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MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201107912/012, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 dicembre 2011, avente per oggetto: "Proposta nuovo Regolamento per l'esame delle situazioni di emergenza abitativa". MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) Comunico che in data 29/03/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Avevamo aperto il dibattito nella seduta delle ore 10.00. La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Vorrei ringraziare l'Assessore Tisi, gli Uffici ed il Consigliere Genisio per quello che ha detto poc'anzi, ma soprattutto per il lavoro che, in questo anno, abbiamo iniziato a fare in Commissione; ringrazio anche i membri della minoranza, i Consiglieri Marrone e Ricca, che con me ed i Consiglieri Ventura e Dell'Utri hanno condiviso questo percorso. Si tratta di un percorso assai strano, nel senso che, dei più di 1.000 sfratti che ci sono ogni anno in questa Città, più di 900, diciamo, esecutivi arrivano attraverso le nostre stanze e anche attraverso questa Commissione, che più o meno riesce a dare una risposta ad un terzo di queste domande. Se ci pensate, il numero è incredibile. Da quando siamo arrivati, più di 200 persone hanno avuto una risposta affermativa. Purtroppo, ci sono anche quelli che, anche se sfrattati per morosità (spesso incolpevole), non possono accedere ai nostri servizi. Ho detto "incolpevole" perché questo concetto è un po' discutibile. Siamo riusciti ad emendare, anche attraverso l'armonizzazione con una Legge Regionale (fino a dove la Legge ce lo consente), ma c'è ancora tutto il tema del nero e di una precarietà sempre più pesante, che spesso fa i conti con famiglie che non hanno il manuale dell'emergenza abitativa quando succedono queste cose. Come dicevamo in Commissione, spesso ci siamo trovati anche in difficoltà; infatti, ci sono nuclei familiari che hanno perso il lavoro 2 o 3 anni fa e, a causa del fatto che avevano dei residui o delle conoscenze o degli amici, hanno cercato di aspettare prima di chiedere quell'aiuto e quel sostegno e, per questo motivo, non rientrano più nei parametri che dicono che il calo deve essere nei 6 mesi precedenti. Questo Regolamento è nato da questi grandi temi (cioè, dalla morosità incolpevole e dai casi sociali); all'inizio doveva essere un Regolamento ponte, come diceva l'Assessore Tisi, anche per permetterci di arrivare a questo nuovo Regolamento. In realtà, si è fatta una scelta più ambiziosa, cioè far passare in Giunta questa norma (che è transitoria all'ultimo punto) e far sì che, in qualche modo, tutte le Circoscrizioni ed il Consiglio Comunale, con le sue varie Commissioni (dall'Emergenza Abitativa, alla Commissione per le Politiche Sociali e alla Commissione Urbanistica, e ne approfitto per ringraziare i Presidenti Centillo e Carretta), potessero arrivare subito alla proposta e, in meno di 3 mesi, abbiamo predisposto un nuovo Regolamento molto importante. Purtroppo, questo Regolamento non scioglie tutti i nodi dell'emergenza abitativa; infatti, c'è il tema del punto D, del punto C, o dei profughi, oppure di chi risulta ospite da almeno 3 mesi nei dormitori pubblici. Abbiamo iniziato a proporre delle strade e per questo motivo ringrazio l'Assessore Tisi, nel senso che abbiamo bisogno che quei casi non vengano "sbolognati", un po' come fa la Legge Regionale, parlando dei 3 mesi in un dormitorio. Ritengo che le famiglie abbiano bisogno di progettualità, ma, in generale, ne hanno bisogno tutti, non solo le famiglie. Sempre di più, questa progettualità passa dalle ASL e dai nostri assistenti sociali, che, spesso, da soli cercano di ritessere delle fila molto difficili. Quello che generalmente viene definito social housing deve diventare una parte di uno strumento più ampio, per far sì che quelle famiglie che oggi non potrebbero stare nei dormitori, abbiamo anche delle alternative e che, in qualche modo, queste alternative siano accompagnate. Non entro nei tecnicismi della residenza per 3 anni e dei 10 mesi di affitto, perché li abbiamo già affrontati ampiamente in Commissione; però, ancora una volta, siamo riusciti a dare un pezzo di risposta unitaria e, mi rivolgo al Presidente Magliano, spero che una parte della discussione abbia raccolto anche le sue sollecitazioni, ma non solo. Credo che la mediazione trovata dall'Assessore con la Commissione Emergenza Abitativa, dopo aver ascoltato la Commissione per le Politiche Sociali (come ricordava il Consigliere Genisio), sia più o meno questa: siamo arrivati ai 2 punti per il figlio, siamo passati ai 4 punti da 2 figli in su e siamo passati ai 3 punti per i disabili e per gli anziani con più di 65 anni. Ritengo che sia una buona mediazione che tiene conto di quello che sarà il lavoro da fare nei prossimi mesi e, di fatto, non introducendo - come purtroppo chiedeva il Consigliere Marrone - una sorta di premialità per gli anni, o una sorta di quoziente familiare. Credo che sia una buona mediazione, anche perché non si possono aggiungere punti proporzionalmente ai figli, e che il punteggio di 2 e di 4 rappresenti una buona interpretazione della discussione che è avvenuta in Commissione. Sinceramente, spero che sarà unanime il voto su questa proposta di deliberazione (visto che lo è già stato in Commissione Emergenza Abitativa, in IV e in II Commissione e nelle Circoscrizioni) trattandosi di un tema così delicato ed importante che coinvolge migliaia di famiglie che si trovano in difficoltà e che, però, oggi hanno sicuramente una risposta più veloce e celere di quanto si immagina. Infatti, un bando sempre aperto dà anche questa possibilità; cioè il fatto che, in qualche modo, non ci sia una chiusura o un non rapporto fra l'emergenza abitativa ed un bando che continua ad esistere. Ovviamente, dovremo lavorare sempre di più con l'ATC per dare delle disponibilità efficaci e in tempi celeri alle famiglie che vincono, ma dovremo anche pensare a tutte quelle progettualità che permettono di non perdere la casa. Credo che, nei prossimi mesi, affronteremo il tema "economico", tra virgolette, e di tutti quelli che sono gli ammortizzatori che la Città può mettere in campo; a mio parere, questi devono intervenire prima che le famiglie vengano sfrattate e spero che, in qualche modo, questa Città se ne renda conto. Vorrei sottolineare - e ne approfitto per ringraziare il Presidente Levi - che siamo riusciti ad aggiungere una norma interpretativa o, meglio, una definizione ed una premessa antidiscriminatoria alla proposta di deliberazione. Credo che in Commissione Emergenza Abitativa non ci sia mai successo di discriminare delle famiglie in quanto coppie di fatto e non figlie del matrimonio costituzionalmente riconosciuto. Ammetto, però, che non ci sono successi neanche dei casi dovuti alla separazione di 2 persone che, in qualche modo, avevano convissuto per tanti anni. Il fatto di citare un Regolamento e anche l'Anagrafe (che, in qualche modo, abbiamo messo in campo) e la definizione di rapporto di convivenza per motivi sentimentali credo che, in realtà, ci porti a dire che la Città vuole sempre di più anche quel tipo di riconoscimento ed è importante che le famiglie che convivono utilizzino anche quello strumento, per far sì che quella discriminazione non possa esistere. Auspico che la Commissione ne avrebbe tenuto conto anche senza questo emendamento, ma, secondo me, fra la prassi e l'indicazione politica ce ne passa ancora tanto. Secondo me è stato giusto il suggerimento del Presidente Levi, che ci ha chiesto che venisse rispettato quel Regolamento, ed è stata giusta la scelta di metterla come norma interpretativa di tutto il Regolamento per non emendare la Legge Regionale, ma per interpretarla nel modo più corretto possibile. |