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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201243/002, presentata in data 8 marzo 2012, avente per oggetto: "Area ex Nebiolo" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) In realtà, l'area ex Nebiolo ha una storia antica, oserei dire, che affonda nello scorso millennio addirittura, alla fine dello scorso secolo. Con deliberazione del Consiglio Comunale del febbraio 1997 è stato approvato il Piano Particolareggiato Nebiolo, Ambito 931, inteso alla trasformazione in conformità agli indirizzi del nuovo Piano Regolatore Generale dell'ex complesso industriale Officine Nebiolo, finalizzato all'attuazione del Programma Pluriennale di Edilizia Residenziale Pubblica, approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte nell'ottobre 1993. L'Amministrazione Comunale aderì a questo programma, assoggettando al Piano Particolareggiato alcuni compendi urbani, tra i quali l'Ambito Nebiolo, dove realizzare delle costruzioni, in gran parte da finanziare con i fondi per l'edilizia sovvenzionata. Il Piano Esecutivo in questione, al fine di poter attuare un intervento integrato e multifunzionale, non contemplava e non contempla esclusivamente Edilizia Residenziale Pubblica, ma anche attività di servizio alle persone ed alle imprese, attrezzature d'interesse comune, attrezzature e servizi sociali di interesse generale, aree per la viabilità, verde pubblico attrezzato e parcheggi pubblici interrati. Queste funzioni sono state aggregate in quattro lotti, che avevano le seguenti destinazioni d'uso: il 1° e il 2° lotto, Edilizia Residenziale Pubblica, attività di servizi alle persone ed alle imprese; il 3° lotto, attrezzature di interesse comune, con possibilità di insediare anche quelle di interesse generale ed attività di servizio alle persone ed alle imprese; infine il 4° lotto, verde pubblico, parcheggio pubblico interrato. Successivamente all'approvazione del Piano Particolareggiato si sono manifestate alcune nuove esigenze di interesse pubblico, consistenti in richieste da parte dei cittadini, rappresentanti della Circoscrizione, Enti ed organizzazioni politiche, nonché di associazioni culturali, che hanno comportato parziali adeguamenti e modificazioni allo strumento urbanistico esecutivo. La prima di queste esigenze è rappresentata dalla richiesta di salvaguardare, previ opportuni interventi di riqualificazione edilizia, l'intero edificio a tre piani fuori terra esistente lungo il lato Est di Via Padova, che per il suo buono stato di conservazione e per la sua dignità architettonica merita di essere mantenuto ed utilizzato. La seconda nuova esigenza, manifestatasi successivamente all'approvazione del Piano Particolareggiato, è rappresentata dalle numerose richieste e segnalazioni avanzate dagli abitanti della zona e dagli studenti degli istituti scolastici ubicati nei pressi, di creare, lungo il Corso Novara, un'ampia visuale verso le aree verdi previste all'interno dell'isolato, con la realizzazione di accessi in modo da garantire una maggiore percettibilità e fruibilità dello spazio pubblico. La terza esigenza consiste, invece, nella richiesta da parte di associazioni culturali torinesi di salvaguardare non soltanto la manica dell'edificio prospettante la Via Padova, ma di estendere questa possibilità di recupero anche su altre parti dell'ex impianto industriale Nebiolo, che abbiano carattere di interesse storico ed architettonico documentato, da destinare a servizi per la città. Quindi attrezzature di interesse comune, parcheggi pubblici, multipiano fuori terra, oppure servizi di supporto alle attività ludico-sportive previste sulle aree verdi. Quindi, alla luce di queste esigenze, si è resa necessaria una Variante al Piano Particolareggiato con le seguenti finalità: riduzione della nuova edificazione inizialmente prevista e destinata ad Edilizia Residenziale Pubblica, questo per conservare il fabbricato prospiciente Via Padova; poi, proporre un assetto finale che consentisse alla Città ulteriori margini di manovra in fase attuativa, circa le funzioni da insediare e l'assetto dei servizi, nonché la conservazione o meno di parte del fabbricato prospiciente Corso Novara. Poi, ho qui sottomano che cosa prevede ogni singolo lotto, anche in termini di destinazioni d'uso e percentuali. La Variante al Piano Particolareggiato è stata adottata dal Consiglio Comunale nel dicembre 1999 ed approvata dal Consiglio il 23 maggio 2000. Attualmente sono stati realizzati il lotto di Edilizia Residenziale Pubblica, alcuni servizi e parte delle demolizioni previste. Sono scaduti i dieci anni di validità della Variante al Piano Particolareggiato. Quindi, dal punto di vista urbanistico, oggi vige, su quell'ambito, quanto prevede il Piano Regolatore, cioè l'intera area destinata a Zona Urbana di Trasformazione, la cui scheda normativa prevede una serie di indicazioni che posso fornire all'interpellante. In merito alla realizzazione delle opere pubbliche, così come previste dal Piano, ma non ancora avviate, devo precisare che competono ormai alla fase attuativa, non è più lo strumento urbanistico che interviene, ma dipendono, invece, dalla programmazione dei lavori pubblici, cioè dal Triennale delle opere pubbliche e dell'annuale. Però, considerata l'onerosa attuazione delle opere pubbliche, tutte a carico della Città, stiamo esplorando modalità attuative diverse da quelle previste oggi dal Piano Regolatore, per poter addivenire, in tempi certi, ad una completa e definitiva riqualificazione dell'area, fermo restando le molteplici e complesse ipotesi di trasformazione, condotte in passato anche attraverso la società Avventura Urbana che lei menziona, e le varie interlocuzioni con le associazioni e gli Enti del territorio interessato. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio l'Assessore. Come lei dice, la questione Nebiolo risale al 1997, quindi quella che oggi ha illustrato sembra una procedura attivata, sostanzialmente, per cercare di arrivare ad una soluzione. Però, da come lei l'ha prospettata, si desumono tempi ancora lunghi. Sicuramente, le persone di quella zona hanno ottenuto un coinvolgimento non indifferente negli anni passati, ad esempio su Via Padova - come lei ha ricordato - anche attraverso alcune modifiche del Piano Particolareggiato, però, al tempo stesso, oggi, dopo 14-15 anni, dovremmo cercare di arrivare ad una conclusione, per non rendere vane le aspettative ingenerate. Lei ha detto che il Piano delle opere pubbliche sarà sostanzialmente bypassato, mi pare di aver capito, attraverso modalità differenti e attuative. Volevo però chiedere all'Assessore - se è possibile, Presidente - quali sono i tempi che la Città pensa di avere su questa zona, perché, oggettivamente, per i cittadini ormai è diventato un problema, un'aspettativa mai risolta. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Se il Consigliere lo ritiene opportuno, possiamo fare un approfondimento in II Commissione. È interesse dell'Amministrazione trovare delle soluzioni in tempi certi e rapidi, sapendo che, in questo momento, ridefinire non tanto lo strumento urbanistico, quanto il costo delle opere pubbliche, sinceramente, non mi permette di essere in grado di dire quali siano i tempi, anche se la volontà è che siano tempi molto brevi, perché è vero che quel pezzo di Corso Novara è sicuramente un "buco" che va ripensato e va completato. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma la questione viene inviata in II Commissione per un approfondimento. |