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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201201149/009, presentata dal Presidente e dai Vicepresidenti del Consiglio Comunale in data 16 aprile 2012, avente per oggetto: "Statuto dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali. Approvazione del nuovo testo. Revoca Statuto precedente". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sono stati presentati 8 emendamenti ed emendamenti. La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Allora, prima abbiamo votato la proposta di deliberazione che riguardava la modifica al Regolamento della Città di Torino. Questo Regolamento introduce un comma attraverso il quale si rimandano, di nuovo, allo Statuto dell'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali - che è quello in discussione adesso, che stiamo votando - le modalità di elezione della Commissione amministratrice. Intanto, Presidente, evidenzio il fatto che lei, in qualità di presentatore della proposta di deliberazione, non ha avuto bisogno neanche di un attimo di riflessione sulle cose che il Consigliere Mangone le ha esplicitato. Non solo lei, unitamente ai suoi due Vicepresidenti, non ha avuto bisogno di alcun tipo di riflessione, ma non ha dato neanche una risposta. Ora, non so se mi sono spiegato male e quindi non sono stato compreso - e chiedo scusa, ma queste sono le mie capacità e oltremisura non posso andare - o se lei, insieme all'Ufficio di Presidenza, non ha ritenuto meritevoli di risposta le mie riflessioni, o se non aveva proprio nulla da dire. Signor Presidente, quella che le ho posto era una questione di un'eccezione di incostituzionalità rispetto ad una norma che il Consiglio si accinge ad approvare. Nel nostro Statuto e nel nostro Regolamento questo tipo di eccezione - e l'onorevole Fassino in questo potrebbe insegnarci qualcosa - non è prevista, però nella sostanza la questione che ponevo io era tale e quale a quella che viene posta... Quindi mi aspettavo che lei mi desse risposta e che mi dicesse: "Guardi Consigliere, la sua eccezione è assolutamente infondata, in fatto e in diritto" e io mi sarei accontentato. (Ovviamente mi rivolgo anche all'Ufficio di Presidenza). Questo lei non l'ha fatto e vorrei capirne anche le ragioni, perché la prossima volta che proporrà, come primo firmatario, una deliberazione, evidentemente su quella deliberazione sarà lei il relatore. Io capisco che l'ha già fatto in Conferenza dei Capigruppo, ma questo è il Consiglio Comunale; lei non è soltanto il Presidente della Conferenza dei Capigruppo, è soprattutto il Presidente del Consiglio Comunale della Città di Torino e, quando un Consigliere pone una domanda, lei ha il dovere morale di dare una risposta. Torniamo alla questione della proposta di deliberazione. Come dicevo, stiamo approvando una proposta di deliberazione che modifica lo Statuto dell'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali. Evidenzio che i miei emendamenti non hanno avuto fortuna, Dottoressa, e non ce l'ho con gli Uffici che esprimono il parere tecnico, però mi permettano gli Uffici di dissentire, perché gli Uffici hanno dato parere tecnico favorevole alla proposta di deliberazione, ma Presidente, il Consiglio Comunale sa qual è la novità di questa proposta di deliberazione? Glielo chiedo perché è evidente che non è stata notata fino in fondo. Secondo il mio punto di vista, per quello che ho spiegato prima, il Consiglio Comunale si troverà a votare una proposta di deliberazione, dei nomi, con delle modalità non previste nel Regolamento della Città di Torino, ma previste nello Statuto di un'Agenzia. È un bel precedente! Perché la deliberazione che abbiamo approvato prima, al comma 3, dice che le modalità le decide lo Statuto dell'Agenzia. Qualcuno potrebbe dire: "Ma è sempre approvato dal Consiglio Comunale". E i miei emendamenti non sarebbero stati approvati dal Consiglio Comunale? È un problema di gerarchia delle fonti? Credo che sia la stessa identica cosa! Però, mentre la deliberazione non viola lo Statuto e il Regolamento - invece, secondo me, non è così -, i miei emendamenti, che prevedevano fondamentalmente di sostituire la Commissione con i Capigruppo semplicemente, con un grande risparmio per la Città di Torino e con una funzione che, secondo me, avrebbe potuto produrre ottimi effetti, perché tutto sarebbe stato deciso dalle forze di maggioranza e di opposizione tutte, mentre nella Commissione non ci saranno tutte le opposizioni, e forse neanche tutti i Gruppi di maggioranza, invece, sono stati dichiarati inammissibili. Perché l'articolo 81 dello Statuto della Città, sul quale io non potevo intervenire in questa fase, prevede che la Commissione si componga di cinque elementi; quindi, non potendo intervenire, questo mio emendamento è stato dichiarato inammissibile. Allo stesso modo è stato dichiarato inammissibile anche l'emendamento successivo, sempre per la stessa identica ragione, così come l'emendamento n. 3. L'emendamento n. 4, invece, è stato dichiarato ammissibile - è quello che tanti Consiglieri cercavano un attimo fa -, che è quello che chiede di sostituire la parola "palese" con la parola "segreto". E questo per tutte le ragioni che abbiamo detto nella deliberazione che abbiamo testé approvato. È stato dichiarato, invece, ammissibile anche l'emendamento che prevede la sostituzione dei due terzi con quattro quinti. Consigliere Tronzano, cosa vuole che le dica?! Questo Ufficio di Presidenza rimarrà nella storia per avere diminuito, ristretto i poteri del singolo Consigliere; lei invece, come Capogruppo del Popolo della Libertà, rimarrà negli annali per avere reso - su questo punto, non mi permetterei su altre questioni - su questa questione assolutamente irrilevante il suo Gruppo, cioè il suo Gruppo può esserci o non esserci, l'ha reso assolutamente irrilevante. Se lei ritiene che questo non sia un problema, per carità! Essendo io davvero un democratico, credo che la funzione dell'opposizione sia importante almeno quanto quella della maggioranza, "almeno" quanto quella della maggioranza, ma se lei non è della mia stessa opinione, va bene così, Consigliere Tronzano. Io non so se questo sia il sistema per svolgere nel miglior modo possibile il servizio alla nostra Città. Signor Presidente, sul merito della deliberazione, approvando questa deliberazione e gli emendamenti che sono stati proposti anche dal mio Gruppo, noi approviamo una diminuzione dei gettoni di presenza, delle indennità dei Commissari. Chi ha fatto questi emendamenti, evidentemente ritiene che per questa Città sia importante diminuire, quanto più possibile, i costi. Allora voglio dire due parole a tale proposito, indipendentemente dal fatto che il sottoscritto ritenga o meno di vitale importanza l'Agenzia. Io credo che, al punto in cui siamo - e i frastuoni dei signori che stanno manifestando sono testimonianza di quanto sto dicendo -, io credo, caro Presidente, signor Sindaco, che noi oggi nella situazione in cui ci troviamo, dovremmo introdurre un altro principio, ovvero il principio delle cose utili, distinguendole dalle cose indispensabili. Signor Sindaco, io credo che le prossime deliberazioni che andremo ad approvare non potranno che avere, a fondamento di ogni nostra scelta, questo distinguo: cose utili da cose indispensabili. Allora, sulla base dei costi storici, l'Agenzia costerà alla Città di Torino 1.250.000 Euro per i 5 anni. Non si può sottrarre a questa discussione, per questo l'ho chiamata. 1.250.000 Euro... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, è atto di Consiglio, credo che lei sia il Consigliere più importante, immagino. Quindi, 1.250.000 Euro in 5 anni. Qualcuno ha suggerito di diminuire i compensi di questi 5 soggetti, che andranno a far parte della Commissione. Però, come spesso accade, il risparmio è un palliativo, intacca di poco, di pochissimo. Tra l'altro, se devo dirla tutta, non trovo neanche che sia giusto, perché ritengo che chi lavora debba essere pagato. Ora, la questione è: l'Agenzia è sicuramente utile, ma è così indispensabile? Perché ogni giorno vengono a manifestare davanti al Comune i ciechi, gli invalidi, adesso ci sono i precari, abbiamo persone che quotidianamente vengono qui perché fanno fatica a raggiungere non la quarta, ma la terza settimana ormai... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è la mia posizione, Consigliere Ricca. Lei la sta votando, quindi, per favore, si assuma le sue responsabilità. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io sto parlando di questa proposta di deliberazione, Consigliere Ricca. Si assuma le sue responsabilità, io mi assumo le mie, va bene? Io sto dicendo delle cose a verbale, Consigliere Ricca, le dica anche lei, se ritiene. Io ritengo che, se non cominciamo a fare questo distinguo fra le cose utili e le cose indispensabili, la gente non crede più che siamo alla canna del gas. La gente non ci crede più che siamo alla canna del gas! Siccome tutti gli Assessori continuano a dirci che siamo alla canna del gas e che probabilmente non riusciremo a pagare neanche gli stipendi, allora fateci capire! Presidente del Consiglio, Sindaco e Assessore, fate capire a questi poveri Consiglieri di maggioranza, che non capiscono più nulla, se siamo o non siamo alla canna del gas. Ci possiamo permettere le cose utili, ma non indispensabili? È questa la domanda che faccio e su questo vorrei delle risposte dal Sindaco o dal Presidente, valutate voi. Valutate, perché se no in città la credibilità di questa parte politica, di questa maggioranza, traballa sempre di più. Ed io mi sottraggo, perché, così come tanti di voi, anche io parlo con le persone che vengono davanti al Comune a manifestare, con le persone che sono in città che chiedono, perché la disperazione è tanta in Città, e noi approviamo un qualcosa di assolutamente utile, che però non mi pare assolutamente indispensabile. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Intervengo ancora perché il discorso mi ha entusiasmato sin dall'inizio, soprattutto sull'aspetto finanziario-economico. Vorrei solo ricordare al Consigliere Mangone che i frastuoni che provengono da fuori sono delle persone che manifestano per la possibilità della privatizzazione degli asili pubblici e non perché la gente non vuole l'Agenzia. Lo dico perché ne rimanga traccia a verbale. Il lavoro fatto è stato importante, tanto che ad oggi, per come è impostata, sono stati tagliati più di 350.000 Euro da quello che è il costo, portandolo abbondantemente sotto al di sotto del milione di Euro. Io in primis - e l'Ufficio di Presidenza ne è testimone - avevo chiesto tagli pesanti, forse addirittura anche più pesanti di quelli che sono stati fatti, andando a paragonare il Consigliere all'emolumento del Consigliere di Circoscrizione. Poi, ovviamente, bisogna fare un'analisi e dare un prezzo al lavoro che queste persone svolgono e il lavoro che vanno svolgere - lo ripeto perché l'ho detto prima - è un passaggio fondamentale. L'Agenzia è forse l'unico vero organo di controllo della politica sulle partecipate della Città di Torino e noi non possiamo impedire che questo lavoro sia gratis o messo nelle mani di chi ha la possibilità di gestire quel tempo, magari pagato da altri. Consigliere Mangone, la mia grossa paura è che, se noi andassimo a togliere questo tipo di struttura, la piega - che già non è bella - che le partecipate della Città di Torino hanno oggi possa degenerare ulteriormente. Vivendo le Agenzie partecipate, sia da amministratore, ma anche da utente, perché in Torino ci vivo, tutto questo mi spaventa davvero. Quindi il voto sugli emendamenti che chiedono il taglio sarà ovviamente favorevole; il Gruppo Lega Nord ha sottoscritto questi emendamenti perché li ritiene fondamentali, anche perché, in un momento difficile come questo, è giusto dare un bel segnale all'esterno, a chi è fuori che protesta, come giustamente ricordava il Consigliere Mangone. Diamo un bel taglio, sforbiciamo di un ulteriore 15% quello che avevamo già sforbiciato con il nostro intervento strutturale all'interno dell'Agenzia e quindi diamo un bel segnale. Io ho fatto anche due conti: varrebbero circa 600 Euro. Passiamo da più di 1.800 Euro della scorsa tornata amministrativa a 600 Euro. Ritengo che questo sia un bellissimo segnale da dare all'esterno: tagliamo quasi 1.200 Euro di costo per il cittadino. Sapendo che queste sono persone che dovrebbero lavorare, sarà poi mio compito - e chi ha assistito alle Conferenze dei Capigruppo potrà dirlo - andare a controllare, in maniera molto accurata, il lavoro di chi poi sarà componente di questa Agenzia. Per quanto riguarda il voto palese, in un momento difficile come questo mi verrebbe difficile non votare palesemente la persona che decido di mandare all'interno di quell'Agenzia, perché sarebbe ambiguo, sembrerebbe quasi voler nascondere chi si va a votare. Cosa abbiamo da nascondere? La lista è pubblica, i curricula li abbiamo messi su Internet, abbiamo fatto una deliberazione di iniziativa consiliare dove chiediamo che i curricula vengano messi su Internet, abbiamo riaperto un'altra volta il bando. Secondo me è fondamentale che tutti si assumano la responsabilità di far vedere ai cittadini chi mandano all'interno dell'Agenzia. Quindi, Consigliere Mangone, noi, come Gruppo Lega Nord, riteniamo che i suoi emendamenti non siano accoglibili; probabilmente, se ci avesse interpellato, avremmo potuto dirle che tanto quello che lei ha già fatto, è stato fatto all'interno della Conferenza dei Capigruppo nel momento della stesura e che alcuni emendamenti sicuramente verranno votati mentre tutti gli altri verranno respinti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ha chiesto di intervenire... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Abbia pazienza, Consigliere, io comprendo che c'è una delegazione che deve incontrare i Capigruppo, ma stiamo dibattendo in Consiglio Comunale, non era assolutamente garantito che il Consiglio Comunale finisse per una certa ora, quindi la delegazione attende, altrimenti vedremo di incontrarla in un altro momento. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Presidente, mi rivolgo a lei affinché riferisca al Consigliere Mangone. Però Presidente deve ascoltarci, per favore, perché è un momento importante e io ho bisogno che lei mi ascolti, perché lei è garanzia di tutta l'Aula. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prego, Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Per noi l'Agenzia può chiudere, chiaro?! Non oggi, però. Non oggi. In questo momento storico noi abbiamo l'obbligo di controllare adeguatamente ciò che succede all'interno di queste partecipate. Caro Consigliere Mangone, cara maggioranza, è da 12 mesi che aspettiamo la nomina di questi Commissari, 12 mesi che siamo senza Agenzia. Conseguentemente, crediamo che si possa chiudere, a noi non fa né caldo né freddo, ma le ricordo quello che è successo durante questi 12 mesi, perché se non ricordiamo la storia è un pochino più difficile: noi eravamo pronti a votare i componenti dell'Agenzia a giugno 2011, sia il Gruppo Lega Nord, sia il Gruppo PdL. Eravamo pronti, che fosse voto palese o voto segreto, non aveva alcuna importanza. Il Capogruppo Lo Russo ha giustamente detto che la migliore trasparenza era il voto palese; noi ritenevamo che questo fosse giusto, siamo andati in quella direzione e abbiamo aspettato che voi vi metteste d'accordo per i vostri posti. Io non so quali siano i nobili motivi per i quali lei oggi fa demagogia su questo tema, non li conosco, però credo che un po' di responsabilità su questo la maggioranza ce l'abbia, perché credo che siano vostre le responsabilità di non aver trovato degli accordi interni e di aver portato ad oggi la situazione. So che adesso il Sindaco è un po' arrabbiato... Però chiederei al Consigliere Grimaldi di non interloquire finché parla il Capogruppo del PdL, per favore! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La capisco, signor Sindaco. La capisco. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, questo... In ogni caso, signor Sindaco, quello che voglio dirle - e sicuramente se ne rende conto - è che, o sugli asili o sull'Agenzia, all'interno della sua maggioranza di problemi ce ne sono. Noi in questo momento non la stiamo puntellando, signor Sindaco. Oltre allo scuotimento della testa, vorrei che anche l'opposizione e l'opinione pubblica capissero che noi siamo in un momento in cui sotto ci vengono a prendere con i forconi. Allora, con grande responsabilità, noi su questo non stiamo puntellando la sua maggioranza, signor Sindaco. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non a me, Consigliere Viale, a lei che fa demagogia! Sugli asili, per esempio, di cui discuteremo tra un po', i Consiglieri D'Amico, Marrone e Ambrogio stanno ragionando su proposte di livello, non per puntellare la maggioranza, ma per dare finalmente spazio ad una agibilità democratica. E per una volta, vivaddio, cito il Consigliere Curto! E pensate cosa mi costa, dal punto di vista politico, citare il Consigliere Curto, però l'agibilità democratica ci va. E allora, a questo punto, cerchiamo di capire che l'opposizione ha fatto il suo lavoro in Conferenza dei Capigruppo e qui in Consiglio Comunale. Quest'anno per l'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali abbiamo tagliato oltre 200.000 Euro - mi rivolgo al Consigliere Mangone, ma lo dico a tutti i Consiglieri - e l'Assessore al Bilancio lo sa con grande chiarezza, visto che, con responsabilità, abbiamo rinunciato a 150.000 Euro, mettendoli a disposizione del Bilancio comunale, senza alcun problema. Io non so i suoi nobili motivi, Consigliere Mangone, ma spero che nella sua coscienza e nella coscienza della sua maggioranza valutiate queste cose. Dopodiché abbiamo firmato tutti gli emendamenti che riguardano il taglio delle indennità. Siamo d'accordo al 100% che un segnale debba essere dato, un segnale non demagogico - e in questo caso non lo è -, per cui li abbiamo firmati e li voteremo convintamente. Per noi questa è una deliberazione sulla quale abbiamo ragionato attentamente e la approveremo, dopodiché valutate voi, in incoscienza, quelle che sono le vostre responsabilità, non le nostre. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Vorrei illustrare velocemente i 2 emendamenti che abbiamo presentato, perché ho notato che sono stati sottoscritti da un ampio numero di Consiglieri, che ringrazio e che, peraltro, sono già stati richiamati anche dal Consigliere Ricca. Collegandomi a questo ultimo intervento, sottolineo il fatto che questo ritardo che è stato richiamato forse ci ha permesso di avere maggiore contezza della situazione generale della Città. Probabilmente, l'elemento nuovo rispetto alla prima deliberazione, che aveva già tagliato e ridotto gli emolumenti e le indennità per il Presidente ed i Consiglieri dell'Agenzia, si configura in un fatto rilevante, cioè l'uscita dal Patto di Stabilità del Comune di Torino, e, quindi, un'ulteriore e maggiore difficoltà che richiede anche un maggiore sforzo ed un maggiore senso di responsabilità. Senza farla tanto lunga, mi pare che il tema richiamato riguardo al giusto compenso (che tiene conto, da un lato, delle difficoltà economiche e della necessità di contribuire a trovare un pareggio di Bilancio e possibilmente rientrare nel Patto di Stabilità dal quale siamo usciti e, dall'altro lato, del riconoscimento del valore di chi presterà la propria opera nell'Agenzia) ci abbia portato a trovare una mediazione sui compensi che proponiamo negli emendamenti, che per quanto riguarda il Presidente dell'Agenzia è equivalente al tetto massimo del Consigliere Comunale, mentre è una percentuale del 60% per quanto riguarda i Consiglieri. Penso anche (e, per certi versi, è simbolicamente più significativo) che questo ulteriore intervento non risolverà alcun problema dei tanti, perché i valori economici in gioco sono oggettivamente abbastanza limitati, ma ritengo che, invece, abbia un valore particolare la consapevolezza che, votando questi emendamenti, il Consiglio rafforzerà la necessità di usare con maggiore sobrietà quelle che sono le risorse pubbliche, che vengono messe nelle nostre mani per il migliore utilizzo possibile. Questa modifica che va a ridurre i compensi degli amministratori serve principalmente anche come monito e come indirizzo per tutte le future nomine degli amministratori che questa Città effettua, ma che non passano dal Consiglio Comunale. È significativo che l'intervento lo faccia il Consiglio rispetto all'unico Ente - come è stato ricordato - che il Consiglio stesso è chiamato a nominare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Illustrerò i miei subemendamenti. Le mie opinioni sull'Agenzia sono già state espresse e ritengo che, forse, difficilmente verrà mantenuta l'indicazione iniziale di questo organismo, che avrebbe dovuto essere indipendente. Mi lego senza demagogia all'intervento del Consigliere Mangone e credo che non sia effettivamente un organismo indispensabile per questa Amministrazione. Come è già stato fatto in passato, probabilmente il Consiglio di questa Agenzia, essendo una scatola vuota, non avrà la possibilità di fare un'analisi precisa, ma dovrà dare le consulenze esterne; credo, quindi, che, rispetto all'analisi di quelle che erano le intenzioni, probabilmente questo organismo non lo diventerà mai. Probabilmente, con la nomina di questo soggetto, ci accorgeremo effettivamente di quale sarà il valore, ma spero di sbagliarmi. Ho presentato un subemendamento che - ripeto - non è demagogico, ma riduce ulteriormente questi compensi proprio per questa tematica; infatti, se fosse veramente un organismo indipendente e con una struttura importante, probabilmente varrebbe questo valore. I subemendamenti riducono ulteriormente il compenso del Presidente, che arriverebbe al 50% dell'indennità di un Consigliere Comunale (quindi, credo che sia una cifra degna di attenzione), e riportano - questa non è la prima volta che lo dico in quest'Aula - il compenso del Consigliere al gettone di presenza. Credo che il Consigliere, per l'impegno di tempo e per le attività che dovrà svolgere, non necessiti per forza di un'indennità. Naturalmente, chiedo che i miei subemendamenti vengano approvati, perché sarebbe un segnale positivo in questo momento di austerità, e mi auguro che un domani, qualora si decidesse di far decollare questa Agenzia, diventi veramente una Authority (cosa che fino ad ora non è stata) e non l'indicazione di accordo tra alcune forze politiche di maggioranza e di opposizione per trovare una collocazione per alcune persone. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Devo dire che, finora, abbiamo cercato di credere in questa proposta di deliberazione, nel senso che, fin ad ora, non abbiamo fatto alcun tipo di polemica, nonostante le notizie pubblicate continuamente sui giornali e le analisi di tutti i dietrofront anche della maggioranza rispetto alle modalità di voto, che, ovviamente, sui giornali scandalistici sono state subito attribuite alla necessità di trovare il modo di spingere questo o quel particolare candidato. Quanto accaduto negli ultimi 2 o 3 giorni ha lasciato tutti un po' perplessi, perché comunque si stava predisponendo un testo che, sostanzialmente, poteva essere condiviso da tutta l'Aula, ma, improvvisamente, si è riaperta la discussione, devo dire anche a buona ragione. Effettivamente - e, per quanto riguarda questo aspetto, condivido l'intervento del Consigliere Mangone -, in questa situazione ci si può chiedere se questo Ente, oltre ad essere utile, sia anche indispensabile, o se non si possa trovare un'alternativa. Per questo motivo, abbiamo scelto di presentare dei subemendamenti agli emendamenti, provando a disegnare anche un modello un po' diverso, che è quello in cui non vi è più una Commissione amministratrice separata (e, quindi, anche retribuita separatamente), ma si attribuiscono le sue funzioni non alla Conferenza dei Capigruppo, come proposto dal Consigliere Mangone, ma ad una Commissione simile, comunque formata dai Consiglieri Comunali scelti dai Capigruppo (e, quindi, rappresentativa dei vari Gruppi politici). Questo è chiaramente incompatibile - e da ciò deriva anche il parere tecnico sfavorevole - con l'attuale formulazione dello Statuto, ma, nel momento in cui vi fosse un accordo politico per andare in questa direzione, basterebbe modificare lo Statuto ed il problema si risolverebbe. Associata a questa, c'è anche la proposta di eliminare del tutto i compensi per queste figure, perché, nel momento in cui fossero dei Consiglieri Comunali a svolgere queste funzioni nell'ambito dei normali lavori del Consiglio Comunale, non si capirebbe più il senso di andare a retribuire queste figure. Peraltro, è una cosa che rimane sul tavolo anche bocciando i primi 2 emendamenti, per cui c'è veramente la possibilità di non retribuire queste figure e, quindi, di assicurarsi che chi svolgerà questo lavoro lo farà non perché c'è un compenso, ma perché crede in questo ruolo di controllo dell'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali sulle nostre partecipate (che è vero, potenzialmente è importantissimo); forse, eliminando i soldi dalla politica e, in questo caso particolare, dalla retribuzione di queste posizioni, si potrebbe capire chi ne è veramente interessato, perché ha voglia di svolgere un servizio per la comunità, e chi, invece, è interessato soltanto a trovare una poltrona, magari con una anche ridotta (per carità, questo è comunque positivo) retribuzione, comunque per restare nel giro della politica e delle cariche retribuite della politica. Dopodiché, al di là di quanto accadrà sui nostri emendamenti, la vera prova sarà la scelta dei nomi. Quanto è stato pubblicato sui giornali non è promettente, perché si è sentito parlare soltanto di questo o di quell'esponente politico da sistemare, mentre, andando a controllare i curricula che sono stati presentati, ci sono alcune persone - magari non moltissime - che hanno una forte competenza specifica su questo tema o che hanno delle esperienze, per cui hanno dimostrato di volersi impegnare veramente a favore dei servizi pubblici e del bene comune. Credo che, se si vorrà fare una scelta per merito, ci sarà comunque un'ampia possibilità di votare delle persone che riscuotano il consenso di tutti trasversalmente per le proprie capacità e non per le proprie affiliazioni politiche. Se invece, come anticipano i giornali, si finirà per nominare 5 persone lottizzate (un po' della maggioranza ed un po' dell'opposizione) e tutte accomunate dall'essere politici "trombati" che devono essere piazzati, alla fine se ne dovrà prendere la responsabilità chi li voterà. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Mi permetto di rispondere brevemente a chi mi ha sollecitato sulle modalità di presentazione di questi 2 provvedimenti. Ovviamente, è stata una decisione assunta dal Consiglio Comunale in sede di approvazione della modifica dello Statuto della Città di Torino (che, forse lo ricorderete, abbiamo votato qualche tempo fa), che ci ha sottoposti, come Ufficio di Presidenza e Conferenza dei Capigruppo, al recepimento doveroso, proprio al fine di darne attuazione con questi 2 provvedimenti. Nulla di più. Dal punto di vista tecnico, in tutti questi mesi di dibattito abbiamo avuto il sostegno da parte degli Uffici e questo è quanto emerge dalle deliberazioni che hanno un parere di regolarità tecnica e in sede di Bilancio faccio presente che, al di là della riduzione degli emolumenti degli amministratori, abbiamo ridotto, nell'arco di neanche un anno, di 200.000 Euro la complessività della disponibilità dell'Agenzia. Per cui, mi pare che abbiamo recepito in toto e con la coscienziosità di tutti i Gruppi politici quanto richiesto dal Consiglio Comunale. Passiamo all'analisi del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1. Il parere tecnico è sfavorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1: Presenti 25, astenuti 1, favorevoli 2, contrari 22. Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1. La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Ritiro l'emendamento, così agevolo i lavori del Consiglio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'emendamento n. 1 è ritirato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere, capisco che lei abbia a cuore questo argomento, così come abbiamo tutti noi, però stiamo lavorando in Consiglio Comunale. MANGONE Domenico Per agevolare i lavori… Consigliere Grimaldi, se mi fa parlare 2 minuti, poi sarà libero di... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ho già fatto comunicare a chi ci attende che non so se potremo riceverli, perché in questo momento stiamo lavorando. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). MANGONE Domenico No, ci sono io. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Curto, sto parlando io. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prego, Consiglieri. MANGONE Domenico Consigliere Curto, la democrazia è una cosa seria! FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Ritiro gli emendamenti nei confronti dei quali è stato espresso un parere sfavorevole da parte degli Uffici, quindi gli emendamenti nn. 1, 2, 3 e 6. Per quanto riguarda gli emendamenti nn. 4 e 5, il parere è favorevole, per cui li mantengo. Immagino che, di conseguenza, decadano anche i subemendamenti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Mangone, per quanto riguarda l'altro, non ha presentato alcun emendamento. MANGONE Domenico No, non ne ho più. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2 decade con il ritiro dell'emendamento n. 2. |