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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201201942/002, presentata in data 18 aprile 2012, avente per oggetto: "Situazione precari asili nido comunali" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Adesso, in questa fase chiudiamo la discussione e le votazioni dei provvedimenti proposti e concordati e, poi, finito il Consiglio, siamo liberi di andare, come singoli Consiglieri. Faccio presente che la Conferenza dei Capigruppo e l'Ufficio di Presidenza con il Sindaco ha ricevuto i manifestanti la settimana scorsa. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Grazie, Presidente, lo riteniamo fondamentale, in un momento così difficile, anche perché, come diceva giustamente prima il Capogruppo Lo Russo, queste persone sotto hanno i forconi e non li hanno perché hanno voglia di manifestare, ma perché sono in una situazione di assoluta difficoltà. In questo momento, siamo sempre più imbarazzati nel vedere qual è il comportamento dell'Assessore, che dovrebbe essere competente nei confronti di questo argomento e che, per la seconda volta, quando noi andremo ad audire una delegazione di precari degli asili non ci sarà. Ci chiediamo, poi, come possa pensare di poter sviluppare una proposta sensata, quando probabilmente non sa neanche di che cosa si sta parlando, perché è troppo occupata dagli impegni istituzionali - mi auguro - che la portano a disertare questo Consiglio. Un Consiglio Comunale aperto è fondamentale; esattamente come è successo con la FIAT, è fondamentale aprire all'interno del Consiglio Comunale una discussione che possa essere d'aiuto anche alla Giunta, per poter andare a creare una situazione migliorativa per il futuro di queste persone e per poterla condividere come Consiglio Comunale, non una decisione presa in segrete stanze da Capigruppo di maggioranza che, esclusivamente con le loro proposte o con le loro pressioni politiche, poi vanno a disegnare il futuro di più di trecento persone e di tantissimi bambini (perché non dimentichiamoci che esternalizzare un servizio di questo tipo significa far ricadere le conseguenze sulla vita dei bambini). Questo, secondo noi, è inaccettabile e un Consiglio Comunale come quello di Torino non può sottrarsi al confronto. Non può sottrarsi al confronto neanche una maggioranza così forte, che ha dimostrato, in questi mesi, di poter blindare deliberazioni, documenti, andando dritta per la sua strada e non interessandosi di quello che è il dibattito Consiliare. Ebbene, in un momento così importante, visto che fuori ci sono cittadini che stanno per perdere il posto di lavoro, penso che aprire un confronto democratico all'interno del Consiglio Comunale sia il minimo che questo Consiglio possa fare per queste persone, anche perché poi, altrimenti, ci troveremmo tutte le settimane a sentire sempre le stesse cose, ma magari non nel modo giusto; la sede giusta per un confronto della cittadinanza con il proprio Consiglio Comunale è quest'Aula, esattamente come è successo con FIAT, per andare a risolvere, ripeto, questa situazione che è fondamentale per la Città di Torino, anche perché poi ci potremmo trovare nella stessa situazione con tutte le categorie che nei prossimi mesi avranno gli stessi problemi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Intervengo solo per dire che voteremo favorevolmente questa proposta di mozione. Ringraziamo il Gruppo della Lega Nord per averla presentata, soprattutto a fronte di quello che è successo la scorsa settimana in Capigruppo, dove, è vero, c'è stata un'audizione, però, ovviamente, non si è aperto un dibattito. Abbiamo assistito a interventi di singoli Consiglieri e sono state audite le parti, il Sindaco ha ribattuto dicendo anche delle cose fortemente contestabili, ma poi non si è aperto il dibattito. Io penso che in questo caso bisognerebbe, in qualche modo, aprire e avere un dibattito reale, quindi il Consiglio Comunale aperto sarebbe sicuramente l'occasione corretta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Innanzitutto, intervengo per ribadire che la posizione del Partito Democratico è contraria a questa proposta di mozione, non tanto perché ci sottraiamo alla discussione nel merito della questione asili - credo che questa maggioranza possa essere accusata di tutto, salvo il fatto che non stia discutendo in maniera dialettica, democratica, aperta, trasparente, anzi, aggiungerei fin troppo, intorno a questa questione -, ma perché questo atto è del tutto strumentale e sottende, di fatto, la ricerca di un'occasione per poter mettere in discussione l'operato dell'Assessore Pellerino, cosa da cui noi ci sottraiamo - faccio riferimento al tema dell'occasione - perché riteniamo che non siano queste le sedi. Credo che il Consiglio aperto, che è uno strumento che il Consiglio Comunale in questa tornata amministrativa ha già iniziato ad avviare (proprio con il Consiglio aperto su FIAT), sia uno strumento che classicamente deve trovare d'accordo maggioranza ed opposizione o, nel caso di specie, opposizione ed eventualmente maggioranza. Questo richiedere pervicacemente un Consiglio aperto, soprattutto alla luce dell'illustrazione del provvedimento fatta dal primo firmatario, il Consigliere Ricca, denota l'assoluta strumentalità della richiesta, che rischierebbe un duplice effetto. Il primo è quello di svilire l'istituto del Consiglio aperto, riducendo il Consiglio aperto ad un dibattito politico strumentale e finalizzato ad un'altra questione; il secondo è quello di porre artatamente in essere un'azione strumentale nei confronti dell'Assessore Pellerino, che, con grande determinazione e con grande efficacia, sta seguendo la partita degli asili e, se lei avesse avuto modo di ascoltare il mio precedente intervento in cui ho stigmatizzato l'assenza dell'Assessore sulla sua deliberazione di rendiconto di ITER, credo che non sia questa la forma con cui si pongono in essere le questioni di carattere politico. Per queste ragioni, siamo motivati a votare contro l'atto proposto al Consiglio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Prendiamo atto che il Capogruppo di maggioranza, quindi la maggioranza stessa, ritenga che l'utilizzo del Consiglio aperto sia strumentale soltanto quando richiesto da parte dell'opposizione e mai quando richiesto dalla maggioranza. Sicuramente, al termine del Consiglio, avremo l'opportunità di audire le persone che sono in piazza e, ripeto, quelle interessate all'argomento, perché ho visto che il Comitato Zero-Sei si è avvalso anche del supporto di alcuni centri sociali per questa manifestazione e mi auguro che non venga concesso a costoro l'ingresso all'interno di queste Aule. Prendiamo atto, ripeto, che la maggioranza non intende avere un confronto pubblico aperto con coloro che oggi sono in piazza e sicuramente avremo modo di dare comunicazione di ciò a queste persone. Credo di poter già dare l'indicazione di voto del PdL, che sicuramente sarà positivo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Intervengo velocemente. Alla memoria del Presidente Cassiani, presente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel ricordare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Inviterei il Consigliere Cassiani a non toccare cose ormai decedute. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, non ho iniziato io. Volevo soltanto sottolineare un aspetto, ossia che ci fu già una situazione in cui anche il Consigliere Cassiani (questo è il motivo per cui l'ho richiamato all'attenzione) rimase basito dall'atteggiamento dell'Assessore; presumo che il Consigliere Cassiani, con un minimo di onestà, possa ricordare l'avvenimento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ricorderà l'avvenimento nel quale, in un dibattito dell'Assessore Pellerino, in occasione di materia scolastica, di fronte ai sindacati, a inizio anno, a settembre, non diede nessuna risposta, alzò i tacchi e se ne andò. Ricordo che questa situazione fu vissuta in malo modo anche dal Consigliere Cassiani, (il quale, ovviamente, è dalla parte dell'Assessore) e penso che con estrema onestà possa ricordare questo fatto. Perciò non è la prima volta che ci troviamo di fronte a situazioni in cui vi è stata una latitanza o una non risposta da parte dell'Assessore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Vorrei rilevare soltanto un aspetto, rispetto ai contributi già portati dai miei Colleghi di partito, e mi dispiace che siano assenti i Consiglieri di SEL. Il fatto di rifiutare un Consiglio aperto non parte solo dal timore di confrontarsi con settori, bene o male, della società civile (che magari hanno, fino ad ora, guardato con speranza a questa maggioranza e adesso vedono tradite la loro istanze), ma la volontà di non affrontare questo tema in un Consiglio aperto denota, di fronte agli occhi di tutti, il fatto che questa maggioranza o, meglio, la Giunta, il suo Sindaco la decisione l'abbia già presa, l'abbia già annunciata e sarà quella fino alla fine, senza alcuna modificazione. La maggioranza, quindi, dimostrerebbe una maggiore onestà intellettuale se si affacciasse a questi balconi e dicesse ai manifestanti che la tanto decantata gestione mista (l'uscita dal Patto di Stabilità ci è stata esposta e presentata come una scelta rivendicata e non come una scelta, ma come una condizione obbligata e ci è stata annunciata tra un boccone di panettone e un sorso di spumante tra Natale e Capodanno), dobbiamo vederla nello stesso modo, ossia con la cessione delle strutture che, da bilancio, non si riesce a mantenere e il trattenimento invece di quelle che si riuscirà, ossia la solita dottrina del salvare capra e cavoli. Così che la maggioranza potrà dire che ha esternalizzato; SEL potrà dire che alcuni asili sono stati salvati; i lavoratori e le famiglie saranno stati presi in giro e saremo tutti felici e contenti come nella migliore tradizione favolistica del centrosinistra. Quindi, la volontà di negare un Consiglio aperto risponde solo a questa decisione e lo andremo poi a vedere, quando finalmente tutte queste chiacchiere si trasformeranno in atti amministrativi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Come detto precedentemente, i Consiglieri e i Presidenti di Commissione che si sono dati disponibili ad incontrare i manifestanti sono liberi di recarsi in piazza per incontrarli. La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Vorrei richiamare il dibattito, al quale non mi sottraggo, e ricondurlo nella sede naturale, che credo sia la Commissione. La Commissione che presiedo per mandato del Consiglio Comunale è sempre stata disponibile e lo è tuttora, tant'è che i primi di maggio abbiamo già una nuova audizione, nella quale potremo ampiamente discutere e anche chiedere Commissioni straordinarie per affrontare temi che attengono al sistema educativo torinese. Non esprimo qui le mie opinioni. Non sono d'accordo con il Consigliere Marrone, perché non è quello il disegno che ha in testa l'Amministrazione, ma questo lo affronteremo nel dibattito. Detto questo, è evidente che le posizioni che qui si esprimono, che vogliono avere una strumentalità politica, sono diverse da quelle che, invece, in modo cogente ci devono tutti quanti mettere di fronte alla responsabilità che questo Consiglio Comunale e soprattutto questa Amministrazione hanno nei confronti prima di tutto dei bambini e delle famiglie, poi dei lavoratori e poi del sistema educativo in generale. Per cui, credo che a questo noi non ci siamo mai sottratti, né come maggioranza e neanche come Commissione Consiliare. Dobbiamo, quindi, ricondurre il dibattito in sedi più consone nelle quali è sempre stato possibile (ed io l'ho sempre fatto) garantire i diritti di tutti, in particolar modo delle minoranze e di questo mi è stato dato atto anche da alcuni Consiglieri Comunali. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ringrazio il Presidente Cassiani per aver detto tante delle cose che avrei detto io a verbale. Prima di tutto, ovviamente, questa discussione non è solo di Consiglio Comunale; hanno ragione, ovviamente, le opposizioni quando dicono che coinvolge la gran parte della Città; una parte di essa, tra l'altro, è ben visibile e si sente con le nostre orecchie da questa Sala anche oggi. In questo caso si tratta di una parte dei precari dei servizi educativi che - come sapete - gestiscono e continuano a gestire una parte rilevante del nostro servizio. Di sicuro ci sono tutti gli altri lavoratori dei nostri servizi, i sindacati e le cooperative che sono entrate in questa discussione da tempo, dal momento che sembra che sia da oggi che abbiamo iniziato a parlare di servizi integrati, mentre in realtà ne parliamo da mesi e, tra l'altro, alcune delle nostre strutture sono già gestite, per intenderci, 5 in concessione e 366 posti sono gestiti da 27 convenzioni con soggetti di tipo privato. Credo che un'interlocuzione con quei mondi debba continuare ad essere aperta, come abbiamo fatto in Commissione con il Coordinamento genitori e con i vari attori del mondo della scuola. Credo, però, che bisognerebbe evitare di continuare a fare assemblee pubbliche senza poi dare soluzioni concrete. Credo che la serietà del Consiglio sia anche quella di dare indirizzi politici chiari. A me pare che l'ultima volta, sia la maggioranza che la minoranza abbiano dato un mandato alla Giunta. Credo sia stato sbagliato - lo dico pubblicamente - il tentativo di scaricare le responsabilità solo sui soggetti privati, dicendo che si sono portate, per esempio, poco più di una settimana fa, le loro richieste o le loro opzioni; credo che sia, invece, più importante che la Giunta, a questo punto, metta nero su bianco le ipotesi di lavoro. Lo dico perché anche oggi nel rendiconto abbiamo discusso, a quattro mesi dall'uscita dal Patto di Stabilità, di quali sono gli effetti e di che cosa si può o non si può fare. Credo che però questa discussione, in parte tecnica, non possa superare il punto politico. Certo, siamo uno dei primi grandi Comuni in Italia che è uscito dal Patto di Stabilità. Per intenderci, i piccoli e medi Comuni se la sono cavata in modo abbastanza diverso; la gran parte di essi ha mandato a gara i servizi, una piccola parte di essi ha continuato, anche magari continuando ad eludere il tema del Patto di Stabilità, a riassumere quelle pochissime persone. È chiaro che per un grande Comune queste forzature avrebbero delle ripercussioni. Ovviamente, il Comune di Torino non può far finta di non essere uscito dal Patto di Stabilità assumendo 300 precari, come si legge dalla revisione dei nostri revisori dei conti al punto d) e al punto e) dove si spiega bene che cosa si può o non si può fare. Credo che però il mandato politico di tutta la maggioranza e anche di parte delle minoranze sia stato chiaro: non ridurre i servizi, riaprire da settembre quegli asili nido, far sì che in qualche modo il governo continui ad essere pubblico, ma soprattutto che da gennaio si possa riprendere un percorso che parla di tempi indeterminati e di tempi determinati. Credo che occorra continuare, come ANCI, a premere presso il Governo, perché il turnover passi dal 20 al 40% e che per i prossimi anni questo sistema di governo pubblico possa essere garantito dalla presenza anche a tempo indeterminato di tanti lavoratori. Non credo che ci si stia nascondendo dietro un dito o si stiano negando le nostre responsabilità. Per questo, appena la Giunta ci presenterà un piano, credo sarà opportuno che questo Consiglio Comunale lo discuta, sia nelle sedi di Commissione, sia in un Consiglio Comunale che da sempre ascolta i cittadini in tutte le sue parti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 35, favorevoli 12, contrari 23. La proposta di mozione è respinta. |