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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201423/002, presentata in data 19 marzo 2012, avente per oggetto: "Area ex-Isvor, l'inerzia della Città" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) In risposta all'interpellanza, vorrei precisare che, sulla scorta di interlocuzioni istituzionali e non amichevoli (perché l'Amministrazione non fa incontri amichevoli, ma istituzionali) che si sono attivate in seguito all'intervenuta sospensiva del Consiglio di Stato, i lavori attualmente autorizzati sull'area ex Isvor non interferiscono con la pronuncia nel merito del predetto organo giurisdizionale. Per cui, l'operatore immobiliare non potrebbe rivendicare alcun danno alla Città nel caso di sentenza avversa. Premesso questo, va precisato che, secondo il parere dell'Avvocatura della Città (che, ovviamente, difende in giudizio la Città), non è assolutamente dato in giurisprudenza l'effetto derivante dalla citata ordinanza del Consiglio di Stato, avendo quest'ultima sospeso l'efficacia della sentenza del Tribunale Amministrativo in merito e quindi, come ho già detto più volte in II Commissione, l'effetto giuridico di una sospensione di una sentenza non è dato sulla procedura di tipo edilizio. In merito all'unico rilievo obiettato dal Consiglio di Stato al momento, la Città ha peraltro provveduto, con deliberazione della Giunta Comunale del 3 aprile scorso, ad esplicitare le motivazioni in ordine al reperimento delle aree a servizi, confermando i provvedimenti già assunti della Città. In particolare, laddove l'ordinanza del Consiglio di Stato del gennaio 2012 affermava che non appaiono evidenti le ragioni per cui il Comune abbia optato per la soluzione più lesiva delle parti appellanti, con questo provvedimento si è provveduto ad illustrare il percorso che ha condotto alla definizione delle modalità di reperimento degli standard urbanistici del citato permesso di costruire convenzionato. La deliberazione è stata trasmessa come documentazione integrativa e restiamo in serena attesa (così si dice) della sentenza del Consiglio di Stato, i cui tempi però non sono ancora stati calendarizzati. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per aver fornito questa risposta dopo un paio di settimane di attesa, ma immagino che stia cercando di raccogliere anche dall'Avvocatura il parere su questa vicenda, che è effettivamente piuttosto ingarbugliata. Il senso dell'interpellanza nasce dalle domande dei cittadini (sia dei ricorrenti, che di quelli che abitano attorno all'area), che, a fronte della situazione sempre più ingarbugliata dal punto di vista legale, si chiedono perché procedono questi lavori. Non sono un avvocato, quindi mi fido del parere dell'Avvocatura, e penso che sia vero che la sospensiva che è stata data dal Consiglio di Stato non imponga la sospensione dei lavori, in quanto sospende la sentenza e non il permesso. Questa è un'argomentazione che comprendo, quindi immagino (non essendo un legale) sia anche valida. Al di là dell'obbligo giuridico inesistente (è una delle domande dell'interpellanza), cioè che la Città non ha la possibilità di fermare questi lavori - da quanto ho capito -, però il punto è che forse sarebbe stato opportuno - questo è il senso dell'interpellanza - comprendere con la società costruttrice se, dal loro punto di vista, vi fosse l'opportunità di fermare questi lavori. Infatti, se il Consiglio di Stato dovesse dare ragione ai cittadini e dichiarare illegittimo l'atto che ha autorizzato i lavori, credo che si tornerebbe a ridiscutere tutta l'operazione in Consiglio Comunale; è chiaro che più si va avanti e più si fa un danno comunque difficile da riparare alla zona, allo stato dei luoghi e delle cose. Mi fa piacere conoscere questa valutazione, cioè che, comunque, la Città non risponderà di questo danno né verso il costruttore, né verso altri. Spero che sia vero, cioè se l'Avvocatura lo dice... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quando si parla di questioni legali, naturalmente ogni avvocato ha la sua opinione, ma, alla fine, l'unica cosa che conta, quando si va in giudizio, è che cosa stabilisce la sentenza. L'intera situazione è un po' preoccupante, perché, da questo punto di vista, si sta andando avanti con questo muro contro muro, che, visto da una parte terza, come un Consigliere Comunale che ha seguito la vicenda, è un po' allarmante, in quanto non si riesce a trovare una soluzione a questa battaglia tra i residenti ed il costruttore che sia accettabile per tutti. Stando anche alle dichiarazioni dello stesso Comitato, magari c'era una possibilità di accordarsi per capire come ridurre l'impatto di questo intervento sul quartiere; stiamo andando verso questo muro contro muro a colpi di sentenze e, purtroppo, ciò non promette nulla di buono. Naturalmente, vedremo che cosa accadrà quando arriverà la sentenza e capiremo come si può procedere. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) È inevitabile, nel momento in cui le questioni seguono una via giudiziaria ed amministrativa, prendere atto del loro andamento. Devo dire che c'è stata più volte l'interlocuzione istituzionale - ripeto, non amichevole - sia con la proprietà, che con il Comitato, soprattutto dopo la sentenza del TAR che dava pienamente ragione e legittimità alle scelte dell'Amministrazione; ricordo però che non è stata la Città a scegliere di ricorrere al Consiglio di Stato. Quindi, in questo momento non possiamo che rispettare un percorso che è tutto tra avvocati ed esperti di diritto. Fermo restando che non ci sono danni, come già dicevo nella risposta all'interpellanza, nel momento in cui ci sarà una sentenza, si ragionerà su che cosa fare. Al momento non possiamo che affidarci al percorso giudiziario, che - lo ripeto - è stato scelto dai ricorrenti, ed aspettare serenamente il giudizio del Consiglio di Stato. |