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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2012-01423
"AREA EX-ISVOR, L'INERZIA DELLA CITT?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 19 MARZO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201423/002, presentata in
data 19 marzo 2012, avente per oggetto:
"Area ex-Isvor, l'inerzia della Città"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
In risposta all'interpellanza, vorrei precisare che, sulla scorta di interlocuzioni
istituzionali e non amichevoli (perché l'Amministrazione non fa incontri amichevoli,
ma istituzionali) che si sono attivate in seguito all'intervenuta sospensiva del
Consiglio di Stato, i lavori attualmente autorizzati sull'area ex Isvor non
interferiscono con la pronuncia nel merito del predetto organo giurisdizionale. Per
cui, l'operatore immobiliare non potrebbe rivendicare alcun danno alla Città nel caso
di sentenza avversa.
Premesso questo, va precisato che, secondo il parere dell'Avvocatura della Città
(che, ovviamente, difende in giudizio la Città), non è assolutamente dato in
giurisprudenza l'effetto derivante dalla citata ordinanza del Consiglio di Stato,
avendo quest'ultima sospeso l'efficacia della sentenza del Tribunale Amministrativo
in merito e quindi, come ho già detto più volte in II Commissione, l'effetto giuridico
di una sospensione di una sentenza non è dato sulla procedura di tipo edilizio.
In merito all'unico rilievo obiettato dal Consiglio di Stato al momento, la Città ha
peraltro provveduto, con deliberazione della Giunta Comunale del 3 aprile scorso, ad
esplicitare le motivazioni in ordine al reperimento delle aree a servizi, confermando i
provvedimenti già assunti della Città.
In particolare, laddove l'ordinanza del Consiglio di Stato del gennaio 2012 affermava
che non appaiono evidenti le ragioni per cui il Comune abbia optato per la soluzione
più lesiva delle parti appellanti, con questo provvedimento si è provveduto ad
illustrare il percorso che ha condotto alla definizione delle modalità di reperimento
degli standard urbanistici del citato permesso di costruire convenzionato.
La deliberazione è stata trasmessa come documentazione integrativa e restiamo in
serena attesa (così si dice) della sentenza del Consiglio di Stato, i cui tempi però non
sono ancora stati calendarizzati.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per aver fornito questa risposta dopo un paio di settimane di
attesa, ma immagino che stia cercando di raccogliere anche dall'Avvocatura il parere
su questa vicenda, che è effettivamente piuttosto ingarbugliata.
Il senso dell'interpellanza nasce dalle domande dei cittadini (sia dei ricorrenti, che di
quelli che abitano attorno all'area), che, a fronte della situazione sempre più
ingarbugliata dal punto di vista legale, si chiedono perché procedono questi lavori.
Non sono un avvocato, quindi mi fido del parere dell'Avvocatura, e penso che sia
vero che la sospensiva che è stata data dal Consiglio di Stato non imponga la
sospensione dei lavori, in quanto sospende la sentenza e non il permesso. Questa è
un'argomentazione che comprendo, quindi immagino (non essendo un legale) sia
anche valida.
Al di là dell'obbligo giuridico inesistente (è una delle domande dell'interpellanza),
cioè che la Città non ha la possibilità di fermare questi lavori - da quanto ho capito -,
però il punto è che forse sarebbe stato opportuno - questo è il senso dell'interpellanza
- comprendere con la società costruttrice se, dal loro punto di vista, vi fosse
l'opportunità di fermare questi lavori. Infatti, se il Consiglio di Stato dovesse dare
ragione ai cittadini e dichiarare illegittimo l'atto che ha autorizzato i lavori, credo che
si tornerebbe a ridiscutere tutta l'operazione in Consiglio Comunale; è chiaro che più
si va avanti e più si fa un danno comunque difficile da riparare alla zona, allo stato
dei luoghi e delle cose.
Mi fa piacere conoscere questa valutazione, cioè che, comunque, la Città non
risponderà di questo danno né verso il costruttore, né verso altri. Spero che sia vero,
cioè se l'Avvocatura lo dice... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quando si
parla di questioni legali, naturalmente ogni avvocato ha la sua opinione, ma, alla fine,
l'unica cosa che conta, quando si va in giudizio, è che cosa stabilisce la sentenza.
L'intera situazione è un po' preoccupante, perché, da questo punto di vista, si sta
andando avanti con questo muro contro muro, che, visto da una parte terza, come un
Consigliere Comunale che ha seguito la vicenda, è un po' allarmante, in quanto non
si riesce a trovare una soluzione a questa battaglia tra i residenti ed il costruttore che
sia accettabile per tutti.
Stando anche alle dichiarazioni dello stesso Comitato, magari c'era una possibilità di
accordarsi per capire come ridurre l'impatto di questo intervento sul quartiere; stiamo
andando verso questo muro contro muro a colpi di sentenze e, purtroppo, ciò non
promette nulla di buono. Naturalmente, vedremo che cosa accadrà quando arriverà la
sentenza e capiremo come si può procedere.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
È inevitabile, nel momento in cui le questioni seguono una via giudiziaria ed
amministrativa, prendere atto del loro andamento. Devo dire che c'è stata più volte
l'interlocuzione istituzionale - ripeto, non amichevole - sia con la proprietà, che con
il Comitato, soprattutto dopo la sentenza del TAR che dava pienamente ragione e
legittimità alle scelte dell'Amministrazione; ricordo però che non è stata la Città a
scegliere di ricorrere al Consiglio di Stato. Quindi, in questo momento non possiamo
che rispettare un percorso che è tutto tra avvocati ed esperti di diritto.
Fermo restando che non ci sono danni, come già dicevo nella risposta
all'interpellanza, nel momento in cui ci sarà una sentenza, si ragionerà su che cosa
fare. Al momento non possiamo che affidarci al percorso giudiziario, che - lo ripeto -
è stato scelto dai ricorrenti, ed aspettare serenamente il giudizio del Consiglio di
Stato.
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