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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta n. mecc. 201201827/002, presentata dal Presidente Ferraris e dai Vicepresidenti Rattazzi e Magliano in data 16 aprile 2012, avente per oggetto: "Regolamento del Consiglio Comunale - Modifiche" FERRARIS Giovani Maria (Presidente) Questa proposta di deliberazione arriva direttamente in Aula ex articolo n. 93. Sono stati presentati due emendamenti, a firma del Consigliere Mangone, che discutiamo insieme al provvedimento. La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Presidente, quanto tempo abbiamo a disposizione, visto che la discussione è congiunta? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Mangone, lei ha tre minuti per l'illustrazione degli emendamenti. MANGONE Domenico Allora non è congiunta alla deliberazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Lei non è un presentatore del provvedimento, quindi presenta gli emendamenti. MANGONE Domenico Quindi ho solo tre minuti per emendamenti e sulla deliberazione invece non ho tempo? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Può presentare i suoi emendamenti. Se il suo Capogruppo… MANGONE Domenico Hanno detto di no, che non sono presentatore. Mettetevi d'accordo. Presidente, vorrei capire quanto tempo ho complessivamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Un Consigliere per Gruppo quindici minuti… MANGONE Domenico Quindici minuti in tutto? FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Dieci minuti per la deliberazione e tre per gli emendamenti. MANGONE Domenico Le deliberazioni in discussione oggi, che sono tra loro legate, sono due, una delle quali modifica il Regolamento del Consiglio Comunale e l'altra, invece, integra lo Statuto dell'Agenzia dei Servizi Pubblici Locali. Preliminarmente, chiedo al Presidente di prestare un minimo di attenzione a un passaggio che farò immediatamente, che ho già discusso velocemente con gli Uffici, ai quali ovviamente non è attribuita alcuna responsabilità, perché evidentemente hanno dato un parere tecnico, sul quale io, Presidente, non sono d'accordo. Innanzitutto evidenzio il fatto che credo sia una delle poche, se non l'unica, occasione in cui tutto l'Ufficio di Presidenza firma una deliberazione che diminuisce i poteri del singolo Consigliere Comunale. Credo che questo Ufficio di Presidenza, compreso il rappresentante del mio Gruppo, rimarranno nella storia per avere diminuito e ristretto i poteri dei singoli Consiglieri Comunali; i quali prima potevano avvalersi di uno spazio di libertà per esprimere un voto. Se verranno approvate queste deliberazioni, il Consigliere non lo potrà più fare, perché dovrà farlo in maniera palese, calpestando uno dei principi fondamentali della democrazia, secondo il quale ogni Consigliere è libero di esprimere il proprio voto anche nel segreto dell'urna. Anticipo qualche argomentazione che potrebbe essere addotta da qualche Consigliere. Sicuramente la segretezza del voto non consente al Consigliere che ha il coraggio delle proprie azioni e delle proprie responsabilità di nascondersi dietro il voto segreto. Allora, era solo uno spazio di libertà che andava, Presidente e Vicepresidenti, salvaguardato a favore dei Consiglieri Comunali. C'è un altro aspetto più politico, Presidente; mi dispiace che non ci sia il Sindaco, mi sarebbe piaciuto ascoltare anche la sua opinione. Noi tutti conosciamo la genesi di questa deliberazione, perché altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di passare al voto segreto; quindi necessariamente bisogna passare a un voto palese, perché bisogna blindare probabilmente gli equilibri. Allora, su questo Mangone non ci sta. Ho presentato una serie di emendamenti alle due deliberazioni. Adesso è in discussione la prima, poi discuteremo la seconda deliberazione, ma su questa prima deliberazione, Presidente, vorrei evidenziarle un po' di questioni, sulle quali l'Ufficio di Presidenza dovrebbe fare qualche riflessione. Uno. L'articolo 81 dello Statuto prevede la possibilità di nominare i componenti della Commissione amministratrice con due modalità, o con la nomina fatta dai Capigruppo, o con l'elezione da parte del Consiglio Comunale. Noi abbiamo scelto la seconda soluzione, l'elezione del Consiglio Comunale. Gentilissimo Presidente, lei da Statuto è chiamato a verificare che negli atti amministrativi ci sia la regolarità anche formale; lei è l'organo supremo deputato a verificare che anche le forme siano rispettate. Allora, l'istituto dell'elezione, gentilissimo Presidente, prevede - senza alcuna deroga - che queste avvengano sempre con scrutinio segreto. Quando si discute di persone, le lezioni devono essere fatte attraverso scheda e votazione segreta. Siccome questo problema è stato posto dal sottoscritto un po' di tempo fa, si è trovato un escamotage, signor Presidente, che però è una foglia di fico. Perché? Oggi noi approviamo la prima deliberazione che all'articolo 124, che è un istituto generale sul voto palese o segreto, viene inserito un terzo comma che dice: "Le modalità di elezione" - di elezione - "dell'Agenzia si troveranno nello Statuto dell'Agenzia stessa". Nello Statuto dell'Agenzia c'è scritto che le modalità sono con voto palese e con deliberazione liberata dalla Conferenza dei Capigruppo. Allora è evidente che questo meccanismo non funziona, perché - come dicevo prima - sono due le questioni, o vengono nominati o vengono eletti. Se vengono nominati, lo fa la Conferenza dei Capigruppo, e i Capigruppo avrebbero potuto trovare questa strada, ma se si è scelta la strada dell'elezione, l'artico 73 del Regolamento non lascia spazio ad alcuna interpretazione, caro Presidente. E non lasciando spazio ad alcuna interpretazione, anche se è una deliberazione, che è quella di modifica dello Statuto dell'Agenzia, prevede modalità diverse, quando avverrà la votazione in quest'Aula, lei dovrà farsi garante del fatto che, trattandosi di elezione, questa avverrà in maniera segreta, perché in questo caso si tratta di persone che dovranno essere elette in una Commissione. Su questo, caro Presidente, le chiedo cortesemente di fare un'ulteriore riflessione con il suo Ufficio di Presidenza, visto che lei è firmatario insieme ai due Vicepresidenti. Non le chiedo di fare una valutazione politica, le chiedo solo in questo momento di fare una valutazione tecnica, perché la politica può tutto, ma ci sono aspetti che la politica non può travalicare. Oggi noi stiamo restringendo il tentativo del Presidente e dei due Vicepresidenti di eliminare uno spazio di libertà dei Consiglieri. E questo non è ammissibile. Allora, le chiedo di fermarsi un attimo e di verificare che tutto sia come da Statuto e come da Regolamento di questa Città. Sui miei emendamenti, signor Presidente, non su quelli che riguardano questa deliberazione, è stato dato parere sfavorevole, ed è stato dato parere sfavorevole sulla base del fatto che i miei emendamenti violerebbero l'articolo 81 dello Statuto. Ora, è evidente che la cosa non è passata inosservata, ma è evidente che io non potevo intervenire sull'articolo 81 dello Statuto oggi, perché non è in discussione lo Statuto. E quando mi si dice che c'è stata una deliberazione di modifica dello Statuto, quella era una modifica che sopprimeva due commi di questo articolo. Oggi, però, i miei emendamenti, che prevedevano di attribuire ai Capigruppo la possibilità di gestire loro stessi la Commissione, non vanno bene, perché siccome lo Statuto ne prevede cinque, mentre i Capigruppo sono più di cinque; quindi sono stati dichiarati inammissibili. In ogni caso, mi rivolgo a tutti i Consiglieri, ci sono due emendamenti che invece riguardano questa deliberazione, perché quelli inammissibili riguardano l'altra deliberazione, che metterebbero in un percorso, secondo me, condivisibile la deliberazione che stiamo discutendo. Il primo riguarda sempre l'articolo 124 e chiede di sostituire la votazione palese in votazione segreta, per le ragioni che ho detto prima. Il secondo emendamento, che per fortuna ha avuto il parere favorevole degli Uffici Tecnici (l'ho pensata in forma "anti inciucio", perché in politica probabilmente ogni tanto si usa), prevede, a tutela delle minoranze, la possibilità per i Consiglieri di esprimere, sempre con voto segreto, un numero di preferenze pari al 50% dei componenti da eleggere, oltre al Presidente ovviamente. Quindi il Consigliere si troverebbe nelle condizioni di votare i propri nomi (due nominativi in questo caso), e questo non renderebbe trattabile, tra tutti, i nomi che andrebbero a far parte della Commissione. Con in più un altro vantaggio, che è quello di provare ad avere un Presidente, come è giusto che sia, super partes, quindi condiviso da tutto il Consiglio Comunale. Io mi auguro che i Consiglieri vogliano accogliere questi due emendamenti, perché hanno la sola finalità di garantire un percorso trasparente, perché sia lo Statuto, sia il Regolamento, su questa materia dicono in maniera chiara che la Commissione è composta dalla maggioranza e dalle minoranze. C'è un'altra questione. Uno degli emendamenti (non ricordo se è stato dichiarato inammissibile o meno; no, questo non è stato dichiarato inammissibile) propone, caro Capogruppo Tronzano, di sostituire due terzi a quattro quinti e al Consigliere sicuramente non sarà sfuggita la ragione di questo emendamento. Mangone si è preoccupato del maggior partito dell'opposizione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so, Consigliere Tronzano. Si è preoccupato del maggior partito dell'opposizione, perché, come il Consigliere Tronzano saprà, da cinquanta siamo passati a quaranta; due terzi di quaranta fa ventisette, a questa maggioranza basterebbe mettersi d'accordo con il Movimento 5 Stelle e taglieremmo fuori tutta la minoranza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. MANGONE Domenico Siamo a quattordici minuti. Siccome credo che il maggior partito di maggioranza non vuole determinare questo e lei non vuole lasciare questa eredità a chi verrà dopo, mi sono reso conto che è stata una sua distrazione, e ho provato a porre rimedio a questa questione. Mi auguro che il Capogruppo Tronzano vorrà dare un consenso almeno a questo emendamento, perché è scritto a tutela delle minoranze. Presidente, anche questo è un altro aspetto tecnico importante. Il Regolamento della Città parla di tutela delle minoranze al plurale; con i due terzi nella composizione attuale, ma credo in ogni composizione, non si tutelano le minoranze, ma si arriva a tutelare un Gruppo di minoranza di due. Allora, Presidente, verificate anche questo aspetto. Il Regolamento dice "le minoranze", al plurale, non al singolare. Al plurale. Con i due terzi, nell'attuale situazione, 25 sono quelli di maggioranza, bastano due, Terzo Polo o 5 Stelle, per rendere sulla carta i maggiori Gruppi fuori dal coinvolgimento. Allora, chiedo che l'Ufficio di Presidenza valuti anche questo aspetto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio il Consigliere Mangone per l'importante sforzo che ha fatto, cercando di contribuire al meglio nella costruzione di una deliberazione. La Conferenza dei Capigruppo ha dedicato quasi nove mesi per partorire un testo il più largamente condiviso. Un testo che ci ha visto anche molto critici, perché sappiamo perfettamente quanto sia importante la funzione di controllo della politica all'interno dell'Agenzia. Per questo mi trovo in difficoltà: dopo un percorso così lungo, per cercare di accogliere gli emendamenti, per quanto posso capire lo spirito propositivo del Consigliere Mangone, però (l'ha detto fuori verbale prima il Capogruppo Tronzano) l'opposizione non è qua per le poltrone, quindi non ha problemi a dire una maggioranza a ventisette. Anche perché sarebbe davvero difficile, soprattutto in un panorama politico come questo, cercare una sintesi più totale, lavorando sui quattro quinti. Questo è un passaggio che mi premeva. Nonostante ciò, rinnovo il mio ringraziamento, perché questo vuol dire che il Consigliere Mangone, in qualità di Presidente, saprà tutelarci all'interno della sua Commissione ancora di più di quello che sta già facendo, in maniera anche egregia. Per questo ringrazio il Consigliere Mangone. Per quanto riguarda i suoi emendamenti, non mi sento di esprimere un parere favorevole, ma neanche negativo. Non favorevole, perché dovevano essere condivisi in maniera diversa durante tutto l'iter che ha portato alla creazione di questa deliberazione. Ma neanche negativo, perché apprezzo lo sforzo che il Consigliere Mangone ha fatto in questo weekend per portare comunque degli emendamenti così articolati. Quindi dichiaro che il voto della Lega Nord sarà di astensione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Io non replico alle insinuazioni del Consigliere Mangone, dico soltanto delle cose che, secondo me, sono assolutamente evidenti, trasparenti, lapalissiane. Il voto, a livello di Aula, secondo noi, garantisce oggettivamente una maggiore trasparenza. Quando uno ha il coraggio delle proprie azioni, lo dimostra schiacciando un pulsante, non scrivendo, con voto segreto, contro l'opinione degli altri componenti del suo Gruppo. Quindi, il coraggio delle proprie azioni lo dimostri palesemente, quando schiacci il pulsante e il pallino della tua postazione si illumina di verde o di rosso. Ricordo al Consigliere Mangone, che sono dodici mesi che aspettiamo di nominare l'Agenzia, che è un Ente di controllo di assoluta rilevanza che non può attendere dodici mesi. Per colpa del Consigliere Mangone e di altri suoi Colleghi del Gruppo del Partito Democratico, siamo ancora qua dopo dodici mesi. Per cui, che il Consigliere Mangone venga a fare la morale a noi, mi sembra veramente superfluo e anche ridicolo. Dopodiché, Consigliere Mangone, il Consiglio Comunale, eletto dai cittadini in maniera proporzionale, ha il diritto di poter esprimere i rappresentanti in un'Agenzia così importante di indirizzo e di controllo sulla partecipate. Ha il diritto di scegliere e di rispettare il voto popolare. Il voto popolare lei lo rispetta nel momento in cui vengono rispettati i partiti maggiori, che in questo caso per l'opposizione sono PdL e Lega Nord. E i due terzi del voto, Consigliere Mangone, rispettano maggiormente questo principio, piuttosto che i quattro quinti che lei, così gentilmente, ci mette a disposizione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: Presenti 37, astenuti 14, favorevoli 2, contrari 21. L'emendamento n. 1 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 2. Presenti 37, astenuti 14, favorevoli 5, contrari 18. L'emendamento n. 2 è respinto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento n. 2 è inserito nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. . Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: Presenti 37, astenuti 3, favorevoli 34. La proposta di deliberazione è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 37, astenuti 3, favorevoli 34. L'immediata eseguibilità è concessa. |