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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2012-01783
"NOMADI ALLO SCALO VANCHIGLIA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 10 APRILE 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201783/002, presentata in
data 10 aprile 2012, avente per oggetto:
"Nomadi allo scalo Vanchiglia"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Il problema è ben conosciuto dalla Polizia Municipale. Infatti, stiamo monitorando
da tempo quell'area.
Durante i controlli, il numero delle persone presenti non supera le 40 unità.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Era solo un'informazione di censimento.
Nonostante sia un'area non autorizzata, viene comunque fatta una sorta di
censimento e quindi ci sono circa 40 unità.
L'accesso all'area avviene utilizzando sia il passaggio di Via Monteverdi, che è
esclusivamente pedonale, sia quello di Corso Novara, che è normalmente utilizzato
dal personale AMIAT durante il trasporto dei rifiuti urbani nel sito di stoccaggio per
il successivo inoltro alla discarica.
Il problema viene inquadrato, ovviamente, in quello che è il problema più generale
della presenza dei nomadi all'interno della città di Torino.
Al di là della sentenza del Consiglio di Stato che ha un po' tagliato le gambe a quella
che poteva essere la progettualità e, quindi, gli interventi immediati per il problema,
la Città è andata avanti con un programma. Quindi, noi abbiamo un programma di
contenimento e di gestione dei numeri, che prevede anche una serie di rimpatri,
forzosi o assistiti, a seconda delle risorse che eventualmente il Governo valuterà di
metterci a disposizione. Il Sindaco è molto attivo su questo fronte.
Quindi, abbiamo richiesto più volte al Ministro di sbloccare questi fondi, onde dar
corso ai progetti che l'Amministrazione ha già pronti.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Io sono imbarazzato, perché, in questa città, se
uno è zingaro può fare assolutamente quello che vuole. Questo è un dato sempre più
oggettivo, perché tutti i giorni scopriamo che ci sono nuovi accampamenti. Noi lo
veniamo a scoprire grazie alle segnalazioni dei cittadini, che ci vengono a dire:
"Guardate che questa gente brucia i copertoni per prendersi il rame dalle gomme".
Questo a livello di impatto ambientale è pesantissimo, inoltre per chi abita in quella
zona sentire l'odore delle gomme bruciate non è sicuramente gradevole.
Poi, scopriamo che sono solo 40 - "solo" si fa per dire -; questi 40 si trasformeranno
in 80 tra due mesi, in 120 tra sei mesi e avremo di nuovo un nuovo Lungo Stura,
perché tanto questa Amministrazione non ha alcuna intenzione di mettersi nella
condizione di prenderli e spostarli. Questa gente va presa e va mandata via, perché,
se si è abusivi, in un posto abusivo, la gente si prende e si manda via.
Vogliamo concedergli degli spazi autorizzati? Parliamone. Ma questa gente è abusiva
e la Città deve prendere una posizione chiara, magari dicendo: "Va bene, noi siamo
per l'abusivismo", perché questo è sempre più chiaro, tra centri sociali, campi
nomadi abusivi e quant'altro, ormai sembra diventata tradizione.
Si dice che il Sindaco si sta impegnando per fare qualcosa; questo non è vero, perché
se ne sta altamente fregando di tutti quelli che sono i problemi delle periferie della
città, perché è facile dire: "Lavoriamo per un bel centro, per una Torino turistica" e
poi ci dimentichiamo che a Torino vivono anche i torinesi e che in periferia ci sono
questi grossi problemi.
Dite che conoscete molto bene il problema, dunque risolviamolo, fateci vedere
concretamente che c'è la volontà di risolverlo, perché i problemi non si risolvono
solo con le parole. Bisogna mettere in piedi delle azioni forti, reali e che diano la
dimostrazione che il problema interessa. Non è chiedendo i fondi al Ministero - per
quanto servano, sia chiaro - che risolviamo il problema, perché, se non c'è un
progetto e finché continuiamo a regalare i soldi alle associazioni che vivono lucrando
sulla pessima condizione di vita di queste persone, come si pensa di risolverlo?
Voi conoscevate già questa situazione, quindi il problema non si pone, perché, se
volevate fare qualcosa, l'avreste già fatto. L'Amministrazione, se voleva risolvere il
problema, avrebbe potuto già intervenire.
Io mi auguro che, sollevando in Aula questo problema, si possa, ancora una volta,
mettere il piede sull'acceleratore, per cercare di trovare una soluzione ad un
problema che è sempre più una piaga.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Non pretendo che il Consigliere Ricca mi creda o creda all'impegno che il Sindaco e
questa Amministrazione stanno mettendo per cercare di trovare un argine alla
questione; però, non può non tenere presente, o far finta di non sapere, che questa
questione, come altre, vanno discusse e gestite su un tavolo più ampio, che non è il
tavolo della Giunta Comunale - per quanto mi piacerebbe -, ma è un tavolo a cui
devono essere presenti le altre Forze di Polizia.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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