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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2012-01391
"RIFORMA DELLE CIRCOSCRIZIONI: UNA SPINA NEL FIANCO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 16 MARZO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201391/002, presentata in
data 16 marzo 2012, avente per oggetto:
"Riforma delle Circoscrizioni: una spina nel fianco?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Questo argomento è stato già visto stamattina in Commissione Bilancio, ma bisogna
che possa essere riferito qui, in maniera da poter valutare quali possano essere gli
sviluppi di un'ulteriore discussione, perché è un argomento che riguarda il destino
delle Circoscrizioni.
La parola all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Innanzitutto vorrei ringraziare i Consiglieri Appendino e Bertola per aver presentato
questa interpellanza, perché, con l'occasione, mi permettono di portare all'attenzione
del Consiglio il lavoro svolto in questi mesi.
Infatti, dall'estate scorsa i miei Uffici ed io personalmente abbiamo avuto contatti
continui con le Circoscrizioni, attraverso i loro Presidenti e i Direttori, con i quali
abbiamo affrontato, con incontri periodici, tutte le questioni che sono sorte, settimana
per settimana, dall'insediamento della nuova Giunta Comunale e dei nuovi Consigli
Circoscrizionali. Non mi riferisco soltanto alla riduzione del budget, che, per motivi
in larga parte del tutto estranei alla nostra responsabilità, ha toccato tutti i settori
dell'Amministrazione e di conseguenza anche le Circoscrizioni, ma anche ai
problemi di personale, di adeguamento normativo, di rapporti con gli altri
Assessorati (Cultura, Servizi Sociali, Scuole per l'Infanzia, solo per citarne alcuni),
cercando di creare proficue sinergie, fino a realizzare, insieme alle Circoscrizioni, un
vademecum per i criteri omogenei per l'erogazione dei contributi e, come ho già
detto poc'anzi, un fattivo circuito di iniziative per la valorizzazione delle iniziative.
A questo proposito cito anche la festa dell'8 marzo.
Tutto questo, per quanto mi riguarda, nel totale ed assoluto rispetto dell'autonomia
delle Circoscrizioni e del Regolamento del Decentramento. Va letta in questo senso,
ad esempio, la sospensione dell'iter del parere Circoscrizionale sul nuovo
Regolamento dei Contratti, recependo l'obiettivo della massima intesa con le
Circoscrizioni ed accogliendo le richieste di modifica di alcuni articoli, che, dopo
numerosi incontri e settimane di sforzi con legali ed esperti, hanno portato
all'approvazione di un testo concordato, che però è ancora in Circoscrizione e che,
penso, nel giro di 15 giorni dovrebbe essere risolto.
A fianco a questo lavoro quotidiano e all'attenzione ai problemi delle Circoscrizioni,
è iniziata anche una serie di incontri con i Presidenti sul tema della riforma
complessiva del decentramento e sul tema della partecipazione dei cittadini alla vita
dei loro territori; in fondo, questa non è proprio la spina nel fianco, però è un tema di
sicuro interesse, perché la partecipazione dei cittadini è al centro anche di una
possibile riforma.
Con i Presidenti è previsto un incontro settimanale, il martedì, proprio in Via Corte
d'Appello e, quando è necessario, io sono sempre disponibile e sono presente a
queste riunioni.
È di pochi mesi fa l'importante incontro che abbiamo organizzato con i Presidenti e
il professor Bobbio, esperto di politiche territoriali innovative e processi consensuali,
per la risoluzione dei conflitti proprio sul tema della partecipazione. Con lui e con un
team di persone che si preoccuperà di approfondire questo tema, stiamo studiando
interventi integrati per favorire ulteriormente la partecipazione dei cittadini e delle
varie articolazioni territoriali.
Per quanto riguarda la riforma del decentramento, bisogna partire dall'analisi di
alcuni presupposti: la riduzione tendenziale del numero degli Enti decentrati, la loro
riconsiderazione giuridico-amministrativa, la conseguente compattazione di zone
della città, che abbia come presupposto l'omogeneità per caratteristiche storico-
sociali, di popolazione, morfologia, ambiente e territorio; la revisione delle
competenze decentrate; l'ulteriore allargamento delle aree di competenza, propria o
delegata, e la dotazione delle risorse umane e strumentali necessarie ai sensi del
principio di adeguatezza per il loro funzionamento; la riconsiderazione dei compiti
effettivi del Presidente e della Giunta, con la valutazione di un allargamento delle
relative funzioni e la riduzione tendenziale, in quest'ottica, del numero dei
Consiglieri.
Tutto questo con l'obiettivo primario di avvicinare e modulare in modo più
aggiornato ed adeguato i servizi ai cittadini torinesi, in un'ottica di risparmio e
contenimento della spesa, ma anche di valorizzazione delle competenze decentrate.
In questi mesi, ovviamente, in Italia ci sono state molte novità, soprattutto sul piano
economico e questo è anche un "work in progress", come si dice in inglese, cioè un
lavoro che si fa anche sull'onda di quelle che sono le realtà economiche e finanziarie
del momento, che potrebbero anche cambiare alcuni aspetti istituzionali, sia
nazionali che locali. Questa è una conditio che dobbiamo comunque considerare.
Malgrado questa situazione sia ancora in movimento, non siamo rimasti fermi e
proprio in questi mesi abbiamo raccolto indicazioni e proposte che serviranno per
formare una prima bozza di riforma del decentramento.
Ricordo che negli anni passati sono già stati tre i tentativi di modifica del nostro
Ordinamento Circoscrizionale.
La materia ovviamente è complessa e tocca non solo i cittadini torinesi, ma tutta
l'organizzazione dell'Amministrazione Comunale. Per questo è necessario muoversi
con la dovuta attenzione e tutti questi mesi non sono stati una spina nel fianco, però
sono stati dei mesi in cui c'è stato bisogno anche di fare dei ragionamenti, anche in
base al nuovo assetto finanziario del Comune; io penserei - ipotizzo - di poter
arrivare ad una prima stesura di riforma (che vuol dire preparare i nuovi testi di
bozza del Regolamento del Decentramento, le modifiche conseguenti e gli
adattamenti allo Statuto della Città) entro la fine di quest'anno, per poi iniziare, nei
mesi successivi, l'iter istituzionale in Consiglio Comunale. Ovviamente mi farò
carico di fare delle riunioni, coinvolgendo sia la Conferenza dei Capigruppo che il
Consiglio Comunale, proprio per prevedere una sorta di planning lavorativo.
Per un inquadramento delle possibili soluzioni e della loro concreta adeguatezza al
contesto torinese, l'Assessorato, d'intesa con la Giunta, sta elaborando con tecnici ed
esperti la possibilità di realizzare a Torino, tra pochi mesi, un convegno nazionale
sulla Riforma del Decentramento con costituzionalisti e studiosi, per assicurare un
valido sostegno tecnico teorico-normativo alle possibilità di adattamento
regolamentare, anche se, comunque, l'ultima bozza di riforma può essere anche un
documento dal quale partire per proporre nuove modifiche regolamentari.
Per concludere, seppure in via riepilogativa, mi preme elencare le ultime ed
importanti materie che hanno visto l'Assessorato dialogare proficuamente, con esiti
concordati negli ultimi mesi, con le Circoscrizioni: il tema dell'articolazione
negoziale delle materie proprie decentrate; la possibilità di effettuare procedure
negoziate, da parte delle stesse, fino alla soglia comunitaria; le forme di raccordo
territoriale e pluricircoscrizionale nell'elaborazione dei bandi di gara; la tematica
delle sponsorizzazioni, specie nell'ambito del Verde Pubblico, del risanamento
conservativo e della valorizzazione di vie e piazze cittadine; il tema degli affidamenti
in economia, per consentire alle Circoscrizioni una capacità concreta e tempestiva di
assicurarsi mezzi di dotazione in talune materie adeguate, con contrazione di spesa.
Poi, una serie di intese per realizzare, nei vari quartieri, con il coordinamento
dell'Assessorato, iniziative, programmi culturali e manifestazioni, riducendo i costi
sui temi delle pari opportunità e dei diritti; un rigoroso intervento di
omogeneizzazione dei criteri di erogazione di patrocini e contributi da parte delle
Circoscrizioni, che riducano le spese evitabili e valorizzino, in base al principio di
sussidiarietà orizzontale, l'erogazione mediata sul territorio di servizi a favore del
cittadino e delle formazioni sociali a minor costo, evitando duplicazioni e sprechi,
ma cercando di esaltare, quanto più possibile, la vicinanza alla domanda sociale di
interventi e il radicamento territoriale delle Circoscrizioni, che, qualsiasi ipotesi di
riforma prenderà corpo, a mio avviso rimarranno indispensabili capisaldi di
partecipazione, confronto, proposte, pluralità di servizi adeguati, forniti ai cittadini
torinesi.
In definitiva ritengo che, seppur modificando l'assetto, le Circoscrizioni
rappresentino gli Enti Locali più vicini alle famiglie, quindi anche alle donne e agli
anziani, pertanto è importante avviare una riforma che consideri, oltre agli aspetti
finanziari di assetto organizzativo, anche l'importanza di avere nei territori degli Enti
Locali che siano veramente di riferimento alle persone, sia per supportarle in una
serie di attività o di richieste, ma anche per quanto riguarda la partecipazione, che,
secondo me, è importante e che dovrà essere implementata; personalmente ritengo
che sia necessario puntare sulla partecipazione, proprio per coinvolgere
maggiormente i cittadini.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore della lunga e completa risposta. Sono contenta, da una parte,
di apprendere che entro fine anno avremo una riforma delle Circoscrizioni, e
ovviamente mi auguro che la discussione possa partire molto prima e che coinvolga
tutte le parti, anche perché lei sa bene quanto noi siamo attenti al tema della
partecipazione, che con piacere ho sentito nominata più volte dall'Assessore, quindi
mi auguro che ci sia spazio anche per le forze politiche di minoranza, di opposizione,
per poter, in qualche modo, dialogare e per poter avanzare delle proposte in tal
merito. Devo, però, esprimere alcune preoccupazioni, perché, per quanto mi renda
conto che effettivamente sia complesso e che sia un processo lungo attivare
un'analisi e proporre una riforma delle Circoscrizioni, ritengo che comunque siamo
stati un po' lenti, e le spiego anche perché.
Probabilmente lei sa che oggi le Circoscrizioni - anche per questo si parla di riforma
- non funzionano tanto bene, ma non funzionano tanto bene perché siamo in una
situazione mista, in cui, di fatto, si cerca di far sì che la Circoscrizione sia
effettivamente un punto di riferimento per la zona, per il territorio, però poi,
dall'altra parte, la Circoscrizione stessa non ha gli strumenti effettivi per svolgere
questo ruolo.
Inoltre, dal punto di vista del Consiglio (quindi la parte politica della Circoscrizione),
le Circoscrizioni vedono delle deliberazioni che effettivamente passano, hanno pareri
che non sono vincolanti, e spesso diventa anche difficile operare in sede di
Circoscrizione: io porto anche la voce di alcuni Consiglieri di Circoscrizione del
nostro Movimento (ovviamente è il primo anno che sono stati eletti nelle
Circoscrizioni) e spesso fanno fatica a entrare nel merito e ad approfondire le
proposte per tempistiche e per motivazioni di vario genere. Qui, in Commissione
Consiliare, ovviamente è più semplice entrare nel merito, perché c'è sempre
l'Assessore disponibile ed effettivamente è più facile avere una discussione più
ampia.
Tra l'altro, mi preoccupo perché, se la bozza della riforma arriverà a fine anno,
quindi presumibilmente il processo partirà nel 2013, mi chiedo come verrà gestito il
Bilancio 2012. Come sappiamo, probabilmente lo approveremo entro fine giugno e
adesso - lo saprà meglio di me - le Circoscrizioni, di fatto, sono ferme perché i
bilanci sono bloccati e mi chiedo come si pensa di agire in questi 6-8 mesi, per dare
alle Circoscrizioni un ruolo migliore rispetto a quello di oggi.
Se l'Assessore fosse disponibile, chiederei di rimandare l'interpellanza in
Commissione, non perché non sia totalmente soddisfatta della risposta, bensì perché
ritengo sia un tema molto importante, come ha detto anche l'Assessore, e penso
sarebbe opportuno fare una Commissione e far partire questo iter di discussione e
approfondimento (come è avvenuto stamattina, ma stamattina, purtroppo, per
pochissimo tempo, ovviamente, perché era all'ordine del giorno il Bilancio
Consuntivo) su quella che può essere una bozza di riforma con tutte le forze politiche
presenti, perché oggi, in questo momento, siamo presenti solo noi in Consiglio.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Appendino. Per quanto riguarda la partecipazione, penso che
bisognerà rivedere dei meccanismi e sicuramente puntare molto sulla partecipazione
dei cittadini a quella che è la vita pubblica politica e amministrativa.
Sul fatto di essere stati un po' lenti, probabilmente è vero, però penso che siano stati
anche mesi in cui l'evoluzione politica, sia a livello nazionale che locale, è stata
talmente non prevedibile, che questo ci ha ovviamente coinvolti in prima persona,
perché diventa difficile parlare di una riforma senza sapere esattamente, anche
economicamente, che tipo di investimento sia possibile fare. A volte si rischia di fare
dei ragionamenti un po' campati in aria.
Per quanto mi riguarda, io ho parlato di fine anno, ma non ho detto che vengo qui e
propongo la riforma con un pacchetto a fine anno, bensì prevedo di iniziare quello
che lei ha suggerito, cioè è mia intenzione fare un percorso, ovviamente
coinvolgendo i Capigruppo, la Commissione, il Consiglio e quant'altro, per poi
arrivare, a fine anno, ad una proposta che dovrà essere discussa.
Quindi, il mio proporre non significa che intendo farlo da sola, come Assessore,
bensì chiedendo il coinvolgimento di tutto il Consiglio e delle Commissioni
competenti.
Volevo precisare questo, perché non ho detto che vengo con la bozza a fine anno, ma
ho detto che, a fine anno, intenderei avere chiaro almeno in che direzione dobbiamo
andare, in modo da trattare la questione tutti assieme e cercare, anche in questo caso,
di proporre una riforma che sia partecipata e che tutti vogliono, quindi, ovviamente,
con il coinvolgimento anche delle Circoscrizioni, dei Presidente e quant'altro.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Per quanto riguarda la richiesta - che, naturalmente, è accoglibile - di inviare questa
interpellanza in Commissione, bisognerà che si possano stabilire i tempi e chiedere
all'Assessore se ciò avverrà prima della definizione di un progetto da parte della
Giunta oppure dopo. Quindi, è necessario definire questo particolare.
Se posso aggiungere un parere personale, prima di effettuare un convegno più
generale ed ampio (che è opportuno e valido), bisognerà che si definiscano e si
risolvano i problemi che sono stati elencati sia dall'Assessore che dal Consigliere
Appendino.
Quindi, l'interpellanza è discussa per l'Aula e prevediamo di inviarla in
Commissione quando l'Assessore ci dirà che è possibile.
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