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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201108162/002, presentata in data 23 dicembre 2011, avente per oggetto: "Situazione della società Virtual-Reality & Multimedia Park S.p.A." RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Nel rispondere all'interpellanza cercherò di ricostruire un pezzo di memoria, perché non solo si dimentica la lunga storia che, ad esempio, ha accompagnato questa situazione, ma nel rifare la storia si prova anche a trasformarla. In riferimento alle considerazioni di supporto all'interpellanza, è un'affermazione priva di senso dichiarare che il Bilancio del 2010 risulta in pareggio nonostante la perdita del 2009; ovviamente, esercizi diversi si chiudono con risultati diversi. L'aggregato Virtual-Lumiq è passato, con l'attuale gestione (cioè da quando abbiamo ridotto il Consiglio di Amministrazione e, quindi, è uscito il secondo tentativo dei privati, per cui da 5 anni a questa parte), da un Ebitd del 2005 pari a -13.000.000 di Euro ad un Ebitd del 2010 pari a +33.000 Euro e ad un Ebitd del 2011 pari a -55.000 Euro; ovviamente, lo considero un bel progresso. Per valutare se, come dice la considerazione, l'eccezionale incarico per gli eventi 2011 abbia alterato la situazione di Virtual, si pensi che questo eccezionale incarico ha portato a realizzare, entro i termini, tutti i servizi e le attività assegnati, a differenza di quanto è avvenuto per altre situazioni non gestite da Virtual. Si è trattato di un incarico tanto eccezionale che nessuna impresa sul territorio avrebbe potuto svolgerlo in autonomia ed ha generato una ricaduta sul territorio (non a Virtual), dando lavoro a più di 100 persone, tra collaboratori a progetto e saltuari, per almeno un anno, oltre a forniture esterne ed indotto. Tra l'altro, l'incarico ha portato Virtual, stante la situazione complessiva di tutti gli Enti Pubblici (a partire dal Comune), a fare da banca, con un saldo medio di un milione di Euro al 31/12/2011. Inoltre, credo sia stato apprezzato da tutti il lavoro svolto, nel senso che, se tutti hanno ritenuto che la mostra è stata fatta bene, ovviamente molto è dovuto alla realtà virtuale che è stata inserita. Pertanto, possiamo affermare che l'incarico non ha alterato, se non marginalmente, la redditività dell'azienda; ad esempio, il costo finanziario sul 2011 è ben superiore alla perdita del 2011, anzi la marginalità generata dalle commesse ottenute da Virtual per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia è stata decisamente bassa. Questa affermazione trova origine dall'analisi dei risultati economici del 2011, che, nonostante registrino un calo della produzione netta rispetto al 2010 (esercizio di punta per le commesse di cui sopra), evidenziano un aumento del margine di produzione del 30%. Il Comune ha partecipato alla sua ricapitalizzazione nel 2009-2010 ed aveva come titolo: "Copertura perdite pregresse anteriori al 2006". Di questi versamenti, pari a 1.176.000 Euro, Virtual ha restituito al Comune, sottoforma di rimborso o prestito, altri 2.700.000 Euro, tra quota capitale ed interessi. Oggi, il prestito residuo è di circa 3.000.000 di Euro. Va però sottolineato che l'importo era stato versato nel 2004, al fine di consentire la sopravvivenza di Virtual (vista l'ingente perdita che era in corso allora), e solo la nuova gestione ha permesso di rientrare di questo prestito, invece di perderlo (tra l'altro, per sempre). Infine, va sottolineato che i risultati di Virtual scontano anche il fatto che questa provvede in autonomia alla manutenzione dell'immobile ed al mantenimento tecnologico del complesso immobiliare di proprietà della Città di Torino e delle pertinenti tecnologie ed attrezzature; al contrario, fino al 2010 vi provvedeva il Comune stesso, che ne è il proprietario. Se il Comune manutenesse direttamente l'infrastruttura, dovrebbe sostenere costi annui per circa 100.000 o 150.000 Euro. D'altro canto, Lumiq ha scontato sul proprio conto economico tutto il costo di 2,8 milioni di Euro rinviato al futuro dalle gestioni "ante 2008" relativo al Don Chisciotte; se non avesse salvato Lumiq dal fallimento, Virtual avrebbe dovuto rimborsare gli effetti degli incassi dei contratti di concessione, con assoluto pregiudizio per il prestito e gli interessi del Comune. Vi ricordo che questa è la ragione per cui mi impegnai moltissimo per evitare questa situazione. Con riferimento alle constatazioni di supporto all'interpellanza, non è vero che Virtual non ha presentato un piano industriale relativamente al periodo 2008-2010; è stato presentato ed era consistente e credibile, tant'è vero che è stato rispettato in ogni punto, compresi i risultati numerici. Non è vero che la gestione di Virtual non ha portato a risultati economici positivi e non è neanche vero che non ha avuto una valenza sociale e delle ricadute economiche sul territorio. Nel 2011, ha dato lavoro a quasi 100 persone tra dipendenti, collaboratori e consulenti, mentre Lumiq ha dato lavoro ad oltre 80 persone tra dipendenti, collaboratori e consulenti stabili, a cui si devono aggiungere circa 150 collaboratori saltuari, e il tutto è avvenuto senza gravare sulle casse pubbliche, a partire dal Comune. L'aggregato Virtual-Lumiq è una tra le maggiori imprese italiane nel campo dell'animazione e della realtà virtuale. La gestione di Virtual ha sempre avuto tra le priorità il livello di attenzione nei confronti di tutti gli interlocutori interni ed esterni e l'utilizzo di strumenti idonei ad organizzare e gestire responsabilmente l'impatto della propria attività, non solo in termini economici e finanziari, ma anche sul piano sociale. Le linee guida della strategia perseguita sono sempre state orientate alla legittimità ed alla legittimazione, alla capacità di corrispondere alle attese di chi controlla e fornisce le risorse, alla capacità di generare orgoglio di appartenenza nei collaboratori Virtual ed alla capacità di generare valore sul territorio e sul sistema sociale. Anche il ruolo di gestore del Polo della creatività digitale ha avuto una direzione in questo senso; Virtual ha attivato una crescita di competenza nelle PMI aggregate in materia di creazione, redazione, gestione, realizzazione e progetti innovativi. Dalla sua nascita, ha avviato oltre 55 progetti di ricerca e studi di fattibilità preliminari. Virtual ha così arricchito la propria missione pubblica sul versante del collegamento con le imprese del territorio e del trasferimento tecnologico, contribuendo anche alla classificazione di un settore, quello di riferimento del Polo, in rapida evoluzione e, come ben sappiamo, dai confini assolutamente non definiti. In rapporto, invece, alla domanda posta sul destino di Virtual, se la funzione assegnata a Virtual fosse quella di creare condizioni di sostegno operativo alle aziende locali, allora occorrerebbe provvedere con fondi per questa attività, come viene fatto per tutte le altre realtà (ad esempio, Torino Wireless o Film Commission). Diversamente, Virtual deve avere un orientamento al mercato per pagare i propri costi. Peraltro, oggi in Virtual sono insediate 10 aziende e, come gestore del Polo della creatività digitale, Virtual aggrega 62 soggetti, che, in questi 2 anni, sono aumentati del 35% rispetto al 2010 e del 44% rispetto al 2009. Inoltre, Virtual gestisce una scuola, che non è riconosciuta, per cui senza alcun contributo pubblico sul piano della formazione, che credo sia una delle poche, se non l'unica, a formare professionisti di caratura internazionale. Forse anche questa (e ci stiamo pensando) andrebbe vista meglio. Per quanto riguarda la concorrenza di Virtual, questa non si sovrappone a nessuna realtà torinese e piemontese; se l'interpellante ha altre opinioni, ci indichi quali sono le aziende. Nel settore del Virtual Reality non ci sono, oltre al Multimedia Park, realtà operative che abbiano una visibilità internazionale. Relativamente al settore filmico, vorrei che ci indicaste quali aziende fatturano almeno 2.000.000 di Euro e svolgono attività sul territorio della nostra città o regione (ovviamente, che non siano situate in Corea o da quelle parti). In sostanza, Virtual tiene vivo ed implementa continuamente nella nostra regione un know-how assolutamente prezioso. A proposito del sistema cinema, sulla sintonia operativa bisognerebbe basarsi sui fatti. I fatti sono che il FIP ha partecipato a 2 progetti di Lumiq e a breve saranno 3; Film Commission ha partecipato a 2 iniziative congiunte e, peraltro, le mission assegnate dagli stakeholder sono ben distanti e distinte. Sulla disponibilità dei bilanci, quello del 2010 è disponibile fin dal giugno 2011 ed i dati del 2011 pervengono quadrimestralmente; per quanto riguarda quelli al 31/12/2011, sono stati forniti in apertura. Quanto alle perdite di Lumiq, il senso della domanda è assai criptico: sono già state assorbite dal bilancio Virtual 2010, che ha chiuso registrando un utile. Per quanto riguarda il senso della passività, questo è legato alla capacità di leggere il bilancio; quello di Virtual non porta passività al Comune. Infine, sull'utilizzo dei contributi ante 2006, ovviamente bisognerebbe chiedere a quelli che li hanno gestiti in quel periodo. Ho già risposto sul funzionamento attuale della struttura; è certamente fondamentale porre mano allo Statuto societario - credo che lo faremo entro l'anno - per lasciare libera Virtual, come le altre aziende della Città, di poter perseguire il suo sostentamento, oppure per procedere ad una trasformazione in fondazione (sapendo, però, che, se si andrà in questa direzione, sarà necessario coprire dei costi ogni anno), o anche liquidarla, facendosene però carico responsabilmente. Finché sarà possibile fare cose alternative, le farò, ma chi sostiene l'altra tesi se ne deve assumere le responsabilità; può liquidarla, facendosi però carico della distruzione dei posti di lavoro diretti (che, tra l'altro, non sono stati posti in cassa integrazione) e di quelli indotti dalla perdita di asset che comunque sono strategici per il territorio. In conclusione, credo che Virtual debba proseguire nel suo processo di ristrutturazione (che ha già fatto largamente nella sua riduzione dei costi), di rivedere l'oggetto sociale, di adeguare lo Statuto alla nuova situazione e, contemporaneamente, ridefinire un modello che possibilmente permetta non solo di dare senso all'investimento fatto allora e che abbiamo ereditato, ma soprattutto non faccia perdere questa caratteristica al territorio, che, se venisse adeguatamente sfruttata e se tutti la comprendessero nel suo vero significato, forse permetterebbe di fare di più e di meglio. RATTAZZI Giulio Cesare Prendo atto della risposta del Vicesindaco. Vorrei soltanto ribadire, anche se poi l'argomento potrà essere ripreso ed approfondito in Commissione, che le impressioni da cui partono alcune considerazioni riguardano la storia di Virtual, che, secondo quanto era stato definito anche in una Commissione di un anno e mezzo fa circa - mi riferisco alla storia non solo di questa Amministrazione, ma di quella precedente -, ha portato ad una perdita di circa 12.000.000 di Euro per l'Amministrazione Comunale, di 6.000.000 di Euro per la Regione e di 2.000.000 di Euro per la Provincia (che, poi, è praticamente uscita da questa società). Quindi, mi pare giusto che si possano chiedere delucidazioni che non erano state del tutto esposte; oggi si è saputo qualcosa di più, rispetto alle precedenti occasioni di incontro. La mozione votata unanimemente dal Consiglio Comunale un anno e mezzo fa (nel corso della precedente tornata amministrativa) comportava circa 6 richieste e su alcune di queste adesso si è interloquito e, quindi, possono essere oggetto di un'ulteriore considerazione: ad esempio, il fatto che il piano industriale presentato sia effettivamente un piano industriale; si può anche avere qualche dubbio, ma andrebbe ulteriormente esaminato anche rispetto alle prospettive che sono state esposte. Quindi, le valutazioni che si possono fare richiedono, da parte mia - ma non solo -, un ulteriore approfondimento che può avvenire in Commissione. Trovo utile e positivo il fatto che, per quanto riguarda l'attività di Virtual, sia stata accolta la richiesta di ridefinizione dello Statuto e, quindi, di un modello di attività e di definizione dell'attività rispetto alla ragion d'essere originale; certamente, questa società sarà andata migliorando ultimamente, perché, quando si è in una situazione così difficile (se non sbaglio, 2 anni fa aveva portato i Revisori dei Conti a dubitare della possibilità di permanenza della società stessa), evidentemente conviene che venga ripreso serenamente il discorso e, quindi, fare in modo che esistano delle reciproche possibilità di interlocuzione, cosicché l'attività stessa sia completamente chiarita. Non vi è alcun dubbio che vi siano delle competenze e che la scuola sia valida, ma c'è tutta una situazione che, adesso, è stata esaminata da alcuni punti di vista, ma che può ancora essere oggetto - e per me lo sarà - di ulteriori valutazioni. In qualità di Vicepresidente, considero l'interpellanza discussa per l'Aula e, eventualmente, riprenderemo l'argomento in Commissione. |