conoscere, promuovere e salvaguardare, sia a livello nazionale che, soprattutto, internazionale, il nostro patrimonio storico-cinematografico.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ascoltando l'apertura dell'intervento del Sindaco, mi è venuto in mente un libro pubblicato qualche tempo fa, dal titolo "La vertigine del potere", in quanto mi pare che ormai il Sindaco abbia un po' smarrito la visione delle cause e dei meccanismi che presiedono al funzionamento o meno di quest'Aula. In particolare questa sera, quando, prima, una maggioranza compatta ed il rappresentante della Giunta, chiudendosi a riccio, ci hanno detto che non ci sarebbero state le comunicazioni e, due minuti dopo, è arrivato quello che l'immortale Guareschi avrebbe definito il "contrordine compagni", e abbiamo visto una maggioranza di Consiglieri, ai quali improvvisamente è spuntata una terza narice, che ci ha detto che le comunicazioni ci sarebbero state.
Mi scuserà il Sindaco se non ritengo di dover chiedere scusa se il Consiglio Comunale funziona male e se la Giunta non parla con la propria maggioranza (non diciamo con il Consiglio), ma si limita, ogni tanto, ad elargire qualche notizia sulle decisioni già assunte e delle quali si è già ampiamente letto sui giornali.
Forti anche del fatto che "La Stampa" ha già scritto che Moretti costa poco (non si sa quanto costa, ma costa poco), non intendiamo impostare una polemica sul nome di Moretti, che, forse non sarà "il" nome, ma è certamente "un" nome tra coloro che possono attrarre l'attenzione sulla città.
La nostra preoccupazione è rappresentata innanzitutto da una gestione che lascia, per essere educati, perplessi. Sindaco, la ringraziamo per queste comunicazioni, ancorché tardive; sarà colpa nostra (chiederò a mia mamma se, per caso, sia colpa sua, nel segreto di casa sua), ma, in tutta questa vicenda, che ruolo ha avuto l'Assessore Alfieri? Lo storico e inamovibile (perché, ogni volta che si parla di sostituirlo, viene risposto che è un Assessore inamovibile) Assessore alla Cultura che ruolo ha avuto? Perché, se il ruolo dell'Assessore Alfieri è quello di inoltrare le mail di Nanni Moretti o di trasferire gli sms di questo o di quello, sostituitelo con un server! Se il server non lo fate fare al CSI, vi assicuro che costa meno! Al posto dell'Assessore Alfieri, quindi, mettete un server che trasferisca la posta elettronica e gli sms.
Questo lavoro di ricucitura che sarebbe stato fatto, mi sembra un po' tardivo: il paziente ha subito un'emorragia piuttosto violenta e prolungata, che lo hanno messo in serio pericolo; in realtà, la ricucitura è avvenuta dopo una serie di porte sbattute, ovviamente tutta scena che si è consumata sullo sfondo delle diatribe politiche interne tra Sindaci e candidati a futuri esponenti nazionali del partito democratico.
Non voglio riprendere le letture maliziose de "Il Foglio" di due settimane fa, dove una bellissima analisi sul proliferare dei festival cinematografici esordiva con una citazione attribuita al professor Flores d'Arcais: "Adesso capisco perché Moretti non risponde più alle mie telefonate!".
Da questo punto parte un'analisi su quanto riferisce, oggi, il "Corriere della Sera" e anche un giornale dell'area culturale che la sostiene, "Liberazione", secondo il quale non si capisce un sistema di festival cinematografici, ancorché a vocazione, se i nomi che ci si disputa sono del calibro di Nanni Moretti (nomi importanti e siamo contenti di averlo noi), e non si capisce se davvero i film in concorso saranno realizzati da registi giovani ed emergenti, o se cominceremo una guerra con Roma o Venezia.
Soprattutto, non si capisce neanche questo proliferare di festival in tre città con Sindaci con un certo profilo, anche se nel caso del Sindaco Cacciari bisogna precisare che non l'ha inventato lui, però per quanto riguarda gli altri due... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lei non si è inventato il Torino Film Festival, ma è indubbio che non sia molto chiara la scelta di sostituire un illustre accademico a capo di un'associazione che realizza un festival di avanguardia e sperimentale con un nome che, obiettivamente, nel mondo della cultura del cinema italiano rappresenta tutt'altro (Nanni Moretti non rappresenta né l'avanguardia né la sperimentazione); di solito chi rappresenta l'avanguardia e la sperimentazione è qualcuno di cui non si è sentito parlare.
Io, che sono ignorante di cinema, avessi letto il nome di un regista di avanguardia e sperimentale, non avrei saputo chi fosse. Non vorremmo che dietro tutto questo, come scrivono due "giornalacci" che si riferiscono ad aree di pensiero, che sostengono, a lei vicine, come "Liberazione" e l'estremista di destra "Corriere della Sera"...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non faccia il virus.

VENTRIGLIA Ferdinando
...ci fosse la gara dei candidati al partito democratico ad utilizzare i festival cinematografici come motore e veicolo di affermazione sia sul territorio sia all'interno della neonata costellazione di centrosinistra.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Mi verrebbe da dire: "Ma va là". È pacifico (e lo capiscono tutti) che questa comunicazione doveva essere discussa precedentemente. Adesso, a giochi fatti, bene o male, va bene.
Il Sindaco, molto correttamente, ha fornito la cronistoria degli avvenimenti e va benissimo. Che ci fosse bisogno (uso altri termini, Sindaco) di cambiare un po' l'aria in questo Festival, sicuramente tutti ne erano consapevoli. Il modo in cui è stato fatto ritengo sia stato sbagliato. Naturalmente, è un'opinione personalissima, ma, secondo me (ed è l'unica cosa che contesto di tutta questa operazione), potevamo dare veramente l'esempio che la politica e soprattutto i partiti potevano stare fuori dal gioco della cultura, se si voleva; non si è voluto e va bene!
Avevo proposto all'Assessore Alfieri, in Commissione, che si facesse un discorso di concorso europeo per cercare un nuovo direttore, proprio sulla scorta del fatto che, in questi 25 anni, il Torino Film Festival ha lanciato tanti giovani.
Penso anche (l'ho detto allora e lo ripeto) che, magari, da questo concorso, sarebbe emerso lo stesso il nome di Moretti. Poteva capitare, ma sarebbe capitato in maniera del tutto diversa (e io ritengo più corretta e più giusta) di come, invece, è avvenuto.
Avete deciso di seguire la solita strada. Siete voi (ahimè, la democrazia in questo caso) che comandate e va bene così. Mi dispiace che, sempre in questa tornata di Torino Film Festival, la persona che ritengo sia uscita più malamente sia stato l'Assessore Alfieri e mi dispiace che non sia presente. Gli ho rinnovato, anche in quella Commissione stessa, la mia stima e la mia fiducia in lui, che, magari, non sono altrettanto espresse da una parte della maggioranza, come si evince in qualsiasi Commissione. Mi permetta Sindaco, però, dalla questione del Torino Film Festival, come ho detto e ripeto, mi è sembrato che l'Assessore sia uscito un po' dimezzato.
Lei giustamente (vorrei ben vedere!), dice che tutto era d'accordo con l'Assessore... Tra l'altro, mi permetta, ma è per combattere i costi della politica che vi scambiate gli sms? Dal momento che la politica costa cara, per risparmiare... Bravi, complimenti! Consiglieri, cercate di prenderne atto e di risparmiare anche voi, maggioranza e minoranza!
Ripeto che l'occasione persa è stata fondamentalmente quella di non bandire un concorso a livello europeo per cercare questo nuovo direttore. Che ce ne fosse bisogno sono perfettamente d'accordo. Sindaco, lei ha perso, mi permetto di dire, un'occasione per far vedere, finalmente, che i partiti si tiravano fuori da questa storia, proprio per evitare anche che, magari, poi, un collega come il Consigliere Ventriglia venisse a dire che si usano i festival ai fini politici. Ne sareste usciti fuori benissimo. Il nome di Moretti sarebbe uscito lo stesso, perché siete maestri nel far uscire anche da concorsi europei chi più merita, naturalmente e sarebbe finita meglio, secondo me, per la Città di Torino.
Mi auguro veramente che questa scelta sia buona e valida e anche che le cifre siano contenute (come è risultato da indiscrezioni giornalistiche), perché questo sarebbe almeno un buon modo di ripartire con il Torino Film Festival, e quindi che, sebbene si tratti di persona amica, mi permetto di dire con tutta tranquillità, la prebenda non sia esagerata.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la replica, al Sindaco.

SINDACO
Mi sono dimenticato di dire che, fin dall'inizio, fra le condizioni già chiare quando Nanni Moretti ha definitivamente accettato, vi erano anche gli stanziamenti sui quali gli Enti Locali erano disponibili ad impegnarsi.
Quindi, per questa ragione, credo che i giornali abbiano fatto alcune deduzioni, perché queste facevano parte delle condizioni. Tutti, più o meno, infatti, sappiamo quali sono i margini entro cui ci si può impegnare, quindi questo dovrebbe garantire che le indiscrezioni abbiano qualche fondamento.
In ogni caso, ripeto, e vorrei che fosse chiaro, che questi sono aspetti su cui si può tornare a discutere, anche se insisto sul fatto che non ho mai detto e non dirò mai che, siccome finanziamo, dobbiamo anche ottenere il prodotto che vogliamo. Finanziamo, esprimiamo una fiducia su chi organizza culturalmente e materialmente il Torino Film Festival e a quel punto dobbiamo riconoscere loro la massima autonomia operativa e culturale. Non credo ci sia altro modo corretto di rapportarsi, ripeto, sia sul piano culturale che organizzativo e finanziario e questo è l'impegno chiaro, nitido assunto da tutti e tre gli enti.
Il partito democratico mi preoccupa per altre ragioni, Consigliere Ventriglia (che, se riprese in questa sede, credo ci porterebbero fuori tema) e mi sento di escludere che gli scontri prevalenti avvengano attraverso l'organizzazione di rassegne cinematografiche.
Per quanto riguarda l'Assessore Alfieri, a me non pare affatto sia uscito dimezzato, e non lo dico a chi ha fatto questa affermazione solo per ragioni di bottega, ma perché, in fondo (come ho cercato di ricostruire, cercando di non essere troppo lungo e noioso), una fase gestita dagli Assessori e dai responsabili del Museo e dell'Associazione Film Festival, purtroppo, per una serie di ragioni (conoscete tutti i fatti e ognuno si faccia il suo giudizio), non ha portato al risultato sperato, come può capitare in qualsiasi normale procedura diplomatica; a quel punto, se c'è un'istanza superiore, cerca di giocare le carte che ha. A volte, anche soltanto l'istanza superiore, giocando le stesse carte, può ottenere un risultato diverso, come mi sembra sia avvenuto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Concludiamo, quindi, questa prima parte delle comunicazioni.
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