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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 13
INTERPELLANZA 2011-08162
"SITUAZIONE DELLA SOCIETA' VIRTUAL-REALITY & MULTI MEDIA PARK S.P.A." PRESENTATA DAL CONSIGLIERE RATTAZZI IN DATA 23 DICEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201108162/002, presentata in
data 23 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Situazione della società Virtual-Reality & Multimedia Park S.p.A."

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Nel rispondere all'interpellanza cercherò di ricostruire un pezzo di memoria, perché
non solo si dimentica la lunga storia che, ad esempio, ha accompagnato questa
situazione, ma nel rifare la storia si prova anche a trasformarla.
In riferimento alle considerazioni di supporto all'interpellanza, è un'affermazione
priva di senso dichiarare che il Bilancio del 2010 risulta in pareggio nonostante la
perdita del 2009; ovviamente, esercizi diversi si chiudono con risultati diversi.
L'aggregato Virtual-Lumiq è passato, con l'attuale gestione (cioè da quando abbiamo
ridotto il Consiglio di Amministrazione e, quindi, è uscito il secondo tentativo dei
privati, per cui da 5 anni a questa parte), da un Ebitd del 2005 pari a -13.000.000 di
Euro ad un Ebitd del 2010 pari a +33.000 Euro e ad un Ebitd del 2011 pari a -55.000
Euro; ovviamente, lo considero un bel progresso.
Per valutare se, come dice la considerazione, l'eccezionale incarico per gli eventi
2011 abbia alterato la situazione di Virtual, si pensi che questo eccezionale incarico
ha portato a realizzare, entro i termini, tutti i servizi e le attività assegnati, a
differenza di quanto è avvenuto per altre situazioni non gestite da Virtual. Si è
trattato di un incarico tanto eccezionale che nessuna impresa sul territorio avrebbe
potuto svolgerlo in autonomia ed ha generato una ricaduta sul territorio (non a
Virtual), dando lavoro a più di 100 persone, tra collaboratori a progetto e saltuari, per
almeno un anno, oltre a forniture esterne ed indotto.
Tra l'altro, l'incarico ha portato Virtual, stante la situazione complessiva di tutti gli
Enti Pubblici (a partire dal Comune), a fare da banca, con un saldo medio di un
milione di Euro al 31/12/2011. Inoltre, credo sia stato apprezzato da tutti il lavoro
svolto, nel senso che, se tutti hanno ritenuto che la mostra è stata fatta bene,
ovviamente molto è dovuto alla realtà virtuale che è stata inserita.
Pertanto, possiamo affermare che l'incarico non ha alterato, se non marginalmente, la
redditività dell'azienda; ad esempio, il costo finanziario sul 2011 è ben superiore alla
perdita del 2011, anzi la marginalità generata dalle commesse ottenute da Virtual per
le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia è stata decisamente bassa.
Questa affermazione trova origine dall'analisi dei risultati economici del 2011, che,
nonostante registrino un calo della produzione netta rispetto al 2010 (esercizio di
punta per le commesse di cui sopra), evidenziano un aumento del margine di
produzione del 30%.
Il Comune ha partecipato alla sua ricapitalizzazione nel 2009-2010 ed aveva come
titolo: "Copertura perdite pregresse anteriori al 2006". Di questi versamenti, pari a
1.176.000 Euro, Virtual ha restituito al Comune, sottoforma di rimborso o prestito,
altri 2.700.000 Euro, tra quota capitale ed interessi.
Oggi, il prestito residuo è di circa 3.000.000 di Euro. Va però sottolineato che
l'importo era stato versato nel 2004, al fine di consentire la sopravvivenza di Virtual
(vista l'ingente perdita che era in corso allora), e solo la nuova gestione ha permesso
di rientrare di questo prestito, invece di perderlo (tra l'altro, per sempre).
Infine, va sottolineato che i risultati di Virtual scontano anche il fatto che questa
provvede in autonomia alla manutenzione dell'immobile ed al mantenimento
tecnologico del complesso immobiliare di proprietà della Città di Torino e delle
pertinenti tecnologie ed attrezzature; al contrario, fino al 2010 vi provvedeva il
Comune stesso, che ne è il proprietario.
Se il Comune manutenesse direttamente l'infrastruttura, dovrebbe sostenere costi
annui per circa 100.000 o 150.000 Euro. D'altro canto, Lumiq ha scontato sul proprio
conto economico tutto il costo di 2,8 milioni di Euro rinviato al futuro dalle gestioni
"ante 2008" relativo al Don Chisciotte; se non avesse salvato Lumiq dal fallimento,
Virtual avrebbe dovuto rimborsare gli effetti degli incassi dei contratti di
concessione, con assoluto pregiudizio per il prestito e gli interessi del Comune. Vi
ricordo che questa è la ragione per cui mi impegnai moltissimo per evitare questa
situazione.
Con riferimento alle constatazioni di supporto all'interpellanza, non è vero che
Virtual non ha presentato un piano industriale relativamente al periodo 2008-2010; è
stato presentato ed era consistente e credibile, tant'è vero che è stato rispettato in
ogni punto, compresi i risultati numerici. Non è vero che la gestione di Virtual non
ha portato a risultati economici positivi e non è neanche vero che non ha avuto una
valenza sociale e delle ricadute economiche sul territorio. Nel 2011, ha dato lavoro a
quasi 100 persone tra dipendenti, collaboratori e consulenti, mentre Lumiq ha dato
lavoro ad oltre 80 persone tra dipendenti, collaboratori e consulenti stabili, a cui si
devono aggiungere circa 150 collaboratori saltuari, e il tutto è avvenuto senza
gravare sulle casse pubbliche, a partire dal Comune.
L'aggregato Virtual-Lumiq è una tra le maggiori imprese italiane nel campo
dell'animazione e della realtà virtuale. La gestione di Virtual ha sempre avuto tra le
priorità il livello di attenzione nei confronti di tutti gli interlocutori interni ed esterni
e l'utilizzo di strumenti idonei ad organizzare e gestire responsabilmente l'impatto
della propria attività, non solo in termini economici e finanziari, ma anche sul piano
sociale.
Le linee guida della strategia perseguita sono sempre state orientate alla legittimità
ed alla legittimazione, alla capacità di corrispondere alle attese di chi controlla e
fornisce le risorse, alla capacità di generare orgoglio di appartenenza nei
collaboratori Virtual ed alla capacità di generare valore sul territorio e sul sistema
sociale.
Anche il ruolo di gestore del Polo della creatività digitale ha avuto una direzione in
questo senso; Virtual ha attivato una crescita di competenza nelle PMI aggregate in
materia di creazione, redazione, gestione, realizzazione e progetti innovativi. Dalla
sua nascita, ha avviato oltre 55 progetti di ricerca e studi di fattibilità preliminari.
Virtual ha così arricchito la propria missione pubblica sul versante del collegamento
con le imprese del territorio e del trasferimento tecnologico, contribuendo anche alla
classificazione di un settore, quello di riferimento del Polo, in rapida evoluzione e,
come ben sappiamo, dai confini assolutamente non definiti.
In rapporto, invece, alla domanda posta sul destino di Virtual, se la funzione
assegnata a Virtual fosse quella di creare condizioni di sostegno operativo alle
aziende locali, allora occorrerebbe provvedere con fondi per questa attività, come
viene fatto per tutte le altre realtà (ad esempio, Torino Wireless o Film Commission).
Diversamente, Virtual deve avere un orientamento al mercato per pagare i propri
costi. Peraltro, oggi in Virtual sono insediate 10 aziende e, come gestore del Polo
della creatività digitale, Virtual aggrega 62 soggetti, che, in questi 2 anni, sono
aumentati del 35% rispetto al 2010 e del 44% rispetto al 2009.
Inoltre, Virtual gestisce una scuola, che non è riconosciuta, per cui senza alcun
contributo pubblico sul piano della formazione, che credo sia una delle poche, se non
l'unica, a formare professionisti di caratura internazionale. Forse anche questa (e ci
stiamo pensando) andrebbe vista meglio.
Per quanto riguarda la concorrenza di Virtual, questa non si sovrappone a nessuna
realtà torinese e piemontese; se l'interpellante ha altre opinioni, ci indichi quali sono
le aziende. Nel settore del Virtual Reality non ci sono, oltre al Multimedia Park,
realtà operative che abbiano una visibilità internazionale. Relativamente al settore
filmico, vorrei che ci indicaste quali aziende fatturano almeno 2.000.000 di Euro e
svolgono attività sul territorio della nostra città o regione (ovviamente, che non siano
situate in Corea o da quelle parti). In sostanza, Virtual tiene vivo ed implementa
continuamente nella nostra regione un know-how assolutamente prezioso.
A proposito del sistema cinema, sulla sintonia operativa bisognerebbe basarsi sui
fatti. I fatti sono che il FIP ha partecipato a 2 progetti di Lumiq e a breve saranno 3;
Film Commission ha partecipato a 2 iniziative congiunte e, peraltro, le mission
assegnate dagli stakeholder sono ben distanti e distinte.
Sulla disponibilità dei bilanci, quello del 2010 è disponibile fin dal giugno 2011 ed i
dati del 2011 pervengono quadrimestralmente; per quanto riguarda quelli al
31/12/2011, sono stati forniti in apertura. Quanto alle perdite di Lumiq, il senso della
domanda è assai criptico: sono già state assorbite dal bilancio Virtual 2010, che ha
chiuso registrando un utile.
Per quanto riguarda il senso della passività, questo è legato alla capacità di leggere il
bilancio; quello di Virtual non porta passività al Comune.
Infine, sull'utilizzo dei contributi ante 2006, ovviamente bisognerebbe chiedere a
quelli che li hanno gestiti in quel periodo.
Ho già risposto sul funzionamento attuale della struttura; è certamente fondamentale
porre mano allo Statuto societario - credo che lo faremo entro l'anno - per lasciare
libera Virtual, come le altre aziende della Città, di poter perseguire il suo
sostentamento, oppure per procedere ad una trasformazione in fondazione (sapendo,
però, che, se si andrà in questa direzione, sarà necessario coprire dei costi ogni anno),
o anche liquidarla, facendosene però carico responsabilmente. Finché sarà possibile
fare cose alternative, le farò, ma chi sostiene l'altra tesi se ne deve assumere le
responsabilità; può liquidarla, facendosi però carico della distruzione dei posti di
lavoro diretti (che, tra l'altro, non sono stati posti in cassa integrazione) e di quelli
indotti dalla perdita di asset che comunque sono strategici per il territorio.
In conclusione, credo che Virtual debba proseguire nel suo processo di
ristrutturazione (che ha già fatto largamente nella sua riduzione dei costi), di rivedere
l'oggetto sociale, di adeguare lo Statuto alla nuova situazione e,
contemporaneamente, ridefinire un modello che possibilmente permetta non solo di
dare senso all'investimento fatto allora e che abbiamo ereditato, ma soprattutto non
faccia perdere questa caratteristica al territorio, che, se venisse adeguatamente
sfruttata e se tutti la comprendessero nel suo vero significato, forse permetterebbe di
fare di più e di meglio.

RATTAZZI Giulio Cesare
Prendo atto della risposta del Vicesindaco. Vorrei soltanto ribadire, anche se poi
l'argomento potrà essere ripreso ed approfondito in Commissione, che le impressioni
da cui partono alcune considerazioni riguardano la storia di Virtual, che, secondo
quanto era stato definito anche in una Commissione di un anno e mezzo fa circa - mi
riferisco alla storia non solo di questa Amministrazione, ma di quella precedente -, ha
portato ad una perdita di circa 12.000.000 di Euro per l'Amministrazione Comunale,
di 6.000.000 di Euro per la Regione e di 2.000.000 di Euro per la Provincia (che, poi,
è praticamente uscita da questa società).
Quindi, mi pare giusto che si possano chiedere delucidazioni che non erano state del
tutto esposte; oggi si è saputo qualcosa di più, rispetto alle precedenti occasioni di
incontro. La mozione votata unanimemente dal Consiglio Comunale un anno e
mezzo fa (nel corso della precedente tornata amministrativa) comportava circa 6
richieste e su alcune di queste adesso si è interloquito e, quindi, possono essere
oggetto di un'ulteriore considerazione: ad esempio, il fatto che il piano industriale
presentato sia effettivamente un piano industriale; si può anche avere qualche
dubbio, ma andrebbe ulteriormente esaminato anche rispetto alle prospettive che
sono state esposte.
Quindi, le valutazioni che si possono fare richiedono, da parte mia - ma non solo -,
un ulteriore approfondimento che può avvenire in Commissione.
Trovo utile e positivo il fatto che, per quanto riguarda l'attività di Virtual, sia stata
accolta la richiesta di ridefinizione dello Statuto e, quindi, di un modello di attività e
di definizione dell'attività rispetto alla ragion d'essere originale; certamente, questa
società sarà andata migliorando ultimamente, perché, quando si è in una situazione
così difficile (se non sbaglio, 2 anni fa aveva portato i Revisori dei Conti a dubitare
della possibilità di permanenza della società stessa), evidentemente conviene che
venga ripreso serenamente il discorso e, quindi, fare in modo che esistano delle
reciproche possibilità di interlocuzione, cosicché l'attività stessa sia completamente
chiarita. Non vi è alcun dubbio che vi siano delle competenze e che la scuola sia
valida, ma c'è tutta una situazione che, adesso, è stata esaminata da alcuni punti di
vista, ma che può ancora essere oggetto - e per me lo sarà - di ulteriori valutazioni.
In qualità di Vicepresidente, considero l'interpellanza discussa per l'Aula e,
eventualmente, riprenderemo l'argomento in Commissione.
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