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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Aprile 2012 ore 18,00
Paragrafo n. 9
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2011-07912
PROPOSTA NUOVO REGOLAMENTO PER L'ESAME DELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA ABITATIVA.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201107912/012, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 dicembre 2011, avente
per oggetto:
"Proposta nuovo Regolamento per l'esame delle situazioni di emergenza abitativa"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 3, presentato dal Consigliere D'Amico.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Con questa serie di emendamenti, entriamo nel merito di quello che è l'articolo 16
del Regolamento, quindi l'attribuzione dei punteggi.
Questo primo emendamento intende sostituire il punteggio, al punto d) dell'articolo
16, portandolo da 1, così come riportato sul Regolamento, ad 1,5. Questo perché
l'articolo d) indica l'assegnazione di 1 punto per la presenza nel nucleo familiare di
due o più minori a carico.
Riteniamo che sia corretto aumentare questo punteggio, in quanto, così facendo,
andremo incontro a quelle che sono le esigenze di una famiglia.
Si ritiene che in questo caso la famiglia venga danneggiata. Non riteniamo corretto
che una famiglia, composta da un numero di minori maggiore, possa ottenere lo
stesso punteggio, magari di 2 punti, che può essere assegnato a due anziani.
Quindi, come forma di tutela e di garanzia per le famiglie, si chiede di aumentare
almeno di mezzo punto questo punteggio.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Consigliere D'Amico, vorrei solo metterla al corrente del fatto che, come avrà di
sicuro visto, questo emendamento, rispetto all'emendamento di Giunta, è
peggiorativo, è più basso, perché la proposta di Giunta che lei ha in cartellina su
questo tema parla di 2 e 4 punti, sulla stessa lettera e sullo stesso caso.
Ci tenevo a precisare che l'emendamento di Giunta è migliorativo.

D'AMICO Angelo
Se quello che lei dice corrisponde al vero, e di questo non ho dubbi, ritiro
l'emendamento.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Solo per correttezza, vorrei che il Consigliere potesse vedere la proposta di Giunta.

D'AMICO Angelo
Ritiro l'emendamento n. 3.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'emendamento n. 3 è ritirato.
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 4.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Abbiamo appurato che non abbiamo ricevuto l'ultima versione.
Illustro molto brevemente l'emendamento.
Questo emendamento chiede di diminuire il punteggio per i nuclei monogenitoriali di
cui al punto m), portandolo da 2, così come riportato nel Regolamento, ad 1 punto.
In fase di discussione, si è fatto riferimento anche a casi di famiglie composte da
ragazze madri o ragazzi padri, però io ritengo che il punto fondamentale debba essere
legato ad una famiglia. Quindi, reputo che, comunque, 1 punto assegnato ad un
nucleo monogenitoriale sia più che sufficiente. Quindi, chiedo la riduzione ad 1
punto su questo articolo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

TISI Elide (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo, perché, certamente, il tema delle famiglie
monogenitoriali, ma soprattutto delle madri sole con figli è una questione seria e
importante in città che non può essere solo affrontata con interventi sociali, ma anche
attraverso un sostegno abitativo. Quindi, non è possibile condividere questa
riduzione di punteggio.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
favorevoli 11, contrari 23.
L'emendamento n. 4 è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento n. 4 è inserito nel
presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n.
.
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 5.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Questo emendamento si riferisce sempre all'articolo 16 al punto n), che prevede
l'attribuzione di 5 punti per i nuclei ospiti in strutture alloggiative procurate
dall'assistenza.
Questo emendamento chiede la riduzione da 5 a 2 punti. Questa valutazione nasce
dal fatto che comunque si ritiene eccessivo un punteggio così alto, che sarebbe
predominante all'accesso rispetto ad altri casi.
Quindi, riteniamo che 2 punti da attribuire a questa categoria di persone siano più che
sufficienti.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

TISI Elide (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo. Stiamo parlando veramente delle situazioni di
disagio più grave, molte volte con soluzioni peraltro con spesa a carico
dell'Amministrazione locale, che frantumano il nucleo familiare, perché obbligano a
sistemazioni differenziate della mamma con i bambini e del padre.
Quindi, credo che anche per le discussioni fatte su altri temi da questo Consiglio
Comunale, sia opportuno dare una priorità di punteggio proprio a queste situazioni.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
23 contrari, 11 favorevoli.
L'emendamento n. 5 è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento n. 5 è inserito nel
presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n.
.
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 6.
Ricordo che il presentatore dell'emendamento ha a disposizione tre minuti per
intervenire. L'altro può intervenire nel dibattito, quindi uno lo presenta e l'altro
interviene.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Questo emendamento chiede - come quelli che abbiamo già esaminato ed
evidentemente bocciato - di premiare l'anzianità di residenza, quindi attribuendo dei
punti ulteriori in modo graduale rispetto agli anni di residenza che il richiedente
dimostra di possedere nel Comune di Torino.
Questo chiaramente - lo dico senza infingimenti - è un criterio richiesto
semplicemente per andare ad ovviare, di fatto, a degli squilibri e a delle ingiustizie
che si vengono a creare, senza malizia di nessuno, nei punteggi con i criteri che
abbiamo fin qui adottato, nei confronti dei cittadini italiani - ma anche no, però
comunque cittadini che siano residenti da tantissimo tempo (perché qui si parla di
residenza e non di nazionalità) sul territorio comunale -. Visto che la graduatoria di
cui parliamo è una graduatoria aperta, che si aggiorna di seduta in seduta della
Commissione Emergenza Abitativa, si può notare che ci sono persone che si
ritrovano nella condizione di requisiti di essere assegnatarie, ma che di fatto si
trovano continuamente in fondo alle graduatorie, magari perché non hanno una
famiglia numerosa, magari sono anziani, magari perché non hanno particolari altre
emergenze sociali, o perché, rispetto, per esempio, a tanti extracomunitari, che, senza
loro colpa, arrivano con una situazione reddituale poco tracciata o con un'assistenza
dei servizi sociali che, va da sé, è probabilisticamente più presente rispetto invece ad
altre categorie di cittadini, che magari sono nelle stesse condizioni economico-
sociali, ma non sono seguite dai servizi, si troverebbero al momento ad essere
penalizzate.
Questo criterio è stato non dico copiato, ma ha trovato ispirazione in altre misure già
prese da tanti altri Comuni italiani, quindi non è una proposta di avanguardia.
Semplicemente, in una grande città come Torino, che oggettivamente attrae disagio
sociale, nell'ottica in cui, essendo una metropoli, predispone dei servizi di assistenza
sociale attrattivi rispetto ad altri centri, può servire anche a disincentivare
un'attrattività indotta del disagio e quindi ad attirare sempre più persone bisognose
che, per carità, meritano assistenza, ma rischiano di portare in fondo alle graduatorie,
quindi indurre ad un'attesa eterna persone altrettanto meritevoli e condannate invece
a non avere mai una casa popolare, o quantomeno ad averla dopo tantissimo tempo di
attesa.
Io concludo dicendo che questo criterio - e lo dico per prevenire una polemica
politica, ideologica -, anche se lo scarso interesse mi fa presagire che non seguirà,
però comunque lo dico in ogni caso, questa richiesta è coerente con il criterio di
sbarramento dei tre anni di residenza che questo Regolamento già introduce ex novo.
Perché questo Regolamento impedisce a persone che non abbiano tre anni di
residenza o di lavoro continuativo nel Comune di Torino, prima della richiesta di
emergenza abitativa, a ottenere una casa popolare.
Semplicemente qui diamo dei punti premiali in più a chi sia residente da più di tre
anni fino a cinque, fino a dieci, fino a quindici, o oltre quindici anni.
Io concludo auspicando che nell'affrontare e nell'approfondire questo emendamento,
vedendo anche com'è andata la votazione degli emendamenti precedenti, non si crei
una specie di situazione per cui gli emendamenti fatti propri dalla Giunta passano e
vengono approvati, mentre invece gli emendamenti che vengono considerati ancora
solo come presentati da Consiglieri rientrano in questa black list che non ha ancora
visto un sopravvissuto tra gli emendamenti proposti dal Consigliere D'Amico.
Quindi, non vorrei che questo emendamento, sottoscritto da me e dal Capogruppo
della Lega Nord, Ricca, entrasse nella lista nera solo per motivi di pregiudizio
ideologico.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Non voglio chiedere il numero legale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Probabilmente, la scarsa attenzione dei Consiglieri di maggioranza porta a queste
pessime reazioni.
Io, in fase di formulazione dell'emendamento, parlando con il Consigliere Marrone,
avrei esteso il criterio di residenza non soltanto al Comune, ma addirittura alla
Provincia, perché è difficile, poi, non dare lo stesso tipo di priorità ad una persona
che magari abita a San Mauro Torinese.
Però, è importante, vedendo come questo tipo di provvedimento viene assunto in
molti Comuni, da Nord a Sud, quindi senza alcun tipo di distinzione, per dare una
garanzia ben precisa, che è la garanzia del criterio di residenza. Da più tempo si è
residenti, da più tempo si è lavorato e si è contribuito per la Città ed è giusto che
questo tipo di criterio venga pagato, anche perché non facendo criteri, cioè non
andando a fare questioni su quella che è la nazionalità...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Consiglieri, scusate, se facciamo un minimo di attenzione ci sentiamo meglio e
lavoriamo più velocemente.
Prego, può continuare.

RICCA Fabrizio
Grazie, Presidente. Dicevo che non va ad identificare alcun tipo di fenomeno che
potrebbe essere discriminatorio, anzi, ripeto, potrebbe essere discriminatorio per
persone che vivono ad oggi fuori Torino e si trovano in condizioni di difficoltà e
vengono a chiedere aiuto alla Città di Torino.
Però, è importante per una Città come Torino, che da sempre si professa così vicina a
tutti quelli che sono i fenomeni di integrazione e che subisce fenomeni di
immigrazione veramente molto importanti, dare una garanzia alle persone che
risiedono da lungo tempo, che quindi hanno contribuito alla crescita e all'evoluzione
di questa città in maniera importante, dandogli un punteggio superiore. Un punteggio
che per chi supera i quindici anni di residenza, arriva addirittura a 5 punti. Questa è
anche fedeltà alla città; una persona che comunque risiede da tanto tempo nella città
e magari si è messa a disposizione anche della collettività, mettendo a disposizione
anche il suo lavoro per la città, dovrebbe essere premiata, indipendentemente dalla
propria origine.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Io spero di non riaprire la discussione. Quello che io ho chiesto all'opposizione, in
particolare anche ai Consigliere Marrone e Ricca, è di condividere un lavoro fatto al
99% insieme.
Poi, c'è chi ha voluto lasciarsi una discrezionalità. Come maggioranza abbiamo detto
che la mediazione è stata fatta non tanto con la Giunta, ma ricordo che in Emergenza
Abitativa ci sono i sindacati, ci sono i proprietari, ci sono tanti riferimenti, dai Servizi
Sociali ai Vigili Urbani, cioè quella mediazione l'abbiamo fatta con un criterio e
siamo riusciti ad uscire da quella Commissione, l'abbiamo portata in Consiglio,
l'abbiamo emendata e riportata in Commissione.
Il tema, di fatto, l'abbiamo affrontato. Io non vorrei che per un voto negativo su
questi emendamenti si arrivasse ad un voto poi diverso nella proposta di
deliberazione.
Entro nel merito di questa vicenda. Guardate che un conto è parlare della soglia dei
tre anni e un conto è iniziare a parlare di premialità a seconda, come diceva il
Consigliere Ricca, della fedeltà ad un territorio.
Posto che nessuno di noi ha voluto parlare ideologicamente in queste ore e visto che
il tema è così tanto, non vorrei che arrivassimo al tema della nostra gente. Tanto è
vero che come diceva lei, Consigliere Ricca, proprio perché l'anzianità di residenza è
sul Comune, quel discrimine è già difficile per chi da Collegno arriva qui, da
Moncalieri viene qui per motivi di lavoro e quei tre anni di residenza rischiano di
essere già un vero limite.
Poi la devo dire al contrario. Ma vi rendete conto che quindici anni di premialità,
cioè 5 punti valgono quanto essere già sfrattato, magari assistito dai Servizi Sociali e
a casa diciamo nostra, nelle nostre strutture, con costi dell'Amministrazione e ha gli
stessi punti? Cioè che dai dieci ai quindici anni vale 4 punti, cioè quindi quanto un
disabile a carico, quanto due minori a carico? Io credo che sia molto sbagliato.
Ripeto, se questo è l'emendamento, tra virgolette, in "salsa leghista", verso la nostra
gente, ripeto, è legittimo, va benissimo, però verrà respinto. E non ci chiedete in
qualche modo di trovare una mediazione su un tema su cui noi non abbiamo voluto
mettere alcuna bandierina ideologica.
Lo dico solo perché ci può stare questa discussione, credo che ci stia anche che
abbiamo atteggiamenti diversi e prendiamo scelte diverse, non giustificate però un
voto negativo all'intera proposta di deliberazione per questo emendamento. Sarebbe,
secondo me, sbagliato e non terrebbe conto di tutto il lavoro che abbiamo fatto
assieme in questi sei mesi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliera Genisio.

GENISIO Domenica
Io vorrei semplicemente dire al Consigliere Marrone e anche al Consigliere Ricca
che non voterò contro questo emendamento perché presentato dal Consigliere fuori
dal coro che ha lavorato per portare modifiche positive alla deliberazione approvata
dalla Giunta, assolutamente no.
Penso che si debba votare contro, perché sono emendamenti assurdi, che
sconvolgono comunque tutto l'impianto concertato in precedenza.
Voglio inoltre ricordare che credo siano quasi non anticostituzionali, ma anti-legge
nazionale, norma nazionale votata dal centrodestra. Se voi ricordate esisteva il
domicilio di soccorso per i servizi alla persona; esisteva il domicilio di soccorso che
prevedeva la residenza in quel territorio da almeno due anni. Questo principio è stato
annullato dalla Legge n. 328, votata a livello nazionale, votata anche a livello
regionale Governo di centrodestra. Quindi, evitiamo di andare a dare dei punteggi
che snaturano quello che è la nuova lettura del bisogno ed è la conseguente risposta.
Il motivo principale per cui c'è da votare no è proprio semplicemente questo. Non
possiamo pensare che qualcuno, perché residente da tanti anni fa, a parità di bisogni,
soltanto perché è residente da tanti anni, abbia un punteggio così favorevole.
Stravolge completamente quella che è la norma nazionale - dico regionale -, che già
ha messo i tre anni che prima non c'erano, per dare delle risposte a dei bisogni
primari, al bisogno della casa.
Aggiungo anche un'altra veloce riflessione. In questo atto, proprio per dare un senso
di collegialità, si è parlato di nuclei familiari, non di famiglia fondata sul matrimonio,
di famiglia coppia di fatto, ma si è parlato di nucleo. Credo che non sia opportuno
ricordarlo, ma ci tengo così rimane a verbale: mamma e figlio, papà e figlio sono
nucleo familiare, nonno e nipote sono nucleo familiare, zio e nipote sono nucleo
familiare, sia che il figlio sia naturale o che sia adottivo.
Quindi, forse, riflettere sul termine e sul significato giuridico e formale delle parole
ci aiuterebbe a comprendere il perché si fanno certe scelte e non altre.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tricarico.

TRICARICO Roberto
Io sono molto contento del lavoro che è stato fatto e rispetto l'impegno che i singoli
Consiglieri, i singoli Commissari della Commissione Emergenza Abitativa hanno
voluto dedicare a questo importante tema.
Infatti, io non entrerò nel merito specifico delle singole disposizioni previste, perché
appare in maniera evidente che si tratta di un lavoro molto approfondito.
Io voglio soltanto inquadrare all'Aula il Regolamento, perché non si tratta di un
Regolamento previsto da una disposizione di Legge, infatti la Legge Regionale non
prevede che i Comuni che assegnano alloggi in emergenza abitativa si dotino di un
Regolamento.
Quindi, la Legge Regionale offre ai Comuni ampia libertà di assegnazione in
emergenza abitativa, perché l'emergenza abitativa, quando si manifesta, si manifesta
in modi che difficilmente i Regolamenti possono prevedere.
Quando l'emergenza abitativa si manifesta, si presenta con una faccia che, per
quanto ci si sforzi a definire, non è mai quella che si incastra realmente con la norma
prevista. Quindi capita, così come voi avete ben spiegato nei vostri interventi, che
situazioni di bisogno poi non aderiscano completamente alla norma.
Infatti, molti di voi hanno presentato emendamenti per pensare a casistiche che si
avvicinino di più all'identikit, al profilo standard che normalmente ha un nucleo
familiare bisognoso di ottenere una casa popolare.
Ebbene, è capitato negli anni passati di dover registrare che le famiglie che si
presentavano per avere ascolto rispetto ai loro bisogni...

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Consigliere, la prego di concludere, per il tempo a disposizione.

TRICARICO Roberto
Presidente, ma quarantacinque secondi prima?

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
No, ha parlato già un Consigliere del suo Gruppo, per cui li sto sommando.

TRICARICO Roberto
Quindi, il tempo a disposizione quant'è?

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
In teoria, sarebbero tre minuti.

TRICARICO Roberto
Tre minuti a Gruppo?

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Prego, continui Consigliere.

TRICARICO Roberto
No, se devo chiudere, chiudo.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non le ho tolto la parola, Consigliere. L'ho pregata di concludere.

TRICARICO Roberto
Il ragionamento ha bisogno di essere sviluppato, così non ha senso. Quindi, o mi
lascia concludere...
Quello che intendevo dire è che il Comune dotandosi di un Regolamento è come se
limitasse i propri poteri, che invece per la Legge Regionale sono poteri quasi
discrezionali, per rendere il più possibile trasparente l'assegnazione di una casa
popolare. Quindi penso che introdurre misure che restringano ancora di più il campo
di intervento sia in contraddizione peraltro con quanto prevede la Legge Regionale.
Concludo per dire che tra l'altro non so neanche se sia ammissibile prevedere una
premio che consenta di superare la barriera dei tre anni introdotta dalla Legge
Regionale; cioè il requisito minimo è quello di essere residente nella città da almeno
tre anni, di sicuro non estensibile agli altri Comuni.
Quindi credo, proprio per dare retta al Consigliere Marrone che chiedeva attenzione
sulle sue proposte, che non sia una motivazione di pregiudizio nei confronti del
proponente che ci porta a respingere questo emendamento, ma forse questo
emendamento, così come altri, ingabbia troppo, introducendo casistiche che
rischiano di discriminare piuttosto che favorire l'accesso alla casa popolare.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Io ricordo ai Consiglieri Genisio e Grimaldi che, nella discussione in merito
all'emendamento, gli asili nido prevedono un punteggio a seconda che uno provenga
da Torino o da fuori Torino; quindi, il criterio richiesto dal Consigliere Marrone non è
campato per aria.
Io ricordo a tutti voi che per gli asili nido, chi abita a Torino ha tre punti, chi abita
fuori Torino ha un punto. Quindi è normato. Diciamo che sono due settori diversi,
però sono entrambi servizi assolutamente importanti, meritevoli entrambi di
attenzione.
Per cui, non abbiamo scritto l'emendamento tanto per scrivere, ma è un
emendamento che prende spunto dal sistema degli asili nido, che prevede tre punti in
Torino e un punto fuori Torino.
Lo ricordo soltanto ai Consiglieri Genisio e Grimaldi, perché ho addirittura sentito il
termine \"anticostituzionale\". Mi sembra esagerato. Oltretutto, mi pare di aver visto
che c'è il parere favorevole di regolarità tecnica. Per cui lo ricordo anche
all'Assessore.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Io dichiaro che voterò favorevolmente a questo emendamento, per il semplice motivo
che mi sembra veramente iniquo - come ho già avuto modo di dire in Commissione -
che coloro che abitano nella prima cintura di Torino vengano declassati se si
trasferiscono nella città principale. Anche perché in ogni grande città la prima cintura
è comunque contemplata nella graduatoria.
Sicuramente ci sono delle situazioni simili in altre Regioni o in altre Province, ma
almeno la prima e la seconda cintura di Torino dovrebbe essere contemplata nel
punteggio.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Durante la dichiarazione di voto, vorrei fare un po' il punto di quello che è stato detto
dopo il mio intervento. Dato che il parere tecnico da parte degli Uffici è favorevole
(che il parere politico sia diverso è un altro discorso), vuol dire che l'emendamento è
ammissibile e chi parla di Costituzione probabilmente dovrebbe prima chiedere se il
parere tecnico dell'Ufficio è favorevole o meno, mettendosi nella condizione di
capire dove va l'emendamento e con quale criterio i proponenti decidono di
presentarlo.
Ovviamente, c'è anche uno studio e se altri Comuni hanno già adottato questo tipo di
intervento, e problemi non ce ne sono mai stati, evidentemente non è
anticostituzionale.
Per rispondere al Consigliere Grimaldi, dato che il problema potrebbe essere di
stretto territorio, si può anche fare un ragionamento sulla Provincia, perché la
Provincia di Torino è ampia, ha tutta una Città Metropolitana che si sviluppa con
problemi che possono essere simili.
Da parte mia c'è la volontà di allargare il discorso anche alla Provincia, se questo
serve a ottenere il voto favorevole del Consigliere. Anche perché vorrebbe dire
inglobare una fascia di cittadinanza che ad oggi è sguarnita, perché non tutti i
Comuni della Provincia di Torino hanno la possibilità - come il Comune di Torino -
di assegnare case di edilizia popolare a persone che hanno dei problemi. Penso al
Comune con cinquanta abitanti, dove magari c'è una famiglia con dei gravi
problemi, che ovviamente non si può appoggiare al Comune di Torino.
Si può parlare di nostri cittadini, perché una persona dopo quindici anni
probabilmente è già cittadino italiano, anche se viene dall'estero. Quindi, questo
discorso va oltre alla strumentalizzazione che una certa parte di questo Consiglio
vuole fare quando si affrontano determinati discorsi, probabilmente perché non è in
grado di andare oltre al merito del nostro emendamento.
Ovviamente, avendolo firmato, il voto della Lega Nord sarà favorevole.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta sull'emendamento n. 6?

TISI Elide (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo, non tanto per il principio che sancisce una
legittimità maggiore rispetto a chi risiede da più tempo, ma questo principio, che può
essere valido in altri contesti, ad esempio nell'ambito del bando generale, mi pare
che non sia adeguato, visto che stiamo ragionando di emergenza abitativa, stiamo
semplicemente andando a punteggiare una graduatoria di persone e di nuclei, che tra
le tre settimane e il mese e mezzo comunque acquisiscono la possibilità di accedere a
una casa di edilizia pubblica residenziale.
Quindi, mi pare che l'orientamento della Giunta, con l'emendamento che seguirà, di
aver optato in situazione - ribadisco - non di accesso generico all'edilizia residenziale
pubblica, ma in un Regolamento specifico di emergenza abitativa, dare priorità a
nuclei con bambini, disabili e anziani, punteggiando maggiormente queste tipologie,
grazie ai suggerimenti proprio dei Consiglieri all'interno della Commissione, mi pare
che in questo contesto abbia una sua ragione d'essere.
Altrimenti, per come è formulato l'emendamento, rischieremmo di privilegiare e di
dare una precedenza, ma - ripeto - di qualche settimana di accesso, a persone che
magari risiedono in città da quindici anni, ma che non hanno né anziani, né disabili,
né bimbi piccoli. Quindi credo che l'attenzione vada rivolta all'emergenza abitativa
di questi nuclei.
Rimane il fatto che i tre anni di residenza minimo sono un requisito di Legge. Quindi
noi non abbiamo possibilità di fare scelte diverse. Il requisito di tre anni di residenza
a Torino lo stabilisce la Legge Regionale n. 3/2010, e da questa non possiamo
prescindere, né per l'ERP, quindi il bando generale, né per l'emergenza abitativa.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
Favorevoli 11, contrari 23, 1 astenuto.
L'emendamento n. 6 è respinto.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale dell'emendamento n. 6 è inserito nel
presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. .
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Tisi, recita:

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Sostanzialmente è stato già illustrato; aggiungerei solo un elemento che riguarda i
nuclei familiari in cui sono presenti disabili motori. Questa è stata di nuovo una
richiesta esplicita emersa all'interno della II e IV Commissione congiunte. È stato
precisato ed esplicitato, anche come indirizzo politico, una prassi che peraltro era già
presente, cioè che per quanto riguarda i disabili motori, vengono estrapolati dalla
graduatoria e concorrono per gli alloggi privi di barriere architettoniche che siano
adeguate alle proprie condizioni di salute.
Questo mi sembra un segnale importante anche di attenzione rispetto ad una
disabilità specifica, che richiede, anche dal punto di vista abitativo, delle attenzioni
particolari.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
È un emendamento di Giunta, quindi penso che il parere sia favorevole.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
35 voti favorevoli, nessun astenuto, nessun contrario.
L'emendamento n. 2 è approvato.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Ci sono interventi per dichiarazioni di voto?
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
A nome del Gruppo, dichiaro la nostra astensione sul provvedimento, senza nulla
togliere al buon lavoro che è stato fatto sia dall'Assessore, sia dalla Commissione,
che ha anche ascoltato i nostri suggerimenti. Però per la maggioranza degli
emendamenti, che a nostro giudizio erano di merito, proposti comunque in maniera
legittima dal nostro Gruppo, non abbiamo avuto delle risposte positive. Ma questo è
un ragionamento che fa parte della dialettica politica.
In questo Regolamento ci sono degli aspetti molto positivi; ad esempio, cito quello
che a mi ha colpito di più in maniera positiva, cioè l'aspetto dello sfratto, che era uno
degli elementi tutto sommato borderline, o comunque dubbi, all'interno del
Regolamento precedente. Quindi crediamo sia un buon segnale l'intervento
coerentemente effettuato, anche in ossequio alla Legge Regionale.
Certo, non è stato accolto tutto quello che noi avremmo voluto fosse accolto e
conseguentemente il nostro voto, con responsabilità, è di astensione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Anche il mio voto sarà un voto di astensione, non perché non si sia lavorato
abbastanza bene sulla deliberazione, quanto più che altro, a parer mio, andrebbe fatto
un ragionamento ancora più dettagliato di revisione totale di alcuni cavilli di questa
emergenza abitativa, perché in un momento di estrema crisi economica andrebbero
potenziate non solo le strutture che possono accogliere queste persone in difficoltà.
Io immaginavo anche un intervento ancora più politico riguardante un potenziamento
dell'offerta, non solo la modifica di questo Regolamento dovuto al nuovo
Regolamento indicato dal Consiglio regionale e quant'altro.
Per questo motivo, non posso essere a favore, perché avrei preferito e avrei voluto
vedere un lavoro maggiore e più intenso.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Per dichiarare il nostro voto di astensione, per il buon lavoro fatto, per gli
emendamenti di Commissione, che migliorano l'impianto generale della
deliberazione, così come è arrivata dalla Giunta. Però non avendo accolto il nostro
emendamento, presentato insieme al Consigliere Marrone, che ritenevamo
fondamentale, non possiamo esprimere un voto positivo sulla deliberazione.
Quindi, il Gruppo Lega Nord si asterrà.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
11 astenuti, 23 favorevoli, nessun contrario.
La proposta di deliberazione è approvata.
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