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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 11 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 18
INTERPELLANZA 2012-01372
"TAGLI AGLI STIPENDI, PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 14 MARZO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201201372/002,
presentata in data 14 marzo 2012, avente per oggetto:
"Tagli agli stipendi, piove sempre sul bagnato"
e dell'interpellanza n. mecc. 201201421/002, presentata in data 19 marzo 2012,
avente per oggetto:
"Tagli ai dipendenti?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'interpellanza n. mecc. 201201372/002, a firma dei Consiglieri Ricca, Carbonero e
Cervetti, richiama una notizia stampa di venerdì 23 marzo 2012, citando il
sottoscritto: "(...) la strategia collegiale con cui l'Assessore al Bilancio Gianguido
Passoni dovrà far quadrare i conti del 2012;", quindi ringrazio per la citazione
nell'interpellanza, che rimarrà agli atti, "constatato che lo scenario è reso ancora
nebuloso dall'incertezza sui trasferimenti (...) dell'IMU (...); il Comune di Torino
versa in una difficoltà di Bilancio dichiarata dallo stesso Assessore Passoni;", chiede
sostanzialmente, facendo un'ipotesi: prima domanda "Se anziché sanare la situazione
finanziaria (...) con una manovra di decurtazione dello stipendio delle fasce
impiegatizie, non sarebbe preferibile (...) una parametrazione (...) dell'emolumento
globale della fascia dirigenziale".
Seconda domanda: "Se, considerato che in ottemperanza al D. Lgs. n. 201 del 6
dicembre 2011, convertito (...) a livello normativo statale la retribuzione è
parametrata al trattamento economico del più alto funzionario ordinario dello Stato
(...) non potrebbe adottare una propria disposizione" in cui parimenti venga adeguato
il trattamento economico eventualmente maggiorato di un 20% per le singole
professionalità".
Peraltro, in una analoga interpellanza (anche se è stata rinviata erroneamente, perché
io avevo chiesto il rinvio di interpellanze di cui non avevo la risposta, mentre questa
è una interpellanza fotocopia, ma non nel senso dispregiativo del termine, nel senso
che sono uguali sostanzialmente) il Movimento 5 Stelle chiedeva, più succintamente
e senza citare l'Assessore, se sostanzialmente fosse vero che avremmo tagliato il 5%
degli stipendi, eccetera. Un'ulteriore domanda era se avessimo iniziato la trattativa
sindacale sul punto specifico, ammesso che il punto specifico corrispondesse al vero.
Se siete d'accordo, rispondo congiuntamente, così evitiamo di fare una replica sugli
stessi punti.
Sostanzialmente la Città non ha inteso, e quindi io non rispondo della notizia
giornalistica per la quale sembra si è immaginato un taglio del 5%; peraltro un
giornale di questa mattina, forse, a sua volta, riparla di argomenti fantasmagorici in
modo impreciso e sulla materia dell'imprecisione dirò, ovviamente, qualcosa, perché
il tema della componente del costo del lavoro degli Enti Pubblici è molto complicata
e complessa e, purtroppo, non può essere banalizzata con percentuali.
Pur consapevoli della difficoltà con cui la Città attraversa la congiuntura economica,
la fase di trasferimenti erariali calanti e la necessità, quindi, di compensare gli stessi
con probabili manovre di natura fiscale, come peraltro il Decreto Monti
sostanzialmente prescrive, al momento non è immaginata una decurtazione sullo
stipendio percepito dai dipendenti, cioè non ci sono manovre che abbiano a che fare
con il salario e lo stipendio dei lavoratori comunali.
Diverso è il tema del contenimento del costo del lavoro, cioè della parte complessiva
del costo per l'Ente - peraltro, ovviamente allo studio, come fu allo studio l'anno
scorso, e lo citavo prima, in particolare sul tema delle premialità proprio di fascia
dirigenziale in quel caso -, complessivamente si tende a ridurre la spesa complessiva,
razionalizzando la macchina organizzativa.
Quanto, poi, alla ventilata possibilità di porre limiti agli emolumenti dirigenziali, si
evidenzia che tali indennità sono soggette ai limiti di legge, che, oltre a prevedere,
quale tetto massimo, l'emolumento spettante al primo Presidente di Cassazione,
impongono alle retribuzioni dirigenziali tagli fino al 10% - lo citavo prima per il
portavoce Giovannetti - per importi che superano complessivamente i 90.000 Euro
lordi.
Vorrei commentare questo punto dicendo che bisogna stare attenti a fare confusione
e a dare credito a notizie giornalistiche riferite alla fascia di salario e di stipendio,
perché tendenzialmente si scambia quella che è la manovra contenitiva del costo del
lavoro, che peraltro istituti espliciti di legge prevedono rispetto al principio di
riduzione del costo del personale; principio che non è applicato con discrezionalità
politica, ma è evidentemente applicato con obbligo di legge e su cui, peraltro, in tanti
Comuni la Corte dei Conti esprime, anche per pochi Euro, pronunce piuttosto pesanti
(non a Torino nella fattispecie, su questo campo non c'è nessuna osservazione).
Quindi, naturalmente questo parametro della riduzione del costo del lavoro va
cercato non soltanto nel costo complessivo e nel numero di risorse umane, salvo poi
che tutti ci dichiariamo politicamente a favore delle pubbliche assunzioni, ma
sostanzialmente anche a livello di costo per l'Ente, parametrato al costo dell'anno
precedente e alla base di calcolo degli anni precedenti. Ancora i Comuni piccoli
hanno il 2004 come parametro, quindi un parametro molto vecchio nel tempo.
Quindi, rispetto alle voci di corridoio, fino a quando non avremo stabilito o
immaginato una piattaforma di valutazione sul costo del lavoro, che, ribadisco, non
hanno in testa di toccare il salario percepito dai dipendenti e sicuramente la parte
stipendiale, sostanzialmente non vi è nulla da comunicare.
Quando e se avremo questa piattaforma, il primo soggetto a cui trasparentemente la
comunicheremo - cosa che facciamo abitualmente - sarà ovviamente il Tavolo
sindacale. E qui rispondo alla domanda dell'interpellanza presentata dal Consigliere
Appendino riferita al fatto che al momento non c'è trattativa sindacale, perché non
c'è nessuna ipotesi, quindi non è stato formulato nulla, se non naturalmente "l'idea
che".
Tengo solo a precisare che il giorno in cui uscì questo articolo, pluricitato
nell'interpellanza in oggetto, fui fermato da un dipendente comunale che mi disse:
"Ma se ci togliete il 5%, vuol dire che io, che adesso prendo 1.000 Euro, ne prenderò
950?". La semplificazione giornalistica e anche una certa cultura voyeuristica dello
scoop a tutti i costi porta a semplificare messaggi che poi producono danni, perché la
percezione di una cosa del genere sarebbe naturalmente iniqua e anche assolutamente
immotivata.
Rispondendo e completando la risposta all'interpellanza della Lega Nord, se ricordo
bene, si chiede anche, rispetto alla punto 2, che richiamava il nascente limite nelle
disposizioni statali sul mantenimento di soglia oltre la quale non considerare
ammissibile la retribuzione, il limite proposto alla parametrazione dell'indennità
percepita dal Sindaco è già ampiamente rispettato per la dirigenza dell'Ente, ad
eccezione per Direzione Generale e Vicedirettori Generali, le cui indennità sono
comunque rispettose dei limiti di legge nazionale. Cioè tutte le altre sono comunque
contenute all'interno del parametro di legge.
Ai fini dell'equità di qualunque manovra che l'Ente volesse evidentemente operare,
tengo a precisare che non si tratterà, comunque, in nessun caso, di tagli indiscriminati
del salario e dello stipendio dei lavoratori del Comune di Torino, ma si discute (come
peraltro da circolare sullo straordinario, per citare un elemento che è componente del
costo del lavoro, ma non è salario ordinario dei dipendenti) di contenere quelle voci
che naturalmente compongono, in alcuni casi, il lavoro straordinario, ma che
evidentemente, in tempi di riduzione delle risorse pubbliche, vanno usate con
massima attenzione e naturalmente con una grande capacità di discriminare
l'effettivo fabbisogno.
A tal fine segnalo solo che nell'anno 2011 - lo citavo prima per l'interpellanza - la
Città non ha fatto manovre di contenimento, per il costo del personale, dettate dalla
riduzione del costo di prestazione o di salario percepito dai lavoratori; per la verità,
lo ha fatto solo su una fascia, ovvero quella dirigenziale, con una decurtazione
inversamente proporzionale al premio percepito, cioè è stato tagliato in misura più
alta il premio dei dirigenti con massimo premio e in misura inversamente
proporzionale ai dirigenti con premio più basso. Quindi ritengo che questo criterio
non soltanto non abbia colpito in alcuna misura i lavoratori e, in qualche modo, le
categorie meno pagate del Comune, bensì ha teso a colpire esattamente coloro che
percepivano un salario e uno stipendio più alto, come le fasce direttoriali e
dirigenziali, in base al premio.
Concludendo, quindi, non credo che in questo momento si possa affermare che sono
in corso riduzioni dello stipendio dei dipendenti comunali.
Tengo a segnalare che naturalmente l'attenzione e il dovere con cui si ragiona in
termini di costo del lavoro non è legato a culture efficientiste o volontà di guardare al
comparto dipendenti come un comparto su cui tagliare, ma è legato a specifiche
finalità di legge, nonché alla specifica necessità che si rispetti un parametro ormai
assodato nell'Ordinamento dello Stato italiano, per cui il costo del personale deve
garantire un costo decrescente, anno per anno, a prescindere da qualunque istituto, da
qualunque previsione, da qualunque discrezionalità che l'organo amministrativo
politico dell'Ente intenda assumere.
Pertanto, noi ci atterremo a questo tipo di impronta contenendo il costo del personale,
naturalmente con il buonsenso e l'attenzione di non andare a colpire situazioni che
non abbiano forti motivazioni, naturalmente legate a livello di stipendio e di salario,
o naturalmente ad aspetti riorganizzativi.
Altra cosa è parlare di riorganizzazione, cioè se ci sono situazioni in cui, per ragioni
organizzative, alcuni comparti avessero ottenuto, qualificato, orari di servizio,
disponibilità di orari o budget di ore di straordinario non motivate dalla
riorganizzazione, in questo caso sarebbe un dovere rivedere quei budget, tutto ciò
senza mai avere in mente di toccare indennità, tra virgolette, "tabellari" o stipendi ai
dipendenti, che naturalmente sono intangibili e naturalmente non sono oggetto di
nessuna forma di economia che l'Ente intende applicare. Tanto meno se riferita a
categorie di stipendio, di salario medio-basso e pertanto soggetti particolarmente alla
crisi economica.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Innanzitutto, le cose che ho sentito dire da lei
un po' mi preoccupano, perché è preoccupante il fatto che - dalle parole che lei ha
detto - questa Giunta non riesca neanche più a controllare la stampa di regime, cioè
la vostra stampa, perché se dice che dicono delle stupidaggini, ed è la vostra stampa
che lo dice, il fatto è veramente grave.
In realtà non è così, perché invece qualcosa succederà e sapete esattamente già che
cosa e in che misura. Questo perché? L'esempio più eclatante: lunedì scorso il suo
Sindaco, che mi accusava di aver chiesto delle comunicazioni in base a cose lette
sull'IMU su "La Stampa" e due giorni dopo lei confermava che l'IMU
probabilmente avrà l'addizionale comunale esattamente come la stampa riportava.
Questo, chiaramente, dà la misura del fatto che quello che scrive la stampa non sono
stupidaggini, perché - ripeto - da una parte mi preoccuperebbe, perché vuol dire che
non riuscite a controllarla, ed è la vostra, invece dall'altra riporta delle cose che
sanno e che poi puntualmente, in qualche modo, si avverano.
Per quanto riguarda, invece, il discorso dei dirigenti, 147 dirigenti di cui quasi la
metà supera i 100.000 Euro di emolumento, misto col premio chiaramente, premio
che non è dato a raggiungimento obiettivi, ma a prescindere, quindi è parte integrante
a tutti gli effetti, anche se mascherato sotto una voce diversa, al quale vanno aggiunte
tutte quelle che sono le partecipazioni nei vari CdA di varie partecipate, Enti,
eccetera. Di questo ne ha il palmares - anche se ha tutta la mia stima professionale in
assoluto e indiscutibile - il dottor Mora, che, se si va a vedere in quante partecipate e
in quanti CdA è, credo che quasi raddoppi quello che è il suo emolumento normale.
Quindi, dove bisogna fare ordine? Bisogna fare ordine proprio in queste cose, perché,
se si chiede rigore, se si chiede attenzione e poi si permette che la propria dirigenza
spazi in lungo e in largo ad accumulare emolumenti e guadagni da qualunque fonte
possibile ed immaginabile, e sicuramente in qualche modo è nominato da voi, è
chiaro che poi qualcuno vi bussa e vi dice: "Il 5% fa parte del pezzo di testa che vi
tagliamo", perché questo è, insomma, è chiaro che è così.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore delle risposte. Io avrei poco da aggiungere, nel senso che sono
contenta del fatto che questa voce sia stata smentita; io prendo per vere le parole, poi
mi auguro di non doverci ritrovare tra tre mesi in Commissione a dover parlare di un
effettivo taglio del 5%.
Confermo quanto detto dal mio Collega. Devo dire che tre volte su quattro i
giornalisti ci azzeccano, quindi o prevedono il futuro, oppure evidentemente qualche
informazione arriva; magari è un'intenzione che poi non si conferma, non lo so,
magari è qualcuno che ha in mente questo progetto e quindi poi esce sui giornali,
eccetera.
Però devo dire che l'ultimo caso - faccio anch'io un esempio - è stato TRM: noi non
sapevamo nulla, dai giornali e poi l'Assessore l'ha confermato in Aula. Quindi sono
contenta che l'Assessore non abbia confermato queste informazioni in Aula.
Detto ciò, un'ultima considerazione. Non mi stupisce nemmeno che un dipendente la
fermi per i corridoi e le chieda effettivamente se questo 5% sia così, sia per la
situazione economica che stiamo vivendo, sia perché comunque, nel momento in cui
di informazioni non ce ne sono, di tagli se ne parla e ancora non è chiaro cosa
succederà nel 2012, è ovvio che ognuno, tra virgolette, si preoccupa del suo, vede
delle informazioni sui giornali, in Consiglio e in Commissione non se ne parla e
quindi poi la fermeranno per i corridoi. Anzi, mi stupisce che sia stato solo uno,
immaginavo fosse magari qualcuno in più, magari arriverà. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Era 5 Stelle. Ci seguono, allora, vede? Sono io che glieli mando!
No, scherzo. Comunque sono contenta, sono soddisfatta della risposta. Mi auguro
solo che questo tema, poi, non verrà di nuovo trattato fra tre o quattro mesi, dove
invece si darà per cosa fatta.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Sul merito io non ho niente da aggiungere e, non amo smentirmi, ma ribadisco che
l'Ente, dove riterrà di riorganizzare, lo farà e lo farà consapevolmente, senza doversi
preoccupare delle resistenze e dei problemi che si possono trascinare, perché
comunque la capacità della politica deve essere anche quella di distinguere e
discriminare problema e problema.
Io tendo a non accettare impostazioni per le quali si faccia soltanto il titolo del
problema e poi non si vada a guardare nel merito.
Peraltro, devo dire che dall'opposizione mi aspetterei una maggiore consapevolezza
del fatto che l'impianto che noi ereditiamo non è che ce lo siamo inventato noi, c'era
un Ministro veramente molto basso, ma bassissimo, che scriveva delle leggi
lunghissime e che ha creato tutto un meraviglioso impianto di riduzione del costo del
personale, che ancora adesso il Legislatore non ha modificato.
Per cui, io vorrei che ogni tanto si parlasse del fatto che c'è un limite alle assunzioni
del 20% delle cessazioni, che non è che i Comuni non assumono perché sono cattivi.
Vorrei fare una considerazione finale che è questa: non credo ci sia stampa di regime,
perché se andiamo a leggere le stampe di regime, vorrei dire che c'è un giornale che
l'altro giorno ha scritto: "I torinesi sono quelli che pagano le maggiori imposte
locali". Questo era il titolo. Poi, si andava a leggere l'articolo sotto e si diceva che le
imposte pagate dai torinesi sono le più alte perché c'è un'addizionale regionale che
anche i torinesi pagano e quindi i torinesi pagano le imposte più care. Ragazzi, però
cerchiamo di capirci. Se volevamo non dire che la Regione Piemonte è quella che ha
l'addizionale regionale più alta, abbiamo trovato un modo elegante per non dire una
bugia, ma per dire una cosa che è esattamente di regime altrettanto, quanto quelle
cose che lei forse citava precedentemente.
Bisogna sempre leggere prima di giudicare, quindi non fermarsi alla notizia,
all'articolo, ma leggere bene. Infatti noto che nessuno ha fatto interpellanze su
quello, perché evidentemente la notizia non esisteva, non era fondata.
Sul tema, invece, della scelta, io credo che la Città abbia ben presente il fatto che
toccando il tema del personale, tocca un tema delicato. Penso anche, però, che
tragicamente - e lo dico con grande sofferenza -, se il Legislatore ha immaginato una
manovra per il 2012 con numeri così stretti rispetto al costo complessivo e ha
immaginato interventi così pesanti sul personale, io mi permetto di dire che vorrei
che poi si giudicasse alla fine quello che la Città sta facendo. Sta facendo una politica
molto attenta all'uso delle risorse, molto attenta a ridurre e comprimere i costi
aggiuntivi, a ridurre il ricorso a dirigenze esterne, molto attenta complessivamente al
fatto che nei bilanci del pubblico questa è una voce comunque rilevante.
Le risorse complessive e i trasferimenti non sono più sufficienti e naturalmente sta a
noi garantire, in qualche modo, un sufficiente potere d'acquisto e una intangibilità
dei diritti essenziali dei lavoratori, senza però considerare lo stato di fatto come
intoccabile.
La differenza fondamentale è che io non appartengo alla categoria di persone che
dice che la composizione attuale del costo del lavoro è per forza corretta e giusta nel
Comune di Torino. Questo non è corretto. Io prevedo che, invece, noi dobbiamo
andare a discriminare e a ragionare voce per voce sul costo del personale,
naturalmente senza considerare il soggetto individuale, ma considerando i servizi,
l'efficienza e il tipo di lavoro che noi facciamo, cioè erogare servizi ai cittadini nel
modo più efficiente possibile, senza pregiudicare il diritto al lavoro e al salario delle
persone.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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