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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Gennaio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2006-09319
?ALLAGAMENTI FALDA FALCHERA? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI ANGELERI, CANTORE, GHIGLIA, CAROSSA E TROIANO IN DATA 27 NOVEMBRE 2006.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Riprendiamo la discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 200609319/02, presentata in data 27 novembre 2006, avente per oggetto:
"Allagamenti falda Falchera"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Abbiamo colto l'occasione, attraverso l'appello nominale, per rendere più attenta la sala e abbiamo dato il tempo ai Consiglieri che erano fuori di rientrare e sedersi all'interno di quest'Aula.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Abbiamo scelto di procedere alla verifica del numero legale attraverso l'appello nominale, proprio in relazione a vecchie polemiche in Aula sulla verifica.
Potremmo verificare la presenza con una votazione di carattere elettronico, però, visto che già in passato ci furono delle rigidità da parte di alcuni colleghi, la Presidenza ha ritenuto più lineare procedere in questo modo.

ANGELERI Antonello
Il "soccorso" del Vicepresidente Coppola è servito, quindi ne prendiamo atto. Sono contento, possiamo discutere, se non altro, con maggiore attenzione.
Ringrazio l'Assessore Sestero della risposta, perché mi pare di aver compreso che ci sia la disponibilità di questa Amministrazione a seguire una vicenda intricata e abbastanza difficile nella comprensione, per chi non è tecnico del mestiere, non solo da un punto di vista, purtroppo, giuridico, ma anche amministrativo, venendo incontro alle esigenze segnalate da centinaia di famiglie della zona Falchera attraverso un'analisi puntuale che ci è stata sottoposta nel diritto di tribuna del 17 novembre scorso, in cui è stata illustrata e presentata una petizione, firmata da un migliaio di residenti della zona stessa, proprio per discutere i continui allagamenti che hanno dovuto subire all'interno dei loro palazzi, cantine, garage e magazzini.
Questa situazione di disagio è cominciata il 1° marzo 2003, in concomitanza con l'inizio dei lavori che, come diceva l'Assessore, si sono completati nel mese di febbraio del 2006, interessando contemporaneamente, oltre alla realizzazione principale, che riguardava l'appalto a GTT, altre due opere (ossia i lavori di rifacimento del cavalcavia nel tratto iniziale dell'autostrada Torino-Milano e quelli di rifacimento della Stazione Stura e di ampliamento dei binari, appaltati da RFI S.p.A. ed Italferr S.p.A. nell'ambito del nodo ferroviario di Torino Dora-Stura, tuttora in corso), generando, probabilmente, quella serie di disagi di cui hanno parlato i cittadini e che, da quest'ultimi, sono stati denunciati e documentati anche attraverso fotografie che, nel diritto di tribuna, abbiamo avuto modo di vedere.
Durante quel diritto di tribuna, i firmatari hanno portato documentazione che testimoniava la coincidenza dell'innalzamento della falda superficiale con la realizzazione di un tracciato di prolungamento della linea 4 ad opera di GTT e con l'ampliamento, come dicevo prima, dei binari della Stazione Stura ad opera delle Ferrovie dello Stato.
Questa situazione ha generato negli anni e quindi, in particolare, recentemente, alcune situazioni di allagamento nella zona di cui stiamo parlando.
Voglio sottolineare che queste situazioni non sono abituali di questa zona, nella quale, infatti, non c'è mai stato un allagamento e, guarda caso, da quando sono iniziati i lavori, invece, è comparsa l'acqua nelle cantine, nei garage e nei magazzini.
La situazione, da quando è stata denunciata, ossia da quando, ad ottobre (l'Assessore ce lo ricordava nella risposta), è stato fatto il Consiglio aperto, ad oggi, nonostante i sopralluoghi e la buona volontà verbale, non è stata ancora affrontata da un punto di vista concreto.
Le domande che volevamo porre all'Assessore e che abbiamo sottolineato anche nell'interpellanza sono tre. Primo, se sono previsti lavori di canalizzazione dell'acqua sotterranea per evitare che, a fine lavori, disattivate le pompe idrovore, si continuino a verificare allagamenti dei locali interrati in maniera sempre più grave nel tempo, sino a interessare la stessa tenuta statica delle abitazioni. Vogliamo, quindi, sapere se siano state verificate o meno queste cose, da parte dei tecnici dell'Assessorato mandati nelle date sottolineate dalla risposta dell'Assessore; se le opere riferite al posizionamento dei nuovi binari saranno realizzate con materiale antivibrante certificato (come previsto dalla normativa vigente), al fine di ridurre, nel rispetto dei limiti previsti, la trasmissione delle vibrazioni alle case vicine (vicinanza che è stata verificata anche con fotografie) e per quale motivo, nonostante la distanza ravvicinata dei binari, non sia stata prevista la posa di pannelli fonoassorbenti per mitigare la trasmissione del rumore alle abitazioni site in Via Tanaro n. 2 e interni dal 2 al 22.
Allora, visto che questa situazione permane, visto che questa situazione di disagio è particolarmente preoccupante per centinaia di famiglie, quindi per migliaia di abitanti di quella zona, al di là della situazione di carattere giudiziario (segnalata all'Assessore e di cui prendiamo atto), vorremmo capire se l'Amministrazione intenda seguire con attenzione una situazione che possiamo definire sicuramente scandalosa per quella zona, semplicemente perché in quella zona - ripeto - non si è mai verificato un allagamento, ma, ad ogni situazione piovosa, se ne sono verificati puntualmente da quando sono iniziati i lavori.
Inoltre, nelle audizioni che abbiamo avuto con l'ARPA, ad una nostra precisa domanda al Direttore dell'ARPA sull'eventualità di un nesso tra i lavori di questi ultimi anni e gli allagamenti denunciati dai cittadini, la risposta è stata che non si poteva escludere questo nesso.
Poiché, rispetto a queste dichiarazioni, rimaniamo ancora più preoccupati, sono contento che l'Assessore dica che dopo il sopralluogo non ci sono problemi per quanto riguarda la staticità delle abitazioni (e questo è un dato che ci conforta), però vorrei capire se c'è un'assunzione di responsabilità da parte degli enti appaltanti rispetto ad una situazione che oggettivamente ha creato un fortissimo disagio alle famiglie.
Penso che si possa arrivare ad una conclusione da un punto di vista amministrativo, se arrivano risposte da parte di questa Amministrazione, altrimenti, posso comprendere che i cittadini siano un po' arrabbiati e che si sentano costretti a denunciare alla Magistratura quanto debbano pretendere, di diritto.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
A fronte della rinuncia da parte dei firmatari ad illustrare l'interpellanza generale, può intervenire un solo Consigliere fino a 10 minuti (come, per esempio, il Consigliere Angeleri, che è appena intervenuto); sulla base del Regolamento, gli altri Consiglieri che chiedono di intervenire hanno a disposizione fino a 5 minuti.
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Per quello che ho da dire, bastano e avanzano.
Sinceramente, da un Assessore, più che una cronistoria, mi aspetterei che cominciasse a predisporre qualcosa di più.
Concordo con quanto ha detto il Consigliere Angeleri, ma io vado oltre (sono un po' meno morbido) e contesto il menefreghismo di questa maggioranza di fronte a migliaia di persone che hanno subito danni. Veramente, c'è un menefreghismo assoluto! Poco fa, quando l'Assessore parlava, c'erano soltanto capannelli di Consiglieri che disturbavano. Questo mi sembra poco rispettoso, sia verso l'Assessore (che però non ha bisogno della mia difesa) sia, soprattutto, verso quei cittadini che hanno subito danni, perché questo è provato.
Assessore, penso che se al posto di GTT i lavori fossero stati svolti da una ditta privata, magari i suoi amministratori o i suoi soci sarebbero già in galera, perché in questa città capita anche questo! Invece, GTT può fare qualsiasi "porcata" (tra virgolette, e permettetemelo) e va bene lo stesso!
Mi fa specie che, a fronte del fatto che i primi allagamenti si siano verificati nel 2004 (e questo non è stato contestato), l'Assessore dica, con perfetta tranquillità, che non sapeva nulla di un esposto alla Procura della Repubblica nel 2005 che è stato inviato anche all'Assessorato all'Ambiente: la maggioranza è menefreghista, la Giunta è arrogante, perché non gliene importa nulla di quello che capita ai cittadini! Capisco anche che bisogna attivarsi almeno dopo due anni che succedono i problemi! Mi sembra impossibile che centinaia di cittadini debbano seguire tutto un iter (tra l'altro, sostenendo pure le spese legali) per avere quantomeno ascolto da parte degli Assessori! Mi sembra una cosa impossibile! Assessore, ripeto, le chiederei di provare a fornire qualche idea in più rispetto ad una semplice cronistoria dei fatti e delle date.
Il Consigliere Angeleri ha posto tre domande ben precise, con le quali concordo assolutamente, alle quali la Giunta, o l'Assessore, deve rispondere. Dovete rispondere! Dovete provare a dare ascolto a questi cittadini, anche perché, mi permetta, Assessore, vi va bene finché vanno in Magistratura, perché quando cominceranno ad aspettarvi in piazza sotto le finestre della Sala Rossa (naturalmente, per protestare), forse, vi andrà un po' meno bene! Però io vorrei evitare che la gente sia costretta a dover venire qua e gridare per avere ascolto da voi! Quindi, forse, questa è un'occasione per tutti per tentare di cambiare il modo di confrontarsi con i cittadini.
I danni ci sono stati; fa piacere (vorrei ben vedere) che in questo momento non ci siano pericoli strutturali, anche perché, se ci fossero, spererei che non se ne discutesse qui, ma ad altri livelli! Cerchiamo di evitare che fra 5 o 6 anni questi pericoli ci siano ancora, perché le ricordo (approfitto per ricordarlo anche all'Assessore Viano) che, quando si fanno interventi sul territorio, bisogna salvaguardare l'aspetto geologico e questo è un esempio lampante. Magari, bisogna evitare di ridurre i componenti della CIE ed eliminare la figura del geologo, ma di questo ne parleremo con l'Assessore nei prossimi giorni. Questo è proprio un caso che rispecchia l'importanza di stare molto attenti e di far seguire questi lavori da persone assolutamente attente e rispettose del territorio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Affinché tutti comprendano in maniera chiara che cosa stiamo facendo, vi ricordo l'articolo n. 63, comma 7 del Regolamento: "Dopo la risposta dell'Assessore, ogni Consigliere può intervenire per un tempo non superiore a cinque minuti. Qualora i Consiglieri di un Gruppo firmatari di interpellanze - in questo, caso è una sola - abbiano rinunciato all'illustrazione, un Consigliere del Gruppo ha diritto ad intervenire per un tempo di dieci minuti. Al termine degli interventi, il Sindaco può eventualmente replicare." (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Infatti. Questo è il motivo per cui lei ha parlato per dieci minuti, ma soltanto lei!
"Qualora i Consiglieri di un Gruppo firmatari di interpellanze...". L'interpellanza è solo una, quindi può parlare per dieci minuti soltanto un Consigliere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma è un'unica interpellanza trattata come interpellanza generale, prima della seduta del Consiglio.
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Ho l'impressione che si confonda una situazione drammatica che può anche arrivare al tragico, nel tempo, con una farsa, un teatrino.
C'è un botta e risposta, un palleggiamento continuo al quale ho assistito in fase di approfondimenti in Commissione, durante l'audizione di questo Comitato (di cittadini prima e di tecnici, poi), senza arrivare ad una soluzione, senza giungere a quanto viene richiesto, ovvero all'intervento per mitigare, o eliminare, questo problema e al successivo risarcimento a fronte di una responsabilità che qualcuno, spero, prima o poi dovrà assumersi e che gli Enti preposti dovranno accertare.
Questo accertamento, però, oggi non viene fatto. Viene demandato un approfondimento del tema all'organo giudiziario; a noi è stato chiesto un dibattito squisitamente politico-amministrativo per cercare di arginare un problema. È evidente che, come sentivo dire, verosimilmente, si ripeta soprattutto nel periodo estivo e questa è la conseguenza di un errore di valutazione.
Penso di non avere capito male, quando, circa un mese e mezzo fa (come mi suggeriscono i Colleghi), il Direttore dell'ARPA forniva una serie di spiegazioni sull'argomento durante la seconda sessione di Commissione, però, non si è arrivati ad una risposta. Si attende ancora un successivo giudizio dell'ARPA, che deve essere valutato di nuovo dai tecnici comunali.
È un passaggio, un rimpallo, una partita a tennis, ma la pallina, in questo caso, sono i cittadini che stiamo schiacciando a più non posso, cercando, in qualche modo, di guadagnare tempo, non prendendo decisioni.
Questo, secondo me, non è un atteggiamento responsabile da parte dell'Amministrazione.
È molto grave assistere all'incapacità di assumere una posizione, di prendere decisioni ferme, di andare a fondo ad un errore che, ahimè, forse non è cercato dall'Ente demandato ad effettuare i lavori, ma, in qualche modo, è stato accertato dallo stesso.
Un errore di cui qualcuno dovrà pur rispondere. Se aspettiamo che faccia il suo tempo, vuoi la Magistratura, vuoi ulteriori indagini terze, o gli avvocati, potranno avere la meglio, per carità! Ma così creiamo forza lavoro, non risolviamo il problema.
Demandare un intervento del genere è un atto irresponsabile che fa ricordare i primi scavi della metropolitana in Corso Francia quando c'erano problemi tecnici e pareva fosse impossibile che vi fossero.
Finché esisterà il Mondo, esisterà anche l'errore umano. A meno che qualcuno non riesca a dimostrare il contrario, l'uomo non è perfetto e credo che neanche la GTT, o chi ha mal interpretato le disposizioni dell'ARPA, sia perfetto.
Credo, a questo punto, che un suggerimento, come avevo già dato in Commissione, sia inevitabile. Suggerimento che si tradurrà in una proposta di natura consiliare. E' l'istituzione di una Commissione che, in qualche modo, sollevi l'Assessore da questo affaticamento che prova rispondendo sempre allo stesso modo, tutte le volte che ci riuniamo, magari con qualche sfumatura in più e, al tempo stesso, possa permettere di mettere la parola "fine" ad uno spiacevole accadimento, che non dovrebbe essere accettato da un'Amministrazione, qualunque essa sia, a maggior ragione se sede del Comune di Torino.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.
Ha facoltà di parlare fino ad un massimo di cinque minuti.

LONERO Giuseppe
Non impiegherò tutto il tempo perché lo dividerò con il Consigliere Ravello.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Anche il Consigliere Ravello ha fino a cinque minuti di tempo a sua disposizione. È una facoltà che ha ogni singolo Consigliere.

LONERO Giuseppe
Grazie, Presidente, per questo chiarimento. Era stata fraintesa la sua specificazione precedente.
Vede, Presidente, intervengo perché sono preoccupato e deluso dalla risposta dell'Assessore, soprattutto per il modo con il quale l'ha presentata.
L'Assessore ha candidamente detto: "Non posso rispondere" e questo è già preoccupante, ma è il sorriso che aveva, che offende i cittadini che hanno subito il danneggiamento di cui stiamo trattando.
Non si può dare una risposta di questa gravità con il sorriso sulle labbra!
Vede, Presidente, voglio partire dai fatti, che sono incontestabili.
Il primo fatto: gli allagamenti all'interno dei piani interrati delle abitazioni di Via Tanaro si sono verificati. È accertato e documentato e nessuno può affermare il contrario.
Il secondo fatto: la sequenza temporale. I lavori iniziano nel 2003 e gli allagamenti cominciano a verificarsi, per la prima volta, nell'estate del 2004. È chiaro, quindi, che esiste una consequenzialità, esiste un legame di causa-effetto e anche questo è incontestabile e nessuno, finora, nelle tre riunioni della II e della VI Commissione, che hanno trattato l'argomento, lo ha negato.
Il terzo fatto che voglio sottolineare è che stiamo tristemente assistendo ad un rimpallo delle responsabilità tra GTT, Amministrazione Comunale e Ferrovie (RFI).
Addirittura, qualcuno, nell'ultima riunione, ha anche istillato il dubbio che, alla fine, i lavori di ripristino della situazione originale debbano essere eseguiti dai proprietari stessi delle abitazioni che hanno subito il danno.
Allora, ci si rende facilmente conto che questa situazione è assolutamente insostenibile, perché il danno, in sé, non consiste soltanto nell'avere l'umidità nei piani interrati, o di dover lasciare le pompe idrovore collegate costantemente. Ma il danno, per i cittadini, consiste, praticamente, nel fatto che i piani interrati non sono più nella disponibilità dei proprietari; quindi, oltre all'esecuzione di lavori di ripristino, c'è un danno che deve essere preso in considerazione nell'indisponibilità di locali che hanno una conseguenza diretta sul valore della proprietà immobiliare di questi cittadini.
Questi fatti non possono essere superati e affrontati con un "Non posso rispondere", detto con un lieve sorriso sulle labbra! Questo, in altre circostanze, potrebbe dimostrare la disponibilità e la cortesia dell'Assessore, ma, in questo caso, potrebbe far pensare ad un certo menefreghismo nei confronti di questa situazione.
In attesa che nelle sedi opportune si stabiliscano le responsabilità tecniche (chi ha sbagliato e che cosa), la responsabilità morale, però, del perpetrarsi di questa situazione è già chiara: sta nell'Amministrazione Comunale che non vuole affrontare la situazione. Perché non basta convocare gli interessati nelle Commissioni Consiliari per dire: "Abbiamo fatto il massimo". Non è il massimo. Possiamo fare di più.
A breve presenteremo una richiesta affinché venga istituita una Commissione di indagine perché possa fare di più, ma nel frattempo ribadisco che la responsabilità morale dell'inedia dimostrata dall'Amministrazione è pesante, è un macigno posto di fronte alle difficoltà e ai danni che stanno subendo i cittadini.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello, che dispone di cinque minuti di tempo.

RAVELLO Roberto Sergio
Non abuserò del tempo di cui dispongo.
Il Consigliere Lonero ha già affrontato nel merito la questione e tutte le fasi che si sono succedute. Io vorrei soltanto fare un paio di considerazioni.
Prima di tutto, chiedo che l'Assessore mi creda quando affermo che la mia critica vuole essere tutto, tranne che una bieca critica aprioristica sull'operato della Giunta. Sarebbe troppo facile, altrimenti, di fronte ad una situazione di così grave evidenza e con conseguenze così gravi per decine di famiglie.
Probabilmente, quanto si è verificato alla Falchera non era prevedibile; personalmente, non ho elementi per dire che lo fosse. Probabilmente, quanto è accaduto non è riconducibile ad una responsabilità oggettiva dell'Amministrazione per qualche mancanza nello svolgimento dei lavori.
Come ha già sostenuto poc'anzi il Consigliere Lonero, però, non si può negare che vi sia un evidente, se non lampante, rapporto di causa ed effetto tra i lavori sostenuti e protratti negli ultimi anni alla Falchera e gli allagamenti. È molto semplice: prima dei lavori gli allagamenti non c'erano; dall'inizio dei lavori vi sono stati allagamenti che hanno continuato a verificarsi anche dopo il termine dei lavori.
Allora, visto che, sostanzialmente, l'Assessore non ha risposto al secondo quesito, che riguarda la possibilità che l'Amministrazione intervenga nel risarcimento delle famiglie che hanno subito un danno oggettivo, vorrei esprimere la mia modestissima opinione al riguardo: di fronte a queste situazioni, quindi di fronte ad un evidente rapporto di causa-effetto, credo che non sia necessario attendere l'esito degli accertamenti per individuare le eventuali responsabilità da parte dell'Amministrazione. Ritengo, anzi, che il concetto secondo cui chi sbaglia paga debba essere applicato in tutti gli ambiti, in particolare nel settore pubblico. Se questo principio vale per tutti i cittadini torinesi che, dopo il susseguirsi dei vari provvedimenti di blocco del traffico, magari rimangono confusi e si dimenticano che il loro veicolo non può circolare e vengono giustamente multati dalla Polizia Municipale, non capisco perché l'Amministrazione non debba pagare di fronte ad un proprio evidente errore. Anzi, a maggior ragione, credo che l'Amministrazione, e la Città in particolare, debba essere d'esempio - e questo è un valore che a noi è particolarmente caro - nei confronti di tutti i cittadini e di tutti i concittadini, nei confronti dei quali abbiamo un'evidente responsabilità.
Se così non dovesse essere, credo vi sia un problema concettuale: l'impressione che si può raccogliere parlando con la gente (come nel caso dei residenti della Falchera) è che molto spesso l'interesse della Città non coincida con quello dei cittadini e quindi (come, ad esempio, in questo caso), non risarcendo i cittadini danneggiati, la sensazione è che la Città voglia cercare di tutelare un proprio interesse, e non si ricordi, al contrario, che l'interesse della Città "è" l'interesse dei cittadini che da lei sono stati danneggiati.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Penso che sia opportuno intervenire dopo gli interventi che mi hanno preceduta, anche perché l'Assessore Sestero ha ricostruito correttamente lo stato del problema ed i lavori svolti nelle due Commissioni congiunte, Viabilità ed Ambiente (la seconda, appunto, che presiedo), che sono state chiamate ad affrontare la questione in corrispondenza della petizione presentata dai cittadini.
Ho sentito parole pesanti da parte di alcuni Consiglieri: alcuni hanno condiviso il lavoro svolto in Commissione, altri meno; credo, però, che coloro che hanno seguito i lavori delle Commissioni possano avere comunque verificato che non vi sia stata assolutamente una sottovalutazione della questione né da parte della Giunta, né da parte della maggioranza. Come ben diceva l'Assessore Sestero, abbiamo affrontato la questione in più Commissioni: dapprima abbiamo avuto i cittadini, che hanno illustrato la petizione; nella Commissione successiva abbiamo avuto l'ARPA e in una terza Commissione abbiamo avuto GTT e RFI, che hanno riferito. Credo che, ultimamente, non vi siano state petizioni che abbiano avuto più Commissioni ad esse dedicate.
Voglio ricordare che l'ARPA ha fatto diverse considerazioni, tra cui anche quella di un innalzamento generale della falda della città, dovuto alla deindustrializzazione. Vi sono, poi, considerazioni opposte, che attribuirebbero la causa alla siccità e che, quindi, porterebbero a conclusioni diverse.
In effetti, si è, però, verificato che si deve considerare l'impatto globale di tutti i cantieri (come accennavano prima l'Assessore ed i Consiglieri), cioè l'impatto cumulativo rispetto ai cantieri esistenti prima in questo territorio e i cantieri attualmente presenti. Probabilmente, finora, non vi sono stati molti approfondimenti in questo senso.
In particolare, voglio ricordare che nell'ultima Commissione abbiamo verificato che non vi è nessuna esigenza di messa in sicurezza (questa era la prima questione importante da affrontare); inoltre, abbiamo considerato che il compito nostro, come Consiglieri, non è sicuramente quello di andare a cercare un colpevole, poiché sono altri gli organi che se ne debbano occupare. Però, nell'ultima Commissione - e credo che anche il Consigliere Lonero, che era presente, converrà su ciò che dico -, non era chiaro quali potessero essere le opere cosiddette "tampone" o di "mitigazione" in quel momento, e si è verificata la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici, derivanti, tra l'altro, da una modellizzazione del comportamento della falda.
Quindi, in questo senso, abbiamo ritenuto - e così si è detto in Commissione - di riaggiornarci quando sia l'ARPA, sia chi vi sta lavorando in parallelo, avrebbero portato ulteriori dati, con una verifica (rispetto anche all'ultimo cantiere presente, quello di RFI che, a detta di RFI, dovrebbe chiudere tra un mese o due) sul fatto che non vi siano stati ulteriori danni nei confronti dei cittadini, così come lamentato nella prima seduta, rispetto alla possibilità di chiudere le pompe idrovore. RFI ha detto che già adesso le pompe non sono sempre attive. Quindi, in questo senso, a richiesta esplicita, RFI ha risposto.
Quindi, da questo punto di vista, abbiamo verificato l'importanza di darsi ancora un po' di tempo per verificare meglio la situazione, e quindi ci siamo presi l'impegno di riprendere la questione nelle due Commissioni, proprio per poter discutere insieme sulle opere e se sia necessario, in qualche modo, prevederle.
Quindi, in questo senso, il mio intervento non vuole aggiungere argomenti tecnici rispetto a ciò che l'Assessore ha già detto, ma vuole ribadire il fatto che questa maggioranza non ha assolutamente sottovalutato i problemi dei cittadini, ma li ha voluti affrontare serenamente, senza farne questioni di strumentalizzazione politica.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Sestero, al quale ricordo che può intervenire fino ad un massimo di 5 minuti.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Volevo intervenire su due o tre punti.
Il Consigliere Angeleri richiamava il problema del rumore della ferrovia. La RFI ha delle prescrizioni, perché è più autonoma di altri soggetti; non ottengono da noi le autorizzazioni, quindi hanno una valutazione dell'effetto rumore che non prescrive le paratie antirumore in questo tratto. Mi pare ragionevole che ci sia un intervento di questo genere, che abbiamo già chiesto e richiederemo a RFI; abbiamo dovuto sospendere per l'altra questione che si è aperta.
La vicenda del rumore credo vada affrontata e tengo a dire che, come Città, abbiamo già assunto la posizione per la quale, se si costruirà l'Alta Velocità, non dovrà passare in quella zona; dovrà passare oltre, perché un'ipotesi prevedeva che passasse sulla Stazione Stura, tra le case SNIA e la Falchera, cosa che sarebbe problematica, a parere mio. Resta il livello attuale, che è solo del Passante e non dell'Alta Capacità della ferrovia; abbiamo posto il problema delle barriere antirumore, lo porremo ancora e vedremo come si svilupperà la trattativa, che con Ferrovie non è facile, ma credo che sia ragionevole questa richiesta e la sosterremo.
Per quanto riguarda le altre due domande, intanto, mi parrebbe ingiusto dire che l'Amministrazione non si occupi di questo problema, nel senso che è da ottobre che sto raccogliendo documentazione e ho studiato gli atti per farmi un'idea anch'io, senza demandare ad altri. È stato discusso tante volte in Commissione, ma voglio garantire che non abbiamo affrontato con leggerezza questo tema, perché, se ci sono gli effetti negativi, vanno affrontati. Abbiamo convocato GTT e RFI: GTT sta riprendendo e sviluppando le indagini, per capire meglio le cause di questo fenomeno, a cui non era tenuta, essendo i lavori finiti un anno fa, quindi abbiamo chiesto loro, così come alla RFI (anche se i rapporti sono più difficili) di continuare a monitorare per arrivare a conoscenze puntuali del movimento della falda, degli effetti e delle cause dei fenomeni.
Sul punto riguardante i risarcimenti, non sono entrata volutamente nel merito, perché i Consiglieri che sono intervenuti danno per scontato e sicuro un rapporto di causa-effetto, ed è legittimo che lo facciano; non ho detto che non esiste un rapporto di causa-effetto, ho detto che l'Amministrazione ha bisogno di riferimenti sicuri per stabilire questi rapporti e verificare se ci sono.
Rispetto a questo punto, i Consiglieri, ovviamente, intendono destinare risorse per il risarcimento da parte dell'Amministrazione Comunale; tutto ciò può avvenire con un'eventuale deliberazione nel momento in cui ci sia un accertamento indiscutibile della nostra responsabilità, in primo luogo, ma non senza questo accertamento, perché altrimenti sarebbe distrazione.
Non si può motivare un impegno finanziario di questo genere sulla base di una opinione che si è fatta un Assessore o una Giunta: ci vuole un accertamento. Per questo motivo, questo aspetto va rinviato alle procedure attivate, che ovviamente mi auguro non riscontrino questa responsabilità. GTT e l'Amministrazione faranno quanto necessario, però abbiamo bisogno di elementi che non possono essere convinzioni soggettive.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza generale è discussa.
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